Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Vino, Consorzio Garda Doc: Paolo Fiorini confermato presidente

Vino, Consorzio Garda Doc: Paolo Fiorini confermato presidenteMilano, 3 apr. (askanews) – Paolo Fiorini (Cadis 1898) è stato confermato presidente del Consorzio Garda Doc, l’ente che tutela e promuove i vini prodotti nella zona del Lago di Garda e che abbraccia le province di Verona, Mantova e Brescia.


“Sono onorato di continuare a ricoprire questo incarico in un momento di grande crescita per il nostro Consorzio. Il nostro territorio rappresenta un patrimonio unico, fatto di tradizione, qualità e innovazione. Con le sue colline, il suo clima mite e il legame indissolubile con il lago di Garda, è una risorsa straordinaria da tutelare, raccontare e promuovere con passione e determinazione” ha commentato Fiorini, rimarcando che “nei prossimi anni, il nostro obiettivo sarà rafforzare l’identità della denominazione Garda Doc, elevandone il prestigio a livello nazionale e internazionale”. Oltre alla rinnovata fiducia ad una delle figure più conosciute del settore vitivinicolo veronese, nel corso del Cda tenutosi il 2 aprile, sono stati riconfermati anche i vicepresidenti Giovanna Prandini (Morenica Soc. Agr) e Giovanni Verzini (Collis Veneto Wine Group). Del Cda fanno ora parte Emmanuel Gozzi (Gozzi Soc. Agr), Vincenzo Bertola (Pratello Soc. Agr.), Chiara Tuliozi (Ricchi Soc. Agr.), Gianfranco Gambesi (Cantine Vitevis), Giuseppe Fugatti (Giwine), Fabio Dei Micheli (Vinicola Napoleone), Luca Degani (Cantine di Verona), e Paolo Contri (Contri Spumanti).


“La rinnovata fiducia del Cda rappresenta una straordinaria opportunità per continuare a contribuire allo sviluppo della nostra Denominazione” ha affermato la vicepresidente Giovanna Prandini, evidenziando che “proseguiremo il nostro lavoro al fianco del presidente e di tutti i produttori per rafforzare la reputazione del Garda Doc, valorizzando la qualità e l’identità dei nostri vini”. “Continueremo – ha aggiunto il vicepresidente Giovanni Verzini – nel progetto di promozione del nostro territorio attraverso strategie mirate, nuove opportunità commerciali e un dialogo costante con il mercato” Il Consorzio ha precisato che intende proseguire “sul rafforzamento della visibilità e del prestigio del brand ‘Garda DOC’, perseguendo l’obiettivo del consolidamento dell’immagine dei vini del Garda, uno degli ambiti di intervento in cui l’ente si è mosso maggiormente e con grande successo negli ultimi sette anni”. Inoltre, il Consorzio continuerà a “perseguire la strada di valorizzazione delle eccellenze vitivinicole, con l’obiettivo di far sì che il loro valore venga anzitutto percepito e recepito sia dal consumatore sia dallo stesso produttore”. Tra gli obiettivi del nuovo direttivo, l’impegno “nel percorso di brandizzazione della Denominazione messa in atto negli ultimi anni, a partire dalla creazione di un racconto e di un’immagine riconoscibile, ben rappresentata nel logo che accompagna le attività di comunicazione”.

Dazi, Consorzio Vino Nobile: Mercosur potenziale alternativa a Usa

Dazi, Consorzio Vino Nobile: Mercosur potenziale alternativa a UsaMilano, 3 apr. (askanews) – “Adesso che i dazi sono realtà occorre valutare con razionalità i reali impatti che subiranno i nostri prodotti. Scongiurata la iniziale minaccia del 200%, certo questa manovra avrà ripercussioni anche sul vino italiano e sul Vino Nobile di Montepulciano che a oggi su una totalità di circa 10 milioni di bottiglie annue, esporta nel mercato americano il 35%. Siamo sempre più convinti che sia necessario avviare un dialogo costruttivo con le controparti americane per tutelare il nostro settore che rappresenta non solo un’eccellenza del made in Italy ma anche una componente essenziale della nostra economia. Per questo ribadiamo l’importanza di accelerare la ratifica di accordo di libero scambio attraverso il Mercosur, al momento bloccato, e di eventuali altri accordi internazionali, oltre anche alla necessità di semplificare l’utilizzo di fondi OCM ormai ingessati dal forte peso burocratico richiesto”. Lo ha detto il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi, che nei giorni scorsi aveva firmato una lettera indirizzata ai ministri Lollobrigida, Tajani e Urso in cui chiedeva attenzione di fronte al rischio di queste misure.


