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La due giorni di Firenze “Saranno famosi nel vino” apre al gin

La due giorni di Firenze “Saranno famosi nel vino” apre al ginMilano, 8 ott. (askanews) – Da questa seconda edizione in programma alla Stazione Leopolda di Firenze il 3 e 4 dicembre, la manifestazione “Saranno famosi nel vino” ospiterà per la prima volta il gin, dedicando all’antico e dinamico distillato una parte da protagonista con l’iniziativa “Saranno Famosi nel Gin”. La due giorni fiorentina che porta alla ribalta le giovani aziende vitivinicole o le nuove etichette in commercio, propone quest’anno un’area dedicata al gin dove sfileranno in passerella produttori e gin italiani che ambiscono a diventare un cult nei prossimi anni.

Oltre 200 le etichette dei “migliori vini italiani creati nelle ultime cinque vendemmie e le migliori Cantine nate negli ultimi dieci anni”, alle quali si aggiungeranno 40 produttori di gin italiani, selezionati da “Il GINgegnere. Le Cantine coinvolte presenteranno i loro vini in piccoli stand individuali dislocati lungo la Leopolda, così come i produttori di gin, con la possibilità di acquistare le bottiglie. In una nota, gli organizzatori hanno spiegato che “la manifestazione, destinata a wine lovers, gin lovers, buyers, ristoratori e sommelier, è un vero e proprio talent show del vino e del gin italiano”. Degustazioni che si affiancano ad eccellenze gastronomiche (c’è un’area dedicata al cibo), accompagnate da incontri, premiazioni, corsi e cene che coinvolgono i ristoranti della città e i grandi marchi della moda. Per i veri appassionati anche seminari con degustazioni a tema e un’area forum. Nella giornata di lunedì è previsto l’ingresso gratuito per stampa e operatori.

Ma “la vera novità” della seconda edizione della manifestazione è “Wine & Florence”, “un evento nell’evento nel quale le Cantine partecipanti a ‘Saranno Famosi’ invieranno le bottiglie del loro vino ad alcuni ristoranti fiorentini, che le abbineranno a menù studiati appositamente ed esporranno le bottiglie in vetrina. All’evento esporranno 200 cantine e 20 produttori di eccellenze gastronomiche.

Vino, Jacopo Vagaggini “Miglior giovane enologo italiano” per Vinoway

Vino, Jacopo Vagaggini “Miglior giovane enologo italiano” per VinowayMilano, 8 ott. (askanews) – Jacopo Vagaggini è stato eletto “Miglior giovane enologo italiano” per Vinoway Selection 2024. Nato a Siena nel 1991, Vagaggini è consulente ed enologo di terza generazione, con una laurea in Biologia ad Oxford con specializzazione in Environmental Changes, seguita poi dalla laurea in Enologia conseguita al DNO di Bordeaux.

Ringraziando per il premio ricevuto, il giovane professionista ha affermato che “la viticoltura subisce periodi altalenanti, la stagione 2023 ne è un esempio, mettendo ogni anno i produttori di fronte a nuove difficoltà da affrontare: questo fenomeno è più accentuato in Europa, dove pratichiamo una viticoltura più tradizionale e scevra da pesanti interventi correttivi”. “Bisogna puntare sulla territorialità e sui vitigni autoctoni che nel tempo si sono adattati a vivere in nicchie ecologiche ben precise” ha proseguito, aggiungendo che “il vitigno autoctono riesce a sopportare meglio gli stress ambientali repentini che si stanno vivendo, garantendo una buona produttività e mantenendo le sue qualità peculiari”. La commissione di degustazione e dei premi di Vinoway Italia, guidata da Davide Gangi, lo premierà sabato 21 ottobre nel Castello Monaci Resort di Salice Salentino (Lecce). Dopo le prime esperienze in diversi Chateau francesi, Vagaggini si è spostato in Argentina, dove ha approfondito la coltivazione e la produzione del Malbec “vitigno con una forte identità territoriale, capace di esprimere con fierezza la propria origine”. “Un grande vino riesce a comunicare istantaneamente chi è, il terroir da cui proviene, i vitigni di cui è composto e l’annata che ha vissuto” ha spiegato Vagaggini, che nell’azienda di famiglia, Amantis, “ogni anno porta avanti diverse ricerche con l’obiettivo di sviluppare un’enologia moderna ma rispettosa della tradizione trasmessagli”.

