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Casa BFF (disegnata da OBR) racconta la nuova Milano

Casa BFF (disegnata da OBR) racconta la nuova MilanoRoma, 3 apr. (askanews) – Con l’apertura di BFF Gallery in occasione di Artweek Milano, Casa BFF – il progetto firmato da OBR di Paolo Brescia, Tommaso Principi e Andrea Casetto per la sede centrale di BFF Banking Group a Milano – diventa pienamente operativa, restituendo alla città uno spazio di cultura, relazioni e condivisione.


BFF Gallery, accessibile gratuitamente su prenotazione dal 3 aprile, ospiterà una programmazione di mostre a partire dalla collezione d’arte della Banca, comprendente circa 250 opere di artisti contemporanei, tra cui Valerio Adami, Franco Angeli, Enrico Baj, Alberto Burri, Lucio Del Pezzo, Lucio Fontana, Gianfranco Pardi, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Mario Schifano, Emilio Tadini. In occasione dell’inaugurazione, l’Art Gallery si presenterà al pubblico con la mostra Baj + Milton “Paradiso Perduto” i paradossi della libertà, che fino al 17 ottobre 2025 espone la serie di quaranta acqueforti realizzate da Enrico Baj nel 1987 su ispirazione del poema di John Milton.


Il nuovo spazio espositivo – parzialmente ipogeo ma trasparente e visibile dall’esterno – segna il completamento di Casa BFF non solo come sede della Banca, ma come parte attiva del tessuto culturale milanese, riaffermando il ruolo dell’architettura nel creare luoghi di connessione per la comunità. Casa BFF sorge in una delle aree in corso di trasformazione più sensibili di Milano. Viale Scarampo è uno dei grandi assi urbani di Milano verso Nord-Ovest e in questo contesto Casa BFF non può non essere vista come una delle porte della città. Ripensando un preesistente parcheggio abbandonato, il progetto di OBR ha trasformato quello che sarebbe stato un edificio destinato esclusivamente alle attività della banca, in un luogo aperto alla città, capace di dialogare con il contesto e i suoi abitanti.


Per i tre soci di OBR Paolo Brescia, Tommaso Principi e Andrea Casetto: “Questo è innanzitutto un progetto urbano che restituisce qualcosa al dominio pubblico: una nuova piazza, un luogo civico aperto a tutti, in cui celebrare un rinnovato rito di urbanità. Fin da subito eravamo tutti d’accordo che Casa BFF non dovesse indulgere a delle forme ostentate, ma al contrario essere significativa per la sua capacità di ‘fare città’, coniugando genius loci e senso di comunità. Più che un edificio alto, Casa BFF è uno ‘spazio alto’ che inverte il rapporto tra figura e sfondo, dove la figura davanti è la piazza e lo sfondo dietro è l’edificio”. Il vincolo infrastrutturale dovuto alla presenza della metropolitana sottostante è stato ripensato come opportunità per restituire al dominio pubblico una nuova piazza aperta alla città. Questa è caratterizzata da un pronao alto 40 metri, che a sua volta sorregge la grande copertura energetica che disegna il “quinto prospetto” nella mappa della città vista dall’alto. Con i suoi 2.300 mq di pannelli fotovoltaici in grado di produrre 360 Megawatt/ora/anno, questa copertura si presenta come un “tappeto volante”, che assurge a manifesto dei valori ambientali di BFF, consentendo di ottenere la certificazione LEED Platinum e WELL Gold. Essa è un dispositivo attivo e passivo: offre riparo proteggendo dal sole diretto, e contribuisce al contempo al fabbisogno energetico dell’edificio. Le strategie energetico-ambientali hanno guidato fin da subito la progettazione, grazie all’orientamento solare, al DfMA (Design for Manufacture and Assembly) e alle tecnologie impiantistiche da fonti rinnovabili, tese verso il massimo contenimento energetico e il minor impatto ambientale.


