Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

In 2024 nelle case degli italiani consumate 652mila ton. surgelati

In 2024 nelle case degli italiani consumate 652mila ton. surgelatiRoma, 26 feb. (askanews) – In lieve crescita nel 2024 il consumo tra le mura domestiche dei surgelati, a quota 652mila tonnellate rispetto alle 645mila del 2023. In crescita il canale Retail (i consumi domestici), con un aumento a volumi dell’1,3%. Gli alimenti surgelati preferiti dagli italiani restano i vegetali naturali (oltre 220mila tonnellate consumate), le patate (107mila tonnellate) e gli ittici naturali e panati (96mila tonnellate). A registrare l’aumento più significativo è però il comparto delle pizze surgelate, che con un +3,7% rispetto al 2023, raggiunge un consumo di quasi pari a 66mila tonnellate nel 2024.


Sono i dati di consumo 2024 anticipati dall’Istituto Italiano Alimenti Surgelati (Iias), in occasione del “Frozen Food Day” che si celebra il 6 marzo, e riferiti alle vendite del canale Retail. In estate, saranno presentati anche i dati complessivi del comparto, alla luce dei consumi registrati nel Fuori casa. Un andamento “incoraggiante”, sottolinea l’Iias, che sottolinea come il consumo di prodotti surgelati in Italia sia aumentato a un ritmo senza precedenti negli ultimi anni, per poi stabilizzarsi su livelli elevati: negli anni della pandemia gli italiani hanno introdotto abitualmente nella propria alimentazione questi prodotti. “L’aumento segnato nel Retail nel 2024, un canale che da solo rappresenta i due terzi dei consumi complessivi – ricorda Giorgio Donegani, presidente Iias – evidenzia un apprezzamento costante per le qualità intrinseche in questi prodotti: praticità, disponibilità, ampiezza e varietà dell’offerta, valenze anti-spreco, gusto, elevati contenuti nutrizionali e, non ultimo, di convenienza”.


Nel 2024 i vegetali si confermano al primo posto nelle vendite: con 220.497 tonnellate consumate nel 2024, i vegetali sono cresciuti del +2,2% rispetto al 2023. Seguono, con 107.207 tonnellate, le patate che, pur mantenendo la posizione sul podio, registrano invece una lieve decrescita (-3,1%) rispetto all’anno precedente, in cui i consumi avevano registrato cifre record, raggiungendo quota 110.532 tonnellate. Al terzo posto si classifica il pesce surgelato (naturale e panato), che con 95.955 tonnellate registra un incremento del +3,9% rispetto alle 92.372 tonnellate del 2023. Da evidenziare, nel 2024, la crescita del comparto delle pizze surgelate, che registra l’aumento più significativo in termini percentuali: +3,7%, per un consumo pari a 65.688 tonnellate. Anche i piatti pronti surgelati e le specialità salate registrano un trend in crescita nei consumi domestici, rispettivamente del +0,5% e +2,4% sul 2023, per un consumo pari a 66.306 e 31.367 tonnellate.

Da Olio Riviera Ligure Dop etichette personalizzate per ristoranti

Da Olio Riviera Ligure Dop etichette personalizzate per ristorantiRoma, 26 feb. (askanews) – Una etichetta brandizzata con il nome del proprio ristorante. E’ la novità che sarà lanciata dal Consorzio per la Tutela dell’Olio Extra Vergine DOP Riviera Ligure durante Olio Officina 2025, l’evento che si terrà al Porto Antico di genova dal 27 febbraio al 1 marzo.


La procedura è semplice, basta, infatti, far imbottigliare l’olio dal produttore di riferimento che aderisce al piano di controllo dell’olio extra vergine di oliva Riviera Ligure DOP della zona produttiva di riferimento e chiederne la quantità desiderata, così da procedere alla creazione di un vero e proprio brand esclusivo, personalizzato e certificato. Infatti il produttore chiederà al Consorzio l’approvazione dell’etichetta una tantum ed il rilascio dei contrassegni gialli di garanzia da apporre sulle confezioni di olio Riviera Ligure DOP. “Questo progetto è un vantaggio da qualsiasi parte lo si guardi: l’olio certificato è un diritto collettivo – spiega in una nota Carlo Siffredi, presidente del Consorzio – e l’appropriazione da parte dei ristoratori ne è conseguenza naturale e ovvia. L’olio diventa un unicum da esporre, un valore aggiunto a livello promozionale e a livello di tutela del saper fare locale, del sapore tradizionale e della filiera tipica d’eccellenza. Sulle tavole sarà presentato, quindi, un olio che si prende cura di un’intera comunità, oltre che della ricetta di cui sarà protagonista”.


