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Nuovo focolaio Psa in Piemonte, Assosuini scrive a Filippini

Nuovo focolaio Psa in Piemonte, Assosuini scrive a FilippiniRoma, 14 nov. (askanews) – Il nuovo focolaio di Peste Suina Africana (PSA) in Piemonte “è esattamente la notizia che speravamo di non ricevere, specialmente con l’arrivo della stagione fredda, periodo che rende ancora più difficile il controllo dell’infezione”. Così in una nota Assosuini, che si riferisce al recente caso nell’allevamento di Frassineto Po, in provincia di Alessandria. Una conferma che, “nonostante qualche ottimismo, l’epidemia non è sotto controllo e richiede la massima attenzione. Noi allevatori abbiamo adottato ogni misura possibile per arginare il problema nei nostri allevamenti, ma senza un intervento deciso e risolutivo per debellare la malattia nei cinghiali selvatici, è difficile pensare di poter eliminare il rischio di contagio”.


Per dare un contributo concreto e cercare soluzioni, Assosuini ha scritto una lettera a Giovanni Filippini, Commissario Straordinario per l’emergenza PSA, avanzando alcune proposte “che riteniamo fondamentali”. Nella lettera si suggerisce un piano di abbattimenti più mirato, iniziando dalle aree non infette e coordinando le operazioni in modo da evitare che i cinghiali si spostino, diventando veicoli di contagio per altri animali. Inoltre, si evidenzia la vulnerabilità della Lombardia, che rappresenta il 60% della produzione suinicola italiana ma dispone di un solo Gruppo Operativo Territoriale (GOT), inadeguato per la gestione dell’emergenza su scala regionale. “Abbiamo chiesto una maggiore trasparenza sui numeri degli abbattimenti e regole comuni per le zone CEV (Cluster Epidemiologici Veterinari) per migliorare la gestione dell’epidemia”.


Infine, “sollecitiamo – concludono – chiarimenti sui risarcimenti per le aziende che hanno dovuto chiudere o ridurre la produzione a causa della PSA. Ora attendiamo una risposta concreta dalla Presidenza del Consiglio, consapevoli che solo azioni rapide e finanziamenti adeguati possono realmente fare la differenza”.

Il Brasile vince l’Ernesto Illy international coffee award 2024

Il Brasile vince l’Ernesto Illy international coffee award 2024Milano, 14 nov. (askanews) – E’ il Brasile il vincitore 2024 dell’Ernesto Illy international coffee award, il riconoscimento, intitolato alla memoria del fondatore della illycaffè. La Fazenda Serra do Boné di Matheus Lopes Sanglard si è aggiudicata infatti il premio best of the best, con un caffè prodotto con la cosiddetta tecnica del “despolpado”, che massimizza la quantità di zuccheri e aromi.


Il premio è stato assegnato da una giuria internazionale indipendente di nove esperti che hanno scelto il migliore tra i vincitori delle nove monorigini che compongono la ricetta del blend illy: Brasile, Costa Rica, El Salvador, Etiopia, Guatemala, Honduras, India, Nicaragua e Ruanda. A Sms cluster Ecom del Nicaragua, invece, è andato il premio Coffee Lovers’ Choice, votato dai consumatori che nelle settimane precedenti all’evento hanno degustato alla cieca gli stessi campioni nei caffè illy di tutto il mondo.


