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Svelati i meccanismi genetici della biodiversità dell’orzo

Svelati i meccanismi genetici della biodiversità dell’orzoRoma, 3 feb. (askanews) – Svelati i meccanismi genetii che regolano la biodiversità dell’orzo e, potenzialmente, anche di altre piante. Lo studio, il più approfondito mai realizzato, è stato pubblicato sulla rivista Nature Genetics, ed è il risultato di un consorzio internazionale con 48 autori appartenenti a 19 organizzazioni scientifiche di 10 Paesi. Unico partecipante italiano il Crea, l’Ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, vigilato dal Masaf, con il suo Centro di Ricerca Genomica e Bioinformatica.


“Lo studio pubblicato su Nature Genetics svela un nuovo livello nei meccanismi che determinano la biodiversità. Si tratta di un lavoro di frontiera, ma con grandi potenzialità applicative, sia per il miglioramento genetico tradizionale sia per le TEA, due tematiche nelle quali il Crea ha da sempre un ruolo di primo piano”, ha detto Luigi Cattivelli, direttore del Crea Genomica e Bioinformatica e coautore. L’orzo è la seconda coltura più diffusa in Europa, il quarto cereale più importante al mondo, la materia prima per la produzione della birra, ma con un grande impiego anche nell’alimentazione animale. La sua straordinaria adattabilità agli ambienti siccitosi ne fa una pianta fondamentale per l’agricoltura del futuro, particolarmente nell’area mediterranea, hotspot del cambiamento climatico.


Nonostante tutte le varietà di orzo contengano all’incirca lo stesso numero di geni, solo alcune sono idonee alla coltivazione in ambienti siccitosi o alla produzione della birra. Ciò accade perché la maggior parte dei geni contiene “variazioni” che modificano la loro funzione o determinano dove, quando e come essi vengono accesi o spenti. Quindi, non è solo la presenza dei geni a determinare come una pianta cresce, ma è come i geni vengono regolati a fare la differenza. Lo studio ha identificato dove, quando e a quale livello sono attivati gli oltre 30.000 geni di orzo, utilizzando una collezione di varietà rappresentative della diversità globale dell’orzo. I dati ottenuti, che nel mondo della scienza vengono chiamati “pan-trascrittoma”, dimostrano come varietà diverse usano gli stessi geni in modo diverso, spiegando come differenti strategie di accensione e spegnimento dei geni siano componenti fondamentali, e sinora ancora inesplorate, della biodiversità dell’orzo, e probabilmente di ogni altra specie.


Alla pubblicazione hanno partecipato 3 ricercatori del Crea: Paolo Bagnaresi, Agostino Fricano e Luigi Cattivelli che, nel contesto del vasto gruppo di ricerca internazionale, hanno avuto il compito di studiare la relazione tra variazioni nel DNA e accensione/spegnimento dei singoli geni.

Barilla apre le sue porte per la seconda edizione di Mi prendo il mondo

Barilla apre le sue porte per la seconda edizione di Mi prendo il mondoMilano, 2 feb. (askanews) – In occasione della seconda edizione di “Mi prendo il mondo”, lo spin-off del Salone internazionale del Libro di Torino, Barilla ha aperto le porte al pubblico con due eventi in azienda per un viaggio nel passato culturale e gastronomico del gruppo con l’obiettivo di condividere la sua storia e la sua visione del futuro.


Nel corso della manifestazione, infatti, presso Academia Barilla, nel cuore di Parma, Annarita Briganti ha presentato il libro “Made in Italy. Barilla”. Briganti ha raccontato la storia dell’azienda di Parma e il suo ruolo nel diffondere le eccellenze italiane nel mondo, un percorso iniziato dalla visione di Pietro Barilla, che nel 1877 aprì a Parma una bottega di pane e pasta. A seguire, il pubblico ha avuto l’opportunità di visitare l’Archivio Storico Barilla, scoprendo documenti, immagini e oggetti che ripercorrono 148 anni di storia aziendale e gastronomica. Fondata nel 2004 a Parma, città creativa Unesco per la gastronomia, Academia Barilla è un polo internazionale dedicato alla divulgazione della cultura culinaria italiana. La struttura dispone di 18 postazioni di cucina pratica, spazi polifunzionali, un auditorium con cucina centrale per show cooking dal vivo e un customer collaboration center con tecnologie multimediali avanzate. Cuore culturale di Academia Barilla è la sua Biblioteca Gastronomica, la più ricca e importante in Europa nel suo genere, con oltre 15.000 volumi, di cui alcuni risalenti al XVI secolo, e 30 testate periodiche di difficile reperibilità. Il patrimonio documentale è arricchito da una collezione unica di oltre 5.000 menù storici italiani e internazionali e da un’innovativa guida virtuale in realtà aumentata che accompagna i visitatori nella scoperta del sapere gastronomico.


