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Dal 4 al 6 aprile la ventesima edizione di “ViniVeri” a Cerea (Verona)

Dal 4 al 6 aprile la ventesima edizione di “ViniVeri” a Cerea (Verona)Milano, 30 mar. (askanews) – “Venti edizioni, una pianta salda con solide radici di valori e passione. Vent’anni di crescita, di tenacia, di forza, di senso di comunità e condivisione di una filosofia produttiva e di vita. Vent’anni di germogli e cambiamenti che hanno visto il Consorzio ViniVeri sempre all’avanguardia: come custodi e testimoni dell’identità territoriale coniugata ad una concreta difesa dell’ambiente, ponendo alla base del proprio impegno l’essenzialità delle competenze in vigna e in cantina, unito alla centralità della qualità del vino e della sua piacevolezza. E continuiamo a farlo anche con questa edizione di ‘ViniVeri’ dedicata proprio allo sguardo sul futuro, nostro e del vino: unendo il solco delle nostre esperienze con le richieste del mercato e delle nuove generazioni di consumatori per vini autentici, veri”. Così il presidente del Consorzio ViniVeri, Paolo Vodopivec, parla dell’edizione che si terrà dal 4 al 6 aprile ad AreaExp di Cerea (Verona), che celebrerà i due decenni sotto il titolo “Profonde radici, sguardo sul futuro”.


Tre giorni dove, nei 4.000 mq dell’Area Exp, i protagonisti saranno sia gli oltre 100 vignaioli provenienti da tutta Italia, Austria, Francia, Spagna, Portogallo e Slovenia che presenteranno i loro vini. Due degustazioni guidate, un convegno e un incontro-dibattito su tendenze del vino e nuove generazioni, e due cene firmate saranno i momenti centrali dell’evento, con un’attenzione particolare a voci e talenti femminili, protagoniste di un cambiamento culturale e di innovazione nel settore dell’enogastronomia come la chef Arianna Gatti e Zaira Peracchia, recentemente incoronata miglior sommelier d’Italia 2025 dal Gambero Rosso. Venerdì 4 aprile, dalle 18.15 convegno sulle nuove regole di etichettatura dei vini con l’entrata in vigore del Regolamento che rende obbligatorio l’inserimento in etichetta dell’elenco degli ingredienti e delle informazioni nutrizionali dei vini: conduce Stefano Vaccari, direttore della Direzione generale della prevenzione e del contrasto alle frodi agroalimentari del Masaf.


Sabato 5 aprile alle 15.30, degustazione “Trinchero: 100 anni di storia e di vino” guidata da Stefano Berzi, Miglior Sommelier d’Italia 2021. In occasione del secolo dell’azienda, Ezio Giacomo Trinchero presenterà una imperdibile verticale del vitigno rappresentativo del territorio astigiano, la Barbera d’Asti con una serie di rare annate storiche: 1971, 1978, 1985, 1988, 1990, 1999, 2002, 2004 e 2007. A seguire, dalle 18.15: “Il Vino attraverso gli occhi delle nuove generazioni”, incontro-dibattito a più voci moderato da Ciro Fontanesi, coordinatore dell’ALMA Wine Academy. Domenica 6 aprile alle 10.30 “Calici Giovani, Voci Nuove” una degustazione dinamica e coinvolgente, ad ingresso gratuito previa prenotazione, condotta da Zaira Peracchia alla scoperta dei vini di otto aziende condotte da giovani vignaiole e vignaioli. Come ogni anno, assieme ai banchi vino, non mancheranno gli spazi per l’assaggio e la vendita di produzioni artigianali agroalimentari come formaggi, olio, cioccolato ecosostenibile, miele e derivati, salumi. Confermata anche la presenza dell’”Enoteca ViniVeri”, la vetrina-bottega dove sarà possibile acquistare molte delle selezionate etichette dei tanti vignaioli presenti a ViniVeri a prezzo di cantina. Anche per questa edizione tale prezzo verrà maggiorato di 1 euro per ogni bottiglia acquistata: un contributo che il Consorzio devolverà in beneficenza.

