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”Tre Bicchieri 2024”: per l’Umbria record di vini premiati, 17

”Tre Bicchieri 2024”: per l’Umbria record di vini premiati, 17Milano, 29 set. (askanews) – Sono ben 17 i vini dell’Umbria che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri” il massimo riconoscimento assegnato dalla guida “Vini d’Italia 2024” del Gambero Rosso che verrà presentata il 15 ottobre. Si tratta di un record per questa regione che può contare sul meno del 2% (circa 13mila ettari) della superficie vitata italiana.

Sei dei 17 vini premiati con il punteggio pieno, sono Sagrantino di Montefalco che, secondo gli esperti del volume, “anno dopo anno convince sempre di più: la strada intrapresa è quella giusta e il grande rosso (fitto, tannico e di struttura) gioca oramai la sua partita anche su linee di finezza e bevibilità”. Nella medesima Denominazione Montefalco, ci sono anche il Rosso, il Grechetto e il Bianco, “con quest’ultimo protagonista assoluto nella Doc Spoleto, dove sta dando una prova di grande stile”. “Sui bianchi, si fa rotta verso Orvieto dove l’indicazione che arriva dai premiati, ma non solo, è chiara: sono vini dallindubbio potenziale d’invecchiamento” continuano i recensori del Gambero Rosso, aggiungendo che “ottimi sono i rossi Ciliegiolo e Gamay del Trasimeno, per concludere col Sangiovese che segna la viticoltura di Torgiano, dove la piccolissima Doc offre pochi ma buonissimi prodotti”.

Le 17 etichette umbre che hanno preso i “Tre Bicchieri” sono “Cervaro della Sala 2021” di Castello della Sala, “Montefalco Sagrantino 2019” di Scacciadiavoli, “Montefalco Sagrantino 25 Anni 2019” di Arnaldo Caprai, “Montefalco Sagrantino Colle alle Macchie 2019” di Giampaolo Tabarrini, “Montefalco Sagrantino Collenottolo 2018” di Tenuta Bellafonte, “Montefalco Sagrantino Exubera 2017” di Terre de La Custodia, “Montefalco Sagrantino Fidenzio 2018” di Tudernum, “Orvieto Classico Superiore Campo del Guardiano 2020” di Palazzone, “Orvieto Classico Superiore Luigi e Giovanna 2020” di Barberani, “Orvieto Classico Superiore Mare Antico 2021” di Decugnano dei Barbi, “Primo d’Anfora 2020” di Argillae, “Ràmici Ciliegiolo 2020” di Leonardo Bussoletti, “Spoleto Trebbiano Spoletino Anteprima Tonda 2020” di Antonelli-San Marco, “Sua Signoria 2022” di Briziarelli, “Torgiano Rosso Freccia degli Scacchi Riserva 2020” di Terre Margaritelli, “Torgiano Rosso Rubesco Vigna Monticchio Riserva 2019” di Lungarotti, e “Trasimeno Gamay Poggio Petroso Riserva 2020” di Duca della Corgna.

Consorzio Roma Doc: un calendario in latino con vini e scorci città

Consorzio Roma Doc: un calendario in latino con vini e scorci cittàMilano, 29 set. (askanews) – Il Consorzio di tutela Roma Doc lancia un curioso calendario 2024 in latino, corredato da 12 fotografie delle bottiglie di vino incastonate negli scorci più suggestivi della Capitale, dal Pantheon a piazza Navona, dall’Isola Tiberina a Castel Sant’Angelo fino a Trastevere. Scatti inediti, realizzati da sei giovani e noti “content creator” del web.

“La scelta del latino, alla quale pensavamo già da tempo, è tutt’altro che casuale, perché è in linea con il nostro percorso sempre in bilico tra passato, presente e futuro” ha spiegato il presidente del Consorzio, Tullio Galassini, sottolineando che “il latino è alla base di moltissime delle lingue moderne, così come Roma è la culla della civiltà occidentale”. Il progetto, realizzato con il contributo dell’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio (ArsiaL), porta avanti il percorso di comunicazione intrapreso dal Consorzio, “che mira all’attenta promozione dei vini e nel contempo, a raccontare la tradizione enologica, il legame con il territorio e il bagaglio valoriale che costituiscono il pregio della Roma Doc”. “Una direzione condivisa già da tempo da tutte le Cantine – ha precisato il Consorzio – che guarda al futuro della denominazione e al desiderio di internazionalizzazione, mantenendo comunque salde le radici con il passato”