Nato nel 1987 per volontà di Pietro Barilla, l’Archivio Storico raccoglie, conserva e valorizza il materiale storico relativo alla lunga vita dell’azienda e dei marchi di proprietà del gruppo. Il patrimonio oggi conservato nell’archivio compatto è gestito da un sistema informativo proprietario che permette la ricerca in tempo reale, attraverso un “thesaurus” di migliaia di parole chiave, di documenti dalle caratteristiche fisiche assai diverse: dai manoscritti agli stampati commerciali, dai gadget alle pellicole, dalle fotografie agli oggetti, dai periodici alle trafile della pasta. Il patrimonio storico del Gruppo Barilla è anche una risorsa accessibile a tutti grazie al sito dell’Archivio Storico (www.archiviostoricobarilla.com) e grazie alla digitalizzazione del patrimonio conservato nella sede di Parma.

Una donna alla guida confetture Rigoni di Asiago: Cristina Rigoni nuova Ad

Una donna alla guida confetture Rigoni di Asiago: Cristina Rigoni nuova AdMilano, 31 gen. (askanews) – Torna una donna alla guida delle confetture Rigoni di Asiago, 100 anni dopo la fondazione dell’azienda da parte di nonna Elisa. Cristina Rigoni, infatti, è la nuova amministratrice delegata. I soci (il 57,3% dell’azienda veneta è in mano alla holding della famiglia Rigoni mentre il restante è in mano a Kharis Capital), hanno, infatti, concordato di formalizzare la nomina di Cristina Rigoni da febbraio 2025. Andrea Rigoni, presidente e amministratore delegato, manterrà il ruolo di presidente e sarà “guida strategica” del gruppo, spiega la società, supportando l’organizzazione con la propria visione e la propria esperienza.


“Il mio desiderio è quello di mantenere Rigoni di Asiago una realtà di famiglia, ancorata al proprio territorio e ai propri valori, con un attento sguardo al futuro – ha detto Andrea Rigoni – L’espansione internazionale unita alla crescente innovazione produttiva richiede oggi un potenziamento al vertice, affinché la nostra identità si mantenga lucida e moderna, e per rendere l’azienda sempre più forte e capace di creare valore in un contesto globale in continua evoluzione. E’ stato per me naturale scegliere Cristina Rigoni come successore ideale”. Cristina Rigoni, che entrerà nel ristretto gruppo del 4% di donne Ceo in Italia, è la compagna del presidente ed è cresciuta all’interno dell’azienda, “dimostrando una straordinaria dedizione e capacità manageriale e contribuendo significativamente alla crescita della società”. Durante il suo incarico come direttore commerciale mercati internazionali, il fatturato derivante dai mercati esteri ha registrato un incremento sostanziale, arrivando a rappresentare oltre il 50% del totale aziendale e superando i 60 milioni di euro in otto anni. In particolare Nocciolata ha conquistato le prime posizioni nel mercato francese rendendolo il principale mercato export per l’intera azienda. Sotto la sua guida, Rigoni di Asiago ha rafforzato la propria presenza in mercati chiave come Belgio, Germania e Stati Uniti e in nuovi mercati, tra cui Medio Oriente, Polonia, Spagna. Cristina Rigoni ha inoltre assunto il ruolo di presidente della cioccolateria biologica Saveurs&Nature acquisita nel 2022 dal gruppo veneto.


