Bce smentisce ma FT insiste: “Iniziata la partita” sul dopo Lagarde
Bce smentisce ma FT insiste: “Iniziata la partita” sul dopo Lagarde
Roma, 18 feb. (askanews) – Il Financial Times batte a caldo sulla rinnovata ipotesi di ritiro anticipato di Christine Lagarde dalla presidenza della Bce. “Non è chiaro quando si verificherà”, dice il quotidiano citando una fonte anonima, solo per aggiungere che secondo un’altra fonte “è probabile” che il passo indietro avvenga “in estate”, dato che ora la questione della sua uscita di scena sarebbe “semi ufficiale”.
In ogni caso, ormai per la sua successione “la partita è aperta”, aggiunge il quotidiano citando “un esponente governativo dell’Unione europea”, sempre anonima.
Stamattina la smentita della Bce è arrivata rapidamente, affidata ad una comunicazione di un portavoce: “la presidente Lagarde è totalmente focalizzata sulla sua missione e non ha preso alcuna decisione in merito alla fine del suo mandato”.
Poche ore dopo Piero Cipollone, il componente italiano del Comitato esecutivo della Bce, che si trovata a Roma per perorare la causa dell’euro digitale presso i banchieri riuniti all’Abi, così ha risposto a chi gli chiedeva se fossero vere le indiscrezioni del Ft: “Non ho questa informazione: la presidente ha il pieno controllo della banca e ci guida, come sempre, con la forza e con l’energia necessarie”.
Nelle sue ricostruzioni, il quotidiano sostiene che Lagarde intenderebbe fare il passo indietro in base a motivazioni sostanzialmente politiche: consentire che sia il presidente francese uscente, Emmanuel Macron, a partecipare alla nomina del suo successore, assieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Questo per evitare che la partita venga regolata dal futuro presidente, che in base ai sondaggi circolanti è altamente probabile risultare espressione del Front National, indipendentemente dal fatto che si candidi Marine Le Pen o il suo delfino, Jordan Bardella.
Resta da vedere se queste ricostruzioni si riveleranno fondate. Anche perché muoversi in questo modo, in base a queste logiche, e al tempo stesso ergersi a paladini dell’autonomia delle istituzioni monetarie dalla politica – non solo la Bce, ma tutte, anche la Federal Reserve Usa – potrebbe risultare un gioco di equilibrismo impegnativo anche per una ex atleta di nuoto sincronizzato.
Peraltro precedenti ipotesi di stampa sostenevano che Lagarde avrebbe lasciato anticipatamente o per candidarsi alla presidenza della Repubblica francese, o per rilevare la presidenza del Wef. Di fatto, l’ipotesi di una sua uscita di scena anticipata è abbastanza ricorrente.
Tornando al FT, nel pomeriggio ha rilanciato le sue ricostruzioni riportando che il ministero dell’Economia della Spagna ha affermato con una nota intende “lavorare attivamente per assicurare di mantenere una posizione rilevante e influente” alla Bce. Così come per garantirsi “un ruolo di leadership nelle maggiori istituzioni europee”.
In scadenza c’è la carica di vicepresidente della Bce, occupata dallo spagnolo Luis de Guindos e che andrà al croato Boris Vujcic. In lizza per la presidenza Bce vi sarebbero l’attuale presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, e il suo omologo della Banca centrale olandese, Klaas Knot, assieme ad altri, prevalentemente annoverabili tra i “falchi”. Madrid, sostiene il FT, punterebbe invece a piazzare il suo ex banchiere centrale, Pablo Hernández de Kos.
La decisione su chi nominare a capo dell’istituzione che ha sede a Francoforte spetta fondamentalmente ai governi Ue, previa consultazione del Parlamento europeo e dello stesso direttorio dell’istituzione monetaria. Lagarde, nominata nel 2019, scade a fine ottobre 2027. La presidenza Bce è tra le cariche più rilevanti di tutte quelle comunitarie, si inserisce quindi nell’articolato gioco di trattative diplomatiche tra i Paesi per le diverse posizioni nella Ue.