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Loacker: fatturato 2024 atteso a 465 mln (+7%), 65% arriva da extra Ue

Loacker: fatturato 2024 atteso a 465 mln (+7%), 65% arriva da extra UeMilano, 2 ott. (askanews) – “Nel 2023 come gruppo abbiamo chiuso con 435 milioni di fatturato e quest’anno pensiamo di poter chiudere a 465 milioni con una crescita del 7%, spinta sia dall’Italia ma soprattutto dai 110 mercati internazionali”. Sono questi i numeri del gruppo Loacker, annunciati da Ulrich Zuenelli, executive chairman di Loacker, in occasione della conferenza stampa dei 100 anni del gruppo dolciario. “In questi 100 anni da piccola pasticceria locale siamo prima diventati leader di mercato in Italia – ha sottolineato – e a livello globale Loacker rappresenta il 4,5% del mercato dei wafer e con questa quota di mercato siamo i numeri due a valore ma nel segmento premium siamo diventati leader di mercato nel mondo”.


Nel 2024 “con un miliardo e 70 milioni di confezioni singole raggiungeremo 110 Paesi con 135 partner di distribuzione esclusivi – ha spiegato – Il business internazionale ormai rappresenta il 75% dunque tre quarti del nostro giro d’affari del brand Loacker. E’ interessante che l’Italia è un quarto del totale ma se guardiamo all’Italia e al resto dell’Europa vediamo che rappresentano il 35%, un po’ più di un terzo, quindi il 65% del fatturato viene sviluppato al di fuori dell’Unione Europea”. Le regioni più importanti sono “il Medio Oriente, il Sud-est asiatico, con la Cina, il Far east il Giappone e il sud Corea e poi l’Oceania, e poi il Nord America con Stati Uniti e Canada che diventano mercati sempre più importanti”. Da due anni a questa parte, ha evidenziato “nei nostri punti vendita in Alto Adige e nel nostro stabilimento vediamo che ci sono sempre più turisti dal Medio Oriente che vengono a visitarci. In Arabia Saudita Loacker ha il 45% del totale mercato wafer: siamo leader di mercato abbiamo una quota quasi 11% su tutto il mercato biscotti”. In Italia, dove la categoria wafer è spesso usata come sinonimo di Loacker, sono “6,5 milioni le famiglie che consumano i nostri prodotti in casa e poi ci sono anche quelli on the go circa. Un totale di 20 milioni di consumatori in Italia col 96% notorietà del brand”, è stato detto in conferenza stampa.

Arriva la prima filiera della birra totalmente sarda

Arriva la prima filiera della birra totalmente sardaRoma, 2 ott. (askanews) – I birrifici artigianali sardi si uniscono ai produttori cerealicoli sardi per far partire ufficialmente la prima Filiera della birra totalmente sarda. Domani a Cagliari, presso l’Ex Manifattura Tabacchi, all’interno del convegno “La Filiera della Birra Artigianale in Sardegna” sarà siglato il primo contratto di filiera di questo tipo.


Un esempio unico in Italia di come, anche nel settore brassicolo e cerealicolo, si possa creare una filiera regionale che unisca produttori, trasformatori e aziende che mirano a sostenere un comparto con numeri sempre in crescita. Un progetto pilota promosso da Coldiretti con il Consorzio Birra italiana, che da tempo è al lavoro per unire i produttori e sostenere le due filiere. Sono coinvolti nel progetto 20 birrifici artigianali sardi appartenenti al Consorzio, produttori di luppolo e la Cooperativa Isola Sarda che da tempo opera e riunisce i produttori cerealicoli regionali.

Cia: bene Masaf su pubblicazione anticipata Ocm vino promozione

Cia: bene Masaf su pubblicazione anticipata Ocm vino promozioneRoma, 2 ott. (askanews) – Pubblicata dal Masaf la graduatoria provvisoria degli ammessi al finanziamento Ocm Vino per la promozione sui mercati dei Paesi terzi per la campagna 2024/2025. Soddisfatta Cia-Agricoltori Italiani, che in una nota ringrazia il ministero per la celerità dell’iter.


“Un risultato – spiega Cia – che permetterà alle aziende vincitrici di attivarsi con molto anticipo rispetto agli anni scorsi e di definire con più efficacia ed efficienza l’attuazione della spesa”. Adesso, con la definizione dei contratti tra Agea e i beneficiari dei fondi, Cia auspica “una maggiore semplificazione per le aziende vitivinicole delle pratiche di rendicontazione”.

