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Clima divide Italia e condiziona prezzi e consumi ortofrutta

Clima divide Italia e condiziona prezzi e consumi ortofruttaRoma, 4 lug. (askanews) – Il clima instabile, l’alternarsi di grande caldo ed improvvise grandinate sono i principali fattori che stanno condizionando in questi giorni sia qualità che quantità di alcuni prodotti presenti al mercato, provocando forti oscillazioni sia dei prezzi che dei consumi. Secondo gli ultimi dati disponibili al Car, il centro agroalimentare di Roma, le condizioni atmosferiche di caldo anomalo che stanno interessando le aree produttive del centro e del sud hanno causato una forte carenza di tutti i tipi di pomodoro verde (oblungo, costoluto) che al momento ha raggiunto prezzi all’ingrosso di circa il +20% superiori a quelli della scorsa settimana.


D’altro canto, il pomodoro rosso subisce invece una forte diminuzione dei prezzi, che si attestano su circa -50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e grazie agli ingenti volumi presenti sul mercato nelle diverse tipologie. Il caldo sta avendo un’influenza negativa anche sulla qualità di fagiolini e radicchio, con prezzi in calo del -20% per i primi e quasi il -50% per il secondo. Stabili melanzane e peperoni, che mantengono i prezzi medio-bassi delle scorse settimane.


Per quanto riguarda la frutta, la qualità di pesche e susine provenienti dall’Emilia Romagna ha risentito delle forti piogge che hanno caratterizzato tutto il mese di giugno. Per contro, è molto presente sul mercato il prodotto del sud che ha subìto un calo di prezzo del -20%, soprattutto a causa di una scarsa domanda, che conferma un trend dei consumi a ribasso. Ci si attende comunque che il prezzo di pesche e susine torni a salire nei prossimi giorni a causa delle grandinate di questi giorni che hanno pesantemente danneggiato la produzione della Basilicata.


Sono arrivati sul mercato i primi fichi locali con ottima qualità e prezzi all’ingrosso che variano dai 3 ai 4 euro/Kg. Di ottima qualità anche angurie e meloni che, nonostante una domanda incostante, mantengono le vendite per la buona qualità organolettica raggiunta nelle ultime settimane dalle produzioni in pieno campo. Le previsioni atmosferiche della prossima settimana vedono la stabilizzazione del clima, e con essa anche migliore costanza dell’andamento dei prezzi e dei consumi.

Cia: in Dl Agricoltura grande attenzione governo al settore

Cia: in Dl Agricoltura grande attenzione governo al settoreRoma, 4 lug. (askanews) – “Accogliamo positivamente le misure del Dl Agricoltura, che rappresentano un segnale di grande attenzione del Governo al settore agricolo, con risposte a quasi tutte le emergenze sollecitate dalla nostra Confederazione: dalla moratoria sui mutui, agli aiuti alle filiere in sofferenza fino al rafforzamento delle pratiche sleali”. Così oggi il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, sul decreto Agricoltura dopo il voto odierno al Senato.


“Questo decreto risponde con efficacia alle esigenze dell’agricoltura italiana – aggiunge Fini – a partire dal sostegno al credito delle aziende con la moratoria dei mutui, all’intervento sul carburante agricolo agevolato, oltre alle misure per coprire danni alle coltivazioni e agli allevamenti, le norme sugli impianti fotovoltaici e gli interventi per la lotta al caporalato”. Fra i molti interventi previsti, Cia reputa importante il sostegno alle nostre imprese colpite da fenomeni idrogeologici, con i 15 milioni previsti in favore delle aziende danneggiate dalla siccità persistente in Sicilia e i fondi per ristorare gli agricoltori di Romagna, Marche e Toscana, dopo la straordinaria alluvione del 2023.


