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Vino, Vignaioli Valle di Mezzane: aggregazione antidoto alla crisi

Vino, Vignaioli Valle di Mezzane: aggregazione antidoto alla crisiMilano, 4 apr. (askanews) – I Vignaioli Valle di Mezzane sono convinti che l’aggregazione sia uno strumento per fare fronte al contesto attuale ben più difficile di quello di quattro anni fa quando, anticipando i tempi, hanno iniziato il loro percorso per la valorizzazione della omonima Valle veronese che li accomuna insieme alla natura di aziende agricole che vinificano esclusivamente uve dei propri vigneti. Molte le diversità tra loro, per esempio nella conduzione dei vigneti, nella dimensione, comunque contenuta, e anche nell’esperienza di mercato e comunicazione, quindi nella notorietà. A dare loro la spinta iniziale è stata la determinazione a conoscere più approfonditamente i suoli aziendali affidandone lo studio al pedologo Giuseppe Benciolini, già autore di mappature simili per progetti di zonazione vinicola in diverse aree vitivinicole.


Una conoscenza propedeutica per descrivere al meglio l’identità della Valle e dei vini delle 13 aziende del Gruppo (Benini Alessandro; Marinella Camerani; Falezze di Luca Anselmi; Grotta del Ninfeo; I Tamasotti; Il Monte Caro; ILatium Morini; Le Guaite di Noemi; Talestri; Massimago; Carlo Alberto Negri; Roccolo Grassi; Giovanni Ruffo) e anche per sollecitare il Consorzio di Tutela nella definizione delle Sottozone per i vini Valpolicella, oggetto di studio della “Commissione Vallate” in seno all’ente consortile. La definizione delle Sottozone è infatti ritenuta dal Gruppo decisiva per rappresentare le diverse sfaccettature delle Denominazioni Valpolicella e dei suoi vini: Valpolicella e Valpolicella Superiore, Ripasso, Amarone e Recioto. Una visione peraltro in linea con quanto espresso dal presidente del Consorzio Vini Valpolicella, Christian Marchesini, che ravvede l’istituzione di Sottozone in riferimento alle “Vallate”, quale “opportunità per rendere più ricco e accattivante il racconto dei vini Valpolicella, non toccando i Disciplinari attuali ma creando regole nuove, adottabili su base volontaria, solo da coloro che vorranno rivendicare la propria sottozona”.


I tempi e le modalità del Gruppo non sono necessariamente quelli della singola azienda, così Marinella Camerani, catalizzatrice dell’aggregazione, ha deciso di “seguire il suo passo” e di uscire. Questo non ferma i Vignaioli Valle di Mezzane che nei prossimi mesi hanno in programma diversi eventi per coinvolgere gli operatori turistici e la stampa.

Consorzio vini Abruzzo porta a Vinitaly il progetto sul Cerasuolo

Consorzio vini Abruzzo porta a Vinitaly il progetto sul CerasuoloMilano, 4 apr. (askanews) – Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo si prepara alla 57esima edizione di Vinitaly, portando con sé l’energia di una regione sempre più consapevole del proprio valore enologico. Lo farà con un ampio spazio espositivo nel cuore del Padiglione 12, dove si racconterà, dal 6 al 9 aprile, attraverso l’identità rinnovata del Modello Abruzzo, il progetto che ha ridisegnato la geografia vitivinicola regionale valorizzando le quattro sottozone provinciali e introducendo la menzione Superiore, destinata alle produzioni di più alta qualità.


Saranno oltre 50 le Cantine abruzzesi nello spazio consortile e più di 100 le aziende della regione presenti in tutto in fiera. Tra i momenti più attesi della manifestazione, la masterclass dedicata al Cerasuolo d’Abruzzo, in programma martedì 8 aprile alle 12, guidata da Filippo Bartolotta con il presidente del Consorzio Alessandro Nicodemi e una selezione di produttori. In degustazioni anche annate degli anni ’70 e alcuni Cerasuolo d’Abruzzo Superiore delle diverse sottozone. “Il Cerasuolo sta vivendo una crescita straordinaria, con un incremento delle vendite che lo rende uno dei rosati più dinamici del panorama italiano” ha detto Nicodemi, spiegando che “la sua freschezza, il profilo aromatico accattivante e la straordinaria versatilità lo rendono perfetto per le nuove abitudini alimentari, accompagnando con naturalezza piatti leggeri, pesce, verdure e perfino cucina fusion. Il Consorzio – ha proseguito – sta lavorando per rafforzarne ulteriormente l’identità, introducendo nel Disciplinare un parametro oggettivo per definire con precisione il suo colore caratteristico, che rappresenta un elemento distintivo e riconoscibile”. Il grande stand consortile avrà anche per questa edizione un’area dedicata allo “Spumante d’Abruzzo Doc Trabocco”, che sarà protagonista di degustazioni tematiche ed eventi che coinvolgeranno il pubblico della fiera. Spazio anche al mondo della Mixology con cinque cocktails a base proprio di Trabocco Spumante creati in collaborazione con il Bartenders Group Italia. Tutte i giorni dalle 16 saranno proposte queste creazioni fatte per l’occasione dalla famosa scuola italiana.