Il giovane enologo continua le sue attività anche all’estero; nel luglio 2022 è stato coinvolto nello sviluppo di un’innovativa realtà enologica nell’isola di Gozo che per il giovane enologo rappresenta “un progetto ambizioso e moderno, che scriverà una nuova pagina dell’agricoltura maltese”.

I vini Dop e Igp della Sardegna alla sesta “Milano Wine Week”

I vini Dop e Igp della Sardegna alla sesta “Milano Wine Week”Milano, 8 ott. (askanews) – I vini a marchio Dop e Igp della Sardegna saranno tra i protagonisti della sesta edizione della “Milano Wine Week”, la manifestazione dedicata al mondo del vino in programma dal 7 al 15 ottobre nel capoluogo lombardo.

L’appuntamento con il “Sardegna Day” è fissato per il 10 e l’11 ottobre a Palazzo Bovara in corso Venezia 51. La Regione Sardegna, partner dell’evento, parteciperà con l’assessorato dell’Agricoltura tramite l’agenzia Laore in collaborazione con i Consorzi di tutela dei vini a marchio Dop e Igp dell’Isola: Cannonau di Sardegna Doc, Malvasia di Bosa, Terralba Doc, Vermentino di Gallura Docg, Vermentino di Sardegna, Vernaccia di Oristano Doc, Vino Carignano del Sulcis Doc e Vini di Alghero Doc. “I Consorzi di tutela andranno a Milano per presentare e far conoscere ancora di più i nostri vini, in un’ottica di promozione dei nostri territori e dei nostri vitigni di qualità” ha affermato l’assessora regionale dell’Agricoltura, Valeria Satta, aggiungendo che “in questa vetrina internazionale, i Consorzi rappresenteranno le radici del nostro vino in una due giorni che vedrà una serie di appuntamenti, tra cui quattro masterclass nella giornata dell’11 per far degustare, spiegare e raccontare il nostro vino, la storia e le tradizioni della Sardegna”. “Con la partecipazione alla ‘Milano Wine Week’ prosegue l’impegno della Regione per sostenere nei mercati nazionali e internazionali le aziende di tutti i nostri comparti produttivi, e in questo caso di quello vitivinicolo, un settore all’avanguardia che può vantare produzioni di assoluta eccellenza e di elevata qualità”.

Martedì 10 ottobre è prevista in mattinata la conferenza “Vitigni e Vini di Sardegna: una storia millenaria”, mentre dal pomeriggio si terranno le degustazioni rivolte a consumatori e amanti del vino. Mercoledì 11 ottobre, nel corso di tutta la giornata si terranno quattro masterclass, una in collegamento con Londra, organizzate dei Consorzi di tutela dei vini a marchio Dop e Igp della Sardegna, che presenteranno i vini delle aziende produttrici al pubblico di buyers, distributori, esperti e stampa di settore.

Confagricoltura: a Milano wine week eventi pubblici e buyer internazionali

Confagricoltura: a Milano wine week eventi pubblici e buyer internazionaliMilano, 8 ott. (askanews) – Confagricoltura rinnova la presenza alla Milano wine week, la rassegna di eventi diffusi che fanno del capoluogo lombardo la capitale del vino per nove giorni. Da sabato 7 a domenica 15 ottobre, la Confederazione accoglierà esperti e appassionati in due siti d’eccezione. Novità di quest’anno è la Confagri wine boat: un battello per incontrare le aziende vinicole e degustare i migliori vini italiani, navigando lungo il Naviglio Grande.

