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50 Top Pizza, in 2024 ci sarà una classifica per l’America Latina

50 Top Pizza, in 2024 ci sarà una classifica per l’America LatinaRoma, 15 feb. (askanews) – Si preannuncia un 2024 globale per 50 Top Pizza, il network online che comunica il movimento della pizza nel mondo dal 2017. E, per la prima volta, ci sarà anche una classifica per l’America Latina. Si comincia dalla guida 50 Top Pizza Asia – Pacific, che sarà presentata il 4 marzo a Tokyo, con la cerimonia di premiazione all’Istituto Italiano di Cultura e il successivo party all’Ambasciata d’Italia.


Poi sarà la volta della prima edizione della classifica 50 Top Pizza Latin America, che si terrà il 17 aprile presso l’Istituto Italiano di Cultura a Rio de Janeiro. Il 13 maggio è prevista la sesta edizione della guida 50 Top Pizza Europa (Italia a parte), che quest’anno sarà svelata a Madrid con novità della Spain Pizza Week (Semana de la pizza en España), che coinvolgerà le principali città. Il 25 giugno sarà la volta della guida 50 Top Pizza USA, che verrà presentata a New York, nel White Space Chelsea del Chelsea Market. Ancora, il 10 luglio verrà presentata la guida 50 Top Pizza Italia, per la prima volta a Milano. Il 10 settembre si torna a Napoli, capitale della pizza, per incoronare le 100 Migliori Pizzerie del Mondo con 50 Top Pizza World.


L’edizione 2024 si chiuderà il 26 e il 27 novembre a Londra, con il World Pizza Summit, all’interno dell’European Pizza & Pasta Show, e la premiazione delle migliori catene artigianali di pizzerie al mondo, 50 Top World Artisan Pizza Chains.

Consorzio Pachino Igp scommette sull’internazionalizzazione

Consorzio Pachino Igp scommette sull’internazionalizzazioneRoma, 15 feb. (askanews) – Il Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino scommette tutto l’internazionalizzazione e a Berlino, in occasione di Fruit Logistica, ha incontrato i maggiori buyer internazionali e soprattutto proveninenti da Germania, Romania, Olanda e Croazia, oltre che i grossisti italiani.


“Il pomodoro di Pachino vive da qualche settimana un nuovo momento di sofferenza a causa dei prezzi esigui riconosciuti ai produttori, che non arrivano a coprire i costi di produzione – ha dichiarato il presidente Sebastiano Fortunato – a fine dello scorso anno la situazione era migliorata, anche grazie al provvidenziale intervento del Ministro Lollobrigida, consentendoci un periodo stabile che ha dato un pò di respiro all’intero comparto. Oggi sempre di più ci sembra fondamentale continuare l’esplorazione di nuovi mercati internazionali che possano garantire un più equo prezzo di acquisto, oltre ad assorbire parte delle eccedenze produttive”. In occasione della fiera si è tenuta anche una Tavola Rotonda nella residenza dell’ambasciatore italiano a Berlino, dal titolo “Il ruolo del settore ortofrutticolo di fronte alle sfide del cambiamento climatico, della sicurezza alimentare e dell’approvvigionamento”.


“Un grazie particolare – prosegue Fortunato in una nota – al ministro Lollobrigida, che ci ha voluto onorare della sua presenza e che, dopo il successo del protocollo avviato tra Pachino IGP e McDonald’s Italia, ci ha rinnovato l’intenzione di portare avanti la tutela dell’oro rosso di Sicilia in Italia e all’estero, e grazie anche alla Regione Sicilia e all’ottimo lavoro dei suoi funzionari per la proficua collaborazione che ogni anno si rinnova con successo”.

Conserve Italia rilancia progetti filiera in impianti da frutta

Conserve Italia rilancia progetti filiera in impianti da fruttaRoma, 15 feb. (askanews) – “Il futuro dell’agricoltura appartiene sempre di più alle filiere. E noi che siamo da sempre una filiera cooperativa integrata, rappresentiamo l’unico modello di impresa che mette insieme le fasi di coltivazione, trasformazione industriale e commercializzazione dei prodotti, con l’obiettivo di valorizzare la materia prima conferita dai soci e al contempo rispondere alle richieste di un mercato in continua evoluzione”. Lo ha detto il presidente di Conserve Italia Maurizio Gardini nel corso dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi nella sala assemblee di Agrintesa a Bagnacavallo, in provincia di Ravenna, dove il Consorzio ha incontrato i rappresentanti e i soci produttori delle 7 cooperative aderenti che partecipano ai progetti di filiera per impianti programmati di frutta da industria.


