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Vino, 26 produttori danno vita all’associazione Custodi del Lambrusco

Vino, 26 produttori danno vita all’associazione Custodi del LambruscoMilano, 31 mar. (askanews) – Nel cuore dell’Emilia nasce l’associazione i Custodi del Lambrusco. A costituirla ventisei produttori, tra piccole e grandi realtà, delle province di Modena e Reggio Emilia, “uniti dalla volontà di difendere, valorizzare e (ri)posizionare il Lambrusco nel panorama dei grandi vini”. Accomunati dalla qualità come filo conduttore, i Custodi “puntano a riscrivere la storia di uno dei vini più rappresentativi dell’Emilia-Romagna con un linguaggio contemporaneo, diretto e sensibile alle novità”.


“Non si tratta solo di tutela ma di affermazione: il Lambrusco è storia, cultura e identità di un territorio, e merita di essere riconosciuto come tale” ha dichiarato Fabio Altariva, presidente della neonata associazione, aggiungendo che “i Custodi del Lambrusco nascono con una missione chiara: riscrivere il futuro di questo vino. Vogliamo esaltarne il valore autentico, senza compromessi, e restituirgli il ruolo che merita tra i grandi vini. Il Lambrusco – ha concluso – non è solo un vino: è la storia, la cultura e l’identità di un territorio che vogliamo proteggere e raccontare, per chi c’era prima di noi e per chi verrà dopo”. Le ventisei aziende agricole vitivinicole associate, come previsto dal loro statuto, svolgono l’intero ciclo produttivo del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento e alla commercializzazione del prodotto finale. Si tratta di: Azienda agricola Manicardi, Azienda agricola Messori, Azienda agricola Pezzuoli, Azienda agricola San Paolo, Ca’ de’ Medici, Cantina della Volta, Cantina Divinja, Cantina Ventiventi, Cantina Vezzelli Francesco, Cantina Zucchi, Cavaliera, Cleto Chiarli tenute agricole, Fattoria Moretto, Garuti Vini, La Battagliola, La Piana Winery, Le Casette, Lini 910, Marchesi di Ravarino, Opera02, Podere il Saliceto, Rinaldini Az. Agr. Moro, Terraquilia, Venturini Baldini, Villa di Corlo, Zanasi società agricola.

Vino, Mionetto chiude il 2024 con fatturato record di 181 mln (+18%)

Vino, Mionetto chiude il 2024 con fatturato record di 181 mln (+18%)Milano, 31 mar. (askanews) – “Al Vinitaly brinderemo all’importante crescita registrata dalla Cantina: un anno positivo, chiuso con un fatturato record di 181 milioni di euro (circa +18% rispetto al 2023) e la conferma di una solida presenza nel mercato internazionale, con l’export che rappresenta l’82% del totale, riaffermando l’importanza del mercato Usa e evidenziando ottimi risultati in mercati consolidati ed emergenti con un’offerta che unisce eccellenza enologica, contemporaneità e piacere di vivere”. Lo ha annunciato Alessio del Savio, Technical Director, Winemaker e Management Board Spokesman di Mionetto, storico brand di Valdobbiadene (Treviso).


Alla 57esima edizione di Vinitaly che andrà in scena a VeronaFiere dal 6 al 9 aprile, Mionetto sarà presente non solo con i suoi Prosecco ma anche con le sue due alternative analcoliche. “Negli ultimi anni, la domanda di drink a basso contenuto alcolico o completamente dealcolate è cresciuta in modo importante, spinta da un pubblico sempre più attento ad un consumo consapevole” ha affermato Paolo Bogoni, Chief Marketing Officer e Management Board Executive, spiegando che “in questo scenario, Mionetto si propone di offrire soluzioni in linea con i nuovi stili di vita grazie a “Mionetto 0.0% Alcohol Free” e “Mionetto Aperitivo Alcohol Free” che, combinati insieme, portano la leggerezza del low/no alcohol allo Spritz per nuove occasioni di consumo nel segno del piacere e della convivialità”. Per un approfondimento sul tema, al Salone internazionale del vino e dei distillati di Verona, lunedì 7 aprile Mionetto dedicherà un talk al mondo dell’alcol free in collaborazione con Vincenzo Pagliara, Best Bartender 2023 al Roma Bar Show. Grazie alla sua esperienza di mixologist e imprenditore, Pagliara approfondirà tendenze, segreti e novità di questo mercato e delle rispettive occasioni di consumo. A questo momento di confronto seguirà una degustazione di cocktail inediti, firmati dal mixologist, pensati per esaltare il carattere unico di Mionetto Aperitivo.


