Export agroalimentare in Sicilia +9,5% nel II trimestre 2024Roma, 1 ott. (askanews) – Cresce del 9,5% l’export agroalimentare made in Sicily nel secondo trimestre del 2024. E’ quanto emerge dai dati provvisori Istat elaborati da Unioncamere Sicilia. Il secondo trimestre dell’anno si è quindi chiuso con un fatturato derivante dalle esportazioni di prodotti agroalimentari di 436,5 milioni nel trimestre che, su base annua, nel 2023 ha superato il miliardo e 200 milioni. Un risultato importante per un comparto con oltre 160mila addetti e 83mila imprese.
All’interno di questo scenario ha preso il via la “FoodandDrinks Mission2Sicily 2024”, la missione incoming organizzata da Unioncamere Sicilia, con le risorse del Fondo perequativo 2023-2024 di Unioncamere nazionale, insieme con Sicindustria, partner della rete Enterprise Europe Network, e con la collaborazione dei partner di EEN, dell’Agrifood Sector Group del Network, dell’Università degli studi di Palermo, del Consorzio universitario della provincia di Trapani, dell’Istituto di Biologia marina, di Sace e del Gruppo Sole24Ore nel ruolo di media partner. Due giorni dedicati al food and beverage con un programma fitto che ha visto produttori siciliani e buyer stranieri impegnati in workshop, degustazioni e visite aziendali. In particolare, 23 buyer provenienti da tre continenti – Europa, Asia e America – hanno incontrato oggi, al Palermo Cruise Terminal, 108 produttori siciliani in 322 incontri b2b programmati, in una giornata fitta di impegni che è proseguita con workshop e degustazioni. E domani sarà la volta delle visite aziendali in giro per la Sicilia.
A Modena la prima edizione di ‘batterie d’eccellenza’Roma, 1 ott. (askanews) – Cinque medaglie di platino e 18 medaglie d’oro. Sono i premi assegnati venerdì 27 settembre nella Casa Museo Enzo Ferrari, dove hanno sfilato i produttori di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP che hanno partecipato alla prima edizione del Concorso “Batterie d’Eccellenza”, organizzato dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena in collaborazione con la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto.
Sui numerosi campioni di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP selezionati dalla giuria di esperti, sono risultati idonei ben 23 campioni, di cui 5 hanno conquistato la medaglia di platino e 18 la medaglia d’oro. Il primo Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP da batterie storiche in classifica con un punteggio di 100 su 100 è l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena del Gran Maestro della Consorteria Maurizio Fini – San Geminiano, a seguire con due medaglie di platino l’acetaia di Mirco Casari, poi Tenuta del Cigno di Massimo Malpighi e “Roggiani e Spallanzani”. Le 18 Medagli d’Oro sono state assegnate a San Geminiano, Tenuta del Cigno, La Rugiada (2) Sarti Maria, La Ca’ del Non (2), Leonardo Giacobazzi (2), Real Balsamico, Ampergola (2), Acetaia di Giorgio, Fattorie Giacobazzi, Ferrari Giuseppe, Piretti Omer, Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Aula Mater.
“L’aceto balsamico Tradizionale di Modena DOP – ha detto Enrico Corsini, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena – è prodotto da secoli in una serie di botticelle di legno detta batteria, partendo da solo mosto di uva cotto secondo una procedura che è unica al mondo. Insieme al balsamico anche la batteria, come sua unità produttiva, migliora nel tempo il suo livello qualitativo”. Il concorso ha l’obiettivo di premiare l’altissimo livello qualitativo dell’aceto “Extra Vecchio” prelevato da singole batterie, ma anche valorizzare l’importanza delle batterie storiche così come la perizia e il saper fare degli appassionati proprietari produttori.