Vino, Consorzio Primitivo di Manduria a Vinitaly con la fascetta di Stato

Vino, Consorzio Primitivo di Manduria a Vinitaly con la fascetta di StatoMilano, 30 mar. (askanews) – Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria si prepara a partecipare alla 57esima edizione del Vinitaly (a Verona dal 6 al 9 aprile) dove presenterà oltre 50 etichette di Primitivo di Manduria Doc e Docg.


Gli eventi prenderanno il via domenica 6 aprile alle 12 presso lo stand C4 del Consorzio al Padiglione 11, con una degustazione guidata da Davide Gangi e Antonio Scatigna. Il 7 aprile alle 13, presso la Sala Convegni della Regione Puglia, si terrà il convegno “Vino e nuove generazioni: crisi o evoluzione?” che coinvolgerà esperti del settore come Donato Pentassuglia, Assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Novella Pastorelli (Ucovip), Alessandro Rossi (Partesa) Christian Scrinzi (Collis Wine Group), l’enologo Francesco Fortunato, Marco Sciarrini e Marta Cotarella (Accademia Intrecci). La moderazione sarà affidata a Davide Gangi di Vinoway Italia. L’8 aprile sarà una giornata dedicata all’innovazione: alle 13.30, nella Sala Convegni della Regione Puglia, sarà presentata la nuova fascetta di Stato, il cosidetteo “passaporto digitale” del vino Primitivo di Manduria, un QR code che offrirà informazioni dettagliate sul prodotto. La presentazione avverrà assieme all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. A seguire, dalle 14.45 alle 16, si terrà una masterclass dal titolo “Il vino e la strategia di successo della comunicazione di un territorio” con la partecipazione di Gabriele Gorelli, il primo Master of Wine italiano, e Vincenzo Russo, esperto di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing dello Iulm.


“Anche quest’anno siamo presenti per sostenere la qualità del vino italiano e le nostre aziende che producono un Primitivo di Manduria eccellente. Al Vinitaly presenteremo in anteprima un QR code che sarà inserito all’interno delle fascette di Stato di ogni nostra etichetta: scansionandolo, il consumatore potrà accedere al ‘passaporto digitale’ del Primitivo di Manduria, una sezione che conterrà informazioni chiave come il codice seriale e di controllo del sigillo, l’anno di produzione, il lotto e la certificazione” ha spiegato la presidente del Consorzio, Novella Pastorelli, aggiungendo che “inoltre, sarà possibile consultare dettagli sul produttore e sul Consorzio di Tutela oltre a suggerimenti su abbinamenti gastronomici e ricette che valorizzano i nostri vini. Con questa iniziativa – ha concluso – puntiamo a rendere ogni bottiglia ancora più tracciabile, offrendo a chi acquista i nostri vini una panoramica completa e dettagliata sulla qualità e la storia del prodotto scelto, oltre a fornire un servizio prezioso alle nostre aziende”.

Vino, Caiarossa porta a Vinitaly un box con 6 annate del suo blend

Vino, Caiarossa porta a Vinitaly un box con 6 annate del suo blendMilano, 30 mar. (askanews) – Tutto lo spessore di “Caiarossa”, la referenza cardine dell’omonima Cantina di Riparbella (Pisa), in una nuova box degustazione che ripercorre vent’anni di emozioni. Proprio a Vinitaly 2025, in programma dal 6 al 9 aprile alla Fiera di Verona, oltre a tutte le nuove annate delle principali referenze dell’azienda, sarà presentata una pregiata cassetta di legno contenente sei annate distintive per “Caiarossa”, blend unico di Cabernet Franc e Syrah con Cabernet Sauvignon, Merlot, Sangiovese, Petit Verdot e Grenache, affinato in barrique per almeno 14 mesi.


