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A Firenze la prima edizione autunnale del Firenze Flower Show

A Firenze la prima edizione autunnale del Firenze Flower ShowRoma, 15 ott. (askanews) – Chiude oggi a Firenze la due giorni della Firenze Flower Show, una delle più importanti fiere florovivaistiche nazionali, che con la sua mostra mercato di piante rare e inconsuete è giunta ormai alla sesta edizione, la prima autunnale. La fiera si svolge nel Giardino Corsini.

“Un bell’evento – ha detto la vicepresidente Saccardi – Firenze Flower Show replica adesso dopo l’edizione primaverile, e si concentra sulle piante rare e inconsuete, animando la città e dando la percezione che possiamo occuparci di verde e di fiori anche in autunno. Anche questa è una stagione in cui si può lavorare con le piante e prendere confidenza con un mondo che forse non abbiamo sempre a disposizione o che conosciamo. Mai come in questi tempi di cambiamenti climatici è importante ricordare che bisogna investire sul verde anche all’interno della città”. “Come organizzatori – ha detto Lucia Boccolini, ideatrice del Circuito Flower Show – vogliamo ringraziare la Regione Toscana nella persona della vicepresidente Saccardi: ci siamo conosciuti durante l’edizione primaverile e siamo entrati subito in sintonia. Torniamo al Giardino Corsini perché ci siamo accorti che il pubblico è cresciuto ed è così nata la necessità di una seconda edizione”.

Circa 70 espositori coloreranno e daranno vita a questo spettacolo naturalistico presentando le più rare e inconsuete varietà di piante derivanti da tutto il mondo e i prodotti artigianali più particolari vicini al tema green. Anche quest’anno con l’attiva partecipazione e collaborazione di tutte le istituzioni locali: la Regione Toscana, oltre al Comune di Firenze, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze e numerosissime associazioni e realtà fiorentine.

Oggi a Host le finali dell’Espresso Italiano Champion

Oggi a Host le finali dell’Espresso Italiano ChampionRoma, 15 ott. (askanews) – Si svolgono oggi 15 ottobre a Hosta Milano le finali dell’Espresso Italiano Champion, la gara che vede alcuni dei migliori baristi italiani sfidarsi per ottenere il titolo. Dopo le selezioni internazionali, oggi la finalissima vedrà in gara i migliori realizzatori di espresso e cappuccino italiani. Il campionato si svolgerà nella apposita area all’interno dello stand in fiera dall’Istituto Espresso Italiano (IEI), che sarà presente a Host fino al 17 ottobre con uno spazio dedicato alla promozione della cultura del caffè italiano.

In gara professionisti di diversi paesi che dovranno realizzare espressi e cappuccini perfetti. Quest’anno non dovranno dimostrare la loro capacità solo ai giudici tecnici e a quelli sensoriali (che continuano a operare in modalità blind) ma anche ai giudici marketing con una parte dedicata al racconto della propria storia e alla presentazione del proprio prodotto. I prodotti presentati in gara dovranno rispecchiare i parametri di qualità dell’Istituto Espresso Italiano (IEI): per l’espresso una tazzina con circa 25 millilitri di caffè ornato da una crema consistente e di finissima tessitura, di color nocciola, una bevanda sciropposa con aromi intensi e ricchi di note di fiori, frutta, cioccolato e pan tostato. Per il cappuccino una crema finissima e lucida, con e con un perfetto bilanciamento di aromi del latte e del caffè.

Dal codice a barre a Qr code e IA: il futuro del largo consumo è qui

Dal codice a barre a Qr code e IA: il futuro del largo consumo è quiMilano, 13 ott. (askanews) – In un futuro, che per ora appare remoto, saremo raggiunti da pubblicità personalizzate, converseremo con un pacco di pasta e i tempi per realizzare una campagna di comunicazione si ridurranno insieme ai costi. Tutto questo grazie ai possibili impieghi dell’intelligenza artificiale generativa. C’è, però, un futuro più prossimo, nel quale è già tracciato un radicale cambiamento nei rapporti tra imprese e consumatori, attraverso una rivoluzione digitale che sta investendo tutto il mondo del largo consumo. In questo cambio di paradigma uno standard come il codice a barre GS1, a 50 anni dal suo debutto, si appresta a supportare questo processo attraverso una sua evoluzione digitale, che prende il nome di digita link.

