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Coldiretti Puglia: da scarti potatura nuova energia green

Coldiretti Puglia: da scarti potatura nuova energia greenRoma, 30 set. (askanews) – Energia da scarti agricoli come i residui di potatuta. E’ la proposta di Coldiretti Puglia per sostenere un nuovo modello energetico che parta dal riutilizzo degli scarti agricoli, visto che nella regione solo da oliveti e vigneti sono disponibili circa 1,2 milioni di tonnellate all’anno di residui di potatura, come si evince dal progetto Venere, portato avanti dalla OP Puglia Olive, Università Degli Studi Di Foggia, Agromnia, Impresa Verde Puglia, Oleificio cooperativo di Bitritto, Oleificio sociale di Cassano e Coldiretti Puglia, appena chiuso, che si è proposto di attivare una filiera produttiva in grado di generare energia rinnovabile da biomassa a partire dai residui di potatura delle colture arboree. Una energia destinata a coprire i consumi di un’industria agraria cooperativa: le stesse aziende agricole associate che forniscono la materia prima alimentare (olive) provvedono anche il combustibile utile per ricavare l’energia che, a sua volta, alimenta l’impianto di trasformazione agroalimentare (frantoio).


Secondo la Banca Dati Regionale delle Biomasse, infatti, solo considerando gli oliveti ed i vigneti sono disponibili circa 1,2 milioni di tonnellate all’anno di residui di potatura in Puglia, che possono riutilizzati a fine energetici. Ciò si tradurrebbe, in termini teorici, in una potenza d’installazione elettrica pari a 225 MW, ovvero 600 MW di potenza termica. Su scala regionale, questi numeri potrebbero contribuire non poco al processo di decarbonizzazione dell’economia regionale. Si tratta di una forma di autoconsumo energetico destinato a ridurre drasticamente la dipendenza da approvvigionamenti esterni, facendo ricorso ad una forma di energia rinnovabile a bassissime emissioni di gas “serra”. Il settore direttamente interessato all’innovazione proposta è quello olivicolo-oleario. Altri settori agroindustriali (es. quello vitivinicolo) potrebbero esserne coinvolti su scala regionale a seguito di iniziative analoghe e traendo vantaggio dall’esperienza acquisita in questo progetto.

Dopo disciplinare Clementine Calabria Igp puntano su promozione

Dopo disciplinare Clementine Calabria Igp puntano su promozioneRoma, 30 set. (askanews) – Dopo l’entrata in vigore nel luglio scorso del nuovo disciplinare, ora il Consorzio IGP Clementine di Calabria punta alla promozione e alla formazione degli operatori della filiera, riconoscendola come un elemento chiave per affrontare le nuove sfide imposte dal disciplinare. Se ne è parlato durante un incontro tenuto la scorsa settimana presso la sede del Consorzio, che ha visto il coinvolgimento di produttori, confezionatori e addetti ai lavori, con l’obiettivo di chiarire le nuove direttive e rafforzare la qualità del prodotto in vista della prossima campagna agrumicola.


Questo aggiornamento normativo ha introdotto infatti una serie di cambiamenti significativi per rafforzare la qualità del prodotto e a garantire una maggiore competitività sul mercato nazionale e internazionale. Il nuovo disciplinare impone standard molto rigorosi non solo per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche del prodotto, ma anche per gli aspetti legati all’imballaggio e alla tracciabilità. Questo per garantire al consumatore finale un prodotto di qualità eccellente e pienamente tracciabile, che rispetti le caratteristiche tipiche delle Clementine di Calabria IGP. Uno dei temi centrali emersi dall’incontro è stato l’importanza di far emergere le caratteristiche distintive delle Clementine di Calabria IGP rispetto ad altri prodotti. Tra queste, la percentuale di succo, i gradi zuccherini, il colore intenso e la pezzatura uniforme sono stati indicati come gli elementi che conferiscono a questo agrume il suo valore aggiunto.


Il nuovo disciplinare introduce anche specifiche direttive per quanto riguarda l’imballaggio del prodotto, che deve essere conforme a una serie di standard rigorosi. L’imballaggio non sarà solo uno strumento di conservazione, ma diventerà un vero e proprio veicolo di comunicazione, per trasmettere al consumatore il valore del prodotto, la sua origine e le sue caratteristiche peculiari. Il Consorzio ha ribadito anche la volontà di intensificare sia il numero dei controlli effettuati sulla produzione, sia la loro qualità, in modo da garantire che ogni lotto di Clementine IGP di Calabria rispetti appieno le norme del disciplinare. L’aumento della frequenza dei controlli sarà accompagnato da una maggiore severità, con particolare attenzione alla conformità dell’imballaggio e alla qualità del prodotto.


