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Da consorzio Cinta senese corso benessere animale e allevamento

Da consorzio Cinta senese corso benessere animale e allevamentoRoma, 11 giu. (askanews) – L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT) ospiterà il 12 giugno il quarto incontro del Percorso In-Formativo “Allevare la Cinta Senese. Benessere animale e tecniche di allevamento”. Il corso, organizzato dal Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP e rivolto a veterinari, allevatori e produttori, ha come obiettivo la salvaguardia del patrimonio suinicolo toscano, che vanta la presenza di una razza unica al mondo, la Cinta Senese DOP.


Il programma prevede interventi di veterinari e professionisti con competenze specifiche, e offrirà spunti pratici su tecniche produttive e protocolli sanitari efficaci su tematiche come la corretta alimentazione, aggiornamenti epidemiologici, gestione sanitaria, offerta diagnostica e applicazione delle norme minime di biosicurezza. “Condividere questo progetto ha un valore molto importante per l’Istituto – dichiara in una nota il direttore sanitario Giovanni Brajon – e la sede di Siena continua ad essere un punto di riferimento a livello provinciale e regionale, per gli allevatori e i medici veterinari e le imprese”.


Il Consorzio di Tutela ha promosso un percorso informativo per i soci e gli allevatori che affrontano criticità e problematiche veterinarie nella gestione quotidiana dell’allevamento. “Come Consorzio – sostiene il presidente Nicolò Savigni – crediamo sia importante coinvolgere e mettere a sistema tutti gli attori presenti nel nostro settore per conoscere le difficoltà e trovare soluzioni”.

In osservatorio filiera bufalina focus su duello con Francia

In osservatorio filiera bufalina focus su duello con FranciaRoma, 11 giu. (askanews) – Torna il report dell’osservatorio economico della filiera bufalina, che sarà presentato il 18 giugno alle ore 11 al Next di Paestum. Quest’anno il focus sarà sulla “disfida” tra Italia e Francia sul ruolo dei formaggi e in particolare della mozzarella di bufala campana Dop. Al centro dell’analisi ci sono il mercato italiano e quello francese, partendo dai cambiamenti nel consumo dei formaggi italiani Oltralpe, per arrivare al trend, alla percezione e all’approccio al consumo che hanno i francesi rispetto alla Bufala Dop, prodotto che ha proprio nella Francia il primo Paese di destinazione per l’export.


L’osservatorio economico è nato nel 2023 ed è un’iniziativa del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, in collaborazione con Nomisma e UniCredit. Come si comportano i consumatori italiani e francesi nel campo dei formaggi, in particolare quelli a pasta filata? Quali fattori determinano le scelte di acquisto? Che ruolo hanno fattori come il packaging e il prezzo o valori come la sostenibilità? A queste domande risponderà lo studio di Nomisma, commissionato dal Consorzio di Tutela, che intende così rilevare il posizionamento sia in Italia che in Francia della mozzarella di bufala campana Dop, ma ha anche l’obiettivo di tracciare gli scenari futuri, cercando di intercettare gli elementi che potrebbero incrementare il consumo di questa icona del Made in Italy, attraverso anche un’analisi sociodemografica e l’identikit del consumatore tipo. Oltre al “duello” Italia-Francia, l’Osservatorio presenterà anche i dati produttivi e di vendita in Italia confrontandoli con quelli dello scorso anno. L’evento di Paestum ha per titolo “Made in Italy e mercati, scenari di sviluppo della Mozzarella di Bufala Campana Dop”.

Pwc: formaggi strategici per alimentare italiano, fatturato 2023 a 13 mld

Pwc: formaggi strategici per alimentare italiano, fatturato 2023 a 13 mldMilano, 10 giu. (askanews) – Il 9% del latte vaccino prodotto nell’Unione Europea nel 2023 è arrivato dall’Italia, 13 milioni di tonnellate sulle 145 totali. Una quantità a livello di sistema-Europa che eccede del 39% rispetto ai consumi. Per il made in Italy quello lattiero-caseario è un comparto strategico che detiene il primato nella nostra industria alimentare. Lo scorso anno infatti ha realizzato circa 19 miliardi di euro di fatturato, di cui il 68%, pari a circa 13 miliardi, che arriva dal segmento dei formaggi. A scattare la fotografia è Pwc in una ricerca diffusa in occasione della presentazione di B2Cheese, il salone internazionale organizzato riservato a buyer e operatori del settore lattiero-caseario in programma il 25 e 26 settembre 2024 alla Fiera di Bergamo.


