Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Cia in piazza, Fini: agricoltori italiani sempre più poveri

Cia in piazza, Fini: agricoltori italiani sempre più poveriRoma, 26 ott. (askanews) – “I prezzi sugli scaffali sono sempre più alti, ma gli agricoltori italiani sono sempre più poveri. Le aziende agricole non lavorano sottocosto”. Lo ha detto il presidente di Cia, Cristiano Fini, durante la manifestazione organizzata a Roma dalla associazione agricola che oggi è scesa in piazza a Santi Apostoli a Roma con oltre 2000 agricoltori da tutte le regioni d’Italia e tante bandiere verdi gridando lo slogan “Senza reddito non c’è futuro”.

L’azione di sensibilizzazione nel cuore della Capitale mira a rimettere al centro l’impresa agricola e il suo reddito, per tutelare il futuro dei produttori di fronte alle grandi emergenze e alle sfide globali che toccano il settore primario e il Paese intero. “Crisi di mercato e concorrenza estera, filiere e manodopera, aree interne e fauna selvatica, risorse idriche e consumo di suolo, ambiente e fake news sono i temi chiave che Cia sta portando oggi in piazza nell’interesse della salute pubblica, dei territori, della sovranità alimentare e del Paese”.

La spesa anti-spreco di Babaco arriva in Liguria

La spesa anti-spreco di Babaco arriva in LiguriaMilano, 26 ott. (askanews) – La spesa anti-spreco di Babaco market arriva per la prima volta in Liguria e si espande in nuove province di Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana. Il servizio di consegna a domicilio di prodotti alimentari ancora buoni ma scartati dalla grande distribuzione ha annunciato l’arrivo in altre 12 città italiane: Genova in Liguria, Treviso, Venezia, Rovigo in Veneto, Alessandria, Asti, Biella e Cuneo in Piemonte, Rimini e Forlì – Cesena in Emilia Romagna e Pisa e Pistoia in Toscana.

Con questa espansione, Babaco Market arriva per la prima volta anche in Liguria e consolida la sua presenza in Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana, raggiungendo così 7 regioni (Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto), oltre 2.900 comuni e 45 province. Secondo i dati dell’Osservatorio sullo spreco alimentare e la spesa sostenibile 2023, commissionato da Babaco Market a BVA-Doxa. risulta una forte consapevolezza degli italiani in merito al tema dello spreco alimentare globale: il 96% dei rispondenti, infatti, dichiara di averne una chiara percezione e ritiene importante agire come collettività per arginare il fenomeno. È, inoltre, elevata la percezione del legame tra cambiamenti climatici e spreco alimentare: 9 italiani su 10 ritengono che le sempre più frequenti calamità naturali abbiano un impatto sulle produzioni, causando perdite agricole e conseguente spreco alimentare, reso chiaro agli occhi della popolazione a seguito dei recenti disastri avvenuti anche sul territorio italiano. Dall’indagine 2023 emerge, infine, un interesse molto positivo nei confronti degli acquisti in grado di facilitare una spesa sostenibile: 2 italiani su 3 gradirebbero particolarmente fare una spesa antispreco e sostenibile.

Babaco Market collabora con una selezione di oltre 100 produttori presenti su tutto il territorio nazionale che forniscono quotidianamente prodotti da dispensa e frutta e verdura provengono da filiere sostenibili e trasparenti e da aziende che generano un impatto positivo sulla società e sull’ambiente. “Babaco Market è una realtà in continua evoluzione che si posiziona sempre più come game changer dell’e-grocery antispreco – commenta Francesco Giberti, Ceo e founder di Babaco Market – Siamo lieti di annunciare il nostro arrivo in Liguria e in ben 11 nuove province del territorio nazionale: dove offriamo un’opportunità innovativa e pratica per una spesa più sostenibile sia a livello ambientale, sia a livello sociale”.