“Ogni annata racconta un momento unico della nostra avventura: dalla prima, indimenticabile ‘Caiarossa’ 2003, che segna l’inizio della nostra storia, alla 2016, un’annata emblematica per la Costa Toscana, fino alla 2020, che ci ha regalato e continua a regalarci grandi soddisfazioni in giro per il mondo” commenta Francesco Villa, direttore tecnico della Cantina, spiegando che “ogni bottiglia è un ritratto vivo del nostro territorio, i colori vividi, i profumi di macchia mediterranea e la brezza marina che accarezza le nostre vigne”. “La delicatezza e l’eleganza” di annate più fresche come la 2005 e la 2018, “la complessità” di millesimi importanti come 2010 e 2016, “l’armoniosità” di vini nati in quelli più caldi, come la 2003 e la 2020: “Ogni sorso – prosegue Villa – vi racconterà la storia del nostro lavoro, la sincerità con la quale interpretiamo ogni vendemmia, la dedizione e la passione che mettiamo in ogni bottiglia”. Quest’anno, Caiarossa, dopo la presenza al “Summa 2025”, sarà presente a Vinitaly con uno stand (D16 al Pad. 9) completamente rinnovato che celebra i colori e l’essenza del territorio di Riparbella e ne racconta “la visione fondata sulla sostenibilità che da sempre contraddistingue la sua produzione”. Uno spazio impreziosito da una parete realizzata con il riciclo di casse in legno, dedicata all’esposizione dei rossi, gli “Icons di Caiarossa”, oltre che di tutte le altre etichette, arricchita da elementi che descrivono la filosofia e i valori dell’azienda.

Il Consorzio del Vino Orcia torna a Vinitaly per il terzo anno

Il Consorzio del Vino Orcia torna a Vinitaly per il terzo annoMilano, 30 mar. (askanews) – Il Consorzio del Vino Orcia torna per il terzo anno a Vinitaly in uno stand che parla attraverso le gigantografie del territorio d’origine e molte etichette in degustazione.


“Un sistema che da tre anni ci ha permesso di tornare in forza a questo evento internazionale lanciando un messaggio chiaro, che è quello di una Denominazione unitaria che condivide valori importanti come qualità e territorialità” commenta la presidente del Consorzio, Giulitta Zamperini, parlando di “una vetrina non solo per il vino, che di anno in anno trova sempre più riscontri di mercato e di attenzione, ma per tutto il territorio che sarà al centro del racconto di Vinitaly, anche grazie alla presentazione dell”Orcia Wine Festival’ in programma proprio a fine aprile”. Nello spazio gestito dal Consorzio saranno presenti in forma diretta le aziende Campotondo, Fabbrica Pienza, Poggio Grande e Tenuta Sanoner. Oltre a queste, al banco d’assaggio ci saranno le etichette di Atrivm, Bagnaia, Donatella Cinelli Colombini, Marco Capitoni, Podere Forte e Sassodisole. Ogni giorno la possibilità quindi di degustare oltre trenta etichette del vino della Doc senese.


Nata nel febbraio del 2000, l’Orcia Doc raccoglie nella sua area di produzione dodici Comuni a Sud di Siena. Ad oggi sono 153 gli ettari di vigneti dichiarati su un totale potenziale di 400. La produzione media annua si attesta intorno ad oltre 255mila bottiglie realizzate dalle circa 60 cantine nel territorio, di cui oltre 30 socie del Consorzio.

”Zero Tolleranza per il Silenzio”: il Ruzzese di Ca’ du Ferrà si fa voce

”Zero Tolleranza per il Silenzio”: il Ruzzese di Ca’ du Ferrà si fa voceMilano, 30 mar. (askanews) – “Zero Tolleranza per il Silenzio” nasce a Bonassola (La Spezia), nel Levante ligure, tra le vigne affacciate sul mare di Ca’ du Ferrà, dalla volontà di recuperare un vitigno dimenticato come il Ruzzese e il desiderio di “dare forma nuova a un’identità”: uva autoctona dalle radici profonde, per la prima volta si veste da bianco fermo. Dopo la prima vinificazione in versione passito con il progetto “Diciassettemaggio”, i produttori Davide Zoppi e Giuseppe Luciano Aieta hanno infatti deciso di esplorare una nuova via, affiancati dall’enologa Graziana Grassini. L’intuizione nasce dal passato ma guarda dritta al futuro: il Ruzzese, con la sua acidità fissa e la maturazione tardiva, è un vitigno contemporaneo nella sua essenza e resilienza, resistente alla siccità e al cambiamento climatico.