Un altro aspetto su cui il Consorzio sta lavorando è la promozione della nuova campagna agrumicola 2024-2025. È in fase di organizzazione un evento dedicato per far conoscere a un pubblico più vasto le peculiarità del prodotto e per lanciare ufficialmente la nuova campagna agrumicola.

A G7 ministri Interno la cucina dello chef stellato Di Costanzo

A G7 ministri Interno la cucina dello chef stellato Di CostanzoRoma, 29 set. (askanews) – Villa Orsini al centro della scena internazionale: dal 2 al 4 ottobre, si terrà il G7 deimMinistri dell’Interno a Mirabella Eclano. A fare gli onori di casa, il ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi. La struttura ospiterà i commensali all’Orsini Mood, con un menu stellato firmato da Nino Di Costanzo.


Lo chef, pluripremiato e proprietario di “Danì Maison”, collaborerà con gli executive chef locali, Nunzio Carannante e Antonio Mennino, per esaltare le eccellenze culinarie irpine. L’esperienza culinaria sarà arricchita dai vini della azienda vitivinicola Quintodecimo, partner dell’evento. Dopo il summit in programma, gli ospiti provenienti da Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti potranno rilassarsi in una delle ville più belle della regione, mettendo in mostra l’Irpinia, con la sua storia, le sue tradizioni, la bellezza dei suoi paesaggi.

Dal 4 al 6 ottobre da Eataly Roma il Burger Festival

Dal 4 al 6 ottobre da Eataly Roma il Burger FestivalRoma, 29 set. (askanews) – Da venerdì 4 ottobre a domenica 6 ottobre 2024 da Eataly Roma Ostiense si terrà il Burger Festival, un lungo weekend a ingresso gratuito e consumazione a gettone nel corso del quale si celebrerà l’hamburger in tutte le sue declinazioni. Gli appassionati del panino potranno assaporare da Pompa Malatesta il Polo Burger (ciambella glassata, doppio burger, doppio cheddar americano, doppio bacon croccante e salsa smokey baconnaise), il Panino con polpette vegane e il Chili cheese dog.


Donts proporrà i suoi smashburger nella versione Simple Donts, Smoke donts e Bacon-cheese Donts. Imperdibili anche i burger di BBQ Chianina Station che farà il Bbq burger (bun artigianale con Chianina e Cinta Senese, provola affumicata, bacon croccante, lattuga, pomodoro e salsa bbq) e il Toscanaccio (bun artigianale con hamburger di Chianina e Cinta Senese, pecorino di Pienza, funghi porcini saltati in padella, salsa ranch e lattuga). I sapori del sud esploderanno da Salumeria Malinconico che porterà al Burger Festival la rosetta imbottita con cicoli classici napoletani, ricotta di fuscella, sale e pepe. Altrettanto gustose Nonna Rita (rosetta con parmigiana di melanzane rossa, fior di latte di Vico Equense e basilico) e Martina Franca (rosetta con capocollo di Martina Franca “Santoro”, mozzarella di bufala e melanzane grigliata sott’olio).


Da Filo – Bottega con cucina si potrà gustare il Pulled Pork (focaccia, pulled pork, cavolo rosso marinato e salsa BBQ al miso) e il Filo-chicken (ciabattina ai cereali, sovracoscia di pollo cbt, cime di rapa e senape al miele), mentre le proposte a base di pesce saranno protagoniste da Lo Stravizio Street Food che delizierà i presenti con il Polpotto (pane artigianale alla curcuma, friariello, polpo alla piastra con olio aromatizzato al limone, stracciatella e pomodoro secco) e il Brandacujun (pane artigianale alla curcuma, pesto di Prà, burger di baccalà mantecato, chips di patate, granella di olive di Gaeta e cipolla caramellata).

Caffè bevanda globale: ogni giorno si bevono 3,1 mld di tazzine

Caffè bevanda globale: ogni giorno si bevono 3,1 mld di tazzineMilano, 27 set. (askanews) – Che siano di ceramica, vetro o carta poco importa. Quel che è certo è che ogni giorno se ne bevono 3,1 miliardi in tutto il mondo. Parliamo delle tazzine di caffè, una bevanda che per consumo è seconda solo all’acqua. Nel mondo sono diverse le abitudini e le tradizioni per gustarla ma in tutti i casi è vissuto come un rito, un momento di condivisione. È il profumo del mattino, la conclusione di un pasto, il momento di pausa, il dopo cena. Nella Giornata internazionale del caffè, che si festeggia ogni anno il primo ottobre, il Consorzio promozione caffè celebra l’iconica bevanda simbolo del made in Italy sottolineando il suo carattere globale e la sua capacità di esprimere lo spirito di ogni luogo, conservando allo stesso tempo la sua essenza.


