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Benessere femminile: per 1 donna su 2 ciclo irregolare, farmaci o menopausa aumentano pressione e fatica emotiva

Benessere femminile: per 1 donna su 2 ciclo irregolare, farmaci o menopausa aumentano pressione e fatica emotiva

Roma, 3 mar. (askanews) – Il benessere mentale delle donne è profondamente connesso alla fase biologica della vita che stanno attraversando: un ciclo mestruale irregolare, terapie farmacologiche e momenti fisiologici come la perimenopausa e la menopausa possono incidere in modo significativo sull’equilibrio emotivo, amplificando pressione e senso di sopraffazione. Eppure, troppo spesso, salute mentale e dimensione biologica vengono affrontate come ambiti distinti e la loro relazione viene sottostimata, quando invece le evidenze mostrano quanto siano strettamente intrecciati lungo tutto l’arco della vita. Questo è quanto emerge dalla nuova indagine di Unobravo, servizio di psicologia online e Società Benefit, realizzata con Dynata su un campione di 1.001 donne italiane tra i 18 e i 60 anni. I dati, informa una nota, evidenziano un punto centrale: negli ultimi 30 giorni, oltre 1 donna su 3 dichiara di essersi sentita spesso o molto spesso emotivamente sopraffatta e in questo le variazioni ormonali e fisiologiche sembrano giocare un ruolo rilevante – anche se raramente vengono considerate nella loro dimensione emotiva.

Quando il ciclo non è regolare: l’impatto sulla salute mentale Se il carico mentale è una costante trasversale, lo stato biologico rappresenta un fattore che può amplificare la vulnerabilità emotiva. Tra le donne con ciclo mestruale irregolare o che assumono farmaci che incidono sull’assetto ormonale, la difficoltà nella gestione quotidiana delle emozioni cresce in modo significativo: circa il 36% dichiara di non riuscire a gestirle, con un divario di quasi 10 punti percentuali rispetto alla media della popolazione femminile (27,1%).

Non solo. Il 47,3% delle donne, quasi 1 su 2, segnala che dolori, cambiamenti fisici o stanchezza influiscono molto o moltissimo sul proprio benessere psicologico, percentuale che aumenta fino a circa il 56% tra chi presenta un ciclo mestruale irregolare o assume farmaci specifici. Questo è anche il segmento di popolazione femminile in cui si riscontra come oltre la metà delle donne (54,2%) riferisce di avere una qualità del sonno scadente – quasi il doppio rispetto a chi ha un ciclo regolare (38,7%). Inoltre, sebbene in generale oltre il 40% delle donne non consideri il proprio benessere mentale una costante nel tempo, la percentuale si alza al 47% tra quante sono in cura e si spinge fino al 52% tra chi sperimenta un ciclo irregolare. Nonostante questi numeri mostrino con chiarezza come le condizioni ginecologiche e le variazioni ormonali incidano direttamente sull’equilibrio emotivo, il disagio che ne deriva viene spesso minimizzato o letto come un effetto “inevitabile” del ciclo, ritardando una presa in carico anche sul piano psicologico.

Menopausa, mancato supporto e sfera lavorativa La sensazione di non essere comprese tende tra l’altro ad aumentare nelle fasi di transizione biologica: circa il 40% delle donne in menopausa e in perimenopausa dichiara infatti che chi sta loro vicino non comprende pienamente l’impatto emotivo del periodo che stanno attraversando e quasi 1 su 2 tra loro afferma di non sentirsi supportata nei momenti di difficoltà. A questo si aggiunge la dimensione professionale: tra le lavoratrici che hanno sperimentato sopraffazione emotiva, circa il 42% ritiene che il lavoro abbia contribuito spesso o molto spesso a questo stato; quasi 7 su 10 dichiarano al tempo stesso che la propria azienda non mette però in campo azioni concrete a sostegno del benessere psicologico.

Che si parli di relazioni personali o di contesto professionale, un aspetto centrale che riguarda invece tutte le donne è legato alla possibilità di esprimere il proprio disagio. Tra le intervistate emerge infatti una diffusa tendenza alla “normalizzazione” dello stress: 3 donne su 4 notano come le proprie difficoltà emotive vengano spesso considerate dagli altri come una conseguenza naturale della fase di vita attraversata. Parallelamente, la pressione delle aspettative esterne agisce come un ulteriore fattore di stress: il 37% delle intervistate ammette di soffrire per il confronto con i modelli sociali di ciò che dovrebbero essere o sentire; un sentimento che riguarda soprattutto le più giovani, e che tocca più di 1 ragazza su 2 nella fascia 18-24 anni.