“È proprio il legame tra il vino e Roma il fulcro della Denominazione e da qui il nostro impegno per consolidare la liaison tra le aziende produttrici e il trade romano” ha aggiunto la vicepresidente del Consorzio, Rossella Macchia, , ricordando che “nei mesi scorsi abbiamo lavorato in questo senso, ribadendo quanto la Capitale rappresenti il naturale punto di riferimento dei vini Roma Doc. Contiamo quindi su un’azione sinergica tra aziende, istituzioni e associazioni di settore – ha concluso – per far sì che il nuovo calendario entri nei ristoranti, enoteche, alberghi della nostra città, ponendosi come importante biglietto da visita tanto per i romani quanto per i turisti”. E sull’importanza dei Vini Roma Doc “come eccellenza della Capitale e sulla funzione del calendario come elemento di estrema rappresentatività”, si sono espressi anche gli assessori comunali Alessandro Onorato e Giancarlo Righini, “concordi nell’affermare che mai come in questo momento, Roma è al centro dell’attenzione mondiale e che asset come quello della produzione agroalimentare, della ristorazione e dell’hospitality necessitano di una comunicazione forte e di una forte connessione tra il tessuto sociale-produttivo romano e le istituzioni”.

Pollo con le patate: l’abbinamento perfetto è una questione di chimica

Pollo con le patate: l’abbinamento perfetto è una questione di chimicaMilano, 28 set. (askanews) – Uno dei tormentoni dell’estate recitava: “Tra noi c’è questa chimica, una reazione insolita, non so bene cos’è che ci lega”. In realtà a quanto pare la chimica non scatta solo nelle relazioni tra le persone. Le reazioni insolite che legano due ingredienti sono un classico anche, e soprattutto, della cucina. Un esempio su tutti? Il pollo arrosto con le patate, un binomio inscindibile che nel gioco delle coppie gastronomiche batte – è uno studio Astraricerche per Unaitalia – con una preferenza del 52% pomodoro e mozzarella (48,1%), pane e mortadella (40,2%), cappuccino e cornetto (37,3%) e prosciutto e melone (33,4%).

Quasi la totalità degli italiani, infatti, considera il pollo arrosto con le patate il “match perfetto” a tavola. Non solo: per tre su 10 è anche il piatto preferito per una cena romantica. E questo “matrimonio” ha anche la benedizione della chimica, perchè il gusto non è solo una questione soggettiva. Proprio al tema degli abbinamenti perfetti è dedicata la settima edizione del Pollo arrosto day, una giornata dal titolo “It’s a perfect match” con protagoniste le coppie tra cui si stabilisce una chimica perfetta, a tavola come in cucina a partire dagli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani, 2 stelle Michelin, patron de Il Luogo di Aimo e Nadia a Milano che del pollo arrosto con le patate hanno messo a punto una versione in grado di fondere, è il caso di dire, innovazione e tradizione in un’unica ricetta.

“Il pollo arrosto day è la giornata con cui celebriamo in Italia il consumo di carne avicola che è la più consumata in Italia con più di 20 chili pro-capite e di questi quelli di pollo la fanno da padrone con 16,4 kg pro-capite – ci ha detto Antonio Forlini presidente di Unaitalia – Le nostre imprese sono in grado di soddisfare il 100% dei consumi e questo è un modo per tornare alle tradizioni mantenendo qualità e innovazione di prodotto”. Proprio l’innovazione, come si diceva, è la chiave che ha guidato i due chef nella rivisitazione di questo piatto della tradizione domenicale italiana. Una rivisitazione frutto ancora una volta di un matrimonio felice tra due culture, quella pugliese di Fabio Pisani con quella valtellinese di Alessandro Negrini. Il loro pollo arrosto con patate a prima vista ha tutta l’aria di una tart tatin ma al palato conferma i classici umori della ricetta classica: “Il nostro piatto viene preparato in una pentola di sasso a strati e sottoposta a una cottura lenta – ci hanno detto gli chef – Noi uniamo l’Italia anche in questa ricetta: Fabio ha portato il mix di spezie con agrumi, finocchietto selvatico tipici del Sud e io, Alessandro, questa pentola, il lavecc, in pietra che con un coperchio pesante comprime la carne come fosse una pentola a pressione. Così la cottura avviene con il peso e la lentezza del calore”.

