Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Agroalimentare, in primi 6 mesi export +8,4% a 31 mld di euro

Agroalimentare, in primi 6 mesi export +8,4% a 31 mld di euroRoma, 30 ott. (askanews) – Export agroalimentare italiano in crescita nei primi sei mesi 2023, che hanno registrato un ulteriore aumento degli scambi in valore, sebbene più contenuto di quello riscontrato nel 2022. La crescita percentuale delle esportazioni agroalimentari è in linea con quella delle importazioni. In particolare, le esportazioni nel primo semestre crescono dell’8,4%, superando il valore record di 31 miliardi di euro, mentre per le importazioni si registra un +8,9%, con un valore di circa 33 miliardi. È quanto emerge dal Rapporto 2022 sul commercio estero dei prodotti agroalimentari, giunto alla sua 31esima edizione, realizzato dal Crea Politiche e Bioeconomia.

Agli aumenti in valore degli scambi, in molti casi corrispondono incrementi più contenuti o contrazioni delle quantità scambiate, come, ad esempio, per le esportazioni di pasta (+6,7% in valore e -6,4% in volume) o le importazioni di pesci lavorati (+6,6% in valore e -4,1% in volume). L’export in quantità di vini rossi Dop segna una contrazione (-10%), solo in parte compensata dall’aumento dei prezzi. Tuttavia, grazie alle maggiori esportazioni di altre tipologie di vini, come i bianchi Igp o i frizzanti Dop, nel primo semestre 2023 si registra una complessiva tenuta del comparto vino.

Crescono le esportazioni di caffè torrefatto (+13,4% in valore e +3,5% in quantità), confermando l’ottima performance del 2022. Si evidenzia l’andamento delle importazioni di olio di girasole: dopo il netto aumento dello scorso anno legato anche all’impennata dei prezzi, nei primi mesi del 2023 si ha una forte contrazione del valore degli acquisti (-25%), accompagnata da un calo molto più contenuto delle quantità (-2,3%). A incidere è il ridimensionamento del prezzo internazionale di questo prodotto, dopo il picco raggiunto nel 2022. «Questi numeri dimostrano che il mondo ha fame e sete d’Italia. Perché la nostra Nazione è sinonimo di qualità – ha commentato il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida – Lavoriamo per difendere, tutelare e valorizzare le nostre eccellenze agroalimentari che generano ricchezza. Per questo abbiamo candidato la cucina italiana a patrimonio Unesco, per raccontare un sistema di valori, sapori e tradizioni, e combattiamo il mercato del falso che sottrae alla nostra economia miliardi di euro. In ambito europeo, invece – ha concluso il ministro – ci siamo opposti con fermezza rispetto ai casi di evocazione di Indicazioni Geografiche italiane, come ad esempio nel caso dell’aceto balsamico sloveno e del prosek croato. Perché difendere il nostro asset primario, significa difendere l’Italia”.

Consorzio Tutela Asiago Dop si mette in mostra in Corea del Sud

Consorzio Tutela Asiago Dop si mette in mostra in Corea del SudRoma, 30 ott. (askanews) – Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago arriva in Corea del Sud, dal 30 ottobre al 2 novembre, tappa iniziale di un ampio disegno che nei prossimi anni porterà a realizzare azioni promozionali di lunga gittata in vari paesi del Sud Est asiatico. Nella nazione che, dal 2011, con l’accordo di libero scambio (FTA) siglato con l’Unione Europea, riconosce e tutela il formaggio Asiago, il Consorzio di Tutela coglie le opportunità di una rinnovata attenzione alla cucina italiana per incontrare stampa, opinion leader e buyer.

