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MIND Milano, il Social Innovation Campus di Fondazione Triulza

MIND Milano, il Social Innovation Campus di Fondazione TriulzaMilano, 21 feb. (askanews) – Torna in MIND Milano il 26 e 27 febbraio il Social Innovation Campus di Fondazione Triulza, appuntamento dedicato alle nuove generazioni, per le realtà del Terzo Settore, dell’economia sociale, aziende, centri di ricerca, università e per tutti coloro che sono interessati all’innovazione, all’impatto sociale e alla valorizzazione dei talenti. L’edizione 2025 approfondirà il tema “Talents 4 Social Innovation. Competenze nella Complessità” e prevede un programma con circa 160 iniziative – tra talk, spettacoli, hackathon, contest e laboratori interattivi – costruito in collaborazione con oltre 60 partner, in grado di rendere protagonisti i giovani partecipanti. L’obiettivo è coinvolgere le nuove generazioni in momenti di confronto, sperimentazione e co-progettazione sui temi che riguardano l’innovazione e le tecnologie ad impatto sociale e ambientale, ma anche i diritti, la cittadinanza attiva e modelli di imprese sociali e cooperative.


Il Campus ha coinvolto dal 2020 circa 32.500 partecipanti di cui oltre 21.000 studenti delle scuole superiori, ITS /IFTS della Lombardia e di altre regioni di Italia. Parte da MIND Milano Innovation District ma arriva anche a studenti e scuole di tutto il territorio nazionale, e anche di Londra, grazie al ricco palinsesto in modalità ibrida – in presenza e online. Tutte le iniziative del Campus sono gratuite e valide ai fini dei PCTO, Orientamento ed Educazione alla Cittadinanza. L’evento di apertura si terrà il 26 febbraio dalle 09:30 e affronterà il tema della complessità e delle competenze necessarie per comprenderla e agire nei cambiamenti sociali, economici e ambientali. Partirà dal dialogo tra un economista – Mario Calderini, Politecnico di Milano – e uno scienziato – Giuseppe Testa, Human Technopole-Università degli Studi di Milano – sulle interazioni e contaminazioni nei sistemi sociali complessi. La seconda parte si aprirà con il keynote speech di Giovanni Azzone, Presidente di Fondazione Cariplo, e con lo spettacolo di Companies Talks sul movimento “Girls Who Code”, nato per ispirare e incoraggiare le ragazze di tutto il mondo a intraprendere percorsi nelle discipline STEM. Non mancherà il confronto tra giovani del mondo della cooperazione e dell’imprenditorialità ad impatto e relatori quali Marco Menni, Confcooperative; Renato Zaghini, Consorzio per la Tutela del Grana Padano; Roberto Crugnola, IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio; Fabrizio Zichichi, Lendlease; Monica Diluca, Università degli Studi di Milano; Giuseppe Venier, Umana; Federica Rossi, Microsoft; Alberto Grando, Arexpo; Massimo Minelli, Fondazione Triulza; Barbara Meggetto, Legambiente Lombardia.


Un evento che cresce e si sviluppa in diverse location di MIND: oltre al Big Theatre di MIND – che accoglie l’evento d’apertura, tutti i talk del programma culturale, i team dell’hackathon in presenza e laboratori – tante altre attività si svolgeranno nella Social Innovation Academy, in Human Technopole, nella Rold Academy, nella Scuola di Restauro di Botticino, in CIMA- Campus Lombardo degli ITS, e anche in uno dei cantieri di Lendlease in MIND.

Nuove carriere da seguire, giornata di orientamento alla Luiss

Nuove carriere da seguire, giornata di orientamento alla LuissRoma, 21 feb. (askanews) – Chi ha detto che il destino dei laureati è già scritto? Non è possibile inseguire i propri sogni? L’idea del “lascio tutto e cambio vita” è solo una visione utopica o un progetto realizzabile? Sono proprio questi gli interrogativi a cui si impegnano a rispondere Giorgio Avola, Francesca Russo, Mary Cavallaro e Martina Rogato, le cui vite sono state davvero imprevedibili: dalla scherma all’MBA presso la Luiss Business School, dai manuali di Relazioni Internazionali alle sale dei ristoranti più rinomati e dagli studi di scienze politiche alla frenetica sala stampa dell’Ariston di Sanremo, dagli esami di Comunicazione di impresa all’impegno sul campo per la sostenibilità ambientale e sociale. Queste storie saranno al centro dell’incontro sulle scelte di carriere non lineari, conosciute anche come “Unconventional Roads”. L’evento, aperto a tutti coloro che sono interessati a conoscere da vicino non solo le loro esperienze, ma anche i percorsi di laurea magistrale della Luiss, si terrà presso il campus di Viale Romania, sabato 22 febbraio a partire dalle 10:30.


