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Vino, da Confagricoltura a Vinitaly focus su mercati e consumi

Vino, da Confagricoltura a Vinitaly focus su mercati e consumiRoma, 16 apr. (askanews) – Un hub di confronto tra imprenditori, docenti universitari ed esperti del comparto vitivinicolo nazionale: è la fisionomia dello spazio di Confagricoltura alla 56esima edizione di Vinitaly, in corso a Verona. Non solo degustazioni con i sommelier e grande attenzione ai territori, con le Unioni provinciali partecipanti, ma incontri di approfondimento che riguardano il settore vino, alle prese con l’andamento altalenante del mercato e il clima che impatta fortemente sulla produzione del vigneto Italia.


Il talk sui vini bianchi e rossi alle prese con tendenze di consumo, ha raccolto le voci di alcuni Consorzi di riferimento, precedute da un’analisi di Ismea presentata da Tiziana Sarnari: “è evidente il cambiamento in atto nella produzione e nelle preferenze dei consumatori, che si accompagna a una tendenza generale positiva per i vini bianchi e rosati, che arrivano al 50% delle scelte, e una diminuzione dei vini rossi, fermi al 38%”. Francesco Mazzei, presidente di Avito, che raggruppa tutti i 22 consorzi della Toscana e 58 denominazioni, conferma la fotografia generale e spiega alcune peculiarità per la regione, soffermandosi su alcune denominazioni: “La Maremma chiude con un segno positivo proprio perché trainata dal Vermentino, che abbiamo saputo valorizzare”.


Michelangelo Tombacco, vicepresidente della Doc Friuli, segnala che lo straordinario andamento dei vini spumanti ha cambiato anche la visione degli stessi imprenditori vitivinicoli: “I consumatori apprezzano vini più leggeri, più freschi. La nostra regione, nell’ambito dei bianchi, è conosciuta soprattutto per Prosecco e Pinot Grigio delle Venezie, ma la collina continua a fare vini importanti, come il Ribolla, che il mercato apprezza”. Dalle Marche il presidente dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, Michele Bernetti, conferma che il grande lavoro svolto in questi anni sta premiando la denominazione Castelli di Jesi, che, pur avendo una superficie nel complesso limitata, ha acquisito valore. “Per la prima volta, inoltre, i bianchi strutturati hanno acquisito un pregio analogo a quello dei grandi rossi nella percezione del pubblico. Lavoriamo anche in questa direzione”.


Per quanto riguarda i rossi, Christian Marchesini, presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, sottolinea la forza della denominazione: “La Valpolicella rappresenta appena l’8% del Veneto, ma è trainante. Sebbene abbiamo chiuso il 2023 in netto calo rispetto all’anno precedente, in questi ultimi due anni è aumentato il valore medio della dop, premiando il lavoro dei produttori. Nel 2024 partiamo in difficoltà, ma siamo fiduciosi perché ci sono segnali di una leggera ripresa”. “Con l’attuale campagna abbiamo toccato il punto più basso in volumi, dal dopoguerra, con 38 milioni di ettolitri – ribadisce Federico Castellucci, presidente della Federazione Vino di Confagricoltura – I rossi hanno perso l’8% di esportazione, pertanto gli investimenti sull’export si confermano una scelta irrinunciabile per stimolare la domanda, cercando di promuovere modelli di consumo anche innovativi”.


“Questi momenti di confronto organizzati da Confagricoltura si confermano di grande valore – ha chiuso la componente di Giunta Giovanna Parmigiani – perché stimolano la riflessione e offrono spunti per delineare le strategie di valorizzazione del comparto e del settore primario in generale”.

Confagri: bene sblocco credito imposta investimenti 4.0

Confagri: bene sblocco credito imposta investimenti 4.0Roma, 16 apr. (askanews) – Confagricoltura accoglie con soddisfazione l’estensione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, dei crediti d’imposta 4.0 relativi agli investimenti precedenti al 2023, anche se interconnessi successivamente.


