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Atassia Telangiectasia, ANAT aumenta 50% investimento nella ricerca

Atassia Telangiectasia, ANAT aumenta 50% investimento nella ricerca

Milano, 28 feb. (askanews) – L’Associazione Nazionale Atassia Telangiectasia (ANAT) – Odv ha aperto il bando per i Grant 2026 e comunica un importante incremento del proprio impegno nella ricerca scientifica: per quest’anno saranno stanziate tre borse di ricerca scientifica clinica e/o applicata sulla Atassia Telangiectasia, con un aumento del 50% dell’investimento rispetto agli anni recenti. Un risultato reso possibile dalla generosità di tutti i donatori durante il 2025.

Pubblicata lo scorso 28 febbraio, Giornata Mondiale delle malattie rare, la Call for Grant Applications 2026 mette a disposizione della comunità scientifica 45.000€ complessivi suddivise in tre “ANAT Research Grant” da 15.000€ ciascuno. Si tratta di 3 borse di studio per attività di ricerca scientifica, clinica e/o applicata sull’Atassia Telangiectasia destinate a progetti di ricerca di base e clinica con obiettivi traslazionali, capaci cioè di tradursi in benefici concreti per i pazienti affetti da A-T. Data di scadenza per candidarsi è il 30 aprile alle ore 13.00. Le informazioni sono a questo link: https://www.associazione-at.it/ricerca-scientifica/ “ANAT finanzia ormai da 6 anni progetti di ricerca sull’A-T a livello italiano. I progetti degli scorsi anni hanno contribuito a far passi significativi sulla comprensione e su potenziali trattamenti dell’Atassia Telangiectasia contribuendo ad aggiungere tasselli a una patologia che è stata riconosciuta solo alla fine degli anni ’90 e che tuttora è sconosciuta ai più, molte volte anche agli stessi pediatri. Siamo entusiasti di aver stanziato una borsa di studio in più aumentando del 50% l’investimento nella ricerca grazie generosità di chi ha donato e raccolto fondi per conto di ANAT”, dichiara Sara Biagiotti, presidente dell’Associazione nazionale Atassia Telangiectasia. “la terza borsa di ricerca significa poter sostenere un progetto in più, un’ulteriore opportunità per la scienza di fare progressi contro l’Atassia Telangiectasia e offrire nuove speranze alle famiglie coinvolte”.

L’Atassia Telangiectasia (A-T) è una patologia genetica rara, neurodegenerativa che ancora oggi non ha una cura. La malattia ha un esordio precoce e causa una severa disabilità progressiva, immunodeficienza, problemi respiratori, difficoltà di articolazione della parola e una maggiore probabilità di sviluppare tumori e linfomi, tra le altre complicazioni. I pazienti, per lo più bambini e ragazzi, sono pienamente consapevoli della loro malattia, dal momento che non colpisce le loro facoltà mentali.

Con questo incremento dei finanziamenti, ANAT rafforza il proprio ruolo di riferimento nel sostegno alla ricerca italiana e internazionale contro l’A-T, dimostrando che la solidarietà può fare concretamente la differenza nel progresso scientifico.

Giornata Malattie rare, “Innovare per la vita delle persone”

Giornata Malattie rare, “Innovare per la vita delle persone”

Milano, 27 feb. (askanews) – In occasione della Giornata internazionale delle Malattie rare, PIAM Farmaceutici ha ribadito ai media il proprio impegno strutturale in un’area terapeutica che “rappresenta uno dei pilastri strategici del Gruppo e una direttrice di sviluppo internazionale sempre più rilevante”. Per l’azienda le malattie rare rappresentano la dimostrazione di cosa significhi trasformare una condizione complessa in una quotidianità possibile. Fondata nel 1915 per volontà del professor Edoardo Maragliano nella lotta contro la tubercolosi, PIAM ha costruito la propria identità affrontando patologie difficili – rare, complesse, spesso trascurate – trasformando una vocazione storica in una traiettoria di sviluppo contemporanea.

