Enoturismo, partnership tra Cantina La Scolca e Costa CrociereMilano, 3 giu. (askanews) – Costa Crociere e la Cantina piemontese La Scolca hanno siglato una nuova partnership: da giugno, gli ospiti che arriveranno ogni venerdì a Genova a bordo della Costa Toscana, nave ammiraglia della compagnia, potranno fare una visita guidata nei vigneti di Cortese della Tenuta a Gavi (Alessandria). Inoltre, sulla terrazza dell’azienda, potranno degustare tre Gavi e assaporare alcuni prodotti tipici del territorio.
“Sono particolarmente orgogliosa di questa collaborazione fra due brand che rappresentano un’eccellenza di hospitality e di lifestyle autenticamente italiani, riconosciuti a livello internazionale” ha dichiarato la Cav. Chiara Soldati, Owner & Ceo di La Scolca, dicendosi “certa che questa scoperta del nostro territorio contribuirà a lasciare un ricordo profondo ed indimenticabile”. “Questa partnership – ha commentato Giuseppe Carino, Vice President Guest Experience & Onboard Revenues di Costa Crociere – rappresenta l’esempio migliore del turismo di valore e della scoperta delle eccellenze del territorio che vogliamo promuovere con le nostre navi in Italia e in tutti i Paesi del mondo che visitiamo”.
Vinòforum: le eccellenze enogastronomiche allo Spazio del Gusto a RomaMilano, 3 giu. (askanews) – È iniziato il conto alla rovescia per “Vinòforum, Lo Spazio del Gusto di Roma” che dal 9 al 18 giugno animerà gli spazi del Parco Tor di Quinto. Dieci serate all’insegna dell’incontro tra il vino e la cucina d’autore, per un format che in questo 2023 festeggia i vent’anni di storia con 800 Cantine e 2.500 etichette in degustazione.
“Non vediamo l’ora di dare il via a questa speciale edizione, sicuri di soddisfare l’interesse del pubblico di visitatori sempre più orientati ad un assaggio curioso e consapevole” ha dichiarato il Ceo di Vinòforum, Emiliano de Venuti, sottolineando “ma soprattutto di confermare Roma, per dieci giorni, al centro del panorama enogastronomico nazionale”. “Un compleanno che per noi rappresenta un importante traguardo – commenta – ne certifica una crescita costante che pone Vinòforum di diritto nella ristretta lista degli eventi da non perdere nel nostro settore. Il segreto del successo della nostra manifestazione risiede, a mio giudizio, nel perfetto mix tra divertimento e conoscenza, condivisione e approfondimento. A ciò aggiungerei il connubio tra eccellenze enologiche e i più importanti volti della ristorazione, altro elemento che ben rappresenta l’anima del nostro format e la sua unicità”.
Anche in questa edizione si rinnovano gli appuntamenti classici, come le “Wine Top Tasting”: degustazioni delle più grandi firme dell’enologia francese, delle migliori annate del Franciacorta di Bellavista, la verticale Costa del Vento e le eccellenze della Borgogna. E ancora: una masterclass dedicata a tutte le sfumature dell’Etna Rosso, le migliori espressioni del Pinot Noir dell’Oregon, le celebri etichette di Damijan e tutte le interpretazioni del Sangiovese di Casanova di Neri. Per gli appuntamenti con la cucina d’autore “The Night Dinner” sono previste dieci cene, una per ogni serata e solo su prenotazione, con altrettatani chef stellati provenienti da tutta Italia. In abbinamento ai piatti dei grandi chef i cocktail di Massimo D’Addezio (Chorus Cafè) e Pallini, ma anche il Prosecco Doc presente come aperitivo di benvenuto ogni sera e in abbinamento ai piatti degli chef (dal 14 al 18 giugno). Ma il Consorzio Tutela del Prosecco Doc, questa edizione lancia a Vinòforum un progetto nuovo dedicato ai sommelier stellati italiani: “Road to Rome 2023″: in dieci giorni l’”Italian Genio Hospitality” accoglierà dieci sommelier provenienti da altrettanti ristoranti stellati italiani.