“Il digital link, il cosiddetto codice a due dimensioni, abilita veramente un completo cambiamento nelle relazioni tra industria, distribuzione e consumatori – ci ha detto il presidente di GS1 Italy in occasione dell’evento Transforming tomorrow. La nuova sfida del largo consumo a Milano – è una strategia win-win-win, per l’industria che fornisce un prodotto sempre migliore, per la distribuzione che gestisce meglio i suoi flussi logistici e un grandissimo win per il consumatore che vede assicurarsi sicurezza, freschezza e qualità del prodotto”. GS1 a livello globale ha l’obiettivo, entro la fine del 2027, di far sì che gli scanner dei punti vendita retail di tutto il mondo siano in grado di leggere e di elaborare anche i nuovi codici 2D, oltre ai codici a barre lineari. Sarà una rivoluzione graduale, che per un certo periodo vedrà il barcode tradizionale affiancato dal QR code (contenente un GS1 digital link o il DataMatrix), per arrivare infine ad avere solo un codice sulle confezioni dei prodotti: quello bidimensionale. Questo a tutto vantaggio dei produttori, che potranno mettere a disposizione della filiera informazioni e dati che vorranno, ma anche dei distributori:

“Le opportunità che il digital link introduce è quella di rendere ancora più ricco e completo il percorso di digitalizzazione che in questi ultimi anni sta interessando anche i negozi – ci ha detto Maniele Tasca, vicepresidente di GS1 Italy – il digital link consentirà di interagire coi clienti in modo più completo. E’ qualcosa che può rendere la user experience nei punti vendita ancora più interessante e va anche nella direzione di offrire informazioni sempre più ricercate. sulla sostenibilità, la gestione dei prodotti e sulla sicurezza”. “Come distributori – ha aggiunto – siamo pronti per il semplice fatto che ce lo chiedono i clienti. Chiaramente, però, quanto parliamo di questi cambiamenti dobbiamo parlare prima di cultura e poi di tecnologia”. Il codice 2D veicola una mole di informazioni condivisibile lungo tutta la filiera, fino al consumatore finale e migliora l’efficienza dei sistemi di lettura del codice a barre e la raccolta dei dati a essi collegati. Ma soprattutto integra lo spazio fisico di etichettatura sulle confezioni con quello infinito offerto dal digitale, superando tutti i limiti imposti da etichette troppo piccole e affollate di claim: con un solo simbolo, come il QR code contenente, è possibile assolvere anche a eventuali nuovi obblighi di legge in materia di etichettatura senza ritoccare, a esempio, le confezioni, fornendo ai consumatori un ampio patrimonio di informazioni:

“Le potenzialità che si intravedono sono importanti e puntuali rispetto a un punto di debolezza che è la relazione tra chi vende e chi acquista – ci ha detto Maura Latini, vicepresidente GS1 Italy – dove le persone sono sempre più interessate ad avere informazioni e le vogliono sempre costantemente facili da reperire e veritiere. L’etichetta non basta più, quindi trovare un modo di espandere l’etichetta come questi codici mostrano di poter fare è il primo passo per mettere a disposizione dei consumatori tutte le informazioni che servono”. Se la data cardine a livello globale è il 2027, il presidente di GS1 Italy è convinto che per questo passo nel futuro prossimo del largo consumo l’Italia stia nei tempi. “Credo – ci ha detto d’Este – che la filiera sia assolutamente pronta. Sappiamo che grosso modo i nuovi lettori sono presenti nell’80% e più dei punti vendita. Il 2027, che è una scadenza mondiale, vedrà l’Italia in linea. È certo che ci sono investimenti da fare ma le tecnologie vanno avanti e queste abilitano enormemente il cambiamento delle relazioni con i consumatori. Ne avremo tutti dei benefici”.

