A Poggio Cagnano torna la “Sbicchierata” con i vini di 30 aziendeMilano, 22 giu. (askanews) – Lunedì 3 luglio Cantina Poggio Cagnano di Manciano (Grosseto) accoglie una trentina di aziende vinicole toscane, venete, piemontesi e laziali nell’ambito della seconda edizione della “Sbicchierata”. L’evento si svolgerà nell’azienda vinicola del cuore della Maremma a partire dalle 18 fino a tarda sera, con banco d’assaggio ad ingresso gratuito aperto agli operatori di settore, wine lover e appassionati. La serata sarà accompagnata dalla possibilità di gustare dei piatti espressi firmati “Posto Pubblico” di Castiglione della Pescaia e “Il Germoglio” di Braccagni, e i formaggi dei fratelli Pira della Tenuta Il Radichino.
Saranno presenti i produttori toscani Podere Fedespina, Podere Riparbella, Montevertine, Podere Erica, Castello di Tricerchi, Piombaia, Fonterenza, Bakkanali, Ampelaia, Altura, Formiche, Antonio Camillo, Maliosa, Ranchelle, Bagnolungo, Cantina della Luce, Cantina del Rospo, Sassotondo e Selva Cerrina. Mentre dalle altre tre regioni porteranno i loro vini Filippo Filippi, Musella, Montegoggio, Morra Gabriele, Denavolo, Il Vinco, Andrea Occhipinti e Geremì.
Vino, progetto di enoturismo di La Farra sulle Colline del ProseccoMilano, 22 giu. (askanews) – L’azienda vitivinicola La Farra di Farra di Soligo (Treviso) ha inaugurato un “progetto enoturistico esperienziale” dedicato ai visitatori della Cantina. Si tratta di un percorso di circa tre chilometri che segue il tracciato preesistente della Strada per il Santuario di Collagù, che si snoda tra i vigneti e i paesaggi più suggestivi delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene dal 2019 patrimonio dell’umanità Unesco.
Un cammino che conduce fino al Belvedere La Farra, un casolare di due piani di proprietà dei fratelli Adamaria, Innocente e Guido Nardi, titolari dell’azienda. Qui i visitatori potranno degustare i vini della Cantina, accedere ad una piccola biblioteca per conoscere la cultura locale, e osservare dall’alto il lavoro dei vignaioli che ha permesso la creazione di un paesaggio agrario detto “a mosaico”, nel quale tanti piccoli appezzamenti di vigneto sono intervallati da boschi o aree improduttive. “Si tratta – spiega Innocente Nardi, contitolare ed enologo della Cantina – di un progetto nato dal desiderio di far vivere agli operatori e consumatori l’esperienza delle Rive eroiche, dove si produce il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, della bellezza del paesaggio e di assaporare la cultura del nostro territorio, anche attraverso la lettura di autori locali o di qualche guida dedicata alla scoperta dei luoghi più significativi, dell’architettura e delle tradizioni popolari, oltre che dei vini”.
Vino, Prà presenta il suo primo Soave da uve di tre diversi cruMilano, 22 giu. (askanews) – Graziano Prà, vignaiolo di Monteforte d’Alpone (Verona), presenta il suo primo Soave prodotto da uve provenienti da tre diversi cru dell’azienda, e con la tradizionale tecnica del taglio del tralcio, che permette un leggero appassimento in vigna. Il vino porta il nome di “Colle Sant’Antonio 2018” ed è un’edizione limitata di circa 3.000 bottiglie con il tappo a vite, chiusura su cui l’azienda scommette da tempo con grande successo.