“Per il secondo anno consecutivo un’azienda brasiliana che adotta pratiche rigenerative ci ha regalato il migliore caffè al mondo. Nella Fazenda Serra do Bonè vengono preservate la salute del suolo, la biodiversità, e le sorgenti di acqua grazie all’utilizzo di fertilizzanti organici, alla lotta biologica e al riutilizzo dei sotto prodotti di lavorazione – afferma Andrea Illy, presidente di illycaffè – Notiamo nuovamente segnali importanti che confermano quanto l’agricoltura rigenerativa sia la strada giusta verso una produzione più resiliente in grado di garantire una produttività elevata e una qualità superiore, di cui il caffè è l’apripista con i maggiori tassi di crescita”. La giuria internazionale che ha decretato il vincitore del best of the best era composta da Massimo Bottura, chef di Osteria Francescana e di Casa Maria Luigia e fondatore di Food for Soul, Viki Geunes, chef e proprietario del ristorante Zilte di Anversa, detentore di tre stelle Michelin, Felipe Rodriguez, Head Chef per tutti i ristoranti del Rosewood Complex a San Paolo, Vanúsia Nogueira, direttore esecutivo dell’International coffee organization, i degustatori professionisti Q Grader Felipe Isaza e Dessalegn Oljirra Gemeda, e tre giornalisti.


La giuria ha descritto il caffè vincitore dell’Ernesto Illy International Coffee Award come è un caffè cremoso, dolce e corposo dall’equilibrio elegante, ricco di sapori di frutta fresca, saturo di note di caramello, delicati sussurri di zucchero di canna e un persistente retrogusto di cioccolato con sfumature floreali di gelsomino. È un caffè elegantemente equilibrato ed estremamente complesso, che rappresenta magnificamente le caratteristiche gustative della sua origine. L’Ernesto Illy International Coffee Award è anche un’importante momento di incontro per i rappresentanti di tutta la filiera del caffè, dai produttori agli esportatori, dai trader alle istituzioni che si sono dati appuntamento al quartier generale delle Nazioni Unite di New York per partecipare alla tavola rotonda “Alleanza globale per il caffè: mobilitare un fondo pubblico-privato per combattere il cambiamento climatico” insieme al presidente Andrea Illy e all’ambasciatore dell’Italia alle Nazioni Unite Maurizio Massari, Vanusia Nogueira (Executive Director dell’International Coffee Organization), Massimo Bottura (Chef e UNEP Goodwill Ambassador), Andrea De Marco (Project Manager per UNIDO), Raina Lang (Direttrice del Sustainable Coffee al Conservation international) e Jamil Ahmad (Direttore UNEP per la sede di New York).

Fao: consumo mondiale olio oliva limitato da prezzi elevati

Fao: consumo mondiale olio oliva limitato da prezzi elevatiRoma, 14 nov. (askanews) – I prezzi elevati dell’olio di oliva ne limiteranno per ora il consumo mondiale, nonostante sia prevista una produzione in aumento in tutti i paesi produttori, tranne l’Italia. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto Food Outlook della Fao, che traccia i principali mercati di alimenti e bevande e analizza in un focus i segmenti dell’olio d’oliva e dei fertilizzanti. L’olio è prodotto e consumato principalmente nella regione del Mediterraneo e il suo prezzo è aumentato vertiginosamente a causa del calo della produzione negli ultimi anni.


A Jaen, in Spagna, i prezzi all’ingrosso dell’olio extravergine di oliva spremuto a freddo hanno raggiunto i 9818 dollari a tonnellata a gennaio 2024, rispetto ai 3655 dollari di due anni prima. Attualmente, il raccolto spagnolo del 2024 supererà la media decennale, con una produzione in espansione anche in Grecia, Tunisia e Turchia, ma non in Italia. La Fao ricorda che nonostante gli ulivi siano noti per la loro straordinaria longevità, reagiscono comunque agli stress climatici. I produttori dovrebbero quindi prendere in considerazione pratiche di gestione più sostenibili dell’acqua e del suolo. “Dato il grande potenziale di espansione delle esportazioni di olio d’oliva, i governi potrebbero offrire supporto agli olivicoltori, come programmi assicurativi e misure per controllare la diffusione delle malattie”, ha affermato l’economista della FAO Di Yang.


Il Food Outlook ha anche aggiornato il suo monitoraggio dei mercati dei fertilizzanti, rilevando bruschi cali nelle quotazioni dei prodotti azotati, che seguono da vicino i prezzi del gas naturale, nonché dei fertilizzanti potassici. Tuttavia, i fertilizzanti fosfatici non hanno mostrato un calo più ampio, dovuto in parte alle barriere commerciali in corso.

