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Cybersicurezza, Fortinet: Security Awareness and Training gratis nelle scuole italiane primarie e secondarie

Cybersicurezza, Fortinet: Security Awareness and Training gratis nelle scuole italiane primarie e secondarie

Roma, 23 feb. (askanews) – Fortinet, uno dei leader a livello globale nella cybersecurity, che promuove la convergenza tra networking e sicurezza, annuncia oggi che il proprio servizio di Security Awareness and Training, appositamente personalizzato per il mondo dell’istruzione e degli istituti di formazione, è ora disponibile anche in italiano, a titolo gratuito, per tutte le scuole primarie e secondarie in Italia, pubbliche e private. Nella sua fase pilota, il progetto ha visto la partecipazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e della Polizia Postale. Il loro riscontro positivo sulle soluzioni disponibili e il contributo di competenze su ambiti specifici, come il cyberbullismo, sono stati determinanti per consentire alla società di adattare la versione italiana del programma alle esigenze e alle priorità delle istituzioni scolastiche del Paese. Fortinet ha siglato un accordo con l’istituto Convitto Corso di Correggio (Reggio Emilia), che sarà la prima scuola a implementare e sperimentare il programma di formazione per il personale e gli alunni.

“Siamo entusiasti di poter ampliare all’Italia la disponibilità del Fortinet Security Awareness and Training service dedicato al settore education, fornendolo in modo gratuito alle scuole primarie e secondarie di tutto il Paese. In uno scenario di rischio in costante crescita ed evoluzione, è fondamentale promuovere un’educazione alla sicurezza informatica che diventi parte integrante dell’istruzione di base, accessibile a tutte e a tutti – ha spiegato Massimo Palermo, VP & Country Manager Italia e Malta di Fortinet. Poiché gli istituti scolastici stessi sono bersaglio di attacchi informatici, è essenziale che la prima linea di difesa – composta da personale amministrativo e docenti – disponga di una solida comprensione delle minacce cyber, così da proteggere in maniera più efficace i dati e le informazioni delle scuole, dello staff e degli studenti. Ma è soprattutto avendo in mente l’importante ruolo formativo e di indirizzo delle scuole primarie e secondarie che vogliamo aiutare i ragazzi ad avere una protezione di base che li aiuti a navigare e a muoversi nel mondo digitale con maggior consapevolezza dei rischi che esso comporta. Il progetto contribuisce inoltre alla formazione della forza lavoro del futuro, rendendo la cybersecurity un tema rilevante e accessibile fin dalla giovane età. In questo modo, copriamo l’intero ciclo formativo, considerando anche che siamo già attivi da qualche anno con le università attraverso uno specifico programma chiamato Fortinet Academic Partner Program”.

Il Fortinet Security Awareness and Training service, erogato in modalità SaaS, offre alle scuole programmi di formazione ricorrentemente aggiornati sulle principali minacce di cybersecurity contemporanee, con l’obiettivo di diffondere una cultura digitale consapevole all’interno del mondo dell’istruzione. Il servizio supporta il personale scolastico nel riconoscere i rischi informatici e nel prevenire attacchi cyber, riducendo la probabilità di comportamenti involontariamente dannosi, con campagne formative e contenuti adatti agli studenti.

Il servizio comprende 20 moduli tematici, tra cui Phishing, Email Security, Introduzione alla Information Security, Password Protection, Social Engineering e altri ancora. I consigli scolastici possono impostare le campagne di formazione e selezionare i moduli con la frequenza che ritengono più opportuna, per un approccio completo e flessibile alla sicurezza informatica in ambito educativo.

Attraverso il curriculum Security Awareness, Fortinet fornisce agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie risorse didattiche – tra cui una guida completa per i docenti con piani di lezione, materiali di supporto e altro ancora – per contribuire a promuovere in classe un’interazione coinvolgente e significativa con i fondamenti della cybersecurity, in coerenza con gli standard accademici esistenti. Il curriculum è stato sviluppato da ex educatori e revisionato da docenti attualmente in servizio, al fine di integrare anche competenze chiave quali creatività, pensiero critico, pensiero computazionale, comunicazione e collaborazione.

