Cooperative toscane: alcuni mestieri agricoli a rischio abbandonoRoma, 22 giu. (askanews) – Allarme per interi mestieri a rischio abbandono, preoccupazione per la centralizzazione dello sviluppo rurale presente nella nuova programmazione, necessità di sostegno alle aggregazioni, contrasto a tutto quello che “si toglie all’agricoltura” in una regione che produce “solo il 18% di quel che mangia, e genera soltanto l’1% della produzione ortofrutticola italiana”.
Sono alcune delle richieste che i cooperatori toscani rivolgono al Governo e alla Regione Toscana e che Massimo Carlotti, in rappresentanza delle tre centrali cooperative toscane (Legacoop Toscana Dipartimento Agroalimentare e Pesca, Fedagripesca Confcooperative Toscana e Agci Agrital) ha avanzato oggi a Firenze nel suo intervento alla Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo. Secondo le tre centrali cooperative in Toscana interi mestieri come la pastorizia, la zootecnia, sono a fortissimo rischio di abbandono: si fa fatica a trovare latte ovino toscano e i capi di bestiame sono quasi scomparsi, ma i fenomeni di scarsa imprenditorialità toccano anche coltivazioni a maggior valore aggiunto, come il florovivaismo. Anche la tenuta socio-economica del comparto pesca è a rischio.
Le tre centrali cooperative chiedono che si apra una vera stagione di sostegno alle aggregazioni, a partire dalle OP (le organizzazioni di produttori) con linee di finanziamento indirizzate al rafforzamento delle filiere, alla crescita dimensionale e commerciale e ritengono che i numeri necessari per costituire una OP siano ancora troppo bassi e non utili a rafforzare la competitività.
Urso: ho il dovere di agire sostenendo l’impresa italianaRoma, 22 giu. (askanews) – “In questo momento l’inflazione è il problema del paese, che ricade sui consumi e soprattutto su quelli dei ceti meno abbienti. Questo riguarda la pasta come gli ortaggi”. Anche se “sull’export italiano l’inflazione incide meno perché i prodotti che noi esportiamo sono di alta gamma”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervendo oggi a Roma all’assemblea generale dell’Unione Italiana Food. “Io ho competenze anche su concorrenza e consumatori e per questo ho il dovere di agire sostenendo l’impresa italiana”.
Urso ha ricordato che, per quanto riguarda la pasta, “finalmente si è osservato in maggio una inversione di tendenza, si è ridotto il prezzo della pasta mediamente dello 0,3%, meno in alcune regioni rispetto ad altre e per questo ho rafforzato i poteri del Garante per la sorveglianza dei prezzi per fare le dovute verifiche”. “Stiamo lavorando in maniera intensa – ha detto rivolgendosi all’assemblea dei soci di Unione Italiana Food – per valorizzare il vostro settore, ne siete sicuramente consapevoli”.
Il ministro ha poi ricordato il ddl sul made in Italy, che ha al centro “il rafforzamento delle filiere strategiche. Abbiamo previsto un marchio di qualità per i prodotti che visualizzano pienamente la tracciabilità della filiera affinché il consumatore globale identifichi davvero il prodotto realizzato nel nostro Paese”.
Lollobrigida: buon lavoro a Barilla neo presidente di UnionFoodRoma, 22 giu. (askanews) – “Buon avoro a Paolo Barilla, neo presidente di Unione Italiana Food per l’incarico ottenuto e un grazie doveroso a Marco Lavazza per quanto fatto in 4 anni di grandi sfide”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in un breve video messaggio inviato in occasione della assemblea di UnionFood, alla quale non ha potuto partecipare per impegni istituzionali.
Il ministro ha sottolineato la “funzione decisiva” di UnionFood “nell’ambito delle filiere: ogni settore produttivo ha un ruolo fondamentale – ha proseguito – fare sistema è la strada maestra per valorizzare il made in Italy e superare gli straordinari risutati del 2022 per il nostro export. La legge sul made in Italy ci consentirà di promuovere in maniera organica il nostro agroalimentare. L’Italia non è seconda a nessuno quando gioca in squadra”, ha concluso Lollobrigida.