Cia ringrazia il Governo anche per la fondamentale proroga di un anno per la sperimentazione in campo delle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea), strumenti indispensabili all’ottenimento di produzioni vegetali in grado di garantire produttività, resilienza e sostenibilità ambientale. Soddisfazione anche per gli stanziamenti previsti in favore dei viticoltori: 50 milioni per i produttori del centro-sud afflitti dalla peronospera e altri 2 milioni per quelli danneggiati dalla flavescenza. Cia apprezza anche l’attenzione dell’Esecutivo a contrasto della xylella (30 milioni di euro destinati ai reimpianti e alle riconversioni) e del granchio blu, nonché lo stanziamento di 4 milioni per i coltivatori di kiwi colpiti dal fenomeno della moria. Bene per Cia la spinta annunciata sugli abbattimenti dei cinghiali, anche con l’esercito, per far fronte alla PSA e l’entrata in funzione del Registro telematico per i cereali (Granaio Italia), strumento fondamentale per riportare trasparenza sui mercati.


Cia reputa, inoltre, positivo il mantenimento della tassazione fiscale agevolata per agricoltori che realizzano piccoli impianti fotovoltaici destinati al solo uso aziendale, fondamentali per il contenimento dei costi di produzione e per fare fronte a eventuali emergenze climatiche. Resta l’amarezza per la mancata proroga al 31 dicembre dell’obbligo assicurativo per i trattori e le macchine agricole non circolanti su strada, che riguarda circa 3 milioni di veicoli. In merito alle norme sul caporalato, per Cia è positiva l’istituzione di una banca dati sui contratti di appalto in agricoltura, che permetterà alle nostre aziende agricole di agire con la massima tranquillità e nel rispetto delle norme previste. Relativamente al potenziamento del personale ispettivo, Cia sia aspetta un coordinamento tra le varie amministrazioni che punti ad un efficientamento delle risorse. La nascita di un sistema informativo per la lotta al caporalato, con tutte le amministrazioni pubbliche presenti, sembra -invece- una duplicazione della rete del lavoro agricolo di qualità e quindi bisognerebbe capirne meglio il suo funzionamento e la finalità.

Lollobrigida: bene ok Senato Dl Agricoltura, 500 mln per rilancio

Lollobrigida: bene ok Senato Dl Agricoltura, 500 mln per rilancioRoma, 4 lug. (askanews) – “Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione del dl Agricoltura in Senato. Ringrazio tutti i senatori e i relatori Luca De Carlo e Giorgio Bergesio per l’impegno profuso. Il decreto Agricoltura esce ancora più rafforzato grazie al lavoro parlamentare dei senatori con oltre 500 milioni di euro di interventi per il settore agricolo, della pesca e agroalimentare, una cifra mai vista in precedenza e che segna una svolta storica nella difesa dei nostri agricoltori e dei nostri pescatori”. Lo dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, dopo l’approvazione del dl Agricoltura al Senato.


“Abbiamo messo in campo strumenti per affrontare le principali emergenze, alcune relativamente nuove, come la peste suina africana, altre ereditate dal passato – spiega il ministro – come ad esempio il granchio blu o il tema della siccità, su cui i governi precedenti, in molti anni, non avevano evidentemente portato avanti delle azioni corrette e efficaci per contrastarle”. In particolare, il governo è intervenuto “con risorse importanti contro la peronospora, la flavescenza dorata a sostegno del settore del kiwi e, come già detto, per il contenimento della piaga del granchio blu e per limitare gli effetti negativi della siccità. Inoltre, abbiamo rafforzato le azioni a contrasto delle pratiche sleali per chi compra prodotti agricoli sottocosto e, insieme alla ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, contro la piaga del caporalato”, evidenzia il ministro.


