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Gruppo Montenegro distributore in Italia della francese Rémy Cointreau

Gruppo Montenegro distributore in Italia della francese Rémy CointreauMilano, 3 mar. (askanews) – Dal primo aprile 2025 gruppo Montenegro sarà il nuovo distributore esclusivo per l’Italia di Rémy Cointreau. Il gruppo francese, di proprietà familiare, quotato a Parigi, punta a posizionarsi tra i leader mondiali dei premium spirits. Con questo accordo, dal canto suo, l’azienda bolognese rafforzerà ulteriormente la presenza sul mercato presidiando in maniera ancora più solida il canale on trade di alta gamma.


Dodici, in particolare, i brand che saranno distribuiti nel nostro Paese da gruppo Montenegro, sui 14 nel portafoglio del gruppo francese: dal celebre liquore alle arance Cointreau al gin premium The Botanist, fino allo Champagne Telmont. Ma il Gruppo Montenegro accompagnerà il riposizionamento strategico in Italia anche dei cognac Rémy Martin e LOUIS XIII, dei whisky scozzesi single malt Bruichladdich, Port Charlotte e Octomore, del rum delle Barbados Mount Gay, del distillato greco Metaxa, del liquore francese Belle de Brillet e del brandy St-Rémy. “Siamo orgogliosi – dichiara Sergio Fava, Ceo di Gruppo Montenegro – di poter contribuire allo sviluppo del gruppo Rémy Cointreau che ha fatto la storia nel comparto degli alcolici di lusso a livello internazionale. Questo accordo rappresenta un tassello importante per l’ulteriore crescita dell’azienda e per il rafforzamento del portfolio in altre categorie merceologiche fondamentali come whisky, cognac e champagne, grazie alla sinergia tra i prodotti premium delle rispettive gamme. Siamo certi che quella con Rémy Cointreau sarà una collaborazione duratura e di successo e ci impegneremo molto per rafforzarne ulteriormente la presenza sul mercato italiano”.


“Siamo lieti di collaborare con Gruppo Montenegro, la cui vasta conoscenza del mercato italiano degli spirits di alta gamma accelererà efficacemente le opportunità di crescita per il nostro portafoglio di Maisons d’eccezione – aggiunge Ian MCLernon, Ceo Emea, Nord e Sud Asia-Pacifico e Travel Retail di Rémy Cointreau – Sono convinto che nei prossimi anni questa partnership ci permetterà di raggiungere gli ambiziosi obiettivi di sviluppo commerciale che ci siamo prefissati”. Rémy Cointreau è un gruppo da 1,19 miliardi di fatturato che come molte aziende del comparto spirits sta soffrendo per la debolezza della domanda di alcolici. Nei primi nove mesi (l’anno fiscale si chiude a marzo) le vendite sono scese di quasi il 18% a 787,8 milioni, con un calo che solo nel terzo trimestre ha toccato il 20,6%.

Lollobrigida: Istat certifica agricoltura traina crescita economia

Lollobrigida: Istat certifica agricoltura traina crescita economiaRoma, 3 mar. (askanews) – “Quanto diffuso oggi dall’Istat certifica il ruolo centrale dell’agricoltura: il settore primario traina la crescita economica dell’Italia, registrando un incremento del valore aggiunto del 2%. Agricoltura, silvicoltura e pesca sono tra i settori con la crescita più significativa. Un segnale chiaro della vitalità e della forza ritrovata di un comparto strategico”. Così il inistro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, commenta i dati Istat odierni che confermano la crescita del PIL dello 0,7% per il 2024, con un valore aggiunto cresciuto in agricoltura (+2%), nei servizi (+0,6%) e, in misura inferiore, nel complesso dell’industria (+0,2%). “Un risultato che evidenzia il contributo determinante dell’agricoltura alla ripresa economica della Nazione e la sua capacità di generare sviluppo e occupazione”, commenta il ministro.


