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Gambero Rosso: i “Tre Bicchieri 2024” assegnati a 11 vini del Lazio

Gambero Rosso: i “Tre Bicchieri 2024” assegnati a 11 vini del LazioMilano, 26 set. (askanews) – Sono 11 i vini del Lazio che quest’anno hanno ottenuto i “Tre Bicchieri”, il massimo riconoscimento della guida “Vini d’Italia 2024” del Gambero Rosso. Nella nuova edizione del volume, il Lazio si conferma fedele a sé stesso, nel bene e nel male.

“Da un lato, conferma la capacità di ottenere eccellenti risultati in tutta la regione: quattro province su cinque hanno espresso almeno un ‘Tre Bicchieri’, ad eccezione di Rieti (anche se il Reatino sta registrando una crescita di qualità e del numero di aziende), utilizzando un numero di vitigni assai significativo, sia autoctoni, Bellone, Biancolella, Cesanese e Grechetto, che internazionali, dal Cabernet Sauvignon al Merlot, dalla Grenache al Syrah al Viognier” appuntano i degustatori, sottolineando che dall’altro lato, il Lazio “riconferma la cronica assenza d’identità territoriale: solo due sugli undici ‘Tre Bicchieri’ sono a denominazione di origine nonostante sia una regione che conta 27 Doc e tre Docg”. I recensori segnalano che quest’anno ritornano al massimo riconoscimento tre aziende con l’entrata di una nuova: Coletti Conti con il suo “Cesanese del Piglio Superiore Hernicus 2021”; Ciolli con il “Cesanese di Olevano Romano Superiore Silene 2021” e Tenuta La Pazzaglia, che lo ottiene con il suo vino più ambizioso, il “Grechetto Poggio Triale 2021”. Per la prima volta entra nel prestigioso club l’azienda di Paolo e Noemia d’Amico con lo “Chardonnay Calanchi di Vaiano 2021”. Gli altri vini che hanno preso i “Tre Bicchieri” sono: l’”Amagna Viognier 2021″ di Ômina Romana, “Biancolella di Ponza 2022” di Antiche Cantine Migliaccio, “Fiorano Rosso 2018” di Tenuta di Fiorano “Habemus 2021” di San Giovenale, “Montiano 2020” di Famiglia Cotarella – Falesco, “Radix Bellone 2019” di Casale del Giglio, e “Roma Rosso Riserva 2020” di Poggio Le Volpi.

Spirit, Compagnia dei Caraibi ottiene la certificazione B Corp

Spirit, Compagnia dei Caraibi ottiene la certificazione B CorpMilano, 26 set. (askanews) – Compagnia dei Caraibi ottiene ufficialmente la certificazione B Corp. Dopo due anni in cui ha avuto modo di misurare e certificare i processi connessi alle cinque aree previste dal “B Impact Assessment” (“Lavoratori”, “Ambiente”, “Clienti”, “Comunità” e “Governance”), l’azienda piemontese attiva nell’importazione e distribuzione di distillati, vini, soft drink e birre craft italiane consegue l’attestazione degli standard di impatto sociale e ambientale perseguiti e raggiunti in questi anni.

Lo ha riferito in una nota la stessa azienda, ricordando che Compagnia dei Caraibi aveva già ottenuto il riconoscimento di Società Benefit nel 2021, “allineando così in maniera solida lo status giuridico alla mission aziendale”. La certificazione ottenuta assume per la società ulteriore importanza poiché posiziona la posiziona nella rosa di aziende B Corp del settore “food & beverage” che al momento conta 51 aziende nel settore di riferimento sul territorio italiano. “Abbiamo scelto di rendere ancora più concreto il nostro approccio consapevole al business e al modo di pensare la nostra azienda” ha commentato il Ceo di Compagnia dei Caraibi, Edelberto Baracco, spiegando che “la certificazione B Corp conferma il nostro impegno nel coniugare crescita aziendale e sostenibilità ambientale, economica e sociale. Crediamo – ha concluso – di avere una responsabilità e un ruolo nel promuovere e sostenere un cambiamento positivo attraverso le nostre azioni, in quanto esseri umani ma anche in quanto attori sociali ed economici”.