Copagri: in manovra tutelare competitività imprese agricole

Copagri: in manovra tutelare competitività imprese agricoleRoma, 13 ott. (askanews) – “Garantire la tenuta e la crescita del tessuto imprenditoriale agricolo del Paese, costituito da oltre un milione di imprese che danno lavoro a più di 1,4 milioni di persone, con un apporto in termini economici pari al 14% del PIL, deve continuare a essere la strada maestra da seguire anche all’interno della prossima manovra di bilancio”. Sono le richieste avanzate dal presidente della Copagri Tommaso Battista in vista dell’odierno confronto tra il governo e le parti sociali, previsto per stasera a Palazzo Chigi, durante il quale verranno illustrati i contenuti del ddl di bilancio, che con tutta probabilità sarà approvato lunedì dal Consiglio dei ministri, per poi passare il vaglio del Parlamento ed essere licenziato entro fine anno.

“La competitività delle imprese è messa a serio rischio dalla delicata congiuntura attuale, caratterizzata da un’elevata volatilità dei prezzi, dei costi e delle rese produttive, e dalla condizione nella quale si trovano i produttori agricoli, stretti nella morsa di questi elementi volatili e l’aumento del costo del denaro, fattori che si innestano sulle numerose e ataviche problematiche che gravano sul Primario”, ricorda Battista in una nota. “A pesare sui produttori agricoli, in particolare, è l’attuale dinamica inflattiva, per contenere la quale è fondamentale partire dalla certificazione periodica dei costi medi di produzione, dotando l’ISMEA di maggiori risorse per migliorare, velocizzare ed efficientare il processo di rilevamento, attualmente riferito solo ad alcuni settori produttivi e ad alcune aree del Paese”, prosegue Battista.

Accanto a questo atteso intervento, per Copagri resta prioritario agire sul versante del credito agricolo e delle garanzie a disposizione del settore, lavorando al contempo per alleggerire il carico fiscale e burocratico che grava sulle spalle delle imprese. “Pari importanza, infine, dovrà essere garantita alla promozione dell’innovazione – conclude Battista – attraverso il reperimento di risorse per il 2024 e il 2025 che vadano a rifinanziare il Fondo per l’innovazione in agricoltura”.

Biologico, Federbio: bene decreto controlli, ma è riforma a metà

Biologico, Federbio: bene decreto controlli, ma è riforma a metàRoma, 13 ott. (askanews) – Dopo che le Commissioni agricoltura della Camera e del Senato avevano espresso pareri sullo schema del Decreto legislativo controlli previsto dalla legge nazionale sull’agricoltura biologica, cogliendo anche le proposte di FederBio, “il testo finale approvato dal Governo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale è una riforma a metà, senza alcuna novità per la semplificazione e l’innovazione digitale del sistema”. Così in una nota Federbio, che ritiene “critica” la decisione del Governo “di ignorare anche il parere della Commissione agricoltura della Camera riguardo alla necessità di istituire un’unica piattaforma digitale di interscambio delle informazioni fra gli organismi di certificazione e fra questi e gli operatori controllati. Quest’ultima avrebbe dovuto sostituire i molteplici sistemi informativi, scarsamente coordinati tra loro, oggi a disposizione del sistema del biologico”.

“Questa lacuna, insieme al mantenimento dell’obbligo di apposizione della marca da bollo nelle notifiche – spiega Federbio – rappresenta un vulnus dal punto di vista del conseguimento di una maggiore semplificazione burocratica che grava direttamente sugli operatori del settore, in termini di costi e tempi, in un momento nel quale si dovrebbe invece operare per ridurre i costi che poi si riflettono sui prezzi al consumatore finale”. “Ringraziamo il sottosegretario D’Eramo, i presidenti delle Commissioni agricoltura della Camera Carloni e la vicepresidente Gadda e del Senato De Carlo – commenta Paolo Carnemolla, Segretario Generale di FederBio – per la disponibilità al confronto e l’impegno che hanno portato a gettare le basi per un effettivo miglioramento del sistema di certificazione accogliendo molte delle proposte della Federazione. Tuttavia il Governo ha deciso di non fare nulla per ridurre drasticamente la burocrazia e il caos di adempimenti e banche dati che oltre a aumentare i costi, disincentiva i produttori a entrare nel sistema di certificazione del biologico”.

Perché il biologico si affermi come modello di riferimento del comparto agroalimentare e si raggiunga l’obiettivo del 25% di superficie certificata entro il 2027 c’è, secondo Federbio, “la necessità di un sistema di certificazione moderno ed efficiente, privo di quegli ostacoli burocratici che, ad oggi, rappresentano un vero e proprio freno per questa crescita. Per questo FederBio ritiene necessario riaprire al più presto il confronto sul tema dell’innovazione tecnologica e digitale per una vera semplificazione e trasparenza del sistema di controllo”.

