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Opera La Pera: prodotto sufficiente per mercati fino a maggio

Opera La Pera: prodotto sufficiente per mercati fino a maggioRoma, 30 gen. (askanews) – Il Consorzio Opera La Pera si prepara a Fruit Logistica con la campagna commerciale che ha da poco superato il giro di boa e, a differenza degli ultimi anni, con volumi tali da proseguire i programmi sino all’inizio di maggio. Adriano Aldrovandi, presidente di Opera La Pera, spiega che finalmente “lo scenario è diverso da quello dello scorso anno, quando, in concomitanza con la fiera di Berlino, praticamente non avevamo più prodotto. Nel 2025, finalmente, ci sono tutte le condizioni per fornire il mercato per i prossimi tre mesi. Si tratta di un ritorno a condizioni più normali, che valorizzano la qualità dei frutti coltivati dai nostri soci, garantendo ai nostri clienti una continuità nella disponibilità di frutti freschi e gustosi”.


L’appuntamento con Berlino serve a rafforzare tutte le relazioni con i mercati esteri, con un particolare focus su quello tedesco. “Negli ultimi anni il deficit produttivo non ci ha consentito i posizionamenti rilevanti di un tempo e, soprattutto in Germania, soffriamo la pressione di altri areali vocati europei, ma siamo determinati a difendere le nostre quote sulla piazza tedesca – aggiunge Manuel Manfredi, direttore di Opera La Pera – Stiamo lavorando per riconquistare spazio negli scaffali dei nostri partner tedeschi, puntando sulla qualità dei frutti che ci sta sostenendo: le condizioni climatiche favorevoli registrate prima della raccolta, hanno contribuito alla produzione di pere particolarmente gustose, con una qualità organolettica ottimale”.

Confagri Toscana: lavorare su criticità Consorzi Bonifica

Confagri Toscana: lavorare su criticità Consorzi BonificaRoma, 30 gen. (askanews) – Positivi i progetti illustrati dai Consorzi di Bonifica toscani ma, nonostante il lavoro svolto dai Consorzi, persistano criticità irrisolte che non possono essere ignorate. Per questo Gianluca Cavicchioli, direttore di Confagricoltura Toscana, in una nota indica le priorità su cui lavorare, prima tra tutte la progettazione di un sistema irriguomoderno, efficiente e strutturato, che garantisca la tenuta del comparto agricolo in un contesto di cambiamenti climatici sempre più estremi.


Inoltre, Confagricoltura Toscana solleva dubbi sull’efficacia di alcune restrizioni ambientali, come quelle imposte nei Siti di Rete Natura 2000 o nelle riserve naturali, quando finiscono per limitare le attività agricole senza un reale beneficio per l’ecosistema. “Le aziende agricole – sottolinea Cavicchioli – sono spesso le prime a subire le conseguenze di eventi climatici estremi, dall’esondazione dei fiumi all’erosione dei terreni, fino alla perdita di valore dei fondi. Eppure, nonostante il loro ruolo centrale, continuano a non essere fra gli attori principali nei processi decisionali. È tempo di cambiare approccio e dare agli agricoltori il giusto riconoscimento”.


Un primo passo concreto potrebbe essere il tavolo tecnico annunciato durante la conferenza stampa dei Consorzi. “Bene l’impegno a discutere, ma come detto servono soluzioni immediate e attuabili. Gli agricoltori non possono attendere all’infinito”, aggiunge il direttore di Confagricoltura Toscana. “Preservare l’ambiente è fondamentale – conclude Cavicchioli – ma non possiamo trascurare la sostenibilità economica e la libertà d’impresa. È necessario trovare un equilibrio tra tutela del territorio e sopravvivenza delle aziende agricole. Senza interventi mirati, il rischio è che i problemi rimangano tali e che a pagarne il prezzo siano sempre gli stessi”.

Domani la premiazione del bando Coltiviamo agricoltura sociale

Domani la premiazione del bando Coltiviamo agricoltura socialeRoma, 30 gen. (askanews) – Si svolgerà domani, venerdì 31 gennaio, nella sede di Confagricoltura, a Roma alle 10.30, la premiazione dei vincitori del IX bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale”.