A livello europeo negli ultimi sei anni, la produzione di formaggio da latte vaccino è cresciuta del 6%, con 9,6 milioni di tonnellate prodotte solo lo scorso anno (l’1,4% in più rispetto a un anno prima). L’Italia in questo contesto si pone come il terzo produttore con 1,2 milioni di tonnellate di formaggio, dopo Germania (2,5) e Francia (1,7). La produzione tricolore rappresenta il 13% di quella europea, con una crescita che dal 2018 è stata in linea con l’Ue (+6%). In questo contesto, vanno Pwc ricorda che i 57 formaggi a denominazione Dop e Igp generano ormai stabilmente più di 5 miliardi di fatturato per volumi che, nel 2023, hanno raggiunto 593.000 tonnellate (45% del totale formaggi) con le Dop Grana Padano e Parmigiano Reggiano a farla da padrone per valore alla produzione. “Il mercato lattiero-caseario italiano, e in particolare il segmento dei formaggi – ha spiegato Andrea Guerini, senior manager di Pwc illustrando i dati elaborati dall’Ufficio Studi di PwC Italia – rappresenta un comparto altamente strategico per il made in Italy, di cui detiene il primato per fatturato complessivo nell’industria alimentare. L’Italia ha contribuito significativamente all’aumento della produzione europea, che si attesta oggi a +6% rispetto al 2018, e alla crescita dell’export dei prodotti sia intra-Ue che extra-Ue. La trasformazione agroalimentare e l’innovazione tecnologica nel settore, inoltre, impatteranno positivamente sull’intera filiera”.


Il formaggio, che assorbe quasi un quarto del latte prodotto nell’Unione Europea, è protagonista delle esportazioni del Vecchio Continente: su un totale di 61,2 miliardi di export della filiera il 51% arriva dal formaggio, oltre un quarto del quale valica i confini europeo. La filiera lattiero casearia italiane, dal canto suo, nel 2023 ha registrato un saldo della bilancia commerciale positivo per 510 milioni. Elemento determinante per l’intero settore è stato, infatti, l’export che ha registrato un fatturato record di 5,44 miliardi di cui quasi 5 solo di formaggi. Più del 70% del volume dell’export è realizzato intra-Ue, quota in crescita rispetto al 2022 in risposta a maggiori scambi con Francia, Germania e Spagna, e maggiori difficoltà in Canada, Giappone e Corea del Sud. Crescono anche le esportazioni verso l’Est Europa, le quali negli ultimi 10 anni sono quasi triplicate, spinte principalmente dalla Polonia che ha registrato un +30% a valore rispetto al 2022 anche se sul totale il perso è del 2%. Anche il mercato cinese registra buone performance, diventando la quinta destinazione extra-UE per export caseario.


Le importazioni di formaggi, invece, lo scorso anno hanno raggiunto i 2,6 miliardi di euro, di cui la quasi totalità (96,9%) è realizzato intra-Ue. La Germania si conferma leader con il 45% del totale dei formaggi importati in Italia. Particolarmente rilevante è il comparto dei formaggi freschi (inclusi siero di latte e latticini), spiega Pwc, che rappresentano oltre il 50% di tutti i formaggi tedeschi nel nostro Paese. Per quanto riguarda i formaggi francesi, le importazioni in Italia valgono solamente un quinto delle esportazioni di formaggi italiani verso la Francia.

Masaf: domani a Fiera Levante spazio enogastronomia Dop e Igp

Masaf: domani a Fiera Levante spazio enogastronomia Dop e IgpRoma, 10 giu. (askanews) – Domani, 11 giugno, alle 16.30 presso l’International Media Centre della Fiera del Levante di Bari, si terrà la presentazione dello spazio dedicato ai prodotti made in Italy DOP e IGP. Per l’occasione, verrà presentata un’edizione speciale in lingua inglese dell’Atlante Qualivita-Treccani, “G7 Italia 2024”, realizzata da Fondazione Qualivita ed edito dall’Istituto dell’Enciclopedia Italia – Treccani, con il supporto del Masaf, che raccoglie e racconta l’identità del patrimonio agroalimentare italiano certificato. Lo annuncia il Masaf in una nota.


Interverranno alla presentazione il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e il Direttore della Fondazione Qualivita, Mauro Rosati. L’edizione speciale dell’Atlante, con la prefazione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro Lollobrigida, è stato scelto dal Governo italiano tra i doni per i Capi di Stato dei Paesi che parteciperanno al G7 in programma in Puglia, a Borgo Egnazia (Fasano) dal 13 al 15 giugno, per offrire agli ospiti internazionali un’espressione di punta della cultura e dell’eccellenza made in Italy.