Accordo Cia-Jief per rafforzare made in Italy in Giappone

Accordo Cia-Jief per rafforzare made in Italy in GiapponeRoma, 14 nov. (askanews) – Un programma operativo condiviso che tiene insieme una serie di progetti e obiettivi, dall’Expo 2025 di Osaka alla campagna sugli agriturismi “CIAndiamo” per i viaggiatori giapponesi, dal potenziamento della promozione dell’agroalimentare Made in Italy alle sinergie su digitalizzazione, gestione del rischio in agricoltura, ricambio generazionale e rilancio delle aree interne. Questi gli asset principali del nuovo protocollo d’intesa tra Cia-Agricoltori Italiani e Japan Italy Economic Federation (JIEF), siglato a Roma dai rispettivi presidenti Cristiano Fini e Daniele Di Santo.


Il nuovo accordo, valido per il biennio 2025-2026, rinnova una collaborazione tra le due organizzazioni che va avanti dal 2017, motore di tante iniziative strategiche per il sostegno e la valorizzazione delle imprese agricole e agroalimentari nazionali nel Paese del Sol Levante: incontri con i buyer, ospitalità in campagna per i clienti nipponici, visite aziendali, convenzioni e agevolazioni, seminari ed eventi per conoscere i rispettivi mercati e moltiplicare le occasioni di business, anche in vista del prossimo grande appuntamento con Expo 2025. D’altra parte, ricordano Cia e JIEF, il Giappone rappresenta uno dei maggiori partner commerciali per l’Italia al di fuori dell’Europa: nel 2023, le esportazioni agroalimentari nazionali verso Tokyo sono valse 1,7 miliardi di euro e, solo nel primo semestre 2024, sono cresciute del 48,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Copa Cogeca: vendemmia Ue -3%, periodo difficile e complesso

Copa Cogeca: vendemmia Ue -3%, periodo difficile e complessoRoma, 14 nov. (askanews) – Una produzione stimata di 144 milioni di ettolitri (Mhl) di vino e mosto per il 2024, in calo di quasi il 3% rispetto all’anno precedente e del 10% al di sotto della media quinquennale. Un calo che secondo il Copa e la Cogeca, i sindacati degli agricoltori e delle cooperative agricole europee, “riflette le sfide in corso che il settore deve affrontare, in particolare in termini di condizioni climatiche avverse”.


In testa l’Italia con una stima di 41 Mhl, superando il principale produttore dell’anno scorso. Seguita dalla Spagna che si assicura il secondo posto con un notevole aumento del 18% della produzione, per un totale di 38,1 Mhl e dalla Franciache scende al terzo posto con un significativo calo del 22% della produzione, per un totale di 37,4 Mhl. La stagione 2024, riassume il Copa Cogeca, è stata caratterizzata da condizioni meteorologiche imprevedibili e dagli effetti persistenti delle recenti siccità, che hanno portato a raccolti incoerenti in tutte le regioni. Mentre il monitoraggio costante e il lavoro sul campo hanno contribuito a gestire la salute delle piante, le diffuse malattie delle piante sono state un problema minore rispetto al 2023. La scarsità d’acqua ha avuto un impatto particolare sulle regioni meridionali, causando raccolti anticipati in molte aree. Inoltre, l’inflazione e l’aumento dei costi della filiera hanno aumentato significativamente le spese di produzione.


Luca Rigotti, presidente del gruppo di lavoro sul vino della Copa-Cogeca, commenta: “i dati sulla produzione di quest’anno non fanno che confermare la tendenza del mercato. Il mercato europeo del vino sta attraversando un periodo difficile e complesso, con costi di produzione elevati e dinamiche internazionali che influenzano il mercato. Tuttavia, resto ottimista sulla resilienza e l’imprenditorialità dei nostri agricoltori”.