Un altro appuntamento importante sarà la presentazione della guida “Vini d’Abruzzo per bevitori curiosi”, curata dal giornalista e sommelier abruzzese Franco Santini, che sarà protagonista anche di una masterclass domenica 6 aprile alle 14.30. Vinitaly 2025 sarà, infine, l’occasione per annunciare un grande evento che unirà vino e cultura: “Vinorum – Festival del vino abruzzese”, in programma a L’Aquila dal 16 al 18 maggio. Un’iniziativa che celebra il legame tra il vino e il territorio in una città simbolo di rinascita, con degustazioni, incontri, spettacoli e un coinvolgimento totale della scena enogastronomica locale. Il Consorzio rinnova inoltre il suo impegno per l’inclusività, prevedendo, in collaborazione con la fattoria didattica e sociale Rurabilandia, la presenza di personale diversamente abile alla mescita, a testimonianza di un approccio sempre più attento al sociale. “Vinitaly sarà un momento di confronto fondamentale per mostrare il lavoro svolto in questi mesi, il debutto delle nuove sottozone e il consolidamento della nostra identità sul mercato nazionale e internazionale”, conclude Nicodemi, sottolineando come la fiera si confermi nuovamente un’occasione irrinunciabile per il settore.

Il Consorzio Vino Chianti a Vinitaly con 269 etichette in assaggio

Il Consorzio Vino Chianti a Vinitaly con 269 etichette in assaggioMilano, 4 apr. (askanews) – Il Consorzio Vino Chianti si presenta all’edizione 2025 di Vinitaly (Padiglione 9, stand C11-C12) portando con sé un’ampia rappresentanza di produttori e una “selezione straordinaria” di etichette che raccontano la storia e l’evoluzione della Denominazione. Elemento centrale dello stand sarà il grande bancone istituzionale, un quadrilatero scenografico dedicato alle quattro principali tipologie di Chianti Docg, dove sarà possibile degustare ben 269 etichette, suddivise così: 105 etichette di Annata, 39 di Superiore, 83 di Riserva e 42 di Vin Santo del Chianti.


“Vinitaly rappresenta un appuntamento imprescindibile per il nostro Consorzio e per i nostri produttori” ha dichiarato il presidente Giovanni Busi, aggiungendo che “anche quest’anno siamo presenti con una partecipazione di grande rilievo, a testimonianza della forza della nostra Denominazione e della capacità dei nostri vini di conquistare i mercati globali. Vinitaly – ha concluso – è un’opportunità unica per rafforzare i legami con operatori e appassionati, mostrando l’identità e la qualità che rendono il Chianti un’eccellenza del made in Italy”.

Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg a Vinitaly e in centro a Verona

Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg a Vinitaly e in centro a VeronaMilano, 4 apr. (askanews) – Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg torna a Vinitaly dove, come di consueto, presenta l’ultima annata e le tipologie più espressive della Denominazione. I visitatori potranno incontrare allo stand dieci produttori, degustare oltre 200 etichette e immergersi nel Conegliano Valdobbiadene attraverso degustazioni guidate. I produttori presenti saranno: Bival, Borgo Antico, Brancher, Ca’ Salina, Colvendrà, Duca di Dolle, Frassinelli, Marchiori, Reggia Leone e Ronfini.