In qualità di nuova amministratrice delegata, Cristina Rigoni guiderà l’azienda verso un futuro di crescita strategica e di espansione internazionale. “Sono lieta e onorata per questa nomina. Mi attende un compito sfidante: prendere in mano un’azienda leader nel proprio settore e proiettarla verso nuovi traguardi in un contesto globale complesso come quello attuale – ha commentato – Metterò a disposizione le mie competenze, il mio entusiasmo e la mia energia per promuovere crescita e sviluppo della nostra realtà, per affrontare le sfide future e creare un impatto positivo su scala globale”. Il gruppo che oggi realizza un volume di affari di oltre 160 milioni di euro e conta 320 dipendenti, nel futuro si focalizzerà sull’innovazione, sull’espansione in nuovi mercati e categorie di prodotto, consolidando al contempo la leadership esistente.

Ice e Eataly insieme per promuovere made in Italy agroalimentare all’estero

Ice e Eataly insieme per promuovere made in Italy agroalimentare all’esteroMilano, 31 gen. (askanews) – Ice ed Eataly uniscono le forze in una campagna dedicata alla promozione all’estero del made in Italy agroalimentare fino a dicembre 2025, in coordinamento con il ministero degli Esteri.


Per quest’anno, spiega una nota, l’agenzia per la promozione delle imprese italiane all’estero ed Eataly lanciano una promozione dedicata a migliaia di aziende italiane con l’obiettivo di rafforzare la visibilità dei prodotti italiani in sette diversi mercati: Stati Uniti d’America, Canada, Regno Unito, Svezia, Germania, Francia ed Emirati Arabi Uniti. Negli stessi mercati Eataly inserirà anche oltre 100 nuovi fornitori selezionati in collaborazione con Ice, molti dei quali entreranno nel mercato di destinazione per la prima volta. Pilastro di questa campagna sarà ospitare, in 18 punti vendita Eataly nei Paesi target, una serie di eventi e iniziative, legati alla cultura italiana e destinati al consumatore finale. Gli eventi saranno organizzati in concomitanza con le principali fiere internazionali e altre importanti occasioni di promozione della filiera agroalimentare. Questi eventi negli store Eataly fungeranno da cassa di risonanza e creeranno nuove occasioni di visibilità sia per i prodotti già disponibili presso Eataly, sia per le new entry.


I clienti potranno approfondire la conoscenza dei prodotti italiani attraverso seminari, degustazioni e occasioni per assaggiare piatti italiani nei ristoranti Eataly. Inoltre, potranno acquistare i prodotti e riprodurre a casa propria le ricette della tradizione con gli ingredienti e i vini più adatti agli abbinamenti. Infine, una campagna di digital marketing, web e social affiancherà al lavoro dei negozi un’offerta di contenuti educativi e commerciali.

Vino, GCF Group: nel 2024 in Italia +32,45% a volume e +25% a valore

Vino, GCF Group: nel 2024 in Italia +32,45% a volume e +25% a valoreMilano, 31 gen. (askanews) – Il gruppo francese Les Grands Chais de France (GCF) ha chiuso il 2024 con un giro di affari in Italia che ha sfiorato i 10 milioni di euro, attestandosi a quasi 9,8 milioni con una crescita del 25% in valore rispetto al 2023. Sotto la guida della country manager emiliana Romina Romano e in controtendenza rispetto a diversi altri operatori del settore, anche i volumi del colosso francese che fattura oltre 1 mld di euro l’anno, hanno segnato un incremento significativo: dalle 832mila bottiglie vendute nel 2019, si è passati infatti a oltre 1,75 milioni di bottiglie nel 2024, con un balzo del 32,45% rispetto all’anno precedente. Questi numeri sono il risultato di una presenza capillare nei settori della ristorazione, hotellerie, enoteche e delle principali piattaforme di e-commerce, oltre che nella grande distribuzione di fascia alta.