Il Consorzio sottolinea che quello degli Stati Uniti “è un mercato in forte crescita e anche rispetto al 2023 ha visto un incremento raggiungendo quota 35%”. Soprattutto negli ultimi anni, anche grazie alle operazioni di OCM, l’ente consortile “ha investito moltissimo in promozione in questo Paese che oggi, se i dazi andassero a regime, potrebbe perdere una forte quota di vendite”.

Vino, a Cotarella il premio “Maestro dell’arte vitivinicola italiana”

Vino, a Cotarella il premio “Maestro dell’arte vitivinicola italiana”Milano, 3 apr. (askanews) – Il presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella, ha ricevuto ieri il premio “Maestro dell’arte vitivinicola italiana”, conferito dal Governo ai protagonisti dell’enogastronomia italiana. La cerimonia, che si è svolta a Palazzo Chigi, ha visto la consegna del prestigioso riconoscimento da parte della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla presenza del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e di una delegazione di studenti degli istituti agrari e alberghieri di Roma.


“Riccardo Cotarella è enologo di fama internazionale, ha dato un contributo decisivo alla crescita e alla valorizzazione del vino italiano nel mondo. Fondatore dell’azienda di Famiglia Cotarella, presidente di Assoenologi, è anche un docente universitario e promotore di numerosi progetti formativi che valorizzano il vino come patrimonio culturale” si legge nelle motivazioni del premio, ricordando che “il suo impegno sociale si riflette in progetti inclusivi, come l’esperienza con la comunità di San Patrignano. Riconosciuto con importanti onoreficenze,continua a rappresentare l’eccellenza enologica italiana con passione, rigore e visione”. Il premio, istituito con la legge 19 aprile 2024, viene assegnato a personalità che hanno contribuito in maniera significativa alla crescita e alla valorizzazione della tradizione culinaria e agroalimentare italiana.


“Sono profondamente onorato di ricevere questo riconoscimento e ringrazio la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Il vino non è solo un prodotto ma è un bene iconico, è cultura, è storia, è espressione del territorio” ha detto Cotarella, aggiungendo che “questo premio non è solo mio ma di tutti gli enologi, agricoltori e soprattutto produttori che ogni giorno lavorano con passione per rendere il vino italiano una delle grandi eccellenze del nostro Paese. Un pensiero particolare – ha concluso – lo dedico proprio ai produttori, che stanno vivendo un momento non semplice a causa di una situazione generale che non agevola i mercati. Ma sono certo che riusciremo a superare anche questo momento complicato, perché il vino italiano è stato e sempre sarà più forte di ogni avversità”.

Dazi, Cons. Brunello Montalcino: duro colpo a nostro principale mercato

Dazi, Cons. Brunello Montalcino: duro colpo a nostro principale mercatoMilano, 3 apr. (askanews) – “L’annuncio dei dazi Usa al 20% su tutte le produzioni europee, vini compresi, andrà inevitabilmente a colpire duramente anche la nostra Denominazione, che vede negli Stati Uniti il suo principale mercato di sbocco dove destiniamo oltre il 30% delle nostre esportazioni. Queste tariffe di fatto riguardano tutte le principali economie del mondo che alimentano una guerra commerciale dove ne usciremo tutti sconfitti e più poveri. Per questo il danno rischia di oltrepassare i confini statunitensi”. Così il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci commenta i dazi reciproci annunciati ieri sera dal presidente Trump.


“Queste misure avranno un effetto ad ampio spettro dove non solo il vino rischia di diventare un bene voluttuario sempre più inaccessibile per i consumatori ma allo stesso tempo andranno a colpire settori cruciali anche per la nostra economia locale come l’enoturismo” prosegue Bindocci, concludendo “ci appelliamo alle istituzioni e alle diplomazie europee affinché riescano a trovare un accordo con gli Usa per scongiurare una penalizzazione che colpirebbe in maniera inesorabile tutte le imprese”.