I diversi moduli del curriculum, volti a rafforzare la consapevolezza in materia di cybersecurity e le buone pratiche di sicurezza digitale, includono: o Panorama della cybersecurity – Gli studenti impareranno a mitigare i rischi di attacchi informatici riconoscendo le minacce cyber e le tattiche utilizzate dai cybercriminali. o Sicurezza digitale – Agli studenti verrà insegnato a riconoscere i rischi online e a sapere come reagire a situazioni complesse, contribuendo a promuovere interazioni online sicure e rispettose. o Presenza online – Gli studenti saranno formati a compiere scelte consapevoli riguardo ai contenuti condivisi online, per mantenere una presenza digitale positiva e sicura.

Se il vostro istituto o sistema scolastico è interessato ad approfondire le modalità di integrazione del nuovo curriculum di Security Awareness nelle attività didattiche, visitate il sito.

L’iniziativa si inserisce nel quadro del più ampio proposito di Fortinet volto a diffondere in Italia una cultura della cybersecurity accessibile sin dall’istruzione di base. In linea con questa missione, la società nel 2025 ha organizzato 10 workshop di sensibilizzazione in sei scuole di Napoli e Roma, coinvolgendo circa 500 studenti degli istituti primari, tra i 9 e 10 anni. I laboratori, basati sul percorso Novice del Fortinet Security Awareness Curriculum, hanno offerto agli alunni spunti pratici per navigare in modo sicuro e responsabile nel mondo digitale. Il progetto ha garantito contenuti accurati e aggiornati agli istituti scolastici e ha visto la partecipazione ai workshop della Polizia Postale e dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

L’impegno di Fortinet è un impegno su scala globale Nell’ambito della missione aziendale, avviata nel 2022, di formare 1 milione di persone in cybersecurity entro la fine del 2026, Fortinet da anni è fortemente impegnata ad ampliare il più possibile la consapevolezza in ambito cyber, con l’obiettivo di contribuire in modo concreto alla riduzione del gap di competenze. A supporto di questo impegno, che in quattro anni ha già convolto oltre 800.000 persone a livello globale, Fortinet collabora con il mondo accademico attraverso il Fortinet Academic Partner Program e tramite partnership universitarie, per contribuire alla formazione della forza lavoro cybersecurity del futuro. Con oltre 800 partner accademici in più di 100 Paesi e territori, il programma consente l’integrazione nei curricula universitari dei corsi di formazione e certificazione NSE di Fortinet, pluripremiati a livello internazionale.

“La consapevolezza digitale si costruisce sin dall’infanzia – afferma Barbara Strappato, Primo Dirigente della Polizia di Stato e Direttore della Prima Divisione del Servizio Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica. Per questo la Polizia Postale dedica grande attenzione ai più giovani, fin dai primi anni di scuola, promuovendo una cultura della sicurezza in rete. Accompagnare bambini e ragazzi verso un uso responsabile di Internet significa aiutarli a riconoscere i rischi online, a proteggere i loro dati personali e a muoversi nello spazio digitale in modo più sicuro e consapevole. In questo impegno, la collaborazione interistituzionale e con il settore privato, come quella con Fortinet, rappresenta un importante valore aggiunto per la condivisione di competenze ed esperienze, a beneficio dell’intera collettività”.

