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Zucchero, in Europa prezzi inferiori alla campagna 2023

Zucchero, in Europa prezzi inferiori alla campagna 2023Roma, 5 lug. (askanews) – In Unione Europa i prezzi dello zucchero hanno raggiunto livelli marcatamente inferiori rispetto alla scorsa campagna. A giugno 2024 si è registrato un -42% nel consegnato al Centro-Nord Italia rispetto a giugno 2023, con prezzi inferiori a 700 euro a tonnellata.


A riassumere l’andamento del mercato è Aretè. Secondo il primo scenario fornito dalla Commissione Europea, la produzione UE per la prossima campagna 2024/25 è prevista in crescita del 5% a 16,4 milioni di tonnellate. Si evidenzia un aumento delle aree seminate a barbabietola del 6%, che porterebbe ad una maggiore produzione soprattutto in Est e Sud Europa, resta stabile invece la produzione del Centro. A fronte di consumi stabili, è previsto un accumulo di stock (+23%) con scorte finali ai massimi dalla campagna 2019/20. La maggiore disponibilità di prodotto comporterebbe un calo del fabbisogno di importazione (-10%); le importazioni nette raggiungerebbero quindi i minimi dalla campagna 2017/18, quando l’UE era stata un’area di esportazione netta di zucchero.

In Puglia al via piano straordinario regionale contro cinghiali

In Puglia al via piano straordinario regionale contro cinghialiRoma, 5 lug. (askanews) – Con il via all’iter per il Piano Straordinario Regionale in Puglia sarà messo un argine all’invasione dei cinghiali e della fauna selvatica in linea con le misure previste dal decreto interministeriale varato lo scorso anno, per difendere il territorio, i cittadini e gli agricoltori. Così Coldiretti Puglia, all’indomani della mobilitazione in piazza a Bari davanti al Palazzo della Giunta regionale per chiedere immediate azioni contro l’invasione dei cinghiali e della fauna selvatica. Dopo la protesta è stata approvata la delibera di giunta su proposta degli Assessorati all’Agricoltura e all’Ambiente, recependo l’istanza di Coldiretti.


Sarà definito un piano straordinario che accompagnerà il PRIU, il Piano regionale di interventi urgenti relativi alla gestione del cinghiale, di cui la Regione Puglia si è dotata già dal 2022, adeguandolo alle norme nazionali. Con la Puglia invasa da 250mila cinghiali, non c’è solo la peste suina a spaventare, ma anche i branchi che si spingono fin dentro i centri urbani. In Puglia sono stati 3 i morti nel 2023, ma sono centinaia gli incidenti stradali all’anno causati dai cinghiali con gli automobilisti coinvolti che non denunciano il sinistro sapendo che difficilmente verranno poi rimborsati i danni.


In Puglia i danni causati in genere dalla fauna selvatica alle coltivazioni, agli allevamenti e alla pesca ammontano, secondo Coldiretti, a oltre 30 milioni di euro.

Lollobrigida: su questione caccia diffuse bugie e rancora

Lollobrigida: su questione caccia diffuse bugie e rancoraRoma, 5 lug. (askanews) – “Una risposta a chi in queste ore ha diffuso rancore e bugie va data. Per ora con queste spiegazioni e a seguire con altri fatti concreti. Al contrario di quello che fanno i chiacchieroni sono abituato a raccontare solo quello che ho già ottenuto piuttosto che commentare, come una vecchia suocera, quello che fanno gli altri o illudere le persone che si fidano di poter fare miracoli”. Così in un lungo post sul proprio profilo Facebook il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, interviene sulle critiche rispetto all’operato del governo dopo l’approvazione in Senato del Dl agricoltura “da persone che dicono di esercitare l’attività venatoria”.


Il ministro ricorda che nel decreto Agricoltura è stato prolungato di un mese il periodo di caccia al cinghiale finalizzato alla riduzione dei rischi di contagio dal “flagello” della peste suina africana e che “solo 2 emendamenti inerenti la caccia sono stati ritirati dal governo, insieme a molti altri su altri argomenti, perché non coerenti con il Decreto Legge che deve per essere avallato contenere articoli direttamente collegati all’oggetto”. Nel merito, aggiunge Lollobrigida, “sui due emendamenti in questione il parere del Masaf resta positivo e con esso l’impegno a proseguire il percorso per approvarne il contenuto. Così come resta l’impegno all’aggiornamento della Legge 157/92, della quale abbiamo già modificato alcuni aspetti e su cui il Comitato faunistico venatorio è stato da me sollecitato a lavorare fin dal suo insediamento”.