Sulla Confagri wine boat si terranno sia gli incontri B2B, con i buyer di Stati Uniti, Thailandia, Corea del Sud, Regno Unito, sia le attività aperte al pubblico, su prenotazione. Il programma delle degustazioni, ognuna della durata di un’ora, navigando sul Naviglio, prevede nella giornata inaugurale un omaggio alla città che ospita la settimana dedicata al vino, alla scoperta della Doc del territorio, San Colombano.

Domenica 8 sarà la volta della Calabria; lunedì 9 della Campania; martedì 10 della Toscana e ancora della Campania. Mercoledì 11 vino al femminile con una selezione di cantine guidate da imprenditrici; venerdì 13 i vini della cantina calabrese Statti; sabato 14 è la volta della “terra del mito” del Lazio e, alla sera, ci si sposta idealmente nelle Langhe. Domenica 15 chiude l’azienda veronese Capurso. A Palazzo Bovara, in Corso Venezia, fulcro della manifestazione milanese, Confagricoltura firma la giornata conclusiva dell’intera kermesse: domenica 15 ottobre protagonisti saranno i vini della provincia di Latina con un tour tra le bontà enogastronomiche dell’Agro Pontino.

Quel dolce al pesto sintesi della cucina ambiziosa di Equilbrio a Imperia

Quel dolce al pesto sintesi della cucina ambiziosa di Equilbrio a ImperiaMilano, 8 ott. (askanews) – Un dolce al pesto, con cremoso al basilico e un gelato al pinolo tostato, sul quale, per i più audaci, lo chef consiglia una spolverata di parmigiano. C’è un po’ tutta la cucina di Jacopo Chieppa in questo piatto servito in un mortaio di marmo: la rielaborazione della tradizione ligure, la creatività e la sfrontatezza di un giovane chef di 32 anni che, schiettamente, confessa di puntare alla prima stella Michelin per il suo ristorante ‘Equilibrio’ aperto poco più di un anno fa a Dolcedo, nell’entroterra di Imperia, ma già segnalato nella Guida Rossa.

“Le cose stanno andando bene, viene tanta gente e resta stupefatta. Sto mettendo ancora la seconda, perché non posso esagerare. Ho aperto da poco tempo e devo ancora sperimentare tanto ed educare la gente alla mia cucina. Non ho ancora un signature ma sicuramente il dolce al pesto è quello che oggi più mi rappresenta”, ha spiegato Chieppa. Immerso nella campagna in un ex mulino, al fianco di un ponte romano, il dolce al pesto arriva per ultimo in tavola, al termine di un viaggio culinario di sei o sette portate a seconda della scelta tra uno dei due menù degustazione: Origini, più radicato sul territorio, ed Ego, in cui lo chef lascia spazio a tutta la sua fantasia e creatività. Non solo nei piatti, ma anche nella mise en place, a partire dall’entrée Picnic: servite in una scatoletta che serviva per il cucito, in nome dei vecchi tempi, una decina di tapas con richiami alla tradizione ligure, come il brandacujun in panko croccante, o il cracker zucca, basilico e prescinseua. Altre che ricordano altre terre, come la creme brulée al miso profumata agli agrumi, o il melone giallo, verbena, yogurt e maggiorana.

Poi un omaggio vero e proprio alla Liguria, con tre piatti rivisitati, serviti in una valigetta da viaggio, tra i quali un aeroplanino dal gusto esplosivo, fatto di ali di cipolla con gocce di coniglio alla ligure e polvere di timo. Immancabile quando si parla di tradizione culinaria ligure, la focaccia, una focaccia del contadino multicereale accompagnata da burro montato al tuorlo d’uovo. D’altronde la panificazione è da sempre il cavallo di battaglia di Chieppa, fin dai tempi del Mirazur, il tre stelle di Mauro Colagreco dove ha lavorato per tre anni, partendo dai lievitati. “Quando sono arrivato a Mentone volevo farmi spazio. Al Mirazur il pane veniva acquistato. Forte della mia esperienza all’Antica Corona Reale mi sono creato la mia nicchia”, ha ricordato lo chef. Sempre dai lievitati, dopo altre esperienze stellate in giro per l’Europa, è partita la sua carriera in solitaria aprendo a Imperia la pizzeria gourmande Kilo, sul lungomare. Un successo che ha garantito le entrate per investire nel ristorante fine dining nell’ex mulino a Dolcedo.