Nonostante le sfide emerge una forte spinta verso la cura di sé: per circa il 51% delle donne italiane, prendersi cura della propria salute mentale è oggi una priorità assoluta, segno di una volontà diffusa di rimettere al centro il proprio equilibrio interiore come pilastro fondamentale per una vita piena e consapevole.

“Le diverse fasi biologiche della vita di una donna comportano trasformazioni profonde, che non si esauriscono nella dimensione fisica”, commenta la Dottoressa Corena Pezzella, psicoterapeuta e Clinical Manager di Unobravo. “Prendersi cura della salute ginecologica e fisica è fondamentale, ma è altrettanto importante riconoscere e legittimare l’impatto psicologico delle trasformazioni e delle diverse condizioni che il corpo può attraversare nelle diverse fasi della vita. Normalizzare il disagio rischia di silenziare una richiesta di aiuto che merita invece riconoscimento, attenzione clinica e ascolto emotivo.”

Aeronautica militare: neonato trasportato d’urgenza da Lamezia Terme a Roma

Aeronautica militare: neonato trasportato d’urgenza da Lamezia Terme a Roma

Roma, 27 feb. (askanews) – Si è concluso intorno alle ore 16:40 di oggi il trasporto sanitario d’urgenza di un bimbo di soli tre mesi che, a causa di una grave patologia, necessitava di essere trasferito con la massima tempestività dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. Il volo salvavita, richiesto dalla Prefettura di Catanzaro, è stato effettuato da un equipaggio del 31° Stormo di Ciampino, uno dei reparti di volo dell’Aeronautica Militare che assicura h24, per 365 giorni all’anno, velivoli ed equipaggi pronti a decollare in tempi brevi per questo genere di missioni.

Il velivolo G-650 è decollato dall’aeroporto di Lamezia Terme alle ore 15:40 locali con a bordo il piccolo paziente, accompagnato dai genitori e monitorato costantemente durante il tragitto da un’equipe medica composta da un medico e un infermiere. Dopo circa un’ora di volo, l’aereo è atterrato allo scalo di Roma Ciampino, dove il neonato è stato immediatamente trasferito in ambulanza verso l’ospedale di destinazione per ricevere le cure necessarie. Il trasporto, come previsto dalle procedure operative in questi casi di urgenza, è stato autorizzato e coordinato dalla Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea, la sala operativa dell’Aeronautica Militare che gestisce, tra le altre cose, anche la flotta dei velivoli di Stato su disposizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La Forza Armata mantiene costantemente equipaggi ed aeromobili pronti a intervenire con rapidità a supporto della cittadinanza. Il 31° Stormo è solo uno dei reparti che l’Aeronautica Militare mette a disposizione, con mezzi e competenze di altissimo livello, per garantire il soccorso tempestivo dei cittadini, operando in stretta sinergia con le prefetture e le strutture sanitarie del territorio nazionale e garantendo un servizio continuo, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno.

Volo test Aeroitalia da Palermo con cani di grossa taglia

Volo test Aeroitalia da Palermo con cani di grossa taglia

Roma, 27 feb. (askanews) – Si chiamano Ross, di 6 anni, ed Evangelista (Evan), di 5 anni, un Cirneco dell’Etna di 15,5 chili e un Setter inglese dal peso di 28 chili, i due cani di grossa taglia (da 8 a 30 chilogrammi) che hanno viaggiato dall’aeroporto di Palermo a Rome Airports in un volo Aeroitalia per il primo test family dog. I due animali sono stati accompagnati dai loro proprietari, Marcello Marchetti di Cremona e Adriano Checcucci di Firenze, che si sono imbarcati al gate A18 nel volo XZ2712, in partenza alle 12.55, file 18 e 33, dopo aver effettuato il check-in al banco della compagnia aerea e passato i controlli di sicurezza.