Gli ambienti interni, articolati su undici livelli (nove fuori terra e due interrati, su una superfice complessiva di circa 15.000 mq), sono stati progettati per garantire la massima flessibilità e riconfigurabilità, consentendo una varietà di layout che vanno dagli spazi individuali a quelli collettivi, fino ad aree di incontro informali. L’ufficio del futuro sarà sempre più flessibile, dinamico, riconfigurabile e sfumato tra dentro e fuori. La trasparenza delle facciate su tutti i lati e il generoso interpiano di 4,2 metri garantiscono un’illuminazione naturale diffusa in tutti gli spazi di lavoro, mentre l’ombreggiamento è ottenuto grazie alla combinazione tra la copertura solare e le lesene frangisole verticali in vetro serigrafato. Il progetto è concepito per favorire un forte senso di appartenenza e incoraggiare la collaborazione, lo scambio di idee e la creazione di connessioni spontanee. Casa BFF è fondamentalmente un’architettura fatta di relazioni, che lavora sul tempo, prima ancora che sullo spazio, accettando i futuri cambiamenti. Un progetto dalla forte vocazione urbana che, benché di iniziativa privata, promuove uno spazio civico aperto alla città, capace di fertilizzare il contesto con nuovi motivi di frequentazione e coerente con le nuove aspettative sociali sempre più in divenire, in cui avere il piacere di stare e ritrovarsi. (Photo credit: Nicola Colella)

Susan Sarandon a Milano col volto nella plastica per Fabrizio Ferri

Susan Sarandon a Milano col volto nella plastica per Fabrizio FerriMilano, 1 apr. (askanews) – Grandi star del cinema esalano l’ultimo respiro soffocate dalla plastica, nel silenzio assoluto. Fra loro Susan Sarandon, arrivata a Milano per l’inaugurazione dell’installazione sull’effetto delle plastiche e microplastiche negli oceani del fotografo Fabrizio Ferri, in scena al Museo di storia naturale di Milano dal 2 al 27 aprile.


La mostra si visita in un silenzio assordante grazie alle cuffie insonorizzate, idea di Marina Abramovic, fra i volti nelle fotografie deformati da sacchetti, palline, tutte plastiche raccolte su litorali in Italia e negli USA. Ma non è una denuncia, ha spiegato Ferri ad askanews: sarebbe tirarsi fuori dal problema: “Con ‘Breathtaking’ non hai via d’uscita, entri in questa installazione che ti deve entrare dentro e non uscire più – ha detto – perché dentro di te c’è in parte la responsabilità dei problemi che causiamo oggi al mondo, non basta la conoscenza ci vuole la consapevolezza della propria responsabilità”.


“Noi oggi pensiamo stiamo uccidendo le foche i delfini, no, noi stiamo uccidendo noi stessi è questa la consapevolezza che dobbiamo avere”, ha aggiunto. Fra gli 11 volti ritratti Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg, Julianne Moore, Isabella Rossellini (ritratta in due scatti), Naomi Watts e Susan Sarandon, la prima ad aderire al progetto.


“La distruzione degli oceani non riguarda solo i mammiferi del mare, ma anche quelli della terraferma. Quindi la sofferenza per le persone è imminente – ha spiegato – La quantità di plastica prodotta passerà, secondo le proiezioni, da 500 milioni di tonnellate all’anno a 1,2 miliardi nel 2060 e stiamo vedendo che si trova in ogni cosa, dal latte materno al cibo, dall’acqua ai pesci. Siamo sommersi”. Un’esperienza viscerale, l’ha definita Sarandon, che non si è mai tirata indietro per sostenere le cause in cui credeva.


“Sono un essere umano. Questa è la risposta più semplice – ha dichiarato, spiegando il perché del suo attivismo – mi identifico con gli altri esseri umani e quindi non capisco come le persone possano non essere attiviste”.