Rogoredo, fermato il poliziotto Cinturrino, indiziato per morte pusher

Rogoredo, fermato il poliziotto Cinturrino, indiziato per morte pusher

Roma, 23 feb. (askanews) – Oggi la Polizia di Stato ha eseguito il fermo di indiziato di delitto disposto dalla Procura della Repubblica di Milano nei confronti di Carmelo Cinturrino, Assistente Capo della Polizia di Stato, gravemente indiziato del reato di omicidio volontario ai danni di Mansouri Abderrahim. Il provvedimento restrittivo, si legge in una nota della Procura, si fonda sugli approfondimenti investigativi condotti dalla Squadra Mobile e dal Gabinetto Regionale Polizia Scientifica della Polizia di Stato, con il coordinamento dalla Procura della Repubblica, e in particolare sulle risultanze di sommarie informazioni testimoniali, interrogatori, analisi delle telecamere e dispositivi telefonici e accertamenti di natura tecnico scientifica, che hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’evento.

Ciò premesso; rilevata la gravità e la particolare rilevanza pubblica dei fatti; ritenuto che sussistono specifiche ragioni di interesse pubblico affinché sia fornita corretta informazione in ordine a quanto accaduto; per questi motivi è indetta una conferenza stampa per le ore 11 di oggi, 23 febbraio 2026, presso la Sala “Scrofani” della Questura di Milano.

Va fatta salva la presunzione di non colpevolezza delle persone sottoposte ad indagini preliminari, da reputarsi invero non colpevoli fino alla eventuale sentenza di condanna divenuta irrevocabile. Si trasmetta copia del presente decreto al Sig. Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Milano

Bernini a Rozzano dà il via al murale di Brera e a otto progetti

Bernini a Rozzano dà il via al murale di Brera e a otto progetti

Roma, 19 feb. (askanews) – Il cielo tra le case di Rozzano, le stelle tra i palazzi della città: un muro che da semplice parete si trasforma in orizzonte. Un murale, realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Brera, che richiama l’osservatorio astronomico d’eccellenza presente in città e ne riprende il significato: alzare lo sguardo, andare oltre, immaginare nuove prospettive di crescita per la comunità.

Con una prima pennellata simbolica, il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, hanno dato oggi il via alla realizzazione di questa grande opera su un palazzo di proprietà dell’Aler ispirato al cielo stellato, simbolo della rinascita della città lombarda.

«Rigenerare un territorio – ha dichiarato il Ministro Bernini – significa investire sulle competenze e sulle opportunità. Università e AFAM possono incidere concretamente anche nei contesti più fragili: orientano i giovani, rafforzano i servizi di comunità, creano lavoro qualificato e rendono la cultura accessibile. A Rozzano dimostriamo che arte e formazione sono scelte strategiche per rendere i territori più sicuri e favorire la crescita sociale ed economica di una comunità».

L’avvio dei lavori è avvenuto in occasione dell’incontro tra il Ministro Bernini, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e il Sindaco di Rozzano Mattia Ferretti, durante il quale sono stati presentati otto progetti promossi da istituzioni universitarie, AFAM ed enti del Terzo Settore nell’ambito del Piano straordinario per le aree urbane ad alta vulnerabilità sociale.

Le iniziative porteranno a Rozzano percorsi di alta formazione e professionalizzazione, laboratori scientifici per le scuole, programmi di screening sanitario assistiti da intelligenza artificiale, progetti di arte partecipata, modelli di co-housing intergenerazionale e servizi di supporto psicologico e orientamento, con un impatto diretto sulla comunità in termini di rigenerazione urbana, inclusione e nuove opportunità di lavoro.

Le iniziative coinvolgono tre istituzioni AFAM – Accademia Teatro alla Scala, Conservatorio “G. Verdi” di Milano e Accademia di Belle Arti di Brera – e cinque realtà universitarie e del Terzo Settore: Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Milano-Bicocca, Humanitas University, Università Vita-Salute San Raffaele e CSVnet Lombardia.

I progetti

ISTITUZIONI AFAM

Accademia Teatro alla Scala Propone un programma che trasforma Rozzano in un “palcoscenico diffuso”, con spettacoli e produzioni artistiche negli spazi urbani e nel Teatro comunale. Attiva giornate di orientamento nelle scuole sui mestieri dello spettacolo e percorsi professionalizzanti in ambiti come trucco e parrucco teatrale, sartoria, suono e luci. Previste anche residenze artistiche e bandi per progetti di arte partecipata e rigenerazione urbana.