Nel panorama delle Malattie Rare Metaboliche, PIAM ha sviluppato una competenza distintiva nel trattamento della Fenilchetonuria (PKU), malattia ereditaria che richiede una gestione nutrizionale rigorosa e continuativa lungo tutto l’arco della vita. La specializzazione dell’azienda si fonda su un modello terapeutico integrato che combina farmaci, alimenti a fini medici speciali e integratori specifici, consentendo al medico di personalizzare il percorso terapeutico in ogni fase della malattia, massimizzando l’aderenza e la qualità di vita del paziente. Il motore di questa visione è l’innovazione incrementale: il miglioramento continuo delle terapie esistenti per renderle più efficaci, più fruibili e più aderenti ai bisogni reali.

Un esempio paradigmatico in quest’ambito è il taste masking, lo sviluppo di miscele con sapore mascherato per i pazienti metabolici: rendere palatabile una miscela altrimenti difficile da assumere significa trasformare un momento quotidiano di fatica in un gesto sostenibile, con un impatto diretto sull’aderenza terapeutica e sulla qualità della vita. A completare questo approccio, il progetto PKUISINE, sviluppato in collaborazione con SIMMESN e le associazioni pazienti: una rete di ristoranti PKU-friendly che consente ai pazienti la possibilità di mangiare fuori casa in sicurezza.

In ambito neurologico, l’impegno di PIAM si confronta con alcune delle sfide più complesse della medicina contemporanea: la Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la Malattia di Parkinson. “Per noi innovare nelle malattie rare significa intervenire sulla vita quotidiana delle persone – ha detto – Andrea Maini, presidente e amministratore delegato di PIAM Farmaceutici -. Ogni miglioramento nella formulazione, nell’aderenza terapeutica o nella gestione della terapia ha un impatto concreto sulla libertà e sulla qualità della vita. Trasformare l’eccezionale in quotidiano vuol dire questo: rendere sostenibile nel tempo ciò che la malattia rende complesso”

Longevità, le voci di quattro esperti per diffondere conoscenze

Longevità, le voci di quattro esperti per diffondere conoscenze

Milano, 25 feb. (askanews) – La longevità non è un tema per pochi e non riguarda solo la terza età. Con questa convinzione, l’Osservatorio Nestlé “L’Età senza Età”, rende disponibile e liberamente scaricabile dal proprio sito, il nuovo booklet “Il benessere ha il passo lungo. Pensare oggi all’età di domani”. Una pubblicazione che raccoglie quattro interviste a esperti di riferimento e propone indicazioni pratiche per migliorare la qualità della vita, fin da subito.

Il progetto nasce con un obiettivo chiaro: democratizzare conoscenze e competenze sulla longevità, mettendo a disposizione di tutti uno strumento autorevole per orientarsi in modo consapevole sul tema. In un momento storico in cui viviamo più a lungo, la sfida è trasformare gli anni in salute, autonomia e benessere.

Proprio per questo, il booklet affronta il tema da prospettive complementari: nutrizionale, clinica, psicologica e sociale, grazie al contributo di quattro voci autorevoli.

Per Giuseppe Fatati, nutrizionista clinico e Direttore Scientifico dell’Osservatorio Nestlé, la qualità della vita passa anche dalla tavola. Fatati fotografa un’Italia più attenta ma non ancora pienamente coerente nelle proprie scelte alimentari, e propone 10 consigli pratici per una corretta alimentazione. Perché la qualità degli anni passa anche dal modo in cui ci si nutre ogni giorno. “In uno scenario in cui la vita si allunga, servono nuove buone abitudini per aggiungere qualità agli anni e aumentare gli anni in salute”.