Ma i quattro protagonisti che racconteranno la loro esperienza, non sono i soli ad avere scelto strade diverse dal proprio percorso di studi. Secondo un recente studio di Deloitte, l’86% degli appartenenti alla Generazione Z e l’89% dei Millennial considera il “purpose”, ossia il “senso di scopo” nel proprio lavoro, un ingrediente essenziale per la soddisfazione e il benessere professionale tanto da spingerli a cambiare impiego o carriera. Le giovani generazioni, insomma, stanno dimostrando un’attitudine dinamica nei confronti del lavoro, cercando di adattarlo alle proprie esigenze – e allo stesso tempo – a un mercato che si trasforma rapidamente. Ampliare le proprie vedute per inseguire i “sogni nel cassetto”, non accontentandosi mai della propria condizione attuale, è ciò che ha spinto il campione mondiale e Oro olimpico di scherma Giorgio Avola ad abbandonare la pedana delle gare sportive, per un’aula universitaria: l’idea che perseguire i propri obiettivi conduca ai risultati sperati è testimoniato dalla sua storia. Giorgio, infatti, ha conseguito una laurea in Economia e Management alla Luiss Guido Carli con 110 e Lode e nel 2024 e ha concluso l’MBA presso la Business School della stessa Università.


Simile nella sostanza, diversa nella forma, è la storia di Francesca Russo che, come racconta sui suoi profili social, ha saputo unire le sue due grandi passioni: il food e il business. Dopo la laurea in Relazioni Internazionali alla Luiss, ha avviato la sua carriera in una delle più grandi aziende tech americane a Dublino, per poi scegliere di cambiare rotta e inseguire il suo sogno: costruire una carriera nel mondo del cibo. Ha quindi frequentato l’école del celebre chef Alain Ducasse a Parigi, ampliando le sue competenze nel settore food fino a ricoprire con successo il ruolo che oggi svolge come consulente indipendente per progetti internazionali. Dai fornelli alla musica, passione che ha segnato la strada professionale non convenzionale anche di Mary Cavallaro che, dopo gli studi in Scienze politiche, è diventata addetto stampa di cantanti e musicisti del calibro di Andrea Bocelli, Negramaro, Daniele Silvestri, Malika Ayane e molti altri ancora.


Infine, Martina Rogato, laureata in Relazioni Internazionali, ha trasformato il suo attivismo in una carriera a tutto tondo. Oltre ad aver fondato una società che supporta le aziende nel creare percorsi di sostenibilità e inclusione, è stata nominata co-Presidente del Women7, gruppo ufficiale del G7 sulle pari opportunità, e fa parte dei “change-maker” scelti da Papa Francesco per disegnare un’economia più sostenibile. Come spiega Enzo Peruffo, Dean della Graduate School della Luiss: “L’invito che la nostra Università rivolge ai giovani, grazie a storie apparentemente non comuni ma nei fatti molto più vicine a loro di quanto si possa pensare, è quello di non accontentarsi mai di ciò che già si è ottenuto, di migliorare sempre perché non conta dove si è, ma dove si vuole arrivare. Le nostre lauree, infatti, sono degli abilitatori, dei ponti per tutte le opportunità di lavoro e per seguire i propri sogni e le proprie passioni, forti di un bagaglio di competenze riconosciute e richieste dal mercato. E queste esperienze ne sono la viva testimonianza”.


Guardando al futuro, la Luiss rafforza il proprio impegno sull’Intelligenza Artificiale, già presente in tutti i corsi, che, da quest’anno, per tutti gli studenti delle Lauree Magistrali, diventa anche un badge obbligatorio di ‘AI Literacy’, pensato proprio per certificare le digital skills acquisite e immediatamente spendibili in un mondo del lavoro in costante trasformazione. L’Ateneo ha recentemente annunciato la nascita di un nuovo centro di ricerca “AI4Society”, diretto da Giuseppe Italiano, Prorettore per l’Artificial Intelligence e le Digital Skills: un polo internazionale per lo studio critico e interdisciplinare dell’Intelligenza Artificiale al servizio di aziende e istituzioni. Il forte legame con il mondo delle imprese e il sistema di Confindustria si riflette anche nell’elevato tasso di occupazione dei laureati a un anno dalla laurea, che nel 2024 si conferma al 96%, con un tempo medio di attesa di appena un mese per ottenere il primo impiego.

Società Benefit 2025, la crescita fatturato incontra l’inclusione

Società Benefit 2025, la crescita fatturato incontra l’inclusioneRoma, 20 feb. (askanews) – Si è tenuto oggi, presso il Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi a Roma, l’evento “Un’ondata di innovazione”, occasione in cui sono stati presentati i nuovi risultati della Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2025.