“Il Governo Meloni – ricorda Lollobrigida – ha sempre creduto nella centralità del settore agricolo e lo ha dimostrato con fatti concreti: in questi anni abbiamo stanziato oltre 11 miliardi di euro per sostenere il comparto, investendo in innovazione, competitività e difesa delle nostre eccellenze. Un impegno senza precedenti che conferma quanto l’agricoltura sia centrale per il futuro dell’Italia”. E il Governo continuerà, garantisce il ministro, “a lavorare affinché gli agricoltori possano avere strumenti sempre più efficaci per affrontare le sfide globali, difendere la qualità dei nostri prodotti e affermare la leadership del Made in Italy nel mondo. Il nostro obiettivo – conclude Lollobrigida – è rendere il settore ancora più forte, sostenibile e capace di attrarre nuove generazioni”.

Assica: primi 11 mesi 2024 export +13,9% volume e +7,5% valore

Assica: primi 11 mesi 2024 export +13,9% volume e +7,5% valoreRoma, 3 mar. (askanews) – Bilancio positivo per il progetto europeo “Trust Your Taste, choose european quality”, promosso da Assica, l’associazione industriali delle carni e dei salumi, e co-finanziato dall’Unione Europea dal 2021. Il primo triennio, dal 2021 al 2024 e il primo anno del secondo triennio (2024-2027) hanno dato segnali molto incoraggiati e lo si vede anche dai dati export. Nei primi 11 mesi del 2024, infatti, i dati delle esportazioni in Europa hanno registrato un incremento del +13,9% in volume per 151.124 tonnellate e del +7,5% in valore per 1.449,7 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.


Molto importante il risultato in Belgio, Paese obiettivo, oltre all’Italia, della campagna Trust Your Taste, che ha chiuso gli undici mesi con un aumento a doppia cifra sia in volume (+20,7% per 10.525 tonnellate) sia in valore (+11,0% per 118,9 milioni di euro). “Si tratta indubbiamente di un risultato molto lusinghiero, soprattutto considerando le numerose difficoltà affrontate dal settore – ha detto Davide Calderone, direttore di Assica – in particolare a causa degli alti costi delle materie prime e delle restrizioni al commercio causate dalla diffusione della Peste suina africana (PSA). Da segnalare anche la preoccupazione per i recenti innalzamenti del prezzo dell’energia e per le incertezze del quadro politico internazionale con le inevitabili ripercussioni sul commercio”. Positiva, per Assica, anche la recente approvazione delle linee strategiche che guideranno le politiche dell’Europa nei prossimi cinque anni in materia di agricoltura ed alimentazione. Per il settore “si tratta di una riabilitazione totale che speriamo si confermi anche nei fatti. Il passaggio ad una posizione più inclusiva, non discriminatoria, soprattutto per quanto riguarda il settore zootecnico, è uno sviluppo positivo che merita di essere riconosciuto”, ha concluso Calderone.


La campagna Trust Your Taste, nella riedizione 2024-2027, si è arricchita di due nuove iniziative volte alla formazione e alla divulgazione verso i consumatori. Da novembre scorso è partito un progetto di formazione che punta a portare nelle scuole alberghiere italiane la cultura dell’eccellenza agroalimentare europea e, per quanto riguarda invece la divulgazione verso il consumatore, a marzo 2025 partirà la pubblicazione di un podcast originale in dieci episodi, per raccontare salumi e carne suina sotto una nuova prospettiva.

5-6 aprile torna a Volterra la mostra mercato tartufo marzuolo

5-6 aprile torna a Volterra la mostra mercato tartufo marzuoloRoma, 3 mar. (askanews) – Sabato 5 e domenica 6 aprile torna a Volterra la mostra mercato del tartufo marzuolo, giunta all’undicesima edizione. L’evento inaugura la primavera del gusto di Toscana nelle Logge del Palazzo Pretorio di Piazza de’ Priori. Ci sarà un ricco calendario di eventi e iniziative che abbracceranno la città dentro e fuori mura per far conoscere il patrimonio storico ed architettonico e le tante unicità del territorio. Oltre alla consegna del Premio Jarro giovani, settima edizione del riconoscimento da anni conferito durante l’edizione autunnale di Volterragusto ai più importanti comunicatori di settore.