“Voglio inoltre ringraziare il senatore Patrizio La Pietra – aggiunge ancora Lollobrigida – per il lavoro fatto anche e soprattutto sul tema di Granaio Italia, una svolta storica che consentirà di supportare in maniera più efficace un settore fondamentale come quello della produzione cerealicola e del grano duro, a cui vanno anche 20 milioni a sostegno della filiera. Siamo infine intervenuti sul campo delle semplificazioni, con l’accorpamento di SIN in AGEA, nell’ottica di ridurre gli sprechi e la moltiplicazione delle società pubbliche e per ottenere maggiore efficienza nei pagamenti dei contributi in agricoltura”. “Si tratta però – continua il ministro Lollobrigida – non soltanto di un decreto che affronta le emergenze, ma anche e soprattutto di un provvedimento normativo di prospettiva che mira a rilanciare complessivamente l’agricoltura italiana anche a livello europeo e mondiale in scia con quanto fatto dal Governo Meloni fin dall’inizio e ribadito anche nel recente G7”.


“Oggi possiamo dire che l’agricoltore come bio regolatore e custode del territorio, ritorna al centro dell’agenda europea. Alcune battaglie dell’Italia, come quella contro il Nutriscore e contro il cibo sintetico, hanno rappresentato una svolta e oggi siamo seguiti anche da molte altre nazioni dell’Unione e non solo. Continueremo su questa linea, in difesa della pesca, dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano, perché la difesa del settore primario rappresenta un interesse centrale per la nostra Nazione”, conclude il ministro.

Confagri Forlì-Rimini-Cesena: bene ok Dl, ora iter veloce

Confagri Forlì-Rimini-Cesena: bene ok Dl, ora iter veloceRoma, 4 lug. (askanews) – “L’approvazione al Senato della nuova versione del DL Agricoltura, che contiene un emendamento che prevede gli indennizzi per i danni che gli agricoltori hanno subito a causa di frane, risponde a quanto richiesto da Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini. Le tante aziende che si erano viste negare i ristori dopo la domanda presentata ad AgriCat, in quanto i danni non erano visibili da foto satellitari, oggi possono tirare un sospiro di sollievo”. Esprimono soddisfazione Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini ed i vicepresidenti Alberto Mazzoni, Matteo Brunelli e Nicola Pelliccioni per il voto di fiducia al Senato del disegno di legge, che passa ora all’esame della Camera.


“Siamo soddisfatti per una misura che garantisce un sostegno concreto alle aziende in difficoltà, superando il troppo restrittivo criterio delle foto satellitari, molto penalizzante per una fetta importante di produttori – commentano i vertici di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini – Ad oltre un anno di distanza dall’alluvione 2023 le aziende agricole della collina, rimaste escluse dai ristori ancora parziali del fondo AgriCat, possono così guardare con fiducia all’arrivo di risorse fondamentali per ripartire”. “Ora auspichiamo l’approvazione definitiva senza modifiche – spiegano – entro il 14 luglio e un percorso certo per la procedura di richiesta dei ristori e dell’erogazione delle somme dovute. Noi agricoltori sappiamo bene che fare agricoltura in collina presenta difficoltà maggiori che in pianura, a causa di infrastrutture non sempre adeguate e di vincoli morfologici. Le frane hanno minato un equilibrio che era già precario -concludono Carli, Mazzoni, Brunelli e Pelliccioni – siamo quindi soddisfatti che con questo emendamento, seppur tardivamente, si siano recepite le esigenze dei produttori di collina, custodi troppo spesso dimenticati di questo territorio”.

Apo Conerpo: confermato alla guida Vernocchi e fatturato +1,8%

Apo Conerpo: confermato alla guida Vernocchi e fatturato +1,8%Roma, 4 lug. (askanews) – Un fatturato dalla commercializzazione 2023 in aumento dell’1,8% nonostante mancati conferimenti per oltre il 27% dei volumi, e ristorni ai soci incrementati del 50%. Apo Conerpo, principale organizzazione di produttori ortofrutticoli europea, archivia il 2023 con questi numeri e si prepara a costruire il futuro, a partire dalla campagna estiva appena cominciata, con una governance rinnovata e potenziata.


