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A Rimini la quinta edizione del Meeting Music Contest

A Rimini la quinta edizione del Meeting Music ContestMilano, 3 apr. (askanews) – Un contest che è ormai un punto di riferimento per i giovani artisti e band emergenti, capace di intercettare e valorizzare nuovi talenti provenienti da tutta Italia. È il Meeting Music Contest, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, promosso dal Meeting per l’Amicizia fra i Popoli – il più grande evento culturale e giovanile europeo – e dal MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, la più importante piattaforma di scouting della scena musicale indipendente italiana. Nella sala stampa della Regione Emilia-Romagna a Bologna si è svolta la conferenza di presentazione del contest, che si avvale del sostegno della Regione Emilia Romagna, del patrocinio del Comune di Rimini e della partnership di Radio Bruno. Alla conferenza hanno partecipato anche i due vincitori della scorsa edizione, che hanno regalato al pubblico presente un assaggio del loro talento eseguendo i brani premiati nel 2024: Luca Fol, cantante e polistrumentista di Rimini, con “Pratica spirituale”, e Samuela, cantautrice bolognese, con “Silenzio”.


“Una competizione che scommette sui giovani artisti emergenti, che offre loro l’opportunità di esprimere la propria creatività e li spinge a riflettere attraverso la musica su temi che ogni anno indagano in modo diverso la contemporaneità – ha dichiarato Manuela Rontini, sottosegretaria alla presidenza della Regione -. Non possiamo quindi che salutare con soddisfazione questa nuova edizione del Meeting Music Contest, che negli anni passati ha fatto emergere tanti nuovi talenti”. Il tema di quest’anno, ispirato al titolo del Meeting di Rimini 2025 – “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi” – invita i partecipanti a confrontarsi con la sfida di costruire qualcosa di nuovo e duraturo. Giovani artisti e band (14-40 anni) avranno l’opportunità di presentare un brano inedito e una cover reinterpretata, per provare ad accedere alla finale, che si terrà il 26 agosto 2025 sul Palco Piscine della Fiera di Rimini, nell’ambito della 46esima edizione del Meeting. Una giuria d’onore, della quale faranno parte Cristiano Godano e Casadilego, insieme a esperti del settore musicale e ai coordinatori Giordano Sangiorgi (MEI) e Otello Cenci (Meeting), valuterà le performance e decreterà il vincitore. Cristiano Godano, voce e leader dei Marlene Kuntz, è autore e musicista di spicco del rock alternativo italiano, con una carriera trentennale fatta di testi poetici e profondi. Casadilego, nomed’arte di Elisa Coclite, vincitrice di X Factor 2020 a soli 17 anni, è cantautrice dal talento cristallino e dalla voce emozionante.


Emmanuele Forlani, direttore del Meeting di Rimini, ha sottolineato il profondo legame tra il Meeting Music Contest e il titolo del Meeting 2025, ‘Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi’. “I giovani – ha affermato – sono i primi a costruire con mattoni nuovi. Non solo nel Meeting, ma nella vita di ogni giorno, nella società, nella cultura. Con la loro freschezza e creatività ci insegnano che, anche nei luoghi più deserti, è possibile dare inizio a qualcosa di nuovo. È per questo che è importante mettersi in ascolto delle loro proposte e lasciarsi provocare dal loro desiderio di costruire. Anche al Meeting vogliamo che accada così. I musicisti e le band che parteciperanno quest’anno si aggiungeranno agli oltre 750 concorrenti che hanno animato le passate edizioni del Meeting Music Contest. La forza del Meeting sta anche qui: nel rinnovarsi continuo delle generazioni che, anno dopo anno, lo costruiscono e che vogliamo ascoltare attivamente”. Otello Cenci, responsabile Spettacoli del Meeting di Rimini, ha aggiunto: “Siamo già giunti alla quinta edizione. Sembra solo ieri che abbiamo lanciato il contest, ma in realtà dopo soli cinque anni ci troviamo davanti ad un mondo completamente stravolto: sia per quanto riguarda l’universo musicale, sia per quanto concerne il contesto sociale nazionale e internazionale. L’opportunità offerta ai giovani da questo contest, di incontrarsi e condividere i propri dubbi, paure e desideri attraverso la musica è divenuta ancora più importante e fondamentale. Siamo entusiasti di poter rilanciare questo evento e curiosi di ascoltare i brani che arriveranno”.