Torna In auction for smiles, asta benefica di vini di Operation smile Italia

Torna In auction for smiles, asta benefica di vini di Operation smile Italia

Milano, 26 feb. (askanews) – Torna l’asta benefica di vini pregiati promossa dalla Fondazione Operation Smile Italia. L’appuntamento con “In Auction for Smiles” è per giovedì 5 marzo alle 19 a A Villa Blanc, sede della Luiss Business School che quest’anno sostiene l’iniziativa. Scopo della serata è una raccolta fondi, supportata da oltre 70 aziende vitivinicole, per sostenere i programmi medici internazionali di Operation Smile per l’assistenza medica e chirurgica a chi nasce con malformazioni del volto come le labiopalatoschisi nei Paesi a basso e medio reddito.

Numerose le donazioni di pregiate etichette, da battere all’asta durante la serata, che con la loro rinnovata partecipazione mantengono, come nelle edizioni precedenti, un elevato standard. “Ogni bottiglia donata rappresenta molto più di un’eccellenza enologica: è un gesto di fiducia e di responsabilità verso i nostri pazienti – dichiara Marcella Bianco, direttore generale della Fondazione Operation Smile Italia – Grazie alla vicinanza di aziende, partner e sostenitori, possiamo continuare a portare avanti programmi chirurgici e di formazione nei Paesi in cui operiamo, contribuendo a costruire sistemi sanitari più sostenibili e garantendo cure sicure e di qualità a chi ne ha più bisogno”.

L’asta di vini pregiati, curata da Gelasio Gaetani, scrittore ed esperto di vini, e battuta da Pier Matteo Carnaroli, vedrà protagonisti intenditori, collezionisti e appassionati che potranno aggiudicarsi lotti esclusivi, contribuendo ai programmi medici di Operation Smile. Tra le bottiglie più prestigiose spiccano una Magnum di Gabiano Riserva DOC 2020 numerata edizione limitata con etichetta d’arte del Maestro Maurizio Cattelan, una Magnum di Sassicaia 2022 di Tenuta San Guido generosamente donata da Raimondo Romani, titolare della prima casa d’aste italiana di vino, direttamente dalla sua collezione personale e due Magnum donate dalla Cantina Bastianich, tra le new entry di quest’anno.

Giornata Malattie rare, Lega Filo d’Oro riaccende l’attenzione

Giornata Malattie rare, Lega Filo d’Oro riaccende l’attenzione

Roma, 25 feb. (askanews) – Le malattie rare restano una sfida quotidiana per migliaia di famiglie, tra bisogni complessi e terapie spesso ancora insufficienti. I dati del 2025 del Centro Diagnostico della Fondazione Lega del Filo d’Oro – che nel corso dell’ultimo anno, ha preso in carico 122 persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale, erogando 56 valutazioni psicodiagnostiche e 66 interventi precoci – raccontano una realtà significativa: oltre 1 persona su 3 (35%) con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale proveniente da tutta Italia presenta una malattia rara. In Europa una malattia si definisce rara quando colpisce non più di 5 individui ogni 10mila persone. Eppure, nel loro insieme, queste patologie hanno un impatto enorme: sono circa 10.000 le malattie rare ad oggi conosciute e diagnosticate, che coinvolgono circa 300 milioni di persone nel mondo e circa 2 milioni in Italia (nel 70% dei casi si tratta di pazienti in età pediatrica). La Fondazione Lega del Filo d’Oro incontra quotidianamente queste malattie, poiché alcune di esse sono tra le principali cause di sordocecità e di pluridisabilità psicosensoriale: tra queste, la sindrome di Charge, Norrie, Usher, Goldenhar e la mutazione del gene SCN8A e ALG3.

‘Essere accanto alle persone con malattie rare e alle loro famiglie è fondamentale – dichiara Patrizia Ceccarani, Segretario del Comitato Tecnico Scientifico ed Etico della Fondazione Lega del Filo d’Oro – Ogni anno, i dati del nostro Centro Diagnostico ci confermano quanto queste patologie siano, ad oggi, tra le cause di sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale. In questi contesti, un percorso educativo riabilitativo specifico per lo sviluppo dei sensi residui e non solo, rappresenta una via in grado di garantire il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile. Nel caso di un bambino con malattia rara, è poi determinante l’intervento precoce. Negli ultimi anni, inoltre, grazie all’introduzione dello screening prenatale e neonatale è stato possibile individuare un numero sempre maggiore di patologie, permettendo interventi più tempestivi ed efficaci. In questo percorso, le famiglie restano al centro: accompagnarle e sostenerle significa dare a ogni bambino maggiori opportunità di sviluppo e di futuro”.

