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Ristorante Le Fief, viaggio culinario tra innovazione e tradizione

Ristorante Le Fief, viaggio culinario tra innovazione e tradizioneRoma, 1 ott. (askanews) – Quando l’autunno avvolge la natura con i suoi colori caldi e rassicuranti, il ristorante Le Fief di Castello Dal Pozzo, resort sul Lago Maggiore, invita i suoi ospiti a un’esperienza sensoriale. Sotto la guida dell’Executive Chef Enrico Bazzanella, e con la collaborazione della Chef Stellata Marta Grassi, il nuovo menù autunnale si presenta come una celebrazione del territorio e delle tradizioni, reinterpretate con eleganza e modernità.


Ogni ingrediente viene scelto con cura, rispettando il ritmo della natura, e viene trasformato in creazioni culinarie che evocano antichi saperi e nuove scoperte. “Il nostro menù è un omaggio al tempo che scorre – dice Chef Bazzanella – un dialogo tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione”. Piatti come la “Guancia di Vitello a lenta cottura con topinambur e cavolo rosso” e la “Crema di zucca con scampo bardato e crumble aromatico” raccontano di sapori autentici elevati a nuove altezze creative. Per chiudere poi in dolcezza con il “Profitterol della Zia Gigia”, crema allo zabaione, castagne e panna, a evocare le tradizioni familiari e la semplicità dei dessert d’epoca.


La carta propone una selezione altrettanto raffinata. Per chi ama i sapori più decisi, l’ “Uovo Ottone I°, con porcini e mais croccante” è una vera celebrazione autunnale. Gli amanti del mare potranno invece gustare l’ “Orata al forno con wok vegetale e salsa olandese”, mentre il “Controfiletto di cervo, castagne, mele e salsa al vin brulé” offre un’esperienza di sapori robusti e avvolgenti. Non manca il classico “Filetto del Principe”, servito con speck, spatzle e cavolo rosso in agrodolce, per chi cerca un piatto che combina tradizione e intensità. Il Ristorante Le Fief, con le sue sale intime e la sua terrazza illuminata dalla luna, ha radici profonde nella storia della famiglia Visconti e Dal Pozzo. È da queste radici che nasce l’ispirazione del nome “Le Fief”, che richiama l’antica tradizione del feudo, luogo di incontro e condivisione. La filosofia di Chef Bazzanella e della Chef Grassi segue questa linea: preservare la ricchezza del passato e infondere nuova vita nei piatti.


“In cucina – spiega Bazzanella – ci prendiamo cura della materia prima come un artigiano del legno si prende cura della sua opera. Non cerchiamo l’artificio, ma la purezza. Ogni piatto deve raccontare una storia, un frammento di memoria, un’esperienza vissuta”.

Turismo, per 77% italiani è fondamentale certificare Made in Italy

Turismo, per 77% italiani è fondamentale certificare Made in ItalyMilano, 27 set. (askanews) – La certificazione dell’autenticità “Made in Italy” si conferma centrale per quasi 8 italiani su 10 (il 77%): è insomma fondamentale che ristoratori e produttori italiani certifichino i loro prodotti e servizi. E’ quanto emerge dal XIV Rapporto “Italiani, turismo sostenibile ed ecoturismo”, realizzato da Noto Sondaggi per la Fondazione UniVerde e promosso da Coldiretti, Terranostra Campagna Amica e Fondazione Campagna.


Il rapporto è stato presentato durante l’evento “Piemonte EcoDigital” promosso dalla Rete EcoDigital. Inoltre, l’indagine ha evidenziato una novità: ben il 30% dei partecipanti ha dichiarato di aver scoperto che un ristorante o un prodotto pubblicizzato come “Made in Italy” non lo era realmente. Una delle domande del rapporto si concentra sulla necessità di una certificazione per i prodotti agroalimentari italiani presenti nei ristoranti all’estero. Il 78% degli intervistati conferma la necessità di garantire che i prodotti della nostra tradizione siano realmente italiani nella loro origine. Per quanto riguarda l’importanza della certificazione, il 56% degli intervistati considera il marchio “Made in Italy” un valore aggiunto, mentre il 25% lo definisce addirittura fondamentale. Questa percezione riflette quanto la qualità e l’origine certificata dei prodotti italiani siano ritenute essenziali per tutelare e promuovere la nostra tradizione alimentare, sia in Italia che all’estero.