Brand USA: “l’Italia è un mercato strategico”, turismo in crescita

Brand USA: “l’Italia è un mercato strategico”, turismo in crescitaMilano, 26 mar. (askanews) – Si è tenuto ieri a Milano “The Great USA Road Trip Roadshow”, l’evento di Brand USA che celebra i viaggi on the road, da sempre simbolo degli Stati Uniti. L’Italia è stata la seconda tappa di un tour che toccherà i principali mercati europei tra Spagna, Svizzera, Germania, Paesi Bassi, Francia, Irlanda e Regno Unito, in vista del centenario della storica Route 66 che cade nel 2026. Al Roadshow hanno partecipato per Brand USA Chris Heywood, senior vice president, public relations & chief communications officer e Amanda Davis, director, global trade development (UK & Europe). Dieci i DMO dagli Stati Uniti hanno presentato ad un pubblico selezionato di tour operator e agenti di viaggio le bellezze dei loro territori, per un indimenticabile viaggio on the road: Choose Chicago, Cruise America, Fredericksburg TX CVB, New Mexico Tourism Dept., Santa Monica Travel & Tourism, Travel Texas, Tulsa Regional Tourism, Visit Albuquerque, Visit California e Visit Oklahoma City.


L’emozionante viaggio è reso possibile e supportato da United Airlines, principale airline sponsor a livello globale, che opera più voli diretti dall’Europa agli Stati Uniti rispetto a qualsiasi altra compagnia aerea: United offre voli giornalieri tutto l’anno da Milano e Roma per New York/Newark, servizi quasi annuali da Roma per Washington Dulles, oltre a voli stagionali da Milano per Chicago O’Hare, da Roma per Chicago O’Hare e San Francisco e da Napoli e Venezia per New York/Newark. E in questo 2025 grandi novità: United introdurrà nuove rotte stagionali da Roma per Denver a partire dal 2 maggio, da Palermo per New York/Newark dal 22 maggio e da Venezia per Washington D.C. dal 23 maggio. Dal 2019, United ha aumentato la capacità di posti offerti dall’Italia agli Stati Uniti di oltre il 125%. I dati confermano l’importanza del mercato italiano in termini di arrivi negli Stati Uniti: 1,1 milioni di viaggiatori italiani nel 2024, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente, dato che conferma l’Italia come nono mercato a livello mondiale e quarto in Europa. Questo trend positivo è rafforzato dai primi dati del 2025, con 127.799 arrivi (gennaio-febbraio) e un aumento del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.


Tali flussi positivi sono supportati da un network, ancora in espansione, di collegamenti aerei: oggi l’Italia può contare su sette aeroporti con voli diretti verso quindici destinazioni degli Stati Uniti. In totale, vengono operati 36 collegamenti aerei tra l’Italia e gli Stati Uniti, garantendo un’ottima copertura per estensione e frequenze, con un totale di 3.837.639 posti sui voli diretti verso gli USA. Heywood ha dichiarato che “l’Italia è un mercato strategico per Brand USA. Continuano a crescere i visitatori italiani negli Stati Uniti e l’importanza dell’Italia è testimoniata sia dai numeri positivi degli arrivi che dal numero in continuo aumento di rotte e collegamenti diretti tra i due paesi. Questo appuntamento a Milano è stata un’occasione per celebrare i viaggi ‘on the road’, che così tanto caratterizzano l’esperienza di viaggio negli Stati Uniti. Con il centenario della storica Route 66 alle porte e i molti eventi internazionali e ricorrenze da celebrare – in particolare il 250esimo anniversario della nascita degli USA, il nostro impegno nell’offrire esperienze autentiche e indimenticabili si rinnova e continueremo a investire in iniziative mirate per consolidare ulteriormente questo legame che ci unisce. Attraverso eventi come ‘The Great USA Road Trip Roadshow’, siamo felici di offrire ai professionisti del settore e ai viaggiatori italiani l’opportunità di scoprire gli angoli più suggestivi e meno conosciuti degli Stati Uniti, rafforzando la nostra visione di un turismo sostenibile, inclusivo e sempre più esperienziale”.


