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Ivsi porta la cultura dei salumi al Festival della Scienza

Ivsi porta la cultura dei salumi al Festival della ScienzaRoma, 24 ott. (askanews) – Ivsi, l’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani porta la cultura dei salumi italiani al Festival della Scienza di Genova, dal 2003 evento di riferimento a livello internazionale per diffondere la cultura scientifica, con un laboratorio permanente dal titolo “Il Gusto della Sfida”, presso la Piazza delle Feste, Area porto antico di Genova.


Da oggi, 24 ottobre, al 3 novembre, i visitatori potranno cimentarsi in una sfida che a suon di fette (di salame) e di ingredienti provenienti dalle varie regioni italiane, aiuterà capire quanto sappiamo veramente di alimenti tradizionali e di uso comune come i salumi. I salumi italiani sono circa 700: potremmo mangiare un salume diverso ogni giorno per quasi due anni. Di questi, però, quanti ne conosciamo veramente? Alcuni sono di largo consumo, altri sono prodotti di nicchia che si trovano solo localmente. Ma proprio questo è il bello dell’Italia e della nostra tradizione alimentare: la varietà. E proprio questa varietà verrà esplorata con l’aiuto degli animatori scientifici del Festival, che accompagneranno i visitatori in un viaggio tra gusto e innovazione per conoscere più a fondo parole e sensazioni di un settore colmo di storia e sapienza produttiva.


L’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani sarà presente anche il 29 ottobre con un evento programmato alle 18 presso il Mercato Orientale di Genova, dal titolo ‘Sfida all’ultima fetta’ dove in concorrenti divisi in gruppi si metteranno alla prova, tra domande e curiosità su alcuni di questi protagonisti delle nostre tavole. Una gara tra storia, cultura, arte e scienza che si concluderà con una degustazione e un aperitivo all’insegna dell’eccellenza della gastronomia italiana.

Mulino Bianco punta sui biscotti con frutta: arriva Cuor di Bosco

Mulino Bianco punta sui biscotti con frutta: arriva Cuor di BoscoRoma, 24 ott. (askanews) – Mulino Bianco punta su biscotti con la frutta, un segmento quello dei biscotti ripieni di frutta, cresciuto del 28,8% a valore e del 9,7% a volume negli ultimi tre anni, e lancia Cuor di Bosco: pastafrolla con farcitura ai lamponi, mirtilli e amarene, prodotti nello storico stabilimento di Novara.


La tendenza di crescita del segmento è confermata dall’andamento dell’ultimo anno, con una aumento tra il 2023 e il 2024 del 2,9% in volume e del 7,2% a valore. A trainare il mercato è proprio Mulino Bianco in Italia con referenze come il Cuor di Mela, presenti oggi nelle case di circa 2 milioni di famiglie, e i Settembrini, con confettura di fichi. Saranno prodotti nello stabilimento di Novara, un impianto che dal 1953 sforna svariati tipi di biscotti. Ogni anno il sito produttivo, con 10 linee produttive, sforna oltre 55mila tonnellate di prodotti, che arrivano ogni anno sulle tavole degli italiani, tra cui più di 330 milioni di Nascondini, 100 milioni di Cioccograno, 110 milioni di Cuor di mela e oltre di 520 milioni di Abbracci.

Startup Saporeeto punta a 1 mln piatti pronti al mese entro 2027

Startup Saporeeto punta a 1 mln piatti pronti al mese entro 2027Roma, 24 ott. (askanews) – Un milione di piatti pronti al mese entro il 2027 e un fatturato di 14 milioni di euro entro il 2027. Sono gli obiettivi di Saporeeto, startup food-tech di piatti pronti fondata nel 2023 e guidata dal General Manager Tommaso Pelladoni, che ieri a Bovolone (VR) ha presentato il proprio progetto imprenditoriale, mettendo in luce risultati ottenuti e obiettivi futuri.


