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A marzo in Toscana si parla di zootecnia montana e biodiversità

A marzo in Toscana si parla di zootecnia montana e biodiversitàRoma, 19 feb. (askanews) – “La zootecnia montana come strumento per la conservazione della biodiversità: buone pratiche, criticità e prospettive” è il titolo del workshop che si svolgerà il primo marzo presso la Fortezza di Mont’Alfonso a Castelnuovo di Garfagnana, in provincia di Lucca. Organizzato da Regione Toscana nell’ambito del progetto Life ShepForBio, il workshop ha come obiettivo il miglioramento dello stato di conservazione di alcuni habitat di prateria considerati di importanza europea ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE.


Il progetto, coordinato da Dream Italia e confinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma LIFE, promuove il pascolo estensivo come lo strumento gestionale più idoneo, e sostenibile, per la conservazione e il ripristino, un habitat da tutelare, caratterizzato dalla ricca biodiversità, considerato di interesse conservazionistico dall’Europa, e il pascolamento, e quindi l’allevamento estensivo, sono un vero e proprio strumento per la conservazione della natura. Articolato e complesso, il progetto vede al suo interno azioni legate al recupero di pascoli abbandonati e alla promozione dell’allevamento estensivo, anche attraverso l’istituzione di una Scuola per pastori, entrata nel suo secondo anno di attività che ha anche l’obiettivo di contribuire a contrastare lo scarso ricambio generazionale che affligge questo settore, in particolare nelle zone montane. Le scuole per pastori sono già attive in molti paesi europei, quali Francia, Spagna, Portogallo e Svizzera. I benefici che derivano da queste attività, come dimostrano le esperienze europee, sono legati al supporto per l’avvio di nuove attività nel settore zootecnico, in particolare attraverso la diffusione di quel know-how che una volta veniva garantito all’interno delle stesse comunità grazie alla diffusa presenza di allevamenti sul territorio, che però oggi non esistono più.

Scuola Italiana Pizzaioli a Rimini con spirits e birre scozzesi

Scuola Italiana Pizzaioli a Rimini con spirits e birre scozzesiRoma, 19 feb. (askanews) – Un programma di masterclass abbina la pizza con le birre artigianali e gli spirits di Scozia. Firmato dalla Scuola Italiana Pizzaioli e Scottish Development International, il programma a in scena a Beer&Food Attraction alla Fiera di Rimini, dal 18 al 20 febbraio.


Gli appuntamenti sono previsti al Padiglione A4 nello stand 028 di Scuola Italiana Pizzaioli. Una selezione di birre artigianali fra le migliori referenze della Scozia saranno protagoniste delle masterclass di domenica e lunedì mattina, mentre le eccellenze di gin di alcune fra le distillerie artigianali di punta del panorama scozzese accompagneranno le pizze negli appuntamenti di lunedì pomeriggio e martedì. Classica, contemporanea, tonda e in pala, la pizza sarà presentata secondo le interpretazioni dei Master Istruttori della Scuola.

Bitto e Casera: Dop valtellinesi in 5 anni +18,2% a valore

Bitto e Casera: Dop valtellinesi in 5 anni +18,2% a valoreRoma, 19 feb. (askanews) – Continuano a crescere Valtellina Casera e Bitto: in cinque anni le due Dop simbolo della Valtellina hanno messo a segno un +18,2% a valore alla produzione e un +13% a valore al consumo. Il fatturato dei due formaggi si attesta complessivamente a 13,7 milioni di euro, con un valore al consumo di 26,2 milioni. Sono i dati resi noti dal Consorzio di tutela, al quale aderiscono 165 tra allevatori, produttori e stagionatori, piccole e grandi aziende zootecniche, latterie di paese e moderni caseifici.


Brillante, in particolare, la performance della Valtellina Casera, il formaggio di latteria negli ultimi 5 anni ha avuto un vero e proprio boom, sia a volume (+10,2%) che a valore (+32%). La produzione oggi si attesta a 15.236 tonnellate per un valore di 11,8 milioni di euro (+2,3% sul 2022). Nell’ultimo anno cresce anche l’export, che sfiora il +3,4%. “Le campagne di comunicazione, accompagnate da una crescente sinergia tra produttori e stakeholder del territorio, hanno portato i frutti sperati – commenta il presidente del Consorzio di Tutela Valtellina Casera e Bitto (CTCB), Marco Deghi – Agli eccellenti risultati raggiunti dal Valtellina Casera in termini di fatturato e di produttività si aggiungono quelli realizzati attraverso la campagna di valorizzazione del Bitto, a cui hanno aderito all’unanimità tutti i soci”.