Dazi, Consorzio Vino Chianti: ora fondamentale accordo con Mercosur

Dazi, Consorzio Vino Chianti: ora fondamentale accordo con MercosurMilano, 3 apr. (askanews) – “Prendiamo atto con rammarico della decisione del presidente degli Stati Uniti sui dazi, ma non possiamo permetterci di restare fermi. È il momento di rafforzare la nostra presenza in nuovi mercati, a partire dal Sud America, dove l’accordo con il Mercosur può aprire grandi opportunità per il nostro vino. Allo stesso tempo, dobbiamo investire in Asia e iniziare a promuoverci in Africa e India per diversificare le nostre esportazioni e ridurre la dipendenza dagli Usa”. A dirlo è Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, commentando la decisione del presidente Trump di imporre dazi del 20% sui prodotti europei, tra cui il vino. Una misura che rischia di penalizzare pesantemente le esportazioni italiane negli Stati Uniti, ma che secondo Busi può diventare un’occasione per ripensare le strategie commerciali del settore.


“L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur deve diventare una priorità assoluta. L’Europa ora deve essere rapida nel rendere operativo questo trattato, perché è un modo per dare prospettive nuove alle aziende europee e nel caso del Chianti anche a tutto ciò che la presenza delle nostre aziende rappresenta: cultura, cura dell’ambiente, valorizzazione delle aree interne” prosegue Busi, aggiungendo che “mercati come Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay rappresentano un’opportunità concreta per il nostro export”. Ma il Sud America non è l’unica direzione su cui puntare. “Anche l’Asia offre prospettive enormi per il vino italiano. Dobbiamo investire su Cina, Giappone, Vietnam e Thailandia, mercati con un crescente interesse per i nostri prodotti” continua Busi, evidenziando che “allo stesso tempo dobbiamo iniziare a farci conoscere in Africa e India, aree in cui il consumo di vino sta crescendo e dove possiamo costruire nuove opportunità commerciali”.


L’appello di Busi è chiaro: “Le istituzioni europee devono muoversi con decisione per aprire nuove vie all’export del vino italiano. Se i dazi Usa impongono un cambio di rotta, allora dobbiamo sfruttare al meglio le alternative a nostra disposizione”.

Vino, “Vermentino Grand Prix”: ecco i 10 migliori della Doc Maremma

Vino, “Vermentino Grand Prix”: ecco i 10 migliori della Doc MaremmaMilano, 3 apr. (askanews) – Si è svolta a Castiglione della Pescaia (Grosseto) la sesta edizione del “Vermentino Grand Prix”, concorso promosso dal Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana per valorizzare le potenzialità del vitigno. I vini in gara erano 67, per lo più annate 2024 e 2023, con alcune referenze dal 2019. La maggior parte era stata vinificata in acciaio ma non sono mancati utilizzi di ovetto in cemento, anfora, cocciopesto e legno.


Le referenze selezionate, in ordine alfabetico per azienda, sono: Cantina Vignaioli di Scansano “Vermentino Superiore 2023 San Bruzio”; Castelprile della Volpaia “Vermentino Superiore 2023 Bio Castelprile”; Cupirosso “Vermentino 2022 Bio Audace”; Fattoria di Magliano “Vermentino 2023 Bio Pagliatura”; Giovanni Valentini “Vermentino Superiore 2023 Veive”; Podere Poggio Bestiale “Vermentino 2023 PerLelo”; Poggio Levante “Vermentino 2019 Unnè”; Tenuta Casteani “Vermentino Superiore 2023 Bio Maremmano”; Tenuta Dodici “Vermentino 2023 Solo; Tenuta Pietramora di Colle Fagiano “Vermentino 2023 Limite”. “Per la prima volta uno dei dieci vini della top ten ha oltre cinque anni (annata 2019), a conferma della longevità del Vermentino della nostra Denominazione” ha spiegato il direttore del Consorzio Luca Pollini, ricordando che “in Maremma si trova il 50% degli ettari coltivati a Vermentino in Toscana e gli ettari sono oltre 1.070, il 100% in più rispetto all’anno precedente. Quasi il 60% delle piante – ha concluso – ha meno di 13 anni e oltre il 40% non arriva a otto: si tratta quindi di impianti giovani che confermano la fiducia dei produttori verso questo vitigno”.