Parallelamente, l’alimentazione gioca un ruolo sempre più centrale nella lotta al cambiamento climatico. Il rapporto rivela che una vasta maggioranza degli italiani condivide l’idea che le scelte alimentari individuali possono influire in modo significativo. Il 75% degli intervistati crede che modificare le proprie abitudini alimentari, preferendo prodotti a km0 e seguendo i princìpi della dieta mediterranea, sia un passo importante nella battaglia contro il cambiamento climatico. Inoltre, il 65% degli intervistati continua a supportare la candidatura della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, dimostrando quanto sia importante preservare l’autenticità delle nostre tradizioni gastronomiche.


“La genuinità dei prodotti italiani è un patrimonio da proteggere, e ITA0039 by Asacert si impegna a garantire, attraverso un sistema di certificazione semplice e trasparente, che i prodotti serviti nei ristoranti italiani nel mondo siano davvero 100% italiani. Da quanto si evince da quest’ultima indagine, è un pensiero condiviso anche dalla maggioranza degli italiani. Riconosciamo il valore fondamentale del cibo nel patrimonio culturale italiano, un legame profondo con la nostra storia, tradizioni ed economie locali. Grazie a criteri attentamente selezionati e un approccio tecnico rigoroso, certifichiamo un’esperienza autentica e completa, che include prodotti, menù, servizio e valorizzazione del territorio”, ha commentato Fabrizio Capaccioli, ad di Asacert e ideatore del protocollo ITA0039. Tutti i ristoranti italiani nel mondo hanno la possibilità di richiedere la certificazione e di fare la differenza nel panorama della ristorazione italiana globale, distinguendosi con la certificazione ITA0039 | 100% Italian Taste Certification.

Santanchè: rafforzare turismo costiero, oggi è solo 1,9% del Pil

Santanchè: rafforzare turismo costiero, oggi è solo 1,9% del PilRoma, 25 set. (askanews) – “L’Italia è sì la quarta nazione in Europa per superficie costiera sul totale del territorio, il turismo costiero però contribuisce soltanto all’1,9% del Pil. Questo lo dobbiamo soprattutto a carenze infrastrutturali e anche però alla qualità dei porti turistici. Quindi riteniamo sia fondamentale proseguire sul miglioramento e trasformare il potenziale della nostra nazione in effettiva possibilità concreta”. Lo ha detto il ministro del Turismo Daniela Santanchè intervenendo in video collegamento alla seconda edizione del Forum Risorsa Mare, organizzato da The European House Ambrosetti in corso a Palermo.


“Dobbiamo investire in infrastrutture moderne e sostenibili, migliorare l’accessibilità e promuovere anche una gestione responsabile delle risorse naturali che sono passi essenziali per attrarre un turismo di qualità. Non dobbiamo puntare sulla quantità – ha detto ancora il ministro – ma sulla qualità. E per arrivare a questo dobbiamo raccogliere la sfida sui servizi e i porti turistici fanno parte integrante dello sviluppo di un turismo del mare di qualità. E dobbiamo anche aiutare dal punto di vista delle risorse”. Il ministro ha ricordato alcune azioni già intraprese – come l’accesso al wi-fi nei porti, la possibilità di tracciare ingressi e uscite nei porti – riconoscendo che ancora molto resta da fare anche sul fronte della formazione “della professionalizzazione degli operatori del settore”, perché “per essere sfidanti dobbiamo alzare la qualità dei nostri servizi”. “C’è necessita – ha detto ancora – di uniformare a livello nazionale le varie tassazioni, che invece purtroppo cambiano da comune a comune e questo non è possibile se vogliamo un turismo di qualità e non di quantità”.


“Noi – ha concluso il ministro Santanchè – stiamo facendo in modo di costruire un prodotto migliore per venderlo meglio, perché l’Italia si merita di tornare ad essere sul primo gradino del podio per quanto riguarda il settore del turismo”.