Quest’anno le novità legate al mondo del Prosecco interessano due delle linee simbolo della Cantina di Valdobbiadene. Si tratta della nuova veste della “Luxury Collection”, introdotta per la prima volta nella Gdo con il “Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry”, che si pone come obiettivo quello di consolidare la presenza del brand, offrendo al consumatore un prodotto premium, e della nuova “Prestige Collection”. Quest’ultima, “con un look più elegante e contemporaneo e un marchio sempre più protagonista che valorizza e rafforza la presenza a scaffale”, adotterà una speciale bottiglia leggera, pensata per coniugare estetica, funzionalità e sostenibilità.

Dazi vino, Ca’ di Rajo: comunità italoamericana gioca ruolo importante

Dazi vino, Ca’ di Rajo: comunità italoamericana gioca ruolo importanteMilano, 31 mar. (askanews) – “Siamo in una fase negoziale e dobbiamo affrontarla con lucidità. Non dobbiamo trasmettere paura e insicurezza, perché faremmo il gioco della controparte. I Repubblicani sono imprenditori prima che politici: il loro focus è il business, e la loro capacità negoziale è indubbia. Siamo certi che il dialogo sarà fondamentale per trovare una soluzione equilibrata”. Lo ha detto Fabio Cecchetto, titolare, assieme ai fratelli Alessio e Simone, del gruppo veneto Ca’ di Rajo, in merito ai dazi sul vino e gli alcolici annunciati dal presidente Usa, Donald Trump.


Per il Gruppo veneto, che integra tre aziende vitivinicole tra Veneto e Friuli (Ca’ di Rajo, Terre di Rai e Aganis) e un ramo dedicato alla distribuzione, il mercato statunitense vale circa 1 milione di euro l’anno nella vendita dell’imbottigliato. Cecchetto ha rimarcato inoltre la forza rappresentata dalla comunità italiana negli Stati Uniti: “I nostri connazionali emigrati sono i nostri migliori ambasciatori, è attraverso di loro che dobbiamo fare rumore, perché l’opinione pubblica americana si interessi di queste dinamiche”.


Ca’ di Rajo si unisce quindi all’appello di tutto il comparto vitivinicolo italiano per una strategia comune che valorizzi il Made in Italy. “Siamo certi – ha concluso Cecchetto – che il nostro patrimonio enologico saprà imporsi ancora una volta: il Made in Italy vincerà sempre”.

Vino, Gaja: sì ai vitigni resistenti ma non devono entrare nelle Doc

Vino, Gaja: sì ai vitigni resistenti ma non devono entrare nelle DocMilano, 31 mar. (askanews) – “I vitigni resistenti è bene che siano piantati ma non devono entrare nelle Doc. Abbiamo lavorato per valorizzare le Denominazioni con le loro diversità, tipicità e caratteristiche, con i resistenti che vengono prodotti ovunque sarebbe una gravissima omologazione, un inquinamento delle Doc”. A dirlo è è il celebre produttore piemontese Angelo Gaja, durante la prolusione che ha aperto ad Alba (Cuneo) l’anno accademico dell’Accademia italiana della vite e del vino (Aivv) al Centro di Ricerca interdipartimentale “Viticoltura e vino” (CONViVi) dell’Università di Torino nella Capitale delle Langhe.