Assica: bene risoluzione Comagri Camera su Psa. Ora agireRoma, 22 giu. (askanews) – “E’ con viva attenzione e soddisfazione che accogliamo l’approvazione in Commissione Agricoltura della Camera della risoluzione 84 a prima firma dell’On.le Bruzzone sulla PSA”: così Pietro D’Angeli, presidente di Assica, l’Associazione Industriali delle carni e dei Salumi, commenta la mozione approvata in Commissione agricoltura della Camera sulla lotta alla Psa, la peste suina africana.
L’auspicio è che venga data rapida attuazione a quanto previsto nella risoluzione : posa in opera di sistemi di prevenzione e tutela degli allevamenti (recinzioni nelle zone libere da PSA ma più sensibili per quantità e pregio delle produzioni), abbattimenti intensificati della fauna selvatica e pronta eradicazione della malattia dal territorio continentale. “L’articolato testo della mozione – spiega D’Angeli – dimostra l’alto livello di attenzione dei parlamentari della Commissione per un tema su cui Assica non ha mai smesso di adoperarsi sia come imprese in prima linea e sia come associazione di categoria collaborando ad ogni livello per la messa a punto di strategie e soluzioni volte all’eradicazione di questa malattia veterinaria, tanto innocua per l’uomo quanto perniciosa per la filiera suinicola e le sue pregiate produzioni di carni e salumi”.
Da gennaio 2022 la filiera, ha ricordato, perde 20 milioni di euro al mese di export verso quei Paesi Terzi che hanno chiuso all’invio di carni e salumi italiani in via precauzionale, senza riconoscere l’applicazione del principio di zonizzazione come invece fa l’UE. Le iniziative fin qui poste in essere, spiega Assica, “hanno rivelato diversi limiti ed ora non è più rinviabile un’azione decisa e più intensa di prima” per la messa in totale sicurezza di quelle aree culla della suinicoltura nazionale come l’alto Piemonte, la Lombardia e l’Emilia Romagna che vengono minacciate da vicino dalla comparsa di nuovi focolai. “Il rischio è che possano essere compromesse le capacità produttive della suinicoltura nazionale di base e dunque possa venire a mancare la materia prima per le pregiate produzioni di Parma e San Daniele, tra le altre – ha continuato il presidente di Assica – E’ nostro primario obiettivo fare tutto il possibile per giungere ad una tempestiva eradicazione della malattia: le azioni da compiere sono note da tempo e vanno dalla posa di recinzioni di salvaguardia e contenimento del selvatico, agli abbattimenti programmati da parte di soggetti professionali in grado di intensificare il ritmo di depopolamento del principale veicolo di trasmissione della malattia, il cinghiale selvatico appunto”.
Il Grana Padano a New York per il Summer Fancy FoodRoma, 22 giu. (askanews) – Il Grana Padano parteciperà alla 67esima edizione della fiera trade Summer Fancy Food che si terrà al Javits Center di New York dal 25 al 27 giugno. Si tratta del più grande evento trade agro-alimentare degli Stati Uniti. Con le novità e il meglio delle specialità del food & beverage, il Summer Fancy Food Show attira circa 20.000-30.000 visitatori, tra cui produttori, buyers, intermediari, distributori e altri professionisti del settore, per tre giorni di networking e opportunità commerciali.
Il Consorzio proporrà degustazioni di prodotto nelle stagionature 16 mesi e Riserva 24 mesi e dedicherà un’area per l’ospitalità di aziende e clienti presso il proprio stand. “Gli Stati Uniti per il Grana Padano sono un mercato molto importante, che vale 175.000 forme, quasi il 7% del totale esportato, è il primo mercato oltreoceano e il quarto estero assoluto, dopo Germania, Francia e Svizzera”, ha detto il direttore generale del Consorzio, Stefano Berni.
