Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Vino, Cantina Bellenda: da settembre useremo bottiglie più leggere

Vino, Cantina Bellenda: da settembre useremo bottiglie più leggereMilano, 31 mag. (askanews) – Da settembre tutte le bottiglie di vetro della Cantina veneta Bellenda saranno più leggere di circa 100 grammi. Lo ha annunciato la stessa azienda di Vittorio Veneto (Treviso) di proprietà della famiglia Cosmo, parlando di una scelta operata per ridurre l’impatto ambientale.

L’annuncio è stato fatto in occasione della presentazione del restyling della linea di spumanti realizzati con il Metodo Martinotti: “San Fermo” (Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg Brut), “Miraval” (Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg Extra Dry) e Prosecco Rosé Brut. Le nuove etichette, con una grafica con trame in rilievo di disegni veneziani, sono stampate su carta di cellulosa naturale certificata FSC proveniente da sole fonti sostenibili. “Con questo restyling puntiamo da un lato ad enfatizzare le bellezze del territorio in cui nascono e crescono i nostri vigneti, e dall’altro a eliminare progressivamente l’utilizzo di materiali sintetici nelle etichette” ha dichiarato il titolare di Bellenda, Umberto Cosmo, sottolineando che “che nel prossimo futuro questo interesserà dapprima i vini ‘col fondo’, e successivamente anche i nostri Metodo Classico”.

Consorzio Doc Prosecco: 100 turisti giapponesi in visita a Cantine

Consorzio Doc Prosecco: 100 turisti giapponesi in visita a CantineMilano, 31 mag. (askanews) – Grazie ad un accordo di collaborazione tra il Consorzio di tutela della Doc Prosecco e l’agenzia di viaggio nipponica Hankyu Travel International, tra giugno e luglio un primo gruppo di cento turisti giapponesi si recherà nel Trevigiano per visitare alcune Cantine e i luoghi di produzione del Prosecco Doc.

Nel gennaio scorso, il Consorzio aveva ospitato una delegazione inviata dall’agenzia giapponese (fondata nel 1948, l’anno scorso ha fatturato 1,2 miliardi di euro con 2.540 dipendenti) accompagnandola alla scoperta dei luoghi più emblematici e accattivanti dei territori della Denominazione Prosecco DOC, tra cui diverse cantine. Quello in arrivo nei prossimi due mesi è il primo di un serie gruppi che visiteranno questa zona, dopo un’irrinunciabile tappa a Venezia. “Siamo orgogliosi dell’interesse dimostrato sia dagli operatori turistici giapponesi che dagli stessi turisti” ha affermato il presidente del Consorzio, Stefano Zanette, aggiungendo che “è in programma l’arrivo di altri tre importanti tour operator provenienti dal Sol Levante, che presto effettueranno nuovi sopralluoghi nelle nostre zone, con l’obiettivo di includere Treviso e le cantine del territorio della Doc Prosecco nei futuri itinerari turistici, a partire già dalla fine di quest’anno”.

Addio a Emilio Rigamonti, il re della bresaola

Addio a Emilio Rigamonti, il re della bresaolaMilano, 31 mag. (askanews) – E’ morto questa mattina a Sondrio all’età di 92 anni Emilio Rigamonti, considerato il re della bresaola valtellinese. Fu lui insieme al fratello Giovanni, alla fine degli anni ’50 ad aprire il primo stabilimento produttivo, oggi sede della società, a Montagna in Valtellina, prendendo in mano le redini dell’attività di macelleria avviata dal padre nel 1913. Oggi Rigamonti è del colosso brasiliano della carne Jbs. Emilio Rigamonti ha contribuito a rendere la Bresaola della Valtellina Igp un prodotto conosciuto e consumato in tutto il mondo, avendo ricoperto per primo il ruolo di presidente nel 1998 del Consorzio di tutela della Bresaola Igp.