Come richiesto urgentemente dalla Confederazione, l’Agenzia, con una Faq pubblicata stamattina, ha informato di aver modificato la precedente applicazione restrittiva delle disposizioni previste dall’articolo 6, comma 3, del decreto-legge sulle Misure urgenti in materia di compensazione d’imposta 4.0 (n. 39 del 2024). Adesso manca soltanto l’emanazione di un decreto dedicato da parte del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Dopo quest’ultimo passo le aziende del settore primario potranno utilizzare i crediti maturati tra il 2023 e il 2024 a compensazione degli investimenti in nuovi beni materiali strumentali.


In base ai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, il credito d’imposta sarà compensabile anche per gli investimenti effettuati tra il 2020 al 2022. Termine che si estende nel caso in cui l’ordine di acquisto sia stato effettuato e accettato entro il 31 dicembre 2022 e sia stato versato un acconto non inferiore al 20% del costo totale.

Lollobrigida: mondo vino funziona meglio con visione delle donne

Lollobrigida: mondo vino funziona meglio con visione delle donneRoma, 16 apr. (askanews) – “Le donne premiate oggi rappresentano l’eccellenza del Made in Italy nel settore vitivinicolo. Attraverso una visione legata alla qualità dei prodotti, ma anche a quelli di un lavoro appassionato fatto di sogni e sfide personali, portano avanti con successo aziende che producono valore”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, durante la consegna dei premi di “Eccellenza Italiana Forbes 2024”, tenutasi questa mattina presso lo stand Masaf al Vinitaly.


I premi sono andati a Francesca Moretti, vicepresidente holding Terra Moretti ed enologo di Bellavista, Terra Moretti holding di Bellavista, Sella & Mosca, Contadi Castaldi, Petra, Acquagiusta e Teruzzi, Albiera Antinori, presidente della Marchesi Antinori, Dominga Cotarella, amministratore delegato di famiglia Cotarella. Marina Cvetic Masciarelli, ceo e presidente di tenute Masciarelli., Federica Boffa, quinta generazione e proprietaria della Pio Cesare; José Rallo, amministratore delegato di Donnafugata e Carlotta Fittipaldi Menarini, direttore commerciale di donne Fittipaldi. “Senza il vino e l’arte della viticoltura – ha aggiunto Lollobrigida – l’Italia non sarebbe così bella. Il mondo del vino funziona meglio con il contributo delle donne, esempio per le nuove generazioni di come si possa guardare al futuro trasmettendo identità, cultura e tradizione”.

Imprenditrice avicola toscana Laura Peri si racconta in Polonia

Imprenditrice avicola toscana Laura Peri si racconta in PoloniaRoma, 16 apr. (askanews) – L’imprenditrice avicola toscana Laura Peri si racconterà in Polonia, a Cracovia, il 17 e 18 aprile in occasione del workshop dal titolo: “Innovazioni guidate dalle donne in agricoltura e nelle aree rurali” della Rete UE PAC. L’obiettivo della due giorni di incontri è quello di rafforzare il ruolo delle donne nell’agricoltura e nelle aree rurali attraverso lo scambio di conoscenze, l’identificazione di iniziative e progetti di successo guidati da donne innovatrici e la creazione di reti.


Per questo Laura Peri è stata invitata a raccontare la sua ventennale esperienza nel settore avicolo e illustrerà il progetto ABIC (Avicoltura Boschiva Innovativa e Circolare), di cui è capofila. Il progetto ABIC, finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale, mira allo sviluppo e al consolidamento di un modello circolare di avicoltura boschiva, fondato sulla sostenibilità economica ed ambientale grazie all’utilizzo delle risorse territoriali e all’espansione delle competenze settoriali su più campi. L’attività che viene portata avanti dall’azienda del Valdarno, in collaborazione anche con l’Università di Firenze, è un sistema di allevamento avicolo agroforestale innovativo, che punta al benessere delle piante e degli animali. Attraverso il riutilizzo dei prodotti secondari dell’azienda agricola si dà vita a nuovi articoli, generando un’economia circolare che garantisce una maggiore sostenibilità. Al contempo viene tutelata la salvaguardia della biodiversità attraverso la valorizzazione delle razze autoctone.