Il progetto si inserisce nella missione della “Comunità Slow Food per la protezione e valorizzazione del Ruzzese del Levante Ligure”, di cui Ca’ du Ferrà è parte attiva. Un impegno condiviso che unisce agricoltura, etica e territorio in un’ottica di tutela e rigenerazione. Con sole 635 bottiglie prodotte per l’annata 2023, questa referenza si colloca all’apice della gamma aziendale, ma soprattutto, “segna l’inizio di un nuovo percorso”. “Siamo partiti da una sensazione, il desiderio di raccontare il nostro territorio attraverso un linguaggio che unisse bianco e nero, passato e presente, il gesto antico della vigna e l’urgenza moderna di farsi sentire” raccontano Zoppi e Aieta, aggiungendo che “questo vino è la sintesi di un percorso fatto di studio, sperimentazione e ascolto, è il nostro modo per dire che il silenzio non fa per noi, che ogni bottiglia può essere una voce. E che la bellezza sta anche nel rompere gli equilibri, per crearne di nuovi”.


“Il nome, ‘Zero Tolleranza per il Silenzio’, è una provocazione culturale prima ancora che estetica” spiegano, parlando di “un messaggio rivolto al mondo ma anche un invito alla responsabilità individuale contro l’omertà, l’indifferenza, la paura di esporsi. Anche il vino, nella sua espressività, diventa vibrante e diretto – concludono – non rimane mai muto nel calice ma dialoga, sorprende, stimola”. Anche l’etichetta racconta una storia: con uno strappo netto, svela il nome come una dichiarazione. “Il Ruzzese è un vitigno meraviglioso, capace di raccontarsi prima ancora che diventi vino” afferma Grassini, evidenziando che “il risultato è un riflesso limpido dell’uva, come se la vite avesse già scritto, con il suo gesto, la storia nel calice”.

Vino, Cantina Terlano presenta “Terlaner Primo Grande Cuvee 2022″

Vino, Cantina Terlano presenta “Terlaner Primo Grande Cuvee 2022″Milano, 30 mar. (askanews) – Cantina Terlano presenta “Terlaner Primo Grande Cuvee 2022”, nuova annata del vino più prestigioso della cooperativa (143 soci che coltivano circa 190 ettari in provincia di Bolzano) celebre per i suoi bianchi tra i più premiati dell’Alto Adige e tra i più amati non solo in Italia. Emblema della filosofia enologica della Cantina alle pendici dell’altipiano del Salto, il blend di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc che prende il nome di Terlaner, ed è declinato in “Terlaner Tradicion”, “Terlaner Riserva Novadomus” e “Terlaner Primo”, vanta oltre cento anni di storia.


L’annata 2022 del gioiello “Terlaner Primo Grande Cuvee”, tirata in quattromila bottiglie, riflette il continuo processo di perfezionamento in vigna e in cantina secondo i rigidi dettami impressi dal meticolosissimo direttore tecnico ed enologo Rudi Kofler, impegnato nell’ambiziosa sfida di far dialogare identità storica e visione del futuro. “Tanti grandi bianchi si basano soprattutto sullo Chardonnay, noi abbiamo invece voluto che avesse come spina dorsale il Pinot Bianco, che per noi è un vitigno estremamente importante e quello che caratterizza l’uvaggio storico del Terlaner, portandolo ad un livello più alto possibile. L’obiettivo non è quello di fare un vino troppo concentrato o troppo fruttato ma, a partire dalla prima annata che è stata la 2011, che fosse l’essenza del territorio, rispecchiando l’estrema sapidità, salinità e il potenziale di invecchiamento” ha spiegato Klaus Gasser, ben più di un direttore commerciale data la sua formazione enologica, ricordando che “nel Terlaner Primo c’è stata un’evoluzione sia per la scelta delle parcelle, sia dal punto di vista tecnico, soprattutto nelle ultime annate dove Kofler ha trovato una sua linea anche nella precisione assoluta”. Proseguire nella realizzazione di una cuvee in anni in cui si punta su vini in purezza sarebbe una scelta coraggiosa se non fosse per la qualità così alta e ben collaudata, e per quell’immediata piacevolezza frutto della sua grande eleganza, nonostante la straordinaria complessità, lunghezza e persistenza. “Siamo partiti con percentuali di Pinot Bianco molto alte, fino al 90% dell’uvaggio, e nel tempo, soprattutto a partire dall’annata 2016, siamo scesi arrivando al 65-70% a seconda dell’annata e aumentato la percentuale di Chardonnay. Questo stilisticamente è stato un passo molto importante verso un vino ancora più verticale e con una grande tensione pur mantendo l’idea del lungo affinamento, processo che non è mai cambiato. Siamo partiti con botti da 12 hl, qualcuna nuova, altre di secondo-terzo passaggio, e il fare la malolattica che regala un’ulteriore complessità” ha raccontato Kofler, ricordando che le uve di Pinot Bianco sono quelle dei vigneti più antichi ad un’altitudine compresa tra i 500 e i 650 di altezza, fatto “che favorisce un perfetto equilibrio tra il clima e la profondità espressiva delle viti”.