Abbinamento vino-cibo protagonista anche su un altro dei tanti palcoscenici di Vinòforum 2023: lo spazio “Roma Food Experience” realizzato con il patrocinio di Roma Capitale (assessorato Agricoltura, Ambiente e Ciclo Rifiuti), nell’ambito del progetto “Roma Food Policy”. Per 10 giorni, 20 ristoranti della Capitale (e non solo) trasferiranno le loro cucine a Vinòforum preparando un menu di piatti unici. Infine, nella “Business lounge” dello Spazio del Gusto si terranno “momenti di dialogo e confronto tra il trade e mondo produttivo, in un contesto molto stimolante per opportunità di mercato e per approfondire i nuovi trend del mondo del vino”.
Torna la rassegna nazionale dei vini dei parchi e delle aree protetteMilano, 3 giu. (askanews) – Anche quest’anno torna l’appuntamento con la Rassegna degustazione nazionale dei vini dei parchi e delle aree protette organizzata da Legambiente. Giunta alla quinta edizione, l’iniziativa prosegue nel percorso di valorizzazione delle eccellenze vitivinicole di queste zone preziose “con la consapevolezza che è anche da questi luoghi di incommensurabile pregio e valore ambientale che passa il futuro dell’agricoltura buona, sana, giusta e sostenibile”.
Organizzata in collaborazione con il Corso di laurea in viticoltura ed enologia dell’Università di Pisa e con la media partnership de La Nuova Ecologia, la rassegna degustazione si svolgerà in due tempi: prima, una commissione appositamente costituita da professori, enologi e sommelier professionisti selezionerà, in degustazione cieca con campioni anonimizzati, i vini pervenuti nelle categorie vini bianchi, vini rossi, vini dolci-da dessert. Poi, in occasione di “Parchi a Tavola”, l’evento dedicato ai prodotti tipici dei Parchi che verrà organizzato nell’ambito della trentacinquesima edizione di Festambiente, che si terrà a Rispescia (Grosseto) dal 2 al 6 agosto 2023, andrà in scena la cerimonia di consegna delle targhe ai produttori dei vini selezionati. “La rassegna degustazione è un vero e proprio itinerario di conoscenza di alcune delle migliori produzioni dei Parchi attraverso cui prendere coscienza dello straordinario territorio in cui viviamo” ha spiegato il responsabile agricoltura di Legambiente, Angelo Gentili, evidenziando che “troppo spesso, si tende a valorizzare lo Stivale esclusivamente sotto il profilo delle bellezze paesaggistiche”. “Importante è invece raccontare il Dna anche delle realtà produttive – ha concluso – quelle della terra che hanno investito tempo ed energie per rendere la loro azione sempre più sostenibile”.
“La rassegna degustazione nazionale dei vini dei Parchi e delle aree protette dimostra che scommettere sull’agroecologia sostenibile che si effettua nelle nostre aree protette è la strada giusta per proteggere e valorizzare la natura e raggiungere gli obiettivi al 2030 su clima e biodiversità” ha aggiunto il responsabile aree protette di Legambiente, Antonio Nicoletti, continuando “far conoscere le eccellenze del settore vinicolo presenti nelle più suggestive realtà del nostro Paese in cui, oltre alla tutela della biodiversità, si pratica agricoltura di eccellenza con produzioni di grande qualità, è fondamentale sia in termini di costruzione di consapevolezza diffusa che di valorizzazione di percorsi di qualità che meritano spazio e visibilità”. Il termine ultimo per l’arrivo dei campioni è fissato entro e non oltre il giorno 8 giugno 2023 (pena esclusione dalla rassegna).