Dalla ricerca Crea progetto per filiera brassicola 100% italiana

Dalla ricerca Crea progetto per filiera brassicola 100% italianaRoma, 26 ott. (askanews) – Una filiera brassicola al 100% italiana, con orzo e luppolo da colture sostenibili, per dare vita a birre aromatiche, a basso tenore alcolico e amiche dell’ambiente. Questi gli obiettivi principali del progetto triannale “LOB.IT “Luppolo, Orzo, Birra: biodiversità Italiana da valorizzare”, coordinato dal Crea e finanziato dal Masaf, che sarà presentato oggi a Roma.

Primo obiettivo, l’introduzione di genetiche italiane per le materie prime di uso brassicolo e la possibilità di individuare lieviti, appartenenti al genere Saccaromyces, in grado di connotare territorialmente le produzioni birrarie italiane. Inoltre, si mira ad una filiera realmente sostenibile e innovativa (dalla tecnica colturale ai processi, fino al prodotto) e partecipata, con misure di accompagnamento che permettano azioni di networking tra le imprese e i sistemi produttivi. La tecnologia sarà la chiave per la valorizzazione in chiave sostenibile della filiera, focalizzata sullo studio di ecotipi locali di luppolo e di incroci legati al territorio, che necessitino di minori input per la crescita, con una migliore sostenibilità ambientale ed economica, e sulla riduzione dell’incidenza delle malattie virali in luppolo, tramite l’utilizzo di germoplasma controllato, ottenibile da risanamento e da selezione sanitaria.

Si lavorerà per aumentare la disponibilità di varietà italiane di orzo distico, l’orzo da birra per eccellenza, di alta qualità e produttività, per lo sviluppo di micro-filiere tra agricoltori, micro-maltatori e micro-birrifici e per selezionare le varietà di questo cereale più adatte per ogni areale. Lo scopo è arrivare a materie prime da genetica italiana, tramite l’adozione di modelli virtuosi per la gestione della filiera e alla ricerca di lieviti spontanei legati al territorio e in grado di influenzare positivamente il profilo metabolico e il grado alcolemico del prodotto finale: potrebbero svolgere un ruolo importante sia nella produzione di birre aromatiche, sia in quella di birre a basso tenore alcolico.

Copa Cogeca: vendemmia Ue -5,5% rispetto media quinquennale

Copa Cogeca: vendemmia Ue -5,5% rispetto media quinquennaleRoma, 26 ott. (askanews) – Vendemmia europea 2023 in leggero calo rispetto al 2022, con un totale di poco superiore a 150 milioni di ettolitri e un calo del 5,5% rispetto alla media quinquennale. Sono i dati sulla raccolta del vino in Ue elaborati dal Copa e dalla Cogeca. Anche nel 2023 si è verificato un continuo calo della produzione nei principali paesi produttori, Spagna, Italia e Germania. L’Italia per la prima volta in sette anni perde la leadership nella produzione di vino e lascia il posto alla Francia.

Principale imputato è il cambiamento climatico: inverno secco, grandinate, inondazioni e una stagione primaverile piovosa hanno causato un forte calo della produzione anche in altri paesi produttori europei come Austria (-6%), Grecia (-23% ), Croazia (-31%) e Slovacchia (-20%) rispetto al 2022. Nel 2023, la Francia è diventata il primo produttore europeo di vino con una produzione stimata di 45 milioni di ettolitri, ovvero un aumento dell’1,47% rispetto all’anno precedente. La Francia è stata comunque colpita dalla peronospora e dalla siccità soprattutto nel sud, ma è riuscita a rimanere al di sopra dell’acqua grazie alle misure di crisi messe in atto, come gli aiuti alla distillazione e la raccolta verde.

Per la prima volta in sette anni, l’Italia ha perso la leadership come produttore di vino con una produzione stimata di 43,9 milioni di ettolitri, con un calo dell’11,92% rispetto all’anno scorso. Le forti piogge primaverili che si sono trasformate in alluvioni in Emilia Romagna e i forti episodi di peronospora, soprattutto nei vigneti del Centro e del Sud, spiegano questo importante calo. In Portogallo, si è constatato un aumento dell’8,6% con una produzione di raccolto di poco inferiore a 10 milioni di ettolitri, dovuto all’attuazione di misure di distillazione, in particolare l’aumento è dovuto al calo dell’8% del raccolto 2022, che ha livellato il totale delle vendite.

