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Auto, de Meo all’Europa: serve più cooperazione come con Airbus

Auto, de Meo all’Europa: serve più cooperazione come con AirbusMilano, 19 mar. (askanews) – Luca de Meo, Ceo di Renault Group, ha reso pubblica la sua Lettera all’Europa, inviata il 19 marzo 2024 ai principali decision maker e stakeholder per fare il punto sulle sfide che attendono il mercato dell’auto. “In vista dei dibattiti che alimenteranno la campagna elettorale, ritengo opportuno far sentire la mia voce non per fare politica, ma per dare un contributo alle scelte”.



Secondo de Meo, la transizione deve essere un’opportunità di trasformazione per l’industria dell’auto Ue. “Abbiamo già visto con Airbus ciò che l’Europa è in grado di fare. Intensificando le iniziative di cooperazione, metteremo la nostra industria sulla strada del rinnovamento”. Oggi però il settore sta affrontando una concorrenza sbilanciata: “gli Stati Uniti incentivano, i cinesi pianificano, gli europei regolamentano”. L’Europa “deve inventare un modello ibrido”. Ad esempio coinvolgendo “le maggiori 200 città europee nell’elaborazione della strategia di decarbonizzazione, istituendo una Champions League industriale” per premiare gli attori impegnati nella transizione e creando “aree economiche verdi” in cui si possano concentrare gli investimenti e gli incentivi per la transizione energetica.


Il Ceo di Renault Group propone, infine, il lancio di dieci grandi progetti europei in ambiti strategici: promuovere le piccole auto europee, rivoluzionare le consegne dell’ultimo miglio, sviluppare le infrastrutture di ricarica e la tecnologia V2G, aumentare la competitività dell’Europa nel settore dei semiconduttori. Alla base la convinzione che “la transizione ecologica è uno sport di squadra” e che “l’industria automobilistica europea può in breve tempo diventare la soluzione alle sfide del continente”. Il ceo di Renault snocciola poi un po’ di numeri per contestualizzare la concorrenza cinese. Circa il 4% delle vendite di veicoli elettrici in Europa è realizzato da marche cinesi. Nel 2023, il 35% dei veicoli elettrici esportati in tutto il mondo era di provenienza cinese. I cinesi hanno un vantaggio in termini di costi pari a 6-7.000 euro nelle auto del segmento C (25% del prezzo totale). Il ciclo di sviluppo di un nuovo modello è di 1,5-2 anni in Cina rispetto ai 3-5 anni in Europa.


In Europa c’è la possibilità di raddoppiare il potenziale di business con i veicoli elettrici: un’opportunità da 200 miliardi di euro nel perimetro geografico di Renault. Il 55% delle vendite sarà rappresentato da veicoli elettrici entro il 2030 (vs. l’8% odierno); 252 miliardi di euro investiti dai costruttori europei tra il 2022 e il 2024 per raggiungere l’obiettivo “zero emissioni nette” in Europa entro il 2035; 25 milioni di posti di lavoro interessati dalle transizioni digitale e ambientale, con un impatto su 500mila posti di lavoro nel settore dei veicoli endotermici e la creazione di 120mila nuovi posti di lavoro.