Il Consorzio esordirà in città a “Vinitaly and the City”, sabato 5 aprile alle 18.15, presso la Lounge Flover all’interno del Cortile Mercato Vecchio, con il wine talk “”Conegliano Valdobbiadene, extra-ordinary young – I produttori dello “Young Club” racconteranno il “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore di Riva in Riva nel suo dosaggio più celebre, l’extra dry”, condotto da Sissi Baratella. Domenica 6 in Fiera sono previste tre Masterclass dedicate presso lo stand consortile (Hall 8 i2-i3): alle 12.30 “Vivo, autentico, in evoluzione: il fascino del Sui Lieviti” condotta dal direttore del Consorzio, Diego Tomasi; alle 15 “Un brindisi ai Terroir: alla scoperta dei 9 volti del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG”; e alle 16, “Dal profumo floreale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco all’intensità dei sentori nei Bianchi di Pantelleria: due gioielli italiani dalle terre eroiche più emblematiche” (con in abbinamento alcune tipicità pantesche) guidata da Cristian Maitan, miglior sommelier Ais d’Italia 2023.


Lunedì 7 si prosegue con alle 11 la presentazione della pubblicazione “Viticoltura storica ed eroica. I paesaggi rurali storici d’Italia”, a cura di Mauro Agnoletti, Federica Romano e Sonia Torretta; alle 12.45 masterclass “Di Riva in Riva: la voce del suolo nel calice” sempre condotta da Maitan; e per chiudere alle 15.30 “Il Futuro in bottiglia”, una masterclass condotta interamente da una selezione di nuove generazioni di produttori della Denominazione Conegliano Valdobbiadene e della Valpolicella. Martedì 8 alle 11 presso lo stand del Consorzio (Hall 8 i2-i3) si terrà la presentazione delle attività sviluppate nell’ambito del sostegno alla 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. In particolare, sarà un momento per presentare la seconda etichetta in edizione limitata che arricchirà le bottiglie consortili. Interverranno, moderati da Eleonora Cozzella, direttrice de “Il Gusto”, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il presidente del Consorzio, Franco Adami.


Vinitaly sarà anche l’occasione per discutere i dati relativi al 2024 che attestano la Denominazione stabile sulla sua produzione ottimale, ovvero poco più di 90 milioni di bottiglie, per un valore vicino ai 564 mln di euro. Sul totale della produzione, il 61% dei volumi è venduto in Italia e il 39% all’estero, dove i primi tre mercati per volume e valore si confermano essere Germania, Regno Unito e Austria. Dell’intera produzione della Denominazione Conegliano Valdobbiadene la quasi totalità è rappresentata dal Prosecco Superiore, quindi spumante, con le sue diverse topologie di dosaggio e le specialità (come le Rive, che tracciano i Comuni o le frazioni di provenienza), il Superiore di Cartizze e il Sui Lieviti.

Vino, Fabio Zenato confermato a guida del Consorzio Tutela Lugana Doc

Vino, Fabio Zenato confermato a guida del Consorzio Tutela Lugana DocMilano, 3 apr. (askanews) – Fabio Zenato (Le Morette) è stato confermato alla presidenza del Consorzio Tutela Lugana Doc. Il neonato Cda ha anche nominato alla carica di vicepresidenti Roberto Girelli, Francesco Mascini, Paolo Pasini e Alberto Zenato.


“Il nostro lavoro è stato costante e determinante nel far crescere la notorietà e il valore del Lugana ma siamo solo all’inizio” ha dichiarato Zenato, aggiungendo che “l’obiettivo per il prossimo mandato è proseguire con determinazione su quattro fronti cruciali: identità, sostenibilità, qualità e innovazione. Questi valori – ha concluso – sono i pilastri su cui costruiremo il futuro del Lugana, rafforzando la nostra presenza nei mercati globali”. Il programma per il secondo mandato si concentrerà su alcuni obiettivi chiave che mirano a consolidare e aumentare il valore della Denominazione Lugana. “Sostenibilità e qualità, lavorando per un incremento continuo della qualità dei vini, in una visione sostenibile, sia a livello ambientale che sociale”; Ricerca e Innovazione, nel supportare lo sviluppo di tecniche agricole avanzate e sperimentazioni che possano potenziare ulteriormente la qualità e l’identità del Lugana, grazie ad un prossimo progetto di ricerca; Internazionalizzazione e promozione del Lugana su nuovi mercati, con particolare attenzione ai paesi europei, ai mercati emergenti e alle nuove abitudini di consumo, con linguaggi sempre più innovativi; Enoturismo come asset strategico per consolidare il legame con il territorio, favorendo sinergie territoriali, affinché il Lago di Garda diventi sempre più una destinazione enoturistica di eccellenza; Investire nelle nuove generazioni, da un lato per promuovere e valorizzare il dinamismo imprenditoriale della Denominazione e, dall’altro, per attrarre i giovani consumatori attraverso un linguaggio contemporaneo che racconti l’identità del Lugana”.