Nel piacentino stagione agraria parte male: terreni sott’acqua

Nel piacentino stagione agraria parte male: terreni sott’acquaRoma, 3 mar. (askanews) – Parte male la stagione agraria nel piacentino. Dopo una tregua attorno al venti di febbraio, il maltempo ha ripreso a imperversare anche in chiusura di mese. “I terreni qui da noi in collina sono inzuppati e non si riesce ad entrare in campo – spiega Fabio Azzali, agricoltore di Piozzano che siede in Consiglio di Confagricoltura Piacenza – Le fertilizzazioni sui cereali autunno-vernini sono per lo più sospese, anche dove si è operato approfittando della finestra di bel tempo che il meteo ci ha concesso, non siamo sicuri di cosa potremo ricavare. Abbiamo rilevato asfissie radicali e sofferenze. Già le semine autunnali erano state eseguite su terreni non del tutto idonei perché bagnati dalle troppe acque dell’estate, tant’è che, per lo stesso motivo, alcuni campi non sono stati arati”.


Confagricoltura Piacenza evidenzia che la situazione è particolarmente complicata in collina, sebbene in tutta la provincia sia caratterizzata da terreni troppo bagnati. “Sotto l’aspetto pluviometrico – spiega Ercole Parizzi presidente della Sezione di Prodotto Colture Industriali dell’Associazione – usciamo da un inverno bruttissimo. La stagione agraria del 2024 è stata pessima e ne stiamo iniziando una male. Voglio però essere positivo, anche se l’inizio non è buono, saranno le prossime settimane quelle determinati per i cereali, speriamo dunque nella primavera”. “Le difficoltà di operare a cielo aperto sono comuni a tutti – commenta il presidente di Confagricoltura Piacenza Umberto Gorra – ma la collina vive, o meglio sopravvive, in modo particolare grazie alla coltivazione dei cereali a paglia, la situazione diventa quindi davvero pesante. Dove chiudono le imprese agricole, il territorio già fragile viene abbandonato a sé stesso con problemi di deterioramento, si pensi alle frane, che poi si scaricano anche sui territori a valle. Quest’opera di manutenzione diffusa, che passa anche attraverso l’ostinata volontà di coltivare i campi, andrebbe adeguatamente riconosciuta e incentivata”.

Filiera olio Evo: limite steroli obsoleto, aggiornare norme

Filiera olio Evo: limite steroli obsoleto, aggiornare normeRoma, 3 mar. (askanews) – L’obsoleto limite sugli steroli minaccia l’olio extravergine d’oliva italiano: sulla questione c’è una criticità normativa che potrebbe avere conseguenze rilevanti e per questo è urgente una revisione delle norme. E il sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, ha preso l’impegno ufficiale di portare la questione sui tavoli europei, riconoscendo la necessità di un aggiornamento delle normative per evitare danni ingiustificati alla filiera olearia italiana. E’ quanto emerso nel corso del convegno “Il problema steroli per l’olio extravergine di oliva: la realtà e le prospettive”, svoltosi stamattina a Veronafiere nell’ambito di SOL2EXPO 2025.


Attualmente, il limite di legge per gli steroli totali è fissato a 1.000 mg/kg. Questa soglia è in vigore da oltre tre decenni, ma solo negli ultimi anni il problema è emerso in tutta la sua gravità. L’attenzione crescente verso gli oli monocultivar ha evidenziato come il numero di steroli dipenda dal genotipo della pianta, e alcune varietà – tra cui Coratina, Nocellara del Belice ma anche l’ellenica Koroneiki – risultano particolarmente suscettibili. Secondo il Regolamento Europeo 2568/91, gli oli che non rispettano i limiti imposti di steroli non possono essere classificati né come extravergini né come vergini e, paradossalmente, finiscono per essere destinati alla raffinazione. Enzo Perri (Crea) ha spiegato che la variazione dei livelli di steroli è molto probabilmente legata al genotipo delle piante, ma ha anche sottolineato la necessità di approfondire gli effetti di parametri agronomici, come cambiamenti climatici, tecniche di concimazione e irrigazione, per comprendere fino a che punto questi fattori possano incidere sulla composizione chimica dell’olio.