Secondo Walter Cianciusi, country sales manager Italia di United Airlines la compagnia aerea “è entusiasta di collaborare con Brand USA per il lancio della campagna The Great USA Road Trip Europe, che celebra alcuni dei percorsi più iconici e panoramici degli Stati Uniti”, ha dichiarato . “Per l’estate 2025, siamo orgogliosi di offrire fino a 14 voli diretti al giorno dall’Italia agli Stati Uniti, garantendo ai nostri clienti un’ampia scelta di viaggio e collegamenti verso oltre 200 destinazioni americane”.

Un palco a ponti mobili racconta la storia della Scala di Milano

Un palco a ponti mobili racconta la storia della Scala di MilanoMilano, 11 mar. (askanews) – Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano presenta “In Scena”, un nuovo allestimento che racconta il rapporto tra teatro, musica e tecnica attraverso un manufatto storico del Teatro alla Scala: un modulo originale del palcoscenico a ponti mobili che, da sabato 15 marzo diventa parte integrante del percorso espositivo del museo.


“È molto Milano – ha detto ad askanews il direttore generale del museo, Fiorenzo Galli – perché c’è la Scala, c’è il nostro museo che è un pezzo importante della nostra città, c’è la tecnica, la tecnologia, la capacità artigiana, industriale, artistica insieme e c’è il mettere vicini gli straordinari artisti che su questo palco hanno recitato e i grandi tecnici, a partire da Franco Malgrande, che è il direttore di allestimenti scenici della Scala, che da tanti decenni lavora con degli operai e dei tecnici di straordinario valore per dare a noi quelle emozioni che certo derivano dagli artisti, ma è anche la tecnica di palcoscenico che riesce a tenere la Scala ai massimi livelli mondiali”. Il palcoscenico è stato costruito nel 1938 e ha reso possibile la realizzazione di rapidi, sicuri e complessi cambi di scena, grazie a un avanzato impianto idraulico costruito dalle Officine Meccaniche Stigler di Milano. Utilizzato per oltre sessant’anni, il palcoscenico ha assistito alla messa in scena di alcuni degli spettacoli storici del teatro, sopravvivendo anche ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Lungo 6 metri e largo 2,40, il modulo esposto è parte di un progetto di riforma del teatro iniziata con la costruzione della nuova buca orchestrale e le innovazioni illuminotecniche dell’artista Mariano Fortuny ed è rimasto in funzione fino al 2002.


“Noi – ha aggiunto Claudio Giorgione, curatore Leonardo, Arte e Scienza del Museo Nazionale della Scienza della Tecnologia – abbiamo sempre come museo, proprio nel nome di Leonardo, raccontato quelle tangenze e quelle intersezioni tra arte, scienza, tecnica, ingegneria e questo percorso dedicato all’antico palcoscenico del Teatro alla Scala lo rappresenta bene, perché ovviamente parliamo di come il palcoscenico progettato da Luigi Secchi funzionava, quali erano i suoi elementi di incredibile modernità, ma allo stesso tempo raccontiamo tutta la storia del Teatro, perché non si può parlare di ingegneria staccata da la funzione, cioè quella dell’intrattenimento della cultura, della musica”. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, la Fondazione Teatro alla Scala, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano e al contributo di Fimesa – Famiglia Sordi.

Triennale Milano, CdA rinnova piena fiducia nel presidente Boeri

Triennale Milano, CdA rinnova piena fiducia nel presidente BoeriMilano, 27 feb. (askanews) – Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione La Triennale di Milano ha rinnovato la “piena fiducia nei confronti del presidente Stefano Boeri, non avendo riscontrato elementi di incompatibilità con la carica di presidente né alcuna violazione del codice etico dell’istituzione”. Lo scrive la stessa Triennale in una nota.