Da “Equilibrio” si servono piatti di mare e di terra, come da tradizione locale ma mescolati a ingredienti forestieri: tra i primi, lo spaghetto con i limoni e i gamberi liguri o lo spaghettone cotto in estrazione di pomodoro e colatura d’alici. Tra i secondi, la ricciola rafano e fico e il daino con vinaigrette al sesamo bianco, chutney di fico d’India e crema di Borlotti. Tutti esempi di una cucina istintiva e creativa, frutto delle esperienze nelle alte cucine, delle intuzioni personali e di un grande amore per le materie prime del territorio. La Liguria, il ponente e Imperia. La sua città, alla quale vorrebbe consegnare una stella Michelin che manca da molto tempo. “E’ po’ una una mia ossessione – ha confessato – quando sono tornato qui ho voluto muovere le cose per accrescere il valore della mia città oltre che per me stesso. Vorrei che un giorno Equilibrio fosse una deviazione di viaggio, che la gente venisse a Imperia perché qui c’è il numero uno”. Se punti all’eccellenza – ha concluso lo chef ligure – il successo arriverà”. E con esso spera anche la Stella.

Vino, al via con un brindisi la sesta edizione della Milano Wine Week

Vino, al via con un brindisi la sesta edizione della Milano Wine WeekMilano, 7 ott. (askanews) – Si è tenuto nel pomeriggio del 7 ottobre al CityLife Shopping District di Milano, il brindisi che inaugurato la “Milano Wine Week 2023”. Circa quattromila i cittadini accorsi per festeggiare l’inizio della kermesse dedicata al mondo del vino che animerà il capoluogo lombardo fino a domenica 15 ottobre.

All’evento, presentato da Tinto Nicola Prudente, hanno partecipato Federico Gordini, presidente di MWW Group, Andrea Battistella, vicedirettore del Consorzio di Tutela del Prosecco DOC e Lorenzo Cafissi, responsabile Vino Italia di Carrefour. La cerimonia è stata allietata anche dalla “Triuggio Marching Band”, organizzazione no-profit impegnata nella divulgazione dell’educazione musicale.

Presentata “Slow Wine 2024”, la guida al vino buono, pulito e giusto

Presentata “Slow Wine 2024”, la guida al vino buono, pulito e giustoMilano, 7 ott. (askanews) – “Ci piacerebbe che, sfogliando le pagine della guida, l’appassionato comprendesse come tutta l’Italia del vino vada valorizzata e conosciuta, non fermandosi alle solite blasonate Denominazioni In giro per il Paese ci sono produzioni eccellenti che rifuggono da uno stile unificato: la ricchezza sta nella diversità e il valore nella capacità di proteggere la propria unicità salvaguardando l’ecosistema”.”. Con queste parole il curatore Giancarlo Gariglio ha presentato a Milano, in occasione della Milano Wine Week, la 14esima edizione della guida “Slow Wine 2024”.