L’iniziativa ha visto la presenza istituzionale del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Attraverso le voci dei Partner della ricerca – NATIVA, il Research Department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, l’Università di Padova, la Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit – è emerso un quadro dettagliato della dinamicità del mondo delle Società Benefit e del ruolo chiave che le imprese possono svolgere per la collettività coniugando performance economiche e generazione di valore per le persone e il pianeta. I numeri alla fine del 2024 raccontano un andamento in forte crescita delle Società Benefit in Italia, che arrivano a quota 4.593 unità, crescendo numericamente del 27% rispetto all’anno precedente e raggiungendo un livello di incidenza dell’1,57 per mille sul totale delle società registrate e del 2% sulle grandi aziende. Sotto il profilo occupazionale, sono oltre 217.000 gli addetti di questo tipo di imprese, per un valore della produzione di circa 62 miliardi di euro.


La fotografia del periodo oggetto della ricerca (2021-2023) sottolinea come queste aziende si confermino più dinamiche rispetto alle non-benefit simili per dimensione e specializzazione: la crescita del fatturato delle Società Benefit risulta superiore, con un incremento cumulato in termini mediani del 26% e un divario netto rispetto al campione di confronto delle non-benefit, in cui la crescita si attesta invece al +15,4%. Inoltre le Società Benefit sono caratterizzate da un maggior grado di investimenti su importanti leve strategiche come innovazione, internazionalizzazione, attenzione alla sostenibilità e investimento in energia rinnovabile. Anche il sostegno all’occupazione risulta maggiore rispetto alle non-benefit, con il 62% di Società Benefit che ha incrementato il numero di addetti rispetto al campione di confronto che si ferma al 43%.


Nel periodo preso in considerazione le Società Benefit hanno registrato una crescita del valore aggiunto del 26,1%, ben superiore rispetto al 16,3% delle imprese tradizionali. L’aumento del costo del lavoro del 25,9%, quasi il doppio rispetto al 12,5% delle nonbenefit, dimostra la tendenza a redistribuire maggior valore alle persone, valorizzandole e sostenendole in un periodo caratterizzato da forti spinte inflazionistiche. Guardando alla composizione del management, le Società Benefit si distinguono per una maggiore attenzione alla parità di genere e alla presenza di giovani nei board. Le donne trovano maggiore spazio nei Consigli di Amministrazione, con il 48% delle Società Benefit che presenta almeno una presenza femminile, rispetto al 38% delle aziende nonbenefit. Nelle grandi imprese, questa quota sale al 62%, con un distacco di quattordici punti percentuali rispetto alle realtà di pari dimensioni non orientate al modello Benefit.


Anche i giovani under 40 sono più presenti nei board delle Società Benefit, con una quota del 27,9%, che sale al 30,4% nel Mezzogiorno. La leadership giovanile si traduce in maggiore dinamismo e innovazione: tra il 2021 e il 2023, le Società Benefit guidate da giovani hanno registrato una crescita mediana del fatturato del 30,6%, contro il 23,5% delle imprese con board tutto over 65. Inoltre, queste imprese mostrano una maggiore propensione ad assumere (+20% vs +11%) e a riconoscere aumenti salariali più elevati (+34,5% vs + 23,2%), valorizzando il capitale umano e rafforzando la propria competitività. L’analisi della distribuzione regionale mostra una concentrazione più elevata delle Società Benefit nel nord, in particolare in Lombardia (1.500 aziende). L’alta incidenza nel territorio lombardo (2,74? sul totale delle imprese) è in parte dovuta alla forte presenza di grandi aziende che trainano il fenomeno; tuttavia, l’ampia diffusione in tutte le classi dimensionali suggerisce una propensione culturale più forte all’innovazione e all’adozione di questo modello. In termini assoluti, la seconda regione per numero di Società Benefit è il Lazio (509), seguita dal Veneto (470) e dall’Emilia Romagna (402). Per quanto riguarda invece le province con la maggior incidenza di Società Benefit sul totale, il podio è formato da Milano (3,95?), Trieste (3,35?) e Trento (3,26?). Nel corso dell’evento sono stati presentati anche i risultati della prima analisi delle finalità di beneficio comune indicate negli statuti societari delle Società Benefit – contenuti nella seconda parte della Ricerca Nazionale delle Società Benefit presentata a fine 2024 – che ha fatto emergere lo spiccato orientamento dell’impegno delle Società Benefit verso l’area sociale, seguita dall’area ambientale e di governance. La Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2025 conferma dunque il ruolo significativo delle Società Benefit come un’evoluzione promettente nel panorama imprenditoriale e esempio virtuoso di creazione di valore condiviso, la cui diffusione potrebbe generare un effetto positivo su interi settori e potenzialmente sull’intero sistema paese.