Il contest offrirà ai vincitori un pacchetto di premi che prevede: un’esibizione al MEI 2025 (3-5 ottobre a Faenza), la registrazione di un singolo presso il Lotostudio di Ravenna, distribuzione digitale tramite MEIDigital / Indies Digital MEI, ufficio stampa a cura de L’Altoparlante e una promozione social continuativa. “Il Meeting Music Contest si conferma, per il quinto anno consecutivo, un appuntamento imprescindibile per i nuovi talenti emergenti italiani che desiderano misurarsi con un ampio pubblico giovanile, per poi approdare sul palco del Meeting delle Etichette Indipendenti, in programma dal 3 al 5 ottobre”, ha concluso Giordano Sangiorgi, fondatore e patron del Mei. Il valore dell’iniziativa è accresciuto dalla presenza di ospiti di grande rilievo della scena musicale indipendente italiana. “Quest’anno saranno con noi Cristiano Godano, figura storica dell’indie rock italiano con i suoi Marlene Kuntz, e Casadilego, scoperta da Manuel Agnelli degli Afterhours, una delle cantautrici più raffinate e sensibili della scena attuale”. Da segnalare anche i percorsi di crescita degli ultimi vincitori. “Luca Fol e Samuela – ha spiegato Sangiorgi -stanno lavorando a nuovi progetti affiancati proprio dai professionisti del Meeting Music Contest, mentre La Noce, vincitrice della penultima edizione, è attualmente in tour in Italia con il suo nuovo spettacolo, grazie al supporto di Materiali Musicali e del Nuovo Imaie”.

Amirante (N.Orizzonti): esempio Wojtyla guida ancora nostra missione

Amirante (N.Orizzonti): esempio Wojtyla guida ancora nostra missioneRoma, 2 apr. (askanews) – “Vent’anni fa, il mondo piangeva la morte di un Papa che aveva segnato la storia, non solo per la sua guida spirituale, ma anche per il suo coraggio, la sua profondità e la sua incessante testimonianza di amore. Papa Giovanni Paolo II è stato un faro di luce in tempi di oscurità, un uomo di Dio che ha saputo avvicinare i cuori, soprattutto quelli più fragili e dimenticati. La sua visione e il suo impegno per il bene dell’umanità sono stati determinanti per molte delle scelte che, come Comunità Nuovi Orizzonti, ci hanno ispirato nel nostro cammino”. Lo ha dichiarato in una nota la Fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti, Chiara Amirante.


“In particolare, il suo amore incondizionato per i più poveri, gli emarginati, i giovani in cerca di un senso, ci ha spinto a dedicare la nostra vita all’annuncio della speranza, alla promozione della dignità umana e alla cura di chi è più vulnerabile. Papa Giovanni Paolo II ci ha insegnato che non c’è niente di più potente dell’amore che si dona. La sua capacità di vedere e amare ogni persona come un fratello, di ascoltare la sofferenza degli altri, è un’eredità che ci spinge a continuare la sua missione di portare il Vangelo nel mondo con gesti concreti di carità e di accoglienza”, conclude Amirante.

Un arcobaleno di solidarietà tra Italia e Africa

Un arcobaleno di solidarietà tra Italia e AfricaRoma, 2 apr. (askanews) – In Africa, nei luoghi dove è riemerso un conflitto lungo e sanguinoso, ci sono persone che riescono ad avere una vita grazie a un aiuto che arriva da migliaia di chilometri di distanza. Un sostegno che a volte nasce da condizioni inaspettate. Una storia di sofferenza diventata motore di solidarietà.


Guido ha deciso di fare qualcosa per gli altri in memoria del figlio scomparso. “Ho scoperto che tendere la mano verso chi è più fragile riempie l’anima di pace” racconta Guido, 85 anni, di Bolzano. Un anno fa ha scelto di superare il semplice piacere che nasce dallo scambio e ha abbracciato una verità più profonda, radicata in un passo del Nuovo Testamento: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere!” (Atti 20,34-35). Queste parole, ormai parte integrante della sua vita, lo hanno trasformato. Lo hanno aiutato a vedere l’altro con occhi di sincerità, riconoscendone i bisogni autentici. “Mi chiedevo cosa avrei potuto fare”, confida Guido. “Dopo la morte di mio figlio Roberto, avvenuta nel 2023, il dolore e la sofferenza mi accompagnarono per lungo tempo. Non riuscivo a trovare pace fino a quando non presi una decisione: fare una donazione”, racconta. “Mio figlio aveva messo da parte i suoi risparmi e pensando a quanto amasse l’altro e fosse capace di farlo incondizionatamente – abbiamo vissuto insieme 56 anni, lui era affetto dalla sindrome di down – ho deciso di donare il suo gruzzoletto alla Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV attraverso il Settore Solidarietà e Gemellaggi.