Il formaggio Asiago sarà Official Cheese dell’evento di presentazione dell’eccellenza gastronomica e di una selezione dei migliori vini d’Italia del Made in Italy realizzato in collaborazione col partner Gambero Rosso. Economia emergente, la Corea del Sud è diventata il terzo paese di sbocco dell’export italiano in Asia, cresciuto, nel 2022, del +17,3% in volume rispetto all’anno precedente. Alla ristorazione italiana, ambasciatrice del prodotto d’origine certa, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago dedica, in questa occasione, il premio speciale per il ristorante con la migliore selezione di formaggi italiani DOP. Il riconoscimento sarà assegnato al ristorante “Paolo De Maria”, dell’omonimo executive chef, punto di riferimento a Seul per la sua attenta selezione delle materie prime e la capacità di proporre l’essenza della tradizione culinaria italiana. La visita in Corea del Sud si conclude con un calendario di appuntamenti dedicati ai più importanti operatori del mondo dell’Ho.Re.Ca e della Grande Distribuzione.

Da R. Toscana 1,5 mln per innovazione in lavorazione suoli

Da R. Toscana 1,5 mln per innovazione in lavorazione suoliRoma, 30 ott. (askanews) – La Giunta regionale della Toscana ha approvato le disposizioni per l’ attivazione del bando relativo alle tecniche di lavorazione ridotta dei suoli. L’intervento punta a tutelare la risorsa suolo incentivando pratiche che attenuino i rischi erosivi e che contribuiscano al mantenimento della sostanza organica, riconoscendo un premio ad ettaro agli agricoltori che si impegnano in questo senso.

Prevedendo un periodo di impegno di cinque anni con inizio dal 1 gennaio 2024, il bando ha una dotazione di 300mila euro all’anno per un totale di 1 milione e 500mila euro. “Il passaggio dalle abituali lavorazioni profonde del terreno, come ad esempio l’aratura, alle tecniche di lavorazione a minori profondità senza alterare il terreno o di semina diretta senza lavorazione – spiega la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – consente di contrastare in modo efficace il degrado dei suoli, migliorandone la struttura e la resistenza all’erosione e al compattamento. Al tempo stesso permette di contrastare la riduzione della sostanza organica e aumentare la capacità del terreno di assorbire e trattenere l’acqua. Quindi – conclude – l’intervento concorre anche agli obiettivi della Strategia nazionale di mitigazione dei cambiamenti climatici e a quelli della Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici”.

Pomodoro da industria Nord Italia, calo produttivo de 12%

Pomodoro da industria Nord Italia, calo produttivo de 12%Roma, 30 ott. (askanews) – Va in archivio la campagna di raccolta 2023 del pomodoro da industria nel Nord Italia, all’insegna di un calo produttivo (-12% rispetto a quanto contrattato con l’industria), ma con un’ottima qualità. In totale sono stati 38.928 gli ettari coltivati, dei quali 3.731 a produzione biologica. Sono state prodotte poco meno di 2,8 milioni di tonnellate di pomodoro, con una resa media di 71,88 tonnellate per ettaro (in calo rispetto alla media del quinquennio precedente, pari a 73,93 t/ha). Importante però la qualità, molto alta grazie ad un grado brix pari a 4,87, uno dei valori massimi dell’ultimo decennio. I dati arrivano da Confagricoltura: Corrado Ferrari, presidente regionale della sezione pomodoro da industria dell’associazione agricola, spiega: “la stagione nel complesso è stata positiva, con clima sostanzialmente mite, anche se le produzioni sono a volte state messe in difficoltà dal meteo”.

Positiva, secondo Ferrari, l’intesa trovata sul prezzo, che è salito dai 10,80 euro al quintale del 2022 ai 15 euro al quintale di quest’anno: “frutto di un clima di condivisione con l’industria, che ha preso coscienza di una situazione di carenza di prodotto e si è allineata ai prezzi internazionali. L’innalzamento del prezzo può sembrare importante, ma occorre ricordare come i 10,80 euro al quintale dello scorso anno fossero largamente insufficienti per coprire i costi di produzione. L’adeguamento quindi era necessario”. Il dialogo tra produttori e trasformatori è stato favorito dal comportamento coeso di tutte e 13 le Op, tant’è che oggi è già stato convocato un tavolo d’intesa per iniziare a ragionare sull’annata 2024: “le attuali condizioni di campagna creano forte curiosità attorno al pomodoro, ma occorre fare attenzione. L’eccesso di interesse può portare a conseguenze negative sul prezzo, e sappiamo bene come i costi produttivi non siano assolutamente diminuiti. Invito dunque i produttori a ragionare bene in sede di programmazione, in modo da salvaguardare la redditività delle loro aziende”, ha concluso Ferrari.