Per avere la propria etichetta brandizzata, il ristoratore può così presentare la proposta al singolo produttore di fiducia del territorio che si relazionerà con il Consorzio di tutela per etichetta e contrassegno di garanzia. Una iniziativa che punta a rafforzare il concetto di rete, consolidando il rapporto di fiducia, tra commercio ed agricoltura con i ristoratori liguri, ambassador del prodotto certificato.

Toscana: 150.000 euro contro estinzione specie animali autoctone

Toscana: 150.000 euro contro estinzione specie animali autoctoneRoma, 25 feb. (askanews) – La Regione Toscana, approvando una delibera presentata in Giunta dalla vicepresidente e assessora all’agricoltura, Stefania Saccardi, ha stanziato 149.178 euro a sostegno delle aziende agricole per incentivare il miglioramento genetico del patrimonio zootecnico regionale.


“Sono risorse – precisa Stefania Saccardi – destinate al miglioramento genetico degli allevamenti toscani ed in particolare all’innalzamento della competitività e della sostenibilità delle produzioni, comprese quelle derivanti dall’apicoltura e alla salvaguardia e al miglioramento del patrimonio genetico animale di interesse zootecnico, all’innalzamento del livello di biosicurezza e di benessere animale, al contrasto alle epizoozie e zoonosi e al miglioramento della gestione delle risorse foraggere. Il nostro obiettivo – conclude – è e rimane infatti quello di potenziare la competitività del sistema agricolo, agroalimentare e forestale toscano in un’ottica di sviluppo sostenibile”. Il sostegno consiste nell’erogazione di contributi per l’acquisto di animali riproduttori maschi e femmine delle specie e razze di interesse zootecnico. Il sostegno viene corrisposto come contributo in conto capitale a fronte della spesa sostenuta per l’acquisto degli animali, secondo i tassi previsti. Possono accedere al sostegno gli imprenditori agricoli singoli e associati che attuano interventi finalizzati al miglioramento genetico di specie bovine, ovine, caprine, bufaline, equine, asinine, suine, mediante l’acquisto di capi riproduttori iscritti nei rispettivi Libri Genealogici.


Verrà concesso un contributo fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile per l’acquisto di riproduttori maschi e fino al 40% per l’acquisto di riproduttori femmine. La percentuale di contribuzione potrà essere ridotta in maniera proporzionale secondo le risorse disponibili e le richieste presentate e secondo le modalità previste dal bando di attuazione. Sono ammissibili gli acquisti di animali riproduttori e le spese sostenute, nei limiti dell’importo previsto nel bando di attuazione dell’intervento, dal primo aprile 2025 e fino al 31 marzo 2026.

Il gelato made in Italy vale quasi 5 miliardi di euro

Il gelato made in Italy vale quasi 5 miliardi di euroRoma, 25 feb. (askanews) – Il gelato artigianale si conferma un’eccellenza del made in Italy e un pilastro dei consumi alimentari fuori casa. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi Fipe-Confcommercio, il settore genera un volume d’affari di quasi 5 miliardi di euro, coinvolgendo oltre 39mila esercizi tra gelaterie, bar-gelaterie e gelaterie-pasticcerie, con più di 90mila addetti. Ed è un alimento che tende alla destagionalizzazione, con il 40% delle gelaterie che apre tutto l’anno, mentre oltre il 90% ha una stagionalità assai lunga che dura almeno otto mesi. Ma tra i problemi del settore c’è quello del reclutamento di personale.


Il focus sul settore è stato fatto a Tirreno C.T., la kermesse che si concluderà domani (26 febbraio) a Carrarafiere, che ha visto la partecipazione dell’Associazione Italiana Gelatieri e della Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria e Cioccolateria con le loro sfide per la Coppa di Gelateria. Bene anche i gelati industriali. La produzione di gelati confezionati in Italia nel 2023 ha infatti riguardato un volume di 168.170 tonnellate per un valore di quasi 1,9 miliardi di euro (1.864 milioni di euro) con un consumo pro-capite di 2,14 kg. Nel periodo gennaio-settembre 2024 le vendite in Italia si sono attestate sui 3,3 miliardi di porzioni con una sostanziale tenuta rispetto al 2023. L’Italia è prima in Europa per produzione di gelati industriali per valore e al terzo posto in volume, dopo Germania e Francia.