Quella delle malattie rare è una sfida articolata che coinvolge l’intera comunità nazionale ed internazionale. Molto è stato fatto, ma tanto resta ancora da fare. Sono stati raggiunti traguardi molto importanti tra cui, a livello internazionale, la Risoluzione ONU sulle Malattie Rare e, a livello nazionale, l’entrata in vigore della Legge 175/2021, che punta a garantire cure innovative e screening, attraverso l’uniformità dell’erogazione di prestazioni, medicinali, ausili e terapie non farmaceutiche e ad aggiornare costantemente l’elenco delle malattie rare e dei livelli essenziali di assistenza, a riordinare e potenziare la ‘Rete nazionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle malattie rare” e a sostenere la ricerca scientifica.

‘I dati del Centro Diagnostico della Fondazione Lega del Filo d’Oro confermano con chiarezza quanto le malattie rare rappresentino una componente significativa tra le cause di sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale, evidenziando la necessità di una diagnosi tempestiva e di percorsi di presa in carico altamente specializzati – sottolinea Maria Luisa Scattoni, Direttrice del Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR) dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Comitato Tecnico Scientifico ed Etico della Fondazione Lega del Filo d’Oro – Queste condizioni complesse richiedono una presa in carico globale e continuativa e rendono indispensabile un approccio multidisciplinare e personalizzato, fondato sull’integrazione tra ambito sanitario, educativo e sociale. In un contesto in cui la maggioranza delle persone con malattia rara è in età pediatrica, diventa inoltre fondamentale garantire interventi precoci, continuità assistenziale e un coordinamento strutturato tra rete sanitaria, servizi territoriali e realtà del Terzo Settore. Il rafforzamento della Rete nazionale per le malattie rare, insieme alla piena attuazione della Legge 175/2021, rappresenta un passaggio strategico per assicurare equità di accesso alle cure, uniformità nei percorsi e un progetto di vita realmente personalizzato per ogni bambino e adulto”.

L’IMPORTANZA DELL’INTERVENTO PRECOCE PER I BAMBINI – Per agire tempestivamente e prevenire gli effetti delle pluridisabilità psicosensoriali, alla Lega del Filo d’Oro l’intervento precoce, rivolto ai bambini sotto i 6 anni, dura tre settimane. È proprio nelle prime fasi dello sviluppo che si possono ottenere i migliori risultati, valorizzando le potenzialità e le abilità residue. All’arrivo al Centro Diagnostico, un’équipe interdisciplinare valuta abilità, caratteristiche e potenzialità di ciascun bambino e imposta, insieme alla famiglia e ai servizi esterni, un progetto di vita personalizzato. Fondamentale è il lavoro sui prerequisiti, che permette di costruire una serie di abilità per l’autonomia e la comunicazione, lavorando sul fronte sensoriale, cognitivo e motorio, ovvero su tutte le tappe dello sviluppo. Al termine del percorso, la famiglia riceve una diagnosi funzionale e un programma educativo-riabilitativo personalizzato da proseguire a casa, in collaborazione con i servizi del territorio. Il trattamento viene poi ripetuto periodicamente, utilizzando metodi e strumenti adattati caso per caso, comprese tecnologie assistive e ausili tecnologici, che ampliano le possibilità della persona e offrono strumenti per l’apprendimento di sistemi comunicativi, come comunicatori e switches.

L’ATTIVITÀ TECNICO SCIENTIFICA DELLA FONDAZIONE – L’autorevolezza e l’esperienza della Lega del Filo d’Oro, riconosciute a livello nazionale e internazionale, nascono dalla sinergia tra il know-how maturato nel tempo e la costante attività di ricerca scientifica in ambito educativo-riabilitativo e sociale. La ricerca e la sperimentazione rappresentano infatti un pilastro dell’attività della Fondazione, che presso la Sede nazionale di Osimo ospita un Centro di Ricerca psicopedagogico e tecnologico-riabilitativo. Qui vengono progettati e sperimentati metodologie e strumenti a supporto delle persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale, per favorirne l’autonomia e l’interazione con l’ambiente. Fondamentale è inoltre il dialogo continuo con il mondo scientifico e universitario: da oltre 40 anni il Comitato Tecnico Scientifico ed Etico definisce le linee di ricerca in ambito biomedico, psicopedagogico e tecnologico-riabilitativo, promuovendo una cultura scientifica che si traduca in approcci operativi coerenti e condivisi.