Il workshop di Cracovia sulle innovazioni guidate dalle donne vuole dimostrare che l’agricoltura e le aree rurali possono essere luoghi attraenti per l’universo femminile, soprattutto per sviluppare le loro idee imprenditoriali e applicare i loro approcci innovativi. Le donne svolgono un ruolo fondamentale nella crescita economica delle aree rurali. Sono alla guida di aziende agricole efficienti e di aree e comunità rurali vivaci. Le donne rappresentano il 51% della popolazione dell’UE e, nel 2021, il 67,3% di tutte le donne in età lavorativa (20-64 anni) era impiegato nelle aree rurali, ma il divario retributivo tra i sessi è ancora del 12,7% (Eurostat, 2022). Inoltre, in quasi tutti gli Stati membri, il divario di generenei tassi di occupazione è maggiore nelle aree rurali rispetto a quelle urbane. In particolare, l’agricoltura è vista come una professione dominata dagli uomini, con le donne che rappresentano il 31,6% degli agricoltori dell’UE (Eurostat, 2022).

La rete di Slow Grains Italia si incontra a Caltanissetta

La rete di Slow Grains Italia si incontra a CaltanissettaRoma, 16 apr. (askanews) – Per la prima volta in Sicilia, il 20 e il 21 aprile la rete dei custodi dei grani tradizionali di Slow Food per una due giorni dedicata ai grani tradizionali e alle loro potenzialità. L’evento, organizzato da Slow Food Italia e Slow Food Sicilia con il contributo del Comune di Caltanissetta, ha l’obiettivo di dimostrare che una filiera sostenibile dei grani tradizionali è possibile, dal campo alla trasformazione, per arrivare fino alle nostre tavole.


Il miglioramento genetico, negli anni, ha portato a nuove varietà di cereali riducendo la biodiversità di quelle locali. Varietà “moderne” nella cui coltivazione si fa un ricorso sempre più spinto alla chimica di sintesi, per garantire alti i livelli di produzione. La rete Slow Grains si impegna a tutelare l’agrobiodiversità dei cereali antichi locali, la fertilità dei suoli e degli ecosistemi. “Ripartire dai grani tradizionali significa non soltanto salvaguardare la biodiversità, ma anche costruire nuove opportunità di sviluppo dei territori e delle loro comunità, nuove economie rispettose del pianeta e delle sue risorse”, spiega Roberta Billitteri, vice presidente di Slow Food Italia.


Palazzo del Carmine e piazza Garibaldi saranno il palcoscenico di numerose attività dedicate alla filiera del grano. Il primo ospita momenti di approfondimento come convegni e workshop con istituzioni, rappresentanti della rete Slow Food ed esperti. La centralissima piazza Garibaldi è sede della mostra mercato a cui aderiscono i produttori siciliani e dal resto d’Italia, ma anche dei Laboratori del Gusto di Slow Grains dedicati al pane quotidiano, al cannolo ricotta e miele e alla birra artigianale. Nella stessa area è possibile assaggiare le diverse proposte del cibo di strada siciliano. La due giorni di Slow Grains a Caltanissetta è parte del programma di The Road to Terra Madre, un calendario di eventi che toccano i principali temi che animeranno l’edizione 2024 dell’evento internazionale dedicato al cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti e alle politiche alimentari.

Al via progetto per uso scarti nocciole per alimentazione animale

Al via progetto per uso scarti nocciole per alimentazione animaleRoma, 16 apr. (askanews) – Al via un progetto per utilizzare gli scarti delle nocciole per l’alimentazione animale. Il gruppo Nestlé in Italia è partner del progetto sperimentale “Live-Haze”, finanziato da fondi PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale) del ministero dell’Università e della Ricerca, che ha come obiettivo la riduzione e la valorizzazione degli scarti agroindustriali e il loro impiego nei mangimi per gli animali in ottica di economia circolare e di sostenibilità nel settore agroalimentare.