Del Consorzio Tutela Grana Padano fanno parte 129 aziende di lavorazione, che gestiscono 142 caseifici produttivi, 149 stagionatori e 200 preconfezionatori. Nel 2022 la produzione è stata di 5.212.103 forme, pari a 202.051,4 tonnellate, trasformando circa 2,752 milioni di tonnellate di latte munto in 3.835 stalle. Da gennaio a maggio 2023 sono state lavorate 2.579.587 forme con un aumento del 5,58%. rispetto ai primi cinque mesi dell’anno precedente.
Lollobrigida: via libera da Comm Ue a decreto Parco AgrisolareRoma, 22 giu. (askanews) – La Commissione Europea ha dato il via libera al nuovo decreto del bando Agrisolare Questa misura del Pnrr, che ha un fondo di un miliardo di euro, prevede finanziamenti a fondo perduto fino all’80% per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Una percentuale che, in alcuni casi, risulta raddoppiata rispetto al precedente provvedimento. Lo annuncia in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
“Il decreto che ho firmato, e che a breve sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, istituisce il nuovo regime di aiuti per interventi su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale – spiega Lollobrigida – L’obiettivo è favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili e la riduzione dei costi di produzione delle imprese. Le spese per l’approvvigionamento energetico, infatti, in media rappresentano oltre il 20% dei costi variabili a carico delle aziende. La possibilità di autoprodurre energia da fonti rinnovabili utilizzando i propri fabbricati, e quindi senza alcun consumo di suolo, è non solo un grande passo verso la sostenibilità del comparto ma anche un’occasione per abbassare le spese di produzione e, allo stesso tempo, di crescita, in competitività, della nostra Nazione”. (segue)
Ferrero: avanti su sostenibilità, cresce tracciabilità materie primeMilano, 21 giu. (askanews) – Il gruppo Ferrero si è detto “sulla buona strada per raggiungere i principali obiettivi di sostenibilità”, presentando in una nota il 14esimo rapporto di sostenibilità, che evidenzia i passi compiuti durante l’esercizio 2021/22 nei quattro pilastri: protezione dell’ambiente, approvvigionamento sostenibile, promozione del consumo responsabile e valorizzazione delle persone.
“L’anno finanziario è stato particolarmente impegnativo: è scoppiata una guerra, le catene di approvvigionamento sono state interrotte, i costi dell’energia sono aumentati e l’inflazione è cresciuta insieme al costo delle materie prime – ha dichiarato nella nota Giovanni Ferrero, executive chairman del gruppo – Di fronte a queste sfide, Ferrero non solo è stata in grado di crescere, ma anche di compiere notevoli progressi in diversi dei nostri obiettivi di sostenibilità e, in alcuni casi, di superarli”. Nel 2021/22, il Ferrero farming values, il programma che mira a sviluppare filiere sostenibili per le principali materie prime utilizzate dal gruppo, ha contribuito a fornire coaching individuale al 32% dei coltivatori di cacao relativamente alle tecniche di pianificazione agricola e di business, mentre 155.000 coltivatori di cacao hanno preso parte a piani di formazione di gruppo. Ferrero, poi, ha raggiunto il 96% di tracciabilità del cacao acquistato a livello di azienda agricola. Inoltre, l’82% dei volumi di cacao totali proveniva da gruppi di agricoltori dedicati, supportati da Ferrero. Nell’approvvigionamento complessivo di nocciole, il gruppo di Alba ha raggiunto il 79% di tracciabilità, nonostante le complessità sistemiche della catena di approvvigionamento.
