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Grana Padano, vola export: in 2023 +6,55% e crescono i prezzi

Grana Padano, vola export: in 2023 +6,55% e crescono i prezziRoma, 18 apr. (askanews) – Vola l’export del Grana Padano Dop e crescono anche i prezzi al dettaglio. Nel 2023 le esportazioni di Grana Padano Dop hanno raggiunto complessivamente 2.482.891 forme, in crescita del 6,55%. “Ciò significa che nel 2023 il 48,4% della produzione marchiata è stata destinata ai mercati esteri. Considerando, inoltre, un incremento dei prezzi al dettaglio di Grana Padano superiore al trend dell’inflazione, l’incremento della spesa mondiale di Grana Padano sfiora il 15%”, ha spiegato il direttore generale del Consorzio di Tutela, Stefano Berni, nel corso dell’Assemblea generale che ha fatto un bilancio dello scorso anno.


Un risultato in controtendenza, quindi, con quello di altri settori del food che hanno visto crescere i volumi solo a fronte di crescita dei prezzi al consumo al di sotto il trend dell’inflazione, a valori inferiori. L’Europa, con 2.060.484 forme, assorbe l’83% delle esportazioni di Grana Padano DOP, con un incremento del 6,9% rispetto al 2022. E la Germania, con una crescita del 5,53%, consolida sempre di più il primato di principale destinatario per le esportazioni di Grana Padano DOP, per un totale di 599.448 forme.


Nel complesso, anche i mercati extra UE28, dopo l’espansione registrata nel 2022, consolidano un incremento del 5,14%, per un volume complessivo di 607.530 forme. “E’ anche l’effetto del buon andamento del mercato statunitense, tradizionalmente uno dei principali mercati di sbocco per il Grana Padano – aggiunge Berni -, che ha reso possibile, nonostante la debolezza del mercato canadese, un risultato così significativo per le esportazioni di Grana Padano nei paesi Extra UE”. “Per continuare questo trend sappiamo che lo spazio di crescita è l’export senza perdere di vista l’Italia che comunque consuma oltre 2,5 milioni di forme – ha commentato il presidente Zaghini – Sappiamo anche che dobbiamo assecondare le tendenze e gli orientamenti dei consumatori con la sostenibilità di processo, con il benessere animale e con la salubrità di prodotto”.

Lollobrigida: obiettivo Governo in Ue proteggere nostro modello

Lollobrigida: obiettivo Governo in Ue proteggere nostro modelloRoma, 18 apr. (askanews) – “L’obiettivo del Governo Meloni è proteggere il nostro modello di sviluppo, prima culturale poi economico. Lo stiamo facendo in Unione europea con un attivismo che negli ultimi 18 mesi vede l’Italia protagonista e che ricollega in maniera corretta il rapporto tra agricoltore, primo ambientalista del pianeta, e l’ambiente”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo alla Masterclass “Agricoltori custodi dell’Ambiente”, organizzato da Earth Day Italia, Next4 e Impatta4Equity, in occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale della Terra.


“Abbiamo contrastato l’idea che il cibo potesse essere realizzato in laboratorio. L’Italia è la prima Nazione al mondo che ha proibito la cosiddetta carne coltivata – ha ricordato Lollobrigida – 14 nazioni in Europa hanno sostenuto ufficialmente la posizione del Governo Meloni, altre 5 lo hanno fatto nelle discussioni. Il cibo realizzato in quel modo è un potenziale pericolo per la salute, per il lavoro, per l’ambiente, per la cultura e per l’identità dell’Unione europea”, ha specificato il ministro Lollobrigida. “La nostra Nazione ha un DNA preciso, fatto di tante contaminazioni che ci rendono unici. La consapevolezza del rapporto intimo che c’è tra la nostra qualità e il nostro modello agricolo è l’elemento sul quale dobbiamo riflettere”, ha sottolineato il ministro. “Va garantito buon cibo a tutti e per farlo va sviluppata la ricerca. Vanno messi in condizione tutti di avere come punto di riferimento un modello che leghi l’uomo, la terra, il mare e il lavoro”, ha concluso il ministro.