“Con il cambiamento climatico, che preoccupa per la salute del vigneto, c’è da imparare a conviverci. I patogeni, sempre più aggressivi, non li puoi far fuori tutti e allora diventa importante la capacità di adattamento (nel vigneto, in cantina, sul mercato), di introdurre nuove scelte e non pensare che quella sia la scelta definitiva” ha proseguito l’accademico Gaja, spiegando che tra le scelte possibili c’è quella di “piazzare i vigneti in altitudine ma senza estirpare o spostare altrove i boschi che vanno lasciati dove si trovano”. Per quanto riguarda i nuovi cloni, “c’è ancora troppo da aspettare e non c’è tempo, quindi occorre proteggere i vecchi vigneti, quelli che danno la qualità”. Per Gaja, inoltre, di fronte agli “attacchi” a cui è sottoposto il consumo di vino, è importante cambiare il modo di comunicare. “L’Organizzazione mondiale della Sanità ha detto che l’alcol è veleno in qualsiasi quantità, non solo se ne abusa, e noi siamo fermi, non abbiamo introdotto novità. Dobbiamo renderci conto che combattere contro la ricerca è una battaglia persa e allora dobbiamo rimodulare il nostro messaggio: bere con misura, se sai bere superi i rischi che comporta, consapevoli che tutti gli abusi fanno male e che l’alcol crea dipendenza”. In quest’ottica l’85enne produttore ha aperto ai vini dealcolati: “Ero partito contro, mi sembravano un errore ma adesso non sono contrario, la ricerca metterà meglio a punto il modo di produrli”.


Per quanto riguarda il mercato serve puntare ancora di più sulla qualità e sul valore (“dobbiamo lavorare per passare da 2 a 12 euro a bottiglia anche se calano i consumi”), mentre l’Intelligenza artificiale “stimolerà la creatività e abbiamo bisogno di creatività. Ci sarà il naso artificiale – ha evidenziato Gaja – per la misura dell’acidità, del tannino, della concentrazione ma non dell’eleganza: per quella ci vorrà sempre l’uomo”. Quello dell’IA è stato uno dei temi principali in discussione ad Alba. Tecniche di IA e di machine learning trovano spazio per le misure e analisi specifiche con la finalità di controllare lo stato chimico-fisico del vino, come valutare la presenza di off-flavour, il livello di solfiti (SO2) o la filtrabilità e aiutano l’enologo nelle decisioni. L’IA è in grado di esaminare una enorme quantità di dati in brevissimo tempo, questa mole di analisi trattate permette la costruzione di modelli sempre più robusti, aumentando quindi la capacità di predire l’evoluzione di fenomeni chimici o biochimici anche in una matrice complessa quale il vino. Per questo viene applicata per predire la qualità, salubrità e per l’autenticazione.


La due giorni di Alba si è aperta con i riconoscimenti degli accademici. Quello di onorario è stato assegnato oltre a Gaja anche a Oscar Farinetti, Ferdinando Frescobaldi, Emilio Pedron e Luca Rigotti. In tutto 48 nuovi accademici hanno fatto ingresso nell’Accademia. “I nuovi Accademici debbono rappresentare nuova linfa” ha detto il presidente Rosario Di Lorenzo, sottolineando che “si apre in una prestigiosa sede universitaria una nuova annata nel segno della ricerca e dell’innovazione nel campo della viticoltura”.

Vino, Val d’Oca presenta il suo primo Bilancio di sostenibilità

Vino, Val d’Oca presenta il suo primo Bilancio di sostenibilitàMilano, 31 mar. (askanews) – La cooperativa Val d’Oca di Valdobbiadene (Treviso) presenta il suo primo Bilancio di sostenibilità relativo all’esercizio 2023-2024. Il documento, redatto secondo gli standard internazionali Global reporting initiative (Gri) e approvato dal Cda nei giorni scorsi, testimonia l’impegno nei confronti di tre dimensioni della sostenibilità: economica, ambientale e sociale.


In campo economico Val d’Oca ha mantenuto solidità, confermando i valori registrati negli anni precedenti sia a livello di volume che di ricavi. Nel 2023-2024 il brand ha raggiunto un fatturato di 57,6 milioni di euro, con oltre 15 milioni di bottiglie vendute. Continuando a puntare sulla tracciabilità e sulla sicurezza del prodotto, “sono stati al contempo garantiti elevati standard qualitativi” e rafforzata la presenza sui mercati internazionali, con vendite in 61 Paesi tra cui spiccano Stati Uniti, Svizzera e Norvegia. Val d’Oca ha ottenuto una riduzione delle emissioni di CO2 del 6,8% grazie all’impianto fotovoltaico di proprietà, che ha generato 12.512 kWh di energia pulita, e all’utilizzo di imballaggi in cartone ed etichette certificate FSC o PEFC. Oltre il 90% dell’approvvigionamento delle bottiglie è affidato a fornitori che garantiscono una percentuale di vetro riciclato all’interno dei loro prodotti, che può arrivare fino al 95%. La realtà di Valdobbiadene ha inoltre alleggerito le proprie bottiglie e adottato cartoni meno pesanti, consentendo un risparmio annuo di 214 tonnellate di vetro e 39 di carta.


L’impegno si è esteso anche alla sfera sociale con la creazione di nuove opportunità di occupazione e con un investimento nella formazione: il numero complessivo di collaboratori si è attestato a 24 unità, con un incremento del 16,4% rispetto all’esercizio precedente. Parallelamente, la cooperativa ha posto grande attenzione alla promozione del territorio e delle sue eccellenze attraverso iniziative di ospitalità e comunicazione mirata, volte a rafforzare il legame con la comunità locale, oltre che a valorizzare il patrimonio enologico e paesaggistico delle Colline di Valdobbiadene. “Questo Bilancio rappresenta un passo importante per Val d’Oca, un documento che conferma il nostro impegno concreto nei confronti del territorio, dei nostri collaboratori e dei consumatori per garantire la sostenibilità nell’attività commerciale” ha dichiarato il presidente Francesco Gatto, aggiungendo che “esce come report dell’anno sociale 2023-2024, ma è in realtà il risultato di un lavoro ben più lungo che ha origine dal percorso condiviso da Val d’Oca con Cantina Produttori di Valdobbiadene. Grazie a questo strumento – ha concluso – vogliamo garantire, con azioni misurabili e trasparenti, una crescita che rispetti l’ambiente e tuteli la nostra comunità”.


Tra le priorità della Cantina per i prossimi anni vi sono l’ottimizzazione delle risorse energetiche, l’innovazione e la manutenzione dei processi produttivi attraverso il ridotto impatto ambientale e l’adozione di un approccio responsabile, e la lotta contro il cambiamento climatico contenendo le emissioni di gas serra.

Assovini Sicilia a Vinitaly con collettiva di 44 aziende associate

Assovini Sicilia a Vinitaly con collettiva di 44 aziende associateMilano, 31 mar. (askanews) – Assovini Sicilia sarà presente al Vinitaly 2025 con una collettiva di 44 aziende associate, riunite nel Padiglione 2 del Salone Internazionale di Verona, in programma dal 6 al 9 aprile. La 57esima edizione della fiera “rappresenta un’occasione strategica per incontrare buyer e stakeholder, condividere esperienze e valorizzare la qualità vitivinicola siciliana”. Le aziende aderenti esprimono produzioni legate a 23 Doc e una Docg, dall’Etna all’estremo occidente fino alle isole minori. L’impegno “è verso una viticoltura di qualità, fortemente radicata nei territori di origine”.


Martedì 8 aprile è in programma il talk “Enoturismo ed intelligenza artificiale, per una nuova fruizione del territorio”, dedicato al ruolo delle nuove tecnologie nella creazione di itinerari personalizzati e nell’attivazione di strategie di referral marketing applicate al wine tourism. “Il mondo del vino è attraversato da cambiamenti geopolitici ed economici e le sfide attuali impongono una riflessione e una strategia ben precisa. Assovini Sicilia, oltre a valorizzare e promuovere la qualità produttiva, investe e crede nell’enorme potenziale dell’enoturismo come motore del comparto vitivinicolo e, in generale, dell’economia siciliana” afferma Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia, aggiungendo che “oggi il turismo del vino in Sicilia è in costante fermento ed evoluzione, e rappresenta un mezzo esclusivo per raccontare il territorio e il nostro patrimonio vitivinicolo”.


“La Sicilia è una wine destination ideale e unica perché racchiude una straordinaria storia, un patrimonio storico-archeologico e una diversità di territori da raccontare. Il vino, con il suo valore simbolico e culturale, si rivela un ambasciatore del territorio e uno strumento privilegiato in grado di racchiudere storie, produttori, territori” prosegue Cambria, rimarcando che “investire nell’enoturismo di qualità significa avere un piano strategico dove, accanto alla qualità produttiva, ci sia un’accoglienza che punti su un’offerta diversificata e sul coinvolgimento dell’intero territorio. Solo così l’enoturismo può supportare la produzione vitivinicola e le nostre Cantine”.

Consorzio Barbera Asti e Monferrato a Vinitaly tra export e nuove sfide

Consorzio Barbera Asti e Monferrato a Vinitaly tra export e nuove sfideMilano, 30 mar. (askanews) – Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato partecipa a Vinitaly 2025, in programma a Verona dal 6 al 9 aprile, all’interno di Piemonte Land nel padiglione 10. Tra le novità principali, la firma di un accordo con il Monopolio della Pennsylvania (Usa), che darà vita a un press tour esclusivo per rafforzare i rapporti con il mercato statunitense. Il press tour sarà articolato in due fasi: la prima si svolgerà nel Monferrato, con visite in cantina, seminari e incontri dedicati alle Denominazioni tutelate, mentre la seconda avrà luogo a Vinitaly, con focus sulle aziende e le produzioni vinicole del Piemonte.


“Il ruolo del Consorzio è sempre stato quello di tutelare, promuovere e valorizzare le eccellenze e le Denominazioni del nostro territorio, soprattutto in momenti delicati come quello attuale” ha spiegato il presidente Vitaliano Maccario, aggiungendo che “investire sulla qualità e sulla presenza internazionale è fondamentale per garantire un futuro competitivo alle nostre denominazioni”. A margine dell’accordo con il Monopolio della Pennsylvania, Maccario in merito ai possibili dazi Usa ha evidenziato che “sicuramente l’introduzione dei nuovi dazi sulle importazioni di vino negli Stati Uniti ci stanno costringendo a riflessioni importanti anche se non siamo particolarmente preoccupati. Grazie al loro prezzo competitivo – ha sottolineato – i nostri vini, in particolare la Barbera, non subiranno flessioni significative. Confidiamo – ha concluso – che il rincaro possa essere assorbito dal mercato, anche per l’apprezzamento crescente tra i giovani consumatori e wine lovers”.


Il Consorzio prosegue nel percorso di promozione delle 13 Denominazioni tutelate, che nel 2024 hanno registrato risultati importanti. Il Monferrato Doc Nebbiolo è cresciuto dell’11%, superando le 500mila bottiglie, il Piemonte Doc ha segnato un +3%, con un incremento di quasi un milione di bottiglie, mentre il Piemonte Doc Barbera si conferma stabile con oltre 16 milioni di bottiglie (+0,4%). Ottima performance per il Piemonte Doc Barbera Passito, che cresce del 19,36% e supera le 1,1 milioni di bottiglie. Spicca infine il Piemonte Doc Barbera-Nebbiolo con un +359% e oltre 500mila bottiglie. Il Ruchè di Castagnole Monferrato Docg resta sopra il milione di bottiglie (+1,6%), mentre il Terre Alfieri Docg cresce dell’8%. Tra i bianchi, il Piemonte Doc Chardonnay segna un record con +7,6% e 2,1 milioni di bottiglie. Nel 2025 il Consorzio sarà impegnato nella promozione del territorio attraverso manifestazioni, eventi esperienziali, workshop, campagne social e nuove iniziative, con l’obiettivo di rendere la Barbera d’Asti “un vino giovane, accessibile, legato alla tradizione ma adatto a molteplici occasioni di consumo”.

A Vinitaly arriva “Komb(w)ine”, nuova bevanda tra vino e kombucha

A Vinitaly arriva “Komb(w)ine”, nuova bevanda tra vino e kombuchaMilano, 30 mar. (askanews) – Sarà presentato in anteprima a Vinitaly “Komb(w)ine”, una nuova bevanda naturalmente analcolica “che unisce la sapienza enologica al mondo della kombucha”. Il progetto nasce dall’incontro tra Ettore Ravizza, founder di “Evoluzioni – The good for you beverage company”, e l’enologo Andrea Moser, ideatore dei Temporary Wine e fondatore della società di consulenza AMProject.


Prodotto a partire da mosto d’uva monovarietale e tè biologico, Komb(w)ine utilizza Symbiotic culture of bacteria and yeast (Scoby), la madre di lieviti e batteri responsabile della fermentazione e dell’eliminazione dell’alcol. Il risultato è una bevanda che mantiene le caratteristiche organolettiche dell’uva “e ne arricchisce il profilo con acidità, eleganza e complessità, senza alcun contenuto alcolico”. “‘Komb(w)ine’ è un ponte tra passato e futuro, dove la tradizione si rinnova senza perdere la propria essenza” afferma Ravizza, spiegando che “non è un’alternativa al vino, né una sua versione privata dell’alcol, ma una nuova espressione di gusto e profondità”. Pensata per essere consumata in purezza o in “pairing raffinati”, “Komb(w)ine” si propone anche come nuova opzione per il canale Horeca e per chi, per scelta o necessità, preferisce evitare l’alcol. Può essere realizzata in versione monovarietale o in blend, aprendo nuove possibilità per la degustazione.


“Sono innumerevoli i motivi che ci hanno spinti a immaginare una nuova strada per il vino” aggiunge Moser, evidenziando che “tra questi, il desiderio di proporre un’alternativa sostenibile al vino dealcolato, e la crescente attenzione verso uno stile di vita salutare. Condividere le nostre professionalità ha permesso di creare un prodotto utile e innovativo per un settore che deve reinventarsi”. ‘Komb(w)ine’ nasce dalla vigna “ma conserva le proprietà benefiche tipiche della kombucha: acidi organici, antiossidanti, amminoacidi, minerali, lieviti e batteri vivi. Favorisce la digestione, sostiene il sistema immunitario e contribuisce alla biodiversità del microbiota intestinale”.


Foto di Gaia Menchicchi

Mack e Schuhle a Vinitaly con innovativi progetti Grapur e Genevitis

Mack e Schuhle a Vinitaly con innovativi progetti Grapur e GenevitisMilano, 30 mar. (askanews) – Mack & Schuhle Italia, azienda che produce e distribuisce vini italiani nel mondo, presenta in anteprima alla 57esima edizione di Vinitaly “due innovativi progetti destinati a ridefinire l’approccio alla produzione e al consumo del vino”: “Grapur” e “Genevitis”.


La realtà guidata da Fedele Angelillo, parte dell’omonimo gruppo internazionale nato nel 1939 in Germania, ha spiegato che “Grapur” ha una gradazione alcolica del 9% ottenuta senza dealcolazione, un ridotto apporto calorico e vanta le certificazioni biologico e vegano. Inoltre viene commercializzato nelle bottiglie “Bordolese AIR” da appena 300 grammi, con le chiusure “Nomacorc Ocean” e le etichette “Ocean Action” realizzate con plastica riciclata proveniente da scarti raccolti nelle regioni costiere. Infine, l’imballaggio utilizza cartone ondulato a onde ribassate, carta riciclata e inchiostri a base d’acqua. “‘Grapur’ è la dimostrazione concreta di come innovazione e sostenibilità possano andare di pari passo nel mondo del vino” ha affermato Angelillo, amministratore unico di Mack & Schuhle Italia, sottolineando che “non si tratta solo di un prodotto che intercetta le nuove esigenze di consumo ma di un modello virtuoso che coinvolge l’intera filiera, dalla scelta delle uve fino ai materiali a ridotto impatto ambientale. Il futuro del vino – ha chiosato – non può prescindere dalla responsabilità ambientale e sociale e con ‘Grapur’, vogliamo rendere questo impegno tangibile, offrendo ai consumatori un’alternativa che unisce qualità, cambiamento e rispetto per il pianeta”. “Genevitis” celebra invece “l’unicità delle eccellenze vinicole italiane attraverso una filiera strutturata di Cantine cooperative regionali, attualmente in Abruzzo, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Piemonte, che garantiscono qualità e autenticità legate al territorio”. “Il nome unisce “gen” (genesi, origine, ciclo vitale della vite) e “vitis” (legame con la terra e la tradizione agricola) – ha precisato Mack & Schuhle – riflettendo una filosofia fondata sulla valorizzazione delle risorse locali e sull’etica delle persone coinvolte”.