Nel suo lungo viaggio fino alla tazzina, il caffè racchiude le influenze di numerosi Paesi: il caffè verde, infatti, dalle piantagioni del Brasile, della Colombia e dell’Etiopia, tra i principali produttori della varietà Arabica, e da quelle dell’Africa Occidentale, dell’Indonesia e dell’India, dedicate invece alla coltivazione di Robusta, è trasportato per migliaia di chilometri fino in Nord America e in Europa, dove sono situati i principali paesi consumatori, per trasformarsi grazie al processo di tostatura che conferisce al chicco il proprio aroma inconfondibile. Ed è proprio questo uno dei tratti distintivi del caffè italiano, un’arte che i maestri torrefattori italiani si tramandano di generazione in generazione. L’eccellenza nella torrefazione made in Italy ci vede protagonisti a livello globale, con il Belpaese secondo esportatore al mondo di caffè torrefatto (2,25 miliardi di euro nel 2023 in crescita del 6,8%). Lungo lo Stivale, è possibile gustarlo in infinite preparazioni: dalla moka all’espresso napoletano, passando per il “nero” triestino e per quello valdostano, perfetto da bere in compagnia grazie alla tipica “grolla”. O ancora le varianti corrette al rum, come la moretta di Fano e il ponce di Livorno, per arrivare in Puglia con il caffè freddo leccese, con ghiaccio e latte di mandorla.


“Da eccellenza del made in Italy, il caffè è il simbolo che meglio racconta il senso dell’italianità: la nostra capacità di aprirci al mondo e di interpretarlo, senza dimenticare la nostra essenza e la nostra tradizione. In occasione della Giornata internazionale del caffè non possiamo che celebrare la vocazione globale di questa bevanda – commenta Michele Monzini, presidente di Consorzio promozione caffè – la sua capacità di adattarsi ai gusti più diversi, che interpretano le tradizioni dei luoghi, e agli abbinamenti più particolari, restando sempre protagonista di un momento di convivialità e condivisione. Il caffè è forse la bevanda che meglio interpreta nel mondo le nostre diversità, valorizzandole e unendole in un rito che ci fa sentire più vicini”. Grazie a una tradizione lunga oltre 400 anni, gli italiani sono il popolo che maggiormente ha contribuito a rendere il caffè un rito internazionale. La diffusione delle macchine da espresso da bar a partire dal Secondo Dopoguerra, per esempio, ha contribuito alla nascita di innumerevoli tradizioni locali, in cui gli aromi e il gusto del caffè si sono uniti ai sapori e ai costumi tipici del luogo. Ne è una testimonianza, per esempio, il caffè cubano, detto anche Cafecito, dove si aggiunge un cucchiaino di zucchero di canna direttamente nel portafiltro insieme alla miscela, per conferire alla bevanda un gusto decisamente più dolce. A base di espresso sono anche il caffè bombon, una rivisitazione a base di latte condensato tipica della città di Valencia, o il galão portoghese, che ricorda sia il gusto sia l’aspetto visivo del “nostro” latte macchiato.


La versatilità del caffè si conferma anche nella sua capacità di adattarsi alle tradizioni gastronomiche di ogni Paese, dando vita ad abbinamenti inusuali. Se in Italia può essere macchiato con il latte o bevande vegetali, abbinato sia a pietanze dolci che salate, come a frutta fresca, secca e yogurt, in Finlandia è spesso accostato al leipäjuusto, un formaggio lappone cotto a fiamma che si scioglie lentamente con il calore della bevanda, mentre il messicano caffè de olla, preparato in una pentola di terracotta, è arricchito con una speciale miscela di chiodi di garofano, anice, cannella e uno zucchero lavorato noto come piloncillo. Gli accostamenti curiosi sono anche in Estremo Oriente, come in Vietnam, dove si può gustare l’Egg Coffee, con l’aggiunta di tuorlo d’uovo frullato, o a Singapore, con il tradizionale Kopi Gu You servito con una noce di burro appoggiata direttamente sul cucchiaino.

