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Lega: Regolamento imballaggi, Ue non freni economia circolare

Lega: Regolamento imballaggi, Ue non freni economia circolareRoma, 14 feb. (askanews) – “Privilegiare il riuso rispetto al riciclo significa penalizzare fortemente quelle filiere che in questi anni si sono dimostrate leader nell’economia circolare, Italia in primis, con obiettivi 2025 già raggiunti e obiettivi 2030 di prossimo conseguimento”. Così Alberto Gusmeroli, presidente della commissione Attività produttive, Commercio e Turismo di Montecitorio, in merito alla prossima riunione congiunta tra Commissione, Parlamento e Consiglio europeo del 4 marzo sulla proposta di modifica del Regolamento Ue sugli imballaggi.


“La sostenibilità si fa coinvolgendo, facendo capire a cittadini e imprese che si tratta di un progetto per loro e non contro di loro: altrimenti si genera solo avversione, la quale non fa certo bene all’ambiente. L’Europa – conclude Gusmaroli – deve preservare gli asset strategici e i livelli occupazionali degli Stati membri, rifuggendo da quei propositi che rischiano di deprimere le economie interne, andando a tutto vantaggio di competitor extra-Ue. La sostenibilità sia pratica virtuosa, non ideologia sterile”.

Ue: aggiornate misure sulla pesca nell’Atlantico nord-orientale

Ue: aggiornate misure sulla pesca nell’Atlantico nord-orientaleRoma, 14 feb. (askanews) – Aggiornate le misure sulla pesca nell’Atlantico nord-orientale (area Neafc): i rappresentanti degli Stati membri dell’Ue danno il via libera all’accordo raggiunto tra i negoziatori del Consiglio e del Parlamento. Le nuove misure Neafc che saranno recepite dal regolamento includono modifiche per migliorare il controllo delle operazioni di trasbordo in mare, nonché norme sui rifiuti delle navi e sul recupero degli attrezzi smarriti. Il testo sarà ora sottoposto a un controllo giuridico e linguistico prima della sua adozione formale da parte del Consiglio e del Parlamento e della successiva entrata in vigore.


Una volta adottato formalmente, il regolamento recepirà nel diritto comunitario le nuove norme in materia di gestione, conservazione e controllo per l’area Neafc, nonché le misure di controllo per alcune specie pelagiche nell’Atlantico nordorientale concordate durante le consultazioni con gli Stati costieri. Il testo riunirà inoltre in un unico regolamento tutte le misure della Neafc attualmente disciplinate da regolamenti diversi. “Il recepimento di queste misure sulla pesca è quindi importante e contribuirà a razionalizzare la nostra cooperazione con i partner internazionali, oltre a garantire la sostenibilità del settore della pesca nell’Atlantico nordorientale”, ha detto Hilde Crevits, ministro fiammingo belga del Welfare, della sanità pubblica e della famiglia e competente per la pesca.

Cia: San Valentino, giro affari 35 mln fiori venduti per 80 mln

Cia: San Valentino, giro affari 35 mln fiori venduti per 80 mlnRoma, 14 feb. (askanews) – Buone notizie per i produttori italiani di fiori italiani che a San Valentino aumentano le vendite a discapito delle rose di provenienza estera. In questo 2024 il giro d’affari di San Valentino, secondo i florovivaisti di Cia-Agricoltori Italiani, si aggira sugli 80 milioni di euro, in linea con il 2023, con la vendita di circa 35 milioni di fiori.


Pur restando il fiore più venduto il 14 febbraio, la rosa a gambo lungo (sopra i 70 cm) è rincarata fino agli 8-10 euro al dettaglio, mentre un bouquet misto di fiori Made in Italy (fresie, anemoni, ranuncoli, garofani) si attesta sui 25 euro. Cia stima, dunque, una maggiore vendita di prodotto nazionale (+20%) rispetto ai fiori provenienti dal Sud America e dal Corno d’Africa, grazie soprattutto ai tipici prodotti coltivati nelle aree a maggior vocazione floricola: Sanremo, Pescia e la provincia di Napoli. Per quanto riguarda i costi al dettaglio delle singole tipologie di reciso (tutti Made in Italy), Cia segnala il prezzo di uno stelo di fresie e garofani a 2,50 euro, mentre le bocche di leone e le gerbere si attestano sui 3 euro, come pure i tulipani italiani (coltivati soprattutto nel napoletano). Leggermente più alto il prezzo del papavero, della calla e dell’anemone (3,5 euro). La strelizia e il lilium costano, invece, circa 4 euro al gambo, mentre il ranuncolo clone di Sanremo si attesta sui 5,5 euro.