Oltre alle diverse aziende del comparto, l’iniziativa vede l’importante partecipazione di un team di ricercatori di cinque Atenei italiani: Università di Torino, di Catania, di Milano, di Perugia e di Modena e Reggio Emilia. Le cuticole di nocciola solitamente vengono separate dal frutto durante la fase di tostatura e gestite come scarti. Il loro utilizzo nell’alimentazione per gli animali risulterebbe particolarmente idoneo grazie all’elevata concentrazione di polisaccaridi, acidi grassi e sostanze antiossidanti come i tocoferoli. Al contempo, rappresenta una valida soluzione per contribuire a ridurre gli sprechi a tutti i livelli della filiera, incentivando pratiche di economia circolare.


Il progetto di ricerca si articola in diverse fasi: parte dalla caratterizzazione delle cuticole di nocciola e dalla creazione di un estratto green di polifenoli per poi passare alle prove in vivo. Dopo aver studiato gli effetti in vivo sull’ossidazione, il microbiota, le prestazioni e su altri fattori, si procede all’analisi dei derivati, ovvero carne e latte. Contemporaneamente verrà condotta un’indagine sugli impatti di questa idea circolare valutando l’accettabilità sociale e di sostenibilità ambientale.

Il 18 aprile a Roma l’assemblea di Fruitimprese con Lollobrigida

Il 18 aprile a Roma l’assemblea di Fruitimprese con LollobrigidaRoma, 16 apr. (askanews) – Interverrà anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida alla 75esima assemblea di Fruitimprese, l’associazione degli operatori internazionali del settore ortofrutticolo, che si terrà a Roma, presso Palazzo Montemartini, giovedì 18 aprile.


La parte pubblica dell’assemblea farà perno su un convegno dal titolo “Uno sguardo al passato per costruire il futuro”, con cui si celebrerà l’anniversario dell’associazione e che si aprirà intorno alle 16 con gli interventi di Silvio Salvi, presidente della Società Italiana di Genetica Agraria, di Marco Salvi, presidente di Fruitimprese, e la partecipazione degli europarlamentari Paolo De Castro e Salvatore De Meo. Seguirà una tavola rotonda con Giuseppe Calcagni, presidente onorario di Besana SpA, Claudio Dall’Agata, direttore generale del Consorzio Bestack, Claudio Mazzini, responsabile commerciale Settore freschissimi di COOP Italia, Luigi Peviani, presidente e AD di Peviani SpA, e Nicola Pizzoli, presidente di Pizzoli SpA.

Il 30 maggio la prima giornata internazionale della patata

Il 30 maggio la prima giornata internazionale della patataRoma, 16 apr. (askanews) – Una guida alla nuova Giornata internazionale della patata, che si celebrerà il 30 maggio, con il tema “Raccogliere la diversità, nutrire la speranza”. A pubblicarla è la Fao, sottolineando l’importanza di questa e di altre colture nella lotta alla fame e alla povertà e nell’affrontare le minacce ambientali ai sistemi agroalimentari. Con circa 5.000 varietà, la diversità delle patate svolge un ruolo vitale nella sicurezza alimentare e nella nutrizione globale, aiutandola ad adattarsi ai diversi ambienti e ad affrontare i cambiamenti climatici.


Essendo la terza coltura alimentare più consumata a livello globale, dopo il riso e il grano, le patate sono un alimento base nella dieta di circa due terzi della popolazione mondiale. Nonostante una diminuzione del 17% nella superficie mondiale delle patate tra il 2000 e il 2020, la produzione totale è aumentata dell’11,25% grazie al miglioramento delle varietà e delle pratiche agronomiche. Un totale di 159 paesi nel mondo hanno coltivazioni di patate su un totale di 17,8 milioni di ettari. Ogni anno nel mondo vengono prodotte 374 milioni di tonnellate di patate. La Giornata internazionale del 30 maggio metterà in risalto anche il ruolo dei piccoli agricoltori a conduzione familiare, una percentuale significativa dei quali sono donne, nel salvaguardare la diversità del raccolto e nel celebrare l’importanza culturale e culinaria della patata.