Torna “Vite in Campo”: soluzioni innovative per settore vitivinicoloMilano, 3 giu. (askanews) – Il 30 giugno e 1 luglio torna “Vite in Campo”, quinta edizione dell’evento dedicato alle soluzioni innovative per affrontare le sfide del settore vitivinicolo. Organizzata da Edizioni L’Informatore Agrario e Condifesa TVB, la manifestazione si svolgerà presso l’azienda agricola Conte Collalto di Susegana (Treviso), riunendo esperti, produttori di vino, ricercatori e aziende che operano nell’agricoltura 4.0 per discutere e promuovere pratiche agricole sostenibili.
Non a caso, il tema scelto per il 2023 è “Uomini e macchine per una viticoltura sostenibile”, priorità assoluta per il settore vinicolo italiano e del Nord-Est, in particolare. Con il cambiamento climatico, la riduzione delle risorse idriche e la mutata sensibilità nei confronti della tutela ambientale, i produttori di vino si trovano, infatti, di fronte a sfide senza precedenti. Per questo “Vite in Campo 2023” porrà l’attenzione sulle tecnologie utili ad affrontare le sfide più urgenti del comparto, come l’emergenza climatica e le minacce fitosanitarie, con l’obiettivo di attuare uno scambio di conoscenze, esperienze e idee che promuovano la crescita del settore in modo sempre più resiliente e rispettoso dell’ambiente. Nel corso della due sono previsti incontri con gli espositori, tour guidati con gli esperti de L’informatore Agrario e un convegno di approfondimento tecnico sul futuro della tecnologia in viticoltura. La notte del 30 giugno poi, si terranno “le prove di efficacia della distribuzione delle irroratrici, il cui rilievo dei punti di bagnatura sarà effettuato mediante lampade a ultravioletti”. Infine, sarà possibile osservare da vicino e in movimento le migliori tecnologie per la viticoltura moderna: trattori specializzati, attrezzature per la gestione del suolo e della chioma, per la protezione della pianta, “Application programming interface” (Api), sensoristica e robotica.
L’evento è gratuito ed aperto a tutti, previa registrazione da effettuare on-line o al momento dell’ingresso.
Vino, Valvirginio: 2 mln per rendere più green la cooperativaMilano, 1 giu. (askanews) – La Cantina Sociale Colli Fiorentini è sul punto di concludere due importanti investimenti, dal valore complessivo di due milioni di euro, che serviranno per ottenere la riqualificazione dell’impianto di raccolta dell’uva e dell’impianto di frangitura, oltre allo smaltimento delle piastrelle di amianto presenti sui tetti. Lo ha comunicato la stessa realtà cooperativa toscana, che l’anno scorso ha festeggiato il 50esimo anniversario.
“Questo investimento è l’ultimo di una lunga serie che ci permette di crescere ancora puntando non solo sul miglioramento di alcuni impianti ormai datati, ma anche sul risparmio energetico, la riconversione ecologica e il riutilizzo dei beni” ha spiegato il presidente Ritano Baragli, aggiungendo che “tutto il settore sta attraversando una crisi profonda, causata dal lungo periodo di inflazione, ma proprio per questo vogliamo finanziare un investimento che si rende necessario anche per fronteggiare la crisi stessa”. “La riqualificazione degli impiantiprevede il potenziamento della ricezione del centro di raccolta, che passa da due a quattro zone di raccolta dell’uva” ha precisato il vicepresidente Fabrizio Ferretti, parlando di “un miglioramento necessario in quanto oggi ci arrivano 50mila quintali di uve, prevalentemente raccolte a macchina e non a mano”. Le modifiche al frantoio – conclude – prevedono invece la riduzione delle linee di frangitura, che passeranno da due a una sola, più moderna e efficace”.