La riflessione si amplia con Nic Palmarini, Direttore del National Innovation Centre for Ageing (UK), CEO di Voice Italia Social Enterprise e Co-Founder di Edelman Longevity Lab, che inquadra la longevità come grande trasformazione sociale e opportunità, invitando a “pensare oggi” le scelte che definiscono il domani: “Invece di combattere contro l’invecchiamento, proviamo ad abbracciarlo come la più grande opportunità del nostro tempo. Abbiamo un tesoro davanti agli occhi: i ‘proto-anziani’ di oggi e di domani. Persone che possiamo aiutare a mantenersi in salute, che possono continuare a contribuire alla società”.

Sul piano medico-scientifico, Giuseppe Bellelli, Professore Ordinario e Direttore della Scuola di Specializzazione in Gerontologia e Geriatria (Università di Milano-Bicocca) e Direttore SC Geriatria Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, spiega la differenza tra età anagrafica ed età biologica, il tema della fragilità e le strategie per un invecchiamento in salute, sottolineando un punto cruciale: “La fragilità interessa circa il 10-15% degli over 65 e fino al 50% degli over 80. Ma non è inevitabile né irreversibile: può essere prevenuta e contrastata”.

La dimensione psicologica completa il quadro con Guendalina Graffigna, Professoressa Ordinaria (Università Cattolica) e Direttore EngageMinds HUB, che affronta la longevità come sfida psicologica e culturale e propone 10 suggerimenti per un approccio positivo alla longevità. “Una longevità sana si costruisce ben prima della vecchiaia. Il cambiamento comportamentale deve diventare una priorità educativa, sociale e culturale già nelle prime fasi della vita”.

La pubblicazione insiste su un punto centrale: la longevità riguarda tutti. Oggi, convivono cinque generazioni diverse, ciascuna con bisogni, aspettative e stili di vita differenti. L’healthy aging è un’opportunità e una responsabilità condivisa che attraversa stili di vita, relazioni, ambiente e cultura.

Infine, non meno importanti, dal booklet arrivano anche suggerimenti per coltivare un pensiero positivo sulla longevità. Gesti semplici ma potenti, come esercitare gratitudine e altruismo: pratiche che accendono la gioia e spezzano l’isolamento interiore. Così come allenare lo sguardo alla meraviglia, scegliendo ogni giorno di stupirsi di qualcosa che ci accade attorno, come un tramonto o un gesto gentile. Perché la gioia non è solo un’emozione: è una scelta quotidiana. E la longevità, in fondo, non è un destino da subire, ma una possibilità da costruire insieme, giorno dopo giorno.

Salute, ortopedia protagonista al Policlinico Campus Bio-Medico

Salute, ortopedia protagonista al Policlinico Campus Bio-Medico

Roma, 24 feb. (askanews) – Più di 29.600 pazienti trattati. Oltre 42.600 prestazioni ambulatoriali svolte. Quasi 4.800 operazioni chirurgiche effettuate, di cui più di 2.300 interventi protesici. Sono questi i numeri principali che fotografano l’attività nel 2025 dell’Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, sempre più punto di riferimento a livello territoriale e nazionale nella diagnosi e nel trattamento delle patologie dell’apparato locomotore. Un’attività clinica ad alti volumi ed elevata complessità che si sviluppa in stretta integrazione con la ricerca e l’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di offrire ai pazienti un’assistenza sempre più personalizzata e centrata sui loro bisogni.

Nel dettaglio, nell’arco del 2025 – si legge in un comunicato – l’Unità di Ortopedia e Traumatologia guidata dal professor Rocco Papalia ha registrato 42.639 prestazioni ambulatoriali, di cui 22.390 prime visite, 11.529 controlli e 8.720 trattamenti come, ad esempio, le infiltrazioni. I ricoveri sono stati 4.946, mentre le operazioni chirurgiche hanno raggiunto quota 4.762. Particolarmente rilevante risulta essere l’attività di chirurgia protesica con ben 2.332 interventi, tra cui 2.205 protesi di anca e ginocchio e 127 protesi di spalla.