Mascarino (Federalimentare): bene proposta di legge su giovani agricoltori

Mascarino (Federalimentare): bene proposta di legge su giovani agricoltoriMilano, 27 ott. (askanews) – “L’incardinamento alla Camera della proposta di legge per la promozione e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel mondo agricolo, promosso dal presidente della commissione Agricoltura Mirco Carloni, è una iniziativa molto interessante perché offre, alle giovani generazioni di agricoltori, nuove occasioni per fare impresa, coniugando occupazione e sostegno al reddito e dando all’agricoltura italiana un nuovo corso”. Lo dichiara in una nota il Presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino in merito alla discussione parlamentare sulla Pdl rivolta alla promozione e allo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel mondo agricolo.

“Come industria siamo molto sensibili sul tema, in quanto siamo consapevoli che nei prossimi anni la forza dell’agroalimentare italiano si misurerà dalla capacità che avremo di saper incentivare il suo sviluppo lungo tutta la filiera – ha aggiunto – cogliendone le opportunità, e sapendo coinvolgere sempre più i giovani nel mondo dell’impresa ai quali è affidato il futuro del comparto”.

Coldiretti: industria alimentare ad agosto +1,8%, +9% in otto mesi

Coldiretti: industria alimentare ad agosto +1,8%, +9% in otto mesiMilano, 27 ott. (askanews) – In controtendenza rispetto all’andamento generale cresce il fatturato dell’industria alimentare che fa registrare ad agosto un aumento dell’1,8% ma il balzo sale al 9% nei primi otto mesi dell’anno, rispetto agli stessi periodi dello scorso anno. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Istat sul fatturato dell’industria ad agosto che in media si riduce del 5% su base tendenziale. A sostenere gli alimentari, sottolinea la Coldiretti, sono sia i consumi interni in valore ma anche le esportazioni che mettono a segno con un aumento del 7,6% nei primi otto mesi del 2023 dopo il massimo storico di 60,7 miliardi di euro registrato lo scorso anno.

L’agroalimentare made in Italy ha sviluppato lo scorso anno un valore di 580 miliardi di euro nella filiera allargata e impegnati 4 milioni di lavoratori.

Breadstick day: per la milanese Vitavigor fatturato +32%, export +28%

Breadstick day: per la milanese Vitavigor fatturato +32%, export +28%Milano, 27 ott. (askanews) – In occasione del breadstick day, la la giornata in cui si celebra a livello internazionale il grissino italiano, A confermare il trend d’oltreoceano ci pensa l’azienda milanese Vitavigor, traccia un bilancio dei primi dieci mesi del 2023, quando il fatturato è aumentato del 32% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 3 milioni di euro. In crescita anche l’export che vanta, nell’anno in corso, un aumento del 28% rispetto al 2022, per un mercato verso Europa, Canada, Australia e Giappone che rappresenta oggi più del 45% del fatturato totale dell’impresa. “La nostra realtà si conferma sinonimo di alta qualità, gusto, genuinità e tradizione – commenta Valentina Croci, nipote del fondatore ed export Dpt di Vitavigor – grazie all’expertise maturata nell’offrire linee di prodotto in grado di soddisfare i gusti di sempre più consumatori e alla formulazione di ricette capaci di soddisfare le mutevoli esigenze dei clienti in tutto il mondo”.