La startup ha una capacità produttiva di 250.000 porzioni al mese e prevede un fatturato di un milione per quest’anno. “Saporeeto è una startup di pasti pronti che si muove tra tradizione e innovazione, con un impegno costante nella ricerca, ha detto Pelladoni. Nel corso del’evento si è svolto anche uno show cooking e degustazione curatc dallo Chef Rudy Casalini che ha deciso di mostrare la preparazione di un risotto allo zafferano, con l’aggiunta di un topping gourmet a base di pesce.

Giani: Buyfood valorizza la Toscana dei primati agroalimentari

Giani: Buyfood valorizza la Toscana dei primati agroalimentariRoma, 24 ott. (askanews) – “Il BuyFood arrivato alla sua sesta edizione rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale, capace di fornire dati, conoscenza e instaurare relazioni fra gli operatori di un settore, come l’agricoltura, che in Toscana mostra davvero elementi di soddisfazione perché tanti sono i primati”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, intervenuto oggi al convegno “Dop e Igp tra identità e promozione – La Toscana del cibo: un viaggio nel gusto tra prodotti, persone e territori” organizzato nell’ambito della seconda giornata di Buyfood Toscana 2024 a Palazzo Bastogi, a Firenze.


“I primati – continua il presidente – iniziano col numero di occupati in agricoltura in Toscana, un più 12,8%, in controtendenza con la media nazionale. Per continuare con la superficie coltivata a biologico, il 37,5%, che oltre a rappresentare un dato di qualità dei prodotti rappresenta anche uno stile di vita. E poi, il record degli Igp e dei Dop. addirittura 90, una realtà che si lega a una enogastronomia altrettanto speciale di cui si possono fregiare i tantissimi agriturismi, una rete di oltre 5500, il più alto numero in Italia, dove l’agricoltura si sposa al paesaggio, al turismo, una rete che abbiamo arricchito e articolato con leggi che oggi si occupano anche di enoturismo e oleoturismo”. “Il bilancio di BuyFood è sempre molto positivo – ha detto la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – possiamo contare su percentuali altissime di contatti trasformati in contratti e le imprese sono sempre molto soddisfatte perché riscontrano una crescita costante dei loro clienti e la possibilità di raggiungere paesi esteri che altrimenti non avrebbero potuto raggiungere. Quest’anno agli Stati Uniti e alla Germania si è aggiunto un ritorno importante, quello dei Paesi dell’Est e poi Taiwan, una new entry, e il Giappone”.


Il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo si è detto “felice di ospitare nel Salone delle Feste di palazzo Bastogi questa iniziativa”. “Le produzioni del nostro territorio – ha affermato – rispecchiano la nostra idea di Toscana, terra di benessere e di qualità”. “L’agrifood toscano – ha detto Massimo Manetti, presidente della Camera di Commercio di Firenze – con le sue eccellenze, é uno dei punti di forza dell’economia e dell’immagine della Toscana nel mondo. BuyFood Toscana, evento B2B per eccellenza, è la vetrina internazionale di questa realtà che vede collaborare con successo da anni la Regione Toscana e la Camera di commercio di Firenze attraverso la sua azienda speciale PromoFirenze”.

Birra, al via la prima edizione di Beermylover a Brescia

Birra, al via la prima edizione di Beermylover a BresciaRoma, 24 ott. (askanews) – Più di 40 espositori, un ricco calendario di incontri, approfondimenti, degustazioni e intrattenimento: è stata presentata oggi, alla Camera di Commercio di Brescia, Beer my Lover, la nuova exhibition sulla birra artigianale e sul food di qualità, grazie alla collaborazione tra ProBrixia e Brescia Artigianale. L’evento si svolgerà dal 22 al 24 novembre 2024 presso il Brixia Forum.


Gli espositori, tra birrifici e stand gastronomici, sono stati selezionati tra i migliori del Paese, conferendo all’evento una portata nazionale, con oltre l’80% degli espositori provenienti da fuori provincia. Ci saranno degustazioni con abbinamenti insoliti come birra-dolci, birra-cioccolato e birra-luxury food. Roberto Saccone, il presidente della Camera di Commercio di Brescia, sottolinea l’importanza della manifestazione, che si inserisce in un panorama di iniziative più ampio: “dalla fine della pandemia, la Camera di Commercio di Brescia e ProBrixia sono impegnate in un’intensa attività di rilancio del centro espositivo bresciano, sia attraverso l’acquisizione di manifestazioni organizzate da terzi, sia attraverso manifestazioni organizzate in proprio. Beer my Lover esalta un’altra eccellenza bresciana, la filiera brassicola artigianale e del food di qualità, e arricchisce sempre più il calendario fieristico del Brixia Forum”.