La Bresaola Valtellina Igp: una “destinazione” da scoprire in bici

La Bresaola Valtellina Igp: una “destinazione” da scoprire in biciMilano, 31 mag. (askanews) – Scoprire la Valtellina in sella a una bici proponendo percorsi e tappe enogastronomiche che promuovano i prodotti del territorio, uno su tutti la bresaola Valtellina Igp. Quest’anno la campagna “Destinazione Bresaola” torna con una mini-guida per 10 percorsi da fare in sella alle due ruote nel territorio dove nasce questa Igp, con altrettante soste nei risto-bike aderenti al circuito. Un ulteriore rafforzamento del legame col territorio anche “in vista del Olimpiadi del 2026 – ha ricordato il presidente del Consorzio di tutela, Mario Moro – una grande opportunità per far conoscere i prodotti locali e il turismo che si può fare in valle”.

La scelta di una guida dedicata ai cicloturisti non è casuale: questa estate si stima che 4 milioni di italiani avranno una bicicletta come compagna di viaggio. Nella sola Valtellina, tappa fissa del Giro d’Italia, sono stati stimati in arrivo 3 milioni e mezzo di turisti (italiani e non) e circa la metà viene proprio per i percorsi dedicati alle due ruote (Consorzio Turistico Valtellina). Un momento d’oro per il cicloturismo confermato anche dalla ricerca Doxa “Bresaola della Valtellina Igp, icona del territorio e driver del cicloturismo in valle”, commissionata dal Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, su un campione nazionale di 500 cicloturisti. Oltre un cicloturista su due (58%) in Italia, ritiene che ci sia un vero boom del cicloturismo e il 45% ha visto aumentare i servizi a disposizione (strutture ricettive, percorsi, parcheggi, app dedicate, ecc). Tra gli aspetti più apprezzati di questa passione in ascesa, per il 61% c’è il privilegio di essere immersi nella natura e, quasi a pari merito (50%) la possibilità di restare in forma anche in vacanza. Ma quali sono i requisiti per scegliere una destinazione “cycle friendly”? La bellezza del contesto si piazza al primo posto con il 57% delle risposte, seguito dall’offerta di strutture ricettive adatte (51%), la completezza dei percorsi dedicati con vari livelli di difficoltà (42%) e la ricchezza gastronomica che soddisfa sia il palato che le esigenze nutrizionali di chi va in bici (22%).

Elementi che si ritrovano in Valtellina: oltre un cicloturista su cinque (23%) è già stato in bici in Valtellina (il dato sale al 37% tra i giovani), mentre quasi nove intervistati su 10 (87%) prevedono di andare (o tornarci), contro il 70% che non ci è stato ma vorrebbe andarci. I tre motivi principali per scegliere la Valtellina come meta turistica? Bellezza del territorio (61%), panorama naturalistico (56%) e possibilità di escursioni (48%). Sul fronte nutrizionale il 74% dei ciclisti ritiene il salume un alleato nella dieta dello sportivo e di chi ama tenersi in forma. Tra i motivi di questa scelta, il fatto che sia proteica (60%), light (49%), digeribile e può essere consumata prima di uno sforzo fisico (39%), oltre a essere pratica (35%). Proprio per questo la mini-guida contiene soste nei RistoBike aderenti al circuito dove rifocillarsi con altrettanti panini che hanno come protagonista la bresaola della Valtellina IGP. I percorsi (distribuiti su tutto il territorio, 2 per ciascuno dei 5 mandamenti) e i RistoBike (bar, paninerie, ristoranti, bistrot, situati all’inizio, in mezzo o alla fine del percorso, coerenti con le esigenze del cicloturista) sono stati selezionati da Luca Calcagno, esperto di biking e di territorio, con la supervisione di Valtellina Turismo, la realtà principale in ambito turistico sul territorio.