“Un passo avanti che ha permesso un forte innalzamento della qualità delle oltre 12.430 forme marchiate con la Dop, superiori quest’anno di quasi 3 punti percentuali rispetto alla media qualitativa 2022. A questi si abbina una maggiore remunerazione del prodotto – aggiunge Deghi – Un formaggio eccellente, la cui produzione è in contrazione (-39% in cinque anni), per le difficoltà insite nella lavorazione e in parte per le difficoltà di passaggio generazionale”. A ciò si affiancano annate difficili come quella 2022, caratterizzate da una forte siccità, che ha influito negativamente sulla produzione in termini quantitativi. Lo si può definire un formaggio eroico, che conta però sempre meno produttori (47 gli alpeggiatori, a fronte di 56 nel 2018). “Anche per questo, con il CTCB abbiamo attuato un programma di sostegno – prosegue Deghi – e continueremo a perseguire la strada della qualità che è l’unico strumento per continuare a far vivere la tradizione di questo formaggio di montagna unico. Strumenti chiave sono anche le iniziative di promozione per valorizzare il prodotto presso i consumatori”.

Il 26 febbraio Agrifish per rispondere a crisi settore agricolo

Il 26 febbraio Agrifish per rispondere a crisi settore agricoloRoma, 19 feb. (askanews) – Trovare le modalità “per garantire risposte rapide e strutturali all’attuale crisi che il settore agricolo sta affrontando”. Sarà questo il peso da novanta sul tavolo del Consiglio Agricoltura e pesca dei ministri della Ue (Agrifish) in programma il 26 febbraio prossimo.


I ministri, sulla base delle informazioni fornite dalla presidenza belga e dalla Commissione europea, parleranno dunque dei problemi del settore e, ancora una volta, in concomitanza con l’Agrifish si svolgeranno le proteste degli agricoltori, che hanno annunciato il ritorno in piazza a Bruxelles proprio il 26 febbraio. Sullo sfondo della riunione dei ministri dell’Agricoltura Ue, le prossime discussioni in vista di una eventuale revisione delle attuali regole della Politica agricola comune. E proprio l’Italia presenterà al prossimo Agrifish un promemoria con cui chiederà una modifica della Politica agricola comune attualmente in vigore (2023-2027) per renderla più flessibile. Lo ha annunciato lo stesso ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, nel corso della riunione del Consiglio dei ministri svoltasi il 15 febbraio scorso.


All’ordine del giorno anche le informazioni che la presidenza fornirà sulla conferenza ministeriale dal titolo “Biosicurezza e vaccinazione: strumenti essenziali per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione delle malattie animali”, tenutasi a Bruxelles il 24 gennaio 2024. Ancora, la delegazione danese fornirà informazioni sulle misure di gestione unilaterali per la pesca introdotte dal Regno Unito.

Agriturist E.R.: agriturismi esclusi da bando sostegni eccellenze

Agriturist E.R.: agriturismi esclusi da bando sostegni eccellenzeRoma, 19 feb. (askanews) – “Non c’è due senza tre. Constatiamo infatti, con profondo rammarico, come il decreto 24 gennaio 2024 di attuazione del decreto del ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 4 luglio 2022, recante i criteri e le modalità di utilizzazione del ‘Fondo di parte capitale per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano’, escluda gli agriturismi dall’accesso ai contributi”. Lo sottolinea in una nota il presidente di Agriturist Emilia Romagna Gianpietro Bisagni.