L’azienda è anche al centro di un processo di riconversione ecologica: oltre all’impegno di smaltimento dell’amianto presente sui tetti delle infrastrutture, Valvirginio ha inaugurato già nel 2011 un impianto fotovoltaico per vinificare sfruttando fonti di energia rinnovabili. “Purtroppo – ha sottolineato Baragli – le direttive dell’Unione Europea prevedono l’utilizzo del fotovoltaico esclusivamente per l’autoconsumo, e questo ci danneggia in quanto la maggior parte del nostro lavoro avviene in tre mesi dell’anno in cui il sole non è sempre presente, ma siamo fiduciosi che sia riconosciuto l’impegno delle aziende nel adottare misure sostenibile che avvantaggiano l’intera comunità e che di conseguenza le norme possano cambiare”.
Cento vini di 45 Cantine a Moniga del Garda per “Valtènesi in Rosa”Milano, 1 giu. (askanews) – Si è aperto oggi nella cornice medioevale del Castello di Moniga del Garda (Brescia), la seconda edizione di “Valtènesi in Rosa”, la vetrina dei vini rosé della riviera bresciana. Durante la manifestazione, promossa dal Consorzio Valtènesi e che si concluderà sabato 3 giugno, oltre alle 100 referenze presentate da più di 45 Cantine del territorio, sarà possibile degustare anche una selezione di rosé provenzali.
Il programma prevede anche degustazioni guidate da esperti sommelier e momenti di approfondimento tecnico su tutte le possibili sfumature di questo vino con il personale del Consorzio. Completa l’offerta un’area “food” con piatti tipici dell’Alto Garda e spuntini in abbinamento ai vini.
Vino, Lungarotti lancia la prima edizione di “Bolle a Torgiano”Milano, 1 giu. (askanews) – Domenica 18 e lunedì 19 giugno debutta la prima edizione di “Bolle a Torgiano” (Perugia), evento organizzato dalla storica cantina umbra Lungarotti che metterà in degustazione otto champagne di alcuni produttori di nicchia che Lungarotti distribuisce in Italia, ma anche gli spumanti Metodo Classico prodotti dalla stessa azienda di Torgiano: “Brut Millesimato”, “Extra Brut Millesimato 60 mesi” e “Brut Rosé”
Dalle 11 alle 18 di domenica, sotto il porticato della Cantina, si terranno gli assaggi aperti al pubblico e saranno presenti i produttori delle aziende francesi “Guy Charbaut”, Alain Bailly, A. Viot & Fils e Minard & Filles che racconteranno le loro storie e la passione che li muove. Alle 13, su prenotazione, è previsto un brunch a buffet a base di pietanze della tradizione umbra proposte in abbinamento con le bolle. La giornata di lunedì sarà invece riservata agli operatori del mondo del vino che potranno partecipare ad una masterclass sui “Territori dello Champagne” che si terrà a partire dalle 11.30. Seguirà il pranzo con degustazione presso l’enoteca della Cantina e la visita guidata al Museo del vino di Torgiano. Lungarotti conta complessivamente 250 ettari di vigneti, dislocati tra la Tenuta di Torgiano (230 ha, certificata VIVA dal 2018) e quella di Montefalco (20 ha, certificata biologica dal 2014). Tra i pilastri dell’azienda, anche la valorizzazione dell’enoturismo di qualità e la promozione della cultura del vino, dell’olio e del patrimonio artistico attraverso il Museo del Vino (Muvit) e il Museo dell’Olivo e dell’Olio (Moo) di Torgiano.
Plenaria Parlamento Ue approva riforma Dop e Igp con 95% di sìMilano, 1 giu. (askanews) – Dopo l’unanimità ottenuta in commissione Agricoltura, la Plenaria del Parlamento europeo ha approvato con una maggioranza di oltre il 95% (603 voti a favore, 18 contrari e 8 astenuti) il nuovo regolamento Ue sui prodotti Dop e Igp.