“E’ un vino che va atteso con pazienza in cantina e frutto di una scrupolosa ricerca all’interno delle nostre ‘uga’, dicitura che nel Soave indica i cru” ha spiegato Prà, sottolineando che “nel corso degli anni, grazie a microvinificazioni separate, abbiamo individuato le tre zone migliori, Ponsara, Froscà e Foscarino, all’interno delle quali selezioniamo vigne vecchie, che vanno dai 50 ai 70 anni d’età”. Ponsara si distingue per essere una zona fresca, ventilata e ricca d’acqua in grado di donare al vino una buona acidità e tensione, Froscà è la zona rivolta a Sud e di matrice vulcanica che garantisce la presenza di note più sapide, mentre Foscarino, esposto ad Est, è il cru che dona corpo al vino. Dopo la ‘diraspapigiatura’ e una pressatura soffice, questo vino fermenta a 13 gradi e viene lasciato affinare in una botte grande di rovere di Allier da 30 ettolitri per i successivi 18 mesi. L’azienda Graziano Prà conta 40 ettari vitati sulle colline del Soave, e otto ettari in quelle della Valpolicella, dove alleva vigneti a 500 metri di quota. Pioniere dell’uso del tappo a vite in Italia e fondatore del gruppo “Gli Svitati”, Prà produce oggi cinque etichette provenienti dai terreni del Soave e la linea Morandina dai vigneti in Valpolicella.
1 prodotto alimentare su 2 consumato al mondo viene da UnionFoodRoma, 22 giu. (askanews) – Un prodotto agroalimentare italiano su due consumato nel mondo proviene dal “perimetro” di Unione Italiana Food, una delle maggiori associazioni di rappresentanza dell’alimentare in Europa con oltre 20 categorie merceologiche, più di 900 marchi e 550 aziende dislocate su tutto il territorio nazionale e oltre 100mila occupati. Unione Italiana Food rappresenta, con una quota export di 18 miliardi di euro (in crescita del 20% rispetto al 2021), il 47% del valore del cibo italiano che finisce sulle tavole globali.
È quanto emerso oggi nel corso dell’assemblea generale di Unione Italiana Food “Identità e internazionalizzazione: il successo dell’alimentare sui mercati esteri”. Durante l’assemblea è stato presentato un rapporto elaborato da Fondazione Edison dal titolo “L’importanza dei settori di Unione Italiana Food nell’economia italiana ed internazionale”. Rapporto che ha messo in evidenza l’enorme valore economico e sociale che i settori rappresentati in UnionFood rivestono per l’Italia. Il report ha evidenziato che, considerati i principali comparti rappresentati da Unione Italiana Food, l’Italia è al primo posto in Europa (davanti a Germania, Francia e Spagna) per valore della produzione e numero di occupati. Nell’analisi è stato individuato un aggregato di 11 prodotti “top” Unionfood in cui l’Italia è prima al mondo sia per export che per surplus commerciale. Se invece si considera singolarmente ciascuno di essi, l’Italia è comunque sempre ai vertici mondiali.
Siamo primi al mondo per bilancia commerciale con l’estero in 5 di essi: pasta secca, cioccolato (escluse le tavolette) e creme spalmabili di cioccolato, pasta ripiena, pasta all’uovo, gelati. E secondi in 6 (caffè torrefatto, panetteria e pasticceria industriale, preparazioni per salse e condimenti, cialde e cialdine, salse di pomodoro e ketchup, fette biscottate). L’export complessivo di questi 11 prodotti top è più che raddoppiato nell’ultimo decennio, passando da 5,8 miliardi di euro del 2012 a 12,2 miliardi del 2022, crescendo dunque in valore assoluto di ben 6,4 miliardi di euro a prezzi correnti.
Il surplus con l’estero degli 11 prodotti top è di 10,5 miliardi di euro nel 2022 e vede l’Italia precedere nettamente Germania, Polonia, Belgio e Svizzera. Ed è tanto elevato che avrebbe ripagato interamente l’import italiano di gas naturale dalla Russia del 2021, oppure abbondantemente l’intero import italiano di smartphone del 2022.