Al via la campagna della Lega del Filo d’Oro sui lasciti solidali

Al via la campagna della Lega del Filo d’Oro sui lasciti solidaliRoma, 19 feb. (askanews) – Vivere nel buio e nel silenzio, senza poter comunicare direttamente con gli altri, è la realtà quotidiana di tante persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale: per loro ogni azione, anche la più semplice, può diventare un ostacolo difficile da superare. Ma grazie alla competenza e alla professionalità di educatori, psicologi, medici e terapisti della Lega del Filo d’Oro, si può superare quella barriera fatta di incomunicabilità ed isolamento e raggiungere la maggiore autonomia possibile. Per queste ragioni, scegliere di fare un lascito solidale a favore della Fondazione Lega del Filo d’Oro ETS – Ente Filantropico, da 60 anni punto di riferimento in Italia per la sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale, significa compiere un gesto concreto capace di cambiare la vita di chi non vede e non sente, assicurandole tutto il supporto di cui ha bisogno.


Un lascito solidale è molto più di una donazione: è un segno indelebile che contribuisce a costruire un futuro migliore e privo di barriere per le persone sordocieche e le loro famiglie. Per promuovere la grande importanza di un gesto in grado di vivere per sempre, la Lega del Filo d’Oro rilancia la campagna di sensibilizzazione sui lasciti testamentari “Tra la tua vita e la loro c’è un filo sottile”, che dal 23 febbraio tornerà on air e vivrà con uno spot tv e radio, su stampa e su web. A sostenere la campagna è, ancora una volta, Renzo Arbore, storico testimonial e amico della Fondazione. Con il suo appello, Arbore sottolinea come il lascito non sia solo un gesto di generosità, ma un’eredità di speranza in grado di garantire assistenza, autonomia e un futuro più dignitoso alle persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale. Uno dei principali obiettivi perseguiti dall’Ente è proprio il potenziamento delle attività, sia in termini di aumento del numero delle sedi, che di miglioramento dei servizi offerti al fine di garantire una risposta tangibile all’esplicita richiesta proveniente dalle famiglie. “Il lavoro svolto quotidianamente alla Lega del Filo d’Oro necessità di tanta attenzione e cura, ma anche di progettualità a lungo termine, affinché chi ha bisogno del nostro sostegno possa continuare a contare su di noi – ha dichiarato Rossano Bartoli, Presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro – In questo senso, i lasciti solidali sono una risorsa preziosa, perché ci consentono di pianificare le nostre attività e realizzare i progetti più sfidanti, ampliando i nostri servizi e raggiungendo sempre più persone sordocieche lì dove occorre, facendo attenzione a mantenere alto il nostro standard di qualità. La scelta di un lascito testamentario a favore della Lega del Filo d’Oro ha un valore estremamente importante: è un atto di altruismo alla portata di tutti, in grado di vivere per sempre e ogni contributo può fare la differenza”.


I lasciti testamentari rappresentano una delle principali forme di sostegno per la Lega del Filo d’Oro. Nel 2024, sono stati oltre 130 quelli pervenuti alla Fondazione, un dato importante a conferma non solo dell’affidabilità di questo strumento in costante crescita – quale gesto semplice e non vincolante, che può essere ripensato, modificato in qualsiasi momento, senza che vengano in alcun modo lesi i diritti legittimi dei propri cari e familiari – ma testimonia anche la fiducia che sempre più italiani ripongono nel lavoro della Fondazione. Una tendenza in linea con la crescente cultura del lascito solidale in Italia: secondo gli ultimi dati

Competenze non cognitive, webinar con i maggiori esperti italiani

Competenze non cognitive, webinar con i maggiori esperti italianiRoma, 18 feb. (askanews) – Superare il nozionismo e rimettere al centro lo sviluppo integrale degli studenti: è questa la sfida della scuola di oggi, sempre più chiamata a promuovere competenze che vadano oltre la semplice memorizzazione di dati. Il tema sarà al centro del webinar “Competenze non cognitive: cosa sono e perché sono importanti”, organizzato da FIS – Festival dell’Innovazione Scolastica in collaborazione con Edulia Treccani Scuola, in programma il 25 febbraio 2025, dalle ore 17:00 alle ore 18.00.


L’incontro rappresenta un’occasione di confronto con grandi esperti del settore educativo per approfondire il ruolo delle competenze trasversali – come la capacità di collaborazione, il pensiero critico e la gestione delle emozioni – nel percorso formativo degli studenti. Un appuntamento qualificato per docenti, dirigenti scolastici e tutti coloro che credono in un scuola capace di formare cittadini consapevoli e competenti. Il primo relatore del webinar sarà il presidente di Invalsi, Roberto Ricci; seguiranno gli interventi di Angelo Maraschiello, esperto di sistemi formativi della Fondazione per la Sussidiarietà, e Monica Fugaro, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Viale Legnano di Parabiago (Mi). Modera Alessandra Landini, membro del Comitato scientifico del FIS.