FVG: a Vinitaly stand di 1.500 mq con “Connessioni d’eccellenza”

FVG: a Vinitaly stand di 1.500 mq con “Connessioni d’eccellenza”Milano, 3 apr. (askanews) – Il Friuli Venezia Giulia si presenta al Vinitaly 2025 con uno stand completamente rinnovato, pensato “come un ambiente immersivo che celebra il legame profondo tra vino, persone e territorio”. Il nome scelto per lo stand, “Connessioni d’eccellenza”, sintetizza la filosofia alla base del progetto: un luogo di incontro e scambio, “che esalta la diversità e l’unicità di un territorio capace di offrire eccellenze grazie alla sua straordinaria biodiversità”. La regione si racconta in modo completo, non solo con il suo sistema vinicolo, ma anche attraverso i suoi valori e contenuti legati al turismo: enogastronomia, cultura e territorio.


Lo spazio espositivo si estende su 1.500 metri quadrati ed è caratterizzato da un concept architettonico “che mette al centro la persona, privilegiando il comfort, la sostenibilità e l’identità regionale”. La visita all’interno dello stand è stata concepita “per offrire un’esperienza coinvolgente e stimolante, che accompagna i visitatori in un viaggio alla scoperta delle molteplici eccellenze del Friuli Venezia Giulia”. Al centro una piazza conviviale e aperta da dove il percorso si snoda verso l’enoteca, per proseguire fino agli stand degli ottanta produttori, disposti perpendicolarmente come i filari di una vigna. L’intero stand è stato realizzato con materiali sostenibili e della tradizione tipica del Friuli Venezia Giulia, come il legno locale lavorato artigianalmente e gli elementi di recupero. Un’attenzione particolare è stata riservata al comfort acustico, con superfici fonoassorbenti che riducono i rumori ambientali. Lunedì 7 aprile alle 13.15, all’interno dello stand, è previsto un momento di presentazione dedicato alla stampa, che offrirà l’occasione di scoprire in anteprima le novità e le produzioni regionali. Il palinsesto di appuntamenti dal 6 al 9 Aprile prevede 13 degustazioni nella sala dedicata da 25 posti.

Vino, Regione Sardegna debutta a “Vinitaly and the City” a Verona

Vino, Regione Sardegna debutta a “Vinitaly and the City” a VeronaMilano, 3 apr. (askanews) – La Regione Sardegna debutta a “Vinitaly and the City” a Verona, prestigioso evento che precede la 57esima edizione di Vinitaly. Dal 4 al 6 aprile, nello scenario di Cortile Mercato Vecchio, nello stand dedicato, i visitatori avranno l’opportunità di scoprire l’eccellenza enologica attraverso le degustazioni guidate da esperti sommelier, wine talk e wine speech condotti da Sissi Baratella. “Con questa prima partecipazione all’evento – dichiara l’assessore dell’Agricoltura, Gian Franco Satta – vogliamo lanciare un messaggio chiaro: la Sardegna c’è, con i suoi vini, la sua storia e la sua visione di futuro”.