L’eloquente capacità identitaria emerge con forza anche in questa annata 2022 che, sebbene ancora nelle fasi iniziali del suo sviluppo, è fin d’ora già piacevolissima.

Lungarotti presenta “Progetto 1962”, quarto ciclo della Cantina umbra

Lungarotti presenta “Progetto 1962”, quarto ciclo della Cantina umbraMilano, 30 mar. (askanews) – Tornare alle radici per raccontare una nuova contemporaneità. E’ questo il senso del “Progetto 1962” di Lungarotti, l’inizio del quarto ciclo di vita della storica realtà vitivinicola umbra.


Il 2024 ha rappresentato un anno di svolta: a partire da un lavoro di ascolto e riflessione, Lungarotti ha deciso di ridefinire la propria immagine e la propria proposta, non un semplice restyling ma un cambio di passo: un’evoluzione nel pensiero, nelle persone, nella produzione e nella comunicazione. E’ da qui che nasce l’idea di “Progetto 1962”, che prende il nome dalla prima annata del “Rubesco” e “Torre di Giano”, le due etichette simbolo della Cantina perugina rivisitate nella forma e nella sostanza. I nuovi “Rubesco 62” e “Torre di Giano 62” “si distinguono per uno stile più snello, fresco, immediato e trasversale, pensato per raccontare l’Umbria e il suo carattere attraverso vini che hanno segnato la storia dell’azienda ma assolutamente attuali”. Il progetto si fonda su tre “dimensioni stilistiche”: quella gustativa, quella visiva e quella comunicativa. “Vini dalla netta espressione varietale, ottenuti da vitigni resilienti al cambiamento climatico, che vedono una raccolta leggermente anticipata e temperature di fermentazione più basse nel rosso, ed un passaggio più lungo sulle fecce fini per il bianco” racconta l’azienda, spiegando che ad accompagnare questi vini destinati al canale Horeca, “c’è un nuovo design senza tempo, ispirato alle prime etichette degli anni Sessanta.


“Il Progetto 1962 è solo l’inizio di un piano strategico triennale che vuole portare nel mondo l’Umbria e il suo stile di vita lento” spiega l’Ad, Chiara Lungarotti, parlando di “un percorso fatto di concretezza, eleganza, autenticità e legame con il territorio”. Il rinnovamento di Lungarotti tocca ogni aspetto della vita aziendale: nuove professionalità sono entrate in azienda, affiancando la famiglia nelle diverse aree operative. Lo stile enologico evolve verso una maggiore immediatezza del sorso, freschezza e bevibilità, mantenendo eleganza e autenticità. Nel marketing e nella comunicazione viene adottato un approccio più contemporaneo, emozionale e narrativo. Vengono introdotti nuovi strumenti digitali e si rafforza la cultura aziendale “come comunità attiva”, e l’ospitalità assume una nuova dimensione con l’”Enoteca della Cantina”, il wine shop dove è possibile degustare e pranzare, completamente rinnovato, che affianca le altre strutture: dall’agriturismo Poggio alle Vigne all’Osteria del Museo.

