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Vino, Argea festeggia il suo primo compleanno con le Tenute di punta

Vino, Argea festeggia il suo primo compleanno con le Tenute di puntaMilano, 4 ott. (askanews) – Ad un anno dalla sua nascita, Argea, il più grande gruppo vinicolo privato italiano, ha festeggiato a Milano il primo “Argea Day”, presentando le etichette di punta delle tenute “Artists” del Gruppo: Cuvage di Aqui Terme (Alessandria), Ricossa di Castel Boglione (Asti), Poderi dal Nespoli (Forlì) e Zaccagnini di Bolognano (Pescara).

Una doppia degustazione sotto il nome di “The anthology of italian wines”, rivolta a sommelier professionisti e stampa specializzata e guidata da Filippo Bartolotta con il prezioso supporto delle enologhe Federica Lauterio (Zaccagnini), Soledad Adriasola (Poderi dal Nespoli), Patrizia Terzano (Ricossa) e del loro collega Franco Brezza (Cuvage). “Abbiamo voluto portare nel contesto di Argea Day, le nostre tenute di punta non solo perché rappresentano l’eccellenza, ma perché vogliamo testimoniare come un grande gruppo sia attento anche a micro-realtà territoriali, alla verticalità dei vini e all’espressione autentica dei territori” ha spiegato il Ceo di Argea, Massimo Romani, aggiungendo che si tratta di “un cammino iniziato da tempo, che si arricchirà anche di nuove progettualità nei prossimi anni, e che siamo contenti abbia riscosso apprezzamento sia da parte dei sommelier che dei giornalisti specializzati. Per noi queste etichette non rappresentano un elemento di business primario – ha concluso – ma sono i gioielli di una reputazione complessiva del gruppo di cui siamo orgogliosi e che continueremo a fare crescere sia in termini di qualità che a livello di distribuzione nazionale e internazionale”.

Vino, da 6 a 8 ottobre a Corciano (Perugia) c’è “Castello di vino”

Vino, da 6 a 8 ottobre a Corciano (Perugia) c’è “Castello di vino”Milano, 3 ott. (askanews) – Il Consorzio tutela vini Doc Colli del Trasimeno è tra i patrocinatori dell’undicesima edizione di “Corciano Castello di vino”, in programma da venerdì 6 a domenica 8 ottobre 2023 e organizzato dall’omonima associazione nel borgo medievale in provincia di Perugia.

Nato per far riscoprire le tradizioni vinicole del territorio, oltre che per finanziare il recupero e il restauro di opere artistiche locali, l’evento sarà strutturato come un percorso di degustazione itinerante lungo le antiche vie del borgo, con l’opportunità di conoscere i vini delle aziende vitivinicole consortili. Piccoli corner all’aperto permetteranno ai visitatori di gustare in modo veloce e dinamico i prodotti gastronomici locali mentre la Taverna del Duca sarà a disposizione di chi preferirà assaporare comodamente seduto i prodotti della tradizione umbra. L’inaugurazione è prevista venerdì alle 19 in Piazza Doni. Sabato alle 11.45 ala Palazzo Comunale si terrà il convegno dal titolo “La Grenache in Italia tra opportunità e obiettivi comuni: il Trasimeno incontra il Cannonau di Sardegna – Territori e profili a confronto”. Moderato da Vincenzo Scivetti, delegato di Grenaches du Monde in Italia, dialogheranno sul tema Nicola Chiucchiurlotto, direttore del Consorzio tutela vini Doc Colli del Trasimeno; Renzo Peretto e Mauro Murenu di Laore Sardegna, Mariano Murru, presidente di Assoenologi Sardegna, e Mario Mereu, presidente del Consorzio di tutela Cannonau di Sardegna.

“‘Corciano Castello di Vino-Anteprima Trasimeno 2023’ è un’importante occasione per iniziare a fare squadra tra i territori produttori di Grenache in Italia” ha dichiarato il presidente del Consorzio tutela vini Doc Colli Del Trasimeno, Emanuele Bizzi, spiegando che “per tale motivo abbiamo organizzato una tavola rotonda tra protagonisti del panorama vitivinicolo di Umbria e Sardegna. Si tratta del primo passo di un percorso per presentarsi forti a livello internazionale – ha concluso – con l’obiettivo futuro di riunire tutti i territori italiani vocati alla coltivazione della varietà”.