Cia ricorda come il settore del fiore reciso italiano sia particolarmente legato (a differenza del Nord Europa) alle ricorrenze: la festa della mamma, quella della donna, San Valentino e il giorno dei defunti, che rappresentano più del 50% degli acquisti annui di fiori. In Italia il florovivaismo rappresenta il 5% della produzione agricola e conta 27 mila aziende e 100 mila addetti, di cui 20mila coltivano fiori e piante in vaso e 7mila sono vivai. Il comparto intero vale 2,5 miliardi di euro, con cinque Regioni che intercettano l’80% della produzione nazionale: la Liguria, che copre il 31% del totale, la Campania con il 16%, la Toscana con il 13%, la Puglia con l’11% e la Sicilia con il 10%, 19% le altre.

Wwf: cerchiamo il dialogo con il movimento degli agricoltori

Wwf: cerchiamo il dialogo con il movimento degli agricoltoriRoma, 14 feb. (askanews) – Il WWF Italia invita ad un “confronto costruttivo” i portavoce e i rappresentanti degli agricoltori, a partire da quelli che domani manifesteranno a Roma: “la nostra sede è aperta – spiega in una nota Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia – pronta per accogliere una delegazione di agricoltori che animano questa protesta, per avviare un dialogo sui temi della sostenibilità ambientale ed economica dell’agricoltura, che solo apparentemente ci vedono su fronti contrapposti”.


Gli agricoltori, che in queste ultime settimane hanno animato la protesta dei trattori in molte città italiane, “hanno molte valide ragioni quando lamentano un trattamento ingiusto e penalizzante lungo la catena delle filiere agroalimentari” e, secondo il Wwf, le responsabilità di questa penalizzazione economica “vanno cercate lungo tutta la filiera, non solo nell’industria e nella grande distribuzione, ma anche tra i vari soggetti intermediari, come i consorzi agrari (oggi controllati per la maggior parte da Coldiretti) o le Organizzazioni dei produttori (OP)”. Rispetto a questi problemi, le concessioni del Governo sulla parziale esenzione IRPEF sul valore catastale dei terreni agricoli “sono una goccia nel mare di problemi che gli agricoltori devono affrontare, spesso senza un adeguato supporto delle associazioni di categoria, compromesse da evidenti conflitti d’interesse”, prosegue l’associazione ambientalista.


Secondo il Wwf, attribuire al Green Deal europeo la responsabilità dei problemi degli agricoltori “è una assurdità, una narrativa fuorviante, alimentata dai soggetti che hanno visto un rischio per i loro profitti negli obiettivi di riduzione dell’uso di pesticidi, fertilizzanti chimici e antibiotici”. “La transizione ecologica dell’agricoltura non potrà mai essere attuata contro gli agricoltori: al contrario – spiegano gli ambientalisti – è essenziale un loro protagonismo attivo. Ma non è corretto parlare in modo generico di agricoltura al singolare. Non possono essere messi sullo stesso piano gli agricoltori e gli allevatori biologici, che hanno messo al bando le sostanze chimiche di sintesi e gli OGM vecchi o nuovi, con gli agricoltori che praticano una agricoltura avvelenata o gestiscono allevamenti intensivi. Una contrapposizione tra agricoltori e ambientalisti sui temi della transizione ecologica non facilita la comprensione e la risoluzione dei problemi”.

Accordo Banca Mps e AssocamereEstero per crescita agroalimentare

Accordo Banca Mps e AssocamereEstero per crescita agroalimentareRoma, 14 feb. (askanews) – Banca Monte dei Paschi di Siena e Assocamerestero, l’associazione delle 86 Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) e di Unioncamere, hanno siglato un accordo per favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane operanti nel settore agricolo e agroalimentare. Il protocollo è stato sottoscritto a Siena nella sede storica della Banca, da Paolo Delprato, responsabile prodotti imprese, finanza agevolata e organismi di Garanzia di Banca MPS, e Domenico Mauriello, segretario generale di Assocamerestero.