Agricoltura, in 99,5% campioni residui sotto limiti di legge

Agricoltura, in 99,5% campioni residui sotto limiti di leggeRoma, 14 nov. (askanews) – L’Italia conferma la propria leadership in termini di sicurezza alimentare, con il 99,5% dei campioni con residui al di sotto dei limiti di legge. Il settore agricolo, inoltre, continua a ridurre l’utilizzo di energia e le sue emissioni, inclusi i gas ad effetto serra, utilizzando gli agrofarmaci in maniera sempre più ottimizzata, come confermano le vendite degli ultimi 10 anni diminuite del -14%.


È la fotografia che emerge dagli ultimi dati dell’Osservatorio Agrofarma, un report che, da un anno a questa parte, fornisce informazioni sullo stato dell’arte dell’agricoltura italiana e del comparto agricolo. “I nuovi numeri confermano il percorso virtuoso dell’agricoltura italiana – ha dichiarato Paolo Tassani presidente di Agrofarma-Federchimica – Con questo progetto vogliamo superare e contrastare la logica che associa l’utilizzo della chimica in agricoltura a pratiche negative per l’ambiente, fornendo una rappresentazione corretta del nostro comparto lontana da falsi miti e fake news che non rappresentano quello che è l’impegno reale e quotidiano di tutti gli operatori del settore”. Nel dettaglio, prosegue il miglioramento delle performance ambientali agricole: in termini assoluti, il settore agricolo italiano ha le emissioni complessive più basse rispetto ai Paesi UE presi a confronto (Francia, Germania e Spagna). Le emissioni di ammoniaca, infatti, continuano a ridursi e l’obiettivo di contenimento delle stesse concordato con l’UE per il 2030 è stato raggiunto con largo anticipo già nel 2021, mentre prosegue anche il percorso di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. Emerge, inoltre, l’impegno delle imprese del settore nello sviluppo di agrofarmaci innovativi e meno impattanti, dimostrato dal fatto che oltre l’83% degli agrofarmaci presenti sul mercato italiano è stato approvato o rinnovato dopo il 2011. Mentre la riduzione delle quantità vendute di prodotti fitosanitari in Italia, diminuite complessivamente del -14% negli ultimi 10 anni, mostra come l’industria, da tempo, sia impegnata in un percorso di costante ottimizzazione dell’uso di agrofarmaci. Un trend che, tuttavia, non riguarda la categoria dei prodotti a base di sostanze a basso rischio, cresciuta di oltre il 6000%.

L’Agea sbarca sulla Piattaforma Digitale Nazionale Dati

L’Agea sbarca sulla Piattaforma Digitale Nazionale DatiRoma, 14 nov. (askanews) – È quello degli aiuti agli indigenti il primo servizio che Agea ha deciso di erogare attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), l’infrastruttura che consente l’interscambio di dati tra enti della pubblica amministrazione e gestori di servizi pubblici.


L’attivazione del servizio consentirà agli altri enti coinvolti nella gestione dei sostegni europei e nazionali ai più bisognosi di ottenere dai sistemi informativi di Agea la documentazione necessaria per i loro procedimenti amministrativi senza doverla richiedere nuovamente agli utenti del servizio, evitando pertanto una inutile duplicazione di atti e uno spreco di tempo a danno dei cittadini e dei soggetti che operano nella gestione e distribuzione degli aiuti agli indigenti. Il principio a cui si ispira la PDND è infatti quello del “Once Only,” ovvero del “soltanto una volta,” ed è il principio cardine su cui si fonda la semplificazione amministrativa. La PDND consente infatti agli enti pubblici di comunicare tra loro in modo semplice, sicuro e veloce, evitando di far ricadere sui cittadini l’onere di riprodurre più volte le stesse informazioni.