Angelo Faberi (Icqrf) ha invece chiarito le ragioni per cui questo limite è stato introdotto nel 1991, quando la principale preoccupazione era evitare la miscelazione fraudolenta tra oli extravergini e oli di semi. Tuttavia, ha evidenziato come oggi esistano strumenti scientifici molto più avanzati e affidabili per rilevare eventuali sofisticazioni, come l’analisi degli stigmastadieni, rendendo di fatto obsoleto il parametro degli steroli. A ribadire la necessità di un intervento normativo è stato il presidente di Aifo, Elia Pellegrino, secondo cui il parametro degli steroli totali oggi “non rappresenta più una soluzione antifrode ma solamente un problema. Noi frantoiani siamo i primi a subirne le conseguenze, perché l’analisi può essere effettuata solo dopo la molitura delle olive. Questo significa che potremmo trovarci nel paradosso di aver acquistato e lavorato le olive per poi scoprire di avere un olio non commercializzabile perché non classificabile come extravergine”.


Per questo Aifo, ma anche Cia, chiedono un intervento urgente a livello europeo e poi al COI (il Comitato olivicolo internazionale, ndr.) per eliminare questo parametro, che oggi è superato da strumenti di analisi più precisi e affidabili. “In alternativa, si potrebbe prevedere una deroga per i monocultivar suscettibili, in modo da tutelare una parte fondamentale della nostra produzione nazionale”, ha concluso il presidente Aifo.

Lollobrigida ai 50 anni del Consorzio olio Dop Chianti Classico

Lollobrigida ai 50 anni del Consorzio olio Dop Chianti ClassicoRoma, 3 mar. (askanews) – Il Consorzio Olio DOP Chianti Classico ha festeggiato i 50 anni portando la sua DOP con 22 oli in degustazione e 6 aziende espositrici a Verona, alla prima edizione di Sol2Expo, la fiera completamente dedicata all’olio di oliva. Il Consorzio è nato da un’intuizione del cavalier Lapo Mazzei nel 1975 e oltre ai 50 anni dalla nascita festeggia anche i primi 25 anni del riconoscimento come Dop.


A rendere omaggio al Consorzio anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ieri a Verona ha incontrato il presidente del Consorzio, Gionni Pruneti, e la coordinatrice Carlotta Gori. Al Ministro è stata consegnata una bottiglia celebrativa dell’anniversario, da parte di tutti i produttori dell’Olio DOP Chianti Classico. “La nascita di una fiera totalmente dedicata all’olio è un passo che finalmente viene affrontato, e siamo grati a VeronaFiere che ha una solida esperienza in materia fieristica – dichiara il Presidente Gionni Pruneti – ci ha onorato la presenza del Ministro, che segue da vicino la nostra realtà, e che ha ben individuato la forza che ci contraddistingue: il nostro marchio, Gallo Nero, legato alla storia e alla cultura secolare delle nostre campagne”.


Sono 184 i soci del Consorzio Olio DOP Chianti Classico. L’oliveta rappresenta meno del 15% della superficie totale del territorio della denominazione (70.000 ha), e ospita 22 frantoi. La produzione di questo Olio DOP si aggira in media sui 1500 quintali all’anno.

Lollobrigida: su olio stanziati oltre 165 mln, andiamo avanti così

Lollobrigida: su olio stanziati oltre 165 mln, andiamo avanti cosìRoma, 3 mar. (askanews) – “Sull’olio abbiamo stanziato più di 165 milioni per promozione, frantoi e contrasto alla Xylella. Andiamo avanti su questa strada, con un’azione forte a sostegno del comparto”. Così il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sul proprio profilo Facebook.


“Ne ha parlato recentemente anche il Commissario Ue Christophe Hansen, ribadendo come mentre il settore vive momenti complessi in tutta Europa, in Italia la tendenza è opposta – scrive Lollobrigida – Il primo merito è degli imprenditori agricoli, della grande qualità dell’olio italiano, della capacità di promozione, ma anche degli investimenti massicci che il Governo Meloni sta immettendo nell’agricoltura”.