Pane e Nutella: riprende viaggio tra le forme dell’arte bianca italiana

Pane e Nutella: riprende viaggio tra le forme dell’arte bianca italianaMilano, 31 mag. (askanews) – Un viaggio nella tradizione regionale italiana, con una lente di ingrandimento sui pani d’Italia per riscoprire origini, storia e caratteristiche non solo di un prodotto che consumiamo quotidianamente, ma anche di un mestiere, un’arte antica come quella bianca. E’ questo lo spirito del progetto Pane e Nutella, realizzato da Ferrero in collaborazione con l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. Si rinnova così la partnership con l’Università di Scienze gastronomiche nel percorso di scoperta delle tradizioni di tutte le 20 regioni italiane, attraverso pani tipici come il piemontese Pane nero di Coimo, il pane casareccio di Genzano tipico del Lazio fino alla Mafalda siciliana.

Il percorso realizzato dal progetto Pane e Nutella non si ferma solo alle tantissime varietà di pani presenti nel nostro Paese, ma si spinge anche a raccontare l’antica arte dei panificatori. La loro maestria, unita alle varie tradizioni regionali, sarà protagonista di uno spot televisivo dove il pane è il risultato di un lavoro quotidiano realizzato dalle mani di questi artigiani del gusto, da nord a sud dell’Italia. Nei prossimi anni poi il progetto ha l’obiettivo di crescere per continuare a trasmettere le tradizioni e la storia di un territorio, come quello italiano, ricco di diversità. Per questo saranno gli stessi panettieri – grandi o piccoli che siano – a candidare i pani tipici da loro prodotti, portando alla luce i tesori gastronomici del nostro Paese.

Maccario nuovo presidente Consorzio Barbera d’Asti e vini Monferrato

Maccario nuovo presidente Consorzio Barbera d’Asti e vini MonferratoMilano, 31 mag. (askanews) – Il 49enne Vitaliano Maccario è il nuovo presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Lo ha reso noto lo stesso ente consortile, spiegando che il Cda ha eletto vicepresidenti per il prossimo triennio, Lorenzo Giordano (Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio Serrae), il presidente uscente, Filippo Mobrici (Bersano Vini).

“Il focus del mio mandato sarà dare continuità all’ottimo lavoro portato avanti fino ad ora dal mio predecessore” ha dichiarato Vitaliano, contitolare dell’azienda vitivinicola Pico Maccario di Mombaruzzo (Asti), aggiungendo che “sarà fondamentale dare ancora più impulso a ciò che è stato fatto nell’ambito della ricerca scientifica, sulla Barbera e sui vari vitigni della Denominazione”. “Lo stesso vale per ciò che concerne il fronte della promozione del Monferrato e delle sue punte di diamante, un lavoro che va sempre più concretizzato sia dentro i confini nazionali che fuori, procedendo verso una vera e propria internazionalizzazione della Denominazione e del territorio in cui vini eccellenti prendono vita” ha proseguito il neo presidente, concludendo “con questo obiettivo opererò nel pieno rispetto del lavoro svolto e nel nome di una costante intesa con vicepresidenti e consiglieri”. “Maccario è un imprenditore capace di portare un valore aggiunto ai progetti del Consorzio e sicuramente la persona giusta per traghettare il territorio verso importanti obiettivi futuri” ha affermato il presidente uscente Mobrici, dicendosi “sicuro che il suo impegno sarà guidato dalla volontà di rendere sempre più centrale nel panorama enologico italiano il Monferrato e i suoi prodotti preziosi, sempre più riconosciuti per la loro altissima qualità”. “Lavoreremo insieme fianco a fianco – ha precisato – in un’unione d’intenti collettiva, verso una prospettiva virtuosa di sostegno comune del Monferrato del vino”.

Il Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato è stato fondato nel 1946 e oggi conta oltre 400 aziende associate e 13 Denominazione tutelate.

Il 21 giugno a Grinzane Cavour c’è il “Food and wine tourism forum”

Il 21 giugno a Grinzane Cavour c’è il “Food and wine tourism forum”Milano, 30 mag. (askanews) – Mercoledì 21 giugno, il Castello di Grinzane Cavour (Cuneo), ospita il “Food & wine tourism forum” (Fwtf), il principale evento italiano dedicato all’innovazione nel turismo enogastronomico.