Il settore degli aiuti agli indigenti movimenta annualmente, tra sostegni PAC e Aiuti Nazionali, oltre 100 milioni di euro destinati all’approvvigionamento di derrate alimentari che vengono distribuite sull’intero territorio nazionale tramite gli enti caritatevoli. Gli interventi avviati quest’anno, grazie al fondo europeo di coesione sociale FES Plus e al Fondo di Solidarietà Nazionale, sono 21 e riguardano l’acquisto di altrettante tipologie di alimenti per un totale di 111.900.000 euro. Considerati i numeri del settore, la digitalizzazione e la semplificazione che si attuano con l’attivazione del servizio di interscambio dati impattano pertanto su un volume di atti amministrativi piuttosto rilevante, spiega Agea.


Altri settori AGEA approderanno comunque nel prossimo futuro sulla PDND, poiché il processo di completa digitalizzazione delle attività dell’Agenzia procede di pari passo con l’azione di semplificazione amministrativa avviata mediante l’implementazione di nuove procedure e tecnologie operative all’interno del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), tra cui, per esempio, la Domanda Unificata che da quest’anno consente agli agricoltori di concentrare in un solo atto amministrativo tutte le richieste di aiuto che un tempo erano invece costretti ad attivare singolarmente.

Cibo piemontese di qualità, da Regione bando da 6 mln

Cibo piemontese di qualità, da Regione bando da 6 mlnRoma, 14 nov. (askanews) – Un bando da 6 milioni di euro per sostenere la promozione in Italia e in Europa dei prodotti agroalimentari di qualità del Piemonte. È quello lanciato in questi giorni dall’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni. Finanzia i Consorzi di tutela delle 13 Dop, 9 Igp, 41 vini Doc, 18 Docg e 4 bevande spiritose e le associazioni di produttori del biologico, del Sistema Qualità Nazionale Zootecnica e di agricoltura integrata che intendono organizzare azioni di promozione e informazione rivolte ai consumatori e agli operatori e destinate a far conoscere e valorizzare sempre di più le produzioni di qualità certificata dell’agroalimentare piemontese.


Spiega Bongioanni: “il Piemonte annovera un’offerta straordinaria di cibi insigniti del riconoscimento di qualità: un quinto di tutti quelli dell’intera Italia. Sono tutte produzioni di livello eccezionale, testimoni del livello di eccellenza delle nostre aziende agricole, zootecniche e vitivinicole, e devono per questo conquistare il posto che meritano. La Regione sostiene attraverso questo bando i Consorzi di tutela che si impegnano in questa fondamentale missione ideando e organizzando azioni mirate di promozione, per raccontarli a un panorama di mercati, operatori e consumatori sempre più ampio e diversificato”. Cosa si potrà realizzare grazie alle risorse messe a disposizione da questo bando? Campagne pubblicitarie, spot radio, tv e web, siti internet, presentazioni e degustazioni dei prodotti, organizzazione di iniziative promozionali ad hoc, partecipazione a grandi fiere e manifestazioni come Salone del Gusto o Vinitaly, educational per stampa specializzata. Insomma, dalla manifestazione sul territorio alla presentazione agli opinion leader nel grande hotel internazionale.


Questo bando è il primo del ciclo finanziato con il Csr (Complemento di Sviluppo Rurale) 2023-27. I progetti devono avere un importo di spesa compreso fra 70.000 e 250.000 euro: vengono finanziati per il 70% dalla Regione e per il rimanente 30% dai proponenti, e dovranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2025. La graduatoria dei progetti ammessi sarà pubblicata orientativamente nel mese di aprile.