Un gesto di gratuita carità che ha reso possibile la costruzione di un pozzo d’acqua a Gashaki, in Rwanda, un territorio nel cuore dell’Africa stretto tra Congo, Uganda e Burundi, dove ancora si muore per mancanza di acqua pulita. “Sapere di aver dato la possibilità a tante persone di dissetarsi, senza limiti di tempo, ha dato compimento al sacrificio di mio figlio che per anni ha conservato i suoi risparmi, senza mai tentennare. Quasi come se prevedesse…”, afferma e aggiunge: “Alla mia età posso dirle di essere soddisfatto perché quest’opera, non solo mi ha dato pace, ma elevato il senso della mia esistenza…”. Si ferma qualche minuto, come a tirare le somme della sua vita, e conclude: “Ho fatto qualcosa di buono!”.


Vicino al pozzo è stata apposta una targa in memoria di Roberto Origoni. Un gesto d’amore che continuerà a dare vita. Capita spesso che le mozioni dell’animo diventino gesti in grado di cambiare la vita di qualcuno meno fortunato. Sono moti che conducono l’uomo a cercare chi si trova nel bisogno, a fare qualcosa per lui. Caratterizzano la vita del benefattore, colui che per amore del prossimo esce dalla zona comfort del “proprio orticello” e dà compimento ad azioni di solidarietà, di vicinanza, di sostengo che si possono raggiungere attraverso vie diverse. Ognuno sceglie la sua ma un proposito le accomuna tutte: fare del bene. Come ogni azione che si svolge e strada che si persegue si avranno delle conseguenze. Dei frutti di bene, non solo per chi dà, come mostra la storia di Guido, ma anche per chi riceve. In Repubblica Democratica del Congo e in Mozambico vivono Annie e Charles. Entrambi hanno potuto cambiare la propria vita grazie al Sostegno a Distanza promosso dalla Società di San Vincenzo De Paoli. Un gesto di solidarietà che permette a tanti bambini di poter accedere alla scolarizzazione, formarsi e diventare adulti in un ambiente protetto. Un aiuto che si estende nel tempo attraverso la condivisione di un cammino fatto di sforzi, gioie, sofferenze, successi.


Annie è stata curata e ha potuto proseguire gli studi. Nata il 14 ottobre 2004 è cresciuta in una baracca fatiscente a Kingasani, una zona malsana e poverissima di Kinshasa. La madre era sarta e non riusciva a sostenere economicamente i suoi figli. Le conseguenze per la salute della piccola sono state gravi: era malnutrita e spesso ammalata. La sua vita è cambiata quando ha ricevuto il sostegno medico necessario e soddisfatto il fabbisogno alimentare giornaliero. Questo grazie a chi ha deciso di prendersi cura di lei. Mikuma Annie oggi frequenta il corso triennale in Scienze Biologiche a Kinshasa, in Repubblica Democratica del Congo. Ha scelto questa facoltà perché dice che un giorno vuole fare qualcosa per i bambini del suo paese che rischiano di non avere un futuro, come rischiava di non averlo lei – a causa della malattia non riusciva a frequentare tutte le lezioni scolastiche. La forza d’animo non l’ha mai abbandonata, né il sogno di diventare medico che, finalmente potrà diventare realtà. Intanto il desiderio di sua madre si è già concretizzato: grazie al dono di una macchina da cucire ha potuto avviare una piccola attività di sartoria. Più a Sud, nel cuore del Mozambico, a Mafambisse, vive un bambino di sei anni, Fernando João Charles. Joao Charles ha perso la madre poco dopo la sua nascita. Rimasto orfano, nonno Anselmo si è occupato di lui, nonostante le grandi difficoltà economiche. L’unica fonte di sostentamento era un piccolo orto e quel che fruttava doveva bastare a sfamarli. La vita di João Charles è cambiata grazie all’incontro con Don Piergiorgio Paoletto, parroco di Mfambisse. Attraverso il Settore Solidarietà e Gemellaggi della Società di San Vincenzo De Paoli arriva anche per lui il sostegno a distanza che oggi gli permette di andare a scuola e di imparare a leggere e a scrivere. Oltre all’attività didattica frequenta il Doposcuola voluto e organizzato da Don Piergiorgio Paoletto. Qui, ogni giorno, coltiva il suo talento: disegnare. Don Paoletto l’ha scoperto e lo guida e incoraggia offrendogli tutto l’occorrente per mettere a frutto il suo dono. E così insieme, grazie all’impegno e alla generosità di molti, la vita di Joao Charles si arricchisce di svariati colori e degli strumenti necessari per la costruzione di un domani migliore. Oggi sono ancora milioni i bambini e le bambine che continuano a vivere in estrema povertà. Non riescono a raggiungere un grado di istruzione adeguato e sono costretti a lavorare. Subiscono abusi e violenze. Vivono in condizioni igieniche e sanitarie pessime e non hanno accesso a strutture mediche dove essere curati. Il Settore Solidarietà e Gemellaggi nel Mondo è la struttura della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV che si occupa non solo di adozioni e sostegno a distanza – più di 2.500 in 40 Paesi – ma anche di sviluppare progetti con partner locali come costruzione di pozzi, aule scolastiche e ospedali, nonché di intervenire nei luoghi colpiti da calamità naturali o guerre e di promuovere la creazione di gemellaggi tra le Conferenze italiane e altre all’estero. Il Settore Solidarietà e Gemellaggi nel Mondo opera al servizio dei Vincenziani e di chi, nel mondo, ha bisogno, offrendo la propria struttura, le proprie competenze, la capacità di costruire quella rete di carità con la quale il Beato Federico Ozanam desiderava ricoprire il mondo.