Confagri donna e donne chef insieme per valorizzare made in Italy

Confagri donna e donne chef insieme per valorizzare made in ItalyRoma, 18 apr. (askanews) – “In un mondo in cui la gastronomia è posta in prima linea, troppo spesso si dimentica il cuore pulsante che c’è dietro ogni piatto: l’agricoltura. Non vogliamo che il nostro settore resti un fantasma sbiadito sullo sfondo. Ed è il motivo per cui è nato il progetto Confagricoltura Donna incontra le Grandi Chef, per esaltare la stretta connessione tra agricoltura e gastronomia. Nove grandi chef saranno le nostre ambasciatrici in un viaggio di valorizzazione del Made in Italy agricolo, dal territorio fino alle tavole”. Lo ha detto la presidente di Confagricoltura Donna, Alessandra Oddi Baglioni, presentando alla Camera dei deputati il libro “Le grandi chef in una ricetta”.


Alla presentazione è intervenuto anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha condiviso il suo apprezzamento per l’iniziativa di Confagricoltura Donna con le grandi chef per valorizzare la ricchezza dei prodotti della terra. E ha messo in evidenza come il Governo stia lavorando per il riconoscimento della cucina come patrimonio UNESCO. Il ministro ha anche rilevato l’importanza dell’impegno sociale dietro al libro di ricette, i cui proventi serviranno a contrastare la violenza alle donne, attraverso donazioni alla ONLUS “Vite senza paura”. Le chef che hanno collaborato al progetto di Confagricoltura Donna sono: Cristina Bowerman, Laura Colajacovo, Anna Ghisolfi, Rosanna Marziale, Isa Mazzocchi, Valeria Raciti, Solly Tomasone, Viviana Varese e Francesca Vierucci. Ampia la partecipazione di deputati e senatori di ogni schieramento, per testimoniare l’importanza dell’iniziativa delle imprenditrici nella valorizzazione del “made in Italy” agroalimentare.


Tra i presenti il presidente della commissione Cultura e Editoria della Camera, Federico Mollicone, che ha sottolineato l’importanza di innovazione e ricerca nel settore primario. Per Maria Chiara Gadda, vicepresidente della commissione Agricoltura alla Camera e presentatrice della legge sullo spreco alimentare, il Made in Italy non può prescindere dalla trasformazione dei prodotti, e che abbiamo bisogno di più agricoltura in diversi modelli. Monica Ciaburro, vicepresidente della Commissione Difesa e componente di quella Agricoltura, ha sottolineato come a caratterizzare il ruolo femminile siano qualità e rispetto: rispetto del cibo e degli ingredienti per fornire una cucina di qualità. “Ringrazio Confagricoltura Donna – ha detto il componente della giunta confederale Nicola Cilento, presente all’evento – per il suo impegno che dà voce alle imprenditrici agricole. Questa iniziativa valorizza in modo significativo la nostra agricoltura e le filiere in tutta la loro interezza, aggiungendo anche l’aspetto sociale contro la violenza di genere con le clementine antiviolenza il 25 novembre e anche con questo volume di ricette”.

Fao: sale livello fame in Africa, ma ci sono grandi opportunità

Fao: sale livello fame in Africa, ma ci sono grandi opportunitàRoma, 18 apr. (askanews) – I livelli di fame in Africa sono aumentati negli ultimi due anni, a causa degli effetti persistenti della pandemia di COVID-19, dei conflitti in corso, della crisi climatica e degli shock economici, ma le possibilità del continente sono vaste e l’ottimismo sulle opportunità che si prospettano è d’obbligo. Lo ha detto oggi QU Dongyu, direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), alla 33esima sessione della Conferenza ministeriale regionale della FAO per l’Africa (ARC33).


“L’Africa vanta la più vasta area di terra coltivabile di qualsiasi continente ed è ricca di risorse naturali”, ha detto. “I giovani africani offrono un potenziale straordinario”. Per portare avanti l’agenda regionale rappresentata da impegni congiunti come la Dichiarazione di Maputo e la Dichiarazione di Malabo sarà necessario tracciare un nuovo corso, insieme e adesso, per trasformare i sistemi agroalimentari del continente, ha affermato Qu, chiedendo “partenariati strategici, maggiori investimenti e sfruttamento il potere delle tecnologie digitali per promuovere l’efficienza e la produttività nei settori agricoli africani”. La fame in Africa ha raggiunto il 19,7% nel 2022, il doppio del tasso globale e in aumento rispetto al 17% prima della pandemia e rispetto al 14,8% stimato nel 2012. Inoltre, 868 milioni di africani, il 61% della popolazione, non hanno avuto accesso a cibo adeguato. nel 2022, e circa 146 milioni di persone in 36 paesi potrebbero trovarsi ad affrontare una situazione di grave sicurezza alimentare. Allo stesso tempo, i tassi di fame variano enormemente all’interno dell’Africa, con tassi bassi in paesi come Algeria e Ghana e tassi vicini o addirittura superiori al 50% in altri come il Madagascar e la Repubblica Centrafricana.