Si tratta di contratti pluriennali per la coltivazione di frutta destinata alla trasformazione industriale, con un prezzo minimo garantito riconosciuto ai produttori che possono così programmare al meglio le attività. Aumento delle quotazioni e contributi per nuovi impianti, attività di ricerca e sperimentazione per risolvere i problemi fitosanitari e trovare nuove varietà più resistenti ai cambiamenti climatici, investimenti in digitalizzazione per il monitoraggio delle piante e in meccanizzazione delle fasi di raccolta: queste le principali iniziative messe in campo da Conserve Italia a favore dei soci e illustrate nel corso dell’evento.


“Questa iniziativa, davvero unica nel panorama ortofrutticolo italiano – ha aggiunto il presidente di Conserve Italia – ha garantito al nostro Gruppo una produzione di qualità e ha assicurato condizioni favorevoli ai produttori grazie a contratti pluriennali per garantire stabilità per l’intera vita degli impianti, un reddito costante e sicuro, non soggetto a oscillazioni di mercato in virtù di un minimo garantito che negli ultimi quattro anni è sempre stato incrementato; inoltre, le varietà selezionate per la trasformazione industriale comportano minori oneri nelle fasi di coltivazione e raccolta”. “Vogliamo contribuire a dare un futuro alla frutticoltura dell’Emilia-Romagna dove si concentra la nostra base sociale – ha concluso Gardini – e in particolare lo vogliamo fare per la frutta da industria, che non è affatto arrivata al capolinea e può ancora rappresentare un’importante opportunità per le aziende agricole”.

Lollobrigida: serve modello produttivo Ue per sovranità alimentare

Lollobrigida: serve modello produttivo Ue per sovranità alimentareRoma, 15 feb. (askanews) – “L’Europa deve tornare ad essere competitiva per garantire la sovranità alimentare e scegliere quale modello produttivo seguire. C’è bisogno di sicurezza negli approvvigionamenti e nella qualità dei prodotti”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo all’inaugurazione di Tomato World a Piacenza Expo.


“Siamo tornati a competere sul quadro mondiale in maniera asimmetrica, con un’Europa che non ha tenuto in debita considerazione alcuni aspetti, finendo, semplicemente, per imporre continue restrizioni alle produzioni. Un errore dal punto di vista economico, inutile dal punto di vista ambientale”, ha sottolineato il ministro. “Se a parità di consumi interni si diminuisce o si cancella l’utilizzo degli agrofarmaci – ha detto – non si migliora la qualità dell’aria e dell’acqua, se quelle sostanze vengono utilizzate in altri Stati in maniera massiva. La sola conseguenza è la contrazione delle produzioni nazionali e la necessità, per soddisfare il mercato interno, di acquistare cibo da Paesi terzi che continuano ad inquinare”, ha spiegato il ministro. “Le nostre eccellenze alimentari, come il nostro pomodoro, uno dei simboli della sovranità alimentare, hanno come tratto distintivo la qualità e devono avere una concorrenza leale”, ha concluso il ministro.

Lollobrigida: aiutare agricoltori a lavorare per avere un reddito

Lollobrigida: aiutare agricoltori a lavorare per avere un redditoRoma, 15 feb. (askanews) – “Dobbiamo aiutare i nostri agricoltori a lavorare per assicurare loro un reddito. Per farlo non si può intervenire obbligandoli a seguire procedure burocratiche infinite, che portano all’aumento dei costi di produzione e all’importazione da Nazioni che possono vendere a prezzi nettamente più bassi”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenuto all’inaugurazione di Tomato World a Piacenza Expo nel giorno in cui a Roma gli agricoltori aderenti al Cra e ad Altragricoltura hanno organizzato due diverse manifestazioni di protesta.