“Con l’ingresso ufficiale nelle scuole italiane di quelle che l’Ocse chiama Social and Emotional Skills (Competenze sociali ed emotive)”, afferma Alberto Raffaelli, presidente dell’Associazione Festival dell’Innovazione Scolastica, “si apre la strada a una potenziale innovazione radicale della didattica sia a livello di contenuti che di metodi. Si tratta di una spinta decisiva perché la scuola esca dalla gabbia della pura trasmissione di nozioni e di nessi su cui poi gli alunni vengono selezionati, ma possa essere a tutti gli effetti un ambiente educativo che tende a comunicare abilità peculiari dell’essere persona e dell’essere cittadino come l’autocontrollo, la resistenza allo stress, la capacità di cooperare, la socievolezza e la curiosità. Una innovazione didattica che può aiutare a rispondere alle esigenze spesso drammatiche che i nostri ragazzi ci pongono oggi”. Si tratta del secondo di una serie di tre appuntamenti. Il ciclo si concluderà martedi 11 marzo 2025, sempre alle ore 17.00, con l’incontro “Competenze non cognitive e orientamento: prepararsi ai lavori del futuro”.


Su Youtube intanto è già disponibile il video del primo webinar, di martedi 11 febbraio, dal titolo “Come promuovere le competenze non cognitive in aula? Esperienze a confronto”, che ha offerto una panoramica introduttiva al tema del FIS 2025. L’incontro online è stato aperto da Alessia Rosa, che ha fornito una definizione iniziale sottolineando l’importanza di queste competenze per il benessere scolastico e la crescita personale. Tommaso Agasisti ha poi indicato come le scuole possono sviluppare queste competenze, evidenziando l’importanza di considerare il contesto sociale. Francesca Maganzi ha condiviso esperienze pratiche sull’integrazione delle competenze non cognitive nel curriculum scolastico. Daniela Parisi ha illustrato il contributo di Diesse nella formazione degli insegnanti e nella sperimentazione di pratiche scolastiche legate alle competenze socio-emotive. Infine, Salvatore Giuliano, insieme agli studenti Emanuele De Paola e Ludovica Moccia, ha descritto le attività svolte al Maiorana di Brindisi, sottolineando l’importanza del lavoro di gruppo e della cura degli studenti. La partecipazione al webinar è gratuita, previa iscrizione al link https://festivalinnovazionescolastica.it/edizione-2025/webinar/. Sarà possibile rivedere il webinar in differita sul sito del Festival dell’Innovazione Scolastica.


Edulia Treccani Scuola, partner dell’iniziativa, offre la possibilità di ottenere un attestato utile per la formazione in servizio. Per poterlo ottenere i partecipanti dovranno registrarsi alla community Edulia, tramite il link https://community-scuola.edulia.it, e partecipare ai webinar con la stessa e-mail con cui si sono registrati.

Salute e fake news: un saggio su antiscienza e infodemia

Salute e fake news: un saggio su antiscienza e infodemiaMilano, 17 feb. (askanews) – Un libro sul tema della salute, delle fake news e dell’infodemia. Sarà presentato in Senato su iniziativa della senatrice a vita Elena Cattaneo il 19 febbraio “Antiscienza e Salute”, a cura di Margherita Venturi, Silvano Fuso e Carmine Iorio e edito da Clueb.


Il volume, pubblicato con il contributo della Società Chimica Italiana, affronta il complesso rapporto tra il variegato mondo dell’antiscienza e quello della salute, unendo esperti di varie discipline e utilizzando una struttura modulare che consente di esplorare singolarmente ogni capitolo, senza seguire necessariamente un percorso lineare. Il testo parte dalla pandemia da SARS-CoV-2 che ha evidenziato il crescente disorientamento sociale e la propagazione di informazioni false, minando la fiducia nei confronti delle istituzioni scientifiche; esamina, quindi, la crescente diffusione di terapie alternative non scientifiche, sottolineando il conflitto tra percezioni soggettive ed evidenze scientifiche, e pone l’accento sulla necessita’ di un’informazione basata su etica, trasparenza e dati scientifici per rafforzare la fiducia nei confronti della scienza. Inoltre, analizzando il problema della corretta comunicazione scientifica e il rapporto tra politica e scienza, il volume invita al pensiero critico per contrastare l’antiscienza e promuovere una cultura scientifica e razionale.