La partnership punta a promuovere lo sviluppo della filiera agroalimentare attraverso prodotti e servizi bancari a sostegno di progetti di investimento, legati anche allo sviluppo tecnologico sostenibile e, attraverso il supporto delle CCIE, iniziative di ingresso delle imprese italiane nei mercati esteri per rafforzarne la competitività e facilitarne l’espansione commerciale, produttiva e la crescita dimensionale. Prevede, inoltre, servizi di consulenza su strumenti di finanza agevolata, anche attraverso incontri di formazione, realizzazione di road-show sui territori e tavoli periodici per un confronto su temi strategici per il settore. L’accordo si inserisce nel contesto di una più ampia strategia di Banca Monte dei Paschi di Siena a sostegno del settore agroalimentare e della DOP Economy. Attraverso i suoi 15 centri specialistici, dislocati su tutto il territorio nazionale nelle aree a maggior vocazione agricola, la Banca promuove un modello di interazione con i distretti e le imprese agricole capace di rispondere in modo mirato alle diverse necessità degli operatori del settore e delle filiere ad esso collegate. Inoltre, con il nuovo progetto “Banca Verde Agridop” dedicato alle DOP e IGP italiane la Banca propone nuove soluzioni per aumentare la qualità, la sostenibilità e la transizione ecologica.

Federacma: confronto su Rca macchine agricole in aree private

Federacma: confronto su Rca macchine agricole in aree privateRoma, 14 feb. (askanews) – “Ringraziamo i tanti parlamentari e il Governo che hanno compreso il valore delle nostre richieste ma continua a permanere incertezza sull’attuazione delle nuove disposizioni normative”. Così in una nota Andrea Borio, presidente Federacma, la federazione commercianti macchine agricole, da giardino, movimento terra, costruzioni, sollevamento, che con Confcommercio Mobilità, Federmotorizzazione (concessionari e rivenditori autoveicoli) e Assocamp (commercianti veicoli ricreazionali, camper e caravan) ha sollevato nelle scorse settimane la questione dell’obbligo di stipula di polizze assicurative per la responsabilità civile sui veicoli situati in aree private, che ha incluso le macchine agricole solo “se poste in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate”.


Questo sino al prossimo 30 giugno come prevede l’ultima versione dell’emendamento approvato al Dl Milleproroghe. Per tutti gli altri mezzi rimane l’obbligo RCA in aree private come previsto dal decreto legislativo 22 novembre 2023 di recepimento della Direttiva europea 2021/2118. “Riteniamo ancor più urgente, pertanto, avviare un confronto presso il Ministero dei Trasporti, competente in materia, per trovare una soluzione condivisa che permetta a tutti i possessori di veicoli, di ogni tipo, di poter comprendere come adempiere al nuovo obbligo, stante l’inesistenza di adeguati strumenti assicurativi”.


Secondo Borio al tavolo di confronto è necessario che, oltre alle associazioni consociate in Confcommercio Mobilità, prenda parte anche Ania, l’associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, “affinché si possa giungere alla definizione di idonei strumenti assicurativi che non pesino troppo sulle tasche dei possessori di veicoli in aree private. Infine, – conclude il presidente di Federacma – invitiamo al coinvolgimento anche le associazioni agricole Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri e Alleanza delle Cooperative dato che l’obbligo di assicurazione interessa i tanti trattori e mezzi presenti nei campi, seppur a partire dal prossimo luglio”.

Proteste agricoltori, 100 trattori al presidio di Castel di Leva

Proteste agricoltori, 100 trattori al presidio di Castel di LevaRoma, 14 feb. (askanews) – Stamattina intorno alle 4.30 cento trattori partiti dal Casertano al confine con il Lazio sono arrivati nelle aree gestite dalla Cooperativa Agricoltura Nuova in Via Castel di Leva 371, nei pressi del Santuario del Divino Amore, a Roma. E hanno installato il presidio degli agricoltori in mobilitazione per sostenere la piattaforma unitaria in nove punti proposta dal Coordinamento Unitario contro la crisi del settore primario.


Oggi è previsto l’arrivo di altre rappresentanze degli agricoltori e delle altre categorie che sostengono la piattaforma e daranno vita alla manifestazione del 15 febbraio alle 12 in Piazza del Campidoglio, indetta da Altragricoltura e da il Popolo Produttivo con il claim #TELODOIOILMADEINITALY. In piazza, non solo gli agricoltori ma realtà sociali di diversi settori produttivi colpiti dalla crisi: agricoltori, allevatori, artigiani, pescatori, ristoratori, ambulanti, balneari, Partite Iva, piccole e medie imprese non solo dell’agroalimentare. Nove i punti della piattaforma unitaria intercategoriale già inviata a Parlamento e Governo, ai quali sono stati chiesti incontri per potere spiegare le richieste delle categorie, e due gli obiettivi principali.