Ma allora la chimica cosa c’entra con il pollo arrosto con le patate? Il primo punto di contatto sta nella crosticina croccante del pollo con le patate che rende irresistibile questo piatto. Lì infatti avviene la prima reazione chimica, quella di Maillard. “Un processo chimico che si verifica durante la cottura solo negli alimenti che contengono sia zuccheri che amminoacidi (costituenti delle proteine) – ci ha detto il chimico Silvano Fuso, autore di ‘Sensi chimici, la scienza degli odori e dei sapori’ – Essa produce sostanze molto gradite al nostro cervello. Per il pollo arrosto con le patate, in particolare, si verifica a 140 gradi: quando amminoacidi e zuccheri delle patate si incontrano a fuoco vivo iniziano a generare una serie di composti odorosi. In fase finale questa reazione si manifesta con un sapore complesso e un colore marroncino/dorato che suggerisce l’idea della croccantezza”. E questo legame indissolubile con le patate come si spiega? “Due ingredienti originano un abbinamento di successo se nella cottura liberano sostanze comuni a entrambe – ha evidenziato Fuso – e nel caso di pollo arrosto e patate quando cuociono si trovano sostanze in comune”. Ma questi punti di contatto ci sono anche con altri ingredienti “controintuitivi” come miele “un ingrediente perfetto, secondo il chimico – per scatenare la reazione di Maillard”, ma anche con il cioccolato. E su questo dilemma degli abbinamenti gli italiani sembrano piuttosto aperti, perchè se dopo le patate le erbe aromatiche sono le più gettonate col il rosmarino (78,5%) a farla da padrone, la curiosità per gli abbinamenti più audaci non manca, specie tra i giovani che apprezzano appunto gli accostamenti dolci come miele e cioccolato.

Vino, esce la guida “Slow Wine 2024”: dall’11 ottobre in libreria

Vino, esce la guida “Slow Wine 2024”: dall’11 ottobre in libreriaMilano, 28 set. (askanews) – Sabato 7 ottobre dalle 14 alle 20 gli ampi spazi del Superstudio Maxi, in via Moncucco 35 a Milano, diventeranno una grandissima enoteca in cui professionisti e appassionati racconteranno e degusteranno i migliori vini selezionati e premiati dalla guida “Slow Wine 2024”. Pubblicato da Slow Food Editore e giunto alla sua 14esima edizione, l’imperdibile volume sarà disponibile online sul sito dell’editore dal 2 ottobre e dall’11 ottobre in tutte le librerie.

Anche quest’anno la guida “Slow Wine” fotografa in maniera ragionata e seria il settore vitivinicolo italiano, raccontando 2.006 aziende visitate e recensite grazie alla collaborazione di oltre 200 esperti presenti in tutta la Penisola. Non solo vini ma storie di vita che sintetizzano uno dei patrimoni culturali ed economici di cui possiamo andare più fieri in Italia. “I vignaioli sono i protagonisti numero uno di questo film, ma nessuno dei tanti appassionati di vino si senta una comparsa” ha spiegato il curatore della guida, Giancarlo Gariglio, aggiungendo che senza coloro che hanno creduto in un certo tipo di agricoltura ed enologia non saremmo qui dove ci troviamo ora, ma non lo saremmo neppure senza chi ha appoggiato, attraverso l’acquisto, la promozione e il testardo racconto, questa rivoluzione. Siamo una comunità, siamo moltitudini – ha concluso Gariglio – e, per parafrasare il grande Walt Whitman, siamo vasti e talvolta ci contraddiciamo”. E proprio i vignaioli protagonisti di questa narrazione saranno dietro i banchi di assaggio: a presentare ogni singola etichetta agli appassionati saranno infatti i volti e le parole dei tantissimi produttori che parteciperanno alla degustazione, raccontando tutte le innumerevoli sfaccettature dei loro vini, dalla terra al bicchiere. La voglia di raccontarsi ha coinvolto produttrici e produttori da ogni regione: “Al momento sono 430 le aziende che saranno presenti – hanno precisato gli organizzatori – ma vista le richieste che continuano ad arrivare, il numero è destinato ad aumentare”.