ADSI: dimore storiche volano di sviluppo per il turismo diffuso

ADSI: dimore storiche volano di sviluppo per il turismo diffusoRoma, 24 set. (askanews) – Una piattaforma innovativa progettata per supportare la promozione e la fruizione delle dimore storiche e dei territori in cui si trovano. A realizzarla l’Associazione Dimore Storiche Italiane-ADSI – in collaborazione con Abrobatica SpA – che l’ha presentata oggi a Roma presso la Sala del Cenacolo della Camera dei deputati.


All’evento sono intervenuti il Presidente di ADSI Giacomo Di Thiene, il Presidente della Commissione Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato Roberto Marti, il Presidente della Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera dei Deputati Federico Mollicone, Ivana Jelinic Amministratore Delegato di ENIT, e Anna Marras, CEO di EdiliziAcrobatica SpA, che hanno discusso delle sfide e delle opportunità legate alla promozione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano. ADSI, che rappresenta oltre 4.500 proprietari di immobili storici vincolati, da più di 47 anni è in prima linea nella tutela e valorizzazione di un patrimonio culturale unico al mondo, custode dell’identità dei nostri territori. Si tratta di persone e monumenti che non solo preservano e tramandano la bellezza e l’importanza di questi luoghi, ma contribuiscono anche a garantire un futuro sostenibile per le comunità locali.


L’evento di oggi ha avuto come obiettivo la presentazione di una piattaforma innovativa progettata per supportare la promozione e la fruizione delle dimore storiche e dei territori in cui si trovano. Realizzata con il contributo dell’azienda Acrobatica, questa piattaforma punta a creare una rete culturale e turistica dinamica, connettendo proprietari, gestori e visitatori e facilitando la scoperta e valorizzazione di questi luoghi preziosi e spesso ancora poco noti. Le dimore storiche italiane, spesso immerse in incantevoli borghi, non sono solo custodi della nostra eredità culturale, ma rappresentano un’opportunità strategica per il turismo. Infatti, esse hanno il potenziale di diversificare i flussi turistici, invitando i viaggiatori a scoprire itinerari meno battuti e a soggiornare in località rurali, contribuendo così al rilancio economico delle aree interne.


“Le dimore storiche sono una componente importante del nostro patrimonio culturale, vasto, eterogeneo, distribuito in tutto il Paese. Sono dunque fondamentali per lo sviluppo sociale, culturale ed economico dei nostri territori, soprattutto con riferimento alle aree interne per cui costituiscono il volano ideale di un turismo destagionalizzato, sostenibile, attento a preservare le culture locali e sostenere le comunità”. Così l’Onorevole Roberto Marti Presidente della Commissione Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato. “Le dimore storiche rappresentano da decenni un capitale residenziale che consente al turista un’esperienza di vacanza unica nella sua specificità identitaria. I nostri territori, infatti, anche quelli nelle aree interne, come i borghi italiani, sono il racconto dal vivo del nostro passato e le dimore storiche sono un veicolo di straordinaria promozione e tutela di questo patrimonio culturale. Anche attraverso il turismo tra quelli maggiormente ricercati dai nostri turisti internazionali, che apprezzano l’autenticità e la cultura italiana come veicolo di arricchimento ed esperienza durante la vacanza. In Italia abbiamo 5526 comuni con una popolazione entro i 5000 abitanti, sono questi quelli che consideriamo Borghi e che rappresentano il valore chiave dell’autenticità della nostra offerta turistica e accolgono circa 10 milioni di presenze. ENIT, infatti, promuove i territori proprio in base al tipo di esperienza turistica che i vacanzieri possono fare, quel modo di vivere che i turisti cercano nelle nostre destinazioni e che sono al centro di una offerta turistica sostenibile” afferma Ivana Jelinic ad di ENIT SpA.


