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Calcio, il Torino presenta D’Aversa: “Entusiasmo, risaliremo”

| Redazione StudioNews |

Calcio, il Torino presenta D’Aversa: “Entusiasmo, risaliremo”

Roma, 24 feb. (askanews) – Giornata di presentazione allo stadio Grande Torino per Roberto D’Aversa a Torino. Il nuovo allenatore granata prende il posto di Marco Baroni, esonerato dopo il pesante 3-0 subito sul campo del Genoa domenica scorsa. Con lui anche il presidente Urbano Cairo e il direttore sportivo del club Gianluca Petrachi e proprio il numero uno del Toro ha preso la parola per primo: “D’Aversa l’ho sempre apprezzato molto, soprattutto il suo percorso al Parma. Abbiamo avuto poca continuità e alcune fiammate. Il bilancio è negativo e l’ambiente non è dei più favorevoli. Ma la squadra deve trovare al suo interno forza e motivazioni per ribaltare la situazione. Sono massimamente dispiaciuto per com’è andata la stagione, si era partiti con altri obiettivi e prospettive. Ma c’è la volontà di cambiare rotta e fare le cose in meglio. La responsabilità è fondamentale e me l’assumo tutta”

D’Aversa dice: “Sono orgoglioso di rappresentare questo club, arrivo con grande entusiasmo perché non mi era mai successo di stare a casa così tanto tempo” queste le prime parole di D’Aversa. “Se a 4 mesi dalla fine del campionato ti chiama il Toro, devi rispondere presente. Il valore del Toro non merita questa classifica ma la classifica va vista. Il potenziale della squadra non la rispecchia, ma se siamo a +3 dalla zona retrocessione serve essere realisti. Dobbiamo migliorare, l’errore sarebbe pensare di non essere risucchiati”. Una battuta anche sul possibile cambio modulo col passaggio alla difesa a 4 visti i numeri da dimenticare: “Qui ci sono tanti difensori centrali e solo due terzini di ruolo, la disposizione più consona è quella di partire a tre. Ma non è il modulo che ti fa subire meno gol, è l’atteggiamento”. Problemi anche per i gol realizzati almeno nei numeri dei granata in campionato: “La differenza reti corrisponde alla posizione di classifica: o migliori i gol subiti o quelli fatti, così migliori la squadra. E’ sempre il campo che dirà come interpretare le gare”