Non solo il gusto: le merendine si mangiano anche con gli occhi

Non solo il gusto: le merendine si mangiano anche con gli occhiMilano, 3 ott. (askanews) – Mangiare una merendina non è solo una questione di gusto. Che siano adulti o bambini, per gli italiani contano anche l’odore che sollecita l’olfatto (48%) e l’estetica che attira la vista (45%) mentre è più trascurato il tatto (7%). A dirlo è un’indagine commissionata da Unione italiana food ad Astra Ricerche sul lato estetico delle merendine italiane, prodotto della nostra industria alimentare che riproduce in miniatura dolci della tradizione casalinga, che proprio quest’anno compie 70 anni e vanta un valore di mercato di 1,3 miliardi (dati Circana 2022).

Anche per le merendine dunque il food design è una discriminante nella scelta di consumo. Prima di ogni altro elemento a colpire sono le decorazioni sulla superficie del prodotto (72%). Segue poi la forma: che sia arrotondata, a trancio rettangolare, intrecciata o a mezzaluna è un elemento estetico apprezzato da tre italiani su 10 (29%). Poco più indietro nel gradimento troviamo il colore (26%) e la dimensione (25%). “È un dato di fatto che non si mangia solo attraverso il gusto, ma anche gli altri sensi hanno una loro importanza ed in particolare la vista – afferma Paola Medde, psicologa dei comportamenti alimentari – basti pensare che nel nostro cervello il 50% delle cellule sono direttamente o indirettamente coinvolte nella visione. Gli alimenti arrotondati vengono associati a un’esperienza piacevole, di coccola e di morbidezza, mentre quelli spigolosi, vengono associati ad esperienze energizzanti, di forza e dinamismo”.

Mordere una merendina appena scartata è sicuramente la modalità di consumo più frequente (60%), ma c’è anche chi la divide in due prima di consumarla (20%) o chi la apprezza maggiormente nel latte o nel succo (15%). Ci sono poi quelli, anche se sono una minoranza (5%), che preferisce consumare prima la farcitura e poi il resto. In occasione del 70esimo compleanno delle merendine italiane, Unionfood ha scelto tre prodotti della merenda riconoscibili per il loro “food design”. Parliamo della storica Kinder Brioss, un pan di Spagna a trancino con le righe sulla superficie e un doppio strato di crema, ideale per l’inzuppo in ogni tipo di tazza – anche la più stretta. Altro prodotto reso celebre dalla sua estetica sono i flauti al latte: l’inconfondibile forma che ricrea un filoncino di pane con farcitura di crema al latte è un modo per riproporre la merenda fatta in casa di una volta. Infine l’antesignano dei prodotti da forno dolci monodose: il Buondì Motta. All’inizio il prodotto si chiamava Mottino, a seguire venne cambiato il nome in Buondì proprio per evocare il momento della giornata per cui era stato creato: la colazione. La sua caratteristica distintiva è proprio la forma arrotondata che rimanda a un piccolo panettone.

Vino, Ais: Federico Domeneghetti miglior sommelier del Veneto 2023

Vino, Ais: Federico Domeneghetti miglior sommelier del Veneto 2023Milano, 3 ott. (askanews) – Il miglior sommelier del Veneto 2023 è Federico Domeneghetti. Lo ha comunicato l’Associazione italiana sommelier (Ais), spiegando che il professionista della delegazione di Padova ha vinto un viaggio studio in Portogallo, oltre all’ammissione di diritto alla semifinale del Concorso miglior sommelier d’Italia 2023. Inoltre, in veste di ambasciatore del vino veneto a livello nazionale, Domeneghetti potrà essere coinvolto in eventi e attività di comunicazione legati ai vini della regione fino alla prossima edizione del concorso.