Organizzato dall’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, l’iniziativa giunta alla sesta edizione, prevede una serie di incontri con al centro il tema “Prospect”, per riflettere e per indagare insieme con diversi esperti i legami tra turismo innovazione, nuove tecnologie, accelerazione digitale e sviluppo sostenibile. Incontri con una ventina di speaker, che si susseguono in quattro diverse sale, orientati alla strategia e arricchiti da dati di scenario e da case history nazionali e internazionali.

Nato nel 2018 il Fwtf approfondisce i principali temi sui quali gli operatori del settore “food and wine” sono chiamati a confrontarsi.

Dal 2 al 4 giugno a Priverno la seconda edizione di “Vini d’Abbazia”

Dal 2 al 4 giugno a Priverno la seconda edizione di “Vini d’Abbazia”Milano, 30 mag. (askanews) – Venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 giugno, nello straordinario scenario del Borgo di Fossanova a Priverno (Latina), si svolgerà la seconda edizione di “Vini d’Abbazia”, la manifestazione ideata per ricordare il ruolo che, sin dal Medioevo, le abbazie hanno avuto non solo nella produzione del vino ma anche nella preservazione di vitigni che altrimenti sarebbero andati perduti.

Le Cantine presenti saranno oltre 30 cantine e, per la prima volta, anche alcune importanti Abbazie francesi legate all’Associazione Les Vins D’Abbayes, che svolge una analoga manifestazione a Parigi. Alla tre giorni ci sarà la possibilità di degustare anche i vini locali dei produttori della Strada del Vino di Latina, della Strada del Cesanese del Piglio, dal Consorzio del Cesanese del Piglio, Consorzio Cabernet Dop di Atina e del Consorzio Cori Doc. All’interno del Borgo sarà anche allestita una speciale sezione gastronomia curata da Slow Food Latina con numerosi stand di produttori con i loro prèsidi. L’Abbazia di Fossanova è il più antico esempio d’arte gotico-cistercense in Italia. I monaci che la fondarono nel 1208 provenivano dal monastero di Citeaux in Francia, luogo fondamentale per la produzione dei blasonati vini della Borgogna. Da questo legame nasce l’idea di ospitare a Fossanova una manifestazione che racconti il contributo dei religiosi alla storia del vino.

Tra i banchi degustazione il pubblico potrà incontrare vignaioli e frati “maestri di vigna” al servizio dei monasteri del vino. Dalle ore 16 alle 22 saranno aperti i banchi di assaggio delle Cantine, distribuiti intorno al suggestivo Chiostro dell’Abbazia, mentre dalle 17 nel Refettorio si svolgeranno delle masterclass rivolte alle produzioni delle diverse Abbazie. Sabato 3 giugno alle 18, all’Infermeria dei Conversi, si terrà il convegno “Il vino motore di un territorio: progetti di sviluppo” con gli interventi, tra gli altri, dell’assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Giancarlo Righini, e del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. In chiusura di manifestazione, il 4 giugno alle 19, è previsto l’incontro con il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, dedicato al contributo delle Abbazie alla salvaguardia del vino. Con l’occasione sarà anche presentato il nuovo libro di Petrini e del gesuita ed economista di fama mondiale Gael Giraud, intitolato “Il gusto di cambiare. La transizione ecologica come via per la felicità”. Da segnalare, tra le diverse masterclass previste in questo fine settimana lungo, quella sui vini di “Abbazia di Novacella” in compagnia di Werner Waldboth, e quella con Marco Caprai (Cantina Arnaldo Caprai) e Antonio Capaldo (Feudi di San Gregorio), per la prima volta insieme per raccontare i loro vini. Poi la degustazione guidata da Armin Gratl dei vini della “Cantina Valle Isarco”, quella per scoprire i “Vini d’Abbazia francesi” con l’associazione Les Vins D’Abbayes e infine quella con Giampiero Bea dedicata ai vini del “Monastero Trappiste di Vitorchiano”.