A livello nazionale, la Lega del Filo d’Oro è un Ente affiliato ad UNIAMO F.I.M.R. (Federazione Italiana Malattie Rare), ente di rappresentanza della comunità delle persone con malattia rara ed è attivamente coinvolta nel progetto ‘S.M.A.R.T. – Sviluppare i Modelli di Assistenza per i Rari nel Territorio”, promosso dallo stesso UNIAMO F.I.M.R. e vincitore del bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’iniziativa punta a rafforzare l’accesso ai diritti, il supporto e l’inclusione delle persone con malattia rara e delle loro famiglie attraverso interventi mirati in tutto il territorio nazionale. Nell’ambito del progetto, la Lega del Filo d’Oro promuove e organizza una serie di corsi di Mindfulness: nella prima edizione rivolti a genitori e caregiver e nella seconda (S.M.A.R.T. 2.0), che è in corso, rivolti a persone con sordocecità e pluridisabilità e al personale della Fondazione, per fornire strumenti utili nella gestione dello stress e nel benessere quotidiano.

La Fondazione Lega del Filo d’Oro, fa inoltre parte del progetto ‘Scienza partecipata per il miglioramento della qualità di vita delle persone con malattie rare”, coordinato dal Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR) dell’Istituto Superiore di Sanità. Nata nel dicembre 2021 nell’ambito di un Accordo di collaborazione fra Istituto Superiore di Sanità e Ministero della salute per sensibilizzare i cittadini su vari temi di salute, questa iniziativa ha l’ambizione di favorire la conoscenza sul tema ma, allo stesso tempo, si pone come una sorta di laboratorio per l’ideazione di soluzioni pratiche a problemi quotidiani per tutte le persone che convivono con una disabilità – sia essa causata da una malattia rara (MR) o da altre condizioni croniche o anche temporanee. La prima edizione, conclusa nel 2023, era aperta a tutta la società civile (cittadini, persone con MR, studenti, professionisti della salute e l’intera comunità scientifica) e ha ottenuto numerose adesioni. La seconda edizione lanciata nel 2025 si rivolge ad un target preciso: studenti e studentesse.

PROSEGUE LA CAMPAGNA ‘INSIEME, UN TRAGUARDO DOPO L’ALTRO” – La frase che tanti genitori si sentono ripetere di fronte a diagnosi difficili è ‘no, non può fare”, ma la Lega del Filo d’Oro si impegna a trasformare quei ‘no” in traguardi raggiungibili, giorno dopo giorno. Ed è proprio questo il messaggio della campagna ‘Insieme, un traguardo dopo l’altro”, firmata da Arkage e in TV con la voce narrante di Neri Marcorè, a sostegno delle donazioni regolari. Il nuovo spot, accanto a quello con Giulia e i suoi genitori lanciato lo scorso anno, ha come protagonisti Benedetta, Agostino e Alberto, che, circondati dall’affetto dei loro fratelli e sorelle e grazie al supporto della Fondazione, possono superare ogni barriera.

Diventare donatore regolare vuol dire esserci ogni giorno e garantire a chi non vede e non sente una vita piena di possibilità, grazie a un percorso educativo, riabilitativo e sociale continuo. Si tratta di un gesto di generosità, capace di cambiare la vita delle persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale e delle loro famiglie, assicurando loro tutto il supporto di cui hanno bisogno. La nuova campagna è visibile sui canali TV e la versione web dello spot è veicolata sui profili social della Fondazione.

Per diventare donatore regolare, basta chiamare il numero verde 800.904450 e parlare con una persona del servizio donatori, comunicando l’importo scelto e la periodicità della donazione. La stessa procedura si può fare su legadelfilodoro.it con pochi click. La cifra scelta può essere variata in qualsiasi momento ed è sempre possibile interrompere l’adesione.

Beni confiscati, confronto sugli amministratori giudiziari

Beni confiscati, confronto sugli amministratori giudiziari

Roma, 25 feb. (askanews) – Il 27 febbraio 2026, a Roma, si terrà il Congresso Nazionale promosso da Sinageco, appuntamento dedicato al sistema delle misure di prevenzione patrimoniale e alla gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità.

L’evento, ospitato al Centro congressi Roma eventi – Fontana di Trevi, riunirà amministratori giudiziari, magistrati, rappresentanti istituzionali e professionisti del settore per un confronto diretto sull’evoluzione normativa e sulle criticità operative del sistema.