Con una produzione stimata di 30,8 milioni di ettolitri, la Spagna resta il terzo produttore europeo nonostante il calo della produzione rispetto all’anno scorso (-14,42%). Le rigide condizioni climatiche, con un autunno, un inverno e una primavera secchi, con forti piogge nella tarda primavera, ondate di caldo durante l’estate e grandine, hanno penalizzato i vigneti spagnoli in termini di produzione, ma non di qualità. In Germania la produzione stimata è stata di 8,86 milioni di ettolitri, il che significa una perdita di produzione vinicola del 2,1% a causa dell’inflazione e degli alti costi di produzione lungo tutta la filiera. Non si registrano, invece, diminuzioni significative dovute all’andamento climatico, che è rimasto abbastanza stabile.

Pomodoro, Squeri (Steriltom): raggiunti target raccolta in 2023

Pomodoro, Squeri (Steriltom): raggiunti target raccolta in 2023Roma, 26 ott. (askanews) – Una campagna di raccolta del pomodoro difficile, ma chiusa raggiungendo i target prefissati nonostante i danni subiti dalle colture in Emilia Romagna. Alessandro Squeri, direttore generale di Steriltom, azienda leader a livello europeo nella produzione di polpa di pomodoro per il canale Food Service ed Industriale, spiega che l’azienda “è riuscita a limitare i danni causati dal maltempo ed è stato un risultato considerevole se si pensa che l’areale di Ferrara ha registrato un calo della produzione del 30% nel pomodoro convenzionale da produzione integrata e di quasi il 40 % nel biologico”.

Una regione divisa in due dal clima l’Emilia Romagna, dove “abbiamo avuto da un lato, in Emilia, problematiche legate alla siccità, mentre in Romagna problematiche legate all’eccesso di acqua, come alluvioni ed ingenti grandinate”. “Pensiamo – conclude Squeri – che per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, la direzione giusta sia quella di lavorare in filiera e proprio per questo stiamo lavorando a un piano che punta sulla valorizzazione dei nostri agricoltori e dei nostri prodotti in ottica di sostenibilità”.

Uila-Uil: su imballaggi da Ue nuova penalizzazione agroalimentare

Uila-Uil: su imballaggi da Ue nuova penalizzazione agroalimentareRoma, 26 ott. (askanews) – “Ancora una volta possiamo verificare che la deriva ambientalista del Parlamento Europeo, norma dopo norma, danneggia sempre e solo l’Italia: favorire il riuso degli imballaggi e penalizzare il riciclo della plastica, in cui l’Italia è leader europeo incontrastato, è palesemente un altro schiaffo in faccia al nostro Paese. Chiediamo al Governo e a tutti i parlamentari europei di mobilitarsi contro questa ulteriore nuova penalizzazione della nostra economia e dei suoi lavoratori”. Così, in una nota, Stefano Mantegazza, segretario generale Uila, in merito all’approvazione delle proposte di regolamento relative agli imballaggi e all’uso dei fitofarmaci, ieri, in Commissione Ambiente del Parlamento Europeo.

“Il regolamento per la riduzione dei rifiuti da imballaggio se dovesse diventare operativo, avrebbe gravissime ricadute occupazionali nel settore agro-alimentare – spiega Mantegazza – Infatti, pregiudicando la commercializzazione dell’insalata in busta, del cestino delle fragole, delle confezioni di pomodorini e, in buona sostanza, di tutta la produzione di ortofrutta della IV gamma, andrebbe ad incidere negativamente su tutte le lavorazioni ad alto tasso di occupazione” rileva Mantegazza. “Allo stesso tempo, tagliare gli agrofarmaci senza creare alternative in un momento in cui il cambiamento climatico ha portato nei campi patologie e parassiti alieni, porterà a un drammatico crollo della produzione e della occupazione”.

“Non è infine accettabile – conclude il leader sindacale – la beffa di vedere, una volta eliminata l’insalata in busta italiana, i nostri supermercati pieni di insalata in busta proveniente da paesi extra-europei. Qualsiasi decisione di limitazione che si prende in campo ambientale, deve essere immediatamente applicabile a tutte le importazioni da paesi terzi”.