Grana Padano: condividiamo pienamente ‘Dichiarazione di Ortigia’

Grana Padano: condividiamo pienamente ‘Dichiarazione di Ortigia’Roma, 27 set. (askanews) – “Il Consorzio del formaggio DOP più consumato nel mondo, il Grana Padano, condivide pienamente tutte le indicazioni del documento, che da anni propone e attua con gli strumenti a propria disposizione. In particolare vogliamo sottolineare il richiamo forte ad un impegno internazionale attraverso i trattati bilaterali, ma anche nelle normative delle organizzazioni di Stati, per il riconoscimento delle DOP a livello mondiale per tutelarle e valorizzarle”. Lo ha detto Renato Zaghini, presidente del Consorzio di Tutela del Grana Padano commentando la consegna al G7 Agricoltura e Pesca di Siracusa al Ministro Francesco Lollobrigida e ai Ministri delle delegazioni internazionali della “Dichiarazione di Ortigia 2024”, l’atto di intenti, realizzato da Origin Italia grazie ai contributi dei Consorzi di tutela italiani delle produzioni agroalimentari DOP e IGP, che si propone di rilanciare lo sviluppo a livello globale delle Indicazioni Geografiche (IG) e di promuovere la cooperazione internazionale.


I temi centrali della Dichiarazione riguardano la rilevanza globale delle Indicazioni Geografiche e gli strumenti di tutela e promozione a livello internazionale, con un ruolo cruciale svolto dai Consorzi di tutela, e indicano come obiettivi principali la sensibilizzazione dei ministri dell’Agricoltura dei Paesi del G7 e di altri Stati sull’importanza strategica delle Indicazioni Geografiche. Tra le richieste una maggiore attenzione sui temi che generano incertezza per il futuro delle IG, in particolare la loro esclusione da dazi e barriere tariffarie e non tariffarie, ed infine la sollecitazione di un impegno internazionale per garantire la protezione e la crescita sostenibile dei prodotti legati ai territori. “Siamo soddisfatti e onorati di vedere parole chiare contro le guerre dei dazi e delle tariffe che da tempo i produttori di Grana Padano DOP denunciano come un pesante ostacolo alla crescita delle denominazioni d’origine protetta – aggiunge Stefano Berni, Direttore Generale del Consorzio – Le produzioni legate ai territori sono una strada che possono percorrere tutte le economie, da quelle più sviluppate per difendere le loro tradizioni a quelle emergenti, in grado così di sfruttare al meglio le proprie ricchezze”.


Il Consorzio Grana Padano si farà promotore della diffusione dei contenuti della “Dichiarazione di Ortigia 2024” e delle sue implicazioni presso l’intera filiera della DOP, mettendo anche a disposizione il proprio know-how per la crescita dei consorzi a livello internazionale.

Cia: congratulazioni a Giansanti, nuovo presidente Copa

Cia: congratulazioni a Giansanti, nuovo presidente CopaRoma, 27 set. (askanews) – “A nome di Cia-Agricoltori Italiani, porgo a Massimiliano Giansanti i migliori auguri affinché possa portare avanti con il nuovo incarico alla presidenza del Copa-Cogeca l’importante lavoro già svolto nel suo precedente mandato di vicepresidente dell’associazione degli agricoltori e delle cooperative agricole dell’Ue”. Così, il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, che ricorda come questa nomina premi la competenza e la dedizione di Giansanti a sostegno dell’agricoltura europea. “La notizia odierna è di grande incoraggiamento per tutte le importanti sfide che dovremo affrontare nel breve e nel lungo periodo per garantire solide prospettive al settore primario”, conclude Fini.

Cia: bene proroga entrata in vigore Regolamento Ue su Xylella

Cia: bene proroga entrata in vigore Regolamento Ue su XylellaRoma, 27 set. (askanews) – L’impatto che la Xylella potrebbe continuare ad avere sull’agricoltura europea, già quantificabile in un danno pari a svariati miliardi di euro, è tale da richiedere un adeguamento delle norme Ue alle migliori tecniche disponibili per contrastare il batterio. Affinché siano realmente efficaci, però, è necessario anche dare più tempo alle aziende, come agli organi deputati al controllo. Così Cia-Agricoltori Italiani soddisfatta per l’ok della Commissione alla proposta confederale di una proroga sull’entrata in vigore del nuovo Regolamento Ue sulla Xylella.