Al centro del dibattito, il ruolo dell’amministratore giudiziario come snodo tecnico tra giurisdizione ed economia reale. La gestione dei patrimoni sequestrati non riguarda soltanto la conservazione dei beni, ma implica responsabilità gestionali, continuità aziendale, tutela dei livelli occupazionali e restituzione effettiva delle risorse alla collettività.

E’ prevista la partecipazione di rappresentanti del ministero della giustizia, dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e del Consiglio superiore della magistratura, a conferma della rilevanza istituzionale dell’iniziativa.

L’obiettivo è aprire un confronto concreto su strumenti, responsabilità e prospettive di riforma, in un momento in cui l’efficacia delle misure di prevenzione patrimoniale rappresenta un elemento centrale nella tutela della legalità economica.

Migranti, 6 mln di stranieri in Italia: crescono residenti e lavoro

Migranti, 6 mln di stranieri in Italia: crescono residenti e lavoro

Milano, 25 feb. (askanews) – Al 1 gennaio 2025 gli stranieri presenti in Italia sono 5 milioni e 898mila, in aumento di 143mila unità rispetto all’anno precedente. I residenti sono 5 milioni e 371mila (9,1% della popolazione), mentre 188mila sono soggiornanti regolari non iscritti in anagrafe e 339mila le persone in condizione di irregolarità. È quanto emerge dal 31esimo Rapporto sulle Migrazioni della Fondazione ISMU ETS, presentato oggi a Milano.

I romeni si confermano la prima comunità (1 milione e 53mila residenti, 19,6%), seguiti da albanesi e marocchini (7,7% ciascuno). Dieci cittadinanze concentrano quasi due terzi degli stranieri residenti. Nel decennio 2015-2024 le acquisizioni di cittadinanza hanno superato 1,6 milioni, con un forte contributo di minori e seconde generazioni.

Sul fronte degli ingressi, dopo il picco del 2023 e il calo del 2024, nel 2025 gli arrivi via mare restano stabili a 66mila (-0,5%), ma la rotta del Mediterraneo centrale si conferma tra le più pericolose: almeno 1.342 morti e dispersi nell’anno. In diminuzione gli arrivi via terra alla frontiera italo-slovena (circa 3.900 nei primi otto mesi del 2025). Le domande d’asilo nel 2025 sono 126.630, in calo rispetto al 2024, ma con oltre 234mila pratiche pendenti a fine anno e una crescita dei dinieghi (70,2% nei primi nove mesi).

Nelle scuole gli alunni con cittadinanza non italiana sono circa 930mila (11,6% del totale), concentrati soprattutto nel Nord. Persistono divari negli esiti scolastici, come evidenziato dal Rapporto INVALSI 2025, con maggiori difficoltà per gli studenti di prima generazione.

Sul lavoro, in un Paese segnato dall’invecchiamento demografico e da un saldo migratorio negativo degli italiani, l’immigrazione si conferma decisiva. Nel 2024 le forze di lavoro straniere sono cresciute di oltre il 4%, arrivando all’11% del totale; oltre 133mila dei nuovi occupati erano stranieri. Tuttavia permane una forte segregazione occupazionale: l’80% dei nati all’estero è concentrato nei segmenti a bassa qualificazione e la retribuzione media annua dei non comunitari è inferiore di oltre il 30% rispetto alla media complessiva.

Il Rapporto evidenzia inoltre criticità nell’accesso alla salute, nelle condizioni nei Centri di permanenza per il rimpatrio e nelle disuguaglianze socio-economiche, con un’incidenza della povertà assoluta pari al 35,2% tra le famiglie di soli stranieri. Guardando al futuro, secondo ISMU sarà cruciale ridurre il divario tra fabbisogni del mercato del lavoro e strumenti di ingresso e integrazione, per evitare il consolidarsi di uno svantaggio strutturale destinato a riflettersi anche sulle nuove generazioni.

Emergency: da 5 a 17 marzo a Milano torna rassegna “Trovare le parole”

Emergency: da 5 a 17 marzo a Milano torna rassegna “Trovare le parole”

Milano, 23 feb. (askanews) – Dal 5 al 17 marzo torna a Casa Emergency la rassegna culturale “Trovare le parole” che con una serie di incontri e dibattiti animerà la sede dell’associazione, in via Santa Croce 19, a Milano.

