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Barilla lancia Accademia del basilico, piano di formazione per agricoltori

Barilla lancia Accademia del basilico, piano di formazione per agricoltoriMilano, 18 mar. (askanews) – In concomitanza con la semina in serra de basilico destinato al pesto – il periodo migliore è febbraio-marzo – Barilla ha avviato una Accademia del basilico, un programma di formazione per i coltivatori, offrendo loro strumenti e competenze per perseguire pratiche agricole attente all’ambiente con l’obiettivo di arrivare all’agricoltura di precisione anche per questa erba aromatica.



Con la domanda di pesto in aumento a livello globale e una crescita del 17% a volume nel 2024 rispetto a un anno prima nel mercato dei pesti, il pesto Barilla torna al centro del racconto dell’azienda di Parma, che è leader a livello globale in questo mercato con una quota del 40,4%. Avviata a fine gennaio, Accademia del basilico è stata realizzata in collaborazione con Dinamica, ente di formazione specializzato nel settore agroalimentare in Emilia-Romagna e con il supporto di Open field. Il corso si è sviluppato attraverso sette lezioni per approfondire varie tematiche, coinvolgendo 21 partner dell’azienda, tra coltivatori e stakeholder.


Partendo da un’introduzione panoramica sui principali problemi fitosanitari, i docenti hanno analizzato gli impatti economici e produttivi delle malattie e dei parassiti che possono danneggiare le coltivazioni di basilico, spiegando come imparare a riconoscere i sintomi di alcune malattie, le infestazioni delle principali specie di insetti e le principali tecniche di prevenzione e controllo che è possibile adottare. Anche la regolamentazione vigente sui fitofarmaci e le pratiche di sicurezza nell’applicazione dei trattamenti sono state oggetto di discussione. E ancora il tema dell’agricoltura 4.0 ha fornito l’occasione per discutere delle potenzialità di una gestione agricola “di precisione”, con focus sulle possibili applicazioni nella gestione agronomica del basilico. In generale, l’applicazione delle tecnologie digitali in campo agricolo risulta utile per supportare la pianificazione delle strategie per la propria attività, compresi i rapporti con tutti gli anelli della filiera, generando un circolo virtuoso in grado di creare valore per tutti i partner coinvolti. Grazie all’impiego di strumenti digitali sempre più sofisticati, è possibile non solo aumentare la resa produttiva dei terreni, ma soprattutto ridurre notevolmente l’impatto ambientale. L’utilizzo dei Decision Support System (DSS) per la gestione delle malattie del basilico, per esempio, consente azioni commisurate alle esigenze specifiche della pianta, intervenendo con gli strumenti giusti e nei tempi più utili. “Prima di far parte della filiera del basilico di Pesto Barilla nessuno sapeva che cosa fosse la sostenibilità – dichiara Giuseppe Bonati dell’azienda agricola La Felina – Oggi abbiamo una consapevolezza diversa e all’impiego degli agrofarmaci preferiamo alternative naturali, che ci consentono di ottenere un basilico bello e sano”.


In questo modo, spiega l’azienda, da un lato si rafforza il legame con i coltivatori e con tutti gli attori strategici della filiera, dall’altro si valorizza la filiera del basilico Barilla e il suo modello innovativo a vantaggio della più ampia comunità agricola, portando l’esperienza di Parma anche all’estero. “Con Accademia del Basilico Barilla vuole offrire ai propri coltivatori una nuova opportunità di crescita e di networking, dove tutti i partner coinvolti possono condividere esperienze e competenze, e acquisire nuove conoscenze sulle pratiche agricole responsabili per la coltivazione del nostro basilico – spiega Matteo Gori, presidente della categoria sughi Barilla – Grazie a questa iniziativa Barilla dimostra ancora una volta la propria attenzione all’ambiente, al territorio e alle persone, valorizzandone il saper fare, per continuare a perseguire un modello di agricoltura sostenibile, capace di integrare tradizione e innovazione”.


Il pesto Barilla è prodotto con basilico da agricoltura sostenibile certificato Iscc Plus nello stabilimento sughi di Rubbiano, nel Parmense, ed è coltivato seguendo le regole della Carta del basilico. E ora, in linea con l’impegno sostenibile anche il packaging è più green, attraverso il progetto “mezzo bianco”. In collaborazione con il partner storico Zignago Vetro, Barilla utilizza vasetti alimentari con una percentuale di vetro riciclato più alta rispetto ai tradizionali contenitori in vetro bianco, da qui il nome “mezzo bianco”. Nello specifico vasetti scelti contengono fino al 65% di vetro riciclato riducendo così significativamente il consumo di materie prime vergini e di energia. In termini emissioni di CO2 la riduzione è del 28% rispetto al vasetto tradizionale in vetro bianco, a parità di fonte di approvvigionamento elettrico tra le due produzioni. Il vetro di Zignago Vetro è già utilizzato per oltre 43 milioni di vasetti di pesto, un numero che Barilla punta a crescere e a raggiungere nella totalità dei volumi di pesto nei prossimi anni.