Alla conferenza stampa di presentazione dell’evento hanno partecipato Roberto Saccone, presidente della CCIAA di Brescia, Maria Chieppa, direttrice di ProBrixia, e Lorenzo “Kuaska” Dabove, esperto di birra, degustatore, scrittore e giudice internazionale, nonché direttore artistico di BEERmyLOVER.

Cia: agricoltori uniti per dare più forza al settore primario

Cia: agricoltori uniti per dare più forza al settore primarioRoma, 24 ott. (askanews) – L’adattamento al climate change e la gestione della risorsa idrica, sono solo alcuni dei temi discussi da Cia-Agricoltori Italiani a Bucarest all’undicesimo Congresso degli agricoltori europei, momento fondamentale di dialogo e confronto per il Copa-Cogeca e i suoi membri, cooperative e organizzazioni agricole di tutta l’Ue.


“Gli agricoltori europei, insieme, possono trovare soluzioni condivise per rispondere alle sfide del cambiamento climatico – ha dichiarato il presidente di Cia, Cristiano Fini -. Se da una parte serve un approccio multidisciplinare, orientato da ricerca e innovazione sostenibile, dall’altra è essenziale una forte azione da parte dell’Europa a partire dal regolamento sulle TEA”. Riguardo alla gestione dell’acqua, per Fini: “C’è bisogno di interventi strutturali. A partire dalla nostra Conferenza economica abbiamo attivato un confronto serrato con le istituzioni nazionali ed europee e i principali stakeholder, sottoponendo ai decisori politici una strategia di governo comune della risorsa idrica, con un piano mirato per lo stoccaggio, la riduzione, le perdite e il riuso delle acque”. “Partecipare a eventi come il congresso europeo del Copa-Cogeca rappresenta una straordinaria occasione per costruire ponti tra agricoltori, cooperative, università e altri attori fondamentali del settore agricolo”.


Così, il vicepresidente di Cia, Matteo Bartolini che ha accompagnato il presidente Fini nel viaggio a Bucarest: “lo scambio di informazioni e buone pratiche su scala europea è essenziale per far fronte alle sfide attuali e future, promuovendo uno sviluppo economico realmente sostenibile”, ha dichiarato Bartolini. Le prossime settimane saranno decisive per dare chiare indicazioni alla nuova Commissione e “dare finalmente la svolta” al settore. Cia sta già lavorando con il nuovo parlamento ed è pronta a collaborare anche con il commissario all’agricoltura e il commissario italiano, Raffaele Fitto, per portare le priorità del settore all’attenzione del mondo politico europeo. “Lavoreremo anche insieme a tutti gli agricoltori e le cooperative europee rappresentate dal Copa-Cogeca per dare più forza al settore e portare avanti azioni per ottenere risultati non più rimandabili”, ha concluso Fini.

Sindacati europei e imprese a difesa conserve ittiche europee

Sindacati europei e imprese a difesa conserve ittiche europeeRoma, 24 ott. (askanews) – È stata siglata oggi in Spagna, a Santiago di Compostela, una dichiarazione tra Ugt-Fica Spagna, Fai-Cisl nazionale, Ugt Portogallo, insieme alle associazioni datoriali del settore delle conserve ittiche, a tutela del comparto produttivo europeo, che sarebbe colpito dal possibile accordo di libero scambio tra Europa e tre importanti Paesi della regione ASEAN: Thailandia, Indonesia e Filippine.