“Il concorso di quest’anno è stato particolarmente importante perché abbiamo registrato un aumento significativo nel numero degli iscritti – ha commentto il presidente di Ais Veneto, Gianpaolo Breda – a dimostrazione di quanto il settore della sommellerie sia in crescita e quanto sia forte l’interesse dei professionisti del vino in Veneto”. Sono 19 i soci di Ais Veneto che hanno partecipato all’edizione 2023, andata in scena lunedì 2 ottobre a Longarone (Belluno), per il secondo anno consecutivo all’interno del programma di “Dolomiti Horeca”. Durante la mattinata, nella sede dell’Istituto alberghiero Dolomieu, si è tenuta la prova scritta consistente in una relazione dettagliata, finalizzata a valutare la preparazione tecnica e teorica dei partecipanti, e in un’analisi organolettica di due vini regionali. I tre migliori concorrenti, Federico Domeneghetti della delegazione di Padova, Enrico Panizzuti della delegazione di Venezia e Aldo Naddeo della delegazione di Verona, hanno avuto accesso alle finali svoltesi nel pomeriggio a Longarone Fiere, dove hanno affrontato la degustazione alla cieca di un vino della regione con domande di approfondimento, il riconoscimento di quattro distillati da tutto il mondo, un abbinamento formulato dalla Giuria e prove di accoglienza, servizio al tavolo con decantazione e comunicazione del vino.

Vendemmia, I Feudi di Romans: soddisfatti della qualità dell’uva

Vendemmia, I Feudi di Romans: soddisfatti della qualità dell’uvaMilano, 3 ott. (askanews) – “Quest’anno la vendemmia mi ha sorpreso in modo positivo, in un’annata di non facile gestione a causa delle grandinate e del vento forte, siamo soddisfatti della qualità dell’uva, anche grazie ad una meticolosa cura del vigneto: la natura ha sempre la capacità di difendersi”. Lo ha spiegato Enzo Lorenzon, Ceo dell’azienda agricola Lorenzon di San Canzian d’Isonzo (Gorizia), più nota come I Feudi di Romans.

Per la Cantina che opera nel cuore della Doc Friuli Isonzo, quest’anno sono arrivate diverse soddisfazioni: la cuvée “Sontium 2020” ha ottenuto 92 punti da James Suckling (che ha valutato con oltre 90 punti anche altre sei etichette), e il “Sontium 2021” è stato classificato tra i migliori vini dal “The WineHunter Award 2023″, conquistando la medaglia d’oro che gli verrà assegnata al prossimo Merano WineFestival. Dalla celebre critica enologica inglese Jancis Robinson sono arrivati invece 16,5 punti su 20 per l’”Anfora Ribolla Gialla 2021”, un orange wine da uve in avanzato stato di maturazione, con una lunga macerazione sulle bucce in anfore di ceramica microporosa fatte a mano, e fermentazione spontanea da lieviti indigeni. “Siamo felici che queste due ultime referenze della nostra Cantina stiano riscuotendo il favore della critica” hanno detto il winemaker Davide e il Sales and marketing director Nicola Lorenzon, ricordando che si tratta di “vini figli di un Friuli di confine, le cui viti nascono nei terreni solcati dalle acque dell’Isonzo, protette dal Carso, ma aperte al mondo”. Fondata nel 1974, la Cantina friulana a conduzione familiare distribuisce ogni anno oltre 500mila bottiglie in Italia e nei più importanti mercati esteri.

”Tre Bicchieri 2024″ a 22 vini campani: perde terreno il Taurasi

”Tre Bicchieri 2024″ a 22 vini campani: perde terreno il TaurasiMilano, 3 ott. (askanews) – Sono 22 i vini della Campania che quest’anno hanno ottenuto i “Tre Bicchieri”, il massimo riconoscimento assegnato dalla guida “Vini d’Italia” del Gambero Rosso.