Marchesini confermato presidente del Consorzio vini Valpolicella

Marchesini confermato presidente del Consorzio vini ValpolicellaMilano, 30 mag. (askanews) – Il nuovo consiglio di amministrazione del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella ha confermato all’unanimità Christian Marchesini alla guida dell’ente per il prossimo triennio. L’elezione è avvenuta oggi nel corso della prima seduta di insediamento dell’organo esecutivo e di gestione, dopo il rinnovo delle cariche del 23 maggio scorso da parte dell’assemblea dei soci. Il Cda ha espresso anche i vicepresidenti del Consorzio: Mauro Bustaggi (Corte Figaretto) e Andrea Lonardi (Angelini Wines and Estates), anch’essi eletti all’unanimità.

“Sostenibilità, cambiamento climatico, monitoraggio costante dell’evoluzione del mercato nazionale e internazionale oltre che del consumatore sono le parole chiave di questo nuovo mandato, per il quale ringrazio il Cda” ha dichiarato Marchesini, aggiungendo “ci attendono nuovi scenari sfidanti per la Valpolicella a partire dal consolidamento della transizione green, che oggi incide per il 33% sul totale degli ettari vitati”. “Una prospettiva strettamente connessa alle variabili climatiche, con tutte le incognite anche produttive che questo comporterà in futuro” ha proseguito, evidenziando che “sul fronte della domanda globale dei vini della Valpolicella sarà necessario indagare ed esplorare le nuove richieste e le dinamiche di consumo degli appassionati sui diversi mercati per mantenere posizionamento, crescita e reddittività della denominazione. Tra gli obiettivi – ha concluso – anche la modifica dello Statuto del Consorzio per renderlo al passo con i tempi aprendo alla partecipazione attiva del Gruppo Giovani dell’ente, primo in Italia ad averlo costituito in chiave di confronto per nuove interpretazioni della Valpolicella di domani”. Christian Marchesini, titolare dell’azienda agricola Monte Gradella a Fumane di Valpolicella, è nel Consorzio come consigliere dal 2005. Ha stato nominato presidente nel 2012, confermato nel 2014 e rieletto nel 2020 e nuovamente oggi.

Il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella rappresenta oltre 2.400 aziende tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori su un territorio di produzione che si estende in 19 comuni della provincia di Verona, città che detiene il primato del vigneto urbano più grande d’Italia: 8.600 ettari di vigneto e un giro d’affari di oltre 600 milioni di euro, di cui più della metà riferiti alle performance dell’Amarone.

Boem, l’hard seltzer di Fedez e Lazza che piace a Leonardo Del Vecchio jr

Boem, l’hard seltzer di Fedez e Lazza che piace a Leonardo Del Vecchio jrMilano, 30 mag. (askanews) – Si annuncia come la novità dell’estate, pronta da essere sorseggiata in purezza, per far scoprire agli italiani un modo di bere, frizzante e leggermente alcolico, che nel mondo è già un fenomeno da oltre 10 miliardi di dollari. E’ Boem, l’hard seltzer in lattina su cui hanno scommesso Lazza e Fedez insieme a Camillo Bernabei, rappresentante della quarta geenrazione del gruppo di riferimento per il beverage in Italia, e all’erede dell’impero Luxottica, Leonardo Maria Del Vecchio. Gli abbiamo chiesto come è nata l’idea di investire in questo progetto, presentato non a caso in uno dei suoi ristoranti a Milano, il Vesta di via Fiori Chiari: “L’abbiamo deciso sulle scale di questo ristorante. Fedez è venuto qui da Vesta come cliente, mi ha parlato di questa idea in maniera veloce, poi il giorno dopo ci siamo visti a casa: mi ha fatto vivere il progetto, mi è piaciuta molto la sua italianità, la cura che avremmo avuto sul cliente perchè alla fine io ho investito nel food and beverage: col food ci siamo, mi mancava solo il beverage”.