Conservatorio “G. Verdi” di Milano Attiva laboratori musicali rivolti a bambini, giovani e anziani, con percorsi che culminano in performance pubbliche. I bambini scoprono gli strumenti musicali attraverso attività esperienziali; i ragazzi realizzano spettacoli utilizzando anche oggetti quotidiani come strumenti; per la popolazione anziana sono previsti incontri dedicati al repertorio lirico e alla canzone italiana.

Accademia di Belle Arti di Brera In collaborazione con IRCCS Istituto Humanitas, realizza laboratori artistici ispirati ai modelli di art therapy che coinvolgono pazienti e cittadini nella creazione di opere collettive. Tra le iniziative: un progetto dedicato alla sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore al seno e un percorso laboratoriale basato su stoffe e tessuti come metafora delle “trame” della città. Le opere saranno esposte in spazi pubblici, rafforzando il legame tra arte, salute e comunità.

UNIVERSITÀ

Università Cattolica del Sacro Cuore Attiva corsi di alta formazione e master per la preparazione di educatori territoriali, operatori di strada e figure impegnate nell’intervento sociale, con attività di stage direttamente sul territorio. Prevede inoltre servizi di supporto psicologico e orientamento con l’obiettivo di sostenere il benessere individuale e l’inclusione sociale.

Università di Milano-Bicocca In collaborazione con la Fondazione Anthem, sviluppa un programma di screening ecografico per la prevenzione dei tumori tiroidei, assistito da sistemi di intelligenza artificiale, per favorire diagnosi precoce e sostenibile. Parallelamente attiva un Living Lab di rigenerazione urbana partecipata, in cui cittadini, associazioni e ricercatori collaborano su temi come ambiente, mobilità, energia e qualità degli spazi pubblici.

Humanitas University Realizza laboratori interdisciplinari e interateneo rivolti a studenti e scuole del territorio, con esperienze pratiche in ambito STEM. Prevede inoltre un’area polifunzionale per attività culturali, divulgative e di prevenzione sanitaria e l’istituzione di una Scuola per Operatori Socio-Sanitari (OSS), finalizzata all’inserimento lavorativo nel settore sanitario.

Università Vita-Salute San Raffaele Con il progetto “Rozzano città intergenerazionale” promuove la rigenerazione degli spazi urbani, prevede modelli di co-housing e abitare collaborativo, iniziative formative e percorsi di cittadinanza attiva.

TERZO SETTORE

CSVnet Lombardia Integra la dimensione accademica con percorsi di formazione civica e sociale, attiva “cantieri di comunità” per l’arte partecipata e la rigenerazione urbana e promuove un Hub del volontariato nel futuro polo universitario. Prevede inoltre un programma di “Sentinelle Sociali” per formare cittadini e associazioni nel riconoscimento precoce di situazioni di disagio e isolamento, in particolare tra i giovani.

Acquisto di skin e beni digitali può moltiplicare il rischio ludopatia tra i giovani

Acquisto di skin e beni digitali può moltiplicare il rischio ludopatia tra i giovani

Roma, 19 feb. (askanews) – Skin, XP boost, loot boxes, power-up… sono tutti termini che fanno parte del lessico dei giovani videogiocatori di oggi, ma sempre più spesso fanno anche rima con ludopatia. Perché, a quanto pare, basta spendere poco più di cento euro nell’arco di sei mesi nei cosiddetti digital goods – letteralmente beni digitali messi a disposizione nei videogiochi – per moltiplicare di dieci volte il rischio di scivolare nella dipendenza patologica. È questo il dato più scioccante che emerge da una recente indagine accademica – nata dalla collaborazione tra il Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università “Sapienza” di Roma e il portale di riferimento per gli studenti Skuola.net – che sposta l’attenzione dal semplice “tempo perso” davanti allo schermo alle insidiose dinamiche economiche dei videogiochi moderni.