Si parte con l’Irpinia, “il bacino campano nel quale è sempre più possibile trovare dei bianchi folgoranti e dove le ultime annate sono state interpretate in maniera più che corretta, con il Fiano di Avellino che stacca un po’ il Greco di Tufo, ribadendo e rafforzando la sua essenza di grande bianco italiano”. I degustatori della guida, spiegano che le altre note positive arrivano da alcuni territori sempre più alla ribalta: “se i Campi Flegrei sono una scommessa già vinta, particolarmente interessanti stanno diventando la mediterraneità solare del Cilento e la presa vulcanica del Vesuvio”. Anche il Sannio vive “un ottimo momento con la sua Falanghina che spicca nel panorama regionale e nazionale e con l’Aglianico sempre più a fuoco”. A perdere terreno invece è una Denominazione importante come Taurasi, che, secondo gli esperti del Gambero “merita di essere trattata con più rispetto in futuro per recuperare i gradini persi”. Le etichette premiate sono: “Campi Flegrei Piedirosso 2020” di Contrada Salandra, “Campi Flegrei Piedirosso Colle Rotondella 2022” di Cantine Astroni, “Cilento Rosso Dellemore 2020 di Casebianche, e “Costa d’Amalfi Ravello Bianco Selva delle Monache 2022” di Ettore Sammarco, “Fiano 2021” di Pietracupa, “Pian di Stio 2022” di San Salvatore 1988, “Taurasi Quattro Cerri 2019” di Masseria Della Porta, e “Taurasi Riserva 2019” di Donnachiara.

Per la Falanghina del Sannio, il punteggio massimo è andato a “Guardia Sanframondi Vignasuprema 2021” di Aia dei Colombi, “Identitas 2022” di Cantina di Solopaca, “Janare Senete 2022” di La Guardiense-Janare, “Svelato 2022” di Terre Stregate, e “Taburno V. T. Libero 2019” di Fontanavecchia. Il capitolo Fiano di Avellino si apre con il 2022 di Di Meo, e prosegue con “Alimata 2021” di Villa Raiano, “Le Grade 2022” di Vinosia, “Pietramara Etichetta Bianca Riserva 2020” di I Favati, e “Tognano Riserva 2020″ di Rocca del Principe. Per i Greco di Tufo”, “Cutizzi 2022” di Feudi di San Gregorio, “Daltavilla 2022” di Villa Matilde Avallone, “Oikos Riserva 2021” di Fonzone, e “Puddinghe 2022” di Sanpaolo – Claudio Quarta Vignaiolo.

Vino, a Milano va in scena “La Vendemmia di MonteNapoleone”

Vino, a Milano va in scena “La Vendemmia di MonteNapoleone”Milano, 2 ott. (askanews) – Si apre oggi a Milano “La Vendemmia di MonteNapoleone”, 14esima edizione dell’iniziativa ideata e promossa da MonteNapoleone District, che coniuga le migliori Cantine italiane e internazionali con i più prestigiosi “global luxury brand”.

Fino all’8 ottobre il celebre Quadrilatero della moda milanese, decorato con tralci di vite intrecciati, diventa il palcoscenico di una serie di “esclusive avventure enologiche e sensoriali”, ma non solo. Lungo via MonteNapoleone, infatti, è stata allestita la mostra “open air” “Vanishing places” con venti scatti realizzati da Sebastian Copeland, pluripremiato fotografo e tra i maggiori esploratori polari contemporanei. Momento importante della kermesse, è l’asta solidale “Italian Masters” in programma il 3 ottobre all’Hotel Principe di Savoia, il cui ricavato sarà interamente devoluto a Fondazione Dynamo Camp. Il direttore di Christie’s Italia, batterà 29 lotti di alcuni tra i vini italiani più rinomati al mondo appartenenti al Comitato Grandi Cru d’Italia, un lotto di pregiato Tartufo bianco d’Alba e un lotto di caviale Calvisius Tradition Royal.