Salute, arte e progresso della ricerca per la cura della Sla

Salute, arte e progresso della ricerca per la cura della SlaRoma, 29 mar. (askanews) – Una giornata intensa e ricca di emozioni quella di giovedì 27 marzo, dove, grazie alla collaborazione tra Fondazione Prada, AISLA e AriSLA, si è tenuto l’incontro tematico dedicato alla SLA all’interno del progetto “Preserving the Brain: A Call to Action”, realizzato da Fondazione Prada.


L’incontro ha coinvolto diversi momenti di riflessione e confronto, tra cui la visita della mostra scientifica del progetto che, ideata con lungimiranza dal professor Giancarlo Comi, esplora il campo delle neuroscienze. L’edizione di quest’anno si è concentrata sulla prevenzione e sul trattamento precoce delle malattie neurodegenerative, temi rilevanti per rilanciare un impegno comune di istituzioni scientifiche, culturali e della società civile. La giornata è iniziata con un incontro formativo con l’Istituto Professionale IIS Oriani Mazzini di Milano. Le classi quinte ad indirizzo Tecnico dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale hanno avuto l’opportunità di visitare la mostra, entrando in contatto con il mondo della ricerca scientifica e della cura della SLA.


Durante la visita, AriSLA ha illustrato gli aspetti innovativi della ricerca, mentre AISLA ha messo in luce la dimensione umana della cura, raccontando storie di vita e stimolando una riflessione profonda sull’importanza dell’inclusione. La visita alla mostra scientifica è stata guidata dai dottorandi dell’Istituto San Raffaele di Milano. La mattinata si è conclusa con la creazione di un Manifesto Etico delle parole della Cura, dove gli studenti hanno espresso il loro impegno personale verso la ricerca, l’inclusione e la cura, utilizzando parole chiave come “speranza”, “diagnosi” e “progresso”. Nel pomeriggio, volontari, familiari e persone con SLA hanno intrapreso un affascinante viaggio attraverso l’esposizione Atlas di Fondazione Prada, dove l’arte ha incontrato l’esperienza della SLA. Il tema dell’”impossibilità resa possibile” ha offerto una nuova prospettiva, in cui la bellezza emerge nonostante la malattia, trasformando la creatività in uno strumento di riflessione profonda e di speranza.


Guidati da Mary Zurigo e Michele Porcu di Z.E.A. – Zone di Esplorazione Artistica, le persone con SLA, affiancate da Anisia Carlino, psicologa del Centro di Ascolto AISLA, hanno vissuto un’esperienza emozionante, entrando in contatto con opere artistiche di forte impatto. Il percorso è iniziato con una salita panoramica alla Torre della Fondazione, dove l’ascensore trasparente ha offerto una visione inedita sulla città, a simboleggiare il cambiamento di prospettiva, necessario per affrontare le sfide della vita. La prima opera, Upside Down Mushroom Room di Carsten Höller, con i suoi funghi sospesi e il movimento ipnotico, ha stimolato una riflessione su come una nuova visione possa trasformare l’esperienza della malattia. La visita è proseguita con la Bel Air Trilogy di Walter De Maria, tre automobili cromate che, come sculture, rimandano al potere della trasformazione e della reinterpretazione. L’esperienza si è conclusa davanti a Tulips di Jeff Koons, simbolo di gioia e speranza, dove le famiglie hanno condiviso emozioni che sono state raccolte nel Manifesto Etico delle parole della Cura, con espressioni cariche di significato come “giornata rilassante”, “uscire dalla monotonia della settimana” e “bellezza”. Un momento di connessione e riflessione collettiva che ha reso l’arte un potente strumento di cura dell’anima e di speranza.


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Programma di P&G per facilitare accesso giovani disabili a sport

Programma di P&G per facilitare accesso giovani disabili a sport

Milano, 28 mar. (askanews) – Procter & Gamble (P&G), partner globale del Comitato Olimpico e Paralimpico Internazionale, in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina 2026 ed il programma Adaptive Winter Sports, ha presentato oggi a Milano “Campioni Ogni Giorno”, una serie di iniziative concrete, per promuovere e facilitare l’accesso allo sport dei giovani con disabilità in Italia, realizzato con l’obiettivo di incoraggiare uno stile di vita sano e favorire l’inclusione e la socializzazione, contribuendo allo sviluppo del movimento Paralimpico nel nostro Paese.