Vino, Elisa Talentino rivisita otto etichette de Le Vigne di ZamòMilano, 21 giu. (askanews) – L’artista torinese Elisa Talentino ha rivisitato le etichette di otto vini della Cantina Le Vigne di Zamò di Rosazzo (Udine) attraverso una multiforme rappresentazione della cornice storico-culturale del territorio friulano. Esperta in illustrazione, grafica d’arte, pittura e animazione, Talentino ha realizzato una rosa di figure femminili (soggetti amatissimi e presenti in numerose delle sue opere) “i cui gesti, movenze, colori e suggestioni individuano e raccontano le caratteristiche più emblematiche di ogni varietà, costruendo una narrazione del terroir e dei vini.
Un progetto che si inserisce nel movimento “WEART”, ideato dall’azienda di Rosazzo (Udine) insieme con Talentino: “un racconto di poesia, femminilità e vino che, attraverso illustrazioni variopinte, declina la ricchezza dell’universo vitivinicolo friulano”. “Il vino friulano deve molto al movimento, con cui ha in comune anche un altro aspetto affascinante: la sinestesia, condizione percettiva in cui si verifica una sovrapposizione sensoriale: la stimolazione di uno dei cinque sensi evoca una percezione in un altro senso” spiegano gli ideatori di “WEART”, spiegando che “è quello che succede quando una parola ci evoca un certo colore, oppure una nota musicale rimanda a un profumo”. “Nell’universo del movimento la danza ne è l’espressione più emblematica: l’idea del movimento fa associare queste terre ai movimenti sinuosi dei danzatori, in virtù anche del fatto che la danza condivide con il vino proprio la sinestesia” proseguono, sottolineando che “la visione di un gesto, di una posizione o di un certo movimento può provocare in noi l’associazione a uno stato d’animo, ricordare un colore, un profumo, anche in maniera del tutto irrazionale”. L’avventura dell’azienda agricola Le Vigne di Zamò, oggi guidata dai fratelli Pierluigi e Silvano Zamò, comincia nel 1978 e conta su 65 ettari di vigneti che dal 2021 sono certificati biologici. Le illustrazioni realizzate da Elisa Talentino sono apparse sulle pagine del New Yorker, del New York Times e del Washington Post. In questi anni ha inoltre realizzato immagini per teatro e cinema, ha curato l’immagine di brand internazionali nel settore moda, beauty ed enogastronomia. Una selezione di sue opere fanno parte della Collezione Permanente della Farnesina.
Concours Mondial de Bruxelles: premiate Cantine italiane vincitriciMilano, 21 giu. (askanews) – Sono sbarcati a Roma i vini italiani premiati all’ultimo Concours Mondial de Bruxelles. All’evento che si è tenuto a Palazzo Valentini e durante il quale sono stati consegnati i riconoscimenti, erano presenti una cinquantina di aziende fra quelle premiate, che hanno portato circa 150 vini messi a disposizione per la degustazione di esperti, stampa specializzata e buyers.
Nato nel 1994 per merito di un giornalista-editore belga appassionato di vini, il Concours de Bruxelles è giunto ormai alla trentesima edizione ed è uno dei più importanti appuntamenti enologici internazionali. La sua caratteristica principale è che si tratta di un evento itinerante e quest’anno la location scelta è stata la Croazia. Alla prima edizione erano stati presentati poco più di 600 vini, provenienti da 12 Paesi, mentre quest’anno i vini che hanno partecipato alla competizione sono stati oltre diecimila, giunti da 52 Paesi di tutto il mondo, dal Sudafrica alla Cina, dalla Francia al Messico. Le aziende vinicole italiane che hanno partecipato sono state circa 400 con oltre 1.500 vini di ogni tipologia. Trecentosessantacinque i vini premiati che si sono aggiudicati i tre riconoscimenti: la Gran Medaglia d’oro, la Medaglia d’oro e quella d’Argento. “Riconoscimenti – ha sottolineato Karin Meriot, responsabile per l’Italia dell’organizzazione – che sono una garanzia della qualità dei vini prodotti”. Per la prima volta nella storia del Concours Mondial de Bruxelles, la Toscana ha superato la Sicilia, diventando la regione vinicola italiana più rappresentata (228 vini) e più premiata (80 medaglie).
