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Zenato celebra 65 vendemmie a Vinitaly con “Amarone Archivio Storico”

Zenato celebra 65 vendemmie a Vinitaly con “Amarone Archivio Storico”Milano, 3 apr. (askanews) – Zenato, storica azienda vitivinicola veronese, celebra 65 anni di attività in occasione della 57esima edizione di Vinitaly con un programma ricco di appuntamenti. Al Padiglione 4 (Stand G1-G2-G3), la famiglia Zenato accoglierà collaboratori, clienti e operatori del settore per condividere traguardi raggiunti e progetti futuri, a partire dall’anteprima dell’”Amarone Archivio Storico 2013″. Un’edizione limitata che sarà presentata ufficialmente lunedì 7 aprile allo stand Zenato.


“E’ un anniversario importante, una pietra miliare della nostra storia iniziata nel 1960 quando mio padre Sergio fonda l’azienda, animato da una profonda passione per la viticoltura e da una visione imprenditoriale che lo porta da subito a riconoscere il potenziale enologico del Trebbiano di Lugana e della Corvina Veronese” ha affermato Nadia Zenato, aggiungendo che “Vinitaly rappresenta per noi un’occasione straordinaria per celebrare questo splendido viaggio, incontrare i nostri ambassador internazionali e rinnovare il nostro impegno a produrre vini eccellenti, che parlano di territorio, di tradizione e di futuro”. “Il progetto enologico ‘Archivio Storico’ nasce per celebrare una storia di cura, dedizione e passione che ci ha resi ambasciatori di eccellenza enologica italiana nel mondo” ha spiegato Nadia Zenato, sottolineando che “la Corvina Veronese, vitigno autoctono per eccellenza, è la protagonista di questo vino, capace di esprimere tutto il suo potenziale grazie al tradizionale metodo dell’appassimento e a oltre 10 anni di maturazione in grandi botti di rovere”.


Sabato 5 aprile Zenato parteciperà per il 14esimo anno consecutivo a Opera Wine con l’”Amarone Docg Riserva Sergio Zenato 2011″, mentre il giorno successivo alle 12, alle 14 e alle 15.30, la Cantina sarà protagonista dell’evento “Calice & Sensi: come le forme esaltano il vino” organizzato da Fisar per Rastal (Pad F – Stand B10). Sempre domenica, alle 15, sarà inaugurata allo stand Zenato la mostra fotografica “Sole Pioggia Vento” di Julia Carrillo, nell’ambito del progetto Zenato Academy, sviluppato durante un periodo di residenza dell’artista messicana nelle tenute dell’azienda tra Peschiera del Garda e la Valpolicella. Lunedì 7 aprile, alle 11 nella Sala Tulipano (Palaexpo), l’azienda parteciperà alla masterclass “The Grammar of Tannins” con l’Amarone Docg Classico 2019. Martedì 8 aprile, sempre alle 11, la Cantina sarà presente alla masterclass delle Famiglie Storiche “Amarone 2015, l’Identità del Cru” con l’”Amarone Docg Riserva Sergio Zenato 2015″.

Madame Sauvignon 2021 “Bianco dell’Anno” ai Wine Awards 2025

Madame Sauvignon 2021 “Bianco dell’Anno” ai Wine Awards 2025Milano, 3 apr. (askanews) – “Madame Sauvignon 2021” di Ronco dei Tassi, azienda del Collio goriziano, è stato eletto “Vino bianco dell’anno” ai Wine Awards 2025 di Food and Travel Italia. La cerimonia si è svolta nei giorni scorsi a Palazzo Nicolaci di Noto (Siracusa), nel cuore del Barocco siciliano. A guidare la giuria è stato Marco Reitano, head sommelier del ristorante La Pergola di Roma. A ritirare il riconoscimento è stato Enrico Coser, in rappresentanza della famiglia proprietaria di Ronco dei Tassi, premiato da Pamela Raeli, editore di Food and Travel Italia.