Torna la Camminata tra gli ulivi: il 29 ottbre in 18 regioni

Torna la Camminata tra gli ulivi: il 29 ottbre in 18 regioniRoma, 13 ott. (askanews) – Torna domenica 29 ottobre la Camminata tra gli Olivi, giunta alla settima edizione e promossa dall’Associazione Città dell’Olio, che quest’anno è dedicata al tema “Olio e Salute”, grazie alla stretta alleanza con la Lega Italiana per la Lotta conto i Tumori (LILT) e la Fondazione Italiana Fegato (FIF), partner dell’iniziativa.

In 150 Città dell’Olio italiane e in 18 Regioni, oltre agli itinerari previsti con visite a frantoi, Musei dell’Olio, olivi secolari e alle bellezze storico-artistiche delle città coinvolte, saranno organizzati momenti divulgativi che hanno l’obiettivo di promuovere nei partecipanti la conoscenza delle proprietà salutistiche dell’olio EVO. “Quest’anno grazie abbiamo voluto porre l’accento sulle proprietà nutraceutiche dell’olio EVO e sugli effetti benefici che ha sulla nostra salute”, ha detto Michele Sonnessa, presidente delle Città dell’Olio.

Puzzone di Moena Dop, Csqa confermato organismo certificatore

Puzzone di Moena Dop, Csqa confermato organismo certificatoreRoma, 13 ott. (askanews) – L’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) dei prodotti agroalimentari del ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste (Masaf) ha rinnovato l’autorizzazione, con Decreto Ministeriale, a CSQA ad effettuare i controlli per la Denominazione di Origine Protetta Puzzone di Moena per i prossimi tre anni.

Il Puzzone di Moena DOP, tutelato anche con il nome in lingua ladina Spretz Tzaorì DOP, è una delle eccellenze del Trentino-Alto Adige, una regione con 29 prodotti DOP IGP nei comparti cibo e vino, in grado di generare un impatto economico pari di oltre 1 miliardo di euro grazie al lavoro di 21.600 operatori. Nato nei caseifici turnari e nei masi della Val di Fiemme, Val di Fassa e nel Primiero, il Puzzone di Moena DOP può contare oggi su una filiera da 400 tonnellate di produzione certificata annua e 71 operatori capaci di generare 4 milioni di euro di valore al consumo.

“La scelta di riconfermare CSQA, organismo di certificazione leader in Italia nel campo delle Indicazioni Geografiche, è dettata dalla volontà di proseguire un cammino proficuo che dura da molti anni con reciproca soddisfazione – sottolinea Franco Morandini, presidente del Consorzio di tutela del Puzzone di Moena – Spretz Tzaorì. Da anni il Consorzio si affida a CSQA che si è sempre distinto per la propria serietà e affidabilità”.

Fake Parmigiano Reggiano su pannelli pubblicitari ad Anuga

Fake Parmigiano Reggiano su pannelli pubblicitari ad AnugaRoma, 13 ott. (askanews) – Intervento del Consorzio del Parmigiano Reggiano contro i fake ad Anuga, la più importante manifestazione fieristica al mondo dedicata al food & beverage, che si è svolta in Germania, a Colonia. L’intervento ha portato alla denuncia di falso Parmigiano Reggiano e al conseguente intervento delle autorità tedesche.