Questo, infatti, il nodo chiave sottolineato da Cia insieme alla sua Associazione Florovivaisti Italiani nel contributo portato alla consultazione della Commissione Ue rispetto alla bozza del nuovo testo, in particolare riportando l’attenzione sulle conseguenze dell’entrata in vigore immediata, del Regolamento su particolari distretti produttivi. Il riferimento è, soprattutto, all’estensione dei controlli sugli spostamenti introdotti dal nuovo Regolamento anche per lavanda e rosmarino, in aggiunta a specie notoriamente sensibili alla Xylella fastidiosa come oleandro e poligala. Un intervento, in tempi brevi, per Cia causa inevitabile di rallentamenti nella commercializzazione in alcune zone estremamente vocate, tutto a carico di tante piccole aziende florovivaistiche specializzate.


Per Cia, inoltre, un Regolamento Ue volto alla prevenzione e alla diffusione della Xylella tra i Paesi membri deve, necessariamente, prevedere misure di contrasto non solo nelle aree infette, ma anche nelle zone cuscinetto, senza distinzione tra campi coltivati e verde pubblico, strade e superfici demaniali. Infine, Cia continuerà a seguire i lavori della Commissione europea affinché si arrivi a un nuovo Regolamento Ue sulla Xylella, più graduale e agevole nelle richieste agli agricoltori e davvero in grado di anticipare le emergenze, tutelando la tenuta e lo sviluppo anche del comparto florovivaistico che solo in Italia, secondo Paese Ue per export, fattura oltre 3 miliardi di euro.

Giansanti (Confagricoltura) eletto presidente Copa a Bruxelles

Giansanti (Confagricoltura) eletto presidente Copa a BruxellesRoma, 27 set. (askanews) – Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, è il nuovo presidente del COPA, l’associazione che riunisce le principali organizzazioni professionali agricole e rappresenta oltre 22 milioni di agricoltori europei. Il Comitato di Presidenza del Copa si è riunito oggi a Bruxelles in sessione plenaria.


“I prossimi anni definiranno il futuro dell’agricoltura europea – ha detto Giansanti, ringraziando i presidenti delle organizzazioni parte del COPA – Importanti sfide ci attendono, come l’allargamento dell’Unione a nuovi Stati membri e la conseguente necessità di un budget più ampio per il comparto, una profonda riforma della PAC e azioni di contrasto sempre più efficaci al cambiamento climatico. Non possiamo farci trovare impreparati”. “Questo incarico mi investe di una grande responsabilità che onorerò con la massima dedizione – ha assicurato – Sarò il presidente di tutti gli agricoltori europei perché da sempre sostengo che solo agendo come una realtà coesa potremo competere negli scenari globali, restituendo all’agricoltura europea la dignità che merita”. “Coinvolgerò tutti, in particolare i vicepresidenti, al mio fianco, per raggiungere insieme gli obiettivi del programma”, ha quindi aggiunto.


“L’Europa agricola deve tornare forte, in grado di competere con Stati Uniti e Cina sui mercati globali – ha continuato Giansanti, sottolineando tre priorità – Oltre alla revisione della PAC, occorre difendere il reddito degli agricoltori e garantire reciprocità negli scambi commerciali con i Paesi terzi: i nostri concorrenti devono essere allineati agli standard UE sulla sicurezza alimentare e sulle condizioni di lavoro”. Cambiare la narrazione sull’agricoltura e la produzione di cibo, promuovendo una comunicazione basata sulle evidenze scientifiche e sulla corretta e trasparente informazione ai consumatori è un altro passaggio-chiave del discorso del neoeletto presidente del COPA. Massimiliano Giansanti, 50 anni, romano, è imprenditore agricolo. Presidente di Agricola Giansanti srl e Amministratore delegato del Gruppo Aziende Agricole Di Muzio, presente nelle province di Roma, Viterbo e Parma. Le aziende, specializzate nella produzione di cereali, kiwi, latte e prodotti zootecnici, sono attive in ambito agroindustriale e agroenergetico.

Lollobrigida a G7: agricoltura radicata ma calo interesse giovani

Lollobrigida a G7: agricoltura radicata ma calo interesse giovaniRoma, 27 set. (askanews) – “L’agricoltura è profondamente radicata nella storia e nella cultura del mio Paese. Tuttavia, negli ultimi anni, il numero di giovani che entrano nel settore agricolo è in costante calo. L’età media degli agricoltori è superiore ai 55 anni”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, nell’intervento al G7 Agricoltura e Pesca in corso a Siracusa.


“I giovani spesso affrontano barriere significative all’ingresso, tra cui un accesso limitato alla terra, elevati costi di avviamento e una mancanza di reti di supporto sufficienti. Inoltre – ha concluso – c’è una percezione prevalente che l’agricoltura non sia un percorso di carriera praticabile, pertanto le giovani generazioni sono spesso attratte dalle aree urbane e da altri settori dell’economia”.