“La Plenaria conferma ad ampissima maggioranza le ambizioni della Commissione Agricoltura: un risultato che dimostra come quando si condividono obiettivi sostanziali, lasciando da parte istanze superficiali e di parte, è possibile raggiungere compromessi ambiziosi, nel solo interesse dei nostri agricoltori e produttori” ha commentato da Bruxelles il relatore della riforma, Paolo De Castro, rivendicando come la posizione del Parlamento “vuole far evolvere un sistema senza eguali nel mondo, capace di generare valore senza bisogno di investire alcun fondo pubblico, rafforzando il ruolo dei consorzi, la protezione di Dop e Igp, e la trasparenza verso i consumatori”. “In particolare, introduciamo l’obbligo di indicare sull’etichetta di qualsiasi prodotto Dop e Igp il nome del produttore e, per i prodotti Igp, l’origine della materia prima” ha ricordato l’eurodeputato PD, aggiungendo che “non solo, su spinta dei nostri produttori di qualità, abbiamo potuto eliminare quelle falle del sistema che consentono di sfruttare indebitamente la reputazione delle nostre indicazioni geografiche, come nel caso dell’aceto balsamico sloveno e cipriota, o addirittura del Prosek made in Croazia”. “Abbiamo chiarito una volta per tutte – ha evidenziato – come menzioni tradizionali come Prosek non possano essere registrate, in quanto identiche o evocative di nomi di Dop o Igp”.
I prodotti Dop e Igp “beneficeranno di protezione ex-officio anche online, mentre nel caso in cui vengano utilizzati come ingredienti, sarà necessaria un’autorizzazione scritta da parte dei rispettivi consorzi di tutela” continua il relatore della riforma, sottolineando “a beneficio dei quali proponiamo anche di semplificare le norme per la registrazione e la modifica dei disciplinari di produzione”. L’Europarlamento ha preso una posizione anche su uno dei punti più discussi del regolamento, e cioè il ruolo dell’Ufficio europeo della proprietà intellettuale, l’Euipo. “Con il testo adottato oggi, con cui andremo al negoziato con i ministri già la prossima settimana – ha precisato De Castro – chiariamo che l’Euipo dovrà avere un ruolo puramente consultivo e su questioni tecniche, mentre l’interlocutore principale dei produttori resterà la Direzione Generale agricoltura della Commissione Ue, consolidando il legame tra i marchi della qualità europea e lo sviluppo delle aree rurali”.
“Il testo nasce da uno dei pochi, se non l’unico atto legislativo discusso in questa legislatura – ha concluso l’europarlamentare Dem – a supporto di un settore agricolo e agro-alimentare più competitivo, sostenibile, integrato e in grado di creare valore aggiunto, a beneficio delle nostre aree rurali”.
Alluvione, Enoteca Emilia Romagna: viti a rischio peronospora e oidioMilano, 1 giu. (askanews) – “È importante in questo momento monitorare le vigne in modo da limitare i danni causati da questo disastro climatico. Enoteca Regionale c’è e anche la Regione e l’assessorato all’Agricoltura”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Enoteca regionale dell’Emilia Romagna, Davide Frascari, in merito ai pesantissimi danni causati dall’alluvione al comparto agricolo e, in particolare, alle aree vitate dell’area romagnola, dove la produzione è a rischio. In aggiunta alle violente piogge, l’innalzamento delle temperature sta infatti favorendo lo sviluppo di peronospora e oidio, complice la mancata somministrazione dei trattamenti fitosanitari.
“Siamo in contatto costante con la popolazione locale per sostenere coloro che hanno dovuto affrontare questa calamità naturale e non ci limitiamo alle parole ma vogliamo offrire un aiuto concreto a chi ha perso tutto” ha aggiunto il presidente dell’Enoteca regionale, che la scorsa settimana ha devoluto alimenti e beni di prima necessità alle aree colpite dalla tragedia in collaborazione con l’associazione “No sprechi Odv” di Imola. Inoltre, l’Enoteca ha reso noto che “è stato avviato un dialogo con Emil Banca, tra le prime banche di credito cooperativo nazionale per volumi e soci che opera sul nostro territorio. Una collaborazione “nata per agevolare il credito alle aziende agricole tramite finanziamenti su misura, anticipi di liquidità, agevolazione dei tassi e dei tempi di erogazione del credito”. “Siamo consapevoli che ci vorranno molte risorse per ripristinare la situazione pre-alluvione – prosegue Frascari – e speriamo pertanto che questo dialogo con Emil Banca possa concretizzarsi in tempi brevi per permettere alle aziende colpite di accedere al credito e di ripartire”. L’associazione non rimane ferma neanche sul fronte della promozione “in un’ottica di resilienza e rilancio”. Il 21 giugno sarà a Parigi, grazie al Consorzio del Lambrusco, per festeggiare i 50 anni della denominazione e dal 25 al 27 giugno parteciperà al “Fancy Food” di New York, dove, in occasione della settimana dedicata alla cucina dell’Emilia Romagna, promuoverà i vini del territorio. Confermata inoltre a partire da luglio, “Tramonto DiVino”, la manifestazione enogastronomica itinerante dedicata ai migliori prodotti regionali.
Champagne, a novembre Comte de Montaigne apre nuova sede a MilanoMilano, 31 mag. (askanews) – Novità in vista per Comte de Montaigne, giovane brand di champagne della storica maison di Celles-sur-Orces nell’Aube, nella Francia Nord Orientale. A novembre di quest’anno verrà inaugurata a Milano la sua nuova sede, un migliaio di metri quadrati con un’ampia “residence” polifunzionale dedicata all’accoglienza di clienti e ospiti. Lo ha annunciato in un’intervista ad askanews, il presidente e ceo, Stéphane Revol. Al momento la location è ancora top secret: “I nostri architetti sono al lavoro, sarà un luogo che rispecchierà la mia visione dello stile aziendale” spiega il manager, precisando che “non sarà un ufficio: una volta aperta la porta, si entrerà direttamente nella Maison, un ambiente totalmente impregnato di champagne”. Parallelamente all’investimento a Milano, Revol punta anche a sviluppare “l’hospitality nella nostra bellissima proprietà nell’Aube, dove, a parte un paio di altre Cantine, non c’è offerta in questo senso”.
Nato a Marsiglia 40 anni fa, Revol, che da oltre dieci anni vive principalmente a Milano dove si è sposato e ha due figli, spiega che l’azienda di famiglia oggi conta su 40 ettari, il 60% dei quali vitati a Pinot Nero e il rimanente quasi interamente a Chardonnay. “Data la nostra costante crescita, l’anno scorso abbiamo comprato parecchia uva da diversi vigneron dell’Aube e continueremo a farlo” continua il ceo, spiegando che le bottiglie prodotte sono complessivamente un milione l’anno, di cui però solo mezzo milione vengono vendute con l’etichetta Comte de Montaigne, lanciata 15 anni fa. La Maison, che affonda le sue radici nel Medioevo, dal Dopoguerra era infatti solita produrre e imbottigliare champagne per conto terzi, fino a quando ha deciso di dare vita a due proprie linee. La prima è dedicata alla vendita ai privati di uno champagne “base”, con una lavorazione complessiva di 18 mesi, che cuba circa 300mila bottiglie l’anno, e la seconda è appunto il brand di punta Comte de Montaigne. Questo offre un Brut e un Extra Brut (70% Pinot Noir e 30% Chardonnay), un Rosé (100% Pinot Noir), un Blanc de Blancs che fanno 55mesi di invecchiamento (di cui 48 sui lieviti), e una Cuvée Spéciale (100% Pinot Noir) che invecchia per 67 mesi, di cui 12 in botti di legno. A questi si aggiunge la preziosa edizione limitata “Généalogie”, una selezione