Masaf pubblica graduatoria beneficiari Ocm vino promozione

Masaf pubblica graduatoria beneficiari Ocm vino promozioneRoma, 2 ott. (askanews) – Il Masaf ha pubblicato oggi l’elenco dei beneficiari dei contributi Ocm vino promozione per la campagna 2024-25. “Come da proposta formulata dal Comitato di valutazione nominato con decreto direttoriale n. 318055 del 16 luglio 2024. La graduatoria provvisoria dei progetti di promozione nazionali ritenuti ammissibili”, si legge nel bando, è composta di 12 soggetti, ai quali vengono complessivamente distribuite risorse disponibili per il finanziamento dei progetti di promozione nazionali a valere sull’esercizio finanziario comunitario 2024/2025 per 21.723.793 milioni di euro e 6,7 milioni di euro a valere sui successivi esercizi finanziari.


I beneficiari sono, in ordine di punteggio decrescente, La Marca Vini e Spumanti che ha presentato un progetto da 6,9 milioni e prenderà un contributo pari a 2,7 milioni di euro; Federdoc (progetto da 516mila euro e un contributo da 253mila), il gruppo vinicolo Santa Margherita (progetto da 8,8 milioni e 3,5 milioni di contributo), Casa Vinicola Botter (progetto da 3,3 milioni e contributo da 1,3 milioni), la costituenda Ati Italy to us (progetto da 1,083 milioni e 541mila euro di contributi), Amaranth (pregetto da 3,159 milioni e 1,57 di contributi). E ancora, la costituenda Ati con capofila Shenk Italia (progetto da 4,1 milioni e contributi per 2 milioni), Univini-Viticoltori italiani (progetto da 3,1 milioni e contributo da 1,5 milioni), Casa vinicola Zonin (progetto da 9,7 milioni e contributo da 3,9), Vigneto Italia (progetto da 1,08 milioni e 542.000 di contributi), Nosio (progetto da 7,8 e contributo da 3,1 milioni), la costituenda Ati W.W.W. (progetto da 4,4 milioni e contributi per 2,2), Confagri wine promotion scarl (progetto da 1,64 milioni e contributi per 657mila euro), Consorzio Magellano (progetto da 1,47 milioni e 736mila di contributi), Istituto del vino italiano di qualità (progetto da 7,9 milioni di euro e 3,1 milioni di contributi) e infine l’Associazione Be Wines con un progetto da 1,27 milioni di euro e un contriuto di 511mila euro.

Alimentazione soccorso api ammissibile in contributi Ue

Alimentazione soccorso api ammissibile in contributi UeRoma, 2 ott. (askanews) – Anche l’alimentazione di soccorso delle api rientrerà fra gli interventi ammissibili per il contributo del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA). Il via libera è arrivato con l’approvazione da parte della Commissione Ue della modifica del Piano strategico della Pac 2023-2027 dell’Italia, ai fini del sostegno dell’Unione finanziato dal FEAGA e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.


Nell’ambito delle risorse comunitarie destinate agli interventi che interessano in particolare la filiera apistica, e che nel quinquennio 2023-2027 ammontano complessivamente a circa 25 milioni di euro, ci sarà dunque anche l’alimentazione di soccorso tra le azioni di prevenzione dei danni causati da avversità atmosferiche, affianco a quelle di contrasto contro gli aggressori degli alveari e per il ripopolamento. “È un risultato molto importante, arrivato dopo un lungo lavoro di negoziazione con Bruxelles”, è il commento del sottosegretario all’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste, Luigi D’Eramo. “Una misura chiesta e attesa da tempo dalla filiera che in questi ultimi anni è stata messa a dura prova dagli effetti del cambiamento climatico – prosegue il sottosegretario – gli apicoltori italiani potranno d’ora in avanti essere sostenuti nelle spese che saranno costretti ad affrontare a causa di crisi climatiche prolungate per garantire la sopravvivenza dei loro alveari. Un’ulteriore dimostrazione della centralità che ha per noi questo settore che consideriamo strategico, sia da un punto di vista economico sia ambientale”, conclude D’Eramo.

Approvato patto di filiera 2024-25 dell’Olio Riviera Ligure Dop

Approvato patto di filiera 2024-25 dell’Olio Riviera Ligure DopRoma, 2 ott. (askanews) – E’ stato approvato il Patto di filiera 2024/25 del olio extravergine di oliva Riviera Ligure DOP, un patto che garantisce la sostenibilità economica delle produzioni valorizzando e assicurando il giusto riconoscimento ai produttori e frantoiani dell’eccellenza olearia ligure.