Nella serata di giovedì 5 ottobre, le boutique del distretto accoglieranno, su invito, i loro ospiti con degustazioni di etichette prestigiose, mentre al Museo Bagatti Valsecchi è previsto un appuntamento sulla terrazza neorinascimentale con la degustazione di Altemasi Trentodoc. Inoltre, venerdì 6 ottobre si terrà il consueto wine tasting “Solo per veri intenditori”, che includerà i migliori vini selezionati dai Soci del Comitato Grandi Cru d’Italia nell’incantevole cornice di Palazzo Serbelloni. Infine, anche quest’anno, per tutta la settimana oltre 27 ristoranti situati nel cuore di Milano si sono uniti al MonteNapoleone District, realizzando il menu “Vendemmia” a prezzi speciali per il pranzo e la cena, “con una selezione di piatti di alta gastronomia e ricette firmate dai più prestigiosi chef della città, abbinati ad accurate selezioni di vini”.

“‘La Vendemmia di MonteNapoleone’ rappresenta la perfetta sintesi del connubio tra il meglio del lusso, il lifestyle italiano e l’eccellenza enologica” ha spiegato il presidente di MonteNapoleone District, Guglielmo Miani, sottolineando che “questo evento è ormai un appuntamento imperdibile per gli amanti del bello e i cultori del vino, ogni anno sempre più coinvolgente grazie all’adesione e allo spirito di collaborazione di eccellenze, dalle migliori boutique al mondo, alle cantine di pregio, fino agli hotel 5 stelle lusso e un ampliato network di ristoranti, che renderanno sempre più capillari e inclusivi l’experience e lo spirito della manifestazione”. La manifestazione è realizzata in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia, La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e con il patrocinio di Confcommercio Milano.

Esce l’”Abbecedario per vignaioli e aspiranti tali” a cura di Fivi

Esce l’”Abbecedario per vignaioli e aspiranti tali” a cura di Fivi

Milano, 2 ott. (askanews) – Esce l’”Abbecedario per vignaioli e aspiranti tali” con i testi di Davide Longo e le illustrazioni di Guido Scarabottolo, “dedicato a chi è appassionato di vino e ama le cose fatte con passione e cura artigianale e che vi farà scoprire lo spirito che anima i vignaioli indipendenti”. Questa “breve storia che ogni bambino può leggere a un vignaiolo indipendente e viceversa” è infatti a cura della Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi), e sarà presentata a Milano il 25 ottobre in occasione della giornata “Essere Vignaioli-Storie di vigne e di vini” che si terrà in novanta “Punti di affezione Fivi”, ristoranti, enoteche e wine bar sparsi per l’Italia.

Volume di 96 pagine edito da Corraini Edizioni, l’abbecedario è un divertente racconto su cosa ispira chi vuole diventare vignaiolo, guidando il lettore alla scoperta di questo antichissimo mestiere attraverso la storia del piccolo Fivi, nato al suono di un tappo di bottiglia che salta, cresciuto facendo costruzioni di grappoli d’uva e pronunciando ‘magnum’ come prima parola. L’obiettivo del libro è comunicare al lettore non solo l’amore e la passione per il vino, ma anche il desiderio di custodire, proteggere e promuovere il territorio a cui il vignaiolo appartiene. “Del vino si parla, si discute, si progetta, si vota, si commercia, si degusta, a volte si pontifica – spiega Longo – ma raramente, almeno prima di berlo, si ride: io ho provato a farlo, insieme a chi legge”. “I disegni che, più o meno da vicino, accompagnano questa storia, sono digitali, in due sensi: il primo è che sono composti e colorati con il computer, come si usa ora; il secondo è che (tranne le bottiglie che erano già state disegnate a pennello) sono tracciati con le dita, come si è fatto dall’alba dell’umanità” afferma Scarabottolo, aggiungendo che “mi è sembrato che questo modo, in equilibrio tra arcaico e contemporaneo, facesse in qualche misura eco al lavoro dei vignaioli”.

”Tre Bicchieri 2024” a 23 vini delle Marche: tre sono debutti

”Tre Bicchieri 2024” a 23 vini delle Marche: tre sono debuttiMilano, 2 ott. (askanews) – Sono 23 i vini delle Marche che quest’anno hanno ottenuto i “Tre Bicchieri”, il più alto riconoscimento attribuito dalla guida “Vini d’Italia 2024” del Gambero Rosso. Tra questi, ci sono tre debutti assoluti, tanti nomi consolidati e qualche ritorno eccellente, come Fattoria Le Terrazze che ottiene il premio più ambito nel comprensorio del Conero, “dando anche una chiara indicazione su come interpretare il terroir con moderna sensibilità”.