I dati sono stati diffusi durante la presentazione agli agenti del catalogo dei vini distribuiti in Italia, che la Famille Helfrich, a capo del gruppo, ha organizzato all’Hotel Living Place a Bologna. In degustazione oltre 100 vini di alcune delle più importanti aree vinicole della Francia: dalla Valle della Loira a Bordeaux,cdal Languedoc – Roussillon, Provenza e Valle del Rodano fino alla Borgogna, Jura e Alsazia, e anche le etichette delle proprietà spagnole, cilene e sudafricane, oltre ai tre ai gin della linea Antidote. Protagonisti del walk-around tasting di Bologna anche il Cava di Castillo de Aresan e i Cap Classique della tenuta Neethlingshof che Les Grands Chais de France possiede appena fuori dalla bellissima città di Stellenbosch, nel cuore di Cape Winelands. Un’intera area è stata dedicata ai Crémant, di cui Les Grands Chais de France è il primo produttore con una capacità di 19 milioni di bottiglie all’anno, unico a produrli in tutte le otto regioni Dop della Francia: il 38% di tutti i Crémant de Bordeaux, 34% di quelli della Loira, il 32% dei Jura, il 31% dei Die e il 20% di quelli d’Alsazia. Complessivamente sono oltre 1,1 milioni le bottiglie di queste bollicine francesi vendute dal gruppo in Italia nel 2024. In testa alle preferenze degli italiani vi sono i Crémant de Limoux, seguiti da quelli di Borgogna, Loira, Bordeaux e Alsazia.


Tra le varietà più vendute in Italia dal gruppo fondato e guidato da Joseph Helfrich vi sono anche Zinfandel e Chardonnay dalla California, Carmenere dal Cile, Sauvignon della Nuova Zelanda, Tempranillo della tenuta Castillo de Aresan in Spagna, Chenin dal Sudafrica e Malbec argentino.

Cia: agriturismi e vendita diretta contro lo spreco alimentare

Cia: agriturismi e vendita diretta contro lo spreco alimentareRoma, 30 gen. (askanews) – Una bag e contenitori brandizzati Turismo Verde-Cia a disposizione degli agriturismi per promuovere tra gli ospiti l’opportunità di portare a casa cibo e vino rimasto in tavola. Una campagna di sensibilizzazione sulla “cittadinanza alimentare”, curata dalla Spesa in Campagna-Cia, che diffonda una nuova cultura dal campo alla tavola, con i cittadini parte integrante della filiera. Queste le iniziative per il 2025 delle due associazioni promosse dalla Confederazione, per fare squadra contro lo spreco alimentare globale. Di questo si è parlato oggi, a Roma, nell’Assemblea congiunta “I valori del cibo. Verso una rivoluzione alimentare che guarda al futuro”.


Ogni anno nel mondo vengono sprecate quasi 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, il 33% della produzione alimentare globale. Le famiglie italiane ne gettano via circa 5 milioni, per lo più frutta, verdura, pane e latticini. Nel frattempo, si stima che nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà quota 9,7 miliardi di persone, con una richiesta del 60% in più di cibo, mentre soffrono la fame già più di 700 mila persone. Per questo,sotto lo slogan “Così buono da portarlo a casa” arriva la prima doggy bag di Turismo Verde-Cia a disposizione degli agriturismi associati per invitare gli ospiti al riuso e riciclo del cibo lasciato nel piatto, ma senza appesantirli di costi aggiuntivi e oneri burocratici.


Tra le iniziative la Spesa in Campagna-Cia, che rafforza il suo impegno nel diffondere una nuova coscienza civica in relazione al cibo, iniziativa già avviata con le “Giornate nazionali della spesa consapevole” portate dall’associazione nei mercati di 10 piazze d’Italia lo scorso anno e pronta a replicare con nuove tappe nei prossimi mesi. Ma anche l’iniziativa di Turismo Verde-Cia che rilancia anche quest’anno Agrichef Festival, l’evento regione per regione, che mette ai fornelli cuochi contadini e studenti degli istituti alberghieri d’Italia e che avrà come prova finale, del 25 e 26 marzo all’I.P.S.S.E.O.A. Amerigo Vespucci di Roma, la realizzazione di soli “piatti della circolarità”. “Il contributo delle nostre associazioni Turismo Verde e la Spesa in Campagna – ha concluso il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini – è fondamentale perché può esprimere concretamente la portata di tutte le nostre battaglie a tutela dell’agricoltura, contro lo spreco alimentare e il consumo di suolo. Le loro iniziative sono la nostra mano tesa ai cittadini, condividendo lo stesso obiettivo di mangiare bene e sano, rispettando anche il Pianeta”.