L’export del comparto ha raggiunto nel 2023 un volume di 80.400 tonnellate per un valore di 345 milioni di euro (Unione Italiana Food su dati Istat). L’Europa copre circa il 75% dei volumi e valori delle esportazioni (60.537 tonnellate e 257,3 milioni di euro). In generale, le destinazioni maggiori sono state Usa e Germania, entrambe con quote attorno ai 43 milioni di euro.

A Macfrut va in scena il The healthy food show con 10 testimonial

A Macfrut va in scena il The healthy food show con 10 testimonialRoma, 25 feb. (askanews) – Cinque talk, dieci testimonial di fama nazionale, importanti esperti scientifici, una grande arena esperienziale. Protagonisti: i prodotti innovativi ortofrutticoli e non solo ad alto valore nutrizionale. Il The healthy food show è la grande novità di Macfrut 2025, la fiera internazionale della filiera ortofrutticola, in programma al Rimini Expo Centre da martedì 6 a giovedì 8 maggio.


La tre giorni fieristica riserverà un’intera area a una vera e propria arena che metterà in relazione gli alimenti, la loro trasformazione e l’assunzione nella dieta, in rapporto al benessere e alla salute. Nei panni di “ambasciatori” del mangiare sano ci sono 10 testimonial di eccezione: Manuela Arcuri, Matilde Brandi, Mirko Casadei, Mercedezs Henger, Daniele Lupo, Valeria Marini, Justine Mattera, Stella Menna, Annalisa Minetti, Valentina Vezzali. In ognuna delle cinque sessioni, i testimonial dialogheranno con un esperto scientifico, uno chef insieme all’Associazione CheftoChef Emilia Romagna Cuochi, e un’azienda primaria del settore.

Il 24 marzo Gelato day, la XIII edizione è dedicata al Giubileo

Il 24 marzo Gelato day, la XIII edizione è dedicata al GiubileoRoma, 25 feb. (askanews) – Una edizione speciale quella della Giornata Europea del Gelato Artigianale che si svolgerà il prossimo 24 marzo: la tredicesima edizione del Gelato Day sarà dedicata al Giubileo e patrocinata dal Dicastero per l’Evangelizzazione e dal Masaf. Protagonista il Gusto dell’Anno, “Hallelujah”, una gianduia con nocciole tostate, arricchita da una variegatura di cioccolato puro.


I festeggiamenti del Gelato Day inizieranno già domenica 23 marzo in Piazza Pio XII, nei pressi di San Pietro, dove i mastri gelatieri proporranno ai pellegrini il Gusto dell’Anno, nell’ambito di una raccolta fondi di beneficenza. Il 24 marzo, “Hallelujah” sarà quindi proposto in tutte le gelaterie europee aderenti al Gelato Day, sia nella versione “originale” secondo la ricetta ufficiale, sia reinterpretato dai maestri gelatieri di tutta Europa con ingredienti e ispirazioni del loro territorio. Sono decine le gelaterie che aderiranno alla prossima edizione del Gelato Day. A partire da quelle inserite nella Guida Gelaterie d’Italia del Gambero Rosso, che anche quest’anno ha rinnovato la sua partnership con la Giornata Europea del Gelato Artigianale. Inoltre, ConGelato supporterà il Gelato Day durante la nuova edizione della Milano Gelato Week (in programma dal 25 al 30 marzo 2025): l’ultimo giorno della manifestazione sarà interamente dedicato al Gusto dell’Anno, “Hallelujah”.


Artglace torna anche quest’anno ad invitare i mastri gelatieri di tutta Europa ad aprire le porte dei loro laboratori e a mettersi in gioco con il nuovo videocontest dedicato al Gusto dell’Anno. I partecipanti si sfideranno a colpi di creatività per realizzare un video della durata massima di 90 secondi in cui mostrare la realizzazione di “Hallelujah”, utilizzando gli ingredienti previsti dalla ricetta ufficiale. I primi tre gelatieri europei classificati saranno premiati nell’ambito della cerimonia di presentazione della quattordicesima edizione del Gelato Day, che si terrà alla Fiera di Rimini in occasione di SIGEP WORLD 2026.