Nel Consiglio di amministrazione del 17 settembre scorso il Consorzio di tutela dell’olio Riviera Ligure DOP ha preso spunto dall’accordo sottoscritto il 13 settembre dalle associazioni liguri Coldiretti, Cia e Confagricoltura per definire il Patto di filiera dell’olio extra vergine di oliva Riviera Ligure DOP per la campagna 2024/2025. L’accordo sottoscritto dalle associazioni rappresenta infatti, spiega il Consorzio in una nota, una importante svolta poichè fornisce un quadro di riferimento utile alla valorizzazione della produzione olivicola e olearia ligure: indica infatti il prezzo minimo di vendita delle olive e dell’olio extra vergine prodotti in Liguria.


Per beneficiare della rettifica del valore del contrassegno di garanzia del Consorzio, gli operatori iscritti al sistema di controllo devono tenere in considerazione i seguenti prezzi minimi: 2 euro al kg per olive con resa al 20% in olio extra vergine di oliva e 13,50 euro al kg per l’olio Riviera Ligure DOP sfuso contrattato all’interno della filiera produttiva. Il patto di filiera 2024/2025 presenta ha anche delle semplificazioni per le aziende, tra cui la soppressione della scadenza al 31 ottobre entro cui presentare in Consorzio il contratto di fornitura delle olive tra olivicoltore e frantoiano, che sarà sufficiente depositare prima della cessione delle olive e l’accorpamento degli scaglioni riguardanti la resa delle olive ed i relativi prezzi minimi, che ora sono ridotti a tre.

Da Fipe e Treccani master per gestire imprese ristorazione

Da Fipe e Treccani master per gestire imprese ristorazioneRoma, 2 ott. (askanews) – Un master della durata i 5 mesi pensato per imprenditori e dirigenti del settore della ristorazione, in modo che abbiamo gli strumenti migliori per implementare le competenze manageriali e rafforzare la tenuta delle imprese. Sono questi gli obiettivi principali della collaborazione tra Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, e Treccani Accademia, che uniranno le loro competenze nel nuovo Master in Gestione delle Imprese di Ristorazione.


Il Master inizierà il 18 novembre 2024 e si basa su una formula innovativa che combina lezioni on demand, sessioni in live streaming e incontri in presenza. Il programma copre un ampio spettro di aree fondamentali per la gestione aziendale, dal branding e strategia di comunicazione, alla gestione economica e finanziaria, fino all’ottimizzazione delle risorse umane e l’adozione di tecnologie digitali avanzate. “La collaborazione con Treccani ed in particolare con la sua qualificata Scuola di Management Treccani Accademia, ci permette di fare un salto di qualità nella nostra azione a supporto delle imprese della ristorazione”, spiega in una nota Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE-Confcommercio. “I dati, purtroppo, ci dicono che sono molte le esperienze imprenditoriali che finiscono male non per condizioni economiche avverse ma per scarsa competenza nella gestione. Rafforzare le competenze è dunque un percorso obbligato per chiunque gestisca un’impresa o intenda avviarla”, aggiunge Stoppani.

D’Eramo (Masaf): da Italia ok a Decisione Forest Europe

D’Eramo (Masaf): da Italia ok a Decisione Forest EuropeRoma, 2 ott. (askanews) – “A seguito dei cambiamenti climatici anche le foreste italiane hanno già conosciuto fenomeni estremi come tempeste, incendi, attacchi parassitari e siccità acute. L’Italia è, pertanto, favorevole all’adozione della Decisione proposta da Forest Europe, in piena sintonia con la Strategia Forestale italiana emanata nel 2022, e dello strumento FoRISK”. Lo ha affermato il sottosegretario all’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste, Luigi D’Eramo, intervenendo ieri a Bonn alla nona conferenza ministeriale Forest Europe.


“L’adozione della Decisione rappresenta un importante passo in avanti nella conservazione dei nostri boschi”, ha aggiunto il sottosegretario. D’Eramo ha inoltre ricordato come si renda “necessario e attuale un sistema di prevenzione del rischio di catastrofi e di ripristino dei danni causati alle foreste”, dunque l’Italia “accoglie con favore la proposta di adottare lo strumento FoRisk, in un contesto di collaborazione transfrontaliera”.

Claudia Guidi nuova presidente giovani Confagri Emilia Romagna

Claudia Guidi nuova presidente giovani Confagri Emilia RomagnaRoma, 2 ott. (askanews) – Ha 30 anni ed è imprenditrice agricola a Codigoro (Fe), la nuova presidente dei Giovani di Confagricoltura-Anga Emilia Romagna, Claudia Guidi. Guidi sarà affiancata da due vice: Riccardo Garuti, presidente dei giovani di Confagricoltura-Anga Modena, attivo nell’azienda di famiglia a Solara dove si coltivano 10 ettari di frutteto, 8 di vigneto e orticole destinate al punto vendita interno e Damiano Roncari, presidente dei giovani di Confagricoltura-Anga Reggio Emilia che produce latte per il Consorzio del Parmigiano Reggiano oltre a curare i campi di foraggio e cereali per l’alimentazione delle bovine.


