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Lollobrigida a Ue: coerenza tra politiche agricole e comunicazione

Lollobrigida a Ue: coerenza tra politiche agricole e comunicazioneRoma, 24 feb. (askanews) – “È necessario riflettere sull’atteggiamento dell’Europa rispetto alle sue produzioni strategiche, in particolare quella del vino. C’è una costante aggressione a un settore economico strategico in nome di visioni salutistiche che andrebbero analizzate in modo più pragmatico”. Lo ha detto, il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida intervenendo nella sessione pubblica del Consiglio Ue Agricoltura e Pesca (Agrifish).


“L’Italia è il primo produttore di vino in Europa in termini quantitativi e, insieme a Francia e Spagna, ha una lunga tradizione nel consumo di questo prodotto – ha detto il ministro – Il tentativo di demonizzare questo prodotto è un danno peggiore di qualsiasi dazio che negli Stati Uniti potrebbero porre. Serve una riflessione su questo, come su altri settori, che devono vedere una coerenza tra le azioni che facciamo per sostenere l’agricoltura e le azioni di comunicazione che indeboliscono alcuni ambiti specifici”, ha concluso il ministro.

Lollobrigida: serve strategia Ue per zootecnia e Psa

Lollobrigida: serve strategia Ue per zootecnia e PsaRoma, 24 feb. (askanews) – “Abbiamo necessità di condividere una strategia condivisa sul settore zootecnico. L’Italia si sta impegnando in maniera molto attenta nel contrasto della peste suina africana con risultati che presenteremo anche alla Commissione Ue”, ma “la lotta a malattie e fitopatie richiede un approccio sovranazionale, perché questi problemi non conoscono confini”. Lo ha detto, il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida intervenendo nella sessione pubblica del Consiglio Ue Agricoltura e Pesca (Agrifish).


“È necessario prevenire per abbattere i costi del costante inseguimento a quello che avviene in questo tipo di ambito”, ha concluso il ministro.

Lollobrigida: timori per spacchettamento fondi Ue agricoltura

Lollobrigida: timori per spacchettamento fondi Ue agricolturaRoma, 24 feb. (askanews) – Preoccupa l’ipotesi di spacchettamento dei fondi europei per l’agricoltura: “crediamo che l’agricoltura abbia la necessità di stabilizzare le risorse sia per quanto riguarda l’aspetto della produzione di cibo sia per quanto riguarda quello della custodia del terriorio dove è indispensabile il ruolo degli agricoltori”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, nel corso del proprio intervento della sessione pubblica del consiglio Agrifish in corso a Bruxelles.


“Condivido – ha poi aggiunto il ministro – le preoccupasioni sull’utilizzo dell’acqua: credo sia necessario un piano strategico Europeo infrastrutturale con fondi ulteriori”. Lollobrigida ha poi sottolineato le “parole importanti” pronunciate oggi e durante la presentazione del piano europeo per una nuova visione dell’agricoltura sulla “necessità di ricercare la sovranità alimentare europea con una presa di responsabilità sui vari ambiti strategici come la competitività del settore agricolo, il giusto posizionamento dei prodotti di qualità, la difesa dai prodotti standardizzati di aree che non rispettano i nsotri criteri e l’attrattività per le generazioni future”.

Comm. Hansen: agricoltori sono parte soluzione, non del problema

Comm. Hansen: agricoltori sono parte soluzione, non del problemaRoma, 24 feb. (askanews) – La nuova visione europea sull’agricoltura “è un documento chiave che guiderà il nostro mandato, vogliamo lavorare insieme con i nostri agricoltori che sono parte della soluzione e non del problema”. Lo ha detto il Commissario Europeo Christophe Hansen aprendo il consiglio Ue dei ministro dell’Agricoltura e della Pesca in corso a Bruxellese.


“Nel prossimo consiglio di marzo avremo su questo un dibattito approfondito – ha aggiunto – perché l’agricoltura in Ue è estremamente diversificata e non possiamo dare una risposta standardizata ma deve essere specifica e territoriale anche all’interno di uno stesso Stato membro”. Le linee guida della visione europa per l’agricoltura prevedono “un unuova Pac, una nuova strategia per il rinnovo generazionale, un filone di lavoro sull’allevamento, un sistema di valutazione sostenibuile e una strategia digitale per l’agricoltura. Intendiamo – ha annunciato Hansen – continuare il dialogo sulle azioni chiave nella prossima conferenza sulla visione europea per l’agricoltura che si svolgerà il prossimo 8 maggio”.