Da Efsa consigli per gestire acqua lavorazione frutta e verdura

Da Efsa consigli per gestire acqua lavorazione frutta e verduraRoma, 30 gen. (askanews) – Combinare trattamenti di disinfezione e rifornimento può aiutare a mantenere la qualità microbiologica dell’acqua utilizzata nella lavorazione di frutta, verdura ed erbe fresche e congelate. E’ quanto emerge da un’analisi condotta dagli esperti dell’Efsa, che ha prodotto raccomandazioni e un nuovo strumento online.


Negli ultimi anni, patogeni come Listeria monocytogenes e STEC hanno causato importanti epidemie nell’Unione Europea, correlate al consumo di frutta, verdura ed erbe fresche e congelate. La qualità dell’acqua e il suo uso industriale sono una preoccupazione globale crescente, non solo perché una scarsa qualità dell’acqua può introdurre microrganismi nocivi nei prodotti alimentari, ma anche a causa del cambiamento climatico e della prevista riduzione della disponibilità di acqua. Gli esperti dell’EFSA hanno analizzato la qualità microbiologica e fisico-chimica dell’acqua utilizzata per la lavorazione di frutta, verdura ed erbe in contesti industriali. Hanno preparato una serie di piani di gestione dell’acqua di processo e uno strumento online, che possono aiutare l’industria a migliorare i propri sistemi di gestione dell’acqua.


Le raccomandazioni sono presentate in tre pareri scientifici: uno su frutta, verdura ed erbe fresche intere, un altro sui prodotti freschi tagliati e il terzo sui prodotti surgelati. L’EFSA ha anche sviluppato WaterManage4You, uno strumento online gratuito che aiuterà a prevedere il trasferimento e l’accumulo di batteri nell’acqua di processo in scenari industriali.

Fedagripesca: in Italia 1000 domande rottamazione pescherecci

Fedagripesca: in Italia 1000 domande rottamazione pescherecciRoma, 30 gen. (askanews) – “Solo nell’ultimo bando per l’arresto definitivo, in Italia sono state presentate oltre 1000 domande di rottamazione pescherecci che superano di molto i 74milioni di euro messi a disposizione dalla Ue per far cessare l’attività. Con una flotta europea e italiana che sta lentamente scomparendo a causa di normative inadeguate e concorrenza sleale da parte di Paesi extra-UE è necessario rivedere la Politica Comune della Pesca (PCP) nel segno di una sostenibilità economica, sociale e ambientale”. Lo ha detto Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca, a margine di incontri istituzionali organizzati a Bruxelles in occasione dell’Anno Internazionale delle cooperative proclamato dall’ONU per la seconda volta nella storia.


Nei prossimi dieci anni, rileva Tiozzo, “c’è bisogno, infatti, di aumentare di almeno il 30% il numero degli operatori ittici lungo tutta la filiera per garantire la sopravvivenza della pesca italiana che invecchia e fatica a trovare addetti”. In questo senso, sono necessarie urgenti “misure per favorire la transizione energetica e la decarbonizzazione dei pescherecci, ma anche la modernizzazione visto che l’età media della flotta è di 31 anni”, oltre al contrasto ai cambiamenti climatici e alle specie aliene, dal granchio blu al vermocane, “che stanno mettendo in ginocchio le economie di interi territori”.


Infine, c’è la “necessità di normative comunitarie più calate sulle realtà produttive delle diverse marinerie. A questo bisogna dare risposta in Europa per far uscire l’economia ittica dal guado e rilanciare il ricambio generazionale. Nell’ultimo decennio la nostra flotta peschereccia ha fatto registrare a un -21%”, conclude Tiozzo.

Confagri Mantova: bene accordo pomodoro ma costi ancora pesanti

Confagri Mantova: bene accordo pomodoro ma costi ancora pesantiRoma, 30 gen. (askanews) – Bene l’accordo raggiunto sul prezzo del pomodoro da industria per l’area del Nord Italia a 142,5 euro a tonnellata, ma se è vero che “l’accordo sul prezzo all’industria ci soddisfa, sull’altro piatto della bilancia bisogna anche notare che i prezzi, saliti notevolmente lo scorso anno, non sono in calo. I costi per un produttore di pomodori sono di 10.500 euro all’ettaro, come ha certificato l’Ismea e non accennano a diminuire”.