Con oltre 37.700 edifici storici in Italia, e più di 45 milioni di visitatori nel 2019, questi luoghi si configurano come il più grande museo diffuso del Paese, superando per affluenza il sistema dei musei pubblici. Inoltre, le dimore storiche non sono solo una risorsa culturale, ma anche un volano per l’economia locale, grazie alla loro capacità di attrarre eventi, visite private e pernottamenti che, fra l’altro, generano attenzione sulla conoscenza dei luoghi e quindi contribuiscono a tramandarne la memoria. Un recente studio del Politecnico di Torino ha infatti evidenziato gli effetti positivi della valorizzazione di dimore storiche in piccoli borghi, tra cui il rilancio delle piccole imprese, il contrasto allo spopolamento e l’aumento dell’occupazione. In particolare, si è registrata una crescita significativa nei settori hospitality (+8,6%), trasporti (+10,8%), intrattenimento (+11,5%) e agenzie di viaggio (+7,9%). “Da sempre ci battiamo per la valorizzazione del patrimonio culturale privato, luoghi di pregio e simboli di tradizione e identità. Bene in questo senso la piattaforma innovativa presentata oggi, volta alla promozione delle dimore storiche e dei territori in cui si trovano. Bisogna continuare a lavorare per il loro percorso di digitalizzazione, per rendere sempre più accessibile l’eredità nazionale e il patrimonio culturale che questi luoghi custodiscono”, ha dichiarato Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera dei Deputati ha dichiarato. “La nostra missione è esaltare sempre di più il legame intrinseco tra le dimore storiche e i luoghi in cui sono situate, valorizzandone l’unicità e promuovendo un turismo consapevole che possa supportare lo sviluppo delle comunità locali”, ha dichiarato Giacomo di Thiene, Presidente di ADSI, durante il suo intervento. “Con questa nuova piattaforma, vogliamo offrire uno strumento efficace e innovativo per mettere in rete i proprietari di dimore storiche, ed altri luoghi di interesse per creare un’esperienza che arricchisca i visitatori ed il territorio stesso”. “Siamo davvero felici di sostenere questa importante e rivoluzionaria iniziativa messa in campo da ADSI – ha dichiarato Anna Marras, CEO di Acrobatica SpA, che permetterà di riunire in un unico portale domanda e offerta rispetto alla ricettività nelle dimore storiche italiane. Come gruppo, Acrobatica, ha come mission prendersi cura del patrimonio immobiliare e monumentale di ogni paese in cui opera, a partire proprio dall’Italia, territorio ricco di storia e cultura che, anche grazie al nostro lavoro, tornano a splendere e attirare turisti da ogni parte del mondo”.

G20, Santanché: turismo motore per sviluppo economico e sociale

G20, Santanché: turismo motore per sviluppo economico e socialeMilano, 21 set. (askanews) – Il turismo come motore fondamentale per lo sviluppo economico e sociale: su questo si è focalizzato l’intervento del ministro del Turismo italiano, Daniela Santanchè, alla Ministeriale Turismo del G20 a Belém in Brasile; il ministro ha subito evidenziato i progressi compiuti dai vari Paesi nell’attuazione dell’agenda globale del turismo. Ha inoltre ribadito la necessità di una cooperazione rafforzata tra governi, settore privato e comunità locali per garantire la sostenibilità ambientale, economica e sociale del settore turistico, assicurando benefici duraturi per tutti gli stakeholder.


“Il ministero del Turismo italiano sta lavorando verso questo obiettivo attraverso il suo Piano Strategico per il Turismo e una serie di politiche e misure che affrontano gli obiettivi di sostenibilità, tenendo conto delle tendenze in evoluzione della domanda turistica e promuovendo la trasformazione dell’offerta turistica, decongestionando i flussi turistici e promuovendo destinazioni meno conosciute e forme alternative di turismo”, ha dichiarato Santanché, che poi ha illustrato alcune delle iniziative italiane già presentate nella piattaforma G20 Turismo e obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), come il Fondo per il Turismo Sostenibile, il Fondo per i piccoli comuni e il Fondo per i cammini religiosi. “Vorrei anche ricordare il nostro sostegno al turismo montano e i nuovi strumenti per valorizzare il turismo all’aria aperta. Stiamo inoltre lavorando sull’uso della tecnologia e dei dati per migliorare la promozione, la governance e la gestione dei servizi turistici”, ha aggiunto. Nel suo intervento, il ministro ha posto un forte accento sulla formazione professionale nel settore turistico, considerata cruciale per affrontare le sfide future, come le transizioni verde e tecnologica. “L’Italia concorda pienamente sulla necessità di dare priorità alla formazione professionale e alla qualificazione a tutti i livelli per l’industria del turismo, allineando i programmi formativi alle esigenze del settore. Il turismo è un formidabile vettore per la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo professionale e la realizzazione personale, oltre che per l’inclusione sociale, specialmente per le donne e i giovani. Percorsi di riqualificazione e aggiornamento sono essenziali per le persone che lavorano nel turismo”, ha affermato Santanché.