La giornata di presentazione della guida sarà aperta da una tavola rotonda dal titolo “A ogni costo? Il mondo del vino tra crisi dei prezzi e speculazione”, durante la quale esperti della filiera vitivinicola rifletteranno sui fattori che contribuiscono a stabilire il costo di ciò che beviamo o vorremmo bere. Al termine ci sarà la consegna dei premi speciali della guida “Slow Wine 2024”: quello al “Giovane Vignaiolo”, quello per la “Viticoltura Sostenibile”, quell alla “Carriera”, alla “Novità dell’anno”, per l’”Accoglienza in cantina” e “Slow Wine Coalition” alla solidarietà.

”Tre Bicchieri 2024” a 3 vini del Canton Ticino: Merlot protagonista

”Tre Bicchieri 2024” a 3 vini del Canton Ticino: Merlot protagonistaMilano, 28 set. (askanews) – Sono tre i vini del Canton Ticino, il distretto del Sud della Svizzera in cui si parla italiano, che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri”, il riconoscimento più importante attribuito dalla guida “Vini d’Italia” del Gambero Rosso. Si tratta del “Ticino Merlot Ligornetto 2020” della veterana Vinattieri Ticino, del “Ticino Merlot Moncucchetto Riserva 2019” dell’esordiente Moncucchetto, e del “Ticino Rosso Castello Luigi 2019” di Castello Luigi.

“Quello ticinese è un panorama che, seppur ristretto, dà segni di grande vivacità: cresce il numero dei vini, quello dei produttori, e molti giovani hanno deciso di costruire il loro futuro tra vigne e cantine” spiegano i curatori della guida, sottolineando che il Merlot, “perfettamente adattato a questi terroir, rimane il protagonista, al punto che non pochi produttori ne propongono (unico caso forse al mondo) versioni vinificate in bianco, anche in versione spumante”. Il Ticino è la quarta regione per superficie vitata della Svizzera (circa 1.163 ettari tra i 220 e i 700 metri di quota sui 14.606 complessivi), con il 90% della produzione costituito da uve rosse e il merlot che occupa l’85% della superficie. “Negli ultimi anni assistiamo ad una riscoperta di uno dei vitigni autoctoni di questa terra, la bondola, che sempre più viticoltori stanno reimpiantando e vinificando” precisano gli esperti del Gambero Rosso, aggiungendo che “il 10% dei vigneti è dedicato alle uve bianche, e ultimamente non sono pochi i produttori che si stanno confrontando con le nuove varietà interspecifiche resistenti”.

Vino, IGM: cambio generazionale per decodificare insieme il futuro

Vino, IGM: cambio generazionale per decodificare insieme il futuroMilano, 28 set. (askanews) – Alla soglia dei festeggiamenti per il suo ventennale nel 2024, l’Istituto Grandi Marchi accoglie la storica Cantina trentina Tenuta San Leonardo e dà vita al suo Gruppo giovani. Lo ha annunciato il presidente dell’Istituto, Piero Mastroberardino, nel corso di una serata organizzata il 27 settembre a Milano dalla realtà che riunisce 18 tra le più importanti aziende vitivinicole italiane, il cui fatturato complessivo nel 2022 ha superato i 600 milioni di euro, con un valore all’estero che si attesta intorno ai 350 milioni.

Una serata durante la quale è stato premiato il celebre critico enologico statunitense, James Suckling, intervenuto insieme con la moglie Marie Kim. Consegnando il riconoscimento che il gruppo attribuisce ad una firma del giornalismo internazionale di settore che si è particolarmente contraddistinta nella divulgazione del vino italiano di qualità a livello mondiale, Mastroberardino ha parlato di Suckling come di “uno straordinario amico delle nostre famiglie ma, prima di tutto, di uno straordinario amico del vino italiano”, ricordando che il 64enne noto per essere uno delle personalità più influenti del mondo del vino, “ha innescato dei cambiamenti molto importanti nei processi di comunicazione del vino italiano, vedendo in anticipo e gettando le basi di ciò che stiamo vivendo oggi”. Prima di Suckling, per quasi trent’anni Senior editor e responsabile della redazione europea di “Wine Spectator”, il premio era stato assegnato a Burton Anderson, Jens Priewe e Monica Larner. “Stiamo vivendo una fase molto importante che è quella dell’inserimento dei giovani” ha detto Mastroberardino ad askanews, spiegando che nelle ore che hanno preceduto la serata si è tenuta la prima riunione del Gruppo giovani dell’Istituto, che è stato “un momento di brainstorming tra vecchi e giovani, un momento molto propositivo di riflessione sulle cose da fare”. “Non c’è solo il tema del passaggio generazionale in visione d’assieme ma anche un ragionamento su ciò che sta accadendo nel mondo del vino, perché il grande tema di questo periodo è capire che cosa sta succedendo ai consumi, non in chiave congiunturale ma in chiave strutturale” ha aggiunto il presidente, alla guida della storica azienda di famiglia in Irpinia, sottolineando che “all’incontro ci siamo riproposti di mettere a punto una riflessione sui codici, sui linguaggi, sulle occasioni di consumo, su cosa si aspetta un giovane da un’azienda come le nostre o dal vino come concetto. Da questa riflessione – ha evidenziato – si apre una fase nuova per l’Istituto che sarà una fase di proposizione, di stimolo e se vogliamo anche di provocazione”.