Della giuria, presieduta dal vicedirettore del Corriere della Sera, Luciano Ferraro, facevano parte rappresentanti di ristoranti stellati della Maremma (Caino, Il Pellicano, Enoteca Castiglionese), gli enologi Graziana Grassini, Luca Cantelli, Gabriele Gadenz, e altri tecnici di settore. “Più del 30% dei vini della Denominazione Maremma Toscana è prodotto con Vermentino, quasi sempre in purezza, il che rende la Maremma l’enclave più importante della regione per i bianchi” ha dichiarato il presidente del Consorzio Francesco Mazzei, aggiungendo che “nella top ten di quest’anno le referenze fanno tutte riferimento ad annate non recenti e quattro di queste hanno la menzione Superiore, a conferma delle potenzialità di invecchiamento del vitigno. Il Vermentino, per la sua complessità e personalità, – ha concluso – può ambire a confrontarsi con i grandi bianchi a livello internazionale”.


La top ten selezionata sarà in degustazione al Vinitaly allo stand del Consorzio (Padiglione 9 Stand B16), dove saranno inoltre presenti 77 vini di 44 aziende per una panoramica della Denominazione. Una collettiva con postazioni dedicate ospiterà nove aziende: La Chimera d’Albegna, Le Lupinaie, Podere Poggio Bestiale, Giovanni Valentini, Fattoria Il Casalone, Poggio Brigante, Col di Bacche, Tenuta Agostinetto e Val del Melo. Saranno presentati: Vermentino, Vermentino Superiore, Ansonica, Trebbiano, Chardonnay, Sauvignon, rosati da Sangiovese e Alicante, rossi da Ciliegiolo in purezza, Alicante, Sangiovese; blend Supertuscan, e varietà internazionali come Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Syrah, Petit Verdot (in purezza o in blend bordolese). Il 7 e 8 aprile sarà possibile partecipare alla degustazione del Tortello Maremmano abbinato al Vermentino Superiore Doc Maremma Toscana e Morellino d’Annata presso lo stand del Consorzio Morellino di Scansano. Un’iniziativa organizzata insieme con l’Associazione per la Tutela e la Promozione del Tortello Maremmano, promossa da Confesercenti Grosseto.

Dazi, Vinitaly: confermati oltre tremila buyer Usa a Verona

Dazi, Vinitaly: confermati oltre tremila buyer Usa a VeronaMilano, 3 apr. (askanews) – I dazi reciproci del 20% al vino italiano ed europeo annunciati ieri sera dal presidente Trump non fermano gli operatori Usa in partenza per Verona. Sono infatti oltre 3.000 i buyer americani confermati alla 57esima edizione di Vinitaly (Veronafiere, 6-9 aprile): un dato che replica il primato dell’anno scorso.


“La presenza degli operatori statunitensi è una notizia incoraggiante per le aziende e per Vinitaly” commenta Adolfo Rebughini, Dg di Veronafiere, spiegando che “si apre uno scenario incerto che impatterà sulla geografia del nostro export. Condividiamo le preoccupazioni del settore e per questo mettiamo a disposizione delle organizzazioni la piattaforma di Vinitaly per facilitare eventuali accordi diretti tra imprese, associazioni italiane e importatori-distributori del nostro primo mercato di destinazione extra Ue”. Nella delegazione complessiva dei tremila operatori Usa a Vinitaly, sono presenti anche i 120 top buyer statunitensi (10% del contingente totale del piano di incoming 2025) selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere e ICE, provenienti prevalentemente da Texas, Midwest, California, Florida e New York.


Sul fronte del programma, oltre agli incontri b2b in fiera, gli operatori americani saranno protagonisti di una serata di networking a loro dedicata (martedì 8 aprile, Palazzo della Gran Guardia) in cui sarà presentata anche la prossima edizione di “Vinitaly.USA” (Chicago, 5-6 ottobre 2025).