“Questi numeri raccontano non solo una crescita quantitativa, ma un modello di cura che mette competenze cliniche e tecnologie avanzate sempre al servizio della persona”, ha commentato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Policlinico Campus Bio-Medico Paolo Sormani, che poi ha continuato: “È la missione del Policlinico da oltre trent’anni, portata avanti ogni giorno per rispondere in modo sempre più appropriato ai bisogni dei cittadini attraverso percorsi terapeutici innovativi e costruiti su misura di ogni paziente. In ambito ortopedico l’obiettivo è aiutare le persone a tornare a camminare senza dolore, a riprendere il lavoro o l’attività sportiva, e a migliorare in modo concreto la qualità della loro vita”.

“L’ortopedia è oggi una disciplina che richiede un dialogo continuo tra clinica, ricerca e formazione”, ha affermato il professor Rocco Papalia, Direttore dell’Unità e Magnifico Rettore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Nel nostro Policlinico le nuove tecnologie – come la pianificazione tridimensionale e i sistemi robot assistiti – sono parte integrante della pratica quotidiana e supportano il chirurgo sia nella preparazione che nell’esecuzione dell’intervento. Un’evoluzione che si traduce in cure più precise e sicure per i pazienti e che risulta fondamentale anche per la crescita professionale dei medici di domani”.

In questo quadro si inserisce anche la recente attivazione dello HumanJoint Orthopaedic Innovation Center, la nuova progettualità strategica che amplia e potenzia l’offerta sanitaria del Policlinico Campus Bio-Medico specificatamente dedicata alle patologie dell’apparato locomotore. Un cammino, dunque, che conferma l’ortopedia come uno degli ambiti di maggiore crescita della Fondazione, in una prospettiva orientata all’eccellenza clinica ma sempre con al centro la persona e i suoi bisogni.

L’intelligenza artificiale di Elon Musk salva la vita ad un uomo di 49 anni

L’intelligenza artificiale di Elon Musk salva la vita ad un uomo di 49 anni

Roma, 23 feb. (askanews) – L’intelligenza artificiale di Grok, sviluppata da xAI di Elon Musk, ha salvato la vita a un uomo norvegese di 49 anni. Il paziente, che si era recato al pronto soccorso per un forte dolore addominale, era stato dimesso per un semplice reflusso gastroesofageo. Nel corso delle ore, peggiorando la situazione, l’uomo ha avviato una chat con Grok, descrivendo minuziosamente i sintomi. L’AI ha così segnalato la possibile ulcera perforata o appendicite atipica, indicando una criticità da codice rosso, consigliando di tornare in ospedale e richiedere una TAC.

Il paziente ha seguito il consiglio ed è tornato in ospedale per chiedere un approfondimento. A quel punto la TAC ha rivelato un’appendice gravemente infiammata e sul punto di rompersi. I medici hanno così proceduto ad operarlo. Un episodio che, riferisce una nota, dimostra come il supporto dell’intelligenza artificiale possa aiutare le persone a riconoscere gravi sintomatologie (che se trascurate potrebbero portare a conseguenze irreversibili), pur non sostituendosi mai ai medici. Grok vuole, difatti, integrare la rete di supporto ai pazienti, offrendo un’analisi rapida, obiettiva e basata su conoscenze mediche costantemente aggiornate.

Giornata personale sanitario, Enpapi: urge riorganizzazione settore

Giornata personale sanitario, Enpapi: urge riorganizzazione settore

Roma, 20 feb. (askanews) – “Carichi di lavoro insostenibili, retribuzione basse e reparti in difficoltà, costretti a ricorrere a collaboratori esterni non sempre di chiara provenienza: non passa giorno in cui non si parli della carenza di infermieri. Per questo, in occasione della Giornata nazionale delle professioni sanitarie, rivolgiamo un appello al ministro della Salute Orazio Schillaci affinché si avvii finalmente un ripensamento strutturale della nostra categoria”. È quanto afferma Luigi Baldini, presidente di ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica).

