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UniCredit-Nomisma: nel 2024 bianchi Dop siciliani cresciuti dell’8,9%

UniCredit-Nomisma: nel 2024 bianchi Dop siciliani cresciuti dell’8,9%Milano, 15 apr. (askanews) – Nel corso del 2024, l’export dei bianchi Dop siciliani è ulteriormente cresciuto dell’8,9% rispetto a quanto già registrato nell’anno precedente, quando le esportazioni registrarono un +7,8% a valore rispetto al 2022. È uno dei dati che emergono dall’Osservatorio sulla competitività delle Regioni del Vino-Sicilia, realizzato da Nomisma Wine Monitor in collaborazione con UniCredit, presentato ieri a Palermo.


Nel corso del 2024, l’export dei bianchi Dop siciliani è ulteriormente cresciuto rispetto a quanto già registrato nell’anno precedente, quando le esportazioni registrarono un +7,8% a valore rispetto al 2022. Nel 2024, infatti, l’export dei bianchi Dop siciliani è cresciuto di un ulteriore 8,9%. In senso opposto sono andati i rossi Dop siciliani che registrano, per due anni di fila, una riduzione nell’export: -4,5% nel 2023, -2,9% nel 2024. Focalizzando l’attenzione sui top 10 mercati di destinazione, per i bianchi Dop siciliani l’export 2024 è cresciuto del 37% in UK, del 34% in Russia, del 12% in Germania e per l’11% sia in Canada che negli Usa. Per i rossi Dop Siciliani, pur in un contesto di calo complessivo, si registra una crescita in Canada (+22%), Russia (+17%), Paesi Bassi (+8%) e Stati Uniti (+6%). E proprio sugli Stati Uniti è stata realizzata da Nomisma una consumer survey per il terzo Rapporto Wine Monitor-Unicredit sulla competitività delle Regioni del Vino su quasi 2.000 consumatori di vino localizzati nei tre Stati di maggior consumo: New York, California e Florida. Tra i principali temi indagati dalla survey, è emerso quello dei cambiamenti nelle preferenze gustative che vede oggi il consumatore americano fare più attenzione ai vini di qualità (33% dei consumatori si è espresso in tale senso), ricercare vini di differenti regioni e territori (28%) ma prestare anche più attenzione alla salute, ad esempio acquistando vini rossi più leggeri e a minor contenuto alcolico. Senza tralasciare gli aspetti “green” particolarmente attenzionati dai consumatori più giovani. In questo contesto, dove il 65% della popolazione dei tre Stati analizzati ha dichiarato di aver consumato vino nell’ultimo anno, 7 su 10 hanno orientato la propria preferenza di consumo verso un vino italiano.


La Sicilia è tra le regioni italiane più conosciute e visitate dagli americani, oltre che più apprezzata per i vini che produce. Solamente il 14% dei consumatori intervistati dichiara di non aver mai sentito nominare la Sicilia, la percentuale più bassa assieme a quella per la Toscana tra tutte le regioni italiane. Sempre la Sicilia, assieme alla Toscana, vengono indicate dagli americani come le regioni italiane che producono i vini di maggior qualità, tanto che 6 su 10 dichiarano di conoscere almeno un vino siciliano e 2 su 10 di averlo anche consumato. Rispetto a questi ultimi, la percentuale di consumatori di vini siciliani aumenta tra coloro che hanno visitato l’Italia negli ultimi cinque anni, apprezzano la cucina italiana, sono millennial (29-44 anni), wine lover (buon conoscitore di vino) e con un alto reddito annuo (superiore ai 100mila dollari). Le ragioni che hanno spinto questi consumatori a bere un vino italiano e siciliano discendono dai valori espressi, principalmente riconducibili alla tradizione, alla varietà dei vitigni autoctoni e alla qualità riconosciuta, sia a livello internazionale che rispetto al connubio con un “giusto” prezzo. Ecco perché, al di là dei dazi, la maggioranza dei consumatori americani vede un futuro di crescita per il vino italiano. Un futuro che, anche nei prossimi 12 mesi dovrebbe condurre ad una maggior propensione al consumo dei vini del Bel Paese rispetto alla media. A prescindere infatti dal 65% dei consumatori che manterrà invariato il consumo di vino italiano, un altro 25% ha dichiarato di volerlo aumentare contro un 13% che invece lo ridurrà, denotando in tal modo un saldo positivo di 9 punti percentuali.