Un ragionamento importante che testimonia una visione lucida e lungimirante, che investe anche il tema del valore dei vino. “Nel proporsi in maniera agile ad un nuovo consumatore la riflessione è anche confrontarsi non tanto con la capacità di spesa quanto con la volontà di spesa” ha continuato Mastroberardino parlando con askanews, aggiungendo “cioé capire effettivamente uno cosa si aspetta, momento per momento, dalle sue esperienze di degustazione: se non capiamo questo, non chiudiamo quello iato che in questo momento si percepisce esistere tra un certo sistema di offerta e un consumatore che si va formando”. Lo sguardo è insomma puntato sulle nuove leve ventenni che si stanno formando in azienda e che devono contribuire a decodificare le nuove generazioni di consumatori. “Questa è una fase di autoanalisi, una riflessione strategica che ci tocca per capire con quali schemi di gioco affrontare una fase nuova – ha chiosato il presidente – senza perdere la legacy di queste aziende che hanno secoli di storia sulle spalle, che sono tutti punti di riferimento straordinari per i loro territori e quindi per le Denominazioni”.

Vino, Masi alla fiera internazionale di Cannes dedicata al duty-free

Vino, Masi alla fiera internazionale di Cannes dedicata al duty-freeMilano, 28 set. (askanews) – Rinnovata presenza della Cantina veronese Masi Agricola tra i premium brand della “Tfwa World Exhibition & Conference” il salone internazionale dedicato al duty-free e travel retail che si terrà dall’1 al 5 ottobre al “Palais des Festivals et des Congrès” di Cannes, in Francia.

Tra le prime aziende del vino ad entrare nel settore duty-free, Masi parteciperà alla fiera con un focus sui suoi vini dedicati a questo specifico canale, “Nectar Campofiorin” e “Nectar Costasera”, selezioni speciali dei due vini icona di Masi: “Campofiorin” e “Costasera”. L’azienda ha spiegato che il Campofiorin, anche nella versione “Nectar”, con l’annata 2020 che sarà presentata in fiera, si rinnova con uno sfondo aggiunto nell’etichetta, ma soprattutto “con un leggero ritardo nella vendemmia e un incremento della percentuale di uve appassite per ottenere un prodotto ancora più rotondo”. Il “Nectar Costasera”, la cui annata 2019 sarà svelata in anteprima proprio al salone, si caratterizza per una maggior presenza di uva Corvina e con lievi aggiornamenti nel packaging. “In quasi 60 anni – ha spiegato Pier Giuseppe Torresani, Export and travel retail sales director di Masi – il ‘Campofiorin’ ha creato una vera e propria categoria, quella dei ‘Supervenetian’, diventandone il leader indiscusso, una bandiera del made in Italy distribuita in oltre 140 Paesi in tutti i canali: ristorazione, hotellerie, enoteche specializzate, Gdo, online e travel retail”.

Al pubblico della TFWA la Cantina presenterà anche l’annata 2022 dei due vini biologici e non filtrati “Fresco di Masi”, che sono proposti con una bottiglia estremamente leggera. Anche in questa edizione, lo stand Masi sarà attiguo a quello degli altri membri della “Travel Retail Fine Wine Alliance”, che quest’anno salgono a sei includendo Albert Bichot, Cono Sur, González Byass, Symington e Famille Perrin di Châteauneuf du Pape. L’appuntamento per un “exclusive tasting” con i vini di queste sei aziende è fissato per martedì 3 ottobre alle 17.30 presso il “Mandala Beach” lungo la Croisette.