L’ARC33 consente consultazioni ad alto livello per identificare le priorità chiave nella Regione da prendere in considerazione nella preparazione del Programma di lavoro e del Bilancio della FAO per il prossimo biennio. Una migliore produzione, una migliore nutrizione, un ambiente migliore e una vita migliore sono i punti cardinali del Quadro strategico 2022-2031 della FAO e della tabella di marcia verso sistemi agroalimentari più efficienti, più inclusivi, più resilienti e più sostenibili.

Ismea: per cantine cresce propensione a investire su innovazione

Ismea: per cantine cresce propensione a investire su innovazioneRoma, 18 apr. (askanews) – Tre aziende vitivinicole italiane su quattro hanno messo mano al portafoglio nel quinquennio 2017-2021 per rinnovare le strutture e ammodernare impianti e processi, dovendo comunque rinunciare, il più delle volte, a una parte delle iniziative programmate. È quanto emerso dallo studio sull’innovazione nel settore vitivinicolo, realizzato da Ismea nell’ambito delle iniziative della Rete Rurale Nazionale della Pac e presentato al Vinitaly in occasione del Convegno “L’innovazione come motore della competitività e della sostenibilità della filiera vitivinicola: l’approccio delle cooperative”.


Dallo studio emerge come le incertezze del quadro economico e geopolitico mondiale, tra crisi sanitarie e climatiche, shock energetico, inflazione ed extra costi, non abbiano però spento la voglia di innovazione delle aziende vitivinicole italiane. Tre su quattro hanno messo mano al portafoglio nel quinquennio 2017-2021 per rinnovare le strutture e ammodernare impianti e processi, dovendo comunque rinunciare, il più delle volte, a una parte delle iniziative programmate. Ma una percentuale ancora maggiore (il 78%) si è dichiarata propensa a investire anche nei prossimi 5 anni, nonostante la situazione resti piuttosto critica sul piano degli equilibri dei rapporti internazionali. L’indagine, condotta nel 2022 su un campione di 197 aziende vitivinicole e approfondita con focus group presso alcune realtà cooperative del settore, ha evidenziato anche la presenza di ostacoli alla realizzazione di investimenti nell’innovazione. Tra questi, la ridotta dimensione delle imprese (45%), l’incertezza sui benefici degli investimenti (25%), il quadro di instabilità del mercato (24%), le difficoltà di accesso al credito (22%) e ai fondi comunitari (22%) e l’onerosità degli investimenti (22%).

Efsa: molti pesci allevamento senza pararassiti che infettano uomo

Efsa: molti pesci allevamento senza pararassiti che infettano uomoRoma, 18 apr. (askanews) – Molti dei pesci più comunemente allevati e consumati in Europa non presentano segni di parassiti che possano infettare l’uomo. Tuttavia, sono stati riscontrati parassiti in alcune specie d’allevamento e sono necessari ulteriori dati per determinare la prevalenza di alcuni parassiti nei pesci d’allevamento.


Questi sono i principali risultati di un parere scientifico dell’Efsa pubblicato oggi, che valuta anche nuovi metodi per individuare e uccidere i parassiti nei pesci. I dati scientifici disponibili nell’area UE/AELS, sebbene limitati, indicano che molte specie di pesci d’allevamento destinati al mercato sono esenti da infezioni parassitarie zoonotiche. Questi includono il salmone atlantico, la trota iridea, l’orata, il rombo, l’ombrina, l’ippoglosso atlantico, la carpa e il pesce gatto europeo.


Tuttavia, parassiti come Anisakis e altri sono stati trovati nella spigola europea, nel tonno rosso dell’Atlantico, nel merluzzo e/o nella tinca prodotti in gabbie aperte al largo o in stagni a flusso continuo. I pesci prodotti in sistemi di acquacoltura chiusi a ricircolo con immissione di acqua filtrata e mangime trattato termicamente sono quasi certamente esenti da parassiti zoonotici. Gli esperti dell’Efsa hanno concluso che sono necessari più dati per stimare la prevalenza di parassiti specifici in specie ittiche, sistemi di allevamento e aree di produzione selezionati all’interno della regione UE/EFTA.