Ovvero, che il Governo apra uno spazio di confronto sulla crisi e le misure urgenti con il movimento e i soggetti che la stanno denunciando e che la politica nazionale e regionale mettano all’ordine del giorno il confronto sulle Riforme indispensabili “per invertire il processo che nei decenni ha trasformato il nostro Paese in una piattaforma commerciale speculativa con il Made in Italy fondato sui marchi speculativi senza i prodotti del territorio e esposto al dumping commerciale”.

Il gruppo Ferrero ha chiuso il 2022-23 con un fatturato a 17 mld (+20,7%)

Il gruppo Ferrero ha chiuso il 2022-23 con un fatturato a 17 mld (+20,7%)Milano, 14 feb. (askanews) – Il gruppo Ferrero ha chiuso l’esercizio al 31 agosto 2022 con un fatturato consolidato di 17 miliardi di euro, in aumento del 20,7% rispetto al fatturato di 14 miliardi di euro dell’anno precedente, sostenuto sia dalla crescita organica che dalle acquisizioni, proseguendo la strategia di crescita guidata dal presidente esecutivo, Giovanni Ferrero, ed eseguita dal Ceo Lapo Civiletti. Lo comunica il gruppo di Alba che, attraverso la sua holding Ferrero International, ha approvato il bilancio consolidato per l’esercizio 2022/2023.


“Nonostante l’anno caratterizzato da un contesto economico e geopolitico complesso, il gruppo Ferrero è stato in grado di proseguire nella sua solida crescita e di consolidare la propria quota di mercato in tutte le categorie e in tutte le geografie grazie alla resilienza delle sue persone, dei suoi marchi e del suo modello di business” si legge nella nota. Gli stabilimenti produttivi Ferrero nel mondo al 31 agosto 2023 erano 37 rispetto ai 32 dell’anno precedente, mentre la forza lavoro globale era di 47.212 dipendenti, rispetto ai 41.441 al 31 agosto 2022. Il gruppo ha ampliato la propria capacità produttiva per soddisfare la crescente domanda di prodotti Ferrero. Nel periodo in questione, ha effettuato investimenti totali per 811 milioni di euro, in beni immobili, impianti e macchinari in Italia, Stati Uniti, Germania e Spagna.


“Siamo lieti di poter di poter raccontare un momento di forte crescita, nonostante le sfide economiche e geopolitiche, con le continue pressioni inflazionistiche che rimangono un elemento presente in tutto il mondo. Oltre alla crescita dei ricavi, anche la forza lavoro globale è cresciuta di oltre 5.000 persone, a testimonianza della visione a lungo termine della nostra strategia aziendale”, ha affermato Daniel Martinez Carretero, chief financial officer del gruppo. Alla fine di gennaio 2023, il gruppo dolciario ha completato l’acquisizione di Wells Enterprises, delle sue attività e del suo portafoglio di marchi, tra cui Blue Bunny, Blue Ribbon Classics, Bomb Pop e Halo Top. “L’ acquisizione – si legge – è parte dell’ambiziosa crescita strategica del gruppo Ferrero, volta ad espandere le proprie attività in Nord America e nella categoria del gelato. L’accordo comprendeva anche quattro stabilimenti produttivi statunitensi, situati negli stati di Iowa, Nevada e New York”. A fine marzo 2023 ha inoltre finalizzato l’acquisizione di Fresystem, azienda italiana a conduzione familiare che produce prodotti da forno surgelati. L’acquisizione rientra nei piani strategici di crescita di Ferrero e segue il lancio dei Nutella Muffins, prodotti da Fresystem già dal 2021.


L’innovazione rimane al centro del Dnaaziendale, al fine di supportare la crescita dei marchi più iconici di Ferrero, espandendo la loro presenza in nuove categorie del segmento di mercato dello sweet packaged food, soddisfacendo così le nuove esigenze dei consumatori. Ciò trova riscontro nell’anno 22/23 dall’introduzione di nuove referenze Kinder, Rocher e Raffaello nel segmento dei gelati in tutta Europa, e nel lancio di successo di Nutella Biscuits e Nutella B-ready negli Stati Uniti. All’approccio a lungo termine del gruppo verso la crescita, si aggiunge un’attenzione costante alla sostenibilità che si fonda su quattro pilastri: protezione dell’ambiente, approvvigionamento sostenibile di ingredienti di alta qualità, promozione di un consumo responsabile e valorizzazione delle persone.