L’azienda ha precisato di essere impegnata a favorire la riduzione dei consumi e “ad utilizzare per le sedi solo energia proveniente da fonti rinnovabili, in un’ottica di economia circolare”. A queste buone pratiche “si aggiungono lo spostamento di gran parte dei trasporti di merci su ruota a nave, la conversione in atto della flotta di auto aziendali verso l’ibrido e l’elettrico, il redesign dei packaging dei prodotti proprietari e l’utilizzo, per gli stessi, di cartoni 100% riciclati e riciclabili”. Oltre alle “operazioni di empowerment, engagement e encouragement per il capitale umano”, la società ha avviato altresì “iniziative importanti relativamente alle tematiche di inclusione e diversità, due concetti centrali alla base della people strategy dell’azienda”, che si è anche “impegnata per realizzare un ambiente di lavoro positivo”. “Far parte di questo importante movimento globale significa continuare a crescere come azienda, senza perdere di vista il benessere e lo sviluppo della comunità in cui viviamo” ha dichiarato il general manager di Compagnia dei Caraibi, Fabio Torretta, sottolineando che questa certificazione “non rappresenta un traguardo finale nel nostro percorso ma il punto di partenza per un nuovo viaggio di crescita e trasformazione, in ottica di miglioramento continuo e valorizzazione dei nostri principi cardine”.

R. Lombardia: riparte tavolo di confronto, affrontiamo sfide settore

R. Lombardia: riparte tavolo di confronto, affrontiamo sfide settoreMilano, 26 set. (askanews) – L’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, di Regione Lombardia ha presieduto oggi a Palazzo Lombardia il “Tavolo latte”, alla presenza delle organizzazioni professionali agricole: Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri), di Assolatte, Confcooperative, Legacoop e Federdistribuzione.

“Con questo incontro – spiega Beduschi – abbiamo voluto condividere con tutti gli attori della filiera le principali sfide da affrontare in questi mesi, facendolo in modo più coeso possibile nell’interesse di un settore che in Lombardia conta circa 5800 allevamenti, passa dalle grandi aziende della trasformazione, per finire alla reti di vendita che ogni giorno portano i prodotti sulle tavole di tutto il mondo”. La Regione ricorda che i numeri del latte lombardo sono in continua crescita. Dal 2015, le consegne delle stalle lombarde sono aumentate del 3.3% annuo, più del doppio rispetto alla media nazionale. In Lombardia, quindi, si produce il 46% di tutto il latte italiano e ben cinque province lombarde (Brescia, Cremona, Mantova, Lodi e Bergamo) figurano tra le prime 8 italiane (assieme a Parma, Reggio Emilia e Cuneo) in cui si concentra il 55% della produzione nazionale. Il 55% del latte lombardo viene utilizzato nelle filiere dei grandi formaggi DOP, per un totale oltre 2.6 milioni di tonnellate l’anno.

“Dobbiamo lavorare tutti insieme per migliorare l’equilibrio economico, sociale e ambientale del settore. Per farlo, bisogna parlare di sostenibilità, salvaguardare il reddito dei produttori, valorizzare i prodotti, ma anche razionalizzare le filiere per fare dell’allevamento anche una risorsa ambientale” ha proseguito l’assessore, aggiungendo che “la valorizzazione dei prodotti è essenziale per il successo della filiera”. “Regione Lombardia propone di valorizzare i prodotti tipici di alta qualità e legati alle specificità territoriali attraverso l’analisi dei mercati e dei consumi, di dare attenzione ai prodotti in crescita al consumo come latte a lunga durata e credere anche in prodotti innovativi” ha continuato Beduschi, evidenziando che “serve inoltre informare e rendere consapevoli i consumatori con campagne ad hoc in un momento storico in cui il latte fatica a essere percepito come un alimento fondamentale soprattutto dai giovani”. “Il tavolo latte – conclude l’assessore all’Agricoltura – vuole diventare un punto di riferimento periodico per coordinare le tante sfide che ci attendono e che comprendono obiettivi di sviluppo sostenibile, l’accesso al credito, la necessità di combattere la burocrazia. Regione Lombardia si pone come garante di tutti i protagonisti di questa filiera, che ha bisogno oggi più che mai di coesione”.

”Tre Bicchieri 2024″ a 17 vini della Sardegna, record per l’isola

”Tre Bicchieri 2024″ a 17 vini della Sardegna, record per l’isolaMilano, 26 set. (askanews) – Sono 17 i vini della Sardegna che quest’anno hanno ricevuto i “Tre Bicchieri”, il riconoscimento più alto conferito dalla guida “Vini d’Italia” del Gambero Rosso: un numero record per le etichette dell’isola che salgono sul gradino più alto del podio.