Interverranno alla cerimonia di premiazione il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti; Angelo Santori, presidente Senior-l’Età della saggezza Onlus; Luca Rossin, Team leader di Reale Foundation; Marco Berardo Di Stefano, presidente della Rete delle fattorie sociali e docente Master in Agricoltura sociale, Università Tor Vergata, e Andrea De Dominicis, docente dipartimento Scienze Umane – LUMSA. Parteciperanno alla cerimonia Marco Cerreto, Commissione Agricoltura Camera dei Deputati, Massimo Fiorio, primo firmatario della Legge 141/2015 sull’Agricoltura sociale, e Antonio Caponetto, capo di Gabinetto del ministro per le Disabilità.

La Norvegia a Fieragricola in cerca di partner agritech italiani

La Norvegia a Fieragricola in cerca di partner agritech italianiRoma, 30 gen. (askanews) – La Norvegia a Fieragricola Tech per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, che in Norvegia si traduce in abbassamento delle temperature, a volte così rigide da rendere complicata l’attività agricola. E così, un gruppo di imprenditori nel settore delle start-up e dell’agri-tech nel settore primario hanno individuato Fieragricola Tech, rassegna di Veronafiere con focus specifici su digital farming, robotica, smart irrigation, energie rinnovabili e biosolution come manifestazione leader in grado di offrire le ultime tendenze di settore con un elevato tasso di specializzazione e innovazione.


“Le aziende norvegesi che hanno preso parte a Fieragricola Tech – spiega Mauro Migliavacca, direttore di Innovation Norway, ufficio norvegese per il commercio, che ha organizzato la trasferta – sono per lo più piccole e medie imprese, che puntano ad avvicinarsi al mercato italiano, riconoscendo la leadership in diversi campi di azione, al pari di Francia e Spagna, che rappresentano insieme all’Italia i Paesi più all’avanguardia in termini di ricerca e sviluppo in agricoltura, nell’agri-tech e nell’agri-food”. Fra i settori di maggiore interesse per dare risposte agli agricoltori norvegesi, elenca Migliavacca, “la micro-irrigazione, la robotica, la sanificazione del suolo con metodi naturali, settori dove è possibile attivare formule di cooperazione con i player italiani”.


La Norvegia, come molti Paesi europei, negli ultimi anni ha registrato una contrazione del numero delle imprese agricole (scese al di sotto delle 35.000 unità) e degli addetti ai lavori. La robotizzazione e i sistemi di automazione, in un comparto vocato alla produzione zootecnica (prevalentemente nel segmento lattiero caseario), diventa un driver di crescita insostituibile. I cambiamenti climatici negli ultimi anni stanno mettendo in crisi colture che storicamente hanno fatto parte dell’agricoltura norvegese, come le patate, l’orzo, il frumento e gli ortaggi. Da qui la ricerca di partner all’avanguardia a Fieragricola Tech, prima di un tour per visitare le aziende del territorio.

Copagri: servono rapide linee guida sui crediti di carbonio

Copagri: servono rapide linee guida sui crediti di carbonioRoma, 30 gen. (askanews) – “Quella dei crediti di carbonio agroforestali è una partita fondamentale sulla quale si giocherà buona parte dello sviluppo dell’agricoltura; una partita che sarà determinante anche per il contributo che il Primario può dare alla transizione ecologica”. Così in una nota il presidente della Copagri Tommaso Battista, ad avviso del quale “è fondamentale accelerare con l’adozione delle linee guida per il settore agroforestale, così da rendere rapidamente operativo il Registro pubblico dei crediti di carbonio.


“Basti pensare che il mercato dei carbon credit volontari, realtà ormai consolidata e punto di riferimento per le contrattazioni delle aziende che intendono procedere volontariamente alla compensazione delle emissioni, ha superato a livello globale i 2 miliardi di dollari in valore, con un significativo incremento rispetto agli ultimi anni”, fa notare il presidente della Copagri, ricordando che “il potenziamento delle attività di assorbimento del carbonio, ovvero la capacità delle colture e del sistema agroforestale nel suo complesso di immagazzinare un gas clima-alterante come la CO2, oltre ad avere sensibili ripercussioni positive in termini ambientali, può contribuire alla diversificazione del reddito degli agricoltori”. “Si tratta, inoltre, di uno dei tanti passaggi obbligati per puntare al raggiungimento della tanto decantata neutralità climatica entro il 2050, che passa dall’incombente obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030”, rimarca Battista, spiegando che “i carbon credit possono essere uno strumento fondamentale per contenere i gas clima-alteranti e per compensare le emissioni di anidride carbonica”.