“Questo premio è motivo di orgoglio e profonda gratitudine: questo risultato è frutto del lavoro di squadra, di scelte coraggiose e di una visione che unisce tradizione e innovazione” ha commentato Coser, ricordando che “Ronco dei Tassi è un’azienda a conduzione familiare nata 35 anni fa dalla passione dei miei genitori: oggi io e mio fratello Matteo portiamo avanti questa storia con lo stesso impegno, rispetto per la terra e amore per il vino. “Madame Sauvignon”, insieme con la Malvasia e il Pinot Bianco, è una delle tre Riserve che la famiglia Coser imbottiglia dal 2019 solo nelle annate ritenute eccellenti, prolungandone l’affinamento per esaltarne la longevità. Raccolte nella “Collezione di Famiglia”, queste etichette testimoniano il potenziale dei bianchi del Collio goriziano. Madame Sauvignon è una Riserva “una tantum”, voluta per valorizzare un’annata particolarmente felice come il 2021, impreziosita dall’etichetta realizzata dall’artista Giordano Floreancig. Le uve, raccolte a mano, provengono da un vigneto selezionato nelle zone più alte ed esposte a Est del monte Quarin, sopra Cormons.


Fondata nel 1989 da Fabio Coser con la moglie Daniela, Ronco dei Tassi si estende per oltre 50 ettari, di cui 23 a vigneto e il resto a bosco, sul monte Quarin.

Consorzio Vini Doc Sicilia: a Vinitaly masterclass sul progetto Lucido

Consorzio Vini Doc Sicilia: a Vinitaly masterclass sul progetto LucidoMilano, 2 apr. (askanews) – Continuano le iniziative per la valorizzazione e il rilancio dello storico vitigno siciliano Lucido (sinonimo di Catarratto Bianco) promosse dal Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia, tramite il progetto “Vista” Lucido, Valorizzazione innovativa e sostenibile dei terroir delle varietà autoctone. L’adesione al progetto da parte di diverse Cantine siciliane, della Regione Siciliana, dell’Istituto regionale del vino e dell’olio (Irvo), sotto la guida del Consorzio ed il supporto di un innovation broker, ha costituito un prototipo condiviso di ricerca applicata in ambito vitivinicolo.


Il progetto, che si avvia nei prossimi mesi al completamento, ha come oggetto “lo sviluppo di nuove pratiche produttive improntate ad una filiera sostenibile, la sperimentazione di un nuovo stile produttivo e la valorizzazione del Lucido nel mercato nazionale e internazionale, con il fine ultimo di un incremento di competitività lungo la filiera del vitigno”. Il Lucido riveste un ruolo di primo piano nella viticoltura siciliana, rappresentando non solo la varietà più diffusa, con circa 30mila ettari coltivati, ma anche un simbolo della tradizione enologica della regione. Versatile e resiliente, contribuisce alla diversità e alla ricchezza della produzione dell’isola, offrendo un’ampia gamma di sfumature organolettiche. Le sue potenzialità sono riferibili alla produzione di vini monovarietali ma anche alla composizione di blend che esprimono l’identità e la complessità del terroir siciliano.


Lunedì 7 aprile, alle 15, presso lo stand G79 del Padiglione 2 Sicilia, il Consorzio presenterà una masterclass in cui Giovanni Colugnati, innovation broker del progetto, illustrerà i risultati di alcune tra le micro e meso vinificazioni condotte presso la Cantina sperimentale dell’Irvo di Marsala, in collaborazione con il Centro di ricerca dell’Università degli Studi di Palermo e le aziende partner del progetto.

Umbria Top porta a Vinitaly 56 Cantine e il progetto “Radici”

Umbria Top porta a Vinitaly 56 Cantine e il progetto “Radici”Milano, 2 apr. (askanews) – Le “radici” sono il filo conduttore delle attività in programma al Padiglione Umbria di Vinitaly 2025. Umbria Top, la società cooperativa che riunisce la maggioranza delle aziende vitivinicole regionali, guiderà la partecipazione alla fiera con 56 Cantine e un calendario di appuntamenti tra degustazioni, talk e approfondimenti.