Antartide, Cnr: al via missione invernale della ricerca italiana

Antartide, Cnr: al via missione invernale della ricerca italianaRoma, 17 feb. (askanews) – È iniziata a Concordia, nella base italo-francese, la 21esima missione invernale del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e attuato dal Consiglio nazionale delle ricerche per il coordinamento scientifico, da ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale per la gestione tecnica e scientifica della sua nave da ricerca Laura Bassi. Con un simbolico passaggio di consegne, lo station leader della campagna estiva, a Concordia, Riccardo Scipinotti ha affidato la gestione della stazione alla glaciologa Simona Grimaldi (Università di Catania) che guiderà, come capo spedizione invernale, il nuovo gruppo di 13 winterover, composto da 6 italiani del Pnra, 6 francesi dell’Istituto polare francese Paul-Émile Victor e un medico inglese dell’Agenzia spaziale europea.


A oltre 3mila metri di altezza e a 1.200 chilometri dalla costa, i 13 winterover trascorreranno nella base italo-francese il lungo inverno antartico, nel corso del quale le temperature possono raggiungere anche i -80°C. In completo isolamento per nove mesi e con tre mesi di notte polare, ossia in totale assenza di luce, il team garantirà la manutenzione della stazione e porterà avanti 14 attività scientifiche, tra progetti di ricerca e osservatori permanenti, su diverse discipline. Spessore del ghiaccio superiore a 3 chilometri, bassa umidità, alta visibilità e nitidezza, elevata altitudine e scarso inquinamento rendono Concordia uno straordinario laboratorio per studi su: criosfera; climatologia; chimica e fisica dell’atmosfera; geomagnetismo e sismologia; astrofisica e meteorologia spaziale. Le condizioni estreme rendono inoltre Concordia un prezioso avamposto per lo studio e la simulazione di problemi legati alle missioni spaziali. Per questo Esa porterà avanti 7 progetti di biomedicina e gli stessi invernanti saranno sottoposti da parte del medico a una costante osservazione scientifica che riguarderà l’adattamento fisico, psicologico e sociale in condizioni di vita estreme, simili a quelle spaziali. A Concordia, durante la campagna estiva, si è svolta e conclusa la 4a campagna di perforazione del progetto europeo Beyond Epica – Oldest Ice, coordinato dall’Istituto di scienze polari del Cnr, che ha raggiunto nel corso di questa missione la profondità di 2.800 metri, dove la calotta glaciale antartica incontra la roccia sottostante. Il ghiaccio estratto conserva un archivio senza eguali sulla storia climatica della Terra, fornendo informazioni dirette sulle temperature atmosferiche e le concentrazioni di gas ad effetto serra nell’arco di 1,2 milioni di anni e probabilmente oltre.

Blocco Usaid, Cesvi: grave minaccia per la comunità internazionale

Blocco Usaid, Cesvi: grave minaccia per la comunità internazionaleMilano, 16 feb. (askanews) – Gli aiuti finanziati da USAID rappresentano una delle principali fonti di sostegno per la sicurezza alimentare, la sanità, l’istruzione e la protezione di popolazioni in condizioni di emergenza e di povertà estrema. La loro improvvisa sospensione e annunciata riduzione compromette interventi essenziali e aggrava ulteriormente il già critico divario tra bisogni umanitari e risorse disponibili, acuendo l’impatto delle crisi costantemente in aumento.


Il taglio ai finanziamenti USAID è solo la punta dell’iceberg di una crisi più ampia. Negli ultimi anni, il divario tra i bisogni umanitari e i finanziamenti disponibili è più che triplicato, passando da 8,3 miliardi nel 2016 a 26,1 miliardi nel 2024. La decisione degli Stati Uniti potrebbe innescare una reazione a catena, spingendo altri donatori a ridurre il proprio impegno e lasciando milioni di persone senza alcuna forma di assistenza. “Quella che stiamo affrontando non è solo una crisi economica, ma anche una crisi di solidarietà. Il rischio è un ritorno a una politica globale di disimpegno, che abbandona intere popolazioni al loro destino”, dichiara Stefano Piziali, direttore generale di CESVI. Sul lungo termine, l’impatto di questa decisione non è attualmente quantificabile. Il sistema della cooperazione internazionale e dell’aiuto umanitario è a rischio di tenuta, considerato il fatto che gli Stati Uniti forniscono oltre il 42% dei finanziamenti umanitari globali, svolgendo un ruolo fondamentale nel sostenere i programmi di aiuto alle popolazioni colpite da conflitti e disastri naturali, così come allo sviluppo a livello globale, sia nel sistema bilaterale che in quello multilaterale.


“La decisione dell’amministrazione Trump cambierà totalmente il sistema della cooperazione globale. L’impatto sui fondi ONU, unito alla crescente competizione tra ONG per ottenere i pochi finanziamenti dei pochi donatori istituzionali certi, insieme alle reazioni dell’Europa (alla vigilia di elezioni importanti come quelle in Francia e in Germania), rendono il futuro degli aiuti umanitari e della lotta alla povertà sempre più incerto e vacillante”, aggiunge Stefano Piziali. La scelta di tagliare i fondi non è solo un problema per le organizzazioni umanitarie, ma per l’intera comunità internazionale. La perdita di finanziamenti compromette, infatti, la stabilità di intere regioni, alimentando nuove crisi migratorie, conflitti e disastri ambientali senza possibilità di mitigazione.