Pecorino Romano Dop presenta percorso sostenibilità alla Fao

Pecorino Romano Dop presenta percorso sostenibilità alla FaoRoma, 25 feb. (askanews) – Il Consorzio del Pecorino Romano Dop ha presentato alla Fao, nel corso della conferenza internazionale sulle Ig, il percorso che già da tempo ha messo in campo per quanto riguarda la sostenibilità con l’adesione al progetto Life Magis, grazie al quale è stato promosso il sistema di certificazione ambientale della DOP Pecorino Romano.


L’obiettivo del progetto è definire modalità efficaci per valutare e comunicare l’impronta ambientale dei formaggi ovini a pasta dura, con particolare attenzione a sostenibilità sociale, qualità del paesaggio e tracciabilità. Il tutto, per raggiungere elevati standard di sostenibilità a favore dell’ambiente e a garanzia dei consumatori. Il Pecorino Romano DOP è l’unico comparto ovino ad aderire al progetto europeo. Obiettivo è misurare le emissioni e ricevere la certificazone green dall’Unione Europea a vantaggio dell’intera filiera. L’allevamento della pecora, che si svolge con sistemi semi-estensivi o semi-intensivi, si distingue infatti non solo per la produzione di cibi di alta qualità, ma anche per la sua multifunzionalità. I sistemi ovini italiani contribuiscono attivamente alla tutela dell’ambiente, offrendo numerosi servizi ecosistemici, come il sequestro del carbonio, il mantenimento della biodiversità, la riduzione dell’erosione del suolo, la tutela del paesaggio rurale e la mitigazione del rischio incendi.


L’approvazione delle RCP (Regole di categoria di prodotto – formaggi ovini a pasta dura) recentemente pubblicate dal MASE, che saranno valide fino al 2028, rappresentano una significativa tappa per la valorizzazione del Pecorino Romano DOP come prodotto sostenibile e di qualità, con il marchio Made Green in Italy a testimoniarne l’impegno ambientale.

Confagri Toscana: burocrazia frena sviluppo settore forestale

Confagri Toscana: burocrazia frena sviluppo settore forestaleRoma, 25 feb. (askanews) – “La valorizzazione della filiera dell’attività forestale può rappresentare una grande opportunità di sviluppo e crescita per l’economia toscana. Ma per arrivare a questo risultato sono necessarie misure concrete di sostegno alle imprese e una revisione delle normative esistenti per ridurre la burocrazia e migliorare la competitività del comparto”. A dirlo è Marco Scaltritti, presidente sezione regionale di Prodotto Coltivazioni Legnose di Confagricoltura Toscana, interviene sulla necessità di rilanciare il settore forestale come parte integrante dell’economia agricola e territoriale.


“In Toscana – dice Scaltritti – le superfici forestali private rappresentano oltre 1.050.000 ettari, più del 50% del territorio regionale e sono in continua crescita. Tuttavia solo il 25% della ripresa legnosa viene effettivamente utilizzata, lasciando inespresso un potenziale economico considerevole”. “Purtroppo, sul settore e sulle imprese gravano troppe criticità – continua Scaltritti – come gli alti costi di lavorazione e la scarsa remuneratività nella commercializzazione, nonostante la forte importazione di molti prodotti legnosi. Un ulteriore problema riguarda l’esclusione di fatto delle imprese forestali dalla possibilità di ottenere un riconoscimento economico per la loro partecipazione attiva alla produzione di biomasse. A questo si aggiungono i costi burocratici e i vincoli normativi, che incidono significativamente sulla sostenibilità economica del settore”.

Anabio-Cia fa il punto al Sana su priorità per sviluppo biologico

Anabio-Cia fa il punto al Sana su priorità per sviluppo biologicoRoma, 25 feb. (askanews) – Tre talk in tre gionri per fare il punto su programmi e azioni messe in campo per il biologico, ma anche chiedere alle istituzioni quel passo in più per lo sviluppo completo del settore, dalle sementi alla difesa fitosanitaria in chiave green. Protagonista è Anabio-Cia che al Sana Food 2025 a Bologna ha organizzato tre talk tutti dedicati al biologico. Focus del primo è stato il biocontrollo, ovvero il progetto congiunto di Anabio-Cia con IBMA Italia, in pista dal 2019, ad oggi esempio unico in Europa di sperimentazione tecnico-pratica tra agricoltori e aziende che operano nell’industria della bioprotezione.