“Partecipare a Vinitaly significa portare l’eccellenza umbra su un palcoscenico internazionale di prestigio: il nostro obiettivo è promuovere una crescita sostenibile senza perdere il legame con le radici del territorio” ha dichiarato la presidente della Regione, Stefania Proietti, aggiungendo che “le Cantine umbre valorizzano i vitigni autoctoni con un approccio innovativo e rispettoso dell’ambiente. Come Regione – ha concluso – continueremo a sostenere il comparto, promuovendo la qualità, la competitività all’estero e lo sviluppo di un turismo enogastronomico di valore”. “‘Radici’, il claim che accompagna la presenza della Regione Umbria, esprime perfettamente il legame del comparto con la terra, le comunità e il sapere tramandato” ha sottolineato l’assessora Simona Meloni, aggiungendo che “l’Umbria del vino è identità e futuro”. “Umbria Top si conferma punto di riferimento per chi sceglie di valorizzare il vino della regione nel suo contesto territoriale” ha aggiunto il presidente Massimo Sepiacci, sottolineando che “offriamo un’immagine unitaria, supportiamo le aziende e sviluppiamo strategie condivise, e Vinitaly è un’opportunità per rafforzare la presenza sui mercati e accrescere la visibilità del settore”.


Gli spazi Umbria Top (Padiglione 2, da A9 a F9) sono organizzati su due livelli aperti a istituzioni, enti e realtà locali come gli assessorati regionali, la Camera di commercio dell’Umbria, Promocamera, Assogal Umbria con i suoi cinque Gal e 3A Parco Tecnologico Agroalimentare. Gli eventi, raccolti nel format “Umbria Wine Academy”, proporranno degustazioni e approfondimenti dedicati a storie, progettualità e protagonisti del vino umbro. Il concept “Radici” guiderà anche l’identità visiva dello stand: 1.000 mq allestiti con immagini evocative per raccontare la connessione tra territorio, storia e futuro. “Protagonisti saranno la biodiversità, le tecniche produttive, le tracce storico-archeologiche legate alla viticoltura” ha spiegato Gioia Bacoccoli, coordinatrice di Umbria Top, rimarcando che “questa chiave di lettura potrà diventare un nuovo metodo per mappare le eccellenze regionali e invitare alla scoperta dell’Umbria”. Il programma si apre domenica 6 aprile alle 12.15 con l’inaugurazione ufficiale, a cui seguirà alle 15, la presentazione della pubblicazione “Radici: l’eco delle origini”, un volume collettivo che ripercorre le origini della viticoltura umbra con un approccio multidisciplinare. Il progetto analizza peculiarità botaniche e agronomiche, testimonianze di archeologia agricola e contributi storici, con il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Perugia, dell’Università per Stranieri, di 3A Parco Tecnologico Agroalimentare, del Museo del Vino di Torgiano e di Ais Umbria. La pubblicazione è stata coordinata dal corso Mi.CO. dell’Università per Stranieri di Perugia con il contributo scientifico di Alberto Palliotti (Viticoltura), Manuel Pinero Vaquero (Storia economica) e Paolo Braconi (Storia dell’agricoltura e dell’alimentazione).