Possono le parole costruire la pace? È possibile ricreare una società fondata sui valori del vivere comune a partire dal ripudio della guerra? Da queste domande traggono spunto i quattro appuntamenti in programma, durante i quali in compagnia di autori, docenti, professionisti del mondo dell’informazione e operatori di Emergency:, si proverà ad ispirare l’impegno che ciascun individuo può mettere nel costruire una società più giusta e senza guerra.

La rassegna prenderà il via giovedì 5 marzo alle ore 19.00 con la presentazione del libro Empatia selettiva di Roberto De Vogli, professore all’Università di Padova. Il libro racconta la crisi morale dell’Occidente di fronte a Gaza. Attraverso un’analisi critica, ricerche e testimonianze, l’autore smaschera i doppi standard dell’informazione e del discorso pubblico, dove Gaza emerge come punto cieco morale e specchio delle gerarchie della compassione. L’incontro sarà moderato da Bianca Senatore, giornalista freelance e, oltre alla presenza dell’autore, vedrà la partecipazione in collegamento di Safwat Kahlout, giornalista Al Jazeera e Giorgio Monti, coordinatore medico di Emergency: a Gaza.

Nel secondo appuntamento della rassegna, martedì 10 marzo alle 19, si parlerà di Sudan e di una guerra che continua a restare ai margini del dibattito pubblico. Parteciperanno all’incontro Itala Vivan, prof.ssa dell’Università degli Studi di Milano, Rossella Miccio, presidente di Emergency: e Michele Collareta, già anestesista di Emergency: che, con Irene Panozzo, giornalista freelance, dialogheranno sul ruolo che possono avere il giornalismo, la letteratura e il pensiero postcoloniale nel restituire memoria e dignità a quegli aspetti dell’informazione globale che vengono rimossi dallo sguardo occidentale.

Si prosegue giovedì 12 marzo alle 19 con la presentazione del libro Disarmati di Riccardo Bottazzo, giornalista e scrittore, che percorre un viaggio tra i Paesi che hanno scelto di vivere senza esercito. Attraverso esempi concreti, il libro mostra come il disarmo possa essere una scelta politica consapevole e sostenibile. La nonviolenza emerge come strategia reale, capace di generare stabilità, diritti e benessere sociale. Insieme all’autore, interverranno all’incontro Roberta Leoni, docente e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e Jacopo Mocchi, giornalista freelance, moderatore dell’incontro.

A chiudere la rassegna, martedì 17 marzo alle ore 19:00 sarà la presentazione del libro Architetture del Noi di Raul Pantaleo, architetto cofondatore dello studio di architettura TAMassociati che ha collaborato alla realizzazione di diversi centri sanitari di Emergency:. Di fronte alla distruzione, il costruire è un gesto primordiale, è la risposta naturale dell’uomo al vuoto lasciato dalla guerra: secondo l’autore, anche l’architettura può essere un balsamo per lenire le ferite della guerra. Un tetto che protegge, l’odore dell’intonaco fresco, sono piccoli segni che parlano di ciò che troppo spesso diamo per scontato: la possibilità di contare su un luogo da abitare, su uno spazio che custodisca la vita e restituisca dignità al quotidiano L’incontro con l’autore sarà moderato da Valentina Lonati, giornalista freelance, con il contributo di Roberto Crestan, area director ANME di Emergency.

Per tutto il periodo della rassegna il giardino di Casa Emergency ospiterà l’installazione “Un nome, un bambino. Un nome, una bambina” di La scuola per la Palestina. L’esposizione è stata realizzata, come opera collettiva, da genitori, insegnanti, bambini e bambine di diversi servizi per l’infanzia della città di Brescia e della provincia, che hanno scritto su strisce bianche di tessuto i nomi e le età dei 20mila bimbi e bimbe uccisi a Gaza.

Cesvi: installazione a Milano a quattro anni di guerra in Ucraina

Cesvi: installazione a Milano a quattro anni di guerra in Ucraina

Roma, 23 feb. (askanews) – Nel quarto anniversario dall’inizio del conflitto in Ucraina, CESVI porta al Teatro Carcano di Milano l’installazione “RESTO”, un’esperienza immersiva che racconta l’emergenza di ordigni inesplosi e mine nel Paese. Apertura gratuita al pubblico sabato 28 febbraio dalle 11 alle 15.