Eletto nuovo Cda Consorzio Mozzarella Bufala Campana Dop

Eletto nuovo Cda Consorzio Mozzarella Bufala Campana DopRoma, 26 ott. (askanews) – Sono stati eletti il 25 sera dalla assemblea dei soci i nuovi componenti del consiglio di amministrazione del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che resteranno in carica per il prossimo triennio. Tra gli eletti figurano anche due donne under 35, mentre l’età media dei consiglieri è di 40 anni. “Si riflette così – si legge in una nota del Consorzio – anche nel voto il percorso di ricambio generazionale che sta vivendo il comparto”.

Nel CdA sono rappresentati sia gli allevatori sia i trasformatori. Le elezioni si sono svolte nella sede del Consorzio, alle Regie Cavallerizze della Reggia di Caserta. Al voto ha partecipato il 97 per cento dei soci del Consorzio, tra allevatori e trasformatori. Gli undici membri del CdA risultati eletti: Sara Consalvo, Riccardo D’Alessio, Gennaro Garofalo, Marco Garofalo, Patrizio La Marca, Davide Letizia, Silvia Mandara, Marco Nobis, Domenico Raimondo, Massimo Rega e Vito Rubino.

Nelle prossime settimane, il consiglio di amministrazione eleggerà, al proprio interno, il nuovo presidente e i due vicepresidenti.

Vino, Rome Business School: mercato vale 300 mld usd, 413 nel 2027

Vino, Rome Business School: mercato vale 300 mld usd, 413 nel 2027Milano, 25 ott. (askanews) – Il mercato del vino vale oltre 300 miliardi di dollari e con una crescita del 23,9% all’anno nei prossimi quattro anni, si stima che toccherà i 412,9 miliardi di dollari nel 2027. Nonostante la battuta d’arresto nel volume d’affari degli ultimi mesi nelle vendite di vino sfuso, per l’Italia, produttrice di vino per eccellenza, questa è un’opportunità unica per puntare sull’innovazione, facendo un uso maggiore di e-commerce, blockchain e IA, e contrastare la concorrenza estera, puntando anche su packaging sostenibile e vini biologici. E’ quanto emerge dalla ricerca “Il business vitivinicolo in Italia: consumi, trend e prospettive di crescita” pubblicata da Rome Business School, a cura del direttore del Centro di Ricerca dell’istituto, Valerio Mancini.

Le prospettive per il consumo di vino in Italia indicano una stabilizzazione nel 2024, con un consumo pro capite previsto di 26,3 litri e una quantità totale di circa 10,3 milioni di litri. Oltre ai dati numerici, Mancini sottolinea l’attenzione degli italiani verso sostenibilità e ambiente, che mostrano interesse per i vini biologici (il 30%, secondo PwC, 2023), supportano la difesa della biodiversità, prediligendo quindi le varietà autoctone anche tramite la riscoperta di antiche vigne. Inoltre, gli italiani fanno sempre più attenzione al packaging sostenibile (9 persone su 10 lo preferisce), in particolare per la riduzione dei pesi per un trasporto meno inquinante e alla loro riciclabilità. Infatti, l’acquisto di prodotti bio in questa tipologia di packaging è cresciuto del 133% negli ultimi dieci anni (Dati Osservatorio Packaging del Largo Consumo – Nomisma e Assobio, 2022). Inoltre, la ricerca mette in luce che l’automazione dei processi di stoccaggio e magazzinaggio tramite la robotica rappresenterà sempre più una leva per ottimizzare il lavoro dei distributori, gestire al meglio il servizio al cliente (sia B2C che B2B), perché varietà di assortimento e velocità di approvvigionamento rimangono fattori critici di successo della distribuzione. Va anche considerata la rilevanza dell’online, a livello globale, con gli e-commerce dedicati che rappresentano il 4% del totale fatturato. Viene inoltre ulteriormente sottolineato il ruolo della tecnologia e dell’incorporazione della robotica e dell’IA, utile ad esempio per tradurre etichette e profilare clienti, ma anche della blockchain. “Migliorando la tracciabilità e la trasparenza nel settore vitivinicolo – precisa Mancini – la blockchain consente di registrare e monitorare l’intera catena di approvvigionamento e assicurare il rispetto di standard di sostenibilità dei vini: un metodo innovativo per dare più garanzie ai consumatori”.