Se, infatti, non stupisce più di tanto che quasi il 30% degli studenti italiani passi ormai più di tre ore al giorno incollato a una console, è soprattutto l’intreccio tra gioco e denaro a preoccupare maggiormente gli esperti, delineando i contorni di una vera e propria sfida di salute pubblica. La ricerca – pubblicata sull’autorevole rivista scientifica Journal of Public Health – ha analizzato le abitudini di 1.586 giovani tra i 10 e i 25 anni, scattando una fotografia nitida e a tratti inquietante del rapporto tra la Generazione Z e l’intrattenimento digitale.

Dalle skin agli account: quando spendere è un azzardo Il cuore della scoperta risiede nell’uso del portafoglio, o meglio, delle micro-transazioni da parte dei giovanissimi. L’industria videoludica si è evoluta, spingendo sempre più sull’acquisto di “skin”, potenziamenti o beni virtuali per arricchire l’esperienza di gioco.

Il modello di business è, infatti, decisamente cambiato rispetto al passato: se prima si puntava a monetizzare tutto o quasi al momento dell’acquisto, oggi i giochi sono distribuiti gratis – o comunque a costi molto contenuti rispetto agli investimenti faraonici richiesti per lo sviluppo – ma sono progettati per legare l’utente alla casa di produzione, stimolando un continuo esborso di denaro per potersi permettere un’esperienza di gioco più appagante anche in termini di apparenza verso gli altri giocatori presenti in Rete.

E l’analisi statistica condotta dai ricercatori ha rilevato, proprio a tal proposito, una correlazione fortissima tra questa abitudine e dei notevoli rischi per la salute, specialmente mentale. Una conclusione, su tutte, spaventa: è sufficiente una spesa di (appena) 100 euro, in un intervallo temporale di sei mesi, in beni virtuali per aumentare in modo esponenziale la probabilità di sviluppare comportamenti assimilabili all’Internet Gaming Disorder (una delle tante forme di dipendenza dai videogames), con un rischio quasi dieci volte superiore rispetto a chi gioca senza spendere.

Altrettanto controversa, però, è anche la pratica, sempre più in voga, di acquistare account di gioco già “livellati” da altri utenti, per competere subito ai piani alti delle classifiche: pure in questo caso, il rischio di cadere nella patologia è oltre nove volte superiore alla media. Questo, secondo lo studio, accade perché tali meccanismi incoraggiano i giocatori occasionali a diventare sempre più avidi, avvicinando i videogiochi alle dinamiche del gioco d’azzardo compulsivo.

Ma gli effetti di un uso pericoloso dei videogames non restano confinati nelle stanze dei ragazzi. Le conseguenze negative, infatti, tracimano inevitabilmente nella vita quotidiana, in particolare tra i banchi di scuola. I dati lo confermano, dipingendo uno scenario in cui l’istruzione paga spesso il prezzo dell’intrattenimento digitale sfrenato. Più di un terzo degli intervistati – per l’esattezza il 36,5% – ammette che il tempo dedicato al gioco ha peggiorato il proprio interesse verso la scuola. Una percentuale molto simile (35,9%) segnala un calo nell’impegno quotidiano sui libri. Pochi di meno (il 33,6%) confessano un effettivo peggioramento del rendimento in termini di voti e prestazioni.

È interessante, su questo, notare come la percezione del rischio cambi in base al genere: le ragazze, pur giocando meno, mostrano una maggiore consapevolezza critica, riportando una correlazione negativa più forte tra l’uso dei videogiochi e i risultati scolastici rispetto ai loro coetanei maschi.