I focus della partecipazione sarda al fuori salone durante i due wine talk “Born in Sardinia”, in programma domenica alle 15 e alle 18.15 nella Lounge di Flover – Cortile Mercato Vecchio, saranno due dei vitigni autoctoni più rappresentativi dell’isola: il Cannonau e il Vermentino. L’iniziativa, promossa dall’assessorato regionale dell’Agricoltura e organizzata dall’agenzia Laore Sardegna, anticipa la presenza a Vinitaly, dove la collettiva di 80 aziende regionali, provenienti dai vari territori dell’isola, sarà protagonista nel Padiglione 8, dal 6 al 9 aprile a Verona. “Siamo pronti a far conoscere e riconoscere sempre di più il valore della nostra produzione vitivinicola – aggiunge Satta – con la consapevolezza che il vino sardo non è solo un prodotto d’eccellenza, ma il racconto autentico di una terra unica e della sua straordinaria capacità di esprimere qualità, identità e innovazione”. Al Salone sono previste conferenze stampa, degustazioni guidate, masterclass, presentazioni di progetti “in cui le parole d’ordine saranno qualità e sostenibilità”. Tra le tematiche trattate, gli abbinamenti tra le diverse tipologie di vini regionali e i prodotti locali della tradizione casearia, dolciaria, della pesca e della salumeria, con interventi di esperti, sommelier, giornalisti enogastronomici, produttori e food writer. Attesa anche la presentazione del progetto “Diffusione e valorizzazione della viticoltura a piede franco in Sardegna” a cura dell’agenzia Laore Sardegna, con l’Università degli Studi di Sassari con il dipartimento di Agraria, Assoenologi Sardegna, Ais Sardegna. In programma anche il progetto “Cannonau: il vino giovane” a cura dell’agenzia Sardegna ricerche, in collaborazione con Assoenologi Sardegna, Vinoway, Iulm e Stevie Kim, gli approfondimenti sull’enoturismo e la presenza di Gal e Consorzi.


“Essere presenti al Vinitaly rappresenta un segnale chiaro della volontà di investire nella crescita del comparto vitivinicolo, un settore strategico per l’economia agricola regionale” ha proseguito Satta, precisando che “il nostro impegno è quello di creare più opportunità per le aziende sarde, mettendo a loro disposizione strumenti e contesti adeguati a promuovere e valorizzare il loro lavoro. La nostra presenza – ha continuato – non si esaurisce in una semplice vetrina promozionale ma si inserisce in un più ampio percorso di sviluppo, che punta a consolidare il posizionamento dei vini sardi sui mercati nazionali e internazionali, attraverso iniziative mirate e azioni strategiche di promozione”.

Vinitaly, Brescianini: fiere migliore occasione per incontrare operatori

Vinitaly, Brescianini: fiere migliore occasione per incontrare operatoriMilano, 3 apr. (askanews) – Il Consorzio Franciacorta partecipa alla 57esima edizione di Vinitaly con uno stand dedicato, dove i visitatori potranno scoprire le ultime novità. Ventotto le Cantine presenti al Palaexpo, 15 negli altri padiglioni e 46 al banco mescita comune, “a testimonianza del crescente successo e dell’importanza che il Franciacorta sta conquistando nel panorama vinicolo mondiale”.


“Le fiere del vino rappresentano ancora oggi la migliore occasione per incontrare agenti, importatori, giornalisti e professionisti del settore horeca” ha dichiarato il presidente del Consorzio Franciacorta, Silvano Brescianini, spiegando che “Vinitaly, in particolare, è la fiera più importante in Italia e costituisce un’opportunità fondamentale per presentare il lavoro delle Cantine. Siamo consapevoli che il settore sta attraversando un periodo delicato – ha concluso Brescianini – e per questo è fondamentale restare uniti e pronti a rispondere a queste difficoltà, per garantire il futuro delle nostre eccellenze vinicole”. Quest’anno, l’evento assume una valenza ancora più speciale poiché il Consorzio Franciacorta celebra il suo 35esimo anniversario.

Fiasconaro e il dolce “stellare”, viaggio tra gusto e innovazione

Fiasconaro e il dolce “stellare”, viaggio tra gusto e innovazioneRoma, 3 apr. (askanews) – Il 31 marzo, il Maestro Nicola Fiasconaro è stato protagonista di un evento straordinario presso l’Ambasciata d’Italia a Praga e l’Istituto Italiano di Cultura, nell’ambito della rassegna enogastronomica ‘L’italiano in cucina’. Un’occasione unica per celebrare l’innovazione del cibo italiano, portato oltre i confini terrestri, direttamente sulle tavole della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). L’evento ha valorizzato non solo la qualità dei prodotti italiani, ma anche l’importante connessione tra gastronomia e scienza. Se il cibo è da sempre un’espressione di cultura, in questo caso diventa anche un potente simbolo di innovazione tecnologica, capace di adattarsi alle esigenze degli astronauti durante le loro missioni spaziali. Non più solo ricette per la terra, ma piatti pensati per far rivivere i sapori di casa anche tra le stelle.