Carbonara day: spaghetti, rigatoni (o ravioli)? La disfida del formato

Carbonara day: spaghetti, rigatoni (o ravioli)? La disfida del formatoMilano, 2 apr. (askanews) – Se c’è un ingrediente della Carbonara che non è in discussione nella preparazione della ricetta è la pasta. Ma per il primo più discusso, imitato e replicato al mondo anche sulla pasta l’accordo è difficile. Lunga o corta? Liscia o rigata? Di fronte al dilemma del formato il dibattito, inutile dirlo, è aperto. Perchè se tutti (o quasi) concordano sul fatto che sia importante per la buona riuscita del piatto, poi però il 57,9% preferisce i formati lunghi alla pasta corta (36,8%), e quella rigata (61%) a quella liscia (32,2%). La vittoria va, con poca sorpresa, agli spaghetti scelti quasi dal 60% degli italiani, il formato preferito per il 51,7%. (nel 2024, secondo i dati NielsenIQ in Italia ne sono stati consumati oltre 100 milioni di kg). Tra i formati di pasta corta troviamo invece i rigatoni e le mezze maniche due formati “classici” della Carbonara, a cui si aggiungono inaspettatamente per due italiani su 10 le penne (formato preferito per il 10,1%. Nel 2024 sono stati consumati 105,5 milioni di kg).


In tutta questa partigianeria per i formati, la maggioranza degli italiani si dice comunque disposta a optare per un formato meno tradizionale. Per esempio l’alternativa più votata dopo gli spaghetti sono le linguine (26,5%), seguite da sedani (12,6%) e vermicelli (10,4%). Ma a stupire è la classifica dei 18-29enni che subito dopo le linguine scelgono ravioli, conchiglie e orecchiette. A raccontare la disfida del formato di pasta più adatto alla carbonara una indagine di AstraRicerche per i pastai di Unione italiana food che per la nona edizione del CarbonaraDay ha scelto proprio il tema Formato Carbonara: spaghetto, rigatone, mezza manica o tonnarello, qual è il formato ideale perla Carbonara? Il 6 aprile torna infatti la spaghettata social per celebrare questo piatto che ha estimatori in tutto il mondo.


Stando alla ricerca per i Pastai di Unionfood i criteri per scegliere il formato di pasta ideale per la carbonara accomunano la maggioranza degli italiani: deve raccogliere al meglio il condimento (72,3%), essere facile da mantecare (26,9%) e da mangiare (21,6%). E se molti la gustano quando vanno a mangiare fuori, in tanti la preparano a casa: più di 1 italiano su 2 (55,3%) la prepara più volte al mese e più di 1 su 5 (21,5%) lo fa una volta al mese. Solo il 4,3% dichiara di non prepararla mai a casa. E se le fazioni dei Carbonara lovers si dividono tra puristi e innovatori, su una cosa concordano: gli ingredienti per prepararla, escludendo la pasta, sono quattro, ma il guanciale è quello considerato essenziale per oltre 6 italiani su 10 (61,1%) e deve essere croccante (43,8%) o almeno leggermente croccante (45,3%). Ma cosa rende questo piatto così amato? Per 6 italiani su 10, la carbonara piace soprattutto perché è golosa, segue chi lo considera un piatto della tradizione (29,1%). Ma c’è anche chi le riconosce un ruolo nel generare buonumore: per 1 italiano su 4 (25,3%) mette allegria per il suo gusto e i suoi colori.


Secondo Margherita Mastromauro, presidente dei pastai di Unione Italiana Food, “Ci sono ricette capaci di emozionarci anche fuori dal piatto. La carbonara è il caso più eclatante e forse oggi possiamo definirla il laboratorio della pasta che intercetta nuovi stili di vita e modalità di consumo, tra rielaborazioni e improvvisazioni dell’ultimo minuto, tra ingredienti nuovi e formati non convenzionali. E va benissimo così. È una sorpresa per noi pastai riscontrare nel consumatore una consapevolezza così alta dei 500 formati di pasta che il mercato mette a disposizione e dell’apertura a quelli meno convenzionali da abbinare alla carbonara. Questo piatto è sinonimo di libertà e le tante versioni in tutto il mondo di questo piatto ne sono la prova”.