“Un tale accordo, se non negoziato in termini di giustizia, reciprocità e sostenibilità sociale, economica ed ambientale – ha sottolineato il segretario nazionale della Fai-Cisl Massimiliano Albanese partecipando all’iniziativa – porterebbe un grave impatto negativo sull’occupazione e la tenuta industriale di tutto il settore conserviero ittico del continente europeo”. L’industria della trasformazione dei prodotti ittici nell’Ue si caratterizza infatti come un settore ad alta intensità di manodopera, con uno dei più alti tassi di occupazione femminile nell’industria; ha un fatturato di 29,4 miliardi di euro e consiste in circa 3.200 imprese, con una dimensione media di 30 dipendenti, una forte componente familiare e profondamente radicate nel territorio europeo, principalmente situate in regioni costiere altamente dipendenti dalla pesca, che insieme impiegano circa 111.604 persone. Spagna, Italia e Portogallo insieme rappresentano quasi il 95% della produzione di conserve ittiche nell’Unione Europea.


Il tonno in scatola, che guida produzione e consumo, si conferma come uno dei settori più virtuosi dell’industria alimentare italiana, al secondo posto, come produttore, dopo la Spagna a livello europeo. Va sottolineato inoltre che la destinazione principale della produzione europea è il mercato stesso dell’Ue, che rappresenta oltre il 90% della produzione: pertanto, gli accordi di libero scambio non aprono opportunità per le conserve di tonno europee, ma piuttosto riducono direttamente il mercato. “La dichiarazione sottoscritta – ha affermato Albanese – rappresenta la volontà di sollecitare le istituzioni europee sulla necessità, nel perseguire questi accordi commerciali, di coinvolgere le parti sociali, per una effettiva valutazione delle conseguenze sul tessuto produttivo e sull’occupazione, nonché sul bisogno di prestare attenzione a condizioni di parità tra Paesi che evitino le ripercussioni di una concorrenza sleale”.


“Così come abbiamo chiesto al Governo italiano e all’Europa di opporsi all’accordo Ue-Mercosur, affinché non saranno introdotti principi di reciprocità e regole condivise per tutelare la filiera e il lavoro agroalimentare – spiega il segretario generale della Fai-Cisl nazionale, Onofrio Rota – anche questa dichiarazione serve a sollecitare accordi sostenibili dal punto di vista sociale, economico e ambientale, nell’ottica di un miglioramento delle condizioni di lavoro sia per le persone che rappresentiamo che per i lavoratori di altre parti del mondo, senza pregiudicare le imprese europee, la qualità e quantità dei prodotti agroalimentari che quotidianamente giungono sulle nostre tavole”.

Il 26 ottobre convegno con Tajani e Filippini su zootecnia e Psa

Il 26 ottobre convegno con Tajani e Filippini su zootecnia e PsaRoma, 24 ott. (askanews) – Le minacce alla Fattoria Italia, tra effetti dei cambiamenti climatici e malattie portate dagli animali selvatici come la peste suina africana, e le soluzioni per salvare un settore chiave del Made in Italy a tavola, sono al centro dell’incontro organizzato dalla Coldiretti che apre la Fiera agricola e Zootecnica di Montichiari (Brescia), la più importante manifestazione italiana a livello internazionale dedicata all’allevamento con 40.000 metri quadrati coperti di superficie espositiva.


L’appuntamento è per sabato 26 ottobre dalle 11 presso la Sala Pedini del Centro Fiera del Garda. All’incontro “Difendere la zootecnia per difendere l’agricoltura” prenderanno parte il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo, il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il Commissario straordinario alla peste suina africana (Psa) Giovanni Filippini, il presidente di Filiera Italia Paolo De Castro e l’amministratore delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, l’assessore all’agricoltura della Regione Lombardia Alessandro Beduschi, l’amministratore delegato di Consorzi agrari d’Italia Gianluca Lelli. Ma nello stand della Coldiretti nel Padiglione saranno organizzati fino a domenica 27 ottobre numerose iniziative, con incontri, show cooking e laboratori. Saranno in azione i cuochi contadini di Campagna Amica con le ricette del territorio e le “sfogline” per le paste fresche della tradizione. Nell’area agriasilo spazio all’educazione alimentare per i bambini con laboratori e giochi, assieme alla merenda contadina.