Per questo motico secondo la Copagri “non si possono sottacere le grandi potenzialità legate a questa partita, che passano dal Registro pubblico dei crediti di carbonio generati su base volontaria dal settore agroforestale, istituito con il DL 13/2023, ma ancora in attesa delle necessarie linee guida”. “I produttori agricoli chiedono di poter svolgere le attività aggiuntive di sequestro di carbonio in un quadro normativo chiaro e certo, sia con riferimento alle metodologie che ai sistemi di certificazione, in modo tale da evitare il rischio di ‘assorbimenti inaffidabili’ e così da poter lavorare allo sviluppo di progettualità efficaci e in grado di costituire una significativa fonte di diversificazione del reddito”, conclude Battista.

Enogastronomia, nuovo aumento di capitale da 2 mln per Foorban

Enogastronomia, nuovo aumento di capitale da 2 mln per FoorbanRoma, 30 gen. (askanews) – Foorban annuncia un nuovo round di investimento da 2 milioni di euro guidato da un pool di family office e i soci che da tempo supportano la società. Le nuove risorse saranno utilizzate per accelerare l’espansione in nuove regioni e province in Italia, per l’apertura di nuovi hub logistici oltre allo sviluppo tecnologico degli smart fridge e il lancio di nuovi servizi per completare la propria offerta Food&Beverage per il mercato aziendale.


Nata nel 2016, Foorban è oggi attiva in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e nella Città metropolitana di Roma e rappresenta uno dei player più innovativi nel settore del welfare aziendale e del food-tech: al centro dell’offerta vi sono i suoi 600 frigoriferi intelligenti, collegati ad un’app che permette ai dipendenti delle aziende clienti di scegliere ogni giorno tra 10 diversi piatti sani, bilanciati e studiati da nutrizionisti, pronti per essere consumati direttamente in ufficio. A questo si aggiungono i servizi di caffè con macchine superautomatiche ed erogatori d’acqua. Un’offerta che ha portato Foorban a chiudere il 2024 con 8 milioni di fatturato (raggiungendo il break even finanziario e una “crescita annuale media del 100% nell’ultimo triennio), 100 dipendenti e un obiettivo di 30 milioni di fatturato da raggiungere entro i prossimi 3 anni.


Con la nuova iniezione di risorse, dunque, Foorban è pronta ad una nuova fase di sviluppo: i 2 milioni raccolti saranno destinati all’ulteriore miglioramento della tecnologia degli smart fridge e dell’ecosistema digitale ad esse collegato e alla diffusione del servizio in un nuove province di Italia, che passerà anche dall’apertura di nuovi hub logistici di prossimità. Marco Mottolese, CEO e co-founder dell’azienda spiega in una nota: “puntiamo, con questo nuovo round, a raggiungere più di 1.000 aziende entro il 2028, per un totale di 200.000 persone e 15.000 pasti serviti ogni giorno”.

Successo per incontri formativi Agrintesa dedicati ai soci

Successo per incontri formativi Agrintesa dedicati ai sociRoma, 30 gen. (askanews) – Si chiuderà domani, venerdì 31 gennaio, il calendario di incontri tecnici organizzati da Agrintesa per la propria base sociale: un appuntamento annuale che rappresenta uno dei pilastri del supporto e dall’assistenza tecnica offerti ai soci produttori per il miglioramento del livello produttivo e qualitativo della cooperativa. Con un totale di oltre 600 partecipanti nei primi tre momenti di formazione, gli incontri hanno offerto opportunità di confronto e approfondimento su tematiche cruciali per il comparto ortofrutticolo e vitivinicolo, tra cui nuove tecniche produttive e di difesa delle colture.