Il bando prevede uno stanziamento complessivo di 76 milioni di euro e ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio enogastronomico italiano. “È inconcepibile – insiste Bisagni – che non veda coinvolte le aziende agrituristiche impegnate ogni giorno nella somministrazione di alimenti autoprodotti e tipici, realtà in prima linea nella diversificazione che presidiano il territorio d’origine di prodotti famosi in tutto il mondo, che custodiscono qualità e storia concorrendo a diffondere la cultura del cibo e del vino made in Italy”. Agriturist Emilia Romagna chiede di correggere quest’anomalia inserendo tra i soggetti beneficiari anche le attività di ristorazione connesse alle aziende agricole (codice Ateco 56.10.12 e non solo il codice Ateco 56.10.11 che peraltro include anche i ristoranti etnici), in virtù dell’effettivo lavoro svolto dagli agriturismi nel promuovere sapori e saperi locali soprattutto nelle aree rurali.


Nel 2022, primo anno di applicazione del decreto, fu apportata questa correzione su richiesta di Agriturist e molti agriturismi associati riuscirono a presentare con successo le domande di agevolazione. Non andò così nel 2023: “la nostra richiesta – spiega Bisagni – rimase inascoltata nonostante avessimo segnalato l’anomalia. Ci auguriamo che non si ripeta nuovamente lo stesso sbaglio nel 2024. Bisogna intervenire subito: il primo marzo apre il bando”.

Il miele: proprietà e varietà da scoprire per rilanciare i consumi

Il miele: proprietà e varietà da scoprire per rilanciare i consumiMilano, 18 feb. (askanews) – ll consumo di miele in Italia è per lo più circoscritto ad alcuni periodi dell’anno, come l’inverno, e a momenti specifici della giornata, la colazione prima fra tutte. E questo, chiaramente, si riflette nei consumi pro-capite, che per gli italiani si fermano a 500 grammi l’anno, secondo gli ultimi dati Ismea, al di sotto della media europea di 600 grammi e ben lontano dai livelli della Germania, prima per consumi in Europa, con 1,5 chili l’anno. Eppure le proprietà e le occasioni di consumo di un prodotto naturale come il miele sono numerose, oltre a una verità che spesso ai più è sconosciuta. Il gruppo miele e altri prodotti dell’alveare di Unione italiana food, che riunisce i confezionatori e gli importatori italiani di miele, ha raccontato, col supporto della ricerca scientifica, le proprietà che ancora non conosciamo dell’oro liquido, al di là del classico rimedio della nonna, latte caldo col miele, per la prima influenza di stagione.


Da sempre utilizzato nella medicina tradizionale, diversi studi ne hanno dimostrato le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, nonché il potere cicatrizzante delle ferite. Il suo basso contenuto di umidità, il perossido di idrogeno e l’acidità (pH medio di 3,9) sono attivi contro i microrganismi e forniscono al miele proprietà antibatteriche. Ancora, alcuni dati ottenuti in studi preclinici, sulle cellule in coltura in vitro, e clinici su piccoli gruppi di individui suggeriscono che il miele possa essere utile nel trattamento della tosse, e dei disturbi intestinali e digestivi. Infatti, studi condotti nel Dipartimento di genetica dell’Università di Pisa hanno dimostrato le proprietà antimicrobiche del miele. In particolare, i mieli più scuri e la “melata” sono particolarmente attivi contro alcuni batteri patogeni dell’uomo, come l’helicobacter pylori, che colonizza la mucosa dello stomaco provocando gastrite e ulcere, e lo stafilococco, responsabile di molte malattie della pelle come l’acne. Non solo. Come dimostrano i dati di mercato del gruppo miele di Unionfood, se da una parte c’è il mercato della gdo dove i vasetti di miele arrivano sugli scaffali per il largo consumo, dall’altro c’è l’industria, da quella farmaceutica a quella dolciaria a quella cosmetica, ambiti dove il miele è molto richiesto. Accanto alla molteplicità delle proprietà, ci sono le varietà. E qui sarebbe più opportuno parlare di mieli e non genericamente di miele. In tutto il mondo sono oltre 300 i tipi e differiscono per colore, aroma e sapore a seconda della fonte vegetale in cui le api raccolgono il nettare. A livello organolettico, gli zuccheri rappresentano più del 95% della materia secca del miele e quindi sono le sostanze che ne determinano le proprietà fisiche quali viscosità, igroscopicità (la capacità di una sostanza di assorbire le molecole d’acqua presenti nell’ambiente circostante), stato fisico (liquido o cristallizzato). Glucosio e fruttosio costituiscono circa il 90% degli zuccheri totali ed hanno una duplice origine: in parte derivano dal nettare ed in parte dalla digestione del nettare operata dalle api.