“Sappiamo bene come lo sport sia un agente di inclusione e di crescita potentissimo per bambine e bambini ma per chi ha disabilità è molto di più: è un ‘ponte’ verso la vita, che aiuta a socializzare, conoscere il proprio corpo e a spingersi più in là, superando i propri limiti. Ancora oggi però molti bambini con disabilità affrontano ostacoli nella partecipazione alle attività motorie ed è per questo che iniziative come quelle intraprese con il programma ‘Campioni Ogni Giorno’, possono offrire un aiuto. Così come nel mondo dello sport, e in quello Paralimpico in particolare, la collaborazione e l’aiuto reciproco sono ingredienti imprescindibili per il successo degli atleti, così diventa cruciale costruire ‘sistemi virtuosi’ in cui si collabora insieme per un obiettivo comune” ha dichiarato Paolo Grue, Presidente e Amministratore Delegato di P&G in Italia. Tra le iniziative, una ricerca per verificare l’effettiva accessibilità allo sport in Italia, un’applicazione per localizzare associazioni e centri sportivi accessibili nella propria zona di interesse, il lavoro in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina 2026 per consentire l’adozione anche in Italia del toolkit educativo globale “I’mPOSSIBLE” sviluppato dal Comitato Paralimpico Internazionale. E ancora: progetti per rendere accessibili agli sciatori con disabilità motorie la maggior parte delle baite nelle località sciistiche protagoniste di Milano Cortina 20206, donazioni di ausili per praticare sport Paralimpici e contributi per sostenere le attività delle Federazioni sportive.

Giovani, maggiore autostima e fiducia tra chi studia e lavora

Giovani, maggiore autostima e fiducia tra chi studia e lavoraMilano, 26 mar. (askanews) – I giovani che lavorano e studiano hanno un’autostima più alta e una maggiore fiducia nelle proprie capacità, mentre chi non studia né lavora affronta un saldo emotivo negativo, con alti livelli di stress e ansia. E’ questo il dato principale che emerge dalla ricerca “eQua per i giovani”, realizzata da Ipsos per Arci per fornire un quadro dettagliato su come le nuove generazioni affrontano il presente e immaginano il futuro.


L’indagine evidenzia inoltre un forte divario di genere: le giovani donne dichiarano minore autostima, minore sicurezza in sé stesse e una maggiore difficoltà nella gestione dello stress rispetto ai coetanei uomini. Inoltre, il 65% dei giovani percepisce una distanza significativa tra la propria vita reale e quella ideale, con una quota maggiore tra le ragazze e tra chi è in cerca di lavoro. Dovendo esprimere una valutazione sul grado di soddisfazione per la propria vita, le giovani donne si dichiarano, in media, meno felici, dei giovani uomini, con un distacco di quattro decimali sul valore medio. Le persone che lavorano e studiano si ritengono, in media, più felici (7,2) di chi non studia né lavora (5,9). Non si rilevano differenze significative per fascia di età o titolo di studio. Per quanto riguarda i valori, la famiglia e le amicizie restano priorità assolute per i giovani, mentre l’impegno sociale e politico, sebbene presente, si esprime più frequentemente in forme digitali piuttosto che in partecipazione attiva. L’attivismo online, come seguire influencer impegnati o firmare petizioni digitali, supera quello offline, con una bassa partecipazione a manifestazioni e incontri politici. Rispetto all’importanza delle attività culturali viaggiare è quella a cui si attribuisce maggiore valore in termini di crescita personale, seguita dall’ascolto di musica e dalla lettura di libri non scolastici. Anche guardare film e serie TV è un’attività molto popolare. Seguono a ruota visitare musei e mostre e partecipare a concerti. Attività come andare al cinema e partecipare a spettacoli teatrali risultano meno prioritarie, in particolare per i ragazzi rispetto alle ragazze.


Il costo è la principale barriera alla partecipazione alle attività culturali, seguita dalla mancanza di interesse o noia. La distanza geografica e l’incertezza su come raggiungere i luoghi rappresentano ulteriori ostacoli. Inoltre, la mancanza di tempo e l’assenza di abitudini culturali consolidate influenzano negativamente la partecipazione. Alcuni intervistati si sentono isolati culturalmente. Il rapporto con le istituzioni risulta controverso: se da un lato la scuola e l’università sono considerate punti di riferimento, dall’altro la fiducia nei partiti politici è ai minimi storici. Anche l’Unione Europea e il Terzo Settore godono di un consenso superiore rispetto alle istituzioni nazionali.