Nel corso della giornata romana si sono svolte anche tre “masterclass” dedicate ai vini della Croazia, alle bollicine spagnole e ai vini del Lazio.
E’ di Falconara Marittima il miglior barista d’ItaliaRoma, 21 giu. (askanews) – Si chiama Marco Pezone è di Falconara Marittima, in provincia di Ancona, ed è il vincitore dell’Espresso Italiano Champion 2023. Marco Pezone si è aggiudicato il titolo di migliore professionista in tema di espresso e cappuccino italiani. Trenta anni, il vincitore ha sfidato altri 11 professionisti nella competizione organizzata dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) a Caffè Milani di Lipomo (Como), marchio italiano tra i soci fondatori di IEI.
In un tempo di soli 11 minuti ha dovuto tarare la sua attrezzatura e dimostrare di sapere preparare quattro espressi e quattro cappuccini. Al secondo posto della finale si è classificato Andrea Nulli di Essse Caffè, mentre al terzo posto Gabriele Sechi di Altogusto. Entrambi concorreranno insieme al vincitore alla fase internazionale della gara in programma in ottobre alla fiera Host di Milano. “Questo premio così sentito non è soltanto per sottolineare la professionalità dei singoli partecipanti, ma soprattutto vuol essere un messaggio verso i più giovani riguardo a una professione che cresce e che ha sempre più bisogno di figure professionali preparate e appassionate”, ha dichiarato Luigi Morello, presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI).
Sviluppo rurale, al via quarta conferenza regionale toscanaRoma, 21 giu. (askanews) – “La sostenibilità è la principale sfida che ci pone la programmazione europea 2023-27. Sostenibilità ambientale, ma anche sociale ed economica. Per questo ho voluto che ‘Seminare sostenibilità’ fosse proprio il tema centrale della quarta Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale”. A dirlo la vicepresidente e assessora all’agricoltura della Regione Toscana Stefania Saccardi nel suo intervento di apertura dell’evento organizzato dalla Regione in collaborazione con Vetrina Toscana, l’Accademia dei Georgofili e Fondazione Sistema Toscana e con il Patrocinio della Camera di Commercio di Firenze, dove ha luogo la Conferenza regionale.
La Conferenza si svolge a 6 anni di distanza dalla precedente edizione del 2017 e si colloca in un momento importante: la presentazione dei risultati della Programmazione 2014/2022, l’illustrazione delle scelte regionali della nuova programmazione europea 2023-2027 e l’avvio della sua attuazione. “Vogliamo uno sviluppo rurale di qualità – ha aggiunto Saccardi – e per averlo dobbiamo trovare ulteriori risposte ai bisogni delle imprese, nel rispetto del nostro territorio. A sei anni dalla precedente Conferenza abbiamo davanti nuove criticità: la gestione dell’acqua, il diffondersi delle nuove fonti di energia, l’inquinamento, l’abbandono agricolo e rurale, lo sfruttamento del lavoro agricolo, le pratiche commerciali sleali, le criticità economiche legate anche all’aumento dei costi delle materie prime, alla pandemia, alla guerra in Ucraina. Condividiamo il Green Deal europeo, dobbiamo mettere al centro la salvaguardia dell’ambiente, ma una salvaguardia che passi dalla gestione dell’ambiente e non dall’abbandono”.
Comitato misto ortofrutta: preoccupa regolamento fitosanitariRoma, 21 giu. (askanews) – Preoccupazione per le probabili conseguenze che l’attuazione della proposta di regolamento europeo relativo all’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari avrebbe sul sistema agricolo europeo e, di conseguenza, sulla sicurezza alimentare, “con una maggiore dipendenza dalle importazioni da Paesi terzi, anche alla luce del conflitto in Ucraina”. A esprimere questa preoccupazione è stato il Comitato misto Francia-Spagna-Italia-Portogallo per l’ortofrutta, che ha tenuto la sua 28esima riunione a Roma il 20 giugno scorso.