È comunque da precisare che i dati Istat di export tengono conto del luogo di spedizione all’estero, per cui sfuggono i quantitativi di vino siciliano che non partono direttamente dalla Sicilia per l’estero ma da porti ubicati in altre regioni alle quali questi volumi di prodotto vengono computati come export vinicolo. Per cui si stima che in realtà il commercio estero di vini e mosti siciliani sia superiore rispetto ai dati ufficiali Istat.

Vino, a Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka si brinda con Ferrari Trento

Vino, a Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka si brinda con Ferrari TrentoMilano, 14 apr. (askanews) – Ferrari Trento è il “brindisi ufficiale” del Padiglione Italia a Expo 2025 a Osaka, in Giappone. Ieri, all’inaugurazione ufficiale, hanno levato i calici con le bollicine trentine il vicepremier e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, il commissario generale Mario Vattani e Matteo Lunelli, presidente di Ferrari Trento e di Fondazione Altagamma.


Al Giappone è stato dedicato uno speciale Trentodoc, il “Ferrari Hommage”, ispirato all’arte e all’estetica nipponica, nonché un “furoshiki”, il tradizionale tessuto giapponese utilizzato per avvolgere doni e oggetti. Oggi Fondazione Altagamma ha presentato l’installazione “L’Icosaedro Altagamma”, che celebra all’interno del Padiglione Italia la nostra industria di eccellenza.

Vinitaly, Consorzio Garda Doc: bilancio estremamente positivo

Vinitaly, Consorzio Garda Doc: bilancio estremamente positivoMilano, 14 apr. (askanews) – L’edizione 2025 di Vinitaly si conclude con un bilancio “estremamente positivo” per il Consorzio Garda Doc, che “ha dimostrato di saper evolvere e innovare, rafforzando il proprio ruolo nel panorama enologico italiano”. Grande successo hanno riscosso i social tasting, che hanno trasformato lo spazio Garda Doc in un luogo di incontro e dialogo tra esperti e appassionati. Gli eventi di degustazione hanno permesso al pubblico di scoprire le sfumature dei vini gardesani attraverso assaggi guidati, impreziositi da eccellenze gastronomiche italiane come il Formaggio Montasio Dop, il Crudo di Cuneo Dop e il Salame Varzi Dop. Una formula che ha favorito il dialogo diretto con esperti e produttori, rafforzando il legame tra il vino e il suo territorio.


“La comunicazione nel settore vitivinicolo, il cambiamento del comportamento dei consumatori e i consigli per i produttori nel promuovere la Doc Garda sono alcuni degli argomenti di cui si è parlato in questi giorni al nostro stand” ha spiegato il presidente del Consorzio Garda Doc, Paolo Fiorini, aggiungendo che “ancora una volta abbiamo potuto promuovere i punti di forza di un territorio sostenibile come quello del Lago di Garda, dall’immenso potenziale enogastronomico e turistico. Con questa edizione di Vinitaly – ha concluso Fiorini – il Consorzio ha ribadito la sua capacità di innovare e raccontare il proprio territorio con autenticità e visione”. A dare ulteriore slancio alla narrazione dell’ente consortile, i talk di Sissi Baratella, un “confronto autentico sul mondo del vino che ha stimolato un contradditorio sul ruolo della Denominazione, il valore dell’enoturismo e l’identità del territorio gardesano”.


Il Consorzio Garda Doc è parte del progetto triennale cofinanziato dall’Unione Europea “Eccellenze Dop: un savoir-faire tutto europeo”. La campagna di comunicazione ha come obiettivi di rafforzare la riconoscibilità e la notorietà dei prodotti agroalimentari europei di qualità a marchio DOP, oltre che migliorare la competitività e il consumo dei prodotti agroalimentari dell’Unione. Il programma, che coinvolge Italia, Germania e Austria, prevede una serie di attività dedicate ad aumentarne la visibilità e l’apprezzamento nei tre mercati di riferimento.

Vino, da 19 aprile a 4 maggio tre eventi a Enoteca Regionale del Barolo

Vino, da 19 aprile a 4 maggio tre eventi a Enoteca Regionale del BaroloMilano, 14 apr. (askanews) – Tra il 19 aprile e il 4 maggio presso l’Enoteca Regionale del Barolo si terranno tre appuntamenti dedicati agli amanti del Barolo e del Nebbiolo.


Da sabato 19 a lunedì 21 aprile è in programma “Baroliamo – il Barolo Docg 2021: terroirs & Mga”; da venerdì 25 aprile a domenica 27 aprile si terrà “Baroliamo – la geografia del Barolo: terreni, Mga, vigne”; da giovedì 1 maggio a domenica 4 maggio è invece in calendario “Nebbiolando – Langhe Nebbiolo Doc e Barolo Docg: due facce dello stesso territorio”. Per partecipare agli incontri basta presentarsi dalle 10.30 alle 18 presso l’Enoteca e rivolgersi allo staff presente. “Durante gli appuntamenti gli assaggi del vino avverranno tramite il dispenser Enomatic che permette di spillare direttamente dalla bottiglia al bicchiere tramite l’inserimento nel sistema di gas alimentare (gas inerte che evita le normali alterazioni del vino dovute all’ossigenazione)” ha spiegato Cristiana Grimaldi, direttrice dell’Enoteca Regionale del Barolo e organizzatrice degli eventi, precisando che “il nostro vino mantiene quindi intatte le proprie caratteristiche per oltre tre settimane dall’apertura della bottiglia: ecco perché possiamo offrire ai nostri visitatori una selezione di etichette conservate al meglio”.


Il primo appuntamento in calendario è dedicato a tutti, esperti degustatori e non, purché interessati al vino di alta qualità, a chi non conosce ancora l’annata 2021 del Barolo o desidera approfondirne la conoscenza, ma anche a chi desidera scoprire se e come il clima e la zona di produzione hanno influenzato quella che è ancora l’ultima annata in commercio. Il secondo appuntamento, invece, è rivolto a chi sperimenta per la prima volta l’influenza del terreno sul Barolo o sa già quale tipologia di Barolo preferisce, ma anche a chi è curioso di confrontare l’influenza del terreno sulle caratteristiche del Barolo di annate differenti. In entrami gli incontri tutti i partecipanti potranno assaggiare fino a 24 Barolo 2021. Il terzo e ultimo appuntamento, con degustazioni di massimo 32 vini, è invece dedicato a chi intende assaggiare e confrontare le potenzialità espressive del Nebbiolo coltivato nell’areale del Barolo, dove la sua gamma di espressioni è almeno duplice, perché accanto al più noto e pregiato Barolo Docg si sta affermando la DOC Langhe Nebbiolo, un’alternativa più accessibile e meno impegnativa, che mantiene comunque la firma caratteristica del vitigno, anche perché spesso è considerata la “ricaduta”.

Vino, da Tenuta Tascante sull’Etna nasce “Pianodario Signature”

Vino, da Tenuta Tascante sull’Etna nasce “Pianodario Signature”Milano, 14 apr. (askanews) – Un Nerello Mascalese in purezza in una produzione limitata destinata ad una piccola selezione di ristoranti. A partire dalla vendemmia 2021, il vino “Pianodario” della Tenuta Tascante (fusione di Tasca ed Etna), progetto etneo di Tasca d’Almerita evolve in “Pianodario Signature”. Ad oggi sedici ristoranti italiani e uno tedesco hanno scelto di far parte di questo progetto, che consente loro di selezionare la terrazza o la cella della contrada Pianodario da cui nasceranno le bottiglie destinate unicamente al proprio locale. Una personalizzazione assoluta, che valorizza l’identità pià specifica di un vitigno autoctono.


Contrada Pianodario, dove Tasca è l’unico produttore presente, è un’area di 7,91 ettari di cui 3,8 ettari a vigneto, caratterizzata da terrazzamenti con muri a secco e con una morfologia degradante da Sud verso Nord con una forte pendenza. Siamo sul versante Nord del vulcano, a 775 metri sul livello del mare, tra Montelaguardia e Randazzo: un altopiano composto da 99 terrazze e da una stratificazione geologica che abbraccia epoche diverse, dai 15mila ai 40mila anni fa. Il Nerello Mascalese, coltivato qui con sistema di allevamento a spalliera e potatura ad alberello a parete, matura lentamente grazie all’altitudine, all’esposizione e alla ventilazione. La vendemmia avviene a fine ottobre-inizio novembre. In cantina, la vinificazione in acciaio è seguita da un affinamento in botti di rovere di Slavonia da 25 hl per 12 mesi. “Questo progetto innovativo – ha affermato Alberto Tasca d’Almerita, ottava generazione alla guida di questa storica realtà del vino siciliano- è coerente con la nostra visione imprenditoriale: cerchiamo sempre approcci nuovi per valorizzare i territori che custodiamo, il nostro obiettivo è rinnovare la tradizione, rispettandola”. Questa filosofia è valsa nel 2025 a Tasca d’Almerita l’iscrizione nel Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale del ministero delle Imprese e del Made in Italy.


Tasca d’Almerita ha iniziato a scrivere la sua storia sull’Etna nel 2007, con l’acquisizione dei primi vigneti in Contrada Sciaranuova e Pianodario. Negli anni, si sono aggiunte le contrade Rampante e Grasà, e oggi il progetto si sviluppa su una superficie complessiva di circa 36 ettari, di cui 20,5 di vigneti, che conta oltre 100 terrazzamenti, quasi 200 muretti a secco, boschi di castagni e uliveti secolari. Suoli di diversa origine e antichità, microclimi contrastanti, esposizioni e altitudini variabili danno vita a espressioni uniche di Nerello Mascalese e Carricante. La vinificazione avviene Contrada per Contrada nella cantina a Passopisciaro, nata all’interno di un antico palmento.

”Alsace Rocks!” prosegue il tour italiano dei vini d’Alsazia

”Alsace Rocks!” prosegue il tour italiano dei vini d’AlsaziaMilano, 13 apr. (askanews) – “Alsace Rocks!”, l’evento ideato e promosso dal Comitato interprofessionale dei vini d’Alsazia (Civa), che era stato inaugurato il 31 marzo all’enoteca Enoluogo di Milano, riprende il suo tour per far conoscere ai professionisti partecipanti l’autentico carattere dei vini e dei terroir alsaziani. Un appuntamento in collaborazione con la storica rivista dedicata al vino, “Civiltà del bere”: è infatti il direttore Alessandro Torcoli a condurre tutti gli appuntamenti i cui prossimi appuntamenti sono previsti il 19 maggio a Parma, il 17 novembre a Torino e il 18 novembre all’Iper Portello nel capoluogo lombardo.


“Alsace Rocks!” è un’iniziativa internazionale nata nel 2018. “Il nostro obiettivo è quello di approfondire diverse tematiche come trend di consumo, conoscenza e identità dell’intero territorio vitivinicolo alsaziano, grazie ad appuntamenti con i professionisti dei Paesi per noi più importanti all’export” ha spiegato la responsabile export Europa, Margaux Bruckert, aggiungendo che “quest’anno, abbiamo ricreato un tour che darà modo prima attraverso i vini e a seguire anche grazie alla presenza dei produttori, di rafforzare il legame commerciale tra la nostra regione e l’Italia”. L’Italia è una meta molto importante per la regione alsaziana: 11esimo Paese di importazione dei vini che si caratterizza per una crescita costante in valore di oltre il 10%, con un focus sul rafforzamento del Cremant d’Alsace che riporta l’Italia al quarto posto tra i Paesi target con +26,4% in valore.


Photo Credit Vins d’Alsace

”Il Mangiabottoni”: la nuova visione del vino di Camerani con Aias

”Il Mangiabottoni”: la nuova visione del vino di Camerani con AiasMilano, 13 apr. (askanews) – Si chiama “Il Mangiabottoni” il vino prodotto in circa 3.300 bottiglie grazie alla sinergia tra Marinella Camerani, fondatrice dell’azienda agricola Corte Sant’Alda, e la Cooperativa sociale L’Officina dell’Associazione italiana assistenza spastici (Aias), che da oltre vent’anni promuove l’inserimento lavorativo di persone con disabilità. Obiettivo: unire il sapere vitivinicolo al valore dell’inclusione generando un modello produttivo sostenibile anche dal punto di vista umano.


Fulcro del progetto è Podere Castagnè, 14 ettari nella Val di Mezzane (Verona), tra i 420 e i 550 metri slm., caratterizzati da suoli calcarei, pendenze importanti e un paesaggio boschivo di grande biodiversità, molti animali e la possibilità di soggiornare o passeggiarvi. Proprio qui è stato deciso di portare i ragazzi de L’Officina a confrontarsi con i lavori in vigna e poi in cantina, fianco a fianco con la squadra dell’Azienda Agricola Camerani. Qui ha preso forma “Il Mangiabottoni Valpolicella Doc 2024”, un vino che non è solo il risultato di un processo produttivo ma il simbolo di un percorso umano. Un rosso fresco, fermentato in cemento non vetrificato con lieviti indigeni, prodotto da uve Corvinone e Rondinella allevate a Guyot su impianti del 2011 e 2016. “Questa collaborazione rappresenta un reset per me, un modo per ridefinire dopo 40 anni da vignaiola il mio approccio al lavoro, alla comunità e al concetto stesso di valore” racconta Marinella Camerani, spiegando che “sono io che ho bisogno dei ragazzi de ‘Il Mangiabottoni’ per riposizionarmi su un piano in cui parole come amicizia, benessere, felicità, lavoro e salute abbiano un senso forse più elementare ma sicuramente più profondo”.


Il progetto prevede l’inclusione diretta dei ragazzi della cooperativa in tutte le fasi: gestione del verde, vendemmia manuale, vinificazione, imbottigliamento e confezionamento. “L’inclusione passa anche dal vino” spiega Emanuele Germiniasi, direttore della Cooperativa, sottolineando che “questo progetto è la prova concreta che ogni limite può diventare risorsa, ogni diversità una ricchezza. Questa attività, come tutte quelle de L’Officina dell’Aias, coinvolge persone con disabilità che mettono in gioco le proprie competenze – racconta – ma anche i propri comportamenti, a volte stereotipati o un po’ stravaganti, come quelli di Fabio, una persona con disabilità a cui abbiamo voluto molto bene, che staccava i bottoni dai vestiti per mangiarseli e al cui ricordo è dedicato questo vino”. Con il supporto economico dell’Azienda Agricola Camerani, l’ambizione è trasformare Podere Castagnè in un laboratorio occupazionale stabile, capace di formare risorse professionali nel settore vinicolo, con attenzione alle nuove fragilità. Una sfida per il futuro del vino italiano in cui qualità, sostenibilità e responsabilità sociale non sono solo parole chiave ma azioni quotidiane.

”Prosecco Low-Alcohol”: positivi primi risultati della sperimentazione

”Prosecco Low-Alcohol”: positivi primi risultati della sperimentazioneMilano, 13 apr. (askanews) – “I primi risultati ottenuti in sede di sperimentazione sono stati positivi, in linea con le aspettative. È importante sottolineare che non si tratta di un processo di dealcolazione ma di una diversa gestione delle fermentazioni, sia in fase di vinificazione che di spumantizzazione”. Lo ha detto Simone Vincenzi, professore presso l’Università degli Studi di Padova presentando a Vinitaly i primi risultati del progetto “Prosecco Low-Alcohol” avviato nel 2024 dal Consorzio di Tutela della Doc Prosecco in collaborazione con l’Università di Padova per indagare gli elementi caratterizzanti di una produzione spumantistica avente un titolo alcolometrico effettivo compreso tra gli 8 e i 9 gradi e un basso residuo zuccherino.


“Ad oggi nell’ambito del nostro Disciplinare, sono ammessi spumanti a basso tenore alcolico (circa 8,5% vol.) ma, obbligatoriamente, con un residuo zuccherino elevato (versione demi-sec). L’obiettivo della sperimentazione, quindi, è quello di valutare uno spumante, a base Glera, con un titolo alcolometrico di 8-9% vol. e un residuo zuccherino in linea con le preferenze del mercato, ovvero brut ed extra dry” ha ricordato il presidente del Consorzio, Giancarlo Guidolin, sottolineando che “con questa sperimentazione vogliamo valutare attentamente, prima in sede di Consiglio, poi di Assemblea, l’opportunità di poter rispondere alle richieste delle nuove generazioni e di un pubblico sempre più attento ai temi nutrizionali e del consumo di vino consapevole, senza però far venir meno l’identità e le peculiarità della nostra Denominazione”.

Il Festival dei vini e sapori di Lombardia il 4 maggio a Brescia

Il Festival dei vini e sapori di Lombardia il 4 maggio a BresciaMilano, 13 apr. (askanews) – Si terrà domenica 4 maggio, presso la Piazza del Mercato a Brescia, la terza edizione del “Festival dei vini e sapori di Lombardia”. Dopo Broni e Mantova, il 2025 vedrà protagonista la città che Giosuè Carducci definiva “la leonessa d’Italia”. Protagoniste saranno le 11 Strade dei Vini e dei Sapori della Lombardia, percorsi ideati per valorizzare territori, bellezze e giacimenti enogastronomici attraverso il turismo esperienziale.


In questi tre anni “Il Festival dei Vini e Sapori di Lombardia” ha dimostrato quanto unire le forze sia fondamentale per la promozione regionale. Come sottolineato dal Presidente della Federazione, Gianni Boselli, “quest’anno il Festival giunge alla sua terza edizione e rappresenta un’opportunità straordinaria per valorizzare le eccellenze enogastronomiche della Lombardia e, in particolare, le attività delle undici Strade che costituiscono la Federazione”. La scelta di Brescia è motivo di orgoglio per la città, come sottolineato da Flavio Bonardi, Presidente della Colli Longobardi Strada del Vino e dei Sapori e Vicepresidente della Federazione: “Sono molto contento che quest’anno il Festival si svolga a Brescia: durante l’evento, gli ospiti potranno partecipare a visite guidate, degustazioni e masterclass per scoprire i segreti della vinificazione e assaporare i vini lombardi, accompagnati dai nostri risotti e prodotti tipici”. Durante la giornata i visitatori potranno visitare gli stand per assaggiare le molte specialità locali, formaggi, salumi, prodotti dolciari ma anche risotti, confetture e soprattutto i vini delle migliori zone produttive lombarde. A partire dalle 11 (e fino alle 19) gli stand saranno aperti, mentre alle 11.30, in Sala Piamarta (via San Faustino 70), si terrà il convegno “Turismo, Territorio e Tradizione: il domani delle Strade del Vino e dei Sapori”. Alle 12.15 ci sarà il taglio del nastro con la partecipazione delle autorità e alle 15 avranno inizio le attività per bambini, curate dalla Pinacoteca Internazionale dell’età evolutiva, e la masterclass “Alla scoperta dei formaggi e salumi lombardi”. Alle 16:30, verrà celebrato il taglio della torta istituzionale dell’evento. La giornata proseguirà alle 17 con la masterclass “Il Metodo Classico in Lombardia”, e si concluderà alle 19.


Le undici “Strade” protagoniste saranno: Strada dei vini e dei sapori mantovani; Strada dei vini e dei sapori del Garda; Strada del vino Valcalepio e dei sapori della bergamasca; Strada del vino e dei sapori dell’Oltrepò pavese; Colli Longobardi Strada del vino e dei sapori; Strada del vino San Colombano e dei sapori lodigiani; Strada del gusto cremonese nella terra di Stradivari; Strada del Franciacorta; Strada del vino della Valtellina; Strada del Riso e dei Risotti Mantovani, e la Strada del Riso dei Tre Fiumi della Lomellina. Nei giorni successivi, mercoledì 7 e giovedì 8 maggio, proseguirà l’esperienza enogastronomica in collaborazione con l’Associazione ristoranti, trattorie e hosterie bresciane (Arthob), grazie all’adesione dei ristoranti che offriranno cene accompagnate dai migliori vini lombardi, a un prezzo concordato.

Vinitaly, Consorzio Vini Trentino chiude in positivo fiera in crescita

Vinitaly, Consorzio Vini Trentino chiude in positivo fiera in crescitaMilano, 13 apr. (askanews) – “Un’edizione senz’altro positiva, in cui si è notata la presenza di operatori qualificati provenienti dall’estero, frutto del lavoro svolto da Veronafiere da diversi anni in questa direzione e che ha portato quel giusto ottimismo negli operatori, nonostante aleggiassero per tutta la durata della fiera lo spettro dei dazi americani e le incertezze per il futuro dei mercati. Note positive sono a mio avviso arrivate anche dalla presenza di uno specifico progetto dedicato all’enoturismo (‘Vinitaly Tourism’) e dall’approfondimento relativo ai nuovi trend sui prodotti enologici no/low alcol. La partecipazione forte, strutturata e sinergica del Consorzio Vini del Trentino conferma un percorso solido, dove qualità, sinergie territoriali e attenzione ai trend internazionali si fondono in una proposta credibile e orientata al futuro”. A dirlo è stato Graziano Molon, Dg del Consorzio, parlando del Salone del vino di Verona, dove, all’interno del suo padiglione 3, il Trentino ha ospitato 44 aziende vitivinicole, cui si sono aggiunte altre 14 realtà presenti in fiera. Una proposta “che ha unito qualità, identità e visione futura”, grazie anche alla collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento, Trentino Marketing, Strade del Vino e dei Sapori del Trentino, Strada dei Formaggi delle Dolomiti e Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole.


“La presenza istituzionale coordinata dal nostro Consorzio è un vero e proprio valore aggiunto del Trentino, in grado di dare un’immagine coerente e approcciare alla promozione in maniera concretamente condivisa assieme a tutti i partner del territorio” ha continuato il Dg dell’ente consortile, sottolineando che “fare squadra spesso resta uno slogan senza contenuti, mentre noi lo stiamo realizzando”. All’interno dello spazio istituzionale, buyer e stampa di settore hanno potuto vivere esperienze immersive tra degustazioni di vini autoctoni, Marzemino, Teroldego Rotaliano, Muller Thurgau, Nosiola e Vino Santo, abbinate a eccellenze gastronomiche locali: trota affumicata del Garda, Cuor di Fassa al Teroldego, Puzzone di Moena DOP, mele essiccate, mieli alpini e grissini artigianali. Lo stand ha ospitato anche l’Istituto Trentodoc, con degustazioni dedicate al Metodo Classico trentino, e l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, con originali cocktail a base di grappa trentina curati da bartender esperti. Presente anche la Fondazione Edmund Mach, con attività di degustazione e divulgazione. “L’area istituzionale è stata animata da numerose presenze qualificate, sia di stampa che di operatori di settore” ha aggiunto Molon, spiegando che “in collaborazione con Veronafiere, sono stati organizzati incoming di buyer esteri che hanno potuto abbinare alla proposta enologica trentina anche la degustazione di prodotti tipici selezionati da Strade del Vino e dei Sapori del Trentino, Strada dei Formaggi delle Dolomiti e Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole. Il binomio vino-cibo – ha proseguito – consente di veicolare al meglio la destinazione e di ottimizzare la proposta enoturistica”.