Judit Gonzalez Sans nuova presidente e ad di Danone Italia e GreciaMilano, 1 ott. (askanews) – Dal primo ottobre 2024 Judit Gonzalez Sans è la nuova presidente e amministratrice delegata di Danone Italia e Grecia e presidente di Fondazione istituto Danone, subentrando a Fabrizio Gavelli, che dopo 20 anni nel gruppo, di cui gli ultimi tre come presidente e amministratore delegato in Italia e Grecia, ha deciso di intraprendere una nuova sfida professionale. Lo si legge in una nota del gruppo francese.
Con un percorso professionale ventennale iniziato presso il gruppo Danone in Spagna nel 2004, una laurea e un master in Business administration, con specializzazione nell’ambito del marketing, Judit Gonzalez Sans nel corso degli anni ha ricoperto diversi ruoli di crescente responsabilità all’interno delle aree marketing del gruppo Danone, tra cui il ruolo di direttrice marketing del settore lattiero-caseario in Italia, Germania, Austria, Svizzera e Grecia. Dal 2019 al 2021 ha ricoperto il ruolo di country manager della divisione prodotti a base vegetale in Italia e poi quello di responsabile della stessa divisione per il Sud Europa. Da luglio 2021, con il ruolo di general manager Portogallo, Judit Gonzalez Sans ha guidato con successo l’azienda fino a farla diventare un motore competitivo e di crescita per Danone Europa, con rilevanti posizioni di leadership sul mercato.
“Sono entusiasta di assumere questo nuovo incarico in Danone Italia e Grecia, due mercati che offrono opportunità e sfide stimolanti. La nostra missione di portare la salute attraverso l’alimentazione a un numero sempre maggiore di persone è più attuale che mai – afferma Judit Gonzalez Sans, presidente e amministratrice delegata di Danone Italia e Grecia – Italia e Grecia rappresentano contesti dinamici dove innovazione, sostenibilità e attenzione al benessere dei consumatori possono essere il pilastro di una crescita solida per il gruppo”.
475 i formaggi in gara per la 20esima edizione di CaseusRoma, 1 ott. (askanews) – Sono 475 i formaggi in gara per la 20ª edizione di Caseus, a produrli ben 105 caseifici da tutta Italia (Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria, Valle d’Asta e Veneto). Questi i primi numeri di Caseus, appuntamento dedicato al comparto lattiero-caseario che si terrà sabato 5 e domenica 6 ottobre 2024 dalle 10 alle 19 a Villa Contarini a Piazzola sul Brenta, in provincia di Pordenone.
L’edizione 2024 ospita anche il Festival delle DOP Venete; in totale saranno, infatti, 150 gli espositori della mostra-mercato che esporranno nei banchi non solo formaggi ma tanti prodotti a denominazione. 122 le occasioni di confronto con il pubblico, tra queste 108 degustazioni guidate tra cooking show, masterclass e incontri con i casari, 8 appuntamenti per bambini, 2 appuntamenti musicali e poi mostra mercato, attività solidali e una tavola rotonda dal titolo “Formaggi: espressione del territorio, storia, tradizione e passione”.
“Caseus oggi è il frutto del lavoro di 20 anni, fino a qui è stata fondamentale la sinergia tra realtà e consorzi – – afferma Terenzio Borga, presidente Aprolav – va ricordato che il comparto lattiero-caseario, nell’agroalimentare veneto, è il primo comparto per valore della produzione e per volumi di esportazioni e i Concorsi sono stati da sempre volano di diffusione della qualità. Eventi come questo servono all’intera filiera, perché il nostro comparto è fortemente ammirato all’estero, proprio per la nostra qualità e per i nostri sapori, ed il lavoro di tutela delle nostre produzioni non è mai abbastanza”.
Olio oliva, se stime confermate Italia a quinto posto produttoriRoma, 1 ott. (askanews) – L’Italia potrebbe scivolare al quinto posto nel ranking dei paesi produttori di olio di oliva. Se infatti fossero confermate le prime stime sulla campagna in corso, fortemente penalizzata per i problemi legati alla siccità, le 224mila tonnellate (valore centrale di una forbice che va da un minimo di 215mila tonnellate a un massimo di 235mila tonnellate) ci posizionerebbero a ridosso di Spagna (1.350), Turchia (340), Tunisia (315) e Grecia (250). Lo si legge sul report Tendenze olio di settembre di Ismea.