”Teranum e i vini rossi del Carso”: quando il tempo affina l’identità

”Teranum e i vini rossi del Carso”: quando il tempo affina l’identitàMilano, 29 mar. (askanews) – Nell’ambito del festival enogastronomico “Teranum e i vini rossi del Carso” andato in scena a Trieste il 29 marzo, si è tenuta un’interessante degustazione-convegno dal titolo “Vini rossi del Carso nella dimensione spazio e tempo”.


Dopo i saluti del presidente dell’Associazione dei Viticoltori del Carso-Kras, Matej Skerlj, la discussione, guidata dai relatori Jacopo Cossater, Matteo Gallello, Robi Filipaz e Toni Gomiscek, ha avuto come centro il Terrano e il Refosco alla prova del tempo. Un viaggio reso concreto dalla degustazione di otto vini (“Grgic Refosco 2005”, “Milic Zagrski Terrano 2006”, “Kocjancic Refosco 2007”, “Zidarich Terrano 2007”, “Colja Vina Teran 2011”, “Stok Teran 2011”, “Lenardon Refosco 2012” e “Skerlj Terrano 2012”), risultati essere ancora freschi e scalpitanti, con una bella acidità e una tannicità viva. “Terrano e Refosco sono vini proiettati nel futuro ma saldamente ancorati a quella che è la tradizione e con un’identità ben precisa. Vini territoriali, ribelli e autarchici che sono l’orgoglio del Carso” hanno spiegato gli organizzatori della manifestazione, sottolineando che “il vino rosso del Carso non teme confronti e la strada per la sua valorizzazione, benché ancora lunga, è segnata”.

Vino, Fisar protagonista a Vinitaly e a “Vinitaly and the City”

Vino, Fisar protagonista a Vinitaly e a “Vinitaly and the City”Milano, 29 mar. (askanews) – La Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori (Fisar) sarà ancora una volta presente a Vinitaly e “Vinitaly and the City”, dal 5 al 9 aprile a Verona, con appuntamenti dedicati a professionisti e appassionati. Oltre 200 sommelier saranno in servizio per offrire supporto professionale e tecnico a espositori e visitatori, rafforzando così il ruolo della Federazione come punto di riferimento nella cultura enologica nazionale.


In città e in fiera, Fisar organizza tre eventi gratuiti dedicati a wine lovers e operatori del settore, con talk e degustazioni guidate che esplorano territori vitivinicoli meno conosciuti, valorizzano le eccellenze enologiche italiane e approfondiscono temi cruciali come il futuro dell’enoturismo e il rapporto tra calice e percezione sensoriale. Sabato 5 aprile alle 19.30, presso la Loggia dei Mercanti in piazza dei Signori a Verona, Fisar propone il wine talk gratuito e aperto a tutti “Enoturisti per caso”, per coinvolgere i wine lovers con la degustazione di vini provenienti dai territori italiani meno esplorati. L’evento è condotto da Carlotta Salvini, responsabile comunicazione del Consorzio Brunello di Montalcino e miglior sommelier dell’anno Fisar 2019, e vede protagonisti il Consorzio di tutela Asolo Montello, il Consorzio Vini Pantelleria Doc e il Consorzio dei Vignaioli delle Marche.


Domenica 6 aprile (padiglione F – stand B10) Fisar e Rastal, azienda che produce bicchieri, organizzano l’evento “Calice & sensi: come le forme esaltano il vino”. Guidato da Alberto Rabachin, miglior sommelier Fisar 2024, l’appuntamento si svolge alle 12, alle 14 e alle 15.30, e propone la degustazione comparata del “Lugana Doc Metodo Classico Brut” e del “Ripasso Valpolicella Ripasso Doc Superiore” di Zenato in calici diversi, uno corretto e uno errato, per mostrare come la forma del bicchiere influenzi profondamente le percezioni sensoriali. Domenica 6 aprile, dalle 16 alle 17, presso lo spazio degustazione e conferenze del Consorzio tutela vini d’Abruzzo, “Fisar in Rosa” (progetto che valorizza la componente femminile della Federazione) propone l’incontro “Il futuro dell’enoturismo: uno sguardo al femminile su un asset economico fondamentale per il nostro Paese”. L’evento, gratuito e aperto a tutti, è dedicato agli scenari attuali e futuri dell’enoturismo italiano, con un approfondimento sul ruolo femminile nella crescita di questo settore strategico. Protagonista Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento turismo del vino, con alcune produttrici. L’incontro è arricchito dalla degustazione dei vini dei relatori presenti.