Originaria delle Ande, la patata era conosciuta come il “fiore dell’antica civiltà Inca”, per la quale costituiva un alimento base. La patata fu introdotta in Europa nel XVI secolo, da dove successivamente si diffuse nel resto del mondo. In soli cinque secoli, la patata è diventata una coltura alimentare fondamentale per gli agricoltori e i consumatori di tutto il mondo. La Giornata internazionale servirà anche a mostrare diversi modi più sani di preparare e consumare le patate. Tra le varie azioni suggerite dalla guida della Fao, alcune riguardano i governi e gli organismi internazionali, che possono creare un ambiente favorevole, sostenere la ricerca e rafforzare la catena del valore delle colture, anche attraverso lo sviluppo di celle frigorifere e la moltiplicazione e distribuzione di sementi di qualità. Altre le imprese alimentari, che possono essere più innovative, rendere disponibili ai consumatori prodotti nutrienti a base di patate e ridurre al minimo gli sprechi.

Fedagripesca: prorogare regime aiuti Ue per pesca e acquacoltura

Fedagripesca: prorogare regime aiuti Ue per pesca e acquacolturaRoma, 16 apr. (askanews) – “Per il settore ittico è necessario che il regime quadro di aiuti europeo sia prorogato anche per i settori della pesca e dell’acquacoltura come previsto per il settore agricolo”. A chiederlo è Fedagripesca-Confcooperative in merito alla proposta della Commissione europea di proroga del quadro di riferimento temporaneo per le crisi e la transizione degli aiuti di stato, al fine di continuare a sostenere il settore agricolo primario in considerazione delle persistenti perturbazioni del mercato; la proposta al momento, però, vede esclusa la pesca e l’acquacoltura.


“Per avere un margine economico nell’attività di pesca – spiega in una nota Paolo Tiozzo, vicepresidente Confcooperative-Fedagripesca – è necessario che il prezzo del gasolio resti entro livelli di sostenibilità ed i segnali di queste ultime settimane sono poco incoraggianti. Purtroppo, dall’inizio della guerra in Ucraina ad oggi il prezzo del gasolio ha superato la soglia di 1 euro e i venti di crisi che soffiano da oriente stanno riscaldando troppo i costi energetici”. E così, fotografa la situazione Fedagripesca, molte imprese decidono di lasciare i pescherecci fermi in porto e aspettano il piano di demolizione non solo per alleggerire lo sforzo di pesca. Anche nell’acquacoltura e nella trasformazione e commercializzazione la crisi continua a farsi sentire. L’aumento dei costi per l’energia, per la logistica, per i mangimi e per le materie prime, la chiusura di alcuni sbocchi commerciali e di approvvigionamento si ripercuotono sulle imprese che vedono i costi di produzione e commercializzazione lievitare.

Siccità in Puglia, raccolto grano compromesso al 20-25%

Siccità in Puglia, raccolto grano compromesso al 20-25%Roma, 16 apr. (askanews) – Per l’assenza di piogge e la prolungata siccità risulta già compromesso il raccolto di grano in Capitanata e nell’areale di Altamura in Puglia, con una perdita stimata che si attesta già al 20-25% della produzione. Lo denuncia Coldiretti Puglia. L’allarme riguarda sia il Foggiano sia la zona di Altamura dove la siccità persistente ha seccato i campi, con la terra arsa e spaccata per la mancanza di piogge e una perdita di 100 milioni di metri cubi d’acqua negli invasi rispetto allo scorso anno, sulla base dei dati dell’Osservatorio dell’Anbi.


Per il clima primaverile che ha caratterizzato l’autunno e l’inverno con le temperature ben al di sopra della norma è andato a male il raccolto delle clementine e si attende il riconoscimento della calamità da siccità per il comparto agrumicolo. Ora a forte rischio siccità sono i cereali e i legumi, mentre gli ulivi sono in perenne vegetazione. La crisi idrica ha determinato un calo drastico di foraggio verde nei pascoli con l’aggravio dei costi per l’acquisto di mangimi per garantire l’alimentazione degli animali nelle stalle. La Puglia è la regione d’Italia dove piove meno, con 641,5 millimetri annui medi e la Regione mantiene anche il primato negativo della disponibilità annua media di risorsa pro capite con soli 1000 metri cubi, meno della metà della disponibilità annua pro capite media nazionale stimata in 2330 metri cubi. D’altro canto ogni anno va perso l’89% dell’acqua piovana.