Vinitaly 2025, i Vignaioli di Riparbella uniti per il territorio

Vinitaly 2025, i Vignaioli di Riparbella uniti per il territorioMilano, 3 apr. (askanews) – Proseguono le attività di promozione dell’Associazione Vignaioli delle Colline di Riparbella, il gruppo di aziende che punta a valorizzare il territorio vitivinicolo dell’Alta Maremma. In occasione della 57esima edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 6 al 9 aprile, tutte le otto aziende espositrici appartenenti al gruppo esibiranno in fiera una targa identificativa comune.


“Anche se non fisicamente sotto lo stesso tetto, in un contesto così importante come Vinitaly gli operatori potranno conoscerci grazie a una targa che ognuno di noi presenti esibirà in fiera” ha spiegato Flavio Nuti, presidente dell’Associazione e amministratore del Podere La Regola. Alcune delle aziende saranno presenti in fiera nei seguenti spazi: Podere La Regola (Pad. 9, Stand B2), Duemani (Pad. 4, Stand C04), Caiarossa (Pad. 9, Stand D16), Colline Albelle (Pad. 9, Stand B13-B10), Tenuta Pakravan-Papi (Pad. 9, Stand D14).


L’Associazione, nata a febbraio 2024, aveva debuttato al “Merano Wine Festival”, ricevendo il riconoscimento per il territorio vitivinicolo emergente. Ne fanno parte otto Cantine per un totale di oltre 150 ettari vitati e una produzione complessiva vicina alle 500mila bottiglie annue. Tra gli obiettivi principali dell’Associazione vi è quello di valorizzare l’identità del “terroir riparbellino”, attraverso una strategia condivisa di comunicazione e promozione collettiva.

Vino, Oniwines debutta a Vinitaly con quattro Cantine d’eccellenza

Vino, Oniwines debutta a Vinitaly con quattro Cantine d’eccellenzaMilano, 3 apr. (askanews) – Oniwines, la divisione vinicola del Gruppo Oniverse, realtà attiva nei settori della moda e del lifestyle di proprietà della famiglia Veronesi, farà il suo debutto ufficiale a Vinitaly 2025 con le referenze delle quattro aziende acquisite negli ultimi anni: Tenimenti Leone (Lazio), La Giuva (Veneto), Podere Guardia Grande (Sardegna) e Villa Bucci (Marche). Nata per aggregare e sviluppare Cantine d’eccellenza radicate nei rispettivi territori, Oniwines punta su qualità e internazionalizzazione, “con un piano di acquisizioni mirato che ha permesso di costruire una presenza estesa nelle principali Denominazioni italiane”.


“Il nostro debutto in una delle manifestazioni di settore più importanti a livello mondiale segna un passaggio fondamentale per noi ” ha dichiarato Federico Veronesi, Ceo e proprietario del gruppo, spiegando che “vogliamo presentarci al pubblico come una realtà solida, dinamica e orientata all’eccellenza, con l’ambizione di portare i nostri vini sui mercati internazionali attraverso un approccio basato su qualità, autenticità, sostenibilità e innovazione”. Tenimenti Leone, acquisita nel 2015, si trova a Lanuvio, nel Parco dei Castelli Romani, sui Colli Albani. La Tenuta, che ospita anche un agriturismo, si estende su 72 ettari, di cui 38 a vigneto condotti in biologico. I vini in degustazione includono “Vulc Num” (Bellone), “Caliga” (Vermentino, Bellone, Chardonnay) e “Aspis” (Syrah, Merlot, Montepulciano).


La Giuva, acquisita nel 2023, si trova nell’alta Val Squaranto, in Valpolicella, vicino al Parco della Lessinia. I vigneti, situati a 400 metri di altitudine e coltivati secondo certificazione Sqnpi, godono di un’esposizione Est-Ovest e di suoli calcarei ricchi di biancone e scaglia rossa. I vini in presentazione sono “Il Valpo” (Valpolicella Doc), “Il Rientro” (Valpolicella Superiore Doc), “Amarone”, “Aristide” e “Recioto”. Podere Guardia Grande, realizzato nel 2022 e inaugurato nel 2024 ad Alghero, si affaccia su Capo Caccia e Porto Conte. Coltiva vitigni autoctoni come Vermentino, Cannonau e Cagnulari su suoli sabbiosi e ciottolosi, esposti al Maestrale. I vigneti sono in conversione biologica e le etichette sono “Saldenya”, “Saldenya 85”, “Alguasanta”, “Nascimento” e “L’Alghè”.