L’indagine, infine, ha anche provato a individuare quale possa essere il profilo del videogiocatore a rischio. Di chi si tratta? Fondamentalmente di ragazze e ragazzi in piena adolescenza, tra i 14 e i 17 anni, laddove cioè si registrano i volumi di gioco più consistenti. Più in generale, in un normale giorno feriale, quasi il 30% del campione gioca per oltre tre ore. Ma c’è uno “zoccolo duro” – pari al 7,6% – che supera addirittura le otto ore quotidiane, praticamente come se un’intera giornata lavorativa (o di studio) venisse spesa nel mondo virtuale. Complessivamente, circa un terzo dei giovani dedica al gaming più di 12 ore a settimana.

Lo studio, inoltre, ha portato alla luce una curiosa differenza geografica: vivere nel Nord Italia sembra costituire un “fattore protettivo”, visto che gli studenti settentrionali tendono a giocare significativamente meno rispetto ai coetanei di altre parti. Un dato che apre a interrogativi sulle offerte di svago o sulle abitudini sociali nelle diverse aree del Paese. La ricerca di socialità e la consapevolezza del pericolo Sarebbe tuttavia ingiusto demonizzare un’intera generazione senza considerare le motivazioni che la portano verso certi comportamenti. Per i più giovani, infatti, il rifugio nel gaming spesso risponde a bisogni sociali precisi e, talvolta, “vitali”: la maggior parte gioca per distrarsi dalla vita quotidiana (67,9%) o per stare con gli amici in un ambiente virtuale condiviso (63,7%). Per molti è addirittura un modo importante (se non l’unico) per conoscere nuove persone e ampliare la propria cerchia sociale.

Ciononostante, c’è una consapevolezza di fondo che non va ignorata e da cui si può partire per aggiustare la rotta. Perché più della metà degli intervistati (56,9%) riconosce che un uso prolungato dei videogiochi può rappresentare un rischio concreto per la propria salute.

Università degli Studi Link, a Bernhard Scholz Premio di Eccellenza 2026

Università degli Studi Link, a Bernhard Scholz Premio di Eccellenza 2026

Roma, 18 feb. (askanews) – Giovedì 19 febbraio, alle 11, l’Università degli Studi Link di Roma conferirà il Premio di Eccellenza “Economia, Salute e Società” a Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS, che svolgerà una lectio magistralis dal titolo “La libertà è il bene”. La lezione sarà preceduta dagli interventi del magnifico rettore della Link, Carlo Alberto Giusti, del presidente del Consiglio di Stato, Luigi Maruotti, e della giornalista Rai Incoronata Boccia.

A partire dal 2025 l’Università degli Studi Link ha istituito il Premio di Eccellenza “Economia, Salute e Società”, dedicato a eminenti personalità che si sono distinte per alti meriti nei campi dell’economia, della finanza, del management, del diritto, delle relazioni internazionali e della medicina. In occasione della prima edizione il Premio è stato assegnato ad Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana.

Per la seconda edizione il Comitato Scientifico e il Senato Accademico dell’Università degli Studi Link hanno stabilito di conferire il premio a Bernhard Scholz riconoscendo i suoi grandi meriti nelle attività per il sociale svolte nei diversi contesti in cui ha operato, in particolare alla guida della Scuola di Impresa Sociale della Fondazione per la Sussidiarietà, della Compagnia delle Opere e della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli.