Gli esperti hanno valutato anche nuovi metodi per rilevare i parassiti zoonotici nei prodotti della pesca. Il congelamento e il riscaldamento rimangono i modi più efficaci per ucciderli. La ricerca in corso sta inoltre esplorando l’efficacia di varie tecniche di lavorazione, come la lavorazione ad alta pressione, il campo elettrico pulsato, l’essiccazione all’aria, la salatura a secco, la doppia salatura e l’uso di prodotti naturali. Prossimi passi Gli esperti dell’Efsa determineranno entro la fine dell’anno se eventuali specie di pesci selvatici provenienti da specifiche zone di pesca rappresentano un rischio per la salute pubblica a causa della presenza di parassiti zoonotici.

Michele Boscagli confermato a guida Associazione Città del Tartufo

Michele Boscagli confermato a guida Associazione Città del TartufoRoma, 18 apr. (askanews) – Michele Boscagli è stato riconfermato presidente dell’Associazione nazionale Città del tartufo durante l’assemblea annuale dei soci che si è svolta a San Miniato (Pi), in occasione dell’inaugurazione del MuTart, il Museo del tartufo delle Colline Sanminiatesi. I soci hanno anche riconfermato l’Ufficio di presidenza e hanno stabilito assetti associativi e organizzazione che caratterizzeranno l’attività lavorativa fino alla primavera del 2025.


Durante l’incontro sono state definite le linee guida per un 2024 “denso di occasioni lavorative, progetti e manifestazioni – ha detto Boscagli – che vedrà protagoniste le Città in un percorso di affermazione del mondo del Tartufo in una visione istituzionale, unica portatrice di interessi generali”. Durante l’incontro sono state ribadite azioni di stimolo costruttivo per la riattivazione del Tavolo di Filiera e la riproposizione di una nuova Legge nazionale sulla Tartuficoltura anche mettendo a confronto le proposte già avanzate. Inoltre, nel solco e a sostegno di una più complessa azione di tutela del consumatore è stato sottoposta all’attenzione dei soci una bozza di disciplinare di qualità per le mostre mercato che ogni anno vengono promosse e realizzate nei territori associati che potranno, una volta licenziato nella forma definitiva, aderire volontariamente alla sua applicazione.


Inoltre, sono entrati a fare parte di Anct 6 nuovi territori che offriranno maggior rappresentanza a Marche, Puglia, Abruzzo, Sicilia e Basilicata che, con l’ingresso dell’intera Regione, oltre al Molise già associato, ha voluto testimoniare una visione integrata di promozione territoriale al massimo livello istituzionale. Si è parlato anche dell’attività per la gestione dell’elemento UNESCO che ha previsto la costituzione di una nuova Associazione ‘Cerca e cavatura del Tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali’ di cui Anct e Fnati sono soci fondatori che potranno attuare in modo autonomo i programmi di salvaguardia e la gestione dei finanziamenti concessi dal MiC, e non solo, allo scopo della rigenerazione dell’Elemento, formazione-salvaguardia-trasmissione, secondo la Convenzione UNESCO 2003.

Lollobrigida: firmato decreto che rafforza controlli made in Italy

Lollobrigida: firmato decreto che rafforza controlli made in ItalyRoma, 18 apr. (askanews) – “Ho firmato il decreto che prevede il rafforzamento dell’Ispettorato controllo qualità e repressione frodi e la costituzione dei nuovi nuclei del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare”. Lo annuncia sul proprio profilo Facebook il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.


“Più forze – spiega – vorrà dire più controlli, anche alle frontiere. Non è infatti accettabile che sia permesso l’arrivo di prodotti da Paesi terzi, che non applicano gli stessi criteri di produzione, tutela della qualità e dei diritti che gli europei sono chiamati a rispettare”. “Avanti così – conclude il ministro – lavorando costantemente per affrontare al meglio le sfide dei nostri tempi e continuare ad essere un modello in tutta Europa per quanto riguarda la sicurezza alimentare”.