“Una fotografia luminosa della salubrità di una regione particolare, variegata e sfaccettata che può godere di vini che nascono a due passi dal mare, così come di bottiglie frutto di una viticoltura di montagna, con vigne dislocate oltre i 700 metri” spiegano i recensori della guida, parlando di una diversità “che si somma anche alle tante varietà tradizionali, Cannonau in primis, uno dei vitigni più affascinanti del mediterraneo, capace (potenzialmente) di portare in tavola tra i vini più eleganti, complessi e contemporanei di questi ultimi anni”. Ma oltre ai Cannonau, i degustatori “apprezzano sempre di più i Mandrolisai, zona meravigliosa, ricca di vecchie vigne, coltivate ad alberello, ma soprattutto ricca di bravissimi vignaioli che vorremmo valorizzare sempre di più”. Conferme arrivano poi da rossi “frutto di Bovale o Carignano, mentre per quanto concerne i bianchi, ai vertici c’è il Vermentino, sia quello prodotto in Gallura, sia quello di altre zone, specie del Sud. Ultima, non ultima, una novità che arriva da Cagliari: conquista i “Tre Bicchieri” il Bessiu, “un Nasco secco di indubbio valore che sottolinea ancora una volta la ricchezza ampelografica dell’Isola”.

Questi i vini premiati: “Alghero Cabernet Marchese di Villamarina Riserva 2019” di Tenute Sella & Mosca, “Cannonau di Sardegna Barrosu Franzisca Riserva 2020” di Giovanni Montisci, “Cannonau di Sardegna Cl. Dule 2020” di Giuseppe Gabbas, “Cannonau di Sardegna Le Anfore 2021” di Olianas, “Cannonau di Sardegna Perda Rubia 2020” di Tenute Perda Rubia, “Carignano del Sulcis Buio Buio Riserva 2020” di Cantina Mesa, “Ghirada Fittiloghe 2020” di VikeVike, “Mandrolisai Rosso Fradiles 2021” di Fradiles, “Nasco di Cagliari Bessiu 2021” di Audarya, “Sobi 2021” di Bentu Luna, “Stellato Vermentino 2022” di Pala, “Su’ Nico Bovale 2021” di Su’Entu, “Turriga 2019” di Argiolas, “Vermentino di Gallura Superiore Kramori 2022” di Saraja, “Vermentino di Gallura Superiore Maìa 2021″di Siddùra, “Vermentino di Gallura Superiore Sciala 2022” di Surrau, e “Vermentino di Gallura Superiore Sienda 2022” di Mura.

Vino, delegazione giapponese ha visitato i luoghi del Prosecco Doc

Vino, delegazione giapponese ha visitato i luoghi del Prosecco DocMilano, 25 set. (askanews) – Una delegazione composta da undici tra tour operator, ristoratori e giornalisti giapponesi ha visitato alcuni gioielli della Denominazione Prosecco Doc, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Si tratta dei vincitori di un premio indetto dal Consorzio di tutela della Doc Prosecco, e degli operatori di alcune agenzie di viaggio nipponiche giunte qui per esplorare i territori della Doc da promuovere come destinazione turistica ai giapponesi.

“Siamo lieti dell’interesse dimostrato in questi giorni dai nostri ospiti nel visitare i diversi luoghi ricchi di storia, di arte e di bellezza, ma anche di prodotti unici al mondo, come il nostro Prosecco Doc” ha commentato il presidente del Consorzio, Stefano Zanette, parlando di “un ottimo inizio che prelude l’arrivo di altre delegazioni e nuovi importanti tour operator provenienti dal Giappone, che già da quest’anno includeranno le Cantine e i territori della Doc Prosecco nei futuri itinerari turistici”. Il Consorzio ha precisato che la delegazione ha visitato Treviso, Venezia, Trieste, Aquileia e le vigne di Glera, facendo tappa anche in alcuni locali tipici come le Beccherie, l’Acquasalsa, il Gambrinus, Pier the roof, e ovviamente in alcune tra le più rappresentative realtà produttive: Cantina Pizzolato, Le Contesse, La Jara, Ca’ Bolani, Pitars e Tenuta Santomè.