Infine, il ministro ha annunciato l’iniziativa dell’Italia di ospitare, per la prima volta, una riunione ministeriale del G7 sul Turismo a Firenze nel novembre prossimo. Nell’evento ci sarà anche uno specifico focus sull’intelligenza artificiale, che sarà uno dei tre pilastri al centro dell’evento, per comprendere l’impatto di questa tecnologia sul comparto e sfruttarne al meglio le opportunità. “Vogliamo mantenere un forte focus politico sull’importanza cruciale del turismo come motore per la creazione di prosperità economica e sviluppo, e prepararci al futuro di questo settore. Sono certa che il lavoro del G20 sotto la guida del Brasile ci ispirerà sicuramente”, ha concluso.

Nave Vespucci ha raggiunto le Filippine

Nave Vespucci ha raggiunto le FilippineRoma, 14 set. (askanews) – Nave Amerigo Vespucci, storico veliero e Nave Scuola della Marina Militare, è arrivata nell’arcipelago delle Filippine a Manila, 23^ tappa del Tour Mondiale, dopo la sosta a Tokyo, percorrendo quasi 2.000 miglia in 15 giorni di navigazione.


Si tratta della prima visita della nave nella capitale delle Filippine. Ad accogliere Nave Amerigo Vespucci in porto a Manila, l’Ambasciatore d’Italia a Manila S.E. Davide Giglio e autorità rappresentanti della Marina Militare delle Filippine. Anche a Manila migliaia di visitatori si sono iscritti per salire a bordo del Vespucci.


L’Amerigo Vespucci, custode delle più antiche tradizioni navali e marinare da oltre novant’anni – è uno dei simboli più conosciuti dell’Italia nel mondo. L’iniziativa del “Tour Mondiale” Vespucci, fortemente voluta dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, coniuga la tradizionale attività formativa degli allievi Ufficiali e la promozione delle eccellenze del Made in Italy. Il Vespucci è l’emblema della Marina Militare e dell’Italia stessa: nel solco delle tradizioni marinare, negli anni ha contribuito alla crescita del prestigio del Paese. La nave è partita il 1° luglio 2023 dal Porto di Genova per compiere il giro del mondo della durata di circa 2 anni e porta con sé la cultura, la storia, l’innovazione, la scienza, la ricerca, la tecnologia, che fanno dell’Italia un grandissimo Paese, apprezzato da tutto il mondo.

UN Tourism lancia le linee guida per gli investimenti in Armenia

UN Tourism lancia le linee guida per gli investimenti in ArmeniaMilano, 13 set. (askanews) – UN Tourism, l’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite, arricchisce le sue linee guida per gli investimenti con una nuova edizione dedicata al potenziale dell’Armenia. “Tourism Doing Business – Investing in Armenia” è una pubblicazione dedicata agli investitori e ai professionisti del turismo che hanno bisogno di un approfondimento “sul settore turistico armeno, sul patrimonio culturale unico dell’Armenia, sulla sua solida crescita economica e il suo ambiente favorevole agli affari”.