Come è bella e quanto è ricca l’Italia del vino immortalata da Slow Wine, capace anno dopo anno di sorprendere proponendo vignaiole e vignaioli di tutto lo Stivale dai vini quasi mai scontati. Venticinquemila vini assaggiati e 2.006 Cantine recensite da oltre 200 collaboratori, di cui 141 nuove e ben 1.143 certificate biologiche o biodinamiche o in conversione. Un lavoro immenso e preziosissimo che ha portato ad assegnare 238 “Chiocciole” alle aziende che meglio interpretano i valori vicini alla filosofia di Slow Food, 198 premi “Bottiglia” ad altrettante Cantine, i cui vini esprimono un’eccellente qualità organolettica, e 799 “Top wine”. “Slow Wine non è solamente una guida ma la fotografia di uno dei patrimoni culturali ed economici d’Italia, tutelato da donne e uomini che producono vino nel rispetto della terra e del valore del lavoro” ha ricordato il vicepresidente di Slow Food Italia, Federico Varazi, parlando di “vignaiole e vignaioli che in vigna e in Cantina sono sostenibili, una parola oggi tanto di moda ma che ancora fatica a venire calata nella realtà quotidiana e nelle scelte della politica”.

Durante la presentazione dell’edizione 2024 della guida è stata anche annunciata la partnership tra Demeter Italia e Slow Food Italia. “Partendo da storie e origini diverse, ci troviamo oggi a condividere gli stessi valori relativi alla salute globale, alla sostenibilità e alla cura delle relazioni” ha affermato il direttore di Demeter Italia, Giovanni Buccheri, spiegando che “per questo motivo abbiamo deciso di unire i nostri cammini, nella convinzione che la società civile e la produzione sostenibile debbano rafforzare la loro alleanza lavorando insieme per l’obiettivo comune della salvaguardia del pianeta e di tutti i suoi abitanti. Un cammino – ha concluso – che ci porterà alla partecipazione a Terra Madre Salone del Gusto 2024, dove ci auguriamo di ritrovare tanti produttori e cittadini interessati a capire cosa è e come si fa l’agricoltura biodinamica”. La guida “Slow Wine 2024” non è infatti solo un vademecum con cui andar per cantine, ma uno sguardo attento su tutto ciò che ruota attorno a un bicchiere: il gusto, naturalmente, ma anche il rispetto dell’ambiente, la tutela della fertilità del suolo, la valorizzazione del lavoro in vigna e in cantina, il ruolo dei vignaioli nelle comunità locali in cui abitano. Nel corso della illustrazione del volume a Milano sono stati consegnati i Premi Slow Wine. Quello alla “Novità dell’anno” è stato consegnato a Marco Schirru dell’azienda agricola Schirru di Orroli (Sud Sardegna); quello per l’”Accoglienza in Cantina” è stato dato a Cristina Varchetta di Cantine degli Astroni di Napoli; il riconoscimento al “Giovane Vignaiolo” è stato attribuito a Edoardo Dottori dell’azienda agricola Edoardo Dottori di Maiolati Spontini (Ancona). Il premio per la “Viticoltura Sostenibile” è stato consegnato a Chiara Boschis, dell’azienda agricola E. Pira e figli, mentre quello “Slow Wine Coalition alla Solidarietà” è stato conferito a Giulio Francesco Bagnale, della cooperativa agricola Arteteke di Barile (Potenza), una realtà sociale nata nel 2017 con l’obiettivo di reinserire persone fragili e disabili. Infine, il premio alla carriera è stato consegnato a Francesco Marone Cinzano della cantina Col d’Orcia di Montalcino (Siena).

Il prossimo appuntamento con il vino secondo Slow Food sarà la terza edizione di “Slow Wine Fair”, l’evento dedicato al vino buono, pulito e giusto organizzato da BolognaFiere e Sana, con la direzione artistica di Slow Food, in programma dal 25 al 27 febbraio 2024.

”Tre bicchieri 2024″ a 45 vini veneti, novità Chiaretto di Bardolino

”Tre bicchieri 2024″ a 45 vini veneti, novità Chiaretto di BardolinoMilano, 6 ott. (askanews) – Sono 45 i vini del Veneto che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri”, il massimo riconoscimento assegnato dalla guida “Vini d’Italia 2024” del Gambero Rosso.