Tra gli altri obiettivi raggiunti, c’è il 92% dell’energia elettrica acquistata a livello globale proveniente da fonti certificate rinnovabili, rispetto all’84% dello scorso anno e il 100% dell’olio di palma certificato Rspo come segregato, con il 99,95% riconducibile a 146 mulini e 722 piantagioni. Il modello di segregazione, spiega l’azienda, garantirebbe la separazione dell’olio a partire dalle piantagioni e dalle aziende agricole e lungo tutta la catena di approvvigionamento. Il gruppo dolciario è stata una delle prime aziende globali ad acquistare olio di palma 100% certificato Rspo come segregato (dal 2015). Il rapporto inoltre riporta il completamento del piano quadriennale “Cocoa and forest initiative” che ha visto raggiungere la maggior parte degli obiettivi e inalcuni casi superarli. Ciò include il coinvolgimento di oltre 170.000 agricoltori ora parte del Ferrero cocoa program, di cui 161.000 (95%) monitorati con mappatura poligonale già dal 2021/22, superando l’obiettivo iniziale fissato a 153.000.
Per quanto riguarda la questione del rispetto dei diritti umani, Ferrero ricorda la pubblicazione del primo Rapporto sui diritti umani a fine del 2021. Il rapporto è incentrato su 10 dei problemi più rilevanti in questo ambito in tutte le catene del valore, indipendentemente dal prodotto o dall’area geografica. “Attraverso ciascuno dei quattro pilastri chiave del nostro framework di sostenibilità, il rapporto mostra che abbiamo compiuto notevoli progressi verso gli obiettivi che ci siamo prefissati – ha dichiarato Lapo Civiletti, chief executive officer del gruppo Ferrero – Nonostante un contesto economico e geopolitico difficile, il gruppo ha aumentato gli investimenti per continuare a garantire elevati livelli di qualità, freschezza e sicurezza in tutti i nostri prodotti, riducendo al contempo il nostro impatto ambientale”.
Assobibe: settore cresce, ma problemi da Sugar tax e regole UeMilano, 21 giu. (askanews) – Si è tenuta in Assolombarda a Milano l’Assemblea annuale di Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia. Occasione per fare il punto su un settore che è presente in Italia con circa 100 stabilimenti, tra multinazionali e piccole e medie imprese, per un totale di 84mila occupati e un valore di mercato di 5 miliardi di euro. Ogni euro di valore prodotto dalle imprese del comparto genera 5,4 euro lungo la filiera e per ciascun lavoratore nelle aziende di produzione si generano 14 posti di lavoro indiretti, con un export complessivo di 421 milioni di di euro. Ma qual è oggi lo stato di salute del comparto delle bevande analcoliche?
“Ci sono luci e ombre – ha detto ad askanews il presidente di Assobibe, Giangiacomo Pierini – diciamo che le luci sono date dalla consapevolezza di rappresentare un settore che parte del Made in Italy, del nostro Paese che è associato a momenti di gioia e di condivisione, dello stare insieme, che sono poi anche tipici della cultura italiana, con prodotti della tradizione, con ingredienti che solo il nostro Paese è in grado di fornire. E ombre che sono legate al futuro del nostro comparto e più in generale anche per alcuni versi dell’industria alimentare, in particolare la Sugar tax che ci colpisce direttamente che dovrebbe entrare in vigore a gennaio del 2024, che speriamo questo governo finalmente cancelli, perché poi è composto da partiti che si sono sempre dichiarati contrarie a questa inutile tassazione, anche perché abbiamo nel frattempo, nella tassa del 2019, ridotto del 40% lo zucchero emesso sul mercato”. Un altro aspetto delicato riguarda invece le politiche comunitarie. “L’altro tema – ha aggiunto Pierini – è il grande dibattito che in Europa stiamo vedendo, e qui siamo anche noi coinvolti, sul regolamento dei rifiuti da imballaggio, che prevede un modello industriale distributivo non compatibile con quello del nostro Paese, penso ad esempio alla plastica riutilizzabile mentre noi siamo andati nella reazione della plastica riciclata e riciclabile con centinaia di milioni di euro di investimento fatto dalle industrie negli ultimi anni”.