Il Consiglio di Amministrazione si è riunito oggi e ha esaminato lo stato di avanzamento dell’imminente 24esima Esposizione Internazionale di Triennale Milano Inequalities (13 maggio – 9 novembre 2025), in vista della conferenza stampa del 5 marzo 2025 dedicata alla presentazione dell’evento. La 24esima Esposizione Internazionale è un progetto collettivo che riunisce mostre, installazioni e progetti speciali internazionali. Come previsto dal regolamento del BIE – Bureau International des Expositions, organizzazione intergovernativa di cui Triennale fa parte, il ruolo di Commissario Generale è affidato al presidente dell’istituzione, Stefano Boeri. Questa edizione dell’Esposizione Internazionale, in cui per la prima volta sono stati direttamente coinvolti i cinque principali atenei milanesi – Bicocca, Bocconi, Cattolica, Politecnico di Milano e Statale -, è curata in modo collegiale da un gruppo di curatori di alto profilo scientifico, i cui nomi, insieme a quelli degli autori dei progetti speciali, saranno presentati nel corso della conferenza stampa.

Cultura, presentata audioguida sulle mura veneziane di Bergamo

Cultura, presentata audioguida sulle mura veneziane di BergamoMilano, 27 feb. (askanews) – Un nuovo modo di vivere la mura veneziane di Bergamo, patrimonio Unesco, tra storia e innovazione. Questo è l’obiettivo del progetto ‘Mura di Bergamo: il Percorso’, presentato oggi nella sede di Pignolo dell’Università degli Studi di Bergamo. Si tratta di un innovativo sistema che accompagna il visitatore lungo i cinque chilometri delle mura veneziane attraverso un’esperienza sonora immersiva in dieci tappe. Scaricando l’app dedicata, disponibile su App Store e Play Store, è possibile iniziare il cammino semplicemente indossando gli auricolari. Grazie alla georeferenziazione, l’app attiva automaticamente l’audioguida in prossimità delle tappe, con la voce narrante di Giorgio Pasotti, che racconterà Bergamo in modo inedito.


All’evento di presentazione hanno partecipato l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, il sindaco di Bergamo, Elena Carnevali, e l’assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, Sergio Gandi. “Regione Lombardia – ha dichiarato l’assessore Caruso – crede fortemente nell’idea di una cultura che, pur innovandosi, mantenga un legame con la tradizione. Per questo abbiamo deciso di sostenere il progetto con 32.500 euro nell’ambito dell’Avviso Unico Cultura 2024. Attraverso questa iniziativa, le Mura vengono raccontate con un linguaggio moderno e coinvolgente, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo”.


I visitatori, utilizzando il ‘walkcast’, possono scegliere quali tappe percorrere. Imperdibile il passaggio da Sant’Agostino, ingresso storico della fortezza e oggi sede del museo ‘Le Mura di Bergamo’. Questo centro espositivo interattivo racconta la storia della città attraverso collezioni, installazioni multimediali e una sala immersiva di immagini, suoni e luci. Promosso dal Museo delle Storie di Bergamo e dal Comune di Bergamo, l’iniziativa è stata realizzata con il contributo di Regione Lombardia. “Un passo ulteriore – ha sottolineato Caruso – nel percorso di valorizzazione delle Mura veneziane, avviato nel 2017 con il riconoscimento Unesco e culminato lo scorso anno con l’apertura del museo, grazie al sostegno della Fondazione Lombardini. L’elemento distintivo del progetto è la sua capacità di trasformare le Mura in un vero e proprio museo diffuso, restituendo un’immagine unitaria della fortezza”.

Accordo Triennale-Arabia Saudita per cooperazione culturale

Accordo Triennale-Arabia Saudita per cooperazione culturaleMilano, 27 gen. (askanews) – Domenica 26 gennaio 2025, a Riad, Triennale Milano e la Commissione per i Musei dell’Arabia Saudita hanno firmato un accordo per rafforzare la cooperazione culturale tra Italia e Arabia Saudita e sviluppare attività in ambito museale. L’accordo rientra tra i numerosi protocolli di intesa sottoscritti in occasione della visita di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, in Arabia Saudita. Tali intese, siglate sia a livello governativo che privato, riguardano il settore economico e la valorizzazione del patrimonio culturale.