Al timone confermato il presidente Davide Vernocchi al cui fianco siederanno quattro nuovi vicepresidenti, espressioni delle principali filiere e territori di riferimento. Una squadra che sarà coadiuvata dal nuovo direttore generale Daniele Maria Ghezzi, che raccoglie il testimone portato per oltre vent’anni da Gabriele Chiesa, che continuerà a fornire supporto alla OP. “Il 2023 è stato un anno particolarmente sfidante per il nostro settore – commenta Vernocchi – dalle gelate primaverili all’alluvione di maggio, dalla siccità estiva alle grandinate, alla recrudescenza di gravi fitopatie legate al clima come la maculatura e la batteriosi, nessuna coltura è stata risparmiata, con effetti particolarmente rilevanti su diverse fra le produzioni principali dell’Emilia-Romagna come, solo per citarne alcune, pere, pesche e nettarine, ciliegie, pomodoro da industria e cipolle”.


A ciò si aggiunge il complesso scenario internazionale con i suoi effetti sui mercati e sui prezzi di energia e materie prime, l’esplosione dell’inflazione e il manifestarsi di nuove povertà, “la difficoltà ormai critica nel reperire manodopera per il settore ortofrutticolo e le scelte spesso discutibili prese dall’Europa che impattano come un macigno sulle nostre aziende agricole. Un quadro complesso che ha generato un’inevitabile contrazione dei conferimenti, fermi nel 2023 a 732.000 tonnellate, il 27% in meno rispetto alla media degli ultimi dieci anni e il dato più basso della storia di Apo Conerpo”. Il bilancio 2023, approvato a fine giugno, mostra una Apo Conerpo solida, con un valore della commercializzazione che supera i 434 milioni di euro (+1,8%) e un volume d’affari che raggiunge quota 787 milioni di euro, con una flessione di soli 2,7 punti rispetto a quel 2022 che aveva segnato il miglior risultato del gruppo nell’ultimo decennio.

Nestlé in Italia: congedo di 3 mesi retribuito usato da 82% neo-papà

Nestlé in Italia: congedo di 3 mesi retribuito usato da 82% neo-papàMilano, 4 lug. (askanews) – L’82% dei neopapà o secondi caregiver del gruppo Nestlé in Italia ha usufruito di Nestlé baby leave, il congedo di tre mesi retribuito al 100% introdotto dall’azienda a partire dal 2022. Questi numeri confermano che l’iniziativa sia molto apprezzata dai neopapà che lavorano in Nestlé e spiccano come un esempio particolarmente positivo rispetto alla reale situazione del nostro Paese. Secondo gli ultimi dati Inps, infatti, il 64% dei neopapà sceglie di usufruire dei 10 giorni di congedo previsti dalla legge.


Il gruppo Nestlé è stato il primo in Italia, nel 2012, a prevedere due settimane di congedo di paternità e, dieci anni dopo, ha continuato a dimostrare di essere un apripista nelle politiche di welfare aziendale e nelle misure di supporto della genitorialità. Oltretutto, un dato da mettere in correlazione con queste evidenze, è il tasso di natalità in azienda, che è pari a 1,6 figli per donna, contro la media italiana che si attesta a 1,24. Dal 2008, Nestlé è stata anche la prima azienda a offrire ai genitori la possibilità di portare i figli in ufficio durante la chiusura delle scuole attraverso l’iniziativa “90 giorni”, che garantisce per 6 settimane consecutive un’assistenza completa ai bambini durante le ore di lavoro. Nel solo 2023, inoltre, nel nostro Paese Nestlé ha contribuito al pagamento di 27 rette di asilo nido per i figli dei suoi collaboratori, per un ammontare di quasi 75.000 euro.