“Tutto questo – prosegue Lollobrigida – in nome di una sostenibilità ambientale che impatta sempre più come elemento prevalente sulla Pac ma che persegue obiettivi che non c’entrano con quelli per la quale era nata”. “Le forze politiche italiane – ha quindi aggiunto il ministro – dovrebbero impegnarsi per tornare a ragionare in termini pragmatici, come accaduto al Parlamento europeo, dove siamo riusciti a raggiungere alcuni obiettivi importanti, come la protezione delle Indicazioni Geografiche. Oggi l’Italia viene percepita come una Nazione che ha il dovere di decidere insieme all’Europa che ha fondato. Questo è quello che si aspettavano da noi ed è quello che stiamo facendo”, ha concluso il ministro Lollobrigida.

La gdo appoggia etichetta nutrizionale a batteria: campagna nei supermercati

La gdo appoggia etichetta nutrizionale a batteria: campagna nei supermercatiMilano, 15 feb. (askanews) – La grande distribuzione organizzata appoggia il NutriInform battery. Federdistribuzione, Ancc-Coop, Ancd Conad, le tre associazioni che rappresentano la distribuzione moderna in Italia, hanno siglato, infatti, un protocollo d’intesa coi ministeri competenti per promuovere la cosiddetta etichetta a batteria, il sistema di etichettatura nutrizionale che è la risposta italiana ai sistemi semaforici che classificano gli alimenti in buoni (bollino verde) e cattivi (bollino rosso).


Dal 15 febbraio 2024 migliaia di punti vendita delle imprese della distribuzione aderenti alle tre associazioni promuoveranno l’utilizzo dell’app dedicata al Nutrinfom battery, con iniziative di comunicazione destinate ai milioni di italiani che ogni giorno fanno la spesa. Il sistema NutrInform battery, infatti, mette a disposizione una app dedicata da scaricare gratuitamente, che consente di fornire l’impatto nutrizionale degli alimenti che consumiamo durante la giornata, suggerendo il consumo di porzioni appropriate, combinando nel modo corretto i diversi cibi. L’app NutrInform Battery è pienamente operativa e consente già oggi di accedere alle informazioni nutrizionali utilizzando i codici presenti su migliaia di prodotti in commercio. “Si tratta di un segnale e un contributo importante che il settore vuole dare a favore dell’agroalimentare italiano e dei consumatori – affermano Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd Conad, le tre associazioni firmatarie del protocollo di intesa con il governo – Siamo di fronte a una questione di salvaguardia delle nostre eccellenze alimentari e di rispetto di una corretta informazione nelle scelte di acquisto delle persone. Il nostro impegno sarà quindi quello di promuovere nei prossimi mesi l’utilizzo di uno strumento innovativo e digitalizzato, che lavora su standard di codifica dei prodotti già in uso e che sarà in grado di accompagnare tutti noi in un consumo consapevole degli alimenti”.


“Attraverso la semplice lettura con il proprio smartphone del barcode dei prodotti, sarà possibile conoscere i contenuti nutrizionali dei diversi alimenti e contribuire all’educazione alimentare, in particolare delle nuove generazioni” afferma il ministro della Salute, Orazio Schillaci. “Esprimo soddisfazione e ringrazio il settore della grande distribuzione organizzata, che ha deciso di dare un contributo significativo per il lancio dell’app Nutrinform battery. È fondamentale partire con un nostro impianto di etichettatura nutrizionale se vogliamo difendere il sistema agroalimentare nazionale e le nostre eccellenze del made in Italy, che rischierebbero di essere pesantemente penalizzate da sistemi a semaforo”, afferma il ministro della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. “Stiamo affrontando una sfida cruciale che richiede l’impegno collettivo di tutto il sistema agroalimentare e delle imprese, sia a livello nazionale sia europeo. È essenziale garantire il diritto all’informazione per i consumatori, contrastando pratiche di concorrenza sleale. Apprezziamo il sostegno e la responsabilità dimostrati dalle aziende della distribuzione moderna, che si uniscono a noi in questa importante iniziativa”, afferma il ministro delle Imprese, Adolfo Urso.