“La rinnovata partnership con ‘Vinitaly and the City’ consolida ulteriormente l’impegno di Fisar nel diffondere e valorizzare la cultura del vino, avvicinandola alle persone in modo semplice e autentico” spiega Roberto Donadini, presidente Fisar, rimarcando che “oggi più che mai, in un momento in cui il vino sta conoscendo cambiamenti profondi e continui, ai sommelier è richiesto un ruolo sempre più cruciale: essere formatori, educatori e narratori del vino”. Fisar è presente in fiera a Vinitaly presso la hall 6 – stand E1 con la postazione istituzionale e presso hall 4-5 stand 3 con la postazione de “Il Sommelier”, la rivista ufficiale della Federazione diretta da Simone Franceschi.

”Vini delle Coste”: 80 vignaioli in scena il 30 e 31 marzo a Lucca

”Vini delle Coste”: 80 vignaioli in scena il 30 e 31 marzo a LuccaMilano, 29 mar. (askanews) – È tutto pronto per “Vini delle Coste”, in programma il 30 e 31 marzo dalle 11 alle 19 al Real Collegio di Lucca. Ottanta vignaioli provenienti da territori italiani affacciati sul mare saranno presenti di persona per incontrare il pubblico. Accanto a loro, gli chef e gli ospiti di “Condimenti”, format ideato da Cristiano Tomei per esplorare l’evoluzione della società attraverso vino e cucina.


“Partecipare a ‘Vini delle Coste’ è decidere di fare un viaggio, un percorso attraverso storie di donne e uomini che hanno scelto la viticoltura non solo come mestiere ma come strumento per la cura del territorio, la ricerca di bellezza e l’impegno per la costruzione, nel rapporto quotidiano con la terra, di rinnovate relazioni umane” afferma Alessandra Guidi, ideatrice e organizzatrice dell’evento. Protagonisti dell’iniziativa saranno in gran parte vignaioli artigiani, interpreti autentici dei territori di appartenenza, dalla vigna alla cantina. Tra le realtà presenti, l’Associazione Vignaioli dell’Isola del Giglio, che promuove un’agricoltura eroica nell’Arcipelago Toscano, e i viticoltori del Candia, impegnati in raccolte manuali nei gradoni di una terra legata al mito del tempio di Ercole e alla colonizzazione greca.


Presente anche Lucca Biodinamica, rete d’impresa delle aziende delle Colline Lucchesi che adottano la viticoltura biodinamica, assieme a vignaioli biologici da Montecarlo alla Garfagnana, dalla Valfreddana all’alta Versilia. Non mancheranno territori simbolo della Costa Toscana come Bolgheri, divenuta icona enologica negli anni Settanta grazie all’intuito di alcune storiche famiglie del vino italiano. Dalla Costa adriatica arriveranno invece i produttori di Terroir Marche, consorzio nato nel 2013 che pratica agricoltura biologica e biodinamica con approccio etico. Tra gli ospiti di domenica di Condimenti: Marco Stabile (chef del ristorante Ora d’Aria di Firenze), Enrico Dandolo (direttore della Fondazione Gualtiero Marchesi), Gian Francesco Cutelli e Cinzia Otri (gelatieri premiati), Giuseppe Carrus (giornalista per il Gambero Rosso), Antonio Galatà (nutrizionista), Massimo Giacon (fumettista) e i fratelli Cinquini (scenografi del Carnevale di Viareggio). Lunedì saranno a tavola con Tomei: Cristian Torsiello (chef dell’Osteria Arbustico di Paestum), Chiara Gambacorti ed Elisabetta Gemignani (ristorante La Torre a Montecarlo), Piero Pompili (direttore del ristorante Il Cambio di Bologna), Edoardo Tilli (chef dell’agriturismo Podere Belvedere di Pontassieve) e Andrea Sacchetti (pasticcere della Nuovo Mondo di Prato).