Il settore vitivinicolo italiano ha sperimentato una notevole crescita nel 2022, con un aumento significativo dei ricavi nei servizi enoturistici (+67% rispetto al 2021). Solo il 17,5% delle aziende non ha offerto alcun servizio di questo tipo, ma questa percentuale sta gradualmente diminuendo, e secondo i dati delle grandi Cantine, il turismo enologico ora contribuisce a quasi al 20% del fatturato complessivo del settore. “È urgente sviluppare una visione strategica a lungo termine per il settore vitivinicolo italiano nei prossimi 10 anni” ha chiosato Valerio Mancini, spiegando che “questa strategia dovrebbe abbracciare diversi modelli di produzione vitivinicola, promuovendo la sostenibilità in termini ambientali, economici e sociali, e sarà essenziale adottare misure di supporto regolamentari ed economiche mirate per sfruttare appieno le opportunità offerte dai vari territori, adattandosi alle circostanze in evoluzione e ai diversi modelli produttivi”.

Lidl Italia: nel I semestre fatturato +7,5% ma volumi piatti

Lidl Italia: nel I semestre fatturato +7,5% ma volumi piattiMilano, 25 ott. (askanews) – Nel primo semestre Lidl Italia “ha registrato un aumento a valore del fatturato intorno al 7-7,5% mentre a volume siamo pressochè a zero, leggermente positivo”. A dirlo il presidente della catena di discount in Italia, Massimiliano Silvestri, in occasione della presentazione del terzo bilancio di sostenibilità.

Il bilancio chiuso al 28 febbraio 2023 ha registrato un fatturato pari a 6,8 miliardi di euro in crescita del 14% rispetto all’anno prima. “A volumi siamo cresciuti invece di un 7%”, ha messo in evidenza Silvestri, contro un primo semestre 2023 sostanzialmente flat. Parlando dei prossimi obiettivi, Silvestri è tornato sul nuovo polo logistico ad Assemini, in provincia di Cagliari presentato esattamente un anno fa. La struttura, che ospiterà il primo magazzino in Sardegna e il dodicesimo in Italia, “sarà inaugurata prima dell’estate 2024”.

Granchio blu, Lollobrigida: azioni sostegno condivise con settore

Granchio blu, Lollobrigida: azioni sostegno condivise con settoreRoma, 25 ott. (askanews) – Gli interventi di sostegno studiati dal Governo per il ristoro dei danni contro il granchio blu sono stati condivisi con tutto il settore pesca e lunedì al Masaf ci sarà un nuovo tavolo tecnico sulla questione. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che in una nota ha voluto fare alcune precisazioni rispetto ad alcuni articoli di stampa nei quali è riportata la contrarietà delle organizzazioni di settore al fondo stanziato con il decreto-legge del 10 agosto.

“Secondo alcuni organi di stampa sarebbero state poste delle criticità, da parte di diverse organizzazioni della pesca, sul decreto da 2,9 milioni di euro per ristorare le imprese dalle fluttuazioni di abbondanza del granchio blu. Spiace notare – precisa il ministro – che tali criticità registrate, se dovessero corrispondere al vero, non siano state segnalate dalle associazioni coinvolte nei numerosi incontri che ho avuto sia al ministero sia nei luoghi colpiti da questa specie”. Lollobrigida ha sottolineato che il ministero, “con il supporto del Governo e successivamente del Parlamento, si è immediatamente attivato per sostenere le aziende e i pescatori colpiti dall’emergenza granchio blu e tutti gli interventi decisi sono stati ampiamente condivisi nei precedenti incontri. Auspico che eventuali problematiche possano essere ampiamente spiegate nel tavolo tecnico che ho convocato lunedì 30 ottobre al Masaf”, ha concluso.