“Questi incontri rappresentano un momento fondamentale per la nostra cooperativa – spiega in una nota il coordinatore, Ugo Palara, direttore del Comparto Tecnico di Agrintesa – Offrire formazione di qualità ai nostri soci non è solo un obbligo sancito nel nostro statuto, ma una missione che ci consente di accompagnarli nell’affrontare i cambiamenti del settore, lavorando insieme per garantire al mercato prodotti di elevata qualità e processi sempre più efficienti e sostenibili”. “Attraverso iniziative come queste – commenta il direttore generale Cristian Moretti – Agrintesa rafforza il proprio ruolo di punto di riferimento per i propri soci produttori, promuovendone la crescita professionale e offrendo soluzioni concrete alle sfide quotidiane. Un impegno che si traduce in una filiera più solida, innovativa e competitiva, a beneficio di tutti i soggetti coinvolti. La grande partecipazione e l’interesse dimostrato anche quest’anno ci confermano che stiamo andando nella direzione giusta”.


Ogni appuntamento ha trattato una tematica specifica, affrontata con un approccio tecnico e pratico: il 15 gennaio si sono accesi i riflettori su “Emergenze fitosanitarie in frutticoltura e criteri di impiego dei mezzi chimici”. Lunedì 20 gennaio, invece, l’attenzione è stata rivolta a “Flavescenza dorata e giallumi della vite: aggiornamenti tecnici e attività di contrasto”. Sempre ambito vitivinicolo al centro anche lunedì 27 gennaio per l’incontro dal titolo “Sistemi di allevamento del vigneto in funzione dei vitigni consigliati e della meccanizzazione integrale”. Ultimo appuntamento, infine, in programma per domani, venerdì 31 gennaio, con l’incontro: “Orientamenti varietali in frutticoltura per il biennio 2025-26” a cura dell’Ufficio Tecnico di Agrintesa.

Coldiretti: arrivare a 6 mln investimenti tech in agricoltura

Coldiretti: arrivare a 6 mln investimenti tech in agricolturaRoma, 30 gen. (askanews) – Raddoppiare gli investimenti sull’innovazione e la digitalizzazione delle campagne, portandoli a 6 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, per aiutare le imprese a contenere i costi di produzione e contrastare i cambiamenti climatici. E’ l’appello lanciato dalla Coldiretti alla Fieragricola Tech di Verona, dove oggi alle 13 si terrà un incontro sul tema alla presenza, tra gli altri, del presidente Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo. Nello stand D1 del Palaexpo è stata allestita una mostra sulle principali innovazioni create per la protezione delle colture e l’ottimizzazione della gestione aziendale e dei fattori produttivi.


Le tensioni internazionali che si riflettono sui principali fattori di produzione, dall’elettricità al gasolio fino ai fertilizzanti, unite agli effetti delle calamità che negli ultimi tre anni sono costate 20 miliardi all’agricoltura italiana, ricorda Coldiretti, e rendono sempre più necessaria la messa in campo di strategie per proteggere le colture e contenere i costi, proprio a partire dalla digitalizzazione dell’agricoltura. Secondo l’analisi Coldiretti sugli ultimi dati Smart Agrifood, si registra una crescita del 19% nel fatturato delle tecnologie 4.0 e 5.0 per l’agricoltura in un solo anno, con oltre 2,5 miliardi di euro di investimenti. Attualmente, le aree agricole che impiegano strumenti avanzati coprono oltre 1 milione di ettari, pari al 9% del totale.


A Fieragricola Tech è stato presentato anche il nuovo Polo Digitale promosso da Coldiretti Next nell’ambito del Pnrr, con il via al primo grande censimento sul livello digitalizzazione delle imprese agricole italiane. Un progetto mai realizzato prima in Europa, che prevede il coinvolgimento di circa diecimila aziende e punta a dare una svolta verso l’alfabetizzazione informatica dell’agricoltura italiana, con attività mirate di orientamento tecnologico innovativo. Un ruolo centrale nello sviluppo dell’Agricoltura 4.0 è ricoperto dall’Ai, l’intelligenza artificiale. Secondo un’analisi Coldiretti, entro il 2030 un’azienda agricola italiana su cinque adotterà strumenti di gestione direttamente basati su questo sistema. Un uso positivo e importante dell’intelligenza artificiale che mette stavolta d’accordo la stragrande maggioranza dei cittadini. I dati Coldiretti/Censis affermano che oltre l’89% degli italiani ritiene prioritaria la realizzazione di investimenti pubblici con particolare attenzione a quelli per finanziare nuove tecnologie, inclusa l’Ai, specificamente orientati a potenziare l’agricoltura italiana, considerata un settore vitale.