“Nonostante l’esperienza del Covid, la professione infermieristica continua a scontare la mancanza di un interesse reale che vada oltre la gestione delle emergenze. È emblematico che, ancora oggi, non esista una mappatura completa della professione. Proprio per questo, come Enpapi, insieme a Eurispes, abbiamo lanciato un Osservatorio che ci consentirà di avere numeri certi sui professionisti attivi e sui diversi inquadramenti. Sono convinto che emergerà con chiarezza che non mancano gli infermieri, ma le risorse per assumerli. Dobbiamo superare la logica delle misure tampone e ragionare su soluzioni strutturali. Ritengo necessario valutare un modello contrattuale unico a livello nazionale e il pieno coinvolgimento della rete dei liberi professionisti nel settore pubblico”.

“Tra le proposte chiave di Enpapi – prosegue il presidente – c’è il reclutamento diretto tramite partita Iva: una modalità che permetterebbe al Servizio sanitario nazionale di contare su personale qualificato in maniera continuativa, senza aumentare il tetto di spesa e senza dover ricorrere al fenomeno dei gettonisti. Gli infermieri coinvolti, pur non essendo dipendenti, sarebbero integrati nei turni e avrebbero una retribuzione in linea con l’equo compenso. In questo modo potremmo anche ridurre il ricorso a personale proveniente dall’estero, valorizzando i professionisti già presenti sul territorio nazionale. Un’altra proposta che considero strategica è l’istituzione di elenchi regionali nei quali inserire i professionisti dotati di partita iva e iscritti all’albo, istituendo una graduatoria sulla scorta di quanto accade per i medici di medicina generale e i quelli di specialistica ambulatoriale, dalla quale il sistema pubblico potrà attingere. Parliamo di infermieri pienamente qualificati che oggi restano in stand by”.

“In caso di carenza di personale, gli ospedali potrebbero attingere rapidamente a questi elenchi, utilizzando risorse già selezionate e immediatamente disponibili. È il momento di abbandonare definitivamente la mentalità emergenziale e avviare una riorganizzazione strutturale del settore. Solo così potremo garantire stabilità al sistema e il giusto riconoscimento alla professione infermieristica”, ha concluso Baldini.

Presentata “Luxury Network Association” per ricerca e prevenzione malattie rare

Presentata “Luxury Network Association” per ricerca e prevenzione malattie rare

Roma, 19 feb. (askanews) – Si è tenuta oggi al Senato della Repubblica la presentazione ufficiale di Lu.N.A. – Luxury Network Association, Ente del Terzo Settore che riunisce leader d’impresa e personalità accomunate da una solida cultura dell’impegno sociale, con l’obiettivo di sostenere conoscenza, prevenzione e ricerca scientifica nell’ambito delle malattie rare.

Vittorio Savoia, Presidente di Lu.N.A., ha dichiarato: “In Lu.N.A. crediamo che il vero impatto sociale emerga quando chi ha successo nel mondo degli affari mette le proprie competenze e il proprio network a disposizione delle cause più importanti. Le malattie rare, purtroppo spesso trascurate, hanno bisogno di una visibilità che solo attraverso un lavoro di squadra possiamo ottenere. Siamo qui oggi per unire le forze e promuovere la ricerca e la prevenzione.”

L’appuntamento, dal titolo “Gli occhi nel cielo, puntati sul futuro”, si è svolto dalle 11.00 alle 12.00 presso la Sala Caduti di Nassiriya (Piazza Madama, 11), con l’introduzione della Senatrice Anna Maria Fallucchi. Il Presidente di Lu.N.A., Vittorio Savoia, ha esposto gli obiettivi dell’associazione, mentre la giornalista Roberta Cannata, inviata del programma Check Up su Rai 1, ha moderato l’incontro.