Buoni risultati spiccano da un po’ tutti i territori della regione. In Valpolicella, secondo i degustatori della guida, “emerge una nuova consapevolezza, con vini autentici, dove la tecnica esalta il legame con il territorio e non insegue un modello vincente, con l’appassimento legato all’Amarone (12 quelli premiati) e quasi scomparso dai Valpolicella Superiore più interessanti. Il territorio recita da protagonista anche con vitigni di carattere internazionale, con i bordolesi di Colli Euganei e Berici che si contrappongono a quelli della provincia trevigiana con i primi più ricchi e solari e i secondi giocati più sull’eleganza e la tensione”. Tra i bianchi, i critici spiegano che “si possono assaporare Soave nitidi nell’espressione aromatica tipica e dal profilo gustativo fine e slanciato, Custoza in cui invece la ricchezza della piattaforma ampelografica permette interpretazioni molto differenti fra loro, ma che lasciano sempre emergere la forza delle colline moreniche del Garda”. E ottimi risultati emergono proprio dal bacino gardesano, “dove alla qualità indiscutibile dei migliori Bardolino fanno eco Chiaretto di personalità e grinta, nonché dalla Lessinia, sempre più terra di spumanti di carattere”. Per piccola Denominazione berico-scaligera Lessini Durello, i “Tre Bicchieri” sono raddoppiati grazie al “Lessini Durello Brut Nera Riserva 2015” di Fongaro e al “Lessini Durello Pas Dosé Metodo Classico Cuvée Serafino Riserva 2016” di Dal Maso. “Siamo molto fieri per questo risultato – ha dichiarato la presidente del Consorzio, Diletta Tonello – è un traguardo molto significativo soprattutto se lo leggiamo in rapporto ai piccoli numeri che da sempre contraddistinguono la nostra zona di produzione”. Per quanto riguarda il Prosecco, secondo i critici della guida “i migliori sono sempre più retti dalla sapidità più che dal residuo zuccherino: ne guadagnano in piacevolezza e versatilità”.

Sul fronte novità i fratelli Zeni, Mariano Buglioni e la famiglia Rubinelli fanno il loro debutto nell’esclusivo club delle aziende premiate “con vini dallo stile elegante e dinamico”, ma ci sono tanti vini nuovi anche per aziende già segnalate dal Gambero Rosso, come il Pinot Grigio Rivoli dei fratelli Fugatti, Il Valpolicella Case Vecie di Brigaldara, la Cuvée Serafino di Dal Maso o “l’imperdibile” Traccia di Rosa di di Le Fraghe della vignaiola Matilde Poggi”. Quello dell’azienda vitivinicola di Cavaion Veronese è il primo Chiaretto di Bardolino premiato dalla “Guida Vini d’Italia 2024”. “Traccia di Rosa è uno dei pochi vini rosa italiani ad uscire dopo un affinamento di un anno, segno che anche questa tipologia, con le uve e il territorio adatti, può dar vita a un vino longevo” ha commentato Poggi, sottolineando che “i ‘Tre Bicchieri’ è un riconoscimento che non solo premia il nostro impegno ma che dà prestigio all’intera Denominazione e al lavoro svolto in questi anni per affermare il valore del Chiaretto a livello nazionale e internazionale”. Matilde Poggi è una dei tre produttori italiani tra i 42 soci dell’associazione internazionale “Rosés de Terroirs” nata in Francia nel marzo 2021 con l’obiettivo di favorire la creazione, la promozione e lo sviluppo di un vero e proprio segmento di mercato dedicato ai rosé di terroir.

Lollobrigida a regata Barcolana a bordo di “Prosecco Doc Shockwave3″

Lollobrigida a regata Barcolana a bordo di “Prosecco Doc Shockwave3″Milano, 6 ott. (askanews) – Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, farà parte dell’equipaggio del “Super Maxi Prosecco Doc Shockwave3” che l’8 ottobre gareggerà alla Barcolana 55, Il ministro farà parte dell’equipaggio della barca timonata da Mitja Kosmìna, assieme ad una squadra internazionale formata da 17 regatanti e coordinata dagli armatori Claudio Demartis e Pompeo Tria, e dal velista e team manager Riccardo Bonetti. Ospiti domenica a bordo della barca ci saranno anche la content creator Anna Folzi e la scrittrice e giornalista della Bbc, Leyla Kazim.