Roccella: Nuovo portale Inps strumento a supporto a famiglie

Roccella: Nuovo portale Inps strumento a supporto a famiglie

Roma, 17 feb. (askanews) – Con il nuovo portale per le famiglie e la genitorialità dell’Inps il governo mette a disposizione un ulteriore importante strumento a supporto dei genitori. Lo ha detto il ministro per la Famiglia, Eugenia Roccella, presentando l’iniziativa. “Il Governo Meloni – ha affermato Roccella – sta investendo tantissimo sulla famiglia, in termini di risorse, di servizi, di sostegno materiale e immateriale, ed è importante che le famiglie conoscano tutti gli strumenti a loro disposizione e possano accedervi facilmente. Avere luoghi fisici e virtuali attraverso i quali ricevere servizi e orientarsi è un elemento centrale di supporto che semplifica la vita ai genitori e aiuta anche a far percepire la vicinanza di uno Stato amico. È questa la visione che sta alla base del nuovo portale INPS per la Famiglia e la Genitorialità, iniziativa che sosteniamo con convinzione, e che sta alla base dell’azione del nostro Governo, come dimostra per esempio l’impegno che come Ministero abbiamo messo in campo per potenziare e strutturare i Centri per la Famiglia. Le famiglie e i figli sono il futuro, sostenerli non è una spesa ma il più importante degli investimenti”.

Roccella: Assegno unico lo abbiamo aumentato del 9,5% dal 2023

Roccella: Assegno unico lo abbiamo aumentato del 9,5% dal 2023

Roma, 17 feb. (askanews) – Tra gli interventi strutturali previsti dal governo sostegno della famiglia il governo ha aumentato l’ammontare dell’assegno unico. Lo ha ricordato il ministro per la Famiglia, Eugenia Roccella, presentando il nuovo portale di servizio per le famiglie e la genitorialità messo a punto dall’Inps. “Abbiamo articolato i nostri interventi a sostegno della famiglie verso la natalità su tre punti: i trasferimenti diretti, quindi l’aumento dell’assegno unico universale, la cui spesa è passata da circa 16,5 miliardi 19,8% miliardi di euro, in aumento del 9,5% rispetto al 2023. Lo abbiamo aumentato in particolare per le famiglie numerose che con la prima formulazione dell’assegno unico non erano state adeguatamente considerate. Nei trasferimenti diretti c’è anche il bonus da mille euro per i nuovi nati, anche questa è una misura strutturale. E poi la conciliazione tra famiglia e lavoro femminile”.

I centri per le famiglie, ha ricordati poi Roccella, “sono stati potenziati con un finanziamento da 100 milioni. Insieme a questo portale dell’Inps penso che possa davvero dare alle famiglie l’opportunità di sapere che cosa c’è per loro e i servizi a disposizione. Un portale costruito non in modo burocratico ma sui bisogni delle persone e delle famiglie”.

Roccella: Donne non abbiano obbligo scelta tra carriera o maternità

Roccella: Donne non abbiano obbligo scelta tra carriera o maternità

Roma, 17 feb. (askanews) – L’obiettivo del governo è continuare a favorire la conciliazione tra lavoro femminile e famiglia in modo che le donne non siano obbligate a scegliere. Lo ha detto il ministro per la Famiglia, Eugenia Roccella, presentando il nuovo portale di servizio per le famiglie e la genitorialità messo a punto dall’Inps.

“La conciliazione e il lavoro per le donne – ha affermato Roccella – è un obiettivo che abbiamo non dico raggiunto, perché parliamo di inizi, non di punti di arrivo, abbiamo punti di partenza incoraggianti perché sul lavoro femminile abbiamo raggiunto un piccolo record: era praticamente inamovibile da parecchi anni, da decenni oramai, invece siamo riusciti ad alzare la percentuale fino al 53% e continua in generale anche l’occupazione ad aumentare e questo è un primo risultato concreto di questo governo di cui siamo orgogliosi”.

Il ministro ha ribadito che “la conciliazione, è la prima ingiustizia nei confronti delle donne. Il fatto che ci siano ancora donne che si dimettono dopo il primo figlio, che rinunciano a lavorare, rinunciano alla carriera per scegliere la maternità è una grandissima ingiustizia che vogliamo sconfiggere. Non ci deve essere un obbligo in qualche modo di scelta fra la carriera e la maternità”.