I dati del comparto dei pani e dei derivati all’estero sono incoraggianti: secondo Global market insights negli Usa il business raggiungerà i 24 miliardi di dollari entro il 2026. Parlando della segmentazione del settore, si presume che quello dei grissini deterrà una quota del 15%, pari a 3,6 miliardi di dollari, del fatturato americano entro il periodo di previsione. “Reagire al clima d’incertezza con l’autorevolezza della tradizione è la nostra risposta al rincaro generale dei prezzi delle materie prime, stimato dalla Fao in un 5,3%, forti del fatto che a livello internazionale e in Italia i consumatori non smettono di ricordare come l’amore per i grissini non conosca confini”, conclude Valentina Croci.

Regolamento Ue imballaggi, Federalimentare: scelta che penalizza l’Italia

Regolamento Ue imballaggi, Federalimentare: scelta che penalizza l’ItaliaMilano, 27 ott. (askanews) – “Come Federalimentare siamo preoccupati perché si continua a promuovere un sistema che non valorizza il modello italiano, basato sul riciclo, ma si insiste sul riuso degli imballaggi: una misura che penalizza fortemente la nostra filiera agroalimentare”. A dirlo il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino, che torna sul voto della Commissione Envi al Parlamento europeo sugli imballaggi sottolineando che la stessa Commissione “si è spaccata in due, tanto che l’emendamento è passato per soli due voti (41 a 39), evidenziando che il tema è divisivo e che contrappone due visioni molto differenti”.

“L’affermazione di questa linea di pensiero sembra perseguire più una linea ideologica che una reale volontà di raggiungere gli obiettivi contenuti nel Green deal – afferma Mascarino – che puntano a tutelare l’ambiente anche incentivando un modello di produzione fondato sui principi dell’economia circolare, dove l’Italia riveste un ruolo primario fra i partner Ue”. “In vista del voto nella plenaria del Parlamento UE che sarà decisivo – conclude – l’evidente divisione degli europarlamentari della Commissione Envi sul tema del riuso e del riciclo è un buon segno che nulla è scontato, e ci deve spingere a continuare a difendere le nostre buone ragioni perché la filiera del riciclo in Italia è fra le più virtuose, e ha già superato in anticipo i target UE previsti per il 2025 ed è prossima a raggiungere quelli del 2030”.

Conserve ittiche:-5,2% volumi tonno sott’olio, export -12,8% in I semestre

Conserve ittiche:-5,2% volumi tonno sott’olio, export -12,8% in I semestreMilano, 26 ott. (askanews) – Inflazione e aumento continuo dei costi produttivi hanno fatto sentire i propri effetti anche sulle conserve ittiche, un settore che conta circa 1.500 addetti. Nel 2023, il mercato ha registrato un calo di volumi, soprattutto nella prima parte dell’anno. In particolare, il mercato del tonno sott’olio in confezioni inferiori ai 300 grammi, nel progressivo a settembre 2023 ha segnato un -5,2% in volume verso lo stesso periodo dell’anno precedente, un dato che per effetto dell’inflazione diventa un +8% a valore (Fonte: dati IRI Circana al 01/10/2023 superfici Super+Iper+Libero Servizio, sono esclusi i discount e le superfici minori). Tuttavia negli ultimi periodi si sono registrati positivi segnali di ripresa, con mesi in pari, o addirittura leggermente superiori rispetto ai corrispondenti dello scorso anno.

Per quanto riguarda l’export, nel primo semestre 2023, ha registrato una quota di 14,5 mila tonnellate una contrazione del 12,8% sullo stesso intervallo del 2022 mentre le importazioni si sono attestate a 53,8 mila tonnellate (+3,8%). “In un anno difficile come il 2023, segnato da uno shock inflazionistico quasi senza precedenti, i mercati hanno perso volumi, soprattutto nella prima parte dell’anno – afferma il neo Presidente Valsecchi – Il dato confortante è che negli ultimi periodi le negatività si stanno mitigando. Possiamo ben sperare in un continuo miglioramento delle performance dell’intero comparto, anche se l’incertezza e la tensione sui costi di produzione e la conseguente inflazione rimangono elevate. Apprezzo molto il lavoro del mio predecessore Simone Legnani e lo ringrazio per l’importantissimo contributo svolto in questi ultimi anni. Intanto un primo segnale positivo è aver ottenuto dalla Commissione europea la revisione del regolamento in tema di aiuti ‘de minimis’, superando la disparità di trattamento in essere finora”.