Lollobrigida: esenzione Irpef agricola prorogata per 2 anni

Lollobrigida: esenzione Irpef agricola prorogata per 2 anniRoma, 13 feb. (askanews) – “L’esenzione dell’Irpef agricola per i redditi agrari e dominicali fino a 10.000 euro, e la riduzione del 50% dell’importo per i redditi tra i 10.000 e i 15.000 euro, saranno prorogate per due anni”. Lo annuncia in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, spiegando che si tratta di una “esenzione più giusta che esclude i ricchi da un beneficio che per alcuni risultava un privilegio. Inoltre garantisce per due anni un sostegno che risultava prima estremamente precario non permettendo alcuna programmazione rispetto a questo dato”.


L’emendamento depositato, concordato con il ministro Giorgetti, rappresenta quindi “l’ennesima conferma dell’attenzione del governo Meloni verso le istanze degli agricoltori e nei confronti di un settore fondamentale per la nostra Nazione. Ringrazio i colleghi – prosegue il ministro – e in particolare il vice ministro Leo che hanno lavorato per sintetizzare le nostre proposte e individuare le coperture finanziarie per raggiungere questo importante obiettivo, senza proclami e slogan, dimostrando con provvedimenti concreti che altri governi non hanno mai adottato, la propria vicinanza a tutto il mondo agricolo”.

Pasta, le regole per cuocerla tagliando fino al 47% i consumi di energia

Pasta, le regole per cuocerla tagliando fino al 47% i consumi di energiaMilano, 13 feb. (askanews) – Uso del coperchio, meno acqua e cottura passiva. Quando prepariamo la pasta, seguendo queste tre regole, possiamo ridurre i consumi energetici fino al 47%. E se gli italiani seguissero questi accorgimenti ogni volta che, in un anno, “calano” gli spaghetti, allora il risparmio toccherebbe numeri importanti: parliamo di almeno 350milioni di chilowattora, sufficienti a illuminare gli stadi di calcio per tutte le prossime 24 stagioni di Serie A, Premier League, Liga spagnola e Bundesliga. A ricordarlo in occasione della Giornata nazionale del risparmio energetico, istituita dal Parlamento italiano il 16 febbraio del 2005, sono i pastai di Unione italiana food.


Il primo consiglio che arriva dai pastai è quello di tenere il coperchio sulla pentola quando si porta a ebollizione l’acqua, perchè ne accelera il processo. Quando si butta la pasta, il coperchio andrebbe sempre tolto, a meno che non la stiamo facendo in pentola a pressione o con cottura passiva. Usando il coperchio si risparmia fino al 6% di energia ed emissioni di CO2 equivalente (CO2e). E si risparmia anche tempo. La seconda regola è quella di utilizzare la giusta quantità di acqua che non è più quella della regola della nonna, per ogni etto di pasta un litro d’acqua. Oggi la qualità della pasta è più alta di 40 o 50 anni fa e rilascia meno amido in cottura per cui sono sufficienti 0,7 litri di acqua per etto. Cuocere la pasta in meno acqua concentrerà l’amido e renderà più facile legare con il condimento. Usando meno acqua si tagliano del 13% i consumi di energia e le emissioni di CO2e. La pasta resta buona, e si risparmia pure il 30% di acqua.


Altro metodo green, che permette di risparmiare gas e energia, è la cottura passiva: in questo modo la pasta cuoce a fuoco acceso solo per 2-4 minuti da quando l’acqua riprende il bollore. Poi si spegne il fornello, si copre con il coperchio e la si lascia in infusione nell’acqua per il restante tempo indicato sulla confezione. In questo modo l’acqua sarà stata assorbita. Con la cottura passiva il risparmio di energia e emissioni di CO2e arriva fino al 47%. Secondo una ricerca commissionata dai Pastai italiani a Perfect food consulting, studio di consulenza per la sostenibilità nel settore agroalimentare, seguendo queste tre semplici regole, con un consumo medio di 23,5 chili pro-capite di pasta, ogni italiano arriverebbe a risparmiare in un anno fino a 44,6 chilowattora, 13,2 chili di CO2 e 69 litri di acqua. E se lo facessimo tutti i risultati diventerebbero davvero importanti: risparmieremmo tra i 356 milioni e i 2,6 miliardi di chilowattora in un anno (pari a un secolo e mezzo di calcio in notturna in Europa, coppe comprese), 4.100 metri cubi di acqua, sufficienti a riempire 1.640 piscine olimpioniche e fino a 776 chilotonnellate di CO2e, le emissioni di una macchina per 21 viaggi andata-ritorno tra la Terra e il Sole.