Import agroalimentare Ue a 15,5 mld a novembre 2024, +18% su 2023

Import agroalimentare Ue a 15,5 mld a novembre 2024, +18% su 2023Roma, 24 feb. (askanews) – Le importazioni agroalimentari dell’UE sono rimaste forti a novembre 2024, a quota 15,5 miliardi di euro, ovvero il 5% in meno rispetto a ottobre 2024 ma con un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le importazioni cumulative per l’anno sono aumentate del 7%, spinte da prezzi elevati e volumi di importazione in crescita. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto mensile sul commercio agroalimentare pubblicato oggi dalla Commissione europea.


La Costa d’Avorio ha registrato il maggiore aumento delle importazioni dell’UE (+2,3 miliardi di euro, +61%), trainato dall’aumento dei prezzi del cacao. L’Ucraina ha registrato il secondo maggiore aumento (+1,3 miliardi di euro, +13%), trainato da maggiori importazioni di oli vegetali (+858 milioni di euro) e semi oleosi (+684 milioni di euro). Le importazioni di caffè, tè, cacao e spezie sono aumentate complessivamente di 8,4 miliardi di euro (+44%) da gennaio a novembre 2024, trainate da prezzi più elevati di cacao e caffè e volumi in aumento. D’altro canto, le importazioni cumulative di cereali hanno registrato la riduzione maggiore, con un calo di 1,9 miliardi di euro rispetto al 2023 (-17%), dovuto principalmente alla riduzione dei prezzi (-14%), mentre i volumi importati sono diminuiti del 3%.

Export agroalimentare Ue 20,1 mld a novembre 2024, stabile su 2023

Export agroalimentare Ue 20,1 mld a novembre 2024, stabile su 2023Roma, 24 feb. (askanews) – A novembre 2024, le esportazioni agroalimentari dell’UE hanno raggiunto i 20,1 miliardi di euro, in calo del 7% rispetto al picco di ottobre, ma in linea con i livelli di novembre 2023. Le esportazioni cumulative tra gennaio e novembre 2024 sono aumentate del 3% a 217,2 miliardi di euro. Anche le importazioni sono cresciute in modo significativo (+7%), raggiungendo i 156,6 miliardi di euro nel periodo gennaio-novembre, spinte dalla crescente domanda e dai prezzi più elevati per prodotti come cacao e caffè.


Sono i principali risultati dell’ultimo rapporto mensile sul commercio agroalimentare pubblicato oggi dalla Commissione europea. A registrate i maggiori incrementi nelle esportazioni dell’UE tra gennaio e novembre 2024 sono stati Stati Uniti e il Regno Unito, spinti dalla forte domanda di prodotti come l’olio d’oliva e una varietà di beni. Le esportazioni di caffè, tè, cacao e spezie hanno registrato il maggiore aumento in valore (+2,4 miliardi di euro, +32%), guidate da pasta di cacao, burro e polvere (+1,6 miliardi di euro, +84%), spinte da prezzi più elevati (+62%) e volumi.


Anche le esportazioni di olio d’oliva sono aumentate di 2,1 miliardi di euro (+45%), principalmente a causa dei prezzi elevati sostenuti, che hanno recentemente iniziato a tornare ai livelli del 2023. D’altro canto, le esportazioni di cereali dell’UE hanno avuto la maggiore riduzione in valore, con un calo di 2,4 miliardi di euro in valore (-18%), spiegato principalmente da una riduzione dei prezzi (-14%).

Lollobrigida incontro omologo irlandese: preoccupazione su vino

Lollobrigida incontro omologo irlandese: preoccupazione su vinoRoma, 24 feb. (askanews) – Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha incontrato oggi, a margine dell’Agrifish di Bruxelles, il ministro dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e della Pesca della Repubblica d’Irlanda, Martin Heydon.