Sono 33 i vini lombardi che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri 2024″

Sono 33 i vini lombardi che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri 2024″Milano, 25 set. (askanews) – Sono 33 i vini della Lombardia che hanno ottenuto quest’anno i “Tre Bicchieri”, il massimo riconoscimento assegnato dalla guida “Vini d’Italia” del Gambero Rosso, che verrà presentata ufficialmente il 15 ottobre.

“La Lombardia si riconferma la regina del Metodo Classico italiano con i suoi Franciacorta e Oltrepò Pavese in piena forma, sfoggiando consapevolezza e maturità, mettendo in fila una lunga serie di cuvée sempre più definite nell’impronta territoriale: poco dosaggio e tanto carattere” spiegano i recensori, sottolineando che “sono ben 16 i massimi riconoscimenti: dodici Franciacorta e quattro Oltrepò Pavese, territorio che va a segno con altrettanti vini fermi, mentre sul piano delle annate, spicca l’ottima performance del millesimo 2018, tanto nel Bresciano quanto nel Pavese”. Alle conferme, si aggiungono poi le novità: sulle sponde del Lago d’Iseo c’è il benvenuto tra i “Tre Bicchieri” a due Cantine: “la 1701, che ha proposto un Franciacorta Dosaggio Riserva 2016 di impressionante fragranza e progressione, la seconda è I Barisei, con la raffinata e profonda Riserva Francesco Battista 2013”. Infine, torna sul podio, “e in maniera folgorante, anche Gatti, con un Nature ’16 di straordinaria eleganza”. Fra le colline dell’Oltrepò Pavese, scocca l’ora del primo Tre Bicchieri per Travaglino, storica tenuta in Calvignano, che va a segno con il Riesling Campo della Fojada Riserva 2019, “aggraziato e profondo”. Forti segnali positivi arrivano anche dal Garda, che sta riordinano le sue Denominazioni.

Apprezzata dai degustatori del Gambero anche la solida crescita della Valtènesi e del suo vitigno principe: il Groppello, anche in rosa, “un modello sempre più ispirato per chi è alla ricerca di vini delicati, cesellati, ricchi di dettaglio e finezza”. Rimanendo sulle sponde bresciane del lago, in risalto anche diverse versioni di Lugana “sempre più definite per stile e aderenza territoriale”. La Lombardia del vino si fa apprezzare “per la sua variegata offerta che ci porta in territori incredibili: pensiamo alle vigne del Botticino, tra cave di marmo e boschi, alle vigne del Lago di Como, ad autentiche chicche come il Moscato di Scanzorosciate, la più piccola Docg d’Italia”. E senza trascurare “i rossi bordolesi” della Valcalepio e Capriano del Colle con le sue argille rosse. Chiude il palmares un territorio nel cuore dei grandi appassionati di vino, la Valtellina: “pochi numeri, tanta fatica, grande qualità, rossi leggiadri e finissimi, capaci di abbinare naturalezza espressiva e sicuro potenziale d’invecchiamento”.

Vino, il 23 ottobre 44 Cantine di Bolgheri alla Reggia di Monza

Vino, il 23 ottobre 44 Cantine di Bolgheri alla Reggia di MonzaMilano, 25 set. (askanews) – Lunedì 23 ottobre i suggestivi saloni neoclassici della Reggia Reale di Monza ospiteranno 44 produttori bolgheresi che presenteranno in prima persona al pubblico i loro vini Doc più rappresentativi. In particolare le aziende porteranno i Bolgheri Rosso dell’annata 2022, che hanno terminato il loro periodo di affinamento da Disciplinare lo scorso 1 settembre. L’evento, che si terrà dalle 15 alle 22, nasce dalla collaborazione tra il Consorzio per la tutela dei vini Bolgheri Doc e Bolgheri Sassicaia Doc con il sostegno di UniCredit, Ais Lombardia e della delegazione Ais Monza e Brianza.