All’evento milanese hanno partecipato, in collegamento sia il sottosegretario al Ministero dell’Econonia, Federico Freni, che ha voluto sottolineare il “lavoro immenso” fatto per ridurre lo zucchero nelle bevande, sia il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida che ha confermato il sostegno del governo al settore delle bevande analcoliche. Ma l’assemblea è stata pure l’occasione per presentare la ricerca “Bevande analcoliche: immagine, valore, tradizione e significato”, realizzata da Euromedia Research. “È emerso – ci ha spiegato Alessandra Ghisleri, direttrice dell’istituto di ricerca – che le bevande analcoliche sono sinonimo di bei momenti della vita di ciascuno, della convivialità, di festa, momenti di gioia, di spensieratezze, stare con gli amici, stare al mare in relax, un volere condividere, una passione anche, un celebrare un qualcosa. È emerso anche che sono interessanti e importanti per lo sviluppo del Made in Italy e per la tutela del nostro territorio”.
Soprattutto in relazione a produzioni tipiche, come per esempio il chinotto o la cedrata, bevande che sono profondamente radicate nel territorio e nel costume del nostro Paese.
Associazioni unite contro il piano di azione Ue sulla pescaRoma, 20 giu. (askanews) – Associazioni di categoria unite contro il piano di azione Ue sulla pesca: Federpesca, Coldiretti, Alleanza delle Cooperative, Fai Cisl Flai Cgil e UILA pesca hanno unitariamente promosso per venerdì 23 giugno una giornata di mobilitazione in tutta Italia e, in una nota congiunta, spiegano: “l’obiettivo della Commissione di eliminare gradualmente la pesca a strascico è chiaramente sproporzionato, ingiustificato e basato pareri scientifici non oggettivi, oltre ad essere una politica assolutamente miope per garantire l’approvvigionamento alimentare dei Paesi Ue”.
Il 23 giugno sarà “una giornata che vuole far sentire il supporto del settore al Governo italiano in vista del Consiglio Agrifish a Bruxelles del 26 e 27 giugno per ribadire ancora una volta la contrarietà dell’Italia a questa proposta che vuole condannare l’Italia alla totale dipendenza dalle importazioni di prodotti ittico non considerando l’impatto socio economico sul settore. Una giornata in cui il settore vuole dimostrare l’assoluta contrarietà alle politiche della Commissione europea e il supporto al Governo italiano impegnato nella difesa del settore”, concludono le associazioni di imprese, cooperative e le organizzazioni sindacali del settore della pesca italiane.
Dal 22 al 24 giugno l’evento dedicato ai vini DOP marchigianiRoma, 20 giu. (askanews) – Tutto pronto per “I magnifici 16”, il focus sui territori delle piccole e grandi denominazioni dell’Istituto marchigiano tutela vini (Imt), previsto da giovedì 22 a sabato 24 giugno. Oltre 120 imprese del vino coinvolte e quasi 300 i vini in degustazione: in programma, visite alle cantine oltre a tasting e masterclass in 9 eno-itinerari distribuiti su tutte le denominazioni afferenti al Consorzio, che da solo rappresenta circa il 70% dell’export e poco meno della metà dell’intero vigneto regionale.
“Le nostre aziende – ha detto il presidente Imt, Michele Bernetti – sono da sempre molto attive sul fronte della promozione all’estero grazie a vini di punta come il Verdicchio, che hanno contribuito in modo decisivo alla crescita in valore delle esportazioni regionali, con un +33% negli ultimi 5 anni e un controvalore di quasi 76 milioni di euro. Ma il mercato nazionale rimane senz’altro strategico, ancora di più oggi con il boom turistico che si registra nel Belpaese così come nelle coste, nelle città e nei borghi marchigiani”. L’evento, diffuso nei primi 2 giorni in 9 macro-aree enologiche, si chiuderà sabato 24 giugno a Villa Koch (Recanati) con un ultimo tasting di tutte le 16 denominazioni e un convegno che farà il punto sulle politiche di settore in particolare legate all’enoturismo.