“L’Italia, grazie alla sua territorialità, ha un’offerta diversificata di vitigni autoctoni il cui potenziale non è ancora espresso al meglio a livello globale” ha evidenziato Angelillo, spiegando che “il nostro ruolo è quello di un aggregatore privato che, attraverso un modello di economia sostenibile a lungo termine, supporta le comunità agricole con una gestione responsabile delle risorse e la valorizzazione delle persone coinvolte nella produzione. Per rendere possibile questa visione, sono stati coinvolti oltre 5.000 agricoltori partner – ha continuato impegnati quotidianamente nella coltivazione di uva da vino su più di 30mila ettari in tutta Italia. Questa sinergia – ha concluso il manager – crea un forte senso di appartenenza tra gli attori della filiera, trasformando ogni bottiglia in un autentico simbolo dell’italianità da condividere con il mondo”. Domenica 6 aprile alle 14 nella sala Respighi del Centro congressi Palaexpo Veronafiere, Mack & Schuhle Italia organizza il talk “Wine in transition: embracing change in a dynamic industry”, per esplorare le trasformazioni in atto nel mondo del vino, dalle dinamiche di mercato alle strategie di filiera, fino ai cambiamenti legati a sostenibilità e innovazione. L’incontro, moderato da Luciano Ferraro e vedrà la partecipazione di Danielle Callegari (Wine Enthusiast), Eleonora Formisano (NielsenIQ), Diana Lenzi (Filiera Italia), Cristina Mercuri DipWSET (Mercuri Wine Club, ambassador Genevitis), Luigi Scordamaglia (Eat Europe) e Riccardo Velasco (direttore Crea).

Tra vino e pizza: la Campania a Verona con 180 aziende e 7 Consorzi

Tra vino e pizza: la Campania a Verona con 180 aziende e 7 ConsorziMilano, 30 mar. (askanews) – La Regione Campania partecipa a “Vinitaly and the City”, dal 3 al 5 aprile nel Cortile del Tribunale a Verona, con una serie di attività dedicate alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico regionale. In un’area espositiva di circa 20 metri quadrati, il pubblico potrà degustare i prodotti di 180 aziende vitivinicole campane e scoprire il territorio “attraverso un’esperienza immersiva tra tradizione, qualità e cultura”.


Il programma prevede degustazioni guidate, incontri e iniziative culturali organizzate dall’assessorato all’Agricoltura, in collaborazione con i sette Consorzi di tutela del vino campano: Consorzio tutela vini Irpinia, Consorzio di tutela Vitica, Consorzio tutela vini Vesuvio Dop, Consorzio tutela vini dei Campi Flegrei e Ischia, Consorzio tutela vini Sannio, Consorzio Vita Salernum Vites e Consorzio Penisola Sorrentina. “Con i nostri vini e la pizza napoletana portiamo a Verona il gusto autentico di un territorio straordinario” ha dichiarato Nicola Caputo, assessore all’Agricoltura della Regione Campania, sottolineando che “la partecipazione a ‘Vinitaly and the City’ è un’occasione per valorizzare le nostre 19 Dop e 15 Igp, frutto del lavoro dei viticoltori campani, testimoni di un mosaico territoriale che va dalla montagna al mare. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Verace Pizza Napoletana, i vini campani saranno abbinati alla pizza napoletana autentica in un connubio tra tradizioni che rafforzano l’identità della nostra regione e presentano la Campania come brand di eccellenze”.


Sabato 5 aprile, dalle 19 alle 21, lo stand della Regione ospiterà un evento dedicato alla pizza napoletana e al panuozzo, in collaborazione con l’Associazione Verace Pizza Napoletana. Alle 15, nella sala consiliare, è prevista una masterclass sui grandi vini campani, con degustazione guidata. Oltre al fuori salone, la Regione Campania parteciperà a Vinitaly con un padiglione di 5.800 mq e 180 aziende, confermandosi protagonista del comparto vitivinicolo nazionale e internazionale.