A rappresentare l’eccellenza della pasticceria italiana è stato proprio il Maestro Nicola Fiasconaro, insieme al pasticcere Giuseppe Bonomo. Insieme hanno creato un dolce esclusivo, composto da più elementi, protagonista la colomba pasquale con crema alla manna e caramello, un pralinato alla mandorla e un mini-dolcetto di mandorla il tutto abbinato ad una salsa al latte di mandorla. Un capolavoro che prende ispirazione dalle dolci creazioni preparate dal Maestro Fiasconaro nel 2007, quando le sue prelibatezze furono portate a bordo del Discovery Shuttle della NASA. Oltre a questo dolce “stellare”, gli ospiti hanno avuto l’opportunità di assaporare piatti pensati appositamente per gli astronauti, come il risotto al limone, la polenta con funghi e la fregola con peperoni e capperi. Tutti realizzati con gli stessi ingredienti utilizzati nelle missioni spaziali, per un’esperienza culinaria che sfida i confini della Terra e del gusto.


Non solo ricette per la terra ma proposte culinarie che si adattano per essere testimoni di nuove avventure spaziali e per aiutare gli astronauti a ritrovare i gusti di casa anche in missioni alla scoperta di nuovi universi. Ancora una volta il cibo diventa conforto, emozione, amore per le proprie origini.

Dazi, Zaccheo (Carpineto): prezzi in salita, serve diversificare mercati

Dazi, Zaccheo (Carpineto): prezzi in salita, serve diversificare mercatiMilano, 3 apr. (askanews) – “Nonostante l’aumento del prezzo a scaffale, il vino italiano rimarrà competitivo ma prevedo che perderà il 20% del fatturato in Usa. Prodotti unici, di alta qualità e con una storia centenaria come il Brunello, il Nobile e il Chianti Classico rimarranno però insostituibili e la domanda ne risentirà di meno, mentre i ‘prodotti più da prezzo’ saranno quelli che soffriranno di più, in generale per tutto l’agroalimentare. Ad avvantaggiarsi nella fascia vini ‘entry level’ saranno Paesi come Australia, Nuova Zelanda, Chile e Argentina che hanno dazi ‘solo’ al 10%”. A dirlo è Antonio Michael Zaccheo che, assieme a Caterina Sacchet rappresenta la seconda generazione di Carpineto, 500 ettari di terreni di proprietà suddivisi tra cinque tenute nelle zone storiche della Toscana: Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Alto Valdarno e Maremma. L’export rappresenta il 90% del fatturato e il 20% è rappresentato dal mercato Usa.


“E’ un momento in cui bisogna ridurre investimenti che non hanno un ritorno immediato, conservare risorse e liquidità ed attrezzarsi per passare la burrasca economica sotto coperta” prosegue Zaccheo, rimarcando però che “al contempo, nel commerciale bisogna muoversi molto, affrontando spese variabili e non fisse, perché è proprio in questi momenti di grande difficoltà che si creano opportunità per i brand più storici e con una presenza ben articolata sul mercato come noi”. “Tra le misure più strutturali per contrastare e reagire ai dazi c’è quella per la quale Carpineto è stata pioniera fin dalla fondazione quasi 60 anni fa, e cioè l’apertura di nuovi mercati, una diversificazione che ci ha portato in ben 72 Paesi” prosegue Zaccheo, che è export manager, spiegando che “abbiamo avviato da poco rapporti con l’Uzbekistan, l’Azerbaijan e il Kazakistan e stiamo esplorando questi mercati che hanno un buon potenziale da sviluppare. Così come stiamo approfondendo trasversalmente nei Paesi africani alcune nicchie di mercato”.


“Nel 2024 siamo stati il primo fornitore di vino toscano in Canada ma i dazi indeboliscono molto anche la loro economia che sarà quindi meno propensa ad investire in beni voluttuari come il vino” continua Zaccheo, sottolineando che “serve capire come penderà l’ago della bilancia per i vini europei in Canada: forse per quelli sotto i 20 dollari ci potrebbe essere un leggero vantaggio ma nella fascia premium, dove sono collocati i vini toscani, è certamente un danno perché verranno a mancare la capacità e la propensione di spesa”. Carpineto pensa anche a nuovi prodotti. “Sto studiando un vino naturalmente basso di gradazione, intorno ai 6 gradi e con un leggero residuo zuccherino, un’ottima impronta carbonica” racconta Caterina Sacchet, precisando che “se ne parlerà alla prossima vendemmia e sarà un rosato Igt, mosso: uno “Sparklow wine”.