Villa Bucci, acquisita nel 2024, è una delle realtà simbolo del Verdicchio dei Castelli di Jesi. La Cantina ha giocato un ruolo centrale nella rinascita del Verdicchio. Tutti i vini sono biologici, affinati in botti di rovere di Slavonia. A Vinitaly saranno presenti “Bucci Classico”, “Villa Bucci Riserva”, “Pongelli” e “Villa Bucci Rosso”. Il 6 aprile alle 18, al Palazzo Maffei di Verona, sarà presentato il volume “Villa Bucci”, scritto da Cinzia Benzi con fotografie dello studio Brambilla Serrani. Una monografia che ripercorre la storia e l’evoluzione della Cantina marchigiana, dalla visione di Ampelio Bucci alla nuova direzione di Federico Veronesi.

Vino, Fantini Wines cresce e investe sui nuovi mercati dell’Africa

Vino, Fantini Wines cresce e investe sui nuovi mercati dell’AfricaMilano, 3 apr. (askanews) – Fantini Wines chiude il 2024 con risultati solidi e nuove prospettive di sviluppo. L’azienda vinicola abruzzese, tra le principali esportatrici del Sud Italia, registra un margine operativo lordo pari al 27,5%, in crescita di oltre 5 punti rispetto al 22,2% del 2023. Il fatturato del comparto vino ha raggiunto gli 84 milioni di euro, con una redditività rafforzata anche grazie all’ingresso a pieno regime del nuovo polo produttivo di Ortona. Inoltre, la posizione finanziaria netta è scesa da 50,5 a 37,4 milioni di euro.


“Abbiamo scelto di difendere le marginalità anziché inseguire a tutti i costi il fatturato” ha dichiarato Valentino Sciotti, fondatore e Ceo del gruppo, spiegando che “è stato un rischio calcolato ma i numeri ci danno ragione. Ciò che ci rende più orgogliosi è il riconoscimento implicito del consumatore verso la qualità dei nostri vini”. “Nonostante il trend negativo che sta colpendo i consumi di vino, siamo riusciti a fronteggiare la leggera contrazione dei volumi venduti, concentrandoci sui vini di alta gamma e rafforzando il nostro posizionamento nel segmento medio-alto” ha dichiarato Francesco Santurbano, Chief financial officer del gruppo, parlando di “un risultato straordinario, anche grazie a una gestione più efficiente dei costi industriali”.


A Vinitaly 2025, Fantini presenterà quattro nuove etichette: “Zolla Bianco Puglia Igt” (Verdeca), “Zolla Rosato Puglia Igt” (Nero di Troia), “Zenko Primitivo di Manduria Dop” e “Cava Cala Rey Finca Fella”, una bollicina da Chardonnay proveniente dalla consociata spagnola Finca Fella. “Ognuna di queste novità ha una precisa identità, fondata su ricerca enologica, packaging distintivo e ottimo rapporto qualità/prezzo” ha spiegato Sciotti, aggiungendo che “non basta fare grandi vini: il consumatore deve percepire che scegliere Fantini è sempre un ottimo affare”. Con esportazioni in oltre 90 Paesi, l’azienda continua a diversificare la propria presenza internazionale, con particolare attenzione a nuove aree di sbocco. “Gli Stati Uniti sono un’incognita per via dei possibili dazi ma abbiamo sempre lavorato per non essere troppo esposti su quel mercato” ha ricordato Sciotti, aggiungendo che “oggi vogliamo esplorare nuove strade. In particolare, stiamo investendo in Africa: Paesi come Kenya, Ghana, Nigeria e Sudafrica iniziano a mostrare segnali promettenti, soprattutto per vini di fascia medio-alta”.