Rota (Fai-Cisl): a consorzi bonifica serve una progettualità

Rota (Fai-Cisl): a consorzi bonifica serve una progettualitàRoma, 15 feb. (askanews) – “La scelta di realizzare un consorzio unico accorpando quelli di Lecce, Brindisi, Bari e Taranto ha bisogno di una visione capace di non svilire il lavoro e di dare all’agricoltura pugliese le giuste risposte per crescere con criteri di sostenibilità economica, ambientale e sociale”. Lo ha detto il segretario generale della Fai-Cisl nazionale Onofrio Rota intervenendo a Taranto al Coordinamento regionale del settore della bonifica.


Per la Federazione agroalimentare cislina “i consorzi di bonifica necessitano di essere rilanciati con una progettualità industriale seria e coerente con i bisogni del mondo agricolo e con le caratteristiche dei territori, come peraltro indicato dall’intesa Stato-Regioni – spiega Rota – che ha contribuito a riformare il settore dal 2009, invece l’accorpamento del consorzio Centro Sud Puglia sembra andare in senso opposto: un tentativo di costruire un tetto ben decorato ma su un edificio privo di fondamenta. Il modello da seguire è piuttosto quello della Capitanata, da potenziare per garantire il giusto autogoverno del settore da parte del mondo agricolo”. “Gli agricoltori – ha concluso Rota – chiedono a gran voce di governare la transizione ecologica e dare risposte concrete alla siccità, ai cambiamenti climatici, alle innovazioni tecnologiche, per cui siamo pronti al confronto con tutte le parti per costruire le buone relazioni sindacali necessarie a contribuire, anche in Puglia, a una bonifica realmente connessa con i bisogni produttivi del primario e con un ruolo strategico nella regimentazione delle acque e nella prevenzione del dissesto idrogeologico”.

Origin Italia porta Dop e Igp alla Chianti Classico Collection

Origin Italia porta Dop e Igp alla Chianti Classico CollectionRoma, 15 feb. (askanews) – Non solo vino: giovedì 15 e venerdì 16 febbraio alla Stazione Leopolda di Firenze, dove è in corso Chianti Classico Collection, l’evento promosso dal Consorzio del Vino Chianti Classico, c’è anche Origin Italia, l’associazione italiana consorzi indicazioni geografiche che rappresenta oltre il 95% delle Dop e Igp italiane. La Chianti Classico Collection torna a presentare le nuove annate dei vini del Gallo Nero, con oltre 200 produttori e le nuove Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), alla stampa internazionale e nazionale e ai professionisti del settore, con un giorno di apertura al pubblico.


“Un modo per solidificare la collaborazione fra Consorzi di Tutela del vino e del cibo in una ottica di aggregazione, con l’obiettivo di creare sinergie operative di valorizzazione, di promozione e di comunicazione per rafforzare il racconto del patrimonio agroalimentare e vitivinicolo italiano”, spiega in una nota il presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi. Origin Italia sarà presente alla Chianti Classico Collection con alcuni prodotti IG e i loro Consorzi di tutela. Nello specifico, saranno presenti il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano DOP, il Consorzio di tutela del Pomodoro di Pachino IGP, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP, il Consorzio di Tutela Oliva da Mensa La Bella della Daunia DOP, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Presenti anche il Consorzio Tutela Pecorino Toscano DOP, il Consorzio per la Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP, il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, il Consorzio per la Tutela del formaggio Gorgonzola DOP e naturalmente il Consorzio Olio Chianti Classico DOP.


Venerdì 16 febbraio Origin Italia, in collaborazione con i rispettivi Consorzi di Tutela, ha organizzato un ciclo di seminari di approfondimento con focus su alcuni prodotti: la Mozzarella di Bufala Campana DOP, il Parmigiano Reggiano DOP, l’Aceto Balsamico di Modena IGP e quello DOP.

#Cambiamoagricoltura:cavalcando proteste una spallata a Green Deal

#Cambiamoagricoltura:cavalcando proteste una spallata a Green DealRoma, 15 feb. (askanews) – “Con l’abile strumentalizzazione delle proteste degli agricoltori le associazioni agricole e dell’agroindustria hanno dato in queste settimane l’ultima spallata al Green Deal europeo, additato come la principale causa della crisi del settore primario”. Lo scrive in una nota la coalizione #CambiamoAgricoltura, sottolineando che “agricoltori e consumatori rappresentano oggi gli anelli deboli della filiera agroalimentare, esposti alle conseguenze dei danni all’ambiente e alla salute provocati da questo sistema, mentre i suoi attori forti hanno visto accresciuti i loro profitti e la loro influenza sui decisori politici”.