Lu.N.A. nasce dalla convinzione che competenze, relazioni e capacità decisionali possano generare valore collettivo quando orientate verso obiettivi condivisi e di lungo periodo: un networking inteso come responsabilità, capace di trasformare relazioni qualificate in azioni concrete a sostegno di iniziative scientifiche e divulgative, spesso meno visibili, ma cruciali per pazienti, famiglie e comunità.

L’Associazione opera attraverso un modello filantropico fondato su selezione, responsabilità e continuità, sostenendo partnership con Enti del Terzo Settore, campagne di divulgazione scientifica, progetti di ricerca e prevenzione, con un’attenzione specifica alle malattie rare. Il contributo degli associati non è simbolico: competenze e relazioni vengono messe a disposizione dei progetti selezionati, accompagnandoli nel tempo per favorire percorsi di valore duraturo. Le attività si sviluppano inoltre tramite eventi periodici dedicati a specifiche patologie o gruppi di malattie rare, concepiti come momenti di confronto qualificato tra associati, partner istituzionali e comunità scientifica. Lu.N.A. opera a livello nazionale, con eventi principali a Roma e Milano, e una presenza che include Arezzo e Verona.

Durante l’evento di presentazione, è stato anche annunciato il tributo a Lucio Dalla, intitolato “La Sera dei Miracoli – Tributo a Lucio Dalla”, che si terrà il 4 marzo 2026 alle ore 20:30 al Teatro Ghione di Roma. Questo spettacolo celebrerà la musica e l’eredità di uno dei più grandi cantautori italiani, con un omaggio straordinario al suo percorso artistico e alla sua musica senza tempo. Parte del ricavato sarà devoluto ad AICARM – Associazione Italiana Cardiomiopatie. Antonio Nasca, Produzione e Direzione Artistica, Pianoforte e Voce del tributo, ha aggiunto: “Questo tributo a Lucio Dalla è una vera e propria missione per noi. Con la nostra interpretazione, desideriamo trasmettere la magia della sua musica e, allo stesso tempo, dare visibilità a un tema fondamentale come quello delle malattie rare. Ogni nota, ogni parola, è un impegno a sostenere una causa che ci sta a cuore.”

Salute, ricerca Iqvia rivela miglioramenti in screening oncologici

Salute, ricerca Iqvia rivela miglioramenti in screening oncologici

Roma, 17 feb. (askanews) – Nel 2025 erano stimati circa 390.000 nuovi casi di tumore in Italia, con lo screening del colon-retto raddoppiato e la mammografia in crescita fino al 50%, in aumento, rispetto al 30% del 2020.

Secondo Iqvia, leader globale nella ricerca clinica, nelle analisi commerciali e nell’intelligence sanitaria per il settore life sciences, questi progressi stanno trasformando profondamente il mondo dell’oncologia: aumentano i pazienti lungo-sopravviventi, si moltiplicano le terapie sequenziali e cresce la complessità dei percorsi di cura, rendendo la governance e l’accesso equo all’innovazione temi centrali.

L’analisi di Iqvia Italia1 evidenzia progressi significativi in ambito oncologico, sottolineando il miglioramento degli esiti clinici grazie alla diffusione degli screening e delle terapie mirate. Questi sviluppi stanno contribuendo a rendere il tumore una malattia più gestibile nel lungo periodo, con tassi di sopravvivenza più elevati e minore mortalità. Pubblicata in occasione del World Cancer Day, l’analisi ribadisce l’importanza di modelli di cura integrati che garantiscano continuità e coordinamento tra specialisti.

La partecipazione agli screening è aumentata in modo significativo, con una crescita rilevante nei programmi per colon-retto e mammella, che ha un impatto diretto sulla diagnosi precoce. Tuttavia, i risultati variano tra le regioni, con esiti migliori laddove i programmi di screening sono strutturati e con alta adesione.