Domani il World pasta day: nel 2023 consumati 14 mln tonnellate

Domani il World pasta day: nel 2023 consumati 14 mln tonnellateRoma, 24 ott. (askanews) – Torna domani 25 ottobre il World pasta day, che celebra il successo mondiale della pasta, visto che nel 2023 i consumi totali hanno sfiorato i 14 milioni di tonnellate. L’Italia è il primo paese consumatore con oltre 23 chili annui pro-capite, ma è anche il paese che più la fa conoscere al resto del mondo: nel 2023 il 56% della produzione nazionale di pasta italiana è stata destinata all’estero.


Ma è soprattutto in Italia che gli stranieri amano mangiarla. Nel 2022 compaiono ben 10 ricette di pasta italiana nella Top30 della CNN sui “piatti italiani che tutti dovrebbero provare almeno una volta nelle vita” e anche secondo TasteAtlas, guida online di viaggio esperienziale per il cibo tradizionale, la cucina italiana è la migliore del mondo. Come ogni anno, i promotori della Giornata Mondiale della Pasta annunciano la “capitale” dei festeggiamenti dell’edizione in corso: quest’anno è Philadelphia. Una ricerca di Unione Italiana Food realizzata con Touring Club Italia rivela come la pasta italiana viene amata e consumata dai turisti stranieri nel nostro Paese. Il risultato è “Pasta Passport, il Grand Tour della pasta” una raccolta contenente la Top10 dei piatti di pasta più ordinati dagli stranieri quando vengono in vacanza in Italia.


Secondo i risultati dell’indagine condotta da Touring Club Italia, tra le informazioni più frequentemente richieste dai turisti, al primo posto si posiziona la provenienza degli ingredienti (28%), seguita dalla storia del piatto (25%) e, con un po’ più di stacco, la modalità di esecuzione (14%). Quando si parla di formati, quello più apprezzato dai turisti stranieri è la pasta lunga, con il 46% delle preferenze, contro un 17% che preferisce la pasta corta e un 38% che non si esprime. E parlando delle preferenze riguardo alle ricette, la Top10 dei piatti di pasta più ordinati dagli stranieri quando vengono in vacanza in Italia riconferma come capisaldi i piatti storicamente protagonisti della tradizione, in cui a prevalere sono i piatti tipici del Sud. Con valori su una scala tra 0 e 10, sul podio si piazzano gli Spaghetti alla Carbonara (7,8), le Lasagne alla bolognese (7), la Pasta al pomodoro (6,9). La classifica prosegue con Spaghetti alle vongole (quasi a pari merito con la pasta al pomodoro 6,8), Bucatini all’amatriciana (6,7), Spaghetti cacio e pepe (5,3), Tortellini in brodo (4,3), Pasta alla norma (3,8), Trofie al pesto (3,4), Orecchiette con cime di rapa (2,9).

Il 26 ottobre al via Fiera nazionale tartufo bianco di Acqualagna

Il 26 ottobre al via Fiera nazionale tartufo bianco di AcqualagnaRoma, 24 ott. (askanews) – A pochi giorni dal via della 59esima Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna, che prenderà il via sabato 26 ottobre, il Tartufo bianco si è presentato a Roma. Presenti il sindaco di Acqualagna Pier Luigi Grassi, accompagnato dall’assessore con delega al tartufo Pietro Barzotti e dalla consigliera Laura Sabbatini.


“Da 59 anni – ha dichiarato il sindaco – proponiamo un modello virtuoso di cooperazione della filiera del tartufo, cardine di un Distretto ormai riconosciuto in tutto il mondo, che muove un turismo straordinario. Apriamo la Fiera con la stagione di raccolta che entra nel vivo con i più buoni profumi del tartufo bianco. Quest’anno ci sarà anche una gara Nazionale delle Città del Tartufo in collaborazione con Pasta Luciana Mosconi e l’Associazione Nazionale Città del Tartufo. Si sfidano: Acqualagna, Amandola, Alba, San Miniato, Parco del Matese (Caserta), Potenza. Da questa edizione il Tartufo Bianco di Acqualagna stringe un accordo di gusto con un’altra eccellenza agroalimentare del territorio, l’Olio di Cartoceto Dop.