E tra le novità lanciate dall’azienda nel 2024, grazie al rinnovo del contratto integrativo siglato con i sindacati c’è un servizio di telemedicina gratuito di cui le proprie persone e i relativi familiari possono usufruire per un consulto da remoto, disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, con medici o specialisti riguardo a problemi di salute non urgenti. In generale usufruendo delle misure per la tutela della salute previste per i dipendenti Nestlé, nel 2023 sono state 1.090 le visite mediche specialistiche effettuate dalle persone del gruppo presso le diverse sedi aziendali e 358 le sessioni di training e terapia legate al benessere psicologico erogate gratuitamente ai dipendenti.


“Siamo convinti che la crescita della nostra azienda sia fortemente connessa al benessere di tutte le persone che lavorano, direttamente o indirettamente, con noi e, per questo, ci dedichiamo a migliorare la qualità della vita degli individui e delle comunità in cui operiamo – ha dichiarato Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato di Nestlé in Italia – Siamo stati e continuiamo a essere dei veri e propri apripista in materia di welfare aziendale e di supporto alla genitorialità, stimolando altre imprese a un cambio di passo e di mentalità nel mondo del lavoro. Per questo motivo, ritengo sia molto importante pesare non solo l’impatto economico di un’azienda, ma anche il suo impatto sociale. È la prossima sfida che intendiamo presentare a breve”.

In talia 20mila agricoltori in piazza contro invasione cinghiali

In talia 20mila agricoltori in piazza contro invasione cinghialiRoma, 4 lug. (askanews) – Sono circa ventimila gli agricoltori della Coldiretti scesi oggi in piazza, dalla Puglia alla Toscana fino al Piemonte per fermare l’invasione dei cinghiali e chiedere alle Regioni i piani di contenimento necessari a salvare le colture e tutelare la vita degli automobilisti, messa sempre più a rischi dalla presenza incontrollata dei selvatici. Proprio Puglia, Toscana e Piemonte sono tra le regioni più colpite dal fenomeno con una presenza complessiva di oltre 600mila cinghiali.


La protesta segue le mobilitazioni a Milano, Cosenza, Bologna, Cagliari, Pescara e Perugia dove è arrivato il primo risultato con la Regione Umbria che ha adottato la delibera sul Piano di interventi urgenti per cinghiali e pesta suina africana che sarà preso pubblicata. I danni causati dagli animali selvatici non vengono rimborsati che in minima parte e spesso dopo molti anni, con una situazione che ha portato molti a rinunciare a denunciare gli attacchi subiti. Tra l’altro, i pochi indennizzi che arrivano non coprono mai il reale valore del prodotto distrutto o dell’animale ucciso. Per fare un esempio, un produttore di vino pregiato che ha avuto la vigna devastata da cinghiali si vedrà risarcire solo il semplice valore dell’uva.


Ai danni alle coltivazioni si è aggiunto l’allarme della peste suina africana, la malattia non trasmissibile all’uomo che i cinghiali oggi presenti sul territorio nazionale rischiano di diffondere nelle campagne, mettendo in pericolo gli allevamenti suinicoli sul territorio e, con essi, un settore che tra produzione e indotto vale circa 20 miliardi di euro e dà lavoro a centomila persone. Per fermarli è necessario far applicare subito a livello regionale le misure previste dal decreto interministeriale varato lo scorso anno per l’adozione di un Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica. Nei piani delle Regioni dovrà essere previsto il coinvolgimento attivo dei proprietari e conduttori dei fondi muniti di licenza per l’esercizio venatorio e la costituzione di un corpo di Guardie volontarie, a livello provinciale, per colmare il deficit di organico della polizia locale con la possibilità di agire anche nelle aree protette.

Toscana, 600mila euro per convenzione Centri assistenza agricola

Toscana, 600mila euro per convenzione Centri assistenza agricolaRoma, 4 lug. (askanews) – E’ stata finanziata in Toscana anche per il 2024 la convenzione con i Centri di assistenza agricola, riferimenti importanti per il supporto procedimentale degli agricoltori. La giunta regionale ha stanziato, come di consueto, 600mila euro da erogare tramite Artea ai centri per la tenuta dei fascicoli aziendali che rappresentano il cuore della vita di un’azienda agricola che accede ai finanziamenti pubblici.


Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, consente infatti agli organismi pagatori di incaricare, con apposita convenzione, i Centri autorizzati di assistenza agricola (Caa) ad effettuare per conto dei propri utenti attività di assistenza procedimentale. “I Caa – dice la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – sono tramite fondamentale tra la pubblica amministrazione e gli agricoltori che, grazie a loro, possono interloquire con i nostri uffici in modo più agile e veloce. Rinnoviamo pertanto una convenzione che rappresenta un supporto prezioso”.

Lollobrigida: Dl agricoltura approvato più forte dopo emendamenti

Lollobrigida: Dl agricoltura approvato più forte dopo emendamentiRoma, 4 lug. (askanews) – Il testo del Dl Agricoltura approvato oggi al Senato e che ora andrà alla Camera per l’approvazione definitiva, “risulta ancor più forte e incisivo dopo i lavori parlamentari: oltre 500 milioni di euro per il settore agricolo, della pesca e agroalimentare. Una cifra mai vista in precedenza”.


Lo scrive il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sul proprio profilo Facebook spiegando che si tratta di un decreto “che non solo risponde alle emergenze, ma rappresenta una leva fondamentale per il rilancio dell’agricoltura italiana a livello internazionale, forti di quanto fatto dal Governo Meloni fin dal primo giorno”. “Con questo risultato ribadiamo, ancora una volta – conclude Lollobrigida – che agricoltori e pescatori sono al centro della nostra strategia di sviluppo, come garanti di cibo di qualità e primi custodi dei nostri territori”.

Efsa: influenza aviaria, casi in calo in Ue in pollame e uccelli

Efsa: influenza aviaria, casi in calo in Ue in pollame e uccelliRoma, 4 lug. (askanews) – L’Europa ha registrato il numero più basso di casi di influenza aviaria ad alta patogenicità (Hpai) nel pollame e negli uccelli selvatici dal 2019/2020 e il rischio per la popolazione rimane basso. Questi sono i principali risultati dell’ultimo rapporto sull’influenza aviaria redatto dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dal laboratorio di riferimento dell’UE (Eurl), sulla base dei dati comunicati tra aprile e ottobre.


Il miglioramento della situazione in Europa può essere legato a diversi fattori, spiega l’Efsa nel rapporto, e necessita di ulteriori indagini. Questi fattori possono includere una immunità sviluppata dagli uccelli selvatici a seguito di una precedente infezione; la riduzione di alcune popolazioni di uccelli selvatici; la diminuzione della contaminazione ambientale e i cambiamenti nella composizione dei genotipi virali. Gli esperti hanno notato la circolazione continua del virus negli uccelli selvatici in Europa durante tutto l’anno, anche se in numeri bassi e hanno raccomandato di rafforzare la sorveglianza in vista della prossima stagione influenzale.


Per quanto riguarda la diffusione dell’aviaria fuori dall’Europa, per la prima volta in molti anni, l’Australia ha segnalato casi di Hpai. E i diversi sottotipi circolanti in Australia non sono attualmente segnalati nel resto del mondo. Gli esperti hanno notato l’inaspettata diversità delle specie di mammiferi colpite dall’Hpai nonché i diversi genotipi virali che circolano tra il pollame, gli uccelli selvatici e i mammiferi del Nord America. La trasmissione diretta da bovino a bovino non è stata ancora confermata, mentre il latte crudo delle mucche è stato osservato come una nuova, inaspettata via di trasmissione. Le prove attuali indicano che la pastorizzazione industriale svolge un ruolo significativo nell’inattivazione del virus HPAI nel latte crudo delle mucche.