“Ai suoi componenti, rappresentativi di tutti i soggetti coinvolti nella gestione di questa attività, ho chiesto – ricorda ancora il ministro – di fornire al Parlamento proposte per un aggiornamento di una normativa ormai obsoleta rendendola compatibile con la tutela dell’ambiente, della fauna selvatica e della attività venatoria”. Il ministro rivendica ancora il fatto che il Governo “in 18 mesi ha riattivato il Comitato Faunistico venatorio sciolto da anni”. Un Comitato che “già oggi ha verificato i calendari di tutte le regioni Italiane e le più virtuose, tra loro, lo hanno già approvato in Giunta. Questo per prevenire ricorsi strumentali che ledono il diritto ad esercitare l’Attività Venatoria che la legislazione italiana ed Europea regolano”.


Ancora, spiega, “abbiamo lavorato per evitare che le direttive europee sulle Aree Umide venissero interpretate in modo esageratamente restrittivo e penalizzante. Abbiamo restituito ai possessori di licenza e abilitazione la considerazione che meritano tutti i cittadini incensurati che rispettano la legge e svolgono una attività consentita contribuendo come bioregolatori alla gestione dell’eco sistema. Abbiamo accettato – prosegue ancora – minacce degli ambientalisti di professione e l’insulto di avere tra gli amici i Cacciatori facendocene vanto senza paura. Abbiamo operato confrontandoci con tutte le associazioni venatorie costantemente”.

Fao: in 2024 raccolto cereali -20% in Africa meridionale

Fao: in 2024 raccolto cereali -20% in Africa meridionaleRoma, 5 lug. (askanews) – Produzione totale di cereali prevista in calo del 20% nell’Africa meridionale nel 2024, a causa delle diffuse condizioni calde e secche. Sono le stime dell’ultimo rapporto Crop Prospects and Food Situation, pubblicato oggi, secondo cui il fabbisogno di importazione per la sottoregione sarà più del doppio della media degli ultimi cinque anni, presupponendo che i livelli di consumo siano mantenuti. Si prevede che lo Zambia, solitamente un esportatore netto di mais, importerà quasi un milione di tonnellate nel 2024.


Anche se si prevede che i fornitori globali di mais saranno numerosi, la maggior parte è costituita da mais giallo, mentre l’offerta globale di mais bianco, un alimento base nell’Africa meridionale, è bassa. Ancora, i conflitti stanno generando gravi livelli di insicurezza alimentare acuta, soprattutto nello Yemen, dove si stima che quasi 4,6 milioni di persone nelle aree controllate dal governo si trovino ad affrontare livelli elevati di insicurezza alimentare acuta, e nella Striscia di Gaza e in Sudan, dove le popolazioni si trovano anche ad affrontare il rischio di carestia.


La pubblicazione triennale del Sistema Globale di Informazione e Allarme Precoce della FAO (GIEWS) offre un’analisi dettagliata delle tendenze della fame nei 45 paesi individuati come bisognosi di assistenza esterna per il cibo: si prevede che la produzione di cereali nei paesi a basso reddito con deficit alimentare aumenterà nel 2024, ma la crescita non è uniforme nel gruppo di 44 nazioni.

Materie prime, in calo prezzi cereali. Salgono oli e zucchero

Materie prime, in calo prezzi cereali. Salgono oli e zuccheroRoma, 5 lug. (askanews) – In calo a giugno le quotazioni mondiali dei cereali, mentre salgono quelle di oli vegetali, zucchero e prodotti lattiero-caseari. Il benchmark per i prezzi mondiali delle materie prime alimentari è rimasto invariato a giugno, poiché gli aumenti delle quotazioni internazionali di oli vegetali, zucchero e prodotti lattiero-caseari hanno compensato una diminuzione di quelle dei cereali. E’ quanto previsto dall’indice dei prezzi alimentari della Fao, pubblicato oggi e che misura le variazioni mensili dei prezzi internazionali di una serie di prodotti alimentari commercializzati a livello globale.


L’indice ha registrato una media di 120,6 punti a giugno, lo stesso dato rivisto di maggio. L’indice è ora inferiore del 2,1% rispetto al valore dell’anno precedente e del 24,8% rispetto al picco di marzo 2022. Per quanto riguarda i prezzi dei cereali, l’indice è diminuito del 3% a giugno rispetto a maggio, con le quotazioni dei cereali secondari, del grano e del riso in calo, in parte grazie al miglioramento delle prospettive di produzione nei principali paesi esportatori.


I prezzi degli oli vegetali, al contrario, sono aumentati del 3,1% rispetto a maggio, sostenuti dalla ripresa della domanda globale di importazioni di olio di palma e dalla forte domanda da parte del settore dei biocarburanti nelle Americhe per oli di soia e girasole. In crescita dell’1,9% i prezzi dello zucchero dopo tre cali mensili consecutivi, dovuti in gran parte alle preoccupazioni sul probabile impatto delle condizioni meteorologiche avverse e dei monsoni sulla produzione in Brasile e India.