Secondo la coalizione, è lo stesso sistema delle rappresentanze del mondo agricolo ad avere negli anni “cambiato la sua struttura, i suoi obiettivi e interessi, sia a livello nazionale che europeo”. Sotto accusa la deroga all’impegno della Politica Agricola Comune di dedicare almeno il 4% delle aree agricole alla conservazione della natura (BCAA 8) e il ritiro del Regolamento SUR per la riduzione dell’uso dei pesticidi, oltre alla cancellazione degli obiettivi di taglio delle emissioni al 2040 dei gas clima alteranti imputabili all’agricoltura e alla zootecnia. Insomma, sottolinea #Cambiamoagricoltura, gli obiettivi delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” “sono stati ridotti a innocue dichiarazioni di principi generali, senza nessun effetto concreto. Sono state eliminate anche le raccomandazioni ai cittadini di apportare modifiche alle loro diete riducendo il consumo di proteine animali, nonché la sollecitazione a porre fine ai sussidi ai combustibili fossili ambientalmente dannosi”.


Secondo la coalizione, i motivi del malessere degli agricoltori sono in realtà “assai più numerosi, come risulta evidente anche dalla rapida evoluzione delle rivendicazioni e richieste dei comitati che stanno animando la protesta, che avrà probabilmente nella manifestazione di oggi a Roma il suo epilogo”. Le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura esortano quindi gli agricoltori, la Commissione europea e il Governo italiano “ad evitare qualsiasi indebolimento delle regole della PAC, ribadendo che tali azioni impediranno la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente”.


Invitano inoltre le istituzioni nazionali e tutte le associazioni “ad aprire un serio dibattito sulle reali cause della crisi economica del settore primario, che non vanno cercate nella protezione dell’ambiente, nella conservazione della natura e nella lotta ai cambiamenti climatici, ma in un sistema agroalimentare ingiusto, che tutela essenzialmente gli interessi delle grandi corporazioni agricole e agroindustriali, penalizzando invece i piccoli produttori e i consumatori”.

Caffè Moak chiude 2023 con futturato a 25 mln (+37%)

Caffè Moak chiude 2023 con futturato a 25 mln (+37%)Milano, 15 feb. (askanews) – Caffè Moak, azienda di caffè nata a Modica nel 1967, ha chiuso il 2023 con 25 milioni di euro di fatturato, un aumento del 36,82% rispetto all’anno precedente. Un traguardo, spiega l’azienda, “raggiunto grazie all’attenzione data alla qualità del prodotto e dei servizi, agli investimenti in ambito produttivo, logistico, marketing e comunicazione, oltre all’ampliamento del portafoglio prodotti che vanta diverse tipologie di miscele, anche monorigine”. Oggi l’azienda, con i suoi quattro marchi, Moak, Marsalì, Circi e Mokafè, esporta in oltre 50 Paesi nel mondo e ha quattro sedi all’estero in Germania, Grecia, Malta e Stati Uniti. Particolarmente focalizzata sul fuoricasa, Caffè Moak ha una capacità produttiva di 60 tonnellate giornaliere.


A livello nazionale, le acquisizioni di Mokafè (Alba) e di Caffè Circi (Roma), nel 2022, hanno portato l’azienda a un capillare potenziamento sul mercato piemontese e laziale. Per il consolidamento della marca nei mercati esteri, in particolare degli Emirati Arabi, è stata creata una newco a Dubai: la Caffè Moak Trading, con la volontà, però, di mantenere concentrata in una sola sede a Modica l’attività produttiva, di logistica, le funzioni amministrative e di controllo. L’azienda, nata da una idea di Giovanni Spadola in un piccolo laboratorio di Modica, negli anni Settanta, da metà anni Novanta ha visto l’ingresso in azienda della seconda generazione Spadola, Alessandro – primogenito e oggi Ceo del gruppo – insieme ad Annalisa – oggi direttore Marketing & comunicazione – traghettandola verso un’espansione sul territorio italiano e verso il raggiungimento di mercati esteri.