Durante l’incontro, spiega il Masaf in una nota, i ministri hann discusso delle principali sfide del settore agricolo, con particolare attenzione alla questione delle etichettature delle bevande alcoliche introdotte dalla normativa irlandese. Il ministro Lollobrigida, in particolare, ha espresso “forte preoccupazione” per l’impatto che tale normativa potrebbe avere sul mercato unico europeo, evidenziando il rischio di penalizzazione per i produttori vinicoli italiani. Il ministro Heydon ha preso atto delle osservazioni italiane, evidenziando che la questione rientra nella competenza del ministero della Salute irlandese.


L’Irlanda, invitata a partecipare al G20 in Sudafrica dalla presidenza sudafricana – conclude il Masaf – condivide con l’Italia l’impegno per un’agricoltura sostenibile e sicura. I due Paesi collaboreranno per portare avanti posizioni comuni in quella sede su temi chiave come la sicurezza alimentare, la transizione ecologica e il sostegno agli agricoltori.

Culatello Zibello: fatturato 2024 cala a 18,5 mln, oltre 50% è preaffettato

Culatello Zibello: fatturato 2024 cala a 18,5 mln, oltre 50% è preaffettatoMilano, 24 feb. (askanews) – Il 2024 per il Culatello di Zibello Dop si è chiuso con un fatturato al consumo di 18,5 milioni di euro, in calo rispetto al 2023 quando aveva superato i 20 milioni di euro. Per la prima volta più della metà del valore arriva dal pre-affettato. Il valore delle vaschette, infatti, non ha mai raggiunto questo libello nei 15 anni dalla fondazione del Consorzio: nel 2024, su 73.550 culatelli sigillati (erano 81.351 nel 2023), 38.004 sono stati destinati al preaffettato, toccando così il 51,6% del totale. Guardando ai dati storici, a volume, solo nell’anno record del 2022 (con 102.591 culatelli marchiati quando la produzione ripartì completamente post Covid) ne erano stati destinati di più, con 40.171. Complessivamente, su un fatturato al consumo di 18,5 milioni di euro, 10,2 arrivano proprio dal preaffettato (nel 2019 erano 7,3) con 1,07 milioni di vaschette immesse sul mercato.


Il 2024 è stato un anno in cui il reperimento di materia prima per il prodotto certificato è stata quantomai difficoltosa, sottolinea il Consorzio. Rispetto al 2023, il calo nelle marchiature è del 9,5%, con 294 chilogrammi destinati rispetto ai 325mila dell’anno precedente. Una contrazione che risente soprattutto dell’aumento dei costi: “Nel 2020, il prezzo medio della coscia di suino con osso era di 3,73 euro al chilo; attualmente, dato 2024, siamo arrivati a 6,08: quasi il doppio – ribadisce Romeo Gualerzi, presidente del Consorzio di tutela del Culatello di Zibello Dop -. Sono quotazioni stratosferiche che si traducono in un inevitabile riduzione dei consumi dovuta a un minor potere di acquisto. Inoltre come Consorzio abbiamo applicato regole ancora più stringenti sul disciplinare, con controlli moderni in grado di garantire maggiori garanzie; applicazioni che in parte riducono la disponibilità di cosce sul mercato”. In ogni caso, secondo Gualerzi, “siamo ben oltre la media storica di 60mila culatelli marchiati: il 2022 ha rappresentato una eccezione, visto che dopo lo stop dovuto dal Covid avevamo esaurito le scorte, e da quest’anno puntiamo a raggiungere gli 80mila. Ma la cosa più importante sarà stabilizzare il mercato. Oltre a intensificare sempre di più l’attività promozionale in Canada, Cina, Giappone e Usa dove il consumo di suini è molto elevato”. Il Consorzio racchiude tutte e 21 le aziende produttrici della Dop (nel 2023 erano 23 stando ai dati del Consorzio) per un comparto da oltre 250 addetti e un fatturato alla produzione di 11,5 milioni di euro, anch’esso in calo rispetto ai 12 milioni di un anno prima. Nei dati economici 2024 inoltre la quota export si attesta su un 25%: i Paesi dell’area UE (in primis Francia e Germania), insieme con la Svizzera, rappresentano l’88% della quota estero, ma cresce anche il Nord America, con Canada e Stati Uniti (6% complessivo), oltre ai paesi asiatici (4%). Infine per quanto riguarda il canale di commercializzazione, il normal trade si conferma quello principale con una quota pari al 60% del comparto, mentre la grande distribuzione organizzata rappresenta il restante 40%.