Alla tavola rotonda e alla cerimonia delle firme a Riad, assieme alle massime cariche istituzionali italiane e saudite, era presente per Triennale Milano la direttrice generale Carla Morogallo. L’accordo tra Triennale e la Commissione per i Musei dell’Arabia Saudita mira a rafforzare le relazioni culturali tra Italia e Arabia Saudita e a sviluppare iniziative congiunte che riflettano la rilevanza del patrimonio culturale dei due paesi. La collaborazione tra i due enti comprende diverse progettualità, tra cui l’attività di consulenza scientifica e supporto da parte di Triennale per lo sviluppo del Museo del Design in Arabia Saudita, lo scambio di mostre dedicate al design e all’architettura italiani e sauditi, lo sviluppo di programmi formativi e l’organizzazione di convegni e workshop. Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, esprime la sua soddisfazione per la partnership con la Commissione per i Musei dell’Arabia Saudita, sottolineando come l’accordo rifletta il comune impegno per lo sviluppo di nuovi progetti che uniscono patrimonio e innovazione.


Per Ibrahim Al-Sanousi, CEO ad interim della Commissione per i Musei dell’Arabia Saudita, questo accordo rappresenta un significativo passo in avanti per rafforzare la cooperazione culturale tra il Regno saudita e l’Italia, con l’intento di offrire un’esperienza formativa e culturale che attiri visitatori e valorizzi l’identità del paese. La firma di questo accordo si basa sul memorandum d’intesa firmato tra il ministero italiano della Cultura e il ministero saudita della Cultura, che punta a rafforzare la cooperazione tra i due Paesi.

Milano, alla fabbrica del Vapore apre mostra Tim Burton’s Labyrinth

Milano, alla fabbrica del Vapore apre mostra Tim Burton’s LabyrinthMilano, 12 dic. (askanews) – Apre al pubblico domani, venerdì 13 dicembre, la mostra “Tim Burton’s Labyrinth” che mette in risalto l’opera cinematografica del regista e dà vita ai suoi personaggi, disegni, dipinti. Centinaia di opere create in oltre 40 anni di folgorante carriera. La mostra coprodotta con la Fabbrica del Vapore e promossa dal Comune di Milano è presentata in Italia da Alveare Produzioni, LETSGO Company in collaborazione con lo stesso Tim Burton. Con oltre 650.000 visitatori tra Madrid, Parigi, Bruxelles, Barcellona e Berlino, la mostra invita i visitatori di tutte le età a immergersi nel mondo di una delle menti creative più originali del nostro tempo e a scoprire le scene iconiche dei suoi film.


“Siamo felici di ospitare in Fabbrica del Vapore la grande e multiforme creatività di una delle icone del cinema contemporaneo — ha dichiarato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi -. Ho voluto fortemente che questa mostra abitasse gli spazi di Fabbrica proprio per lo spirito eclettico e multidisciplinare che caratterizza questo luogo e che anche è la cifra di Tim Burton, artista poliedrico e geniale”. Tim Burton è conosciuto a livello internazionale come la forza creativa dietro alcuni dei film più iconici degli ultimi quattro decenni. I personaggi e i mondi visionari di film come “Beetlejuice” (1988), “Batman” (1989), “Edward mani di forbice” (1990), “The Nightmare Before Christmas” (1993), “Charlie e la Fabbrica di cioccolato” (2005), “La sposa cadavere” (2005), “Alice in Wonderland” (2010) e della recente serie TV Netflix “Wednesday”, evocano uno stile visivo unico e immediatamente riconoscibile. Pur essendo noto soprattutto per il suo lavoro cinematografico, Tim Burton è un artista multidisciplinare e la mostra esplora la sua intera produzione di illustratore, pittore, scrittore, sceneggiatore, fotografo e ovviamente regista.