L’industria del tonno in scatola, che guida la produzione e il consumo del comparto nel 2022 aveva registrato una produzione nazionale di 77.411 tonnellate (-7,70% sul 2021) e un volume del prodotto totale disponibile per il mercato italiano di 150.660 tonnellate (-5% sul 2021), per un consumo pro-capite di circa 2,55 chili all’anno. I consumi sul canale retail (grande distribuzione organizzata + discount), tuttavia, hanno sostanzialmente tenuto. Il valore totale di mercato, che include tutti i canali, nel 2022 è di circa 1,55 miliardi di euro (+11,91% sul 2021) mentre le esportazioni hanno raggiunto quota 31.824 tonnellate con un calo del 4,47%. Includendo anche le altre conserve ittiche, il fatturato stimato 2022 è di circa 1,875 miliardi di euro (+5,33% sul 2021). Nel 2022 i costi di produzione sono aumentati mediamente del 20-30%, di questi, solo la metà è stata assorbita dalla gdo con relativa contrattazione, la restante parte è stata assorbita dalle aziende. A fronte degli incrementi dei costi dell’ultimo anno, Ancit ha chiesto in diverse occasioni aiuto alle istituzioni per superare la penalizzazione che fino ad oggi ha colpito le industrie che trasformano e commercializzano prodotti ittici in materia di aiuti di ‘stato de minimis’. Oggi la disparità di trattamento è sanata e, a partire dal 25 ottobre, anche le industrie che trasformano e commercializzano prodotti della pesca e dell’acquacoltura possono beneficiare degli stessi massimali previsti per le altre imprese. Ancit sta ora lavorando per l’adeguamento del temporary framework Ucraina in forma retroattiva.

Un ulteriore elemento di criticità che penalizza il comparto è il cambiamento climatico: la scarsezza di piogge che ha colpito l’Europa per il secondo anno consecutivo, ha determinato un raccolto di olive ridotto, con ripercussioni sulla disponibilità di olio di oliva con conseguente incremento del prezzo che oscilla tra i 7,5 e i 9 euro al chilo (Fonte: Ismea – quotazione ottobre 2023). Prezzo praticamente raddoppiato negli ultimi 12 mesi.

Conserve ittiche, Giovanni Battista Valsecchi nuovo presidente dell’Ancit

Conserve ittiche, Giovanni Battista Valsecchi nuovo presidente dell’AncitMilano, 26 ott. (askanews) – Giovanni Battista Valsecchi è il nuovo presidente per il prossimo quadriennio dell’Ancit, l’Associazione nazionale conservieri ittici e delle tonnare. L’elezione è avvenuta durante l’assemblea associativa che si è svolta a Roma.

Valsecchi, direttore generale della Generale Conserve, azienda con stabilimento produttivo ad Olbia, subentra a Simone Legnani della Bolton Food, in carica dal 2017 a oggi. Completano la squadra al vertice dell’associazione, i vicepresidenti eletti, Filippo Amodeo (Nino Castiglione) e Giacinto Callipo (Giacinto Callipo Conserve Alimentari). Tra le priorità enunciate dal neo presidente, si legge in una nota “la necessità di tutelare la produzione e promuovere l’immagine delle conserve ittiche, nei rapporti con le istituzioni sia europee che nazionali e nei confronti del consumatore, rafforzando la coesione tra le aziende associate, soprattutto in un periodo delicato come quello attuale”.