A Vinitaly le Marche presenti con 111 Cantine ed eventi dedicati

A Vinitaly le Marche presenti con 111 Cantine ed eventi dedicatiMilano, 2 apr. (askanews) – Le Marche si preparano alla 57esima edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 6 al 9 aprile, con la partecipazione di 111 aziende espositrici, di cui 53 riunite nella collettiva promossa dalla Regione Marche, composta da 43 realtà dell’Istituto marchigiano di tutela vini (IMT) e 10 del Consorzio tutela vini piceni. L’area espositiva regionale, al Padiglione 7 (Stand C6-C7-C8-C9), si estenderà per oltre 1.000 metri quadrati, a cui si aggiunge la “Terrazza Marche”, uno spazio di 360 metri quadrati dedicato alla degustazione libera di 215 etichette.


“Il settore vitivinicolo marchigiano non è solo un motore economico strategico ma anche un ambasciatore del nostro territorio e della nostra cultura” ha commentato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, spiegando che “l’enoturismo e l’enogastronomia rappresentano un’opportunità fondamentale per valorizzare il nostro patrimonio e attrarre sempre più visitatori. Le Marche sono una terra autentica, fatta di tradizioni e innovazione, – ha concluso – e il nostro impegno è quello di sostenere le imprese che investono nella qualità, nell’accoglienza e nella promozione delle nostre eccellenze”. “In una fase particolarmente delicata per il comparto, le Marche del vino partiranno dai grandi punti di forza che possono esibire in quello che si conferma uno dei grandi eventi del settore” ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Maria Antonini, sottolineando che “la qualità certificata dei prodotti, con 21 Indicazioni geografiche, la vocazione al biologico e le politiche attente sull’enoturismo sono leve fondamentali per il nostro sviluppo”.


Durante i quattro giorni di manifestazione, il Padiglione 7 ospiterà un ricco calendario di eventi, approfondimenti e degustazioni. Domenica 6 aprile alle 13 si terrà il brindisi inaugurale, a cui seguirà alle 15 nella Sala Raffaello, il convegno “Genetica e biotecnologie per la viticoltura e l’enologia del futuro”, promosso dal Consorzio Tutela Vini Piceni. Alle 16, degustazione guidata sull’Igt Marche Rosso (Grenache), condotta dal presidente Ais Marche, Stefano Isidori. Lunedì 7 aprile alle 10, sempre in Sala Raffaello, si parlerà di “40 anni di Lacrima di Morro d’Alba” con l’enologo Roberto Potentini e il sommelier Cesare Lapadula. Alle 12, presentazione del “Premio Etichetta d’Oro – Progetto Me(ET)Cupra”, con il sindaco di Cupramontana, Enrico Giampieri e l’assessore Antonini. Alle 13, alla Terrazza Marche, sarà consegnato il premio “Talenti & Imprese” della Banca del Piceno BCC, mentre alle 14, lo stesso assessore parteciperà ad un convegno su “L’Agricoltura sociale nelle Marche”, con focus sul reinserimento lavorativo dei detenuti. Alle 16, verticale guidata dell’azienda Monte Coriolano, a cura dell’enologo Peppino Morelli. Martedì 8 aprile, la Sala Raffaello ospiterà cinque sessioni di degustazione organizzate da IMT e Consorzio Vini Piceni, alle 10, 11.30, 13, 14.30 e 16, dedicate a stampa e operatori specializzati. Infine, mercoledì 9 aprile alle 10, focus sull’export 2022-2024 dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini con Carlo Flamini (Osservatorio Uiv) e Michele Bernetti, presidente del Consorzio. Alle 11.30, l’incontro con gli studenti di enologia degli Istituti Agrari marchigiani con la presentazione di progetti sul futuro del settore.

Vino, in E-R crescono produzione ed export guardando al biologico

Vino, in E-R crescono produzione ed export guardando al biologicoMilano, 2 apr. (askanews) – Il vigneto dell’Emilia-Romagna chiude il 2024 con un bilancio positivo per rese e produzione, grazie anche a condizioni climatiche favorevoli e all’assenza di stress idrico sia sul versante emiliano che su quello romagnolo. In vista di Vinitaly 2025, la Regione registra 8,61 milioni di quintali di uva conferiti in cantina (+8% rispetto ai 7,97 mln del 2023), provenienti da oltre 51mila ettari di vigneti, con una resa media in campo di circa 170 quintali per ettaro e una produzione potenziale di circa 7 mln di ettolitri.