“Siamo molto contenti di poter presentare i vini dei Soci del Consorzio e poter presentare l’annata 2022 di Bolgheri Rosso in una prestigiosa cornice come la Reggia di Monza assieme ad Ais Lombardia” ha affermato la presidente del Consorzio, Albiera Antinori, aggiungendo che “sarà una bellissima occasione per poter illustrare il nostro territorio ai partecipanti”. Riguardo alla vendemmia attualmente in pieno svolgimento, i viticoltori del Consorzio mostrano grande soddisfazione per quanto sinora raccolto e ottimismo per l’ultimo periodo: “La qualità delle uve si sta rivelando ottimale – spiegano – e anche le rese sono buone, in confronto agli anni precedenti”. Nato nel gennaio 1995, pochi mesi dopo la nascita del Disciplinare dei vini rossi, il Consorzio per la tutela dei vini Bolgheri Doc e Bolgheri Sassicaia Doc è costituito oggi da 70 produttori i cui vigneti rappresentano oltre il 99,1% dei 1.365 ettari a Doc, con un’età media delle vigne di circa 17 anni. Il 64% della produzione è rappresentato dal Bolgheri Rosso, seguito dal 19% del Bolgheri Superiore (in cui è compresa la quota del Bolgheri Sassicaia Doc), mentre il restante è costituito dal Bolgheri Vermentino, Bolgheri Rosato e Bolgheri Bianco. Le uve principali sono Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Cabernet Franc, Vermentino, Sauvignon Blanc e Viognier.

Vino, si apre a Trento la seconda edizione del “Trentodoc Festival”

Vino, si apre a Trento la seconda edizione del “Trentodoc Festival”Milano, 22 set. (askanews) – “Il Trentodoc è diventato un sistema di relazioni economiche ed umane che hanno fatto crescere l’intera provincia. Il ‘Trentodoc Festival’ sarà quindi un viaggio che ci farà scoprire le eccellenze del territorio e delle persone che con passione danno vita a questo prezioso patrimonio di identità e valore economico, nonché un modo per conoscere la città di Trento”. Così il direttore scientifico del Festival e vicedirettore del Corriere della Sera, Luciano Ferraro, ha sintetizzato nel corso dell’inaugurazione nello splendido Chiostro degli Agostiniani, il senso della manifestazione che prende il via oggi.

Un lungo weekend con un ricco palinsesto di oltre 120 incontri dedicato al mondo del Metodo Classico trentino: talk, degustazioni ed eventi speciali, nei luoghi storici e nelle case spumantistiche del territorio aderenti al progetto che proporranno degustazioni e percorsi speciali. La kermesse che si concluderà domenica 24 settembre, è promossa dalla Provincia autonoma di Trento e organizzato da Istituto Trento Doc e Trentino Marketing, in collaborazione con il Corriere della Sera.

”Tre Bicchieri 2024″ a 26 vini pugliesi, c’è anche un Terra d’Otranto

”Tre Bicchieri 2024″ a 26 vini pugliesi, c’è anche un Terra d’OtrantoMilano, 22 set. (askanews) – Sono 26 i vini della Puglia che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri” 2024″, il più alto riconoscimento assegnato dalla guida “Vini d’Italia” del Gambero Rosso che verrà presentata ufficialmente il 15 ottobre. I mattatori sono il Primitivo di Gioia del Colle e quello di Manduria (con sette vini premiati a testa), ma troviamo anche Salice Salentino, Brindisi, Castel del Monte e per la prima volta si affaccia alla ribalta un Terra d’Otranto.

Si tratta del “Amativo 2021” di Cantele, “Askos Susumaniello 2022” di Masseria Li Veli, “Brindisi Rosso Susumaniello Oltremé 2021” di Tenute Rubino, “Castel del Monte Rosso V. Pedale Riserva 2019” di Torrevento, “Es 2021” di Gianfranco Fino, “EstRosa 2022” di Pietraventosa, “Five Roses 79esimo Anniversario 2022” di Leone de Castris, “Gioia del Colle Primitivo 17 Vigneto Montevella 2020” di Polvanera, “Gioia del Colle Primitivo 1821 Riserva 2019″ di Tenuta Patruno Perniola, ” Gioia del Colle Primitivo Fanova 2021″ di Terrecarsiche 1939, “Gioia del Colle Primitivo Marpione Riserva 2020” di Tenuta Viglione, “Gioia del Colle Primitivo Muro Sant’Angelo Contrada Barbatto 2020” di Tenute Chiaromonte, “Gioia del Colle Primitivo Parco Largo 2022” di Plantamura, “Gioia del Colle Primitivo Senatore 2020” di Coppi, “Graticciaia 2018” di Agricole Vallone, “Notarpanaro 2018” di Cosimo Taurino, “Primitivo di Manduria Collezione Privata Cosimo Varvaglione Old Vines 2020” di Varvaglione 1921, “Primitivo di Manduria Lirica 2021″ di Produttori di Manduria”, Primitivo di Manduria Notte Rossa Riserva 2019″ di Terre di Sava, “Primitivo di Manduria Passo del Cardinale 2022” di Paolo Leo, “Primitivo di Manduria Raccontami 2021” di Vespa-Vignaioli per Passione, “Primitivo di Manduria Sessantanni 2019” di San Marzano Vini, “Primitivo di Manduria Terra Bianca Giravolta 2019” di Felline, “Salice Salentino Cantalupi Riserva 2020” di Conti Zecca, “Salice Salentino Rosso Selvarossa Riserva 2020” di Cantine Due Palme, e “Terra d’Otranto Rosso Vega Riserva 2021” di Menhir Salento. “La Puglia continua a crescere, sia dal punto di vista qualitativo che da quello della consapevolezza di questa crescita e dei modi in cui ottenerla” spiegano i recensori della guida, sottolineando che “basta vedere quanti sono i vini a Denominazione di origine premiati con i ‘Tre Bicchieri’ (19) rispetto quelli premiati cinque anni fa (10) per capire come l’identità e la tipicità del territorio siano oggi fattori sempre più importanti per i pugliesi, mentre solo pochi anni fa la produzione regionale era legata fondamentalmente al vitigno più che al territorio”.