De Cecco: assoluzione con formula piena su vicenda origine grano

De Cecco: assoluzione con formula piena su vicenda origine granoMilano, 29 gen. (askanews) – Il tribunale di Chieti ha assolto con formula piena per insussistenza del fatto la De Cecco di Fara San Martino e il suo presidente, il cavaliere Filippo Antonio De Cecco nonchè il suo braccio destro, il direttore degli acquisti e l’allora direttore della qualità, accusati di frode in commercio sull’origine del grano utilizzato per la pasta, nell’ambito di una vicenda giudiziaria iniziata cinque anni fa.


“La sentenza, che era attesa e non ci stupisce, conferma la correttezza del nostro operato”, fa sapere in una nota la F.lli De Cecco alla notizia dell’assoluzione con formula piena per insussistenza del fatto emessa dalla giudice del Tribunale di Chieti. “Dopo cinque anni si chiude un capitolo doloroso che ha rischiato di mettere in discussione, senza fondamento, la serietà e l’integrità del nostro lavoro. La trasparenza aziendale, che si rispecchia nei nostri processi produttivi, è stata evidenziata già dalla requisitoria del pubblico ministero che aveva chiesto l’assoluzione per il presidente del cda Filippo Antonio De Cecco, il direttore degli acquisti Mario Aruffo, l’ex direttore della qualità Vincenzo Villani e la Fratelli De Cecco Spa”. “La prova dell’insussistenza del reato era presente nelle carte dell’indagini, che mettevano in rilievo come la nostra azienda abbia acquistato il grano guardando non i costi, ma l’alta qualità costante nel tempo – prosegue la nota – Da sempre, infatti, ci impegniamo per garantire l’altissima qualità del grano utilizzato e la massima trasparenza nei confronti dei consumatori, valori che guidano ogni giorno il lavoro di De Cecco”.

Chiusa la stagione contratti provinciali agricoli: 95 su 95

Chiusa la stagione contratti provinciali agricoli: 95 su 95Roma, 29 gen. (askanews) – Con la firma, oggi, del contratto provinciale di lavoro (Cpl) di Rieti, si conclude una stagione di rinnovi che, nel corso di un anno, ha portato Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil a sottoscrivere 95 contratti provinciali che interessano un milione di lavoratori agricoli italiani. Ne danno notizia la segretaria generale della Uila-Uil Enrica Mammucari e il segretario nazionale Gabriele De Gasperis che sottolineano in una nota l’importanza e il significato di questo rinnovo.


“L’accordo di Rieti – spiegano Mammucari e De Gasperis – chiude una stagione di rinnovi che ha portato nelle tasche dei lavoratori, per il biennio economico 2024-25, un aumento medio delle retribuzioni superiore al 6%; un risultato importante che dà una risposta adeguata alle richieste sindacali dopo una stagione di inflazione che ha eroso il potere d’acquisto dei lavoratori. Questi rinnovi – spiegano – hanno introdotto numerose novità normative che hanno ampliato le tutele a favore di una fascia di lavoratori tra i più fragili del nostro panorama produttivo e hanno rafforzato il ruolo degli enti bilaterali agricoli territoriali (Ebat) che erogano prestazioni essenziali, spesso complementari a quelle erogate dallo Stato”. “La chiusura di questa stagione contrattuale è importante -proseguono Mammucari e De Gasperis – anche perché ha confermato il valore e la vitalità del nostro modello contrattuale e del sistema di relazioni costruito con le controparti. Ci auguriamo che il risultato ottenuto possa ispirare le parti sociali anche in vista del prossimo rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore agricolo, che scadrà tra pochi mesi, affinché possa svolgersi e concludersi nei giusti tempi, dando risposte adeguate alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori che, non va dimenticato, sono i protagonisti, insieme alle imprese, del successo del Made in Italy agroalimentare”.