L’emozionante viaggio nel labirinto include opere d’arte originali di Tim Burton, come scenografie ambientali e disegni originali che spaziano dalle prime bozze alle sequenze animate realizzate durante la sua carriera, incredibili effetti speciali e di videomapping. I personaggi prendono vita nello spazio espositivo tra oltre 150 tra dipinti e bozzetti originali, 55 opere d’arte animate, 21 figure a grandezza naturale provenienti dai set dei film e dalle storie originali e straordinarie ricostruzioni scenografiche. L’idea della mostra nasce dal libro “The art of Tim Burton” di Leah Gallo e Holly C. Kempf sulle illustrazioni e gli universi di Tim Burton. Il Labirinto è composto da sale collegate tra loro attraverso diverse porte. Ogni spazio ha un tema diverso e per creare un’esperienza immersiva, le stanze sono state trasformate in set cinematografici con personaggi tratti della filmografia di Tim Burton fra cui “Edward Mani di Forbice”, “La Sposa Cadavere”, “Alice nel Paese della Meraviglie”, “Beetlejuice”, “Frankenweenie”, “Charlie e la Fabbrica di Cioccolato”, “Batman”, “The Nightmare Before Christmas”, “Mars Attacks!”, “Sweeny Todd”.


“Il Labirinto è molto più di una mostra d’arte – dichiara Brandi Pomfret, direttore dell’archivio di Tim Burton -. È un’esperienza incredibile e inaspettata. I visitatori possono immergersi completamente nell’universo creativo di Tim Burton, esplorando temi come vita, morte, amore e follia. Per quanto mi riguarda, il momento più emozionante è stato vedere il processo creativo prendere vita, dalle sculture alle stanze e contribuire a tradurre nella realtà i sogni e le fantasie di Tim. È un viaggio nella mente di Tim Burton: un luogo sorprendente dove ogni porta nasconde un mondo straordinario tutto da scoprire”.

Milano premia Gianandrea Noseda e la Filarmonica della Scala

Milano premia Gianandrea Noseda e la Filarmonica della ScalaRoma, 7 dic. (askanews) – Milano premia la grande musica nel giorno della prima del Teatro alla Scala. Il Maestro Gianandrea Noseda ha ricevuto infatti oggi dalle mani del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, l’attestato di Civica Benemerenza nell’ambito della cerimonia per la consegna degli Ambrogini d’Oro tenutasi la mattina al Teatro Dal Verme, conferito anche alla Fondazione Filarmonica della Scala.


Originario di Sesto San Giovanni e allievo del Conservatorio di Milano, Noseda era tornato a dirigere nella sua città lo scorso 15 settembre nell’ambito del Festival MITO proprio nella Sala Verdi, dove trent’anni fa aveva cominciato un percorso artistico che lo avrebbe portato a ottenere successi in tutto il mondo, da San Pietroburgo a Londra, da Zurigo a Washington. Nel corso del 2024 Noseda si è esibito a Milano anche al Teatro della Scala il 26 febbraio, alla testa della sua National Symphony Orchestra, e tornerà presto, il 17 febbraio 2025, per dirigere un concerto della Filarmonica della Scala, anch’essa premiata quest’oggi con l’attestato di Civica Benemerenza, consegnato dal Sindaco al Vicepresidente Damiano Cottalasso.


“Sono onorato per questo riconoscimento della Città di Milano – dichiara Gianandrea Noseda – e ancora di più perché a riceverlo quest’anno c’è anche la Filarmonica della Scala: un segno inequivocabile dell’importanza della cultura musicale più alta per la vita di Milano: un valore da sempre iscritto nel suo DNA”.

Milano, a Palazzo Reale mostra d’opere d’arte confiscate a malavita

Milano, a Palazzo Reale mostra d’opere d’arte confiscate a malavitaMilano, 2 dic. (askanews) – Da domani fino al 26 gennaio 2025, nelle sale di Palazzo Reale è aperta gratuitamente al pubblico la mostra “SalvArti. Dalle confische alle collezioni pubbliche”, che restituisce al pubblico una serie di opere d’arte contemporanea, tra dipinti, grafica e sculture di artisti quali Giorgio de altri, provenienti da confische fatte dalla pubblica autorità alla malavita organizzata. Un progetto di grande significato culturale e sociale che vuole sottolineare e riaffermare, soprattutto tra le giovani generazioni, il fondamentale valore della legalità.