Vendemmia, Consorzio Lugana Doc: previsto un calo medio del 30%

Vendemmia, Consorzio Lugana Doc: previsto un calo medio del 30%Milano, 28 set. (askanews) – “Grazie alla proficua collaborazione con Regione Lombardia e Regione Veneto, in cui la Denominazione ricade e a cui il Consorzio di tutela Lugana Doc ha richiesto il monitoraggio in campo del potenziale produttivo per l’annata 2023, è possibile comunicare al mercato i dati previsionali della vendemmia in corso e stimare una riduzione media delle rese che si assesta intorno al 30%”. L’annuncio dell’ente consortile arriva a seguito delle grandinate che hanno colpito parte dei vigneti del Lugana Doc.

“In una fase di complessità vendemmiale che coinvolge diverse regioni vitivinicole italiane, che hanno dovuto fronteggiare sia avversità atmosferiche che fitopatologiche, diventa sempre più importante comunicare al mercato le previsioni vendemmiali nella maniera più trasparente possibile, a tutela della Denominazione e della qualità del prodotto” ha spiegato il presidente del Consorzio, Fabio Zenato, sottolineando che “siamo sempre più convinti che un comparto maturo, serio, debba necessariamente accettare la sfida della trasparenza, perché solo in questo modo si è in grado di far comprendere ai consumatori le difficoltà della produzione vitivinicola, resa oggi ancor più problematica a causa di fenomeni intensi, talvolta molto estesi, alla luce delle gravi mutazioni climatiche”. “Ritengo sia arrivato il momento di fare delle scelte coraggiose nei confronti del mercato, azioni possibili grazie ad un costante lavoro di squadra e condivisione degli obiettivi da parte di tutta la filiera” ha aggiunto il direttore del Consorzio, Edoardo Peduto, evidenziado che “questo tipo di iniziative rientrano in una precisa visione di lungimiranza nell’ambito delle attività di tutela e vigilanza messe in atto per preservare ed aumentare la credibilità della filiera nel tempo”.

Il Consorzio del Lugana Doc propone dunque un nuovo approccio all’analisi degli andamenti produttivi e una comunicazione più trasparente. “In queste settimane abbiamo lavorato fianco a fianco con il Consorzio per mappare con precisione l’impatto del maltempo sul versante lombardo della Doc e quindi produrre una documentazione utile a consentire le azioni di verifica delle dichiarazioni di resa in questa vendemmia 2023” ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, parlando di “una collaborazione fondamentale per tutelare con trasparenza e concretezza, anche in un’annata particolarmente complessa, uno dei tesori del nostro patrimonio vitivinicolo, i produttori e i consumatori che lo apprezzano sempre di più”. Sempre in merito alla vendemmia, il Consorzio precisa che dopo un periodo estivo molto caldo e soleggiato, le piogge della fine del mese di agosto ed inizio settembre “hanno garantito una buona alternanza termica fra giorno e notte, con temperature diurne miti e notti fresche, che hanno permesso alla pianta di proseguire nella maturazione delle uve, migliorando sensibilmente il potenziale qualitativo nella parte finale della stagione vegetativa”. Per la raccolta dunque “si conferma un ritardo di circa 12 giorni rispetto alla scorsa annata, con i primi dati analitici che fanno vedere un interessante potenziale in termini di freschezza e acidità ed un potenziale alcolico leggermente inferiore rispetto al 2022”.

Vino, il 9 e 10 ottobre Partesa torna a Milano con “Wine Cube”

Vino, il 9 e 10 ottobre Partesa torna a Milano con “Wine Cube”Milano, 28 set. (askanews) – Partesa festeggia i 25 anni del progetto “Partesa per il vino” con la terza edizione di “Wine Cube-A Great Experience”, l’evento riservato agli operatori di settore che si terrà lunedì 9 e martedì 10 ottobre nelle sale di Studio Novanta a Milano. Due giorni di degustazioni, incontri e business tra gli operatori del fuoricasa e 71 produttori vinicoli partner di Partesa, provenienti da Italia, Francia, Spagna, Austria, Germania, Slovenia e, per la prima volta, anche dagli Stati Uniti.