In salita anche i prezzi dei prodotti lattiero-caseari (+1,2%), con le quotazioni internazionali del burro che hanno raggiunto il massimo in 24 mesi, sulla scia dell’aumento della domanda globale di consegne a breve termine in un contesto di forti vendite al dettaglio, consegne di latte in calo stagionale in Europa occidentale e scarse scorte in Oceania. L’Indice FAO dei prezzi della carne è rimasto praticamente invariato nel mese di giugno, poiché i lievi aumenti dei prezzi mondiali delle carni ovine, suine e bovine hanno quasi compensato un calo dei prezzi internazionali della carne di pollame, determinato dall’offerta.

Produzione mondiale di cereali attesa a massimo storico in 2024

Produzione mondiale di cereali attesa a massimo storico in 2024Roma, 5 lug. (askanews) – Nel 2024 la produzione globale di cereali raggiungerà il massimo storico. E’ quanto previsto dall’indice dei prezzi alimentari della Fao, che ha aggiornato le sue previsioni per la produzione mondiale di cereali fissandola ora a 2.854 milioni di tonnellate, un nuovo massimo storico.


Il Documento sulla domanda e l’offerta di cereali, pubblicato oggi dalla FAO, attribuisce le proiezioni in aumento a migliori prospettive di raccolto di mais in Argentina e Brasile, nonché in Turchia e Ucraina, che compenseranno i declassamenti delle prospettive per Indonesia, Pakistan e diversi paesi dell’Africa meridionale. Anche le previsioni sulla produzione di grano sono state aumentate sulla base delle migliori prospettive in Asia, in particolare in Pakistan, che dovrebbero superare il previsto calo nella Federazione Russa a causa del clima inclemente nelle principali aree produttrici di grano all’inizio della stagione. Si prevede che la produzione globale di riso raggiungerà la cifra record di 535,1 milioni di tonnellate.


Secondo le stime, l’utilizzo totale mondiale di cereali nel 2024/25 salirà a 2.856 milioni di tonnellate, in aumento dello 0,5% rispetto all’anno precedente, guidato da riso e cereali secondari. Nel 2025 anche le scorte mondiali di cereali aumenteranno dell’1,3%, lasciando la razione globale delle scorte di cereali da utilizzare nel 2024/25 quasi invariata al 30,8%. Le previsioni della FAO per il commercio internazionale totale di cereali rimangono invariate a 481 milioni di tonnellate, con un calo del 3,0% rispetto al 2023/24.

In calo prezzi ortofrutta per aumento quantità e calo consumi

In calo prezzi ortofrutta per aumento quantità e calo consumiRoma, 5 lug. (askanews) – Prezzi dell’ortofrutta in calo questa settimana a causa di un aumento delle quantità prodotte e del calo di consumi al Nord legato all’andamento climatico. La Borsa della Spesa, il servizio di BMTI e Italmercati Rete di Imprese con la collaborazione di Consumerismo No Profit, segnala che le condizioni metereologiche che hanno diviso il nord e il sud Italia hanno impattato sulla produzione, favorendo la maturazione dei prodotti del Sud ma svantaggiando quella del Nord.


In particolare, sono abbondanti nei mercati le angurie che presentano un’ottima qualità. Il maltempo non sta però favorendo il consumo nelle zone settentrionali del nostro Paese e questo sta portando i prezzi ulteriormente in calo, intorno a 0,55 euro/Kg. Per i meloni, la cui produzione era partita con fatica a causa del maltempo, si registra oggi un’ottima qualità e prezzi che vanno da 1,00 a 1,30 euro/Kg a seconda della varietà. Anche in questo caso, il consumo è molto legato al clima. Sono in calo anche i prezzi di pesche e nettarine grazie ad un aumento dei quantitativi. Infatti, la presenza di sole nelle regioni del Sud Italia, sta favorendo la loro corretta maturazione. Per i prodotti di calibro piccolo il prezzo medio si attesta intorno ai 0,90 euro/Kg mentre per il prodotto di misura maggiore si arriva ai 2,30 euro/kg.


Inoltre, iniziano ad affacciarsi nei mercati le prime albicocche dell’Emilia-Romagna che si aggiungono alla produzione centro-meridionale, portando i prezzi in ribasso, intorno ai 2,00 euro/kg. Per quanto riguarda gli ortaggi, prosegue a gonfie vele la produzione di tutti i prodotti estivi. In particolare, i pomodori presentano un’ottima qualità, sono abbondanti e, di conseguenza, presentano prezzi molto bassi. All’ingrosso, il Ciliegino è intorno a 1,80 euro/Kg, il Datterino intorno a 2,30 euro/kg ed il Piccadilly intorno 1,30 euro/kg. Convenienti anche le melanzane e le zucchine, nel pieno della loro campagna e per le quali si registra un prezzo medio rispettivamente di 0,80 euro/Kg e 1,20 euro/Kg. Bisogna, però, sperare che la produzione delle zucchine non venga colpita del forte caldo dei prossimi giorni.