Le prime stime produttive sulla campagna 2024/25 indicano un aumento dei volumi per tutti gli altri principali attori globali del mercato stimato tra il 50% e il 60%, che porterebbe la produzione mondiale a 3,1 milioni di tonnellate, il 23% in più rispetto alla scorsa campagna che si era fermata a 2,5 milioni di tonnellate. Le prime stime provenienti da Madrid si attestano tra 1,3 e 1,4 milioni di tonnellate che, dopo due annate pessime a causa della siccità, riportano i volumi iberici quasi nella normalità. La Turchia che potrebbe arrivare a 340mila tonnellate e sono molto positive le aspettative anche per Tunisia e Grecia mentre per il Portogallo è stimata una sostanziale stabilità.
Intanto, il mercato si sta chiudendo con scorte che per la Ue non sono mai state così basse almeno nelle ultime campagne. Anche questa variabile risulterà particolarmente importante nel computo delle disponibilità totali con le quali dovrà fare i conti il mercato della campagna che sta per iniziare.
Audizione Fipe al Senato: in prima fila contro spreco alimentareRoma, 1 ott. (askanews) – Fipe è in prima linea nella lotta contro gli sprechi alimentari promuovendo pratiche sostenibili nel settore della ristorazione. E’ quanto ribadito dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi nel corso dell’audizione presso la nona Commissione del Senato della Repubblica sui disegni di legge in materia di limitazione degli sprechi alimentari. La Federazione ha ribadito il proprio impegno concreto nella lotta contro gli sprechi alimentari, presentando osservazioni e proposte di miglioramento per le nuove normative in discussione. Fipe “continuerà a collaborare con le istituzioni per promuovere soluzioni che favoriscano un approccio sostenibile e responsabile nel settore della ristorazione”.
“Il nostro settore si impegna da anni per sensibilizzare imprese e clienti sull’importanza della sostenibilità alimentare – ha detto Roberto Calugi, direttore generale di FIPE-Confcommercio – Tuttavia, è cruciale che le normative in fase di approvazione siano accompagnate da incentivi concreti, piuttosto che da nuovi obblighi, per aiutare le piccole e medie imprese del settore a fare la loro parte nel combattere lo spreco alimentare”. Secondo l’Osservatorio Waste Watcher, la maggior parte degli sprechi alimentari non avviene nei ristoranti, bensì nelle famiglie (56% del valore complessivo). Per questo, solo lo attraverso un maggior coinvolgimento dei consumatori si potrà fare la differenza nella lotta agli sprechi alimentari.
Va in questo senso la realizzazione di un kit di comunicazione che la Federazione ha reso disponibile per le imprese associate. Kit prevede l’impiego del logo Love Food No Waste e l’utilizzo del Rimpiattino, lanciato nel 2019, che offre contenitori riciclati e attraenti per portare a casa il cibo non consumato. Sull’obbligo di offrire la food and beverage box, già in discussione nelle proposte di legge, FIPE sottolinea invece come questa soluzione avrebbe principalmente un effetto di comunicazione. In realtà, il 93% dei ristoratori italiani già offre questo servizio, dimostrando che la soluzione non risiede nell’imposizione di ulteriori obblighi, ma in misure che sensibilizzino efficacemente i clienti a richiederla senza imbarazzo.
Xylella, ora obbligo tracciabilità per rosmarino e lavandaRoma, 1 ott. (askanews) – Si allunga l’elenco delle specie di piante che hanno l’obbligo di inserire il codice di tracciabilità nei passaporti delle piante, ma grazie al pressing di Coldiretti che ha sin da subito evidenziato le criticità per gli operatori, l’applicazione per le specie citate è stata fissata dal primo luglio 2025.