A tal proposito, ricordano i confezionatori, se conservati correttamente, i mieli non scadono perchè sono sostanze poco (o niente affatto) umide e particolarmente acide, quindi, del tutto inospitali per batteri e muffe: non a caso alcuni ricercatori hanno trovato piccole quantità di miele ancora “commestibile” all’interno di tombe egizie. Altro elemento distintivo in particolare di alcuni mieli è la cristallizzazione che è un processo del tutto naturale: la consistenza del miele dipende dalla percentuale di zuccheri presenti, se contiene più glucosio (es. tarassaco, girasole, colza), la cristallizzazione è più veloce, se invece prevale il fruttosio, il miele tenderà a rimanere più liquido (es. acacia, castagno). La cristallizzazione dunque non è sinonimo di impurità, di presenza di zuccheri aggiunti. Su questo i confezionatori tengono a sottolineare che “il miele è tra i prodotti alimentari di origine animale destinati al consumo umano tra i più controllati, sicuri e attenzionati sia da parte privata che da parte dei controlli pubblici per il duplice aspetto di autenticità e salubrità per la sicurezza alimentare. Si tratta di un valore aggiunto, poco percepito dal consumatore, che garantisce l’eccellenza di un miele puro e genuino”. “Una cosa è certa – afferma Giancarlo Quaglia, chairman del gruppo di lavoro tecnico della Federazione europea dei confezionatori e distributori di miele – solo i migliori mieli nazionali ed esteri vengono confezionati dalle industrie italiane, con controlli accurati che garantiscono prodotti di elevata qualità, indipendentemente dalla loro origine. Sono tanti, infatti, i parametri che le aziende devono rispettare perché un prodotto possa definirsi “miele” e scongiurare il rischio dell’adulterazione. Sempre più importanti, poi, sono i controlli a cui viene sottoposto il miele per assicurare l’assenza di sostanze estranee alla sua composizione. Perché il miele possa essere definito tale, infatti, non si può aggiungere altra sostanza o ingrediente”.

Sindacati europei: Ue a un bivio con la questione agricola Ucraina

Sindacati europei: Ue a un bivio con la questione agricola UcrainaRoma, 15 feb. (askanews) – L’Unione Europea è arrivata a un bivio sulla questione agricola Ucraina e, se il testo proposto dalla Commissione Europea e ora all’esame del Consiglio e del Parlamento Ue rimanesse invariato, la sostenibilità economica dei settori del pollame, delle uova, dello zucchero, dei cereali e del miele dell’UE sarebbe messa a repentaglio. Lo sottolineano in una nota congiunta i principali sindacati agricoli europei (Copa Cogeca, Avec, Cefs, Cepm, Cibe ed Euwep).


“Le decisioni che la Commissione, gli Stati membri e i deputati del Parlamento europeo prenderanno nei prossimi giorni a Bruxelles in merito al rinnovo dell’ATM ucraino sono di fondamentale importanza strategica e avranno profonde conseguenze. La comunità agricola europea non può accontentarsi di semplici annunci. Ci aspettiamo misure chiare per tutti i settori interessati”, spiegano i sindacati europei. Quando iniziò la guerra, infatti, la Commissione scelse di liberalizzare completamente il commercio con l’Ucraina per sostenere l’economia locale contro l’aggressione russa. Quasi due anni dopo, le comunità agricole, come il resto degli europei, continuano a sostenere gli ucraini. “Tuttavia – spiegano i sindacati europei – questo ha anche portato a due anni di importanti importazioni di prodotti agricoli ucraini, spingendo l’UE ad adottare una visione strategica a medio termine”.

Agricoltura, la Serbia nuovo Stato membro dell’Ifad

Agricoltura, la Serbia nuovo Stato membro dell’IfadRoma, 15 feb. (askanews) – La Serbia è diventata un nuovo Stato membro dell’Ifad, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) delle Nazioni Unite, che in questi giorni sta tenendo a Roma il suo 47esimo Consiglio Direttivo, che quest’anno si concentra sul tema dell’”Innovazione per un Futuro Sicuro dal punto di vista Alimentare ed i bisogni dei piccoli produttori nei Paesi in via di sviluppo”.