Per CESVI lo stop degli aiuti ha completamente bloccato tutte le attività in Pakistan nella regione del Sindh che ancora oggi deve fare i conti con la devastazione provocata dalle alluvioni degli scorsi anni, a supporto di oltre 19.500 persone – circa 3.000 famiglie vulnerabili – che non potranno ricevere sostegno economico e supporto nelle proprie attività agricole in interi villaggi. Questo rischia di danneggiare gravemente la disponibilità di cibo aumentando il numero di persone che soffre la fame, la possibilità di portare avanti le piccole attività commerciali, di sostentamento per interi nuclei familiari, la loro capacità di mitigare l’impatto che gli eventi climatici estremi hanno sulla loro vita, eventi che ormai si abbattono con una violenza e una frequenza sempre maggiori, anno dopo anno. Tutto questo, compromettendo un terzo della capacità operativa nazionale di CESVI, proprio nei mesi che precedono possibili nuove alluvioni e che richiedono attività di prevenzione del rischio che CESVI promuove e sviluppa da anni per preparare le comunità e mitigare il numero delle vittime. Ad Haiti, il blocco temporaneo dei finanziamenti ha sospeso gli aiuti a 3.000 famiglie sfollate in 10 siti collettivi di Port-au-Prince, interrompendo le attività di supporto psicosociale e di servizi igienico-sanitari che CESVI promuove nelle aree colpite dal colera per migliorare le condizioni di vita degli sfollati interni haitiani, nei campi collettivi e nelle famiglie che li ospitano.


“Il taglio non riguarda solo i fondi erogati direttamente da USAID ma tutte quelle operazioni che anche solo in parte sono sostenute dai fondi americani, aiuti che raggiungono persone in estremo bisogno che sopravvivono solo grazie alla solidarietà” specifica Piziali. “Dal nostro punto di osservazione, abbiamo già riscontrato tagli alla distribuzione di CIBO, ACQUA, supporto igienico sanitario in: Afghanistan, Uganda, Palestina”. CESVI sottolinea l’importanza di un’azione immediata da parte dei governi e delle istituzioni internazionali per colmare il vuoto lasciato da questa sospensione e garantire che i principi fondamentali di solidarietà, rispetto reciproco, sradicamento della povertà e tutela dei diritti umani non vengano sacrificati. Non si tratta solo degli obblighi giuridici internazionali e vincolanti sanciti nella Carta delle Nazioni Unite o nei Trattati dell’Unione Europea, ma di una questione fondamentale per il ruolo politico degli Stati e delle istituzioni europee e internazionali nel mondo. CESVI invita il Governo italiano a rafforzare il proprio impegno di cooperazione internazionale, nella risposta alle crisi umanitarie e nello sviluppo sostenibile, e a sollecitare e a unirsi gli Stati Membri dell’Unione Europea per un’azione congiunta di contrasto a queste misure restrittive e di un rinnovato ruolo di leadership a conferma della solidarietà dell’Europa con le comunità colpite dalle crisi in tutto il mondo. “È necessario un ripensamento strutturale dell’architettura del finanziamento per gli aiuti umanitari e lo sviluppo, affinché il sistema non dipenda dalle decisioni politiche di singoli governi, ma sia garantito da impegni a lungo termine e da fondi più resilienti alle fluttuazioni geopolitiche”, conclude Piziali. CESVI continua a lavorare e promuovere la collaborazione tra ONG e nella situazione contingente si sta coordinando, a livello nazionale, con LINK2007 e a livello globale con reti umanitarie come VOICE e ICVA, sollecitando una risposta immediata e unitaria per garantire che i programmi di emergenza non vengano interrotti, continuando così a fornire aiuto alle popolazioni più vulnerabili.

Scienza, medaglia Galileo Galilei ai fisici Sikivie e Susskind

Scienza, medaglia Galileo Galilei ai fisici Sikivie e SusskindRoma, 15 feb. (askanews) – I fisici Pierre Sikivie e Leonard Susskind sono stati insigniti della Medaglia Galileo Galilei 2025, premio assegnato ogni due anni dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare con il Galileo Galilei Institute, il suo Centro Nazionale per la Fisica Teorica in partnership con l’Università di Firenze, a ricercatori e ricercatrici che hanno dato un contributo eccezionale al progresso delle ricerche in fisica teorica.