Secondo le dichiarazioni di produzione, il volume totale di vino finito ha raggiunto i 6,65 mln di ettolitri, con un incremento dell’8,4% rispetto ai 6,13 mln del 2023. La ripartizione vede al primo posto il vino da tavola (46,4% del totale), seguito da Igt (35,5%), Doc (16,4%), varietali (1,3%) e Docg (0,4%). Fatta eccezione per i vini Doc, in flessione del 3,6%, tutte le altre categorie risultano in crescita. Le preferenze dei consumatori continuano a orientarsi sui bianchi, che rappresentano il 61,4% della produzione, seguiti dai rossi (37,3%) e dai rosati (1,2%). Il comparto si conferma solido anche sul fronte dell’export: secondo Istat, nel 2024 il valore delle esportazioni è stato di 464,5 milioni di euro, in lieve aumento (+0,6%) rispetto all’anno precedente. Con 52.975 ettari di superficie vitata, l’Emilia-Romagna è la quinta regione vitivinicola italiana per estensione, dopo Veneto, Sicilia, Puglia e Toscana. Rispetto al picco di 53.235 ettari registrato nel 2022, si rileva una lieve contrazione (-260 ettari), mentre crescono le superfici certificate biologiche, passate da 4.653 ettari del 2018 a 6.204 nel 2024 (+33,3%). In rapporto alla superficie totale, la quota di vigneti bio è salita dal 9,1% al 12%. Le aree a maggiore presenza bio si trovano nelle province di Forlì-Cesena (1.441 ettari), Piacenza (1.198), Modena (838), Reggio Emilia (762), Bologna (688), Ravenna (602), Rimini (412), Parma (232) e Ferrara (31).


Nel decennio 2014-2024 si registra una riduzione del 30,5% nel numero di aziende viticole, passate da oltre 21.000 a 15.243, con una perdita media di 669 imprese l’anno. Il calo si accompagna a una leggera crescita della superficie coltivata (+2,1%), segnale di un processo di concentrazione e riorganizzazione in atto. Ravenna è la provincia con il maggior numero di aziende (3.563), seguita da Modena (2.441), Reggio Emilia (2.251), Forlì-Cesena (2.210), Bologna (1.777), Piacenza (1.286), Rimini (761), Parma (644) e Ferrara (310). La contrazione più marcata è stata registrata a Rimini (-44%). Dal 2018 al 2024 la Regione ha investito circa 100 mln di euro nel comparto vitivinicolo, con un budget aggiuntivo di 21 milioni previsto per il 2025. Ogni anno, una media di 256 milioni è stata erogata a livello nazionale a favore della filiera. L’Emilia-Romagna si è collocata al quarto posto per entità dei fondi, dopo Sicilia, Veneto e Toscana. La maggior parte delle risorse è stata destinata alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti (11 mln di euro in media all’anno), seguita da investimenti in innovazione e tecnologie (8 mln) e da iniziative di promozione nei Paesi terzi (5,7 mln), con focus su Stati Uniti (35% dei contributi), Messico (24%), Canada (17%), Cina (10%), Giappone e Russia (4%), Sud Est Asiatico e Oceano Indiano (3%).

Vino, Francesco Sorelli nuovo direttore del Consorzio Chianti Rufina

Vino, Francesco Sorelli nuovo direttore del Consorzio Chianti RufinaMilano, 2 apr. (askanews) – Il Consorzio Chianti Rufina ha annunciato la nomina di Francesco Sorelli come nuovo direttore e ambasciatore, “un incarico che rappresenta un passo importante per le ambizioni di crescita e valorizzazione della Denominazione del Chianti Rufina”.