Oggi è stato anche approvato l’ingresso della Lituania nell’Ifad, ma l’adesione avrà effetto quando la Lituania depositerà il proprio strumento di adesione presso il segretario generale delle Nazioni Unite.

Pesca, in 2030 9 prodotti ittici su 10 saranno di importazione

Pesca, in 2030 9 prodotti ittici su 10 saranno di importazioneRoma, 15 feb. (askanews) – Nel 2030 oltre 9 prodotti ittici su 10 sulle tavole degli italiani potrebbe essere di importazione per mancanza di imprese e di lavoratori della pesca. A lanciare l’allarme è l’Alleanza delle Cooperative Pesca e Acquacoltura che parteciperà domani a Roma all’incontro convocato al Masaf dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Tra le richieste che l’Alleanza porterà al tavolo pesca, la creazione di un commissario per l’emergenza granchio blu, incentivi per i giovani pescatori e l’acquisto di barche più moderne, meno burocrazie e l’estensione alla pesca marittima del regime speciale Iva agricola e il rifinanziamento del credito di imposta.


L’Alleanza punta il dito contro i troppi divieti e le poche misure di sostegno alla pesca italiana che arrivano dall’Europa. “L’età media dei pescherecci italiani – ricorda l’Alleanza- e di 31 anni, troppi. La flotta si è ridotta di oltre il 20% nell’ultimo decennio, mentre i giorni di pesca fanno registrare un -30%. Diminuisce anche il numero dei pescatori, -16% e si stenta a trovare nuovi lavoratori, soprattutto giovani. Sono dati allarmanti che richiedono un cambio di rotta con interventi di sviluppo e rilancio. E invece ci troviamo a fare i conti con politiche europee tutte incentrate su sanzioni e controlli come avviene con il regolamento Controlli e il Piano di Azione”. I pescatori italiani chiedono di poter pescare con barche più moderne e sicure accelerando l’iter di arresto definitivo del vecchio naviglio e l’acquisto di nuove imbarcazioni, con incentivi per i pescatori più giovani. Ma hanno bisogna anche di meno burocrazia e di normative europee che non rendano di fatto impossibile o anti produttivo pescare. “Il ministro più volte ha dimostrato di essere vicino al comparto, apprezziamo che ci abbia convocati per ascoltare le ragioni del malessere e gli chiediamo di farsi portavoce in Europa delle nostre istanze”, commenta la cooperazione.


E proprio in un’ottica di supporto alle imprese, per tenere a freno l’aumento dei costi di produzione e la stagnazione del valore delle produzioni, l’Alleanza chiede di estendere anche alla pesca marittima il regime speciale Iva agricola e rifinanziamento del credito di imposta. E sul granchio blu, il grande flagello che ha messo in ginocchio i produttori di vongole del Delta del Po, la cooperazione chiede un commissario con funzioni e poteri speciali.

Ass. Mammi: Governo nomini subcommissari regionali per la Psa

Ass. Mammi: Governo nomini subcommissari regionali per la PsaRoma, 15 feb. (askanews) – La peste suina africana, malattia virale infettiva che colpisce suini domestici e selvatici, corre veloce e lo scenario desta preoccupazione. Se ne discute oggi a Piacenza, in un incontro organizzato oggi dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, insieme a rappresentanti di enti locali, associazioni agricole, industriali. Per la settimana prossima è già previsto un altro incontro, a Parma.


“In questa situazione, è assolutamente fondamentale un coinvolgimento forte del territorio – ha commentato Mammi – Noi continuiamo a fare squadra, come sempre abbiamo facciamo in questa regione di fronte alla difficoltà. Ma il Governo, che abbiamo già sollecitato, non deve restare a guardare”. L’incontro di oggi segue l’invio di una lettera ai ministri Orazio Schillaci (Salute) e Francesco Lollobrigida (Agricoltura e Sovranità alimentare) da parte di Mammi insieme al collega Raffaele Donini (Politiche per la Salute): i due assessori hanno espresso preoccupazione per il diffondersi del virus della Psa sul territorio nazionale e in particolare da alcuni mesi in Emilia-Romagna, con inevitabile ripercussione in termini economici per le aziende del settore.