Camere Penali per il Sì: “Giocatore e arbitro non devono essere della stessa squadra”

Camere Penali per il Sì: “Giocatore e arbitro non devono essere della stessa squadra”

Roma, 17 feb. (askanews) – È partita in questi giorni la campagna di affissioni del Comitato per il Sì dell’Unione delle Camere Penali Italiane in vista del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere nella magistratura. I manifesti, in grande formato sulle facciate di alcuni edifici, sono visibili a Roma e Milano in diversi snodi urbani ad alta visibilità – da Piazza Mazzini all’area del Vaticano e all’asse dell’Aurelia e, a Milano, tra i Navigli, Viale Bligny e il centro della città, in zona Via Larga/Largo Augusto – con un’immagine che richiama una storica battaglia culturale dell’avvocatura penale e lo slogan “Giocatore e arbitro non devono essere della stessa squadra”.

La campagna, riferisce una nota, riprende una celebre vignetta delle Camere Penali: un arbitro che indossa la maglia di una delle due squadre di calcio. Un paradosso visivo che diventa messaggio politico e istituzionale: chi giudica non può appartenere alla stessa “squadra” di chi accusa. Il messaggio dei manifesti traduce in modo immediato il cuore del referendum: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri come condizione per una giustizia credibile, fondata su equilibrio, terzietà e fiducia dei cittadini nel processo.

“È una battaglia storica delle Camere Penali e un messaggio che da anni portiamo nel dibattito pubblico. Per questo abbiamo scelto un’immagine semplice e diretta: l’arbitro non può indossare la maglia di una delle due squadre. Chi giudica deve essere terzo rispetto alle parti e non può essere percepito come appartenente alla stessa squadra dell’accusa. Senza un giudice realmente terzo, non può esistere un processo equo”, afferma Francesco Petrelli, presidente del Comitato Camere Penali per il Sì.

Ambiente, Greenpeace: corriamo verso precipizio ma non è troppo tardi

Ambiente, Greenpeace: corriamo verso precipizio ma non è troppo tardiMilano, 15 apr. (askanews) – “Ogni due secondi sulla Terra scompare l’equivalente di un campo di calcio fatto di foreste; ogni anno finisce in mare una quantità di plastica pari a 12 milioni di tonnellate, pericolo mortale per tartarughe, uccelli, pesci, balene e delfini. E – sempre ogni anno – oltre 45 mila persone nel mondo muoiono prematuramente per l’esposizione alle polveri sottili (PM2.5), le cui principali fonti sono il traffico veicolare, gli allevamenti intensivi e i sistemi di riscaldamento con combustibili fossili. Intanto, proprio nel 2024 è stata superata per la prima volta la soglia di 1,5 gradi di aumento delle temperature terrestri, limite considerato ‘di sicurezza’ da parte della comunità scientifica. Sono dati agghiaccianti, indicatori di una corsa verso l’autodistruzione, un macabro conteggio alla rovescia che allontana le speranze di preservare un Pianeta vivibile per gli esseri umani e gli altri suoi abitanti. Ma non è troppo tardi”: lo ricorda Greenpeace, che in oltre 50 anni di storia non ha mai smesso di lottare per il Pianeta.


“Da oltre mezzo secolo affrontiamo le emergenze ambientali con azioni dirette nonviolente e pacifiche, portando alla luce le minacce al nostro pianeta e facendo pressione sui governi e sulle aziende affinché adottino soluzioni concrete. – spiega Giuseppe Onufrio, Direttore di Greenpeace Italia – Abbiamo difeso le balene dallo sterminio, fermato i test nucleari, preservato l’Artico dallo sfruttamento. Finché ci sarà un ultimo pezzo di Terra in pericolo, non ci fermeremo. Ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti nella lotta quotidiana per fermare questo macabro countdown”. Secondo l’associazione ambientalista, non ci sono dubbi: “In questa corsa contro il tempo, ogni secondo conta, perché ogni essere vivente conta. Ecco perché è fondamentale donare il 5×1000 a Greenpeace, un gesto semplice come una firma sulla dichiarazione dei redditi”.