Cia: bene dati su agricoltura bio ma settore va sostenuto

Cia: bene dati su agricoltura bio ma settore va sostenutoRoma, 24 feb. (askanews) – “I dati dall’analisi sul biologico dall’Osservatorio Sana 2025 sono sicuramente positivi sia in termini di superfici bio che di operatori coinvolti, ma non dobbiamo sederci sugli allori. Il settore va sostenuto e tutelato sia nelle politiche che nelle risorse dedicate alla ricerca e all’innovazione per arrivare ad una Sau (superficie agricola utilizzata) del 25% in tutto il Paese. Penso soprattutto ad alcune filiere nelle quali dobbiamo implementare le quote produttive, riducendone l’import”. Lo ha detto il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, al convegno Rivoluzione Bio, momento di incontro e dibattito sui temi più caldi per la filiera del biologico italiano al Sana Food 2025.


“Le aziende biologiche sono più grandi e più giovani rispetto a quelle convenzionali – sottolinea Fini – la superficie media nazionale delle aziende bio (29 ettari) è quasi il doppio di quella media delle aziende agricole italiane; anche rispetto al tema del ricambio generazionale, la percentuale di aziende bio condotte da giovani è molto più alta rispetto a quella che si registra nel panorama nazionale, anche se ancora molto da fare nelle aree interne perché non c’è omogeneità su tutto il territorio”. Cia sottolinea anche la necessità di una maggiore semplificazione burocratica, come per l’iter autorizzativo delle tecniche di bio-controllo. Tra i tanti indicatori gli positivi c’è anche il consumo fuori casa, rileva Fini, una tendenza che va dunque “consolidata e incoraggiata. Per Cia bisogna, ora, trovare risposte adeguate da un rinnovato quadro di sostegno finanziario da parte dell’Ue e con la contestuale piena attuazione di quanto previsto nel Piano di Azione Nazionale sul Biologico.

Speck Alto Adige Igp, in 2024 +12,8% di produzione certificata

Speck Alto Adige Igp, in 2024 +12,8% di produzione certificataRoma, 24 feb. (askanews) – Un 2024 positivo per lo Speck Alto Adige IGP, che ha visto un incremento del 12,8% della produzione certificata e un’espansione sui mercati internazionali, con il 32,7% della produzione destinata all’export. Germania, Stati Uniti e Francia si confermano i principali mercati esteri, mentre in Italia lo Speck Alto Adige IGP continua ad affermarsi come uno dei salumi più esportati. Inoltre, nel 2024 è stato registrato un aumento delle vendite dello Speck Alto Adige IGP del 3,4% (a volume) rispetto all’anno precedente. E il formato preaffettato cresce del 7,3% rispetto al 2023 con un totale di 46.146.223 confezioni prodotte: nel 2024 il 47% della produzione di Speck Alto Adige IGP è costituito da confezioni preaffettate.


A livello di export, il mercato estero più importante è la Germania, che assorbe il 23,2 % della produzione. Altri mercati di rilievo sono gli Stati Uniti (4,75 %), dove la domanda è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, la Francia (2,0 %), la Svizzera (0,9 %) e l’Austria (0,6 %). Inoltre, lo Speck Alto Adige viene commercializzato in oltre venti altri Paesi, tra cui Belgio, Slovenia, Svezia, Paesi Bassi e Canada, che insieme rappresentano circa lo 0,7 % della produzione totale. Il presidente del Consorzio Tutela Speck Alto Adige Paul Recla, spiega in una nota che “l’aumento della produzione IGP e l’espansione nei mercati internazionali confermano l’eccellenza che lo Speck Alto Adige IGP rappresenta oggi, ed è frutto del lavoro e degli investimenti portati avanti dal Consorzio”.


Lo scorso anno un totale di 2.815.390 prosciutti ha ottenuto il marchio di qualità ‘Speck Alto Adige IGP’, ovvero il 42,6% della produzione totale dei produttori riconosciuti dal consorzio, che rappresenta un aumento del 12,8% rispetto al 2023. Ogni anno vengono prodotti circa 2,8 milioni di Speck Alto Adige IGP, per un valore stimato tra i 160 e i 170 milioni di euro. La produzione dello Speck Alto Adige IGP ha mostrato negli ultimi anni una tendenza costante al rialzo. Dopo un significativo aