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Vino, alla siciliana Graci la Medaglia dell’Architettura del Vino 2025

Vino, alla siciliana Graci la Medaglia dell’Architettura del Vino 2025Milano, 4 apr. (askanews) – E’ la Cantina ipogea Graci di Castiglione di Sicilia (Catania) la vincitrice della prima edizione ufficiale (dopo l’edizione zero del 2024) del Premio nazionale “MAV – Medaglia dell’Architettura del Vino”, promosso dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Treviso in collaborazione con il Comune di Valdobbiadene. Un’iniziativa che si propone di valorizzare gli interventi architettonici di eccellenza nei territori italiani legati alla produzione del vino, promuovendo un dialogo tra architettura, paesaggio e cultura vitivinicola.


Queste le motivazioni che hanno portato a premiare l’architetto Sebastiano Amore per il progetto per Graci: “La giuria ha particolarmente apprezzato la poetica del linguaggio del progetto, che si colloca in un delicato equilibrio tra elementi arcaici e innovativi. La sua capacità di coniugare delicatezza e forza progettuale è emersa chiaramente, così come l’uso sapiente del materiale roccioso di scavo, impiegato sia nella composizione degli spazi esterni che nella definizione del calcestruzzo, conferendo una sensazione di continuità con il paesaggio circostante. Un aspetto particolarmente degno di nota è l’equilibrio tra il disegno del progetto e la sua interpretazione non finita del contesto, che lascia spazio all’evoluzione e alla trasformazione del luogo. Il progetto si distingue per la sua capacità di mimetizzarsi con l’ambiente, accettando la sfida di integrarsi nel paesaggio siciliano senza forzarne l’asprezza, ma piuttosto valorizzandola attraverso una relazione armoniosa”. La menzione speciale è andata invece a Limito-Labirinto di Vite, progetto di Fernando Bernardi per l’Azienda Agricola Biologica Marco Carpineti di Bassiano (Latina). La menzione Unesco è stata attribuita a Perlage di Farra di Soligo (Treviso) per il progetto di mitigazione dei cambiamenti climatici.


La giuria era composta da esperti nel campo dell’architettura, del paesaggio e dell’antropologia: Ulla Hell, Architetta e fondatrice di PlasmaStudio, Sesto, Bolzano; Giulia Pozzi, Architetta e fondatrice di Fabulismoffice, Berlino; Matteo Meschiari, Antropologo, Palermo; Manuela Bolzonello, Architetta; Pamela Nichele, Paesaggista agronoma. “Il successo di questa seconda edizione conferma il valore del Premio MAV come strumento per promuovere la qualità architettonica e la sostenibilità nei territori del vino – ha dichiarato il presidente dell’Ordine degli Architetti di Treviso, Marco Pagani, rimarcando che “l’architettura gioca un ruolo cruciale nel definire e valorizzare il paesaggio vinicolo, integrando estetica, funzionalità e responsabilità ambientale. I progetti premiati quest’anno dimostrano come sia possibile innovare senza tradire l’identità dei luoghi”.


La cerimonia di premiazione, che si è svolta oggi a Valdobbiadene, “ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra professionisti, enti locali e operatori del settore vitivinicolo, sottolineando il valore di un dialogo costante tra architettura e paesaggio”.

Consorzio Doc Prosecco a Vinitaly per il 15esimo anno consecutivo

Consorzio Doc Prosecco a Vinitaly per il 15esimo anno consecutivoMilano, 4 apr. (askanews) – Per il 15esimo anno consecutivo, il Consorzio di Tutela della Doc Prosecco si prepara a partecipare al Vinitaly (6-9 aprile), dove si presenterà con 40 aziende associate e oltre 80 etichette in esposizione, oltre che con circa 70 relatori e quattro grandi chef: Belfiore, Cracco, Prest e Probst. Nelle quattro giornate sono previste circa 10mila consumazioni tra calici di Prosecco Doc e Prosecco Doc Rosé nelle varie tipologie, anche in versione cocktail.


Confermato il doppio posizionamento nelle ormai storiche postazioni che ospiteranno gli oltre 35 eventi del Consorzio guidato da Giancarlo Guidolin. Il primo è il “Prosecco Doc Pavilion” in Area H (esterno pad. 3), una luminosa serra in stile viennese dove si succederanno degustazioni, show cooking, cocktail session con focus sulle eccellenze enogastronomiche italiane, e vari momenti di intrattenimento conviviale e culturale. Il secondo è invece il “Prosecco Doc Theatre” (stand B4, pad. 4) dove si avvicenderanno conferenze, masterclass e talk che coinvolgono partner, ambassador e ospiti d’eccezione. Il programma del Consorzio per questo Vinitaly toccherà temi fondamentali per la Denominazione, come la sostenibilità, la ricerca e la promozione del territorio di appartenenza attraverso il dialogo con il mondo di sport, cultura e arte. Prosecco Doc inoltre ospiterà la presentazione di “Vitaevino”, campagna europea per la difesa del vino e della convivialità promossa da CEEV, UIV e Federvini; e il progetto “Wine in Moderation” che vede il supporto del Consorzio Doc Prosecco in qualità di National Coordinator per promuovere il consumo responsabile di alcolici.


Durante la fiera, ogni giorno i visitatori potranno degustare prodotti di importanti partner agroalimentari, tra cui: Consorzio del Prosciutto di San Daniele, Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, Consorzio per la Tutela del Formaggio Piave DOP, Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Consorzio Tutela Grana Padano, Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana, Consorzio Tutela Formaggio Montasio, Consorzio Tutela Gorgonzola, Consorzio di Tutela Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP insieme ad Acqua Dolomia, Roberto (prodotti da forno), Nonino Distillatori. Prosecco DOC è anche Official Sparkling Wine di “Vinitaly & the Night” all’esclusivo evento che si terrà la sera di martedì 8 aprile al Palazzo della Gran Guardia, offrendo agli ospiti l’opportunità di celebrare le famose bollicine in un contesto unico e prestigioso.

Dazi, CamCom Irpinia Sannio: notevole impatto per nostro agroalimentare

Dazi, CamCom Irpinia Sannio: notevole impatto per nostro agroalimentareMilano, 4 apr. (askanews) – I dazi imposti dalla Casa Bianca all’Ue impensieriscono gli operatori del vino di Irpinia e Sannio. Secondo una elaborazione della Camera di Commercio Irpinia Sannio su base Istat, il valore delle vendite verso gli Usa ammonta a quasi 9 milioni di euro per una quota di mercato che supera il 30% del totale export. Gli Stati Uniti, infatti, rappresentano la prima destinazione in valore per l’export dei vini di Irpinia (nel 2024 le esportazioni hanno toccato i 7 milioni di euro, in crescita del 25,9% rispetto all’anno precedente) e per quelli del Sannio (1,85 milioni di euro, +27,5% sul 2023). Cifre alla mano, su un totale dell’export dei vini irpini che nel 2023 ha raggiunto i 22,7 milioni di euro (+11,2% rispetto al 2023), le vendite verso gli Usa rappresentano il 30,8% del totale del mercato al di fuori dell’Italia. Per i vini sanniti, invece, la rotta commerciale diretta negli States cuba il 28,5% dell’export totale, pari a 6,5 milioni di euro.


“Credo che l’impatto dei dazi americani sarà notevole per l’agroalimentare irpino-sannita, in quanto l’export di vino e olio d’oliva, nel suo insieme, per il 70% è diretto negli Usa” commenta Girolamo Pettrone, commissario straordinario Camera di Commercio Irpinia Sannio, spiegando che “negli ultimi mesi, a partire dallo scorso dicembre, gli ordini sono aumentati proprio per l’incognita dei dazi. Ora bisognerà capire come l’Ue e il governo italiano vorranno porsi per arginare almeno in parte questa spada di Damocle”. La presidente del Consorzio tutela Vini d’Irpinia, Teresa Bruno, confida nella missione al Vinitaly per promuovere il territorio e i vini: “Occorre ora individuare mercati alternativi come il Giappone, senza per questo dimenticare l’Italia, dove dovremmo concentrare nuove strategie di marketing”.


Sul versante del Sannio Consorzio Tutela Vini, il presidente Libero Rillo è attendista e lancia un appello alla catena di approvvigionamento per evitare che si inneschino delle speculazioni che possono essere paradossalmente ancora più dannose dei dazi. “Bisognerà trovare accordi con gli importatori e capire quale sarà l’impatto effettivo dei dazi – spiega Rillo – perché su una bottiglia media di 5-6 euro, che poi è il prezzo medio del nostro prodotto in Usa, un dazio di 1,20 dollari non sarebbe di per sé un problema. Se però i maggiori dazi dovessero portare a un aumento del prezzo della bottiglia a ogni passaggio fra tasso di cambio euro/dollaro, trasporto, sdoganamento, fino ad arrivare al ristorante, allora avremmo un incremento sensibile dei costi, penalizzando la penetrazione dei nostri vini sul mercato statunitense”.

Il 6 aprile si apre 57esima edizione Vinitaly con quattro ministri

Il 6 aprile si apre 57esima edizione Vinitaly con quattro ministriMilano, 4 apr. (askanews) – Tutto pronto a Veronafiere per l’apertura della 57esima edizione di Vinitaly, il salone internazionale dei vini e distillati, in programma da domenica 6 a mercoledì 9 aprile. La manifestazione si conferma punto di riferimento per il business del vino a livello globale, con la presenza di 4.000 aziende espositrici distribuite in 18 padiglioni e operatori professionali attesi da 140 Paesi. Per quattro giorni, Verona diventa la capitale internazionale del settore vitivinicolo, tra incontri b2b e istituzionali, degustazioni e momenti di networking.


Ad aprire ufficialmente la manifestazione, domenica alle 11 nell’Auditorium Verdi (Palaexpo), sarà il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. A portare il saluto della città e del territorio, il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, e il presidente della Provincia di Verona, Flavio Massimo Pasini. Chiude il momento dei saluti istituzionale, Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo. A seguire un talk condotto dalla vicedirettrice del TG2, Maria Antonietta Spadorcia, a cui partecipano, oltre a Bricolo, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, la presidente del Ceev, Marzia Varvaglione, e il presidente di Agenzia ICE, Matteo Zoppas. Conclude dal podio, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. In sala per Veronafiere, anche l’Ad Maurizio Danese, e il Dg Adolfo Rebughini. Al termine, è previsto il taglio del nastro e la visita ufficiale agli spazi espositivi della Regione Veneto e del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf).


Ad aprire il programma generale delle degustazioni sarà il tradizionale walk around tasting dei Tre Bicchieri 2025 del Gambero Rosso, in programma domenica 6 aprile dalle 11.30 alle 16.30 in Sala Argento al Palaexpo, con i vini premiati dalla guida “Vini d’Italia 2025”. Nel pomeriggio, alle 15 in Sala Tulipano (Palaexpo), si terrà la degustazione dei grandi rossi selezionati dalla guida “I 100 migliori vini e vignaioli d’Italia” del Corriere della Sera, curata dal vicedirettore della testata Luciano Ferraro e dal critico James Suckling. Alle 16, in Auditorium Verdi, è in programma la cerimonia del “Premio Angelo Betti – Benemeriti della vitivinicoltura”, storico riconoscimento assegnato in collaborazione con gli assessorati regionali all’Agricoltura. La giornata di lunedì 7 aprile sarà caratterizzata dalla presenza di due commissari europei, protagonisti di momenti di confronto sui temi strategici per il comparto. Alle 11.30, nell’area convegni Masaf al Palaexpo, il commissario europeo per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, Christophe Hansen, parteciperà al convegno promosso dal ministero dell’Agricoltura sul futuro del settore vitivinicolo in Italia e in Europa. Alle 12.30, in programma la videoconferenza del ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, al 5 piano del palazzo uffici di Veronafiere (sala CdA). Nel pomeriggio, alle 14, sempre nell’area convegni Masaf, interverrà invece Oliver Varhelyi, commissario europeo per la Salute e il benessere degli animali, nel corso di un incontro dedicato alle prospettive del settore vino, al suo ruolo all’interno di una dieta salutare ed equilibrata e alla sua importanza come elemento del patrimonio culturale e alimentare europeo.

La Lombardia a Vinitaly 2025 con palinsesto di masterclass ed eventi

La Lombardia a Vinitaly 2025 con palinsesto di masterclass ed eventiMilano, 4 apr. (askanews) – La Lombardia porta a Vinitaly 2025 un palinsesto di masterclass ed eventi per esaltare la straordinaria varietà e qualità dei suoi vini. L’AreaMaster del Padiglione Lombardia (Stand B/C 13 Palaexpo), finanziato e realizzato in Accordo di programma da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, sarà il fulcro di incontri, degustazioni e presentazioni volte a mettere in luce le eccellenze vitivinicole regionali.


L’inaugurazione ufficiale del padiglione si terrà domenica 6 aprile alle 12, con la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, e dei direttori e i presidenti dei Consorzi Lombardi, sottolineando l’importanza della collaborazione nella promozione a livello nazionale e internazionale. Un altro appuntamento di rilievo sarà lunedì 7 aprile alle 14, con l’evento “Host Region Home of Excellence”, dedicato alla presentazione delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 e del Distretto agroalimentare della Valtellina, evidenziando il legame tra il grande evento sportivo e le produzioni enogastronomiche lombarde.


“Vinitaly è per la Lombardia un palcoscenico strategico, dove mettiamo in mostra la forza di un sistema vitivinicolo che unisce qualità, innovazione e identità territoriale” ha affermato Beduschi, aggiungendo che “nel Padiglione Lombardia raccontiamo una regione che sa valorizzare ogni angolo del proprio territorio e una filiera che cresce grazie al lavoro quotidiano dei nostri produttori e alla sinergia con i consorzi e il mondo della promozione. Anche quest’anno a Verona – ha concluso – avremo l’occasione per ribadire il nostro impegno: continuare a sostenere le eccellenze lombarde e rafforzarne la competitività sui mercati nazionali e internazionali”. E che la qualità rappresenti una leva fondamentale lo conferma anche il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio: “È proprio su questo, sulla qualità sempre crescente, che deve proseguire il percorso del vino lombardo, oltre che sulla valorizzazione all’estero: nonostante le difficoltà della situazione internazionale i nostri vini hanno ancora ampi margini di crescita sui mercati mondiali, a fronte di una domanda nazionale che si conferma invece stabile”.


La Lombardia vanta una tradizione vitivinicola ricca e diversificata, con 5 Docg, 23 Doc e 15 Igt. I Consorzi presenti nel Padiglione Lombardia sono: Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Ente Vini Bresciani, Consorzio Franciacorta, Consorzio Tutela Moscato di Scanzo, Consorzio Volontario Vino Doc San Colombano, Consorzio Montenetto, Consorzio Vini Igt Terre Lariane, Consorzio Vini Mantovani, Consorzio Tutela Lugana Doc, Consorzio Tutela Valcalepio, Consorzio Tutela Vini di Valtellina, Consorzio Valtenesi Riviera del Garda Classico e Produttori San Martino della Battaglia Doc, Consorzio Botticino DOC e Consorzio Tutela IGT Valcamonica.

La Lombardia a Vinitaly 2025 con palinsesto di masterclass ed eventi

La Lombardia a Vinitaly 2025 con palinsesto di masterclass ed eventiMilano, 4 apr. (askanews) – La Lombardia porta a Vinitaly 2025 un palinsesto di masterclass ed eventi per esaltare la straordinaria varietà e qualità dei suoi vini. L’AreaMaster del Padiglione Lombardia (Stand B/C 13 Palaexpo), finanziato e realizzato in Accordo di programma da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, sarà il fulcro di incontri, degustazioni e presentazioni volte a mettere in luce le eccellenze vitivinicole regionali.


L’inaugurazione ufficiale del padiglione si terrà domenica 6 aprile alle 12, con la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, e dei direttori e i presidenti dei Consorzi Lombardi, sottolineando l’importanza della collaborazione nella promozione a livello nazionale e internazionale. Un altro appuntamento di rilievo sarà lunedì 7 aprile alle 14, con l’evento “Host Region Home of Excellence”, dedicato alla presentazione delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 e del Distretto agroalimentare della Valtellina, evidenziando il legame tra il grande evento sportivo e le produzioni enogastronomiche lombarde.


“Vinitaly è per la Lombardia un palcoscenico strategico, dove mettiamo in mostra la forza di un sistema vitivinicolo che unisce qualità, innovazione e identità territoriale” ha affermato Beduschi, aggiungendo che “nel Padiglione Lombardia raccontiamo una regione che sa valorizzare ogni angolo del proprio territorio e una filiera che cresce grazie al lavoro quotidiano dei nostri produttori e alla sinergia con i consorzi e il mondo della promozione. Anche quest’anno a Verona – ha concluso – avremo l’occasione per ribadire il nostro impegno: continuare a sostenere le eccellenze lombarde e rafforzarne la competitività sui mercati nazionali e internazionali”. E che la qualità rappresenti una leva fondamentale lo conferma anche il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio: “È proprio su questo, sulla qualità sempre crescente, che deve proseguire il percorso del vino lombardo, oltre che sulla valorizzazione all’estero: nonostante le difficoltà della situazione internazionale i nostri vini hanno ancora ampi margini di crescita sui mercati mondiali, a fronte di una domanda nazionale che si conferma invece stabile”.


La Lombardia vanta una tradizione vitivinicola ricca e diversificata, con 5 Docg, 23 Doc e 15 Igt. I Consorzi presenti nel Padiglione Lombardia sono: Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Ente Vini Bresciani, Consorzio Franciacorta, Consorzio Tutela Moscato di Scanzo, Consorzio Volontario Vino Doc San Colombano, Consorzio Montenetto, Consorzio Vini Igt Terre Lariane, Consorzio Vini Mantovani, Consorzio Tutela Lugana Doc, Consorzio Tutela Valcalepio, Consorzio Tutela Vini di Valtellina, Consorzio Valtenesi Riviera del Garda Classico e Produttori San Martino della Battaglia Doc, Consorzio Botticino DOC e Consorzio Tutela IGT Valcamonica.

Nasce il Cirò Classico Docg: nuovo capitolo per Denominazione calabrese

Nasce il Cirò Classico Docg: nuovo capitolo per Denominazione calabreseMilano, 4 apr. (askanews) – Con la pubblicazione del nuovo Disciplinare nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, il Cirò Rosso Riserva si avvia ufficialmente a diventare Cirò Classico Docg. Si apre così una nuova fase di riconoscimento e valorizzazione per la più antica e significativa Denominazione vitivinicola calabrese. In assenza di opposizioni entro 90 giorni, il passaggio a Docg sarà ufficialmente ratificato.


Frutto di un lungo percorso iniziato nel 2019 e guidato dal Consorzio di Tutela Vini Doc Cirò e Melissa, che ha concluso integralmente l’iter burocratico anche a livello di Commissione europea, il passaggio a Docg “rappresenta non solo un riconoscimento della qualità del vino ma soprattutto una consacrazione del valore territoriale, culturale e storico dell’area produttiva, racchiusa nei comuni di Cirò e Cirò Marina, in provincia di Crotone”. È in questa zona delimitata, che si estende dalle colline litoranee alle prime pendici della Sila, che il vitigno autoctono Gaglioppo, protagonista indiscusso della Denominazione, trova la sua massima espressione. “Questo riconoscimento è il frutto di un lavoro corale, che ha coinvolto produttori, tecnici, istituzioni e tutto il tessuto vitivinicolo locale” dichiara il presidente del Consorzio, Raffaele Librandi, spiegando che “abbiamo creduto fin dall’inizio che il Cirò Rosso Riserva avesse tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale. Con il passaggio a Docg e la nuova Denominazione Cirò Classico, vogliamo rafforzarne il posizionamento e raccontarne l’identità con ancora maggiore forza”.


La zona di produzione si estende su circa 9.000 ettari, in un paesaggio variegato che alterna terrazze fluviali, colline regolari e rilievi sabbiosi o conglomeratici. A conferire “ulteriore complessità e personalità al vino concorrono le escursioni termiche, la concentrazione delle piogge nei mesi autunnali e la scarsa disponibilità idrica estiva, che contribuiscono alla maturazione equilibrata delle uve”. “Con il Cirò Classico Docg, la Calabria del vino compie un passo decisivo verso il riconoscimento della propria identità vitivinicola, fondata sulla valorizzazione del territorio, dei vitigni autoctoni e del lavoro quotidiano di una comunità coesa e appassionata, rappresentata oggi da oltre 300 viticoltori e 71 Cantine” chiosa il Consorzio, parlando di “un risultato che rafforza il prestigio dell’area di produzione e apre nuove prospettive per il futuro della Denominazione”.

Consorzio Vini Bardolino a Vinitaly mette al centro i produttori

Consorzio Vini Bardolino a Vinitaly mette al centro i produttoriMilano, 4 apr. (askanews) – “Il famoso Chiaretto di Bardolino, il rosato a menzione geografica più venduto in Italia, il Bardolino e il Bardolino delle Sottozone (Montebaldo, Sommacampagna e La Rocca, tre vini simbolo della Corvina Veronese) sono prodotti dinamici profondamente legati al territorio. D’appeal, con un’anima pop e di charme, sono adatti a ogni occasione. Durante Vinitaly, il mio obiettivo, e quello dei soci produttori che mi affiancheranno, sarà proprio quello di comunicarne la versatilità e lo stile estremamente contemporaneo”. A dirlo Fabio Dei Micheli, presidente del Consorzio Vini Bardolino che alla 57esima edizione di Vinitaly (Padiglione 4, stand D1) illustrerà i progetti previsti per il 2025, “tutte iniziative accomunate da unico obiettivo: mettere al centro chi il vino lo produce direttamente”.


Le degustazioni delle etichette dei soci produttori, che saranno presenti in Fiera, pronti a dialogare con buyer, giornalisti e professionisti del settore, avranno invece più obiettivi, a partire “dalla comprensione di un territorio unico e multiforme come quello del Lago di Garda e la dimostrazione della rispondenza dei vini del Consorzio alle esigenze del consumatore di oggi”. Quest’anno il Consorzio Vini Bardolino lancia un’iniziativa speciale, pensata per scoprire il lato più creativo e versatile dei suoi vini e per valorizzare il lavoro dei giovani produttori del Consorzio che prevederà, da venerdì 4 a mercoledì 9 aprile, una serie di aperitivi presso il Romeo Bistrot, nel cuore di Verona. Qui i vini del Consorzio “saranno serviti in una forma innovativa sia in mescita, sia come ingredienti principali di cocktail originali, preparati da bartender professionisti”.

Dazi, Consorzi del vino dell’Umbria scrivono a ministro Lollobrigida

Dazi, Consorzi del vino dell’Umbria scrivono a ministro LollobrigidaMilano, 4 apr. (askanews) – “Ci uniamo all’appello degli altri Consorzi vitivinicoli per esprimere la nostra forte preoccupazione riguardo ai dazi sulle importazioni di vino negli Usa. Gli Stati Uniti rappresentano il nostro principale mercato di esportazione, assorbendo oltre 3,5 milioni di ettolitri di vino italiano. È fondamentale difendere e tutelare gli interventi compiuti dalla nostra nazione negli anni passati attraverso i fondi Ocm e altre forme di sostegno, garantendo che gli investimenti fatti nella promozione del nostro vino siano stati ben spesi e abbiano un effettivo ritorno per il settore. Mettere a rischio il nostro accesso al mercato statunitense vanificherebbe anni di politiche di sviluppo del Made in Italy e crescita, fondamentali per la competitività internazionale del nostro comparto. Le chiediamo con determinazione di sollecitare la Commissione europea a garantire l’esclusione del vino dalla disputa commerciale Ue-Usa. Riteniamo strategicamente errata l’introduzione di dazi di ritorsione sui vini e i bourbon americani, che aggraverebbe la crisi del settore e penalizzerebbe l’intera filiera”. E’ quanto scrivono, tra l’altro, i Consorzi del Vino per l’Umbria (Montefalco, Orvieto, Torgiano e Trasimeno) in una lettera indirizzata al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

Al via domani 14esima edizione di OperaWine, la premiere di Vinitaly

Al via domani 14esima edizione di OperaWine, la premiere di VinitalyMilano, 4 apr. (askanews) – Torna domani, sabato 5 aprile, l’appuntamento con la 14esima edizione di OperaWine, l’anteprima esclusiva di Vinitaly firmata da Veronafiere in collaborazione con la rivista americana Wine Spectator.


Protagoniste dell’evento che si svolge nelle Gallerie Mercatali di fronte a Veronafiere sono 131 Cantine italiane, selezionate dagli esperti di Wine Spectator tra migliaia di etichette attraverso un processo rigoroso di valutazione visiva e gusto-olfattiva. La lista dei produttori rappresenta il meglio della produzione enologica italiana, con aziende provenienti da tutta la penisola, diverse per stile, dimensioni e territorio, ma accomunate da standard qualitativi di elevato livello. Anche quest’anno spiccano le grandi regioni del vino italiano: la Toscana guida la classifica con 36 aziende selezionate, seguita dal Piemonte con 19, dal Veneto con 18, dalla Sicilia con 11 e dalla Campania con 7. Tra le denominazioni più rappresentate figurano Barolo con 16 referenze, Brunello di Montalcino con 11, mentre Chianti Classico e Amarone della Valpolicella si attestano a 9 etichette ciascuno, confermandosi simboli del vino italiano sui mercati internazionali. Presenti all’inaugurazione, tra le autorità, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il sindaco di Verona, Damiano Tommasi e il presidente di Agenzia Ice, Matteo Zoppas. Per Veronafiere interverranno il presidente Federico Bricolo, l’amministratore delegato Maurizio Danese, e il direttore generale Adolfo Rebughini. L’evento, su invito, è riservato a giornalisti, sommelier e operatori professionali del mondo del vino.