In Italia quello degli hard seltzer è un mercato praticamente inesistente: secondo una ricerca tra i giovani tra i 18 e i 25 anni solo uno su sette sa cosa siano. Toccherà a Boem fare da apripista, che nella sua versione allo zenzero debutterà a metà giugno nell’horeca per poi sbarcare nella grande distribuzione nel 2024. Puntando su due elementi: tasso alcolico ridotto, 4,5% di volumetria e basso apporto calorico, 91 calorie per una lattina da 330 ml. In linea con le attuali esigenze dei consumatori, come ci ha spiegato l’amministratore delegato di Lmdv Capital, Marco Talarico: “L’idea nasce proprio dalla volontà di aggredire il mercato con qualcosa che non esiste perchè parliamo di un drink leggermente alcolico e a bassissimo contenuto calorico che è una novità se pensiamo al mondo degli alcolici, delle birre che hanno un numero di calorie piuttosto elevato”. Per il lancio di questo soft drink è stata costituita la Tubo Srl, che riunisce la joint venture tra Fedez e Bernabei, azionista di maggioranza, la Lmdv Capital di Leonardo Maria Del Vecchio e la J project Srl di Lazza. Ma Fedez e Lazza, oltre a essere soci, sono anche i testimonial della nuova bevanda, partecipando in prima persona alla sua promozione:

“E’ una grande sfida perchè non stiamo andando a conquistare una fetta di mercato ma andiamo a cercare qualcosa di totalmente nuovo – ha detto Fedez che insieme a Bernabei è partito col progetto iniziale a cui si sono poi uniti Lazza e Leonardo Del vecchio jr – Gli hard seltzer sono un impero in America mentre in Italia sono una realtà quasi inesistente ed è bello perchè è un prodotto che non esiste finora. La sfida sarà cercare di farlo entrare nella vita quotidiana delle persone”. Per ora, nessuno si sbilancia sugli obiettivi di mercato di questa impresa, neanche l’amministratore delegato di Tubo Srl, Massimo Benetello. “Credo che il periodo finestra per tirare le somme siano i tre anni – ha detto Fedez – la grande sfida sarà il prossimo anno”. La bevanda, per la quale sono allo studio anche altri gusti – “Abbiamo già un altro gusto pronto, la gamma si amplierà ma non arriveremo a 20-30 referenze come negli Stati Uniti” – viene prodotta nello stabilimento di Ormea di acqua San Bernardo e per ora è destinata al mercato italiano: “Per noi – ha detto Benetello – in questo momento la sfida è qui. L’Italia è molto tradizionale ma Boem ha tutte le caratteristiche per sfondare”. “Ne incentiveremo il consumo in purezza dall’ora dell’aperitivo in poi” ha sottolineato precisando che è pensato per un mercato di giovani adulti ma non solo, interessati a un consumo moderato di alcol e zuccheri.

“Il nostro obiettivo è promuovere il prodotto in una maniera interessante, Federico è bravissimo in questo, però ovviamente vogliamo indurre il nostro pubblico che sono ragazzi giovani a bere in una maniera responsabile, a non sfasciarsi e a fare i bravi”, è stato il messaggio lanciato da Lazza che ha “invitato gli amici a casa per testarlo come quando faccio ascoltare un disco nuovo”. Ultima curiosità, il nome: secondo la versione ufficiale sembra si ispiri al termine francese Bohème usato per la prima volta nel XIX secolo per descrivere lo stile di vita non convenzionale dei cosiddetti bohémien. Nei fatti i due artisti non lo hanno confermato, “dividendosi” sulla pronuncia. “E’ a libera interpretazione – ha concesso Fedez – lui (Lazza) lo chiama Boèm, io Bòem. Siamo aperti”.