Il 37% del campione conosce l’Arci, con una maggiore consapevolezza tra le fasce di età più avanzate e i residenti nel Centro Italia. Il 72% delle persone che dichiarano di conoscere l’Arci è convinta dell’importanza della presenza dei suoi circoli nel nostro paese. Concentrandosi sull’aspetto personale, per il 60% delle persone frequentare i circoli Arci è importante per i propri bisogni o interessi. “La ricerca – commenta Walter Massa, Presidente nazionale Arci – evidenzia un bisogno urgente di politiche che sostengano i giovani nel loro percorso di crescita e autonomia. Serve un impegno concreto per garantire loro opportunità di lavoro dignitose, accesso alla cultura e strumenti per rafforzare la partecipazione democratica. Dobbiamo contrastare una deriva individualistica, per passare da un approccio troppo legato all”io’ e rafforzare il concetto del ‘noi’. Saranno alcuni degli obiettivi dell’Arci nel prossimo periodo”.

Operation Smile: arte e vini pregiati per il sorriso dei bambini

Operation Smile: arte e vini pregiati per il sorriso dei bambiniMilano, 25 mar. (askanews) – Raccogliere fondi a sostegno dei programmi medici di Operation Smile in Africa Subsahariana e America Latina per assistere e curare i bambini e gli adulti nati con malformazioni del volto come le labiopalatoschisi e che non hanno accesso alle cure essenziali di cui hanno bisogno. È questo l’obiettivo di “In Auction For Smiles”, un’asta di vini pregiati organizzata dalla Fondazione Operation Smile Italia ETS che si terrà a Roma, giovedì 3 aprile alle 19, in uno dei musei più prestigiosi della Capitale, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.


“Siamo profondamente grati a tutte le aziende vinicole che hanno deciso di essere al nostro fianco in questa serata e di sostenerci con i propri vini, contribuendo ad offrire la possibilità a tanti pazienti affetti da malformazioni del volto di poter ricevere le cure di cui hanno bisogno” afferma Marcella Bianco, Direttore Generale della Fondazione Operation Smile Italia ETS, aggiungendo che “il vino e l’arte in questo evento incontrano la solidarietà e infondono ancora più forza al nostro impegno: costruire un futuro dove la salute e la dignità di ogni paziente siano garantiti grazie ad assistenza medica e chirurgica completa, sicura e di qualità”. L’asta, curata da Gelasio Gaetani, scrittore ed esperto di vini, sarà battuta da Luciano Carnaroli e accoglierà intenditori, amanti ed appassionati del vino che vorranno aggiudicarsi dei lotti pregiati e sostenere i programmi medici di Operation Smile. Seguirà un cocktail all’interno dello splendido Caffè delle Arti, accompagnato dai vini generosamente offerti da Guido Formilli Fendi, Batasiolo, Banfi, Eccocivi – The Nando and Elsa Peretti Foundation, Leone De Castris, Donnafugata, Volpe Pasini, Rocca di Frassinello, Conte Leopardi, Barone di Serramarrocco, Tenuta San Leonardo, Terredora di Paolo e Tenuta di Fiorano. La degustazione sarà illustrata dai sommelier dell’Ais. Partner della serata Sal De Riso – Costa D’Amalfi, che offrirà agli ospiti una varietà delle sue colombe pasquali. Prima dell’inizio dell’asta, inoltre, sarà possibile visitare la mostra “Il Tempo del Futurismo”, allestita in Galleria fino al 27 aprile.


Tra le bottiglie più prestigiose presenti all’asta spiccano quelle donate dalle cantine: Ornellaia, Batasiolo, Tenuta di Trinoro di Vini Franchetti, Marchesi Frescobaldi, Rocca di Frassinello, Marchesi Antinori, Fattoria dei Barbi, Mazzei, Tormaresca, Vistorta, Petrolo, Cusumano, Tenuta San Leonardo, Col d’Orcia, Tenuta Argentiera, Tenuta di Fiorano, Tasca D’Almerita; Tenuta Il Palagio, che ha donato una bottiglia in edizione limitata autografata da Trudie Styler & Sting, e Vespa Vignaioli che ha donato una bottiglia numerata ed autografata da Bruno Vespa. Tra i lotti più grandi e prestigiosi si segnalano quelli donati dalle aziende: Monteverro, Barone di Serramarrocco, Podernuovo a Palazzone di Giovanni Bulgari, Terredora di Paolo Mastroberardino, Azienda Guido Formilli Fendi e Amantis Azienda Agricola; le cantine Feudi di San Gregorio e Surrau, che hanno donato un maxi-formato; il Consorzio Vino Chianti che ha donato 24 bottiglie dei suoi associati. Tra le new entries di quest’anno: Paolo Conterno, Petra, Paitin, Badia a Coltibuono, Coletti Conti, Zymè, Demaldè, Bonfadini, La Porrona – Montisi. Le altre Cantine che partecipano all’iniziativa sono: Le Corgne Società Agricola di Andrea Formilli Fendi, Allegrini, Azienda Agricola Castello di Bolgheri, Conte Leopardi, Ferrari, Famiglia Cotarella, Banfi, Donna Fugata, Eccocivi – The Nando and Elsa Peretti Foundation, Casale del Giglio, Planeta, Surrau, Lungarotti, Felsina, Argiolas, Morisfarms, Bisol, La Madaleine, Leone De Castris, Firriato, Masi, Il Mosnel, Paolo e Noemia D’Amico, Cantina Tramin, Ambrogio e Giovanni Folonari, Podere San Cristoforo, Azienda Agricola Michele Satta, Principe Pallavicini, Tenuta Vitalonga, Tenuta Setteponti, Tenuta di Valgiano, Castello di Tassarolo, Castello di Volpaia, Livio Felluga, Esterina Centrella, Schiopetto, Zenato, Cos Vittoria, Masciarelli e ColleMassari.