A darne notizia è Coldiretti Puglia, a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue del Regolamento di esecuzione (Ue) 2024/2507 della commissione che modifica e rettifica i regolamenti di esecuzione (Ue) 2020/1201 relativi alle misure per prevenire l’introduzione e la diffusione nell’Unione della Xylella fastidiosa (Wells et al.) e 2020/1770 per quanto riguarda l’elenco delle specie di piante non esentate dall’obbligo di inserire il codice di tracciabilità nei passaporti che riguarda anche le spesie Lavandula angustifolia, Lavandula x intermedia, Lavandula latifolia, Lavandula stoechas e Salvia rosmarinus. “E’ una ulteriore tegola per l’agricoltura e per il settore florovivaistico, ma anche per gli uffici fitosanitari sul territorio – denuncia Coldiretti Puglia – un mix esplosivo che mette a rischio la ripartenza nelle aree colpite dalla Xylella e la tenuta stessa sui mercati interni e sull’export florovivaistico pugliese che rappresenta un elemento di punta del Made in Italy”.
Gravi i danni d’immagine e sull’export di prodotti florovivaistici causati dalla Xylella fastidiosa, spesso usata come scusa per bloccare ingiustificatamente fiori e piante in vaso Made in Italy – insiste Coldiretti Puglia – con la Direzione Generale della Salute dell’Unione Europea che aveva già messo in mora il governo britannico dopo l’annuncio di nuovi requisiti applicati ai Paesi in cui è nota la presenza della Xylella, con l’obbligo di parametri più rigorosi per l’importazione di olivo, mandorlo, lavanda, rosmarino ed oleandro da paesi in cui è nota la presenza di Xylella, oltre a rigide condizioni per le importazioni, comprese le ispezioni del luogo di produzione e dell’area circostante, i test, le ispezioni pre-esportazione e un periodo di quarantena di un anno prima dell’importazione.
Pomodoro industria: Casalasco investe 2 mln per primo parco agrivoltaicoMilano, 30 set. (askanews) – Casalasco, prima filiera integrata del pomodoro da industria in Italia, ha avviato un progetto sperimentale per la realizzazione del primo parco agrivoltaico per la coltivazione del pomodoro, in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza.
Per la realizzazione del parco sono stati necessari investimenti per circa 2 milioni di euro e sarà necessario circa un anno di lavoro. Al termine, Casalasco valuterà i risultati per considerare la possibile applicazione della tecnologia a più ampie estensioni. L’impianto Si estenderà su una superficie di circa 2 ettari in area industriale, nei pressi dello stabilimento di Casalasco a Fontanellato. I pannelli fotovoltaici saranno posizionati su strutture metalliche alte circa 5 metri, consentendo il regolare svolgimento delle attività agricole sottostanti. Grazie a un software, sviluppato in collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza, che raccoglierà e analizzerà costantemente i dati in ingresso, i pannelli saranno in grado di orientarsi per massimizzare l’assorbimento di energia solare e garantire la giusta quantità di luce alle coltivazioni. Il parco agrivoltaico avrà una capacità produttiva annua di circa 1600 MWh che, insieme all’energia prodotta dall’impianto di cogenerazione installato nel 2023 all’interno dello stesso sito di Fontanellato, sarà sufficiente a coprire oltre il 90% del fabbisogno energetico dello stabilimento. L’impianto rientra in un più ampio piano di interventi programmati nei vari stabilimenti del gruppo a sostegno dell’ambiente e del valore complessivo di 24,5 milioni di euro. Casalasco attraverso il parco agrivoltaico ridurrà le emissioni di CO2 di 680 tonnellate l’anno. Con l’energia prodotta dal parco agrivoltaico verrà inoltre alimentato anche il nuovo Innovation center, in fase di realizzazione, sempre a Fontanellato, in un edificio attiguo alla palazzina uffici.