Cia: aggiornare normativa su steroli che penalizza olio italiano

Cia: aggiornare normativa su steroli che penalizza olio italianoRoma, 3 mar. (askanews) – Aggiornare al più presto l’obsoleta normativa internazionale sugli steroli che penalizza l’olio italiano, abbassandone il limite rispetto agli attuali 1000 mg/kg. Questo, oggi, a Sol2Expo 2025 l’appello del presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, al Masaf, affinché possa portare le istanze dei nostri olivicoltori al COI (Consiglio oleicolo internazionale) e alla Commissione europea. Quello degli steroli era un parametro chimico introdotto 30 anni fa come sinonimo di purezza dell’olio d’oliva, ma ora il 50% dell’extravergine italiano non riesce più a mantenere quei livelli per effetto dei cambiamenti climatici e delle nuove tecniche produttive.


La problematica riguarda, in particolare, alcune varietà tradizionali di oliva che vengono valorizzate attraverso una strategia di marketing mirata alla commercializzazione di extravergini in purezza varietale. Cia ricorda che la chimica negli ultimi anni ha messo in campo altre e nuove armi per contrastare le frodi, che sono molto più efficaci dell’analisi rispetto agli steroli totali. Bisogna, dunque, prevedere regole coerenti con la realtà e tali da non condizionare inopinatamente le attività delle imprese della filiera olivicola-olearia che operano in modo corretto, come nel caso degli oli mono-varietali, e che valorizzano le caratteristiche organolettiche di varietà legate al territorio, rispettando tutte le disposizioni vigenti in materia di purezza e qualità.

Nomisma: il 37% degli italiani vorrebbe la carta dell’olio al ristorante

Nomisma: il 37% degli italiani vorrebbe la carta dell’olio al ristoranteMilano, 2 mar. (askanews) – Con un posizionamento sempre più ancorato a qualità, salute e “territorialità”, l’olio extravergine di oliva dimostra una crescente voglia di protagonismo, soprattutto sul versante del “gusto”. È quanto emerge dalla consumer survey realizzata dall’Osservatorio Sol2Expo-Nomisma e presentata nella giornata inaugurale della prima edizione da solista del Salone di Veronafiere dedicato alla filiera dell’olivo e dell’olio, in programma fino a martedì 4 marzo nel quartiere fieristico veronese. Secondo l’indagine, che ha coinvolto un campione rappresentativo di mille consumatori, gli italiani considerano l’olio evo superiore rispetto ad altri tipi di oli per qualità (89%), rapporto qualità-prezzo (85%), gusto (85%) e benefici sulla salute (79%).


“Registriamo grande attenzione alla qualità e alle proprietà organolettiche – ha spiegato Evita Gandini, responsabile market insight di Nomisma – Nel fuori casa, il 46% degli italiani fa sempre attenzione all’olio in tavola, il 37% vorrebbe poter scegliere l’olio dal menu, e quattro su 10 sarebbero interessati ad approfondire le caratteristiche dell’olio evo partecipando a corsi di food o wine pairing. Si tratta di un interesse che si riflette anche sui canali di acquisto specializzati, con un 31% di consumatori già abituati all’acquisto in oleoteca o specialty store, e un 16% che effettua acquisti online su siti dedicati”. Il consumatore più assiduo (che lo acquista almeno una volta al mese) è un adulto over 45 con figli, risiede al Sud e ha uno stile di vita che combina attenzione alla sostenibilità, ricerca edonistica del piacere e una dimensione urbana e di legame con il territorio. La scelta del prodotto è infatti particolarmente influenzata dall’origine dell’olio che, insieme alla presenza di un marchio Dop/Igp, rappresenta il driver d’acquisto per oltre la metà degli acquirenti (54%). Sono poi quasi otto su 10 gli italiani che hanno acquistato almeno una volta nell’ultimo anno un olio con indicazione geografica.


Nonostante sia un bene irrinunciabile per il 96% degli italiani, rileva l’Osservatorio Sol2Expo-Nomisma, i consumatori dimostrano avere ampi margini di miglioramento sul fronte della conoscenza. Appena due italiani su dieci sanno che la produzione di olio d’oliva rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare, nozione che aumenterebbe la propensione all’acquisto nell’81% dei casi. Solo il 37% degli italiani è poi consapevole del valore di “superalimento naturale” che l’olio evo incorpora, grazie alla sua ricchezza di antiossidanti, polifenoli, vitamine e minerali e circa un italiano su due si dichiara interessato ad approfondire.