I tassi di sopravvivenza a 5 anni sono migliorati e hanno raggiunto o superato la media europea, come nel tumore della mammella (86%) e nel colon-retto (64,2%, rispetto al 59,8% UE). Trattamenti innovativi come gli inibitori CDK4/6 – che agiscono bloccando proteine coinvolte nella divisione cellulare – e l’immunoterapia, stanno ridefinendo i percorsi di cura, trasformando alcuni tumori in condizioni croniche.

Nel tumore del polmone, le terapie target e l’immunoterapia hanno migliorato significativamente la prognosi, mentre le terapie cellulari offrono nuove possibilità per i linfomi non-Hodgkin.

L’evoluzione dei test dei biomarcatori evidenzia la necessità di garantire un accesso equo e una maggiore integrazione tra diagnostica e decisioni cliniche. Nonostante l’aumento dei test, la medicina di precisione richiede soluzioni organizzative che assicurino appropriatezza e qualità.

Nel complesso, l’analisi IQVIA delinea un panorama oncologico in miglioramento, con riduzione della mortalità e aumento della sopravvivenza. La sfida principale resta garantire una governance efficace dell’innovazione, integrando prevenzione, diagnosi precoce, medicina di precisione e organizzazione dei servizi, così da trasformare i progressi clinici in benefici concreti e accessibili per tutti i pazienti.

Alla luce di questi risultati, il futuro dell’oncologia in Italia appare promettente: i progressi negli screening e nei trattamenti aprono la strada a esiti clinici migliori. Per cogliere appieno questi benefici, è fondamentale colmare le disuguaglianze nell’accesso e garantire che le innovazioni in ambito oncologico siano disponibili a tutta la popolazione. In questo modo sarà possibile trasformare gli avanzamenti clinici in miglioramenti tangibili nella vita dei pazienti oncologici

Anteprima live spoletolistica 2026 in programma a maggio

Anteprima live spoletolistica 2026 in programma a maggio

Roma, 17 feb. (askanews) – Seguire la via della resistenza gioiosa: ribellarsi e amare per essere vivi. È questo l’invito che il giornalista Matteo Gracis porterà martedì 17 febbraio, in diretta streaming sul canale YouTube del festival SpoletOlistica, presentando il suo ultimo libro “Il sorriso del guerriero”. L’incontro si inserisce nel percorso di avvicinamento alla seconda edizione del festival, in programma a Spoleto da venerdì 8 a domenica 10 maggio 2026 presso il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, con la presenza – da remoto – dello stesso Gracis. Intitolato “Acqua, Frequenze, Musica e Coscienza”, l’evento propone un viaggio immersivo e trasformativo dedicato al dialogo tra scienza e spiritualità. L’obiettivo è promuovere un nuovo paradigma culturale che, attraverso il contributo di scienziati e ricercatori, integri corpo, mente e coscienza, favorendo una rivoluzione scientifica ed etica orientata a un nuovo umanesimo.

Il festival si sviluppa come un ecosistema multidisciplinare che mette in relazione biologia, chimica, fisica quantistica, filosofia, medicina integrata, psicologia, musica e spiritualità. In programma 9 conferenze, 6 workshop esperienziali (Qi Gong con Carla Nardi, 2 incontri di ipnoterapia di gruppo con Michele Guandalini, Danze dei 5Ritmi con Olivia Olla Palmer, T-Building e architettura evolutiva con Caterina Locati, Coscienza prenatale e importanza dell’acqua con Patrick Costamagna), performance artistiche e un talk show finale.

Tra i relatori: Corrado Malanga (chimico), Filippo Biondi (ingegnere), Massimo Citro (medico), Roberto Germano (fisico), Michele Guandalini (psicologo e psicoterapeuta), Carlo Ventura (biologo), Lorenzo Coladonato (direttore d’orchestra), Chiara Legnaro (filosofa), Patrik Costamagna (dottore in scienze psicologiche). Ospiti speciali Roberta Giallo (cantautrice, filosofa e performer) e Franca Maria Impallari De Granet (docente e documentarista, ricercatrice olistica e counselor).