L’iniziativa, che si prolungherà fino al 15 giugno, ha l’obiettivo di promuovere le eccellenze enogastronomiche valorizzando prodotti DOP e IGP dell’intera Nazione e della Puglia. Le degustazioni saranno realizzate e guidate dai Consorzi di tutela con la collaborazione di Origin Italia e il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto professionale “Domenico Modugno” di Polignano a Mare e dei sommelier della FIS – Fondazione Italiana Sommelier. L’Italia vanta il primato di prodotti agroalimentari DOP IGP, che contribuiscono ad esprimere la cultura nazionale e il valore delle filiere territoriali.

Per il maltempo mancano fieno e mais in allevamenti padovani

Per il maltempo mancano fieno e mais in allevamenti padovaniRoma, 10 giu. (askanews) – Nei 370 allevamenti della provincia di Padova mancano fieno e mais a causa del maltempo. Le continue e intense piogge e le poche giornate di sole hanno causato infatti non solo la perdita della prima semina del mais, destinato in gran parte ai mangimi per gli animali, ma anche quella del primo raccolto di foraggere e prati stabili per la produzione di fieno. Di conseguenza, i costi di produzione sono destinati ad aumentare, dato che gli allevatori dovranno provvedere ad approvvigionamenti di mangimi extra-aziendali, a prezzi molto più alti rispetto a quelli del 2023.


“Il maggengo, cioè il primo taglio di fieno, ormai è andato, a causa di tutta l’acqua caduta in maggio – sottolinea Enrico Piantella, responsabile degli uffici di Cittadella e Piazzola sul Brenta per Confagricoltura Padova – E, oltre al fatto che il primo taglio è il più importante, si teme anche una scarsa qualità del prossimo raccolto. Per quanto riguarda il mais sia le aziende zootecniche, sia quelle che producono seminativi, non sono riuscite finora a portare a buon fine le semine. La maggior parte degli agricoltori ora si sta orientando sulla soia, l’ultima spiaggia per fare seminativo, ma questo porterà ad un surplus del prodotto e quindi ad un deprezzamento, a fronte di costi di produzione più alti rispetto allo scorso anno”. Gran parte degli allevatori, che per il 75% si trovano nell’Alta Padovana, è costretta a dover acquistare il mais dai commercianti, con aggravio di costi aziendali. In tutta la provincia la situazione è compromessa dal mese di piovosità anomala. Si calcola che siano oltre 12.000 gli ettari di terreni interessati dagli allagamenti.

In Sicilia arriva Furat Li Rosi, miscuglio evolutivo grano tenero

In Sicilia arriva Furat Li Rosi, miscuglio evolutivo grano teneroRoma, 10 giu. (askanews) – Grazie al progetto MIXWHEAT arriva in Sicilia il “Furat” Li Rosi: un miscuglio evolutivo di frumento tenero che si adatta al cambiamento climatico. A progetto chiuso, nel pieno di una stagione drammatica per la cerealicoltura siciliana, il gruppo operativo MIXWHEAT traccia il bilancio di tre anni di attività che hanno portato l’università di Catania, con il Dipartimento Di3A, in collaborazione con Rete Semi Rurali a trasferire alle aziende agricole partner, un’opportunità per affrontare gli effetti del cambiamento climatico ormai in atto, in una Sicilia sempre più calda e assetata.


Questo miscuglio evolutivo di frumento è stato seminato in quattro diversi areali siciliani per verificare la loro adattabilità. Il miscuglio evolutivo nasce dall’idea di due scienziati toscani, Salvatore Ceccarelli e Stefania Grando, che avviarono in Siria le prime prove di campo. In Sicilia, il miscuglio evolutivo è stato battezzato Furat Li Rosi, dall’antico nome del fiume Eufrate (Furat) e dal produttore, Giuseppe Li Rosi che per primo, nel 2010, seminò questo mix di semi. Dal 2018 è disponibile come semente certificata dal CREA-DC. La popolazione evolutiva di frumento Furat Tenero LI ROSI costituisce, dunque, il nucleo dell’innovazione collaudato con il progetto MIXWHEAT tramite la valutazione del suo adattamento in 4 macro-aree climatiche (pianura, collina, montagna e costa) in campi sperimentali dedicati (1 azienda-madre e 5 aziende-figlie per ogni macro area) in modo da avere semente adattata a livello locale da distribuire ad una rete di agricoltori interessati, sensibilizzati grazie ad opportune azioni di dimostrazione.