La sperimentazione sulla coltivazione di pomodori sotto i pannelli solari permetterà, inoltre, di identificare le varietà più adatte a questo tipo di coltura e ottimizzare il bilanciamento tra ombra e luce, migliorando così la qualità e la resa delle produzioni. “Il parco agrivoltaico rappresenta un ulteriore importante passo verso un’agricoltura più sostenibile, integrata e innovativa – ha dichiarato Costantino Vaia, Ceo del gruppo Casalasco – La combinazione tra coltivazioni e impianti fotovoltaici offre nuove opportunità non solo per migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale, ma anche per massimizzare i risultati delle produzioni. Siamo certi che questo progetto sperimentale possa fornire benefici significativi, per Casalasco, ma sicuramente anche per l’intera filiera del pomodoro che rappresentiamo, favorendo uno sviluppo più equilibrato e sostenibile del settore”.
Lidl: torna a ottobre percorso di formazione duale per oltre 220 giovaniMilano, 30 set. (askanews) – Lidl Italia avvia la terza edizione del percorso di formazione duale “Lidl 2 your career”, in collaborazione con Ahk Italien, la Camera di Commercio Italo-Germanica. Il progetto in questa edizione si amplia accogliendo complessivamente più di 220 studenti e proponendo un nuovo indirizzo nel campo della logistica in collaborazione con Its Academy Last di Verona, che permetterà a 26 giovani di acquisire il ruolo di collaboratore specializzato logistica.
Confermato anche il percorso nelle vendite che offrirà l’opportunità a 197 apprendisti di diventare assistant store manager nel corso di due anni, frequentando le lezioni teoriche in uno dei sette istituti tecnici aderenti dislocati su tutto il territorio nazionale: Its Academy Machina Lonati di Brescia, Its E.A.T. – Eccellenza Agroalimentare Toscana di Firenze, ITS Servizi alle Imprese di Roma, ITS Academy Puglia Marketing & Design di Bari, ITS Academy Agroalimentare per il Piemonte di Torino, ITS Accademia Nautica dell’Adriatico di Trieste e ITS Steve Jobs di Catania. L’iniziativa, che unisce la formazione terziaria professionalizzante italiana con gli standard di formazione duale tedeschi, prevede un biennio di studi che vedrà l’alternarsi di fasi teoriche in aula e formazioni pratiche in punto vendita o nel centro logistico. Fin dal primo giorno, gli studenti saranno affiancati da un tutor appositamente formato e risulteranno assunti con un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, potendo così percepire uno stipendio mensile e accedendo a tutti i benefit previsti per i collaboratori di Lidl Italia. La formazione in Its sarà totalmente finanziata e Lidl Italia si farà carico anche delle spese di viaggio e alloggio. Il biennio permetterà di conseguire, a seguito del superamento di un esame, il diploma di tecnico superiore: titolo di studi per la formazione terziaria corrispondente al V livello del Quadro europeo delle qualifiche EQF rilasciato dal Ministero dell’Istruzione. Inoltre, con un esame pratico aggiuntivo, sarà possibile ottenere un certificato delle competenze professionali per il profilo tedesco, nello specifico di Retail Specialist – per il percorso vendite – o di Logistic Specialist – per il percorso logistica-, entrambi rilasciati da AHK Italien e DIHK (l’Unione delle Camere di Commercio e Industria Tedesche).