In 2024 a Montava 700mila euro danni agricoltura fauna selvatica

In 2024 a Montava 700mila euro danni agricoltura fauna selvaticaRoma, 14 nov. (askanews) – Calo delle domande pervenute, ma conteggio dei danni periziati che rimane in linea con quelli degli anni scorsi. Questa la tendenza che emerge dal report sui danni da fauna selvatica alle produzioni agricole in provincia di Mantova, realizzato da Regione Lombardia e presentato pochi giorni fa. Il documento descrive una situazione non facile: nel 2024 infatti, nel periodo compreso tra gennaio e settembre (quindi il dato finale sarà ancora più alto), l’importo totale dei danni periziati ha toccato quota 743.222 euro, in calo rispetto al dato 2023 (858.029 euro) ma sostanzialmente in linea con quello 2022, quando si arrivò a poco più di 765.000 euro. In calo invece le domande pervenute, che toccano quota 151 (delle quali metà presentate da Confagricoltura Mantova). Erano 212 nel 2023 e ben 223 nel 2022.


“Il fatto che le domande calino ma la conta dei danni resti grossomodo la stessa – analizza Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – ci fa capire l’entità del problema. Quest’anno infatti abbiamo una media danno per singola domanda pari a oltre 4.900 euro. La gestione della fauna selvatica, sempre più complessa, è una voce di costo allarmante per le nostre aziende agricole”. Rispetto al conteggio totale, sono 133 le domande ammesse a indennizzo, per una cifra pari a 526.498 euro (il 71% del totale). Di quest’ultima cifra, 500.120 euro verranno stanziati da Regione Lombardia, mentre i restanti saranno a carico di ATC: “il calo delle domande – prosegue Cortesi – ritengo sia dovuto a due fattori. Il primo è legato al fatto che molte aziende hanno esaurito il De Minimis, l’aiuto di Stato (fino a 25.000 euro, ndr) che per essere elargito non ha bisogno di ok dall’Europa. In secondo luogo, in passato molte situazioni non sono state valutate a dovere, e questo ha fatto perdere fiducia negli indennizzi. Noi però raccomandiamo sempre di segnalare tutto”.


Scendendo nel dettaglio del report, vediamo che le colture più colpite nel 2024 sono state il cocomero (258.545 euro), la soia (91.911 euro), il mais da granella (84.201 euro), il melone (63.047 euro), le piante in vivaio (58.142 euro) e il riso (36.764 euro). Queste colture rappresentano il 79,5% del totale dei danni periziati. Passando invece al dettaglio delle specie che causano danni, al primo posto troviamo la lepre, con 461.806 euro, seguita da cornacchia grigia (36.405 euro), piccione (37.341 euro), fagiano (25.286 euro), anatidi (33.644 euro), cinghiali (6.984 euro), colombaccio (4.040 euro) e capriolo (1.738 euro). Nel conteggio non sono presenti le nutrie, non indennizzabili per norma nazionale vigente.


A livello geografico, l’area ATC (Ambiti territoriali e di caccia) più colpita è, come lo scorso anno, la 6, quella cioè della sinistra Mincio, tra Roverbella e Ostiglia, con 199.179 euro. Al secondo posto l’ATC 4 (destra Mincio) con 155.175 euro, al terzo l’ATC 1 (da Quistello a Felonica) con 151.022 euro. “Nell’ultimo quinquennio – analizza Cortesi – il conto dei danni causati da fauna selvatica arriva quasi a 4 milioni di euro, un dato preoccupante”.

Il 15 novembre convention annuale European Dairy Association

Il 15 novembre convention annuale European Dairy AssociationRoma, 14 nov. (askanews) – Dopo 10 anni, torna a riunirsi in Italia il gotha delle imprese lattiero casearie europee. Sarà ospitata da Assolatte a Roma, all’hotel Excelsior, la convention annuale della European dairy association (Eda). Per discutere sul complesso futuro del sistema latte europeo, il primo settore alimentare in Europa, si aprirà alle 9.30 l’incontro “Dairy – Next Generation” cui parteciperanno i rappresentanti delle maggiori realtà produttive italiane, europee, internazionali. A fare gli onori di casa, Paolo Zanetti presidente di Assolatte. Nel corso della Convention ci sarà anche un importante avvicendamento al vertice: lascia infatti la presidenza, dopo 4 anni, l’italiano Giuseppe Ambrosi, già presidente di Assolatte.