All’attivo prove in campo in sei regioni italiane (Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana) sulle colture di vite, olivo, nocciolo, melo e ortive, attraverso tecniche di biocontrollo già disponibili che utilizzano microrganismi o derivati, insetti utili e feromoni per contrastare anche le più note e temibili malattie, dalla peronospora alla mosca olearia. Ma per fare il salto, “il biocontrollo deve diventare una priorità agricola europea – hanno dichiarato il presidente di Anabio Giuseppe De Noia e il presidente di IBMA Italia Giacomo De Maio – Per questo, chiediamo alla nuova Commissione Ue di velocizzare e semplificare gli iter di approvazione e messa in commercio di nuovi prodotti a minor impatto, da un lato per permettere alle aziende agricole di usufruire nei campi di un’ampia gamma di alternative, naturali e valide, alla chimica di sintesi; dall’altro per recuperare la perdita incredibile di sostanze attive disponibili in Europa, in 30 anni più che dimezzate. Il bio può guidare davvero questo giro di boa”. Al centro del secondo talk-show, il piano nazionale delle sementi biologiche, varato finalmente nel 2023 ma ancora fermo ai nastri di partenza. Per Anabio-Cia, però, aumentare la disponibilità e la varietà di sementi bio e, di conseguenza, contribuire alla riduzione progressiva e significativa del numero di deroghe per l’uso di sementi convenzionali, diventa oggi una questione non più rinviabile. “Le azioni previste dal piano stentano a decollare, ecco perché chiediamo al governo di spingere sull’acceleratore – ha detto De Noia – Migliorare quantità e qualità delle sementi bio è la base perché possa continuare il trend di crescita del comparto che vede l’Italia leader in Ue”.


Oggetto dell’ultimo talk, le attività per il 2025 di Anabio-Cia a supporto delle aziende, partendo dal progetto in corso “Il biologico tra tradizione e innovazione” finanziato dal Masaf, raccontato al Sana attraverso “La Vetrina dei Prodotti Bio”, una vera e propria esposizione delle eccellenze delle imprese associate.

De’ Longhi rafforza governance caffè professionale: Bernardinelli nuovo Ad

De’ Longhi rafforza governance caffè professionale: Bernardinelli nuovo AdMilano, 25 feb. (askanews) – Il gruppo De’ Longhi rafforza ulteriormente la governance e la struttura organizzativa nell’hub del caffè professionale, nato dalla business combination tra La Marzocco ed Eversys, al fine di sfruttare appieno il potenziale delle società nei segmenti di mercato premium.


Guido Bernardinelli è stato nominato amministratore delegato della divisione professionale con l’obiettivo di potenziare la struttura della holding e garantire visione strategica nelle principali aree di business, quali pianificazione, finanza e controllo, risorse umane, attività legali e di internal audit, in coordinamento con le funzioni corporate del gruppo. Questo rafforzamento della holding vedrà inoltre la designazione di un Operations Officer per sfruttare al meglio potenziali sinergie tra le società. Tale riorganizzazione ha inoltre attribuito a Lorenzo Carboni, direttore vendite de La Marzocco dal 2012, la carica di amministratore delegato de La Marzocco, e a Stefano Barato la guida di Eversys con il ruolo di direttore generale.


“Il caffè è stato uno dei principali driver di crescita del nostro gruppo negli ultimi dieci anni e rappresenta ancora un’importante opportunità di sviluppo strategico nel medio-lungo termine, sia nel segmento professionale che in quello consumer – ha commentato l’amministratore delegato Fabio de’ Longhi – Questo rafforzamento organizzativo nella divisione professionale ci permetterà di sfruttare ulteriormente la leadership di mercato e le eccellenti capacità di innovazione tecnologica sia de La Marzocco che di Eversys, utilizzando al meglio le risorse comuni e condividendo conoscenze e best practices utili a generare maggior valore per i gruppi. Ci congratuliamo con Guido, Lorenzo e Stefano e ringraziamo tutte le persone per l’eccellente lavoro svolto con dedizione e passione nel corso degli anni che ha permesso di raggiungere risultati straordinari”.