I degustatori della guida sottolineano inoltre come “la debuttante Madonnabruna accenda un faro sulla campagna fermana, un po’ ai margini negli anni passati ma non per questo meno vitale”. Si muove in positivo anche il Piceno “con il suo rosso simbolo reso protagonista anche da Numa, azienda di nuova generazione che mostra moderne vie espressive”, mentre Matelica e i Castelli di Jesi “appaiono in forma smagliante, sia per la qualità sia per le novità: oltre alla scoperta di nuovi vigneron che con molta probabilità saranno protagonisti nei prossimi anni, il club dei Tre Bicchieri accoglie per la prima volta Col di Corte e ridà il benvenuto a Fattoria San Lorenzo, Tenuta dell’Ugolino, Roberto Venturi”. I “Tre Bicchieri” di quest’anno sono andati per il “Castelli di Jesi Verdicchio Classico” ad “Ambrosia Riserva 2020 di Vignamato, “Franz Riserva 2020” di Tenuta di Frà, “Lauro Riserva 2020” di Poderi Mattioli, “Qudì Riserva 2019” di Roberto Venturi, “Rincrocca Riserva 2020” di La Staffa, “Il Cantico della Figura Riserva 2020” di Andrea Felici, e “Villa Bucci Riserva 2020 di Bucci”. Per il “Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore” a “Historical 2018” di Umani Ronchi, “Vigneto di Tobia 2021” di Col di Corte, e “Vigneto del Balluccio 2021” di Tenuta dell’Ugolino. Per il “Verdicchio di Matelica” a “Cambrugiano Riserva 2020 di Belisario, “Collestefano 2022” di Collestefano, “Petrara 2022” di Borgo Paglianetto, e “Vigneto Fogliano 2020” di Bisci.

Il massimo riconoscimento è stato assegnato anche a “Conero Sassi Neri Riserva 2019 di Fattoria Le Terrazze”, “Falerio Pecorino Maree 2022” di Madonnabruna, “Il San Lorenzo Bianco 2009” di Fattoria San Lorenzo, “Offida Pecorino 2022” di Tenuta Santori, “Offida Pecorino Artemisia 2022” di Tenuta Spinelli, “Rosso Piceno Superiore 2020” di Numa, “Rosso Piceno Superiore Morellone 2019” di Le Caniette, “Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare 2020” di Velenosi, e “Sipario 2019” di Pantaleone.

Vendemmia, Primitivo di Manduria: -35% delle rese ma grande qualità

Vendemmia, Primitivo di Manduria: -35% delle rese ma grande qualitàMilano, 2 ott. (askanews) – “La resa della vendemmia si è attestata su un -35% rispetto all’anno scorso, tuttavia, le uve raccolte si sono distinte per la loro ottima qualità, caratterizzate da una buccia ben sviluppata e consistente, il che significa che avremo vini ricchi di colore e struttura”. Così la presidente del Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria, Novella Pastorelli, ha commentato la vendemmia del celebre vino pugliese.

Ricordando le difficolta registrate quest’anno, soprattutto al Sud e sulle isole, per il maltempo e le malattie fungine, la presidente ha spiegato che “nei 18 comuni della nostra area di produzione, la situazione è stata varia, e nonostante le sfide iniziali la situazione poteva essere peggiore”. “In un contesto inizialmente critico, con le condizioni meteo avverse che hanno caratterizzato la fine di luglio e l’inizio di agosto, si è poi verificata una significativa stabilizzazione atmosferica” ha aggiunto, sottolineando che “l’assenza di piogge e, soprattutto, la persistente ventosità di tramontana per oltre due settimane, un evento insolitamente raro che non si verificava da decenni, hanno agevolato un processo di appassimento delle nostre uve”. “Questo processo – ha concluso Pastorelli – ha contribuito in modo significativo a una maggiore concentrazione degli zuccheri, ponendo così le basi per una vendemmia di qualità”.