All’evento hanno partecipato 50 professionisti in rappresentanza dei principali settori ortofrutticoli, oltre a rappresentanti dei ministeri responsabili dell’agricoltura, dei quattro Paesi. In particolare, il Comitato si è concentrato sulla “proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e recante modifica del regolamento (UE) 2021/2115”, che tende a ridurre l’utilizzo dei fitofarmaci e i rischi associati. Pur accogliendo con favore l’ambizione della Commissione in materia, i professionisti “hanno tuttavia espresso preoccupazioni sulle probabili conseguenze che l’attuazione del regolamento avrebbe sul sistema agricolo europeo e, di conseguenza, sulla sicurezza alimentare, con una maggiore dipendenza dalle importazioni da Paesi terzi, anche alla luce del conflitto in Ucraina”.
Il comitato ha sottolineato la necessità di fornire agli agricoltori nuove tecniche alternative per compensare la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari chimici e di allargare il dibattito all’introduzione di misure reciproche negli accordi commerciali per imporre ai prodotti importati gli stessi standard produttivi dell’Unione europea. Il comitato studierà quindi la possibilità di istituire un ulteriore gruppo di contatto per i prodotti 4 gamma ed inoltre favorire la cooperazione tra i vari centri di ricerca dei 4 Paesi. I Paesi che fanno parte di questo forum rappresentano circa il 55% della produzione ortofrutticola dell’Ue. L’incontro è iniziato con una sintesi dei temi discussi durante l’anno nei gruppi di contatto specifici per i prodotti esaminati da questi comitati (pomodoro, fragola, aglio, pesca e nettarine, melo e pero, agrumi, uva da tavola e prodotti fitosanitari). Nel corso della riunione sono state evidenziate le problematiche più importanti che interessano il settore ortofrutticolo, soprattutto determinate dai cambiamenti climatici e dagli aumenti dei costi di produzione. La prossima sessione annuale del Comitato misto ortofrutticolo si svolgerà nel 2024 in Francia.
Lollobrigida: cambiano ministri ma obiettivi strategici restanoRoma, 21 giu. (askanews) – “Era doveroso chiedere a tutti quelli che hanno rappresentato questo Ministero, nella storia repubblicana, di incontrarsi. Provare a confrontarsi e ricevere i loro consigli è per me importante. Cambiano i ministri ma gli obiettivi strategici devono rimanere gli stessi”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervistato da Rai News 24 al termine del tavolo di lavoro riunito al Masaf al quale hanno partecipato i ministri dell’Agricoltura degli ultimi 30 anni.
“Ci vuole stabilità, non di Governi, ma di obiettivi, che possano rendere sempre più forte questa Nazione, garantendo quella ricchezza che può aiutare anche i più deboli”, ha aggiunto. “Stiamo promuovendo il Made in Italy nel mondo, per rappresentare quella qualità che è frutto di secoli di studi e ricerche. I nostri piatti rappresentano un’eccellenza e dobbiamo proteggerli – ha proseguito Lollobrigida – raccontando al mondo che differenza c’è tra un prodotto che richiama l’italianità ed uno che invece è realizzato in Italia, secondo disciplinari, con tutela dei lavoratori e della sostenibilità ambientale, e che rappresenti la qualità che può garantire il loro benessere”.
Sull’alluvione il ministro ha ribadito che il Governo è intervenuto immediatamente “avviando un confronto con le rappresentanze degli agricoltori, andando nei luoghi colpiti per quantificare i danni, che ancora non possono essere del tutto definiti. Abbiamo stanziato fondi, attivato il nostro sistema assicurativo e ovviamente tutti quei provvedimenti necessari per evitare che si desertifichi il territorio”, ha concluso il ministro.