L’esposizione è parte del progetto “Arte per la cultura della legalità”, a cura della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, dell’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in collaborazione con il Ministero dell’Interno. La rassegna milanese è la seconda tappa di un itinerario che si è aperto con l’anteprima al Museo Hendrick Christian Andersen a Roma, dal 16 ottobre al 21 novembre 2024, e che si chiuderà al Palazzo della Cultura a Reggio Calabria, dall’8 febbraio al 27 aprile 2025. Oltre a presentare un patrimonio culturale in buona parte rimasto inaccessibile alla collettività, l’iniziativa mette in risalto il ruolo e l’impegno delle istituzioni coinvolte nel lungo e virtuoso processo che è stato necessario per recuperarle – fra queste, il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio culturale e la Guardia di Finanza – e per verificarne l’autenticità e l’interesse culturale.


Le oltre ottanta opere che compongono il percorso espositivo, ordinato secondo un criterio cronologico e tematico, provengono da due differenti procedimenti. Il primo è scaturito da due indagini incrociate, svolte dal R.O.S. dei Carabinieri e dal Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, per una maxi-frode fiscale legata a una rete internazionale di riciclaggio. Il secondo, invece, è frutto di una confisca a carico di un soggetto pienamente inserito nel circuito della criminalità organizzata e stabilmente dedito ad attività economiche illecite. La mostra consente di ripercorrere gli sviluppi dell’arte dalla prima metà del Novecento fino ai primi anni Duemila, in particolare l’evoluzione dei linguaggi espressivi e delle correnti artistiche del tempo. Tra queste, il gruppo Novecento con Mario Sironi (“Composizione astratta – Scena urbana con carrozza”, “Moltiplicazione II”, prima metà del XX secolo), la Metafisica con autori quali Giorgio de Chirico (“Piazza d’Italia”, prima metà del XX secolo) e Carlo Carrà (“Capanno sulla riva”, 1955); la Transavanguardia di Sandro Chia (“Ossa fossa cassa”, 1990; “Cupido”, 1996), Enzo Cucchi (“Autostrada del Pensiero”, 1997) e Mimmo Paladino; e la Nuova scuola Romana con Bruno Ceccobelli, Piero Pizzi Cannella, Gianni Dessì, Nunzio Di Stefano; insieme a esperienze, quali l’astrattismo geometrico e informale, l’arte murale di Keith Haring (“Kh mural”, 1989), la land art di Christo e il genere del libro d’artista, come “Cantata Bluia Libro dore” di Pier Paolo Calzolari.


In mostra anche alcune opere scultoree: accanto al piccolo bronzo di Arnaldo Pomodoro (“Disco”, 1986/2003), artista di fama internazionale per l’arte monumentale pubblica, vengono proposte sperimentazioni più contemporanee, come i lavori di Michele Savini (“Anello”, 2008; “Coniglio”, 2009). Dopo le rassegne di Milano e Reggio Calabria, il primo gruppo di lavori, provenienti da una confisca divenuta definitiva nel 2018, sarà consegnato a diversi istituti museali del MiC selezionati dal Direttore generale Musei Massimo Osanna su tutto il territorio nazionale: a Milano (Pinacoteca di Brera – Palazzo Citterio), Roma (Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Museo delle Civiltà e Istituto centrale per la grafica), Napoli (Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento) e Cosenza (Galleria nazionale di Cosenza).


Il secondo gruppo di 22 opere rimarrà a Reggio Calabria, presso il Palazzo della Cultura “P. Crupi”, dove, sin dal 2016, sono permanentemente esposte oltre cento opere d’arte, tutte facenti parte di una unica confisca effettuata dal Tribunale di Reggio Calabria nel 2015 e affidate dal Segretariato regionale del MiC per la Calabria alla Città Metropolitana.