Guidi, che succede alla modenese Alice Consoli, ha iniziato il suo percorso sindacale nel 2016 come vicepresidente dei Giovani di Confagricoltura-Anga Ferrara, poi salita al vertice nel 2019; già vicepresidente dei Giovani di Confagricoltura-Anga Emilia Romagna nel mandato 2021-2024 e attuale vicepresidente di Confagricoltura Ferrara. “Sono molto onorata di poter rappresentare i Giovani di Confagricoltura-Anga Emilia Romagna nel prossimo triennio”, ha dichiarato appena eletta dall’assemblea dei delegati svoltasi a Bologna, sottolineando che l’associazione nazionale dei giovani imprenditori agricoli-ANGA da sempre rappresenta la fucina di idee di Confagricoltura e il bacino di reclutamento e formazione dei futuri dirigenti.


“Vogliamo garantire rappresentanza, supporto e conoscenze ai giovani che fanno impresa, che sono il futuro del comparto: una voce che non può restare inascoltata”. Il pensiero è andato soprattutto all’alluvione che ha colpito la Romagna tre volte, in sedici mesi, aggiungendo ulteriori danni diretti e indiretti all’agricoltura già martoriata, ma anche alla peste suina africana che minaccia gli allevamenti della filiera suinicola regionale, quindi le pregiate carni Dop e Igp, fino alla crisi frutticola che da anni sferza la Fruit Valley italiana. “Vorremmo, come giovani agricoltori, trasformare le difficoltà in opportunità. È essenziale unire le forze per affrontare le questioni cruciali che ci toccano da vicino, l’innovazione e la sostenibilità, la formazione e l’accesso al credito, finanche la penetrazione dei mercati, dialogando con le istituzioni e progettando strategie per facilitare il ricambio generazionale e l’ingresso dei giovani in agricoltura”, ha concluso.

Psa, Coldiretti: ora indennizzi e stop rate mutui per allevamenti

Psa, Coldiretti: ora indennizzi e stop rate mutui per allevamentiRoma, 2 ott. (askanews) – Garantire gli indennizzi per i danni diretti e indiretti agli allevamenti colpiti dalla peste suina africana e la sospensione immediata del pagamento delle rate dei mutui. Sono le richieste avanzate dalla Coldiretti nel corso del secondo incontro, dopo quello di circa un mese fa, con il Commissario straordinario per la Psa Giovanni Filippini, alla presenza del presidente Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo, che hanno sottolineato come “questi ristori siano necessari anche per non abbattere la speranza degli allevatori” e devono andare a rinforzare l’intervento del dl omnibus prevedendo un incremento di risorse.


Oltre 500 imprenditori si sono collegati in modalità web per esprimere al Commissario tutte le loro preoccupazioni per una situazione “di grave crisi per l’intero settore”. L’appuntamento è stato fissato per fare il punto della situazione su un’emergenza che sta mettendo a rischio un intero settore che vale oltre 20 miliardi di euro e la sopravvivenza di alcune delle eccellenze norcine più note dell’agroalimentare Made in Italy. Coldiretti è tornata a sollecitare l’erogazione immediata dei risarcimenti per i danni causati dalla peste suina, con l’abbattimento di decine di migliaia di animali e le restrizioni alla movimentazione che hanno di fatto paralizzato la normale attività aziendale. Oltre a quelli diretti, legati alla perdita dei capi, occorre includere anche quelli indiretti, con gli allevamenti costretti ad interrompere completamente tutte le attività, comprese quelle di ripopolamento. Essenziale anche la sospensione del pagamento delle rate dei mutui delle imprese colpite e proprio in tale ottica Coldiretti scriverà una lettera all’Abi, l’Associazione bancaria italiana, per sollecitare un intervento.


Nel corso dell’incontro il Commissario Filippini ha illustrato la situazione attuale, che vede 29 focolai attivi (20 in Lombardia, 8 in Piemonte e 1 in Emilia Romagna), e il nuovo piano di azione condiviso e approvato con la Commissione europea che prevede 4 macroazioni: prelevamento, depopolamento cinghiali, sorveglianza e biosicurezza allevamenti, oggetto di una apposita ordinanza. L’obiettivo è il controllo e il confinamento del virus nelle zone di restrizione. Resta il fatto, conclude la Confederazione agricola, che troppo a lungo si è sottovalutata una situazione che ha consentito la proliferazione incontrollata dei cinghiali, che rappresentano il primo vettore di diffusione della Psa.