Pasqua con Emergency, con la “Colomba di Pace” per vittime di guerra

Pasqua con Emergency, con la “Colomba di Pace” per vittime di guerraRoma, 25 mar. (askanews) – Donare un simbolo di pace ad amici e familiari in occasione della Pasqua e sostenere l’impegno di EMERGENCY per le vittime di guerra nei Paesi in cui opera (Gaza, Ucraina, Sudan, Afghanistan, Iraq). Si può raggiungere questo doppio obiettivo acquistando la “Colomba di pace” dell’ONG che sarà presente dal 10 al 13 aprile nelle piazze di tutta Italia. Un gesto semplice e immediato che andrà a finanziare gli ambulatori di EMERGENCY e le sue strutture sanitarie a Gaza e in Ucraina, Afghanistan, Iraq, Sudan.


Il dolce pasquale è venduto dalle volontarie e dai volontari dell’Ong nella shopper di EMERGENCY, targato R1PUD1A, la campagna dell’Associazione sull’articolo 11 della Costituzione. La “Colomba di pace” pesa 750 grammi, è decorata da croccanti mandorle intere e granella di zucchero e unisce la sofficità dell’impasto con il profumo intenso degli scorzoni canditi di arance siciliane. Il prezzo è 20 euro.


Sarà possibile acquistare il dolce caratteristico di Pasqua anche online sul sito dal 22 marzo fino al 13 aprile (https://shop.emergency.it/) e anche nei negozi di Milano, Torino, Roma e Genova dal 22 marzo fino a Pasqua ma anche online. Per sapere le piazze nelle quali poter acquistare la “Colomba di Pace” si può consultare il sito: https://www.emergency.it/colomba/

Nasce Fondazione Giuseppe Olmo: ponte tra impresa, cultura e territorio

Nasce Fondazione Giuseppe Olmo: ponte tra impresa, cultura e territorioMilano, 21 mar. (askanews) – Nel cuore della Tenuta di Artimino, all’interno della storica Villa La Ferdinanda in provincia di Prato, viene ufficialmente presentata la Fondazione Giuseppe Olmo, un’iniziativa promossa dalla famiglia Olmo con l’obiettivo di diffondere cultura, sostenere l’innovazione e valorizzare il patrimonio storico, artistico e ambientale. La Fondazione, riconosciuta come Ente del Terzo Settore, nasce per custodire e tramandare l’eredità di Giuseppe Olmo, figura simbolo del Novecento italiano, campione di ciclismo, atleta olimpico, imprenditore visionario e filantropo.


Il progetto si pone come un ponte tra passato e futuro, capace di coniugare tradizione e innovazione, cultura e impresa dove la Fondazione Giuseppe Olmo si propone come punto di riferimento per chi crede nel valore della conoscenza condivisa come strumento di crescita sociale ed economica. La creazione della Fondazione rappresenta un passaggio fondamentale per la famiglia Olmo che da generazioni è protagonista nel panorama industriale italiano e internazionale. L’intento è quello di valorizzare la storia dell’azienda e del suo fondatore, promuovendo iniziative culturali, sociali e di mecenatismo che ne rispecchino i principi e la visione. A sottolinearlo è la presidente Annabella Pascale: “Questa iniziativa nasce con l’intento di creare un progetto comune tra le generazioni presenti e future della famiglia Olmo, mirato a tramandare, sviluppare e rappresentare i valori familiari e del Gruppo attraverso attività di ricerca scientifica e storica oltre a iniziative culturali, sociali e filantropiche. Un testimone affidato a ognuno di noi per continuare a valorizzare la storia iniziata da mio nonno Giuseppe Olmo, oggi divenuta una grande eredità valoriale, industriale e culturale italiana”.