dei millesimi delle migliori vendemmie degli ultimi decenni, di cui sono attualmente in commercio l’annata 2008 e la 2012. Ma ricerca e sperimentazione non si fermano, rivela il manager, che annuncia: “Stiamo facendo dei test sui ‘vintage’ e stiamo sperimentando anche le anfore”. “Siamo riconosciuti come una Maison premium perché pensiamo prima al vino e poi al mercato” dice soddisfatto Revol, evidenziando che “il nostro stile è la golosità: è uno champagne gourmand, complesso ed elegante caratterizzato da una bolla molto fine”. Nel 2022 la celebre bollicina francese ha registrato un successo straordinario, superando per la prima volta i sei miliardi di euro di fatturato complessivo (+ 4,3% sul 2021), con 326 milioni di bottiglie vendute (+1,6%) e una quota dell’export salita a poco più del 57% contro il 45% di dieci anni fa, e con l’Italia diventata uno dei mercati di riferimento. Un’onda che fa ben sperare anche il manager francese che ha spiegato che “quest’anno prevediamo per la nostra filiale italiana aperta nel 2012 un fatturato di 5,5 milioni di euro, che saliranno a 8 nel 2024 e a 12 nel 2026”. Sul posizionamento (molto alto) di Comte de Montaigne, Revol ha le idee chiare, sottolineando la vocazione della Maison per il “bon vivre” e l’attenzione per l’”hospitalité esclusiva” che, in questi anni, si è concretizzata in diverse collaborazioni e partnership con le catene alberghiere di lusso Aman e St. Regis, nonché marchi del calibro di Dolce & Gabbana haute couture, Cartier e Hermes.
“Facciamo una vendemmia parcella per parcella su 40 ettari, poi abbiamo i silos con il ‘vin claire’ con due persone dedicate, che per tre mesi riassumono i loro assaggi in più di tremila note gustative che il nostro enologo, Philippe Narcy, analizza per la delicata fase di ‘assemblage’ che darà al nostro champagne l’identità della Maison. Quindi ‘tirage’ e la presa di spuma, l’affinamento per 48 mesi sui lieviti al buio silenzioso della Cantina, il ‘remuage’ e la cruciale fase del ‘dégorgement’, che io chiamo l’operazione a cuore aperto, a cui non può che seguire (dopo il ‘dosage’ e la tappatura) un periodo di un mese di ‘convalescenza’. Quindi non resta che il cosiddetto ‘habillage’, la vestizione della bottiglia con il copricapsula e la doppia etichetta, e la spedizione per farlo arrivare sulle tavole più importanti del mondo”. Oggi circa il 70% dello champagne Comte de Montaigne viene infatti venduto in una trentina di Paesi, principalmente in Europa, Asia e Stati Uniti. “Nonostante la vendemmia anticipata – precisa Revol che monitora con attenzione gli effetti del cambiamento climatico – l’anno scorso abbiamo avuto un’annata davvero eccezionale con una grandissima qualità e un’ottima quantità”. Uno standard sempre più elevato che sta facendo emergere il vigneto e i 64 Cru della Cote des Bar, la principale zona vitivinicola dell’Aube, Dipartimento per troppo tempo ritenuto marginale per lo champagne, di cui è stato storicamente un serbatoio di mosti e uve. Ancora oggi le Cantine sono poche e la maggior parte dei vigneron sono conferitori, eppure, c’è stato un tempo in cui il suo capoluogo, Troyes, è stato il centro principale dell’intera Champagne, e nella sua chiesa di Sainte-Madeleine costruita nel 1.120, una preziosa vetrata ritrae Thibaud IV, Comte de Champagne, che consegna al cardinale una barbatella di uva Chardonnay portata dalla Terra Santa via Cipro.
Stephane Revol crede nel terroir di questa culla dello champagne, ama le vigne dove è cresciuto, le colline, i villaggi, ed è convinto della potenzialità di un vino che i “cugini” della Marna, i “negociant” di Epernay e Reims, hanno impedito per secoli che si producesse nell’Aube. E in questa sua visione, fatta di “cuore, autencità e ‘bon vivre’”, spicca la voglia di comunicare e promuovere la storia della Maison e del suo territorio. Tutti i colori, le sfumature e le forme di Comte de Montaigne sono stati immortalati dal fotografo palermitano Giò Martorana in un prezioso “coffee table book” intitolato “Généalogie”.