Lo ha annunciato il Consorzio uutela Prosecco Doc, spiegando che “è la prima volta in assoluto che il ministro Lollobrigida partecipa ad una regata e alla Barcolana in particolare, e come prima esperienza salirà proprio sull’imbarcazione da 90 piedi” sponsorizzato dal Consorzio. Sabato 7 ottobre alle 20.30 il ministro sarà allo stand del Masaf allestito all’interno del Villaggio Barcolana per valorizzare i prodotti della pesca e dell’acquacoltura italiana. “Sono davvero entusiasta che dopo anni di collaborazione con il Consorzio di tutela del Prosecco Doc – ha dichiarato l’imprenditore e armatore Demartis – ci sia a bordo una figura così importante per i nostri territori che offrono prodotti di eccellenza, con la speranza che possa essere di aiuto in quello che è un periodo difficile per il mondo della filiera agroalimentare”.

“Super Maxi Prosecco Doc Shockwave3” partecipa alla regata più grande del mondo per la 12esima volta: alla passata edizione era giunto secondo così come anche al recente Trofeo Bernetti che si è tenuto il 1 ottobre. “E’ un onore per noi ospitare il ministro Lollobrigida sulla ‘nostra’ barca” ha affermato il presidente del Consorzio, Luca Giavi, aggiungendo che “sarà l’occasione per celebrare una volta di più il legame esistente tra il Prosecco Doc e la città di Trieste che, molto probabilmente per prima al mondo, nel 1715, comprese l’importanza di certificare le proprie produzioni ‘per conservar il credito ai veri e genuini Prosecchi’”. “Sarà un’occasione per brindare assieme al ministro ma anche per ribadirgli, se vi fosse il bisogno, la necessità che la riforma sulle IG, in discussione a Bruxelles, risolva normativamente, una volta per tutte, i potenziali conflitti tra IG e menzioni tradizionali” ha proseguito Giavi, ricordando che è “un tema che ci tocca direttamente ma che riguarda, potenzialmente, tutte le denominazioni europee, e che, se non risolto, potrebbe incidere negativamente sulle future attività di tutela di molte denominazioni, non solo italiane”.

Nella “Prosecco Doc Lounge” costruita con container riciclati e collocata sulle Rive della Scala Reale di fronte a piazza Unità, dove è ormeggiato l’imbarcazione, saranno in degustazione le etichette di Prosecco Doc e Prosecco Doc Rosé di una quindicina di aziende. Anche quest’anno il Maxi di 90 piedi partecipa all’iniziativa “No plastic in the ocean”, progetto di One Ocean Foundation dedicato alla sensibilizzazione e alla mitigazione dell’inquinamento marino da plastica.

A “Sud Top Wine” premiati 69 vini su 700 provenienti da sei regioni

A “Sud Top Wine” premiati 69 vini su 700 provenienti da sei regioniMilano, 6 ott. (askanews) – Sono 69 i migliori vini del Sud Italia, selezionati da una giuria internazionale di giornalisti di settore in occasione della quinta edizione del concorso enologico “Sud Top Wine” promosso da Cronache di Gusto.