Sorelli ha un bagaglio di oltre 20 anni di esperienza internazionale nel settore vinicolo, maturata soprattutto in Ruffino e prima ancora al Consorzio Vino Chianti Classico, occupandosi di comunicazione, strategia ed eventi. Ha anche sviluppato competenze nel campo del marketing territoriale, dell’enoturismo e della sostenibilità, ed è inoltre autore e relatore sul tema della storia e della civiltà del vino. “In questi mesi difficili per tutto il comparto, credo che il vino debba riappropriarsi della propria civiltà, della bellezza che ha saputo generare nei suoi millenni di storia, delle sue raffinatissime forme di convivialità, delle carezzevoli occasioni di felicità che un calice condiviso nel piacere di stare insieme può creare, senza sovrastrutture, linguaggi astrusi e metafore poco intellegibili” ha dichiarato il nuovo direttore, aggiungendo che “ci sarà da rimboccarsi le maniche, da lavorare duramente: le minacce ora sono concrete e da diversi fronti ma sono convinto che questa sia la strada per arrivare a una nuova primavera e che il mondo del vino toscano e italiano abbia in sé l’orgoglio, le capacità e la creatività per risorgere”.


“Sono convinto che Sorelli possa rappresentare la persona giusta al momento giusto” ha detto il presidente del Consorzio, Federico Giuntini (Fattoria Selvapiana), sottolineando che “la sua esperienza internazionale, unita alla sua conoscenza e passione per il mondo del vino e delle sue dinamiche e, soprattutto, il suo legame profondo con il nostro territorio (Francesco è nato e vive qui) sono risorse da cogliere per la nostra Denominazione. Ci sono infatti nuove generazioni fra le nostre aziende vinicole – ha proseguito – che stanno portando idee, slancio ed entusiasmo e collaboreranno attivamente con Francesco per lo sviluppo e l’implementazione di un solido piano strategico volto ad accrescere la visibilità e la reputazione del Chianti Rufina”. Il Chianti Rufina è una piccola e prestigiosa Docg chiantigiana di 12mila ettari che abbraccia i Comuni di Pontassieve, Rufina, Pelago, Dicomano e Londa, a Nord-Est di Firenze. Si compone di 22 aziende vitivinicole che producono annualmente, dai circa 700 ettari vitati, circa 3,5 milioni di bottiglie.

Vino, il Consorzio dei Vini Etna Doc al Vinitaly con 45 aziende

Vino, il Consorzio dei Vini Etna Doc al Vinitaly con 45 aziendeMilano, 2 apr. (askanews) – Il Consorzio di Tutela dei Vini Etna Doc si presenta alla 57esima edizione del Vinitaly con una rappresentanza di 45 aziende al Padiglione 2 Sicilia. La storica Denominazione dell’Etna, con vigneti che si estendono fino ai 1.000 metri sul livello del mare, su suoli profondi e sabbiosi di origine vulcanica, è una delle più importanti e sorprendenti realtà del panorama enologico contemporaneo.


Nonostante le difficoltà produttive riscontrate nelle vendemmie 2022 e 2023, che hanno registrato un calo dei volumi, il valore commerciale dei vini Etna Doc ha continuato a crescere, soprattutto nei mercati extra Ue. “Il rischio di nuovi dazi Usa potrebbe rappresentare un freno ad un’espansione che vede i nostri prodotti sempre più apprezzati sui mercati internazionali” ha affermato il presidente dell’ente consortile, Francesco Cambria, ricordando che “l’Etna è oggi una delle aree vitivinicole più dinamiche e in forte ascesa in Europa: servono strategie chiare e un sostegno istituzionale per tutelare questa eccellenza e garantirne la competitività nel mondo”. Per approfondire la conoscenza delle peculiarità dei versanti etnei e delle loro molteplici espressioni enologiche, il Consorzio promuove la masterclass dal titolo “Andare per versanti: tutti pazzi dell’Etna”, che si terrà lunedì 7 aprile alle 15 presso lo stand del Gambero Rosso. L’evento, condotto da Gianni Fabrizio, curatore della guida “Vini d’Italia”, sarà riservato a un massimo di 24 ospiti e offrirà una degustazione dei vini simbolo delle diverse contrade del vulcano.