Il premio nella ricorrenza del compleanno del grande scienziato Galileo Galilei, è stato assegnato a Leonard Susskind e Pierre Sikivie “per il loro lavoro che rappresenta i persistenti sforzi dell’umanità per vedere e comprendere ciò che può sembrare invisibile, rivelando nel processo profonde connessioni tra le scale più grandi e più piccole della Natura.” In particolare, Pierre Sikivie ha fornito contribuiti pionieristici alla nostra comprensione del cosmo, come fece Galileo Galilei, per cercare di rendere visibile l’”assione invisibile”. Gli assioni sono ipotetiche particelle inizialmente introdotte per risolvere un problema nell’ambito microscopico della teoria delle interazioni forti. Se la loro esistenza fosse confermata si potrebbe risolvere uno dei più grandi misteri del nostro universo, ovvero si riuscirebbe a dare un volto alla materia oscura, e si chiarirebbe anche un mistero fondamentale che riguarda i quark del mondo subatomico.


Il lavoro di Leonard Susskind è stato, invece, fondamentale perché ha scoperto e decifrato le sfide che i buchi neri nell’universo pongono alla natura classica e quantistica della gravità, tessendo anche profonde connessioni tra il cosmo e le particelle elementari.

Giovani e web: simposio su benessere online di Famiglia Cristiana

Giovani e web: simposio su benessere online di Famiglia CristianaRoma, 14 feb. (askanews) – Più di trecento giornalisti hanno partecipato al simposio “Non è il safer internet day – giovani, disturbi digitali e linguaggi, quali soluzioni?”, organizzato da Famiglia Cristiana, Fondazione Carolina, Cisf (Centro internazionale Studi Famiglia) e Ucsi Lombardia (Unione Cattolica della Stampa Italiana), venerdì 14 febbraio presso l’Auditorium don Giacomo Alberione a Milano e ancora visibile online sul sito famigliacristiana.it.


L’obiettivo era mettere a sistema percorsi e strumenti utili a favorire concretamente un’inversione di tendenza rispetto ai crescenti episodi di violenza e dipendenza online, proprio a conclusione della settimana del Safer Internet Day. A introdurre il convegno il direttore di Famiglia Cristiana, don Stefano Stimamiglio, che ha espresso la necessità di “creare una cultura che accompagni all’uso consapevole del Web. Perché una Rete affidabile e costruttiva è interesse di tutti, ma bisogna prima trovare una sinergia reale e concreta. Tutti gli attorisociali hanno compiti e responsabilità di fronte a questo nuovo mondo comunicativo”.


D’accordo con questa impostazione si sono detti i decisori pubblici invitati al simposio: i parlamentari Devis Dori (alla Camera per Alleanza Verdi Sinistra) e Lavinia Mennuni (in Senato per Fratelli d’Italia), entrambi impegnati nella Commissione Infanzia e Adolescenza. Un confronto tra specialisti ha poi animato il dibattito. Ivano Zoppi, segretario generale Fondazione Carolina, ha poi invitato a cambiare prospettiva: “la giornata di oggi non è una sfida a chi trova la soluzione giusta al problema del cyberbullismo. Si tratta di trovare il denominatore comune tra tutte le parti in causa. Non crediamo negli schieramenti, bensì nelle convergenze e, soprattutto, nel bene comune. Un filo rosso che unisce tutti i portatori d’interesse e gli addetti ai lavori. Si chiama educare, in tutte le sue declinazioni”.


Con questo spirito, Fondazione Carolina ha annunciato una nuova casa, nel cuore di Milano, dedicata proprio ai ragazzi. Si chiama Centro Re.Te. dedicato al Recupero Terapeutico a fronte dei disagi giovanili. Terapia, lavoratori, percorsi per la messa alla prova per tutti quei ragazzi e preadolescenti che si sono persi e dove sport, arte, ascolto e incontro possano curare tanto le vittime quanto gli autori di quelle condotte negative riportate ogni giorno sui notiziari, ma che partono da lontano. A commuovere l’auditorium Paolo Picchio, il presidente onorario di Fondazione Carolina, che ha ripreso il messaggio lasciato da sua figlia Carolina, prima vittima riconosciuta di cyberbullismo in Italia. La sua storia ha portato al primo processo in materia di bullismo online a livello europeo, riconoscendo precise responsabilità in relazione alle condotte negative online. A Carolina è dedicata la prima legge europea in questo ambito, la 71 del 2017. A concludere il direttore del Centro Internazionale Studi Famiglia, Francesco Belletti: “gli esperti, i politici e i rappresentanti delle Big Tech che abbiamo ascoltato convergono nel sottolineare l’inadeguatezza di troppi genitori nel proteggere ed educare i più giovani mondo digitale e nei social. Servono quindi adulti che tornino ad essere educatori veri, da genitori, da insegnanti, da allenatori. Più che cercare di capire chi è la colpa, se i nostri figli si perdono nelle insidie della Rete, serve sostenere ogni ambito educativo”.