Il progetto della durata di tre anni ha visto protagoniste le aziende agricole, tutte operanti in regime di agricoltura biologica certificata, Dara Guccione Biofarm, Agricola Cavalli, Green Bio di Terre di Sant’Agata, Società Agricola di Pietro e Filippo Riolo, Terre Frumentarie di Giuseppe Li Rosi, Antichi Granai dei f.lli Mirella Santa e Salvatore Passamonte, e il Molino Quaglia, quest’ultima azienda in possesso di una metodologia di molitura innovativa che consente di ottenere un prodotto apprezzato da una vasta platea di valorizzatori di elevato standard.

Dal 17 al 24 giugno la Settimana della Gastronomia Sostenibile

Dal 17 al 24 giugno la Settimana della Gastronomia SostenibileRoma, 10 giu. (askanews) – Nasce la Settimana della Gastronomia Sostenibile dei Ristoranti o Sustainable Gastronomy Restaurant Week, che si svolgerà dal 17 al 24 giugno a Roma ma anche in altre città e nazioni su iniziativa del World Food Forum, il forum impegnato per promuovere azioni positive e trasfomartive in campo agroalimentare nato nel 2021 e rivolto ai giovani.


La Settimana della Gastronomia Sostenibile dei ristoranti nata per la volontà dell’Head of culture Lindsey Hook, è un progetto pilota che si svolge nei pressi di un’altra ricorrenza promossa da FAO, UNESCO e Assemblea Generale delle NU nel 2016, la Giornata della Gastronomia Sostenibile o Sustainable Gastronomy Day che si celebra ogni anno il 18 giugno in tutto il mondo. I ristoranti, ma anche i forni e le gelaterie che partecipano a questa prima edizione sono chiamati a proporre un menu, un piatto, una carta di moktails (cioè cocktails analcolici) o anche un gusto di gelato, elaborato in esclusiva per l’occasione della Settimana della Gastronomia Sostenibile.


Tutte le informazioni e tutti i partecipanti saranno disponibili online sul sito del World Food Forum mentre nei locali si troverà esposto il menu co-brandizzato con FAO e WFF per tutta la settimana della Sustainable Gastronomy Restaurant Week.

Istituto gelato: in 2023 170mila ton. gelato confezionato

Istituto gelato: in 2023 170mila ton. gelato confezionatoRoma, 10 giu. (askanews) – Nel 2023 prodotte quasi 170mila tonnellate di gelato confezionato e, per la nuova stagione si registra un primo segnale positivo che si auspica possa perdurare nel corso dei prossimi mesi: nel progressivo fino ad aprile 2024 il comparto del gelato confezionato nel canale Retail è, infatti, in crescita sia a valore, +3,9% che a volume +1,3%. Secondo una indagine condotta da AstraRicerche per l’Istituto del Gelato Italiano, gioia e allegria sono le sensazioni che il 73,7% del campione associa ad un buon gelato, seguite da simpatia (72,4%) e soddisfazione (72,1%).


L’indagine è stata commissionata dall’IGI, Istituto del Gelato Italiano, che dal 1991 tutela e diffonde la cultura del gelato, promuovendo la conoscenza dei prodotti della gelateria industriale italiana. Nel 1993 ha messo a punto un Codice di Autodisciplina Produttiva, che fissa le regole della gelateria industriale e garantisce un alto standard qualitativo in fase di produzione. Nell’immaginario comune, il gelato è associato alla vacanza: lo dimostrano i dati, per cui esso evoca nel 54% degli italiani sensazioni legate all’estate e al caldo e nel 33% momenti di spensieratezza, mentre al 25% degli intervistati fa pensare al mare.


Ma cosa pensano gli italiani del gelato come alimento? Per il 60,4% del campione non c’è davvero alcun dubbio, e rispondono con la massima convinzione che si tratta di un prodotto intramontabile, che piace a tutti (55,8%) e fa tornare un po’ bambini (38,3%). Un’ampia fetta del campione lo apprezza e lo sostiene in quanto simbolo dell’eccellenza alimentare Made in Italy che, per oltre l’80% del campione, si contraddistingue per il “buon gusto”, la tradizione e il know how che si tramandano nel tempo, l’alta qualità delle materie prime, la fantasia e la creatività. Quando il sondaggio si rivolge in modo particolare al gelato italiano confezionato, allora l’importanza assume una connotazione anche di carattere economico: il 76,5% lo considera importante per il numero di addetti impiegati, il 75,7% per le esportazioni all’estero. Si attesta infatti a circa 4.500 il numero di addetti alla produzione di gelato in Italia.