A “Wine Cube” sarà possibile assaggiare 486 vini, tra rossi, bianchi e spumanti e partecipare a sei masterclass con alcuni noti wine expert. Si inizia il 9 ottobre alle 12 con Andrea Gori che guiderà i partecipanti alla scoperta de “I Metodi Classici italiani”, a cui seguirà alle 14.30 Marco Sabellico con “Aglianico a confronto: Campania e Basilicata”, e alle 17 “Viaggio nel mondo Riesling” tra Italia, Austria e Germania condotta da Eros Teboni. Il 10 ottobre si aprirà alle 12 con una masteclass dedicata allo Champagne, “Aube, Cote de Blanc e Vallèe della Marne a confronto”, guidata da Vania Valentini, proseguirà alle 14.30 con la degustazione di sette diverse etichette in “Declinazione del Sangiovese” condotta da Eros Teboni, e si concluderà con “Elizabeth Spencer: alla scoperta dei vini americani”, un viaggio negli Stati Uniti accompagnati da Charlie Arturaola. “Wine Cube è un’occasione imperdibile per conoscere centinaia di affascinanti etichette e i loro produttori, di farsi guidare dalla grande competenza dei nostri wine specialist, nonché di incontrare i grandi esperti nazionali e internazionali che si uniranno a noi per questa terza edizione” ha spiegato Alessandro Rossi, National category manager wine di Partesa, società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale horeca del Gruppo Heineken Italia. Attiva da 34 anni, Partesa opera in 15 regioni con 40 depositi, impiega un migliaio di persone e conta oltre 37mila clienti, a cui offre più di settemila referenze nell’ambito della birra, del vino, degli spirits, delle bevande analcoliche e del food.

Inoltre, Partesa ha rinnovato per il quarto anno consecutivo la partnership con “Milano Wine Week” (MWW), in programma dal 7 al 15 ottobre nel capoluogo lombardo, manifestazione durante la quale proporrà interessanti momenti di approfondimento. Sabato 7 ottobre, a Palazzo Bovara, Eros Teboni guiderà due “verticali”: la prima racconterà la storia del Soave attraverso le annate 2007, 2013, 2017, 2022 di Monte Fiorentine e le annate 2005, 2012, 2015, 2018 di Amarone Punta 470 firmate da Ca’ Rugate, mentre la seconda proporrà la degustazione di sei annate di Orbel Riesling (2016, 2017, 2018, 2020, 2021 e 2022) di Lisa Bunn Winery, Cantina della Mosella (Germania). Sempre con la guida di Teboni, mercoledì 11 ottobre, la Signature Kitchen Suite ospiterà la masterclass “Le Denominazioni a bacca bianca che hanno fatto la storia”, e poi quella dedicata alle Denominazioni a bacca rossa. Infine, a salire sul palco della kermesse milanese per l’ultimo brindisi sarà proprio Alessandro Rossi che, venerdì 13 ottobre alla Signature Kitchen Suite, condurrà due masterclass dedicate alle eccellenze nostrane: alle 15 su “I Metodi Classici italiani” e alle 17 su “I grandi passiti italiani”.

Barolo en primeur, Ascheri: le Langhe del vino fanno squadra

Barolo en primeur, Ascheri: le Langhe del vino fanno squadraMilano, 27 set. (askanews) – “Quasi cento cantine hanno deciso di donare le proprie bottiglie in vari formati per la nuova edizione di Barolo en primeur: questo risultato straordinario dimostra che le Langhe del vino fanno squadra e puntano insieme verso un obiettivo comune”. Lo ha dichiarato Matteo Ascheri, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Langhe e Dogliani, in merito alla terza edizione dell’asta solidale che si terrà il 27 ottobre al Castello di Grinzane Cavour (Cuneo).

“Il grande successo della scorsa edizione, grazie a cui abbiamo raccolto importanti fondi per la Scuola Enologica, dedicati alla formazione e alla ricerca, sono il primo passo di un percorso che intendiamo sostenere con forza anche nei prossimi anni” ha aggiunto Ascheri, parlando di “un progetto capace di sfruttare anche la forte spinta di un mercato che apprezza sempre di più il Barolo e il Barbaresco sia per la grande qualità del vino, sia per la possibilità di investimento, che nell’en primeur trova una delle migliori opportunità di realizzazione”.