Esce la guida “Bar d’Italia 2024” del Gambero Rosso: 45 le eccellenze

Esce la guida “Bar d’Italia 2024” del Gambero Rosso: 45 le eccellenzeMilano, 22 set. (askanews) – Esce la guida “Bar d’Italia 2024” del Gambero Rosso, mappa di 524 pagine che raccoglie 1.100 indirizzi fotografando un mondo in cui la tradizione si sposa sempre più all’innovazione, con una moltiplicazione dell’offerta davvero encomiabile. Sono 45 le “Tre Tazzine” e i “Tre Chicchi” presenti quest’anno: con l’esclusione di Molise, Calabria e Sardegna, sono molteplici i bar che in ogni regione italiana danno il meglio di sé. A brillare, come sempre il Piemonte, dove la storica tradizione del caffè assicura a ben due insegne il massimo delle stelle per 20 anni consecutivi, come “Baratti & Milano” e “Torino e Converso” a Bra, a cui si uniscono “Biasetto” a Padova, “Tuttobene” a Campi Bisenzio (Firenze) e “Antico Caffè Spinnato” a Palermo.

Sotto i riflettori di questa 24esima edizione della guida anche la Valle d’Aosta: Paolo Griffa “Al Caffè Nazionale”, che apre la guida con il suo palmares a pieno punteggio, si aggiudica anche il “Premio illy Bar 2024” (Illy è partner della guida), grazie alla sostenibilità che è il suo filo conduttore. Energia elettrica interamente ottenuta da fonti rinnovabili, packaging riciclabili al 97%, attenzione agli sprechi, selezione dei fornitori con valori condivisi, il tutto garantendo qualità del prodotto e delle condizioni di vita di chi lavora lungo la filiera, valorizzando i prodotti di piccole realtà valdostane e le erbe spontanee impiegate nelle preparazioni, raccolte un orto sinergico a pochi passi. “Anno dopo anno, la nostra Guida non smette di stupire in primis noi stessi” commenta la Direttore editoriale delle Guide, Laura Mantovano, spiegando che “un trend su tutti è quello delle caffetterie specialty, che stanno riscuotendo un successo crescente con il loro nuovo posizionamento nel mercato, così come l’investimento da parte di grandi gruppi e Fondi nelle caffetterie storiche d’Italia, nuovi locali che affiancano musei e luoghi d’arte e molto altro da scoprire”. “Anche per il mondo dei bar c’è però la medesima nota dolente che affligge la ristorazione in senso lato: la mancanza di personale adeguatamente formato” aggiunge Mantovano, parlando di “un handicap che insieme agli elevati costi di gestione, continua a far registrare anche qui un pesante turn over tra aperture e chiusure a cui è importante dare attenzione, per continuare a sostenere al meglio un segmento così strategico”.

“Quest’anno, più ancora dei precedenti – evidenziano gli estensori del volume – l’effetto cumulato della situazione macroeconomica ha dato il colpo di grazia a insegne che erano già in forte difficoltà e ha determinato una quantità importante di chiusure (per noi più del 40% dei locali usciti dalla guida) o un riallineamento dell’offerta su un numero ridotto di ore e, in vari casi, dove era già presente un servizio di ristorazione strutturato, focalizzandosi esclusivamente su quello”.