Obesità, come migliorare lo stile di vita e risparmiare 550 mln

Obesità, come migliorare lo stile di vita e risparmiare 550 mln

Roma, 17 feb. (askanews) – In Italia 6 milioni di persone soffrono di obesità, l’11,8 per cento degli adulti. Le malattie cardiovascolari sono tra le principali e più gravi complicanze nelle persone con obesità. Se con interventi sullo stile di vita e trattamenti farmacologici si riducono gli eventi cardiovascolari si possono risparmiare fino a 550 milioni di euro in due anni. È quanto emerge dallo studio condotto dal Ceis della facoltà di Economia dell’Università di Tor Vergata di Roma, presentato all’evento “Obesità e salute cardiovascolare”, realizzato con il contributo non condizionante di Novo Nordisk, che si è svolto a Palazzo Baldassini a Roma, martedì 17 febbraio. Lo studio, coordinato da Paolo Sciattella, ricercatore del Ceis, si basa sui risultati del trial SELECT — primo studio sugli esiti cardiovascolari (CVOT) specificamente dedicato alla riduzione del rischio cardiovascolare nei pazienti con obesità.

In Italia, riferisce una nota, tra il 2015 e il 2019 si stimano 1,4 milioni di pazienti ospedalizzati per Mace (eventi cardiovascolari avversi maggiori) con una spesa annua media di 2 miliardi a carico del Servizio sanitario nazionale. L’incidenza di questi eventi (infarto miocardico non fatale, ictus non fatale, morte per cause cardiovascolari) è maggiore nella popolazione con obesità, che ha un rischio di insorgenza del 67-85 per cento, rispetto alle persone in sovrappeso (21-32%). In Italia è sovrappeso il 34 per cento della popolazione. A un mese dal primo ricovero per Mace le persone con obesità tornano in ospedale con una frequenza 1,4 volte superiore rispetto ai pazienti in sovrappeso. Le malattie cardiovascolari assorbono circa l’85 per cento (6,6 miliardi di euro) dei costi diretti legati all’obesità.

Roberto Pella, Deputato e Presidente Intergruppo Parlamentare Obesità, Diabete e Malattie Croniche non Trasmissibili, ha dichiarato che “l’Italia si è dotata della prima legge al mondo per la prevenzione e la cura dell’obesità, riconoscendola come malattia progressiva e recidivante”. Andrea Lenzi, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Professore Emerito di Endocrinologia presso l’Università La Sapienza di Roma, ha sottolineato: “Il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, complessa e multifattoriale rappresenta un traguardo storico che colloca l’Italia all’avanguardia. Ora è fondamentale proseguire nel percorso avviato, dotandosi di strumenti adeguati alla complessità della patologia per garantire ai pazienti la stessa dignità clinica e assistenziale riconosciuta ad altre patologie croniche”. Pasquale Perrone Filardi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia AOU “Federico II” di Napoli, ha affermato: “Lo studio SELECT è stato il primo studio CVOT dedicato alla riduzione di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con obesità, dimostrando la superiorità rispetto all’attuale standard di terapia in termini di efficacia e sicurezza di semaglutide nella riduzione del rischio di Mace in più di 17.000 pazienti con obesità o in sovrappeso e malattia cardiovascolare accertata, non diabetici”. Paolo Sbraccia, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna – Centro Medico dell’Obesità, Policlinico Universitario “Tor Vergata”, ha concluso: “L’obesità è una malattia cronica, multifattoriale e associata allo sviluppo di moltissime altre malattie croniche non trasmissibili, come tumori, malattie renali e del fegato, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, principale causa di morte nel nostro Paese. Farmaci in grado di ridurre il rischio cardiovascolare, come semaglutide 2,4 mg, rappresentano strategie terapeutiche essenziali, in quanto non agiscono solo sul peso, ma sono efficaci nel ridurre le ospedalizzazioni, migliorare gli esiti clinici e limitare l’insorgere di eventi fatali in questa popolazione ad alto rischio”.