In Ucraina la guerra c’è anche dove non si vede. Nel Paese, infatti, una minaccia invisibile colpisce civili, bambini e agricoltori, limitando fortemente la vita quotidiana. Si tratta delle mine antiuomo che, insieme agli ordigni inesplosi, si nascondono nei campi, lungo le strade, nei cortili delle case. Dal 2022 si sono registrati 467 morti e più di mille feriti a causa dello scoppio di mine e residui bellici[1], in un contesto in cui circa 137mila chilometri quadrati di territorio risultano ancora contaminati – una superficie più grande dell’intero territorio della Grecia – in particolare nelle zone orientali del Paese. Oggi oltre 5,4 milioni di persone hanno bisogno di interventi di sminamento e di attività di sensibilizzazione sui rischi rappresentati dagli ordigni esplosivi: l’84% degli sfollati interni indica la contaminazione da mine come la principale preoccupazione durante l’evacuazione o la permanenza in aree occupate.

A quattro anni dall’inizio della guerra il bilancio è drammatico. Sono 12,7 milioni gli ucraini che necessitano di supporto umanitario, inclusi oltre 2 milioni di bambini. Dall’inizio del conflitto su larga scala nel Paese si contano oltre 55.000 vittime (di cui 14.999 morti) quasi 40 persone uccise o ferite al giorno. Una delle conseguenze più devastanti della guerra in corso, anche se meno visibile, sono proprio mine e ordigni inesplosi. A questa emergenza CESVI fornisce una risposta attraverso il progetto SAFE STEPS, finanziato dal Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) e realizzato in partnership con MAG (Mines Advisory Group) e UDA (Ukrainian Deminers Association): un’azione umanitaria per il ritorno sicuro delle popolazioni nelle aree colpite dal conflitto nell’oblast di Kharkiv, una delle zone più contaminate da mine e ordigni inesplosi.

Per sensibilizzare su questa drammatica situazione, e in concomitanza con il quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, nasce “RESTO”, l’installazione esperienziale che CESVI promuove, in collaborazione con il Teatro Carcano di Milano che la ospiterà da oggi fino al 1° marzo 2026. All’incontro di presentazione dell’iniziativa sono intervenute/i: Lella Costa, direttrice artistica del Teatro Carcano e ambasciatrice CESVI, insieme alla regista e Direttrice Artistica Serena Sinigaglia; Stefano Piziali, direttore generale di CESVI; Marco Riccardo Rusconi, direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo; l’artista Mariangela Bombardieri e Christian Gancitano, curatore.

La parola “RESTO” racchiude il significato simbolico dell’iniziativa: rimanere, resistere, opporsi. RESTO come voce del verbo restare: rimanere come atto di difesa, scelta consapevole e non passiva. Restare per proteggere, per opporsi alla sopraffazione, affermando la presenza e la dignità delle persone anche nei contesti segnati dal conflitto. Il progetto propone due installazioni interattive, “AURIS” e “NIMBUS”, che utilizzano dispositivi tattili e sonori per evocare esperienze di ascolto e comunicazione senza parole. L’installazione AURIS è composta da piccoli tappeti su cui sono poggiate delle mine antiuomo, ognuna con un nome, una voce e una storia da raccontare. L’opera invita il pubblico ad ascoltare e a fermarsi, creando un’esperienza sensoriale che stimola la riflessione su una realtà ancora drammaticamente presente nella quotidianità di milioni di persone. NIMBUS invece entra in contatto con i visitatori attraverso caschi militari, dotati di elementi luminosi e di una particolare tipologia di “nimbo”. Ogni casco, interagendo con il portatore, amplifica la comunicazione visiva, creando una connessione emotiva e fisica con il pubblico.

Martedì 24 febbraio sindaci con don Ciotti in vista Giornata vittime delle mafie

Martedì 24 febbraio sindaci con don Ciotti in vista Giornata vittime delle mafie

Roma, 23 feb. (askanews) – Sabato 21 marzo Torino ospiterà la manifestazione nazionale della XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. In preparazione di una giornata simbolo di impegno etico e civico, tutti i Sindaci del territorio metropolitano sono invitati ad un incontro martedì 24 febbraio alle ore 15 nella sala del Consiglio metropolitano in piazza Castello a Torino, a cui interverranno il fondatore dell’associazione Libera don Luigi Ciotti e il presidente dell’associazione “Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione” Roberto Montà. Sarà un’occasione di confronto e di impegno in memoria delle oltre 1000 vittime innocenti di mafia, i cui nomi saranno letti il 21 marzo.