Fondazione Giuseppe Olmo ritiene che il progresso della società umana possa avvenire solo attraverso la continua valorizzazione del patrimonio culturale, tecnologico e scientifico, artistico e naturale. La sua attività si svilupperà in due specifiche aree tematiche. Area dell’innovazione industriale e della cultura d’impresa La Fondazione Giuseppe Olmo promuove studi, iniziative di formazione, ricerche e confronti per la valorizzazione della cultura d’impresa. Un impegno che sostiene il concetto di intrapresa umana in stretta relazione di scambio con la difesa e promozione del patrimonio storico, artistico, paesaggistico e culturale. Cultura industriale e consapevolezza dell’heritage trasmesso da Giuseppe Olmo costituiscono lo spirito-guida con cui saranno promossi gli eventi culturali e scientifici, i corsi di formazione, i workshop, i convegni e con cui sarà incoraggiata la ricerca e la produzione intellettuale attraverso saggistica tecnico-scientifica, arti visive e performative, ricerche e borse di studio, collaborazioni con ricercatori, tecnologi e artisti in residenza.


La Fondazione si articola attraverso una struttura organizzativa dinamica, su un modello hub & spoke, che permette di coordinare attività e progetti in sinergia con istituzioni, aziende e centri di ricerca. Il Cda, nominato dalla famiglia Olmo, di cui sono parte i consiglieri Francesco Spotorno Olmo e Filippo Olmo, è composto da esponenti del mondo accademico, culturale e imprenditoriale. Gli organi direttivi della Fondazione comprendono il Comitato di Orientamento, coordinato dal Dott. Vincenzo Ercolino, incaricato di definire le strategie e supervisionare l’attuazione dei programmi biennali affidati a due commissioni tematiche. La commissione “Cultura d’impresa”, affidata alla Direzione del Dott. Franco Achilli definisce e attua il programma dell’area tematica dell’innovazione industriale, della cultura, dell’arte e della ricerca tecnico-scientifica, della valorizzazione dell’ingegno per il management e la comunicazione d’impresa; e la commissione “Cultura del territorio”, affidata alla Direzione del Prof. Attilio Scienza, definisce e attua il programma dell’area tematica dell’innovazione nella difesa del patrimonio naturale e della biodiversità e per la modernizzazione delle metodologie vitivinicole e agricole. Acquistata da Giuseppe Olmo nel 1989, dopo oltre 10 anni di restauri, Villa La Ferdinanda e tutta la Tenuta di Artimino sono oggi un simbolo dell’impegno della famiglia nella valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Con la nascita della Fondazione, la Villa diventa un centro di ricerca e produzione culturale, destinato a ospitare convegni, eventi e studi interdisciplinari.

Ciocchetti-Maselli: oltre 75mila euro con Natale solidarietà 2024

Ciocchetti-Maselli: oltre 75mila euro con Natale solidarietà 2024Roma, 20 mar. (askanews) – “Quest’anno con il Natale di Solidarietà sono stati raccolti ben oltre 75 mila euro da devolvere in beneficenza. L’evento che abbiamo organizzato insieme al Comitato ‘Per chi da solo non ce la fa’, presso l’Auditorium della Conciliazione lo scorso 9 dicembre è stato un grande successo, oltre le nostre aspettative”. Lo hanno dichiarato il deputato Luciano Ciocchetti e l’assessore regionale Massimiliano Maselli nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso la sala Tevere della Regione Lazio.


“Il Natale di Solidarietà – hanno aggiunto – è un tradizionale appuntamento che promuove da anni, in occasione del Santo Natale, una raccolta fondi per sostenere le numerose attività di tante associazioni impegnate nel settore del sociale, sanitario e del volontariato. Quest’anno, oltre ad aver raggiunto la cifra record di 75 mila euro, abbiamo anche ampliato la platea dei beneficiari. Sono infatti ben 30 le associazioni che riceveranno il contributo economico dal Comitato ‘Per chi da solo non ce la fa’ che permetterà loro di realizzare interventi a favore delle persone più bisognose. Un sentito ringraziamento va al Presidente del Comitato Mauro Ascione e a quanti, persone fisiche e aziende, hanno contribuito alla raccolta fondi, trasformando la generosità in una azione concreta a favore di chi è più debole e vulnerabile. Un ringraziamento anche ai tanti volontari che hanno permesso la realizzazione dell’evento, a tutti gli artisti che hanno messo la loro arte a disposizione di una buona causa e al presidente Agis Lazio Francesco Carducci. Appuntamento a dicembre prossimo sempre all’Auditorium della Conciliazione”, hanno concluso Ciocchetti e Maselli.