Copa Cogeca: agricoltura sia di nuovo un asset strategico per Ue

Copa Cogeca: agricoltura sia di nuovo un asset strategico per UeRoma, 18 apr. (askanews) – Mentre l’Unione Europea si prepara alle prossime elezioni che si terranno dal 6 al 9 giugno, il Copa e la Cogeca hanno pubblicato oggi il loro Manifesto elettorale europeo durante l’assemblea generale e alla presenza dei rappresentanti di tutti i principali gruppi politici europei. Realizzato sulla base degli insegnamenti tratti dal mandato 2019-2024 e con l’obiettivo di riconquistare un pensiero strategico per l’agricoltura dell’UE, il manifesto delinea sette priorità chiave per il prossimo mandato della Commissione, accompagnate da quattro fattori cruciali per riportare l’agricoltura sulla buona strada.


“L’agricoltura è sempre stata una pietra angolare del progetto europeo, tuttavia, con l’aumento delle sfide per il settore agricolo, è fondamentale concentrarsi nuovamente sulle aree rurali e sull’agricoltura per riconquistare la bussola agricola dell’UE – ha detto Lennart Nilsson, presidente della Cogeca, introducendo il manifesto – La recente ondata di proteste agricole sottolinea l’urgenza di questo problema, evidenziando la necessità che l’Unione europea dia priorità alle aree rurali e all’agricoltura nella sua agenda politica”. Il documento elenca le sfide che l’agricoltura dovrà affrontare durante il mandato 2024-2029, evidenziando la necessità che l’UE stabilisca le priorità per preparare l’agricoltura del 2030. Il Copa e la Cogeca stabiliscono nel loro manifesto 7 priorità principali, nonché una serie di proposte politiche concrete, che saranno presentate in modo più dettagliato durante la campagna elettorale europea.


I sindacati degli agricoltori e delle cooperative agricole europee chiedono una vera revisione del bilancio agricolo per allineare le ambizioni ambientali, geopolitiche e finanziarie. Il tutto dopo una valutazione dell’impatto globale delle attuali politiche agricole all’inizio del prossimo mandato, nonché studi di fattibilità sulle nuove proposte. Le organizzazioni agricole europee sottolineano inoltre la crescente necessità di coerenza tra la politica commerciale dell’UE e le sue ambizioni per il mercato interno. Infine, da un punto di vista istituzionale, il Copa e la Cogeca presentano due richieste forti: un Commissario europeo per l’Agricoltura e le zone rurali con il ruolo di vicepresidente, e un rafforzamento dei gruppi di dialogo strategico come strumento di dialogo strategico a lungo termine per la Commissione.


“Nel biennio 2019-2024 abbiamo dovuto fare i conti con uno tsunami normativo in materia agricola con le politiche derivanti dal Green Deal. Nel prossimo mandato vogliamo meno regolamentazioni ma migliori, con un approccio meno dall’alto verso il basso, adeguatamente finanziate e incentrate sull’applicazione sul campo. Sappiamo che questo è possibile, lo vediamo oggi con il dialogo strategico. Rimaniamo europei convinti e invitiamo tutti gli elettori rurali a mobilitarsi per queste elezioni!” ha concluso Christiane Lambert, presidente del Copa.

Rocchi: a Vinitaly il Crea ha raccontato ricerca, vino e Paese

Rocchi: a Vinitaly il Crea ha raccontato ricerca, vino e PaeseRoma, 18 apr. (askanews) – “In questo Vinitaly, ancora più che negli anni scorsi, il Crea ha mostrato il suo impegno per sostenere non solo il Masaf, ma l’intero sistema Paese nelle sfide cruciali che il vino italiano deve fronteggiare: dalla sostenibilità ambientale ed economica alla produttività, dall’innovazione al costante miglioramento di standard qualitativi già elevati, fino alla promozione di una diversa cultura del vino tra i giovani”. Lo ha detto il presidente Crea, Andrea Rocchi, in occasione della chiusura della kermesse del vino per eccellenza che ha visto una importante partecipazione dell’Ente, con diversi appuntamenti scientifici ed istituzionali, tra cui il Concorso Enologico Masaf dedicato agli Istituti Agrari.


“A Verona, con il Masaf – conclude Rocchi – abbiamo portato i risultati dei nostri studi e mostrato le sempre più numerose e proficue collaborazioni avviate con le imprese, i territori e il mondo della scuola per rendere il vino made in Italy sempre più competitivo sui mercati e resiliente ai cambiamenti climatici e per questo desidero ringraziare il ministro Lollobrigida, sempre molto attento alla ricerca, in particolare, naturalmente, a quella del Crea”.