“Siamo orgogliosi di tornare con una nuova edizione di questo progetto, che non solo è stato potenziato numericamente estendendo la possibilità di iscriversi a quasi il doppio dei giovani rispetto allo scorso anno, ma è stato anche arricchito di un nuovo percorso in un ambito per noi centrale: la logistica – ha detto Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia commentando l’iniziativa – Essere la prima azienda del retail in Italia ad aver sviluppato un iter di formazione duale che sta avendo un così grande riscontro positivo ci porta a continuare, con convinzione, in questa direzione dimostrando di poter avere un ruolo attivo nell’offrire opportunità concrete che favoriscono l’occupazione e innovano il mercato del lavoro”. “Come Ahk Italien siamo ambasciatori della formazione duale in Italia, e da sempre lavoriamo per supportare e diffondere questo modello. Gli Its che decidono di collaborare a progetti come quello di Lidl2YourCareer offrono percorsi formativi in grado di preparare giovani professionisti a entrare nel mercato del lavoro con le competenze richieste – ha affermato Joerg Buck, Consigliere Delegato Camera di Commercio Italo-Germanica – Siamo davvero felici di proseguire nello sviluppo del progetto con Lidl Italia, che negli anni si è imposto come pratica virtuosa crescendo e ampliandosi, come dimostra il nuovo percorso sulla logistica, tema sempre più centrale in una fase di riorganizzazione delle catene di fornitura”.
Al termine del percorso i neodiplomati avranno acquisito tutte le competenze per ricoprire in autonomia il ruolo di assistant store manager o collaboratore specializzato Logistica e verrà loro offerto loro un contratto di assunzione a tempo indeterminato da parte di Lidl Italia.
Cooperativa latte Arborea: fatturato I semestre a 118,6 mln (+2%)Milano, 30 set. (askanews) – Il fatturato del primo semestre della cooperativa sarda Latte Arborea si è attestato complessivamente a 118,6 milioni di euro, 2,4 milioni di euro in più rispetto al primo semestre del 2023. Si tratta di una crescita del 2,1%, in linea con l’aumento dei conferimenti di latte da parte delle aziende agricole socie (97,2 milioni di litri conferiti nel primo semestre del 2024 a fronte dei 95,1 milioni di litri conferiti a giugno 2023). E’ quanto emerge dal bilancio semestrale presentato all’assemblea dei soci di Arborea, cooperativa a cui aderiscono 158 aziende agricole sarde.
La divisione al consumo e quella industriale, relativa alla produzione per la private label, hanno registrato una crescita a valore rispettivamente dello 0,5% e del 21,7%. Rispetto ai mercati di riferimento, Arborea mantiene la propria leadership in Sardegna e vede crescere il fatturato della Penisola dell’8,5%, grazie all’aumento dei volumi di vendita di latte alimentare (+12%) e mozzarella (+13,5%). Sul fronte della remunerazione, anche nei primi sei mesi del 2024 la Cooperativa ha garantito ai soci un prezzo base medio del latte in linea con la media del mercato nazionale. Rispetto allo stesso periodo del 2023 il prezzo del latte riconosciuto alle aziende agricole è aumentato di 1,3 centesimi a 0,58 centesimi + Iva. Nel 2023 la remunerazione del latte ai soci della Cooperativa è stata mediamente di 0,60 euro/litro Iva inclusa. L’incremento nei primi sei mesi di quest’anno ha innalzato di 1,2 milioni di euro la quota destinata ai soci come remunerazione delle attività produttive: un segnale positivo per la tutela del comparto vaccino, primo distretto agroalimentare della Sardegna.
La situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Cooperativa al 30 giugno risulta, in definitiva, positiva, con un risultato finale pari a +2,3 milioni di euro. “Siamo estremamente soddisfatti dei risultati ottenuti in questo primo semestre, che confermano la solidità della nostra Cooperativa e la capacità di adattarsi rapidamente a un mercato in continua evoluzione. La costante crescita dei ricavi e il miglioramento dell’indebitamento nonostante i cospicui investimenti previsti per il 2024 sono il frutto di scelte strategiche mirate e di un impegno costante verso l’innovazione, l’efficienza operativa e la sostenibilità – ha dichiarato Remigio Sequi, presidente e amministratore delegato della Cooperativa latte Arborea – Gli investimenti dedicati alla produzione e alla logistica sono parte integrante di un ambizioso piano strategico volto a introdurre un nuovo modello operativo e organizzativo all’interno della Cooperativa che sarà alla base di un articolato piano di crescita a livello nazionale”.