È abbondante anche la produzione di lattuga, con prezzi bassi da 1,20 fino a 1,50 euro/Kg, a seconda della varietà. Stesso discorso per i fagiolini raccolti a mano, il cui prezzo medio si attesta intorno ai 3,00 euro/kg.

Agroalimentare, verso l’Igp per i gianduiotti di Torino

Agroalimentare, verso l’Igp per i gianduiotti di TorinoRoma, 5 lug. (askanews) – E’ stata presentata mercoledì alla Commissione Europea la richiesta dell’Indicazione Geografica Protetta per i gianduiotti di Torino. Una volta accettata, tutti i gianduiotti prodotti in Piemonte, con una percentuale di nocciola che va dal 30% al 45%, zucchero semolato di barbabietola o di canna raffinato dal 20% al 45% e una percentuale minima del 25% di cacao, senza la presenza di latte in polvere, potranno essere riconosciuti IGP. Il risultato arriva al termine di un percorso iniziato nel 2017, anno in cui fu costituito, da parte di 40 aziende e maestri artigiani del cioccolato, il Comitato del Gianduiotto di Torino IGP.


Lo rende noto la cioccolateria Giraudi, di Castellazzo Bormida, in provincia di Alessandria. “Il Gianduiotto di Torino è un’eccellenza del territorio piemontese e, come tale, va riconosciuta sia in Italia che all’estero – spiega in una nota Giacomo Boidi – L’Igp è un’importantissima etichetta che ci consentirà di dare maggior valore al prodotto e di comunicarlo con più facilità. Il riconoscimento non sarebbe esclusiva conseguenza della centenaria tradizione cioccolatiera regionale, ma anche delle indiscusse proprietà qualitative della Nocciola del Piemonte, altra IGP del territorio”, conclude.

Al via in Comagri Camera l’esame del Dl Agricoltura

Al via in Comagri Camera l’esame del Dl AgricolturaRoma, 4 lug. (askanews) – Al via oggi in commissione Agricoltura alla Camera l’esame del Dl Agricoltura recante disposizioni urgenti per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, e per quelle di interesse strategico nazionale, già approvato stamattina in Senato.


“Si tratta di un testo importante, frutto del buon lavoro portato avanti dalla Lega, con cui si vogliono dare risposte alle criticità che impattano sull’intera filiera agroalimentare nazionale, in particolare sui settori vitivinicolo e florovivaistico”, spiega il deputato della Lega e presidente della commissione Agricoltura Mirco Carloni, relatore del provvedimento. “Un testo che prevede sostegni alle imprese agricole in difficoltà, proposte per un uso consapevole del suolo, contributi a tutela delle razze autoctone a rischio estinzione, proposte in tema di siccità – ricorda Carloni – la proroga dei termini per l’attività di ricerca dei siti autorizzati per le produzioni vegetali, gli interventi per i danni prodotti dalla peronospora, l’incremento del fondo contro le infestazioni del bostrico tipografo, e le iniziative in materia di pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare”.


“Avanti in questa direzione – conclude Carloni – con il massimo impegno, per portare a casa in tempi brevi un provvedimento fondamentale per l’intero comparto”.

Direttivo Confagricoltura nomina i tre vice presidenti

Direttivo Confagricoltura nomina i tre vice presidentiRoma, 4 lug. (askanews) – Il comitato direttivo di Confagricoltura, riunitosi oggi, ha designato i tre vicepresidenti nazionali che affiancheranno il presidente Massimiliano Giansanti nei prossimi quattro anni.


Si tratta di Giordano Emo Capodilista, imprenditore vitivinicolo in provincia di Padova, vicepresidente vicario di Confagricoltura Veneto, già presidente del Consorzio Vini Colli Euganei Doc; Sandro Gambuzza, titolare di un’impresa a indirizzo orticolo ed olivicolo in provincia di Ragusa e componente del Consiglio di Amministrazione della SAC spa (aeroporto internazionale di Catania); Luca Brondelli di Brondello, titolare di un’azienda a indirizzo cerealicolo, viticolo e agrituristico a Serralunga di Crea nel Monferrato, in provincia di Alessandria, presidente anche di Enapra, l’Ente di Formazione della Confederazione. Gli altri componenti della giunta nazionale, eletta il 27 maggio scorso quando l’assemblea ha riconfermato all’unanimità il presidente Massimiliano Giansanti al vertice della più antica organizzazione professionale agricola, sono Lamberto Frescobaldi, Nicola Gherardi, Paolo Mele, Filippo Schiavone, Cesare Soldi e Alberto Statti.