Così il presidente della sezione Pomodoro da Industria di Confagricoltura Lombardia, il mantovano Corrado Ferrari. Quello del pomodoro da industria infatti resta un comparto importante per la provincia di Mantova, che resta la prima in Lombardia per coltivazione di pomodoro: nel 2024 sono stati 4.054 gli ettari dedicati a questa coltivazione e 2 milioni i quintali di pomodori raccolti. “Siamo soddisfatti soprattutto per le tempistiche lampo dell’accordo quadro, andato in porto al primo incontro; lo spirito di unione delle organizzazioni dei produttori, che si sono presentate compatte, ha contribuito al successo”, spiega ancora.


Un accordo a inizio anno, infatti, consente agli imprenditori agricoli di programmare le colture, basandosi su dati concreti sulla rendita. “La programmazione è l’altro punto chiave – prosegue Ferrari – L’industria ha dimostrato senso di responsabilità con questo accordo. Ora, però, è necessario capire in tempi stretti quali sono i quantitativi richiesti, anche in funzione del fatto che il 2024, a causa del maltempo, è stato una pessima annata per il pomodoro e i magazzini sono vuoti. Avere – conclude – la pianificazione prima possibile consente agli agricoltori di pianificare le colture per tempo ed evitare sovrapproduzione o, di contro, una produzione troppo scarsa rispetto alla futura domanda”.

Assosementi: 2 progetti innovativi per migliore qualità produzioni

Assosementi: 2 progetti innovativi per migliore qualità produzioniRoma, 30 gen. (askanews) – Tracciabilità totale delle produzioni a partire dal seme e geolocalizzazione delle coltivazioni per mappare le produzione. Sono i due progetti innovativi per migliorare la qualità delle produzioni nel settore sementiero attraverso le nuove tecnologie raccontati da Assosementi nel corso di Fieragricola TECH a Verona. L’associazione che rappresenta le aziende sementiere e vivaistiche italiane ha presentato i progetti Road to Quality e Mappatura delle Sementi, incentrati sulla tracciabilità dei processi produttivi e sulla geolocalizzazione delle coltivazioni portaseme.


Il progetto Road to Quality coinvolge tutti gli attori della filiera e certifica l’origine, la sicurezza e l’utilizzo delle migliori pratiche durante l’intero ciclo produttivo orticolo. La trasparenza è rafforzata dall’uso della blockchain, gestita dal software creato da GESAG, che, utilizzando un ERP integrato, centralizza dati qualitativi, logistici e amministrativi e favorisce l’analisi e il controllo a ogni livello. Road to Quality offre infine la possibilità al consumatore di ottenere tutte le informazioni sulla filiera produttiva, attraverso la scansione del QR Code presente sulle confezioni o direttamente sui prodotti. Per rispondere invece all’esigenza di purezza genetica, un parametro essenziale per la qualità del seme, Assosementi, in collaborazione con la Società Agronica, ha sviluppato un software avanzato che consente la mappatura delle colture da seme tramite georeferenziazione delle coltivazioni portaseme. Il programma consente di verificare in tempo reale le effettive distanze fra i campi di produzione sementiera, permettendo ai tecnici delle ditte sementiere di intervenire immediatamente andando a sostituire la coltura potenzialmente pericolosa, qualora il parametro della distanza non fosse rispettato. In questo modo, si riducono le possibilità di inquinamento genetico indesiderato a vantaggio di un’elevata qualità del seme prodotto.


Il progetto ha trovato iniziale applicazione nelle regioni Emilia-Romagna, Marche e Umbria, che da tempo dispongono di normative locali per preservare la qualità delle sementi delle piante allogame. L’efficacia del programma ha fatto sì che lo stesso software venisse utilizzato volontariamente anche dagli operatori delle altre regioni con forte vocazione sementiera. L’obiettivo è favorire la massima diffusione del progetto, per incrementare ulteriormente la qualità e la competitività del settore.