Secondo i dati del settore gelati di Unione Italiana Food, nel 2023 l’Italia ha realizzato quasi 170mila tonnellate di gelato industriale, per un valore di quasi 1,9 miliardi di euro e un consumo pro-capite di 2,14 kg. Ottimo anche l’export che ha registrato nel 2023 un volume di 80.400 tonnellate per un valore di 355 milioni di euro.

Civ: accordo con sudafricana Culdevco per licenza pera Cheeky

Civ: accordo con sudafricana Culdevco per licenza pera CheekyRoma, 10 giu. (askanews) – Il Civ – Consorzio Italiano Vivaisti ha recentemente sottoscritto con Culdevco (Pty) Limited un Contratto di Master Licencing esclusivo di sperimentazione e sviluppo commerciale della varietà di pero CapeRose/Cheeky per il Territorio Europa, Turchia ed Israele. La varietà è stata creata e sviluppata dal Consiglio di ricerca agricola del Sudafrica e concessa in esclusiva a livello globale al gruppo Culdevco Limited che da anni sta registrando in Sudafrica ottimi riscontri agronomico-produttivi con frutti commercializzati a livello internazionale.


Cheeky rappresenta una concreta risposta alle esigenze dei produttori del mercato con ottima produttività, rusticità della pianta e dei frutti dall’aspetto attraente e dimensioni generose. “È indubbio che il settore pericolo negli ultimi anni sia in forte sofferenza tanto per la scarsa innovazione delle colture quanto per oggettive criticità produttive – spiega il presidente Civ, Mauro Grossi – Tra i fattori che stanno contribuendo al calo della produzione troviamo le condizioni legate al cambiamento climatico e la siccità, che hanno colpito le zone maggiormente vocate alla produzione italiana, nonché l’aumento delle patologie fungine in particolare nell’areale mediterraneo”. Attualmente, la varietà è oggetto di prove sperimentali avanzate presso i più importanti gruppi operanti nelle aree maggiormente vocate in Spagna (Lérida, Estremadura) ed in Italia (Emilia Romagna e Piemonte).

Fao: volumi acquacoltura nel mondo sorpassano pesca di cattura

Fao: volumi acquacoltura nel mondo sorpassano pesca di catturaRoma, 10 giu. (askanews) – Nel 2022, per la prima volta nella storia, l’acquacoltura ha superato la pesca di cattura come principale settore di produzione di animali acquatici. La produzione mondiale dell’acquacoltura ha raggiunto il volume storico di 130,9 milioni di tonnellate, di cui 94,4 milioni di tonnellate di animali acquatici, pari al 51% della produzione complessiva. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) sullo “Stato della pesca e dell’acquacoltura mondiali” (SOFIA) che sarà presentato ufficialmente in occasione dell’evento sull’azione per gli oceani dal titolo “Immersed in Change” che si terrà a San José, Costa Rica.


Lo sviluppo dell’acquacoltura testimonia la sua capacità di contribuire ulteriormente al soddisfacimento della crescente domanda mondiale di alimenti acquatici, ma la futura espansione e intensificazione del settore dovranno porre in primo piano la sostenibilità e offrire vantaggi alle aree e alle comunità più bisognose, spiega la Fao. Attualmente, a predominare nel settore dell’acquacoltura è un numero circoscritto di paesi, dieci dei quali (Cina, Indonesia, India, Vietnam, Bangladesh, Filippine, Repubblica di Corea, Norvegia, Egitto e Cile) hanno prodotto più dell’89,8% del totale. Tuttavia, molti paesi a basso reddito in Africa e in Asia non stanno sfruttando tutte le loro potenzialità. Per promuovere un’acquacoltura sostenibile laddove essa è più necessaria, soprattutto in Africa, per la Fao è fondamentale garantire l’adozione di politiche mirate, il trasferimento di tecnologie, un rafforzamento delle capacità e investimenti responsabili.


La produzione record di alimenti acquatici mette in evidenza le potenzialità del settore nella lotta all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione. Il consumo pro capite annuo di alimenti derivati da animali acquatici, a livello globale, passato da 9,1 kg nel 1961 a 20,7 kg nel 2022.