“Non è la prima volta – si legge in una nota del Consorzio – che un fake Parmesan arriva anche nell’UE dove non può assolutamente essere commercializzato né pubblicizzato”. In questo caso specifico il prodotto, un formaggio grattugiato americano recante il termine Parmesan, è stato esibito su un pannello pubblicitario. Inizialmente il Consorzio ha chiesto e ottenuto l’intervento delle Autorità tedesche, che hanno richiesto all’azienda americana di oscurare il termine “PARMESAN” presente nel totem pubblicitario. Visto che l’azienda non ha provveduto all’oscuramento, il Consorzio ha presentato un ricorso cautelare al Tribunale di Colonia che in tempi molto rapidi ha emesso un provvedimento di inibitoria, con il divieto per l’operatore di pubblicizzare in Germania formaggio con la denominazione “PARMESAN”. L’ufficiale giudiziario ha eseguito il provvedimento facendo oscurare completamente il termine ‘PARMESAN’ nell’immagine del formaggio sul totem. “La tempestività dell’intervento delle autorità tedesche a seguito della nostra denuncia – sottolinea il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli – si lega al fatto che, dopo anni di contenziosi, abbiamo ottenuto dall’Unione Europea una legislazione che non lascia dubbi in materia di tutela, prevedendo, tra l’altro, anche l’obbligo di tutela delle DOP ‘ex officio’ in tutti gli Stati membri della UE, con una responsabilità diretta degli stessi in materia di vigilanza”.

“In Europa – prosegue Bertinelli – il nostro sistema di repressione ha quei livelli di efficacia che ancora non sono possibili in tutto il mondo e ai quali l’Unione Europea sta cercando di porre rimedio nel contesto degli accordi di libero scambio con i paesi terzi. Fuori dall’Unione, si registra infatti ancora un utilizzo ingannevole di richiami alla nostra denominazione – aggiunge – con evidenti ripercussioni negative sui consumatori locali e sulle nostre possibili esportazioni. Questo ulteriore caso di attacco nel territorio europeo dimostra che è giunto il momento di un salto di qualità del sistema fieristico comunitario. Servono regole comuni tra gli enti fieristici per assicurare che le nostre fiere siano ‘fake free’ evitando così inutili e costosi interventi dei consorzi e dei tribunali”.

Masaf: firmato DM su controlli di laboratorio sul biologico

Masaf: firmato DM su controlli di laboratorio sul biologicoRoma, 13 ott. (askanews) – Il sottosegretario all’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste, Luigi D’Eramo, ha firmato il Decreto ministeriale che riguarda i controlli di laboratorio, nell’ambito dei controlli ufficiali volti a verificare il rispetto delle condizioni e delle misure per l’importazione nell’Unione europea di prodotti biologici e prodotti in conversione, in conformità al regolamento (Ue) 2018/848.

Tra le finalità dei controlli, effettuati dagli appositi organismi delegati e dall’Agenzia delle dogane e monopoli, quella di ricercare la presenza di una o più sostanze non ammesse; verificare l’integrità delle caratteristiche biologiche del prodotto durante ogni fase della produzione, preparazione, magazzinaggio e distribuzione; l’applicazione e l’efficacia delle misure precauzionali volte a evitare la contaminazione del prodotto bio. “Si tratta di un ulteriore provvedimento per il biologico – afferma in una nota il sottosegretario con delega al settore – anche attraverso tali controlli si potrà garantire che nel nostro paese non siano ammessi prodotti non conformi alle norme comunitarie. Un’altra garanzia per operatori e consumatori”, conclude D’Eramo.

Prandini: manovra sostenga sovranità alimentare paese

Prandini: manovra sostenga sovranità alimentare paeseRoma, 13 ott. (askanews) – “La nuova Manovra deve sostenere la competitività delle imprese agricole e della pesca per garantire la sovranità alimentare del Paese, ridurre la dipendenza dall’estero promuovendo filiere produttive 100% Made in Italy e raffreddando l’inflazione che pesa sui bilanci delle famiglie e delle imprese”. Lo ha detto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, intervenendo all’inaugurazione del Villaggio contadino dell’associazione al Circo Massimo a Roma.

Per Prandini “occorre prevedere misure per il contenimento del carico fiscale delle imprese con strumenti di accesso al credito e garanzie ma anche norme per semplificare e sbloccare le risorse già stanziate, promuovendo un potenziamento delle strutture amministrative per tagliare la burocrazia che troppo spesso paralizza gli investimenti”. Ancora, “è necessario intervenire sulle emergenze con sostegni adeguati ma servono anche scelte strutturali per far fronte agli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici – ha concluso Prandini – attraverso un’azione a favore della transizione ecologica con investimenti che vanno dal verde urbano alle agroenergie ma anche un Piano invasi per garantire acqua a cittadini e imprese e lo sviluppo dell’agricoltura 4.0 per difendere il potenziale produttivo nazionale”.