Parallelamente, si terrà un incontro istituzionale dedicato ai prodotti tipici del vulcano con il giornalista Pierangelo Buttafuoco, l’assessore regionale dell’Agricoltura Salvatore Barbagallo e il direttore della Doc Etna, Maurizio Lunetta, che si confronteranno sulla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari che condividono con la viticoltura etnea lo stesso terroir e una storia millenaria. “Il nostro obiettivo è valorizzare il territorio etneo non solo attraverso i suoi straordinari vini ma anche mettendo in risalto la ricchezza agroalimentare che lo caratterizza” ha proseguito Cambria, evidenziando che “l’Etna è un ecosistema unico al mondo, dove viticoltura e produzioni tipiche convivono in un perfetto equilibrio, raccontando una storia di eccellenza, tradizione e sostenibilità”.

Terrazza Aperol a Milano si rifà il look per l’aperitivo con vista Duomo

Terrazza Aperol a Milano si rifà il look per l’aperitivo con vista DuomoMilano, 2 apr. (askanews) – Terrazza Aperol, luogo simbolo dell’aperitivo milanese con vista su Piazza Duomo, riapre al pubblico in tempo per l’avvio della design week. La Terrazza è un omaggio al bitter – oggi prodotto da Campari – nato nel 1919 in Veneto da dove è partito alla conquista del mondo grazie a un cocktail, l’Aperol Spritz. Oggi questo luogo, nel cuore del capoluogo meneghino nato dalla partnership tra Autogrill e Campari, è stato sottoposto a un radicale restyling, firmato dallo studio di architettura Vudafieri-Saverino Partners.


Gli spazi rinnovati, riflettono il concetto di golden hour, il momento dell’aperitivo italiano, grazie all’utilizzo dell’oro, dell’arancione e del blu. Il nuovo design, insieme alle ampie vetrate, crea una connessione tra gli spazi interni ed esterni, con la terrazza che affaccia sulla piazza simbolo della città. Nelle illustrazioni firmate dall’artista Vahram Muratyan si ritrova, invece, un omaggio alla milanesità. Cuore di Terrazza Aperol, il bancone e il social table posizionati nella sala interna. Anche il menù, come il format, riflette la tradizione dei tipici bacari veneziani e l’energia cosmopolita di Milano. “Terrazza Aperol è un esempio di quanto, grazie a un lavoro di sinergia con un partner strategico come Autogrill, sia possibile costruire progetti duraturi e di valore – dichiara Gabriele Ornaghi, managing director Campari group – Grazie a una connessione profonda e diretta con uno dei riti più antichi e significativi della città di Milano, l’aperitivo, e un legame con le tradizioni veneziane più autentiche, Terrazza Aperol vuole affermarsi come luogo preferito di convivialità dei milanesi e non solo, riuscendo ad attrarre anche un pubblico internazionale che sappia riconoscere la potenza dell’Aperol Spritz way of life”.


“Terrazza Aperol rappresenta ormai da anni una location iconica e punto di riferimento per l’aperitivo meneghino – commenta Massimiliano Santoro, Ceo Italy F&B di Avolta – Grazie alla collaborazione con un partner come Campari oggi celebriamo il reopening di un luogo in cui il connubio tra tradizione e innovazione dà vita a una location internazionale nel cuore del capoluogo lombardo che, grazie alla sua collocazione strategica all’interno di una fucina del gusto come Mercato del Duomo, diventa simbolo delle radici della cultura eno-gastronomica italiana”. Situata al secondo piano del Mercato del Duomo, la Terrazza è raggiungibile tramite l’ingresso di Motta-Autogrill.