“L’Armenia è una destinazione turistica in ascesa e allo stesso tempo la sua attenzione alle riforme economiche, allo sviluppo delle infrastrutture e alla promozione degli investimenti esteri diretti l’ha posizionata come l’economia a più rapida crescita in Europa” ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite per il Turismo, Zurab Pololikashvili, aggiungendo “queste nuove linee guida sottolineano l’impegno dell’Armenia a promuovere un ambiente favorevole per i capitali internazionali e mostrano le opportunità che il settore turistico del Paese offre agli investitori di tutto il mondo”. L’Organizzazione mondiale del turismo ricorda che negli ultimi anni, il Paese caucasico ha registrato una notevole crescita come destinazione turistica: i turisti internazionali nel Paese hanno raggiunto i 2,3 mln nel 2023, con un aumento del 22,3% rispetto al 2019. Questa crescita “supera notevolmente la media regionale dell’Europa Centrale e Orientale e inoltre, le entrate turistiche internazionali in Armenia hanno raggiunto i 3 mld di dollari nel 2023, con un aumento del 97% rispetto al 2019” . Le Linee guida mettono in luce la posizione strategica dell’Armenia, al crocevia tra Europa, Asia e Medio Oriente, e evidenziano la sua politica di esenzione dal visto d’ingresso per i cittadini di circa 70 Paesi. L’Armenia offre inoltre voli diretti da oltre 50 città in Europa, Medio Oriente e Asia e i suoi principali aeroporti gestiscono complessivamente oltre 4 milioni di passeggeri all’anno.


“Negli ultimi anni l’Armenia ha dimostrato una notevole resilienza e crescita economica” ha rimarcato la direttrice esecutiva del Turismo delle Nazioni Unite, Natalia Bayona, spiegando che “gli arrivi di turisti internazionali sono aumentati di quasi il 25% rispetto ai livelli pre-pandemia, mentre l’arrivo di investimenti in tutti i settori testimonia ulteriormente la fiducia nel potenziale turistico dell’Armenia. Siamo orgogliosi di collaborare con l’Armenia – ha concluso – per presentarla come destinazione d’investimento attraverso queste ultime linee guida dell’Onu sul turismo”. Per quanto riguarda le opportunità per gli investitori, l’Organizzazione precisa che gli afflussi di investimenti diretti esteri (Ide) hanno raggiunto quasi un miliardo di dollari nel 2022, il massimo storico. Una tendenza che è proseguita nel 2023, con un totale, secondo l’Unctad, di 443 milioni di dollari. Inoltre, le ultime stime delle autorità armene indicano che la cifra per il 2023 si aggira intorno ai 580 milioni di dollari, “a testimonianza della crescente fiducia internazionale nel mercato armeno”.


Le nuove linee guida analizzano i fattori che contribuiscono a rendere l’Armenia, e il suo settore turistico, una proposta attraente per gli investitori stranieri. In particolare l’UN Tourism sottolinea che l’Armenia ha registrato una crescita del PIL dell’8,7% nel 2023, la più rapida in Europa, con previsioni di crescita del 6% nel 2024. L’economia ha inoltre registrato un’espansione costante, trainata da settori strategici come il turismo, l’informatica e l’agricoltura. La Banca centrale armena è riuscita a mantenere bassi e stabili i tassi di inflazione, mentre il Paese vanta anche una forza lavoro altamente istruita con un tasso di alfabetizzazione superiore al 99%. Infine, la pubblicazione precisa che la legge sugli investimenti esteri “consente la partecipazione illimitata di capitale straniero, garantendo la parità di trattamento tra investitori stranieri e nazionali”, e il governo offre interessanti incentivi fiscali, come l’esenzione dall’Iva per i servizi turistici e significative agevolazioni fiscali per gli operatori di strutture ricettive. L’appartenenza all’Unione economica eurasiatica (Ueea) consente inoltre di accedere ad un mercato unico di circa 185 milioni di consumatori, e l’accordo di partenariato globale e rafforzato (Cepa) Ue-Armenia rafforza inoltre i legami con l’Unione europea.

Estate, TCI: in vacanza 93% italiani, 67% preferisce il Belpaese

Estate, TCI: in vacanza 93% italiani, 67% preferisce il BelpaeseRoma, 12 set. (askanews) – Il 93% degli italiani ha fatto almeno una vacanza tra giugno e oggi, privilegiando le mete nostrane (67%) piuttosto che l’estero (33%). Sono alcuni dei dato emersi dall’indagine condotta dal Centro Studi del Touring Club Italiano sulla community TCI, composta da oltre 300mila persone.