Oltre 700 i vini complessivamente degustati provenienti da sei regioni, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia, tutti assaggiati alla cieca dalla giudici che hanno decretato tre vini vincitori per ciascuna delle 23 categorie del concorso. Ad assegnare i premi sono stati Wojciech Bonkowski, Master of Wine e direttore della rivista polacca “Ferment”, Federico Latteri di Cronache di Gusto, Anthony Rose, contributor della rivista “Decanter”, Eleonora Scholes del magazine on line russo “Spazio Vino” e Claudia Stern, giornalista della rivista “Vinum” e fondatrice di “Wine & Glory”. La cerimonia di premiazione si terrà a Taormina sabato 28 ottobre alle 15 all’Hotel Villa Diodoro nell’ambito di “Taormina Gourmet”, la tre giorni dedicata a masterclass, banchi d’assaggio e cooking show, in programma dal 28 al 30 ottobre prossimi. Durante la cerimonia, a cui parteciperanno il critico enologico Daniele Cernilli e alcuni dei giurati del concorso, sarà consegnata ai produttori la pergamena attestante il premio ricevuto.

Anche quest’anno a disposizione delle aziende premiate c’è un bollino da apporre sul collo della bottiglia del vino premiato, che riporterà il logo del concorso con l’indicazione “1st place” (per il primo classificato) e “Winner” (per il secondo e terzo classificato). I vini vincitori anche quest’anno avranno l’opportunità di essere promossi negli Usa attraverso la Colangelo & Partners, agenzia di comunicazione di New York dedicata al mondo del food & wine. L’attività di promozione prevede anche l’invio dei vini vincitori ad un gruppo di giornalisti europei per creare altre opportunità di visibilità alle Cantine vincitrici. Tra le novità di quest’anno, l’ampia postazione al Banco d’Assaggio di “Taormina Gourmet” dedicata interamente ai 69 vini premiati. “Il nostro intento è anche quello di riunire tutti gli assessori all’Agricoltura delle sei regioni coinvolte che simbolicamente sottoscriveranno il ‘Patto per la qualità’, a rappresentare l’interesse a difendere i prodotti più rappresentativi del Mezzogiorno” ha spiegato Fabrizio Carrera, direttore di Cronache di gusto e ideatore del concorso “Sud Top Wine”, aggiungendo che “si tratterà di un momento mediatico importante attraverso cui siglare un’intesa al fine di migliorare le sinergie in questa area dell’Italia”.

Le bottiglie che si sono classificate al primo posto nelle 23 categorie sono state: Etna Doc Bianco Superiore Contrada Villagrande 2019 di Barone di Villagrande; Etna Doc Rosso Calderara 2020 di Calcagno; Eloro Doc Fontanelle 2016 di Curto; Sicilia Doc Grillo Riserva Grappoli del Grillo 2021 di Marco De Bartoli; Faro Doc Palari 2018 di Palari; Terre Siciliane Igt Carricante Sant’Andrea 2018 di Pietradolce; Taurasi Docg Quattro Cerri 2018 di Masseria Della Porta; Greco di Tufo Docg Puddinghe 2022 di Sanpaolo di Claudio Quarta; Fiano di Avellino Docg Riserva Erminia 2004 di Di Meo; Campi Flegrei Dop Falanghina Vigna Astroni 2019 di Cantine Astroni; Vesuvio Bianco Dop Contradae 61.37 2020 di Casa Setaro; Campania Aglianico Igt Dunsogno 2016 di Contrada Mito; Cirò Doc Rosso Classico Superiore Riserva Duca Sanfelice 2020; Calabria Igt Gaglioppo 2022 di Statti; Cirò Doc Bianco Mare Chiaro 2022 di Ippolito 1845; Aglianico del Vulture Doc La Firma 2016 di Cantine del Notaio; Gioia del Colle Primitivo Doc Colpo di Zappa 2020 di Donna Coletta-Leone De Castris; Negroamaro Salento Igt Renata Fonte 2022 di Hisotelaray; Castel del Monte Nero di Troia Riserva Docg Ottagono 2015 di Torrevento; Vermentino di Gallura Docg Superiore Neulas 2022 di La Neula; Cannonau di Sardegna Doc Nepente di Oliena Carros 2019 di Fratelli Puddu; Etna Doc Rosato 2021 di Tornatore; Centocamere Metodo Classico Rosè Brut 2019 di Barone G.R.Macrì.