L’Italia è dunque la destinazione di viaggio preferita per le vacanze estive 2024 (67%), un dato che si sta progressivamente riavvicinando a quello pre-pandemia (63% nel 2019). Chi ha scelto l’estero (33%), ha viaggiato soprattutto in Europa (28%), il 2% ha optato per le Americhe, il 2% per Asia-Pacifico e l’1% per Africa-Medio Oriente. Le regioni più frequentate sono state Trentino-Alto Adige (16%), Toscana e Sardegna (10%) e Puglia (9%). Si conferma nell’estate 2024 un certo interesse – probabile eredità del periodo pandemico – per le vacanze di breve raggio: il 38%, infatti, afferma di aver trascorso le vacanze all’interno della regione di residenza oppure in una limitrofa. All’estero, pur con numeri più contenuti, il Paese più scelto è stato la Francia (17%), che precede la Grecia (16%), seguita da Spagna (12%) e Norvegia (6%), che supera la Germania.


Il mare è ancora la meta preferita anche se diminuisce la quota di persone che lo scelgono (38% rispetto a 42% del 2023), al secondo posto tra le tipologie di viaggio c’è la montagna (20%) in lieve crescita da qualche anno e tuttora al di sopra delle percentuali del 2019. Con una quota analoga continua il recupero dei viaggi itineranti in auto, moto e camper (19%) anche se non sono tornati ai livelli pre-pandemia. Si conferma, almeno rispetto ai dati pre-Covid, una certa rilevanza dei borghi e dell’entroterra (6%) e il consolidamento delle città d’arte (7%). Per quanto riguarda le strutture ricettive, hotel e villaggi restano la tipologia preferita per l’estate (44%), in lieve contrazione gli appartamenti in affitto (22%) rispetto al 2023 mentre tengono le seconde case (12%) rispetto all’anno precedente: si tratta di una soluzione che riscuote ancora un certo successo soprattutto se confrontata con il 2019 (6%). Confrontando i dati previsionali di giugno con quelli a consuntivo di settembre, c’è da segnalare che le seconde case sono state più utilizzate rispetto a quanto dichiarato prima di partire (9% vs. 12%): ciò è andato a discapito soprattutto di hotel e villaggi dove il 47% della community aveva detto che avrebbe soggiornato rispetto al 44% del dato a consuntivo. In questo caso, il caro-vacanze potrebbe aver influito nella scelta finale delle soluzioni ricettive.


Per il secondo anno consecutivo, TCI ha fatto un approfondimento sul turismo lento, ovvero sulle vacanze effettuate prevalentemente a piedi, in bicicletta oppure utilizzando mezzi di trasporto lenti (es. a cavallo, in barca a vela ecc.). Si tratta di esperienze, non certamente di massa, ma che hanno avuto una crescente popolarità in anni recenti. Dal punto di vista dell’incidenza percentuale sui viaggi estivi della community Touring, si tratta di un turismo ancora di nicchia (2%) che però sembra consolidato nel tempo. La quasi totalità (92%) di chi ha fatto un viaggio lento nell’estate 2024 infatti non è alla prima esperienza (era il 93% nel 2023), si è spostato perlopiù a piedi (45%), in bicicletta (29%) o con altri mezzi lenti (26%). Il 40% dei turisti lenti (in crescita di sei punti percentuali sul 2023) ha seguito un percorso già noto assimilabile a un prodotto turistico specifico – come ad esempio la Via Francigena – mentre la restante quota ha optato per itinerari diversi, non necessariamente conosciuti o predefiniti.

Turismo, Bellano sede festival “Borghi più belli d’Italia” nel 2025

Turismo, Bellano sede festival “Borghi più belli d’Italia” nel 2025Milano, 9 set. (askanews) – “Nel 2025, la Lombardia ospiterà il Festival nazionale de ‘I Borghi più belli d’Italia’, che vedrà Bellano (Lecco) come cornice di un evento che riunirà tutte le regioni italiane, i sindaci dei borghi dell’Associazione, le istituzioni e gli stakeholders. Un evento, dunque, che rilancerà la Lombardia come ‘terra di borghi’ e regione a vocazione turistica”. Così ha dichiarato oggi Barbara Mazzali, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia, al termine della due giorni del XVI Festival Nazionale de “I Borghi più Belli d’Italia” a Oriolo e Rocca Imperiale, in provincia di Cosenza, in Calabria.


Tra le autorità presenti, anche Antonio Rusconi, sindaco di Bellano, che ha ricevuto il testimone dal sindaco di Rocca Imperiale, Giuseppe Ranù, e dall’Associazione ‘I Borghi più Belli d’Italia’, guidata da Fiorello Primi. “I borghi italiani e lombardi – ha osservato Mazzali – sono un inestimabile tesoro paesaggistico e culturale. Sono il cuore pulsante della storia e delle tradizioni, anche enogastronomiche, delle nostre comunità locali. Ringrazio quindi l’Associazione ‘I Borghi più belli d’Italia’ per l’incredibile lavoro svolto dal 2002 nella promozione di questi luoghi, che stanno sempre più attirando anche i turisti stranieri”. Attualmente, i borghi che fanno parte dell’Associazione ‘I Borghi più belli d’Italia’ sono 362, diffusi su tutto il territorio nazionale, mentre in Lombardia se ne contano 26. “La Lombardia – ha sottolineato Mazzali – è la seconda regione italiana per numero di piccoli comuni, con 1038, molti dei quali possono certamente ambire a entrare nel circuito dei ‘più belli d’Italia’. “I 75 prodotti Dop e Igp della Lombardia, tra cibi e vini, sono custoditi proprio nella rete dei nostri piccoli comuni che rappresentano un patrimonio di tipicità dal valore complessivo di circa 2 miliardi di euro”.


Uno studio indipendente di Deloitte dello scorso aprile ha rivelato che i borghi italiani accolgono oggi milioni di turisti, contribuendo per oltre 5 miliardi l’anno all’economia del Paese. “Castelli, chiese, dimore storiche e attività ‘outdoor’: i borghi lombardi offrono esperienze autentiche che i turisti, anche nazionali, cercano sempre più volentieri, trovandovi significati, lentezza e bellezza”. Bellano è un ex paese di pescatori noto oggi per il suo ‘orrido’, un ‘piccolo canyon’ scolpito in milioni di anni.

Lago Maggiore, Castello Dal Pozzo entra in Preferred Hotels e Resorts

Lago Maggiore, Castello Dal Pozzo entra in Preferred Hotels e ResortsRoma, 4 set. (askanews) – Castello Dal Pozzo, storica residenza italiana sul Lago Maggiore, è una nuova destinazione d’eccellenza nel portfolio di Preferred Hotels & Resorts, il network internazionale che riunisce le migliori strutture di lusso indipendenti. Questa collaborazione rafforza la visibilità globale del Castello, elevando l’offerta e valorizzando il territorio.


Costruito nel XVII secolo e trasformato in un raro esempio di neogotico vittoriano, Castello Dal Pozzo offre un’esperienza unica dalle atmosfere aristocratiche d’altri tempi, arricchita da un vasto parco di 24 ettari e da servizi moderni. La soddisfazione di Aimone Dal Pozzo, Amministratore Delegato: “La sinergia con Preferred Hotels & Resorts rappresenta un passo fondamentale nella nostra strategia di crescita e consolidamento nel mercato dell’ospitalità di lusso. Le prospettive sono molto promettenti: grazie a questa alleanza, puntiamo ad aumentare la visibilità del nostro brand e attrarre una clientela globale in cerca di esperienze indimenticabili”.


Guendalina Dal Pozzo, Sales & Marketing Manager, aggiunge: “Il nostro obiettivo è stato quello di creare una location che diventasse un luogo speciale per le famiglie, dove sentirsi a proprio agio e creare ricordi indelebili. L’affiliazione con Preferred Hotels & Resorts è un riconoscimento del nostro incessante impegno verso l’eccellenza e ci offre l’opportunità di migliorare ulteriormente l’esperienza dei nostri ospiti”. L’affiliazione con Preferred Hotels & Resorts consolida Castello Dal Pozzo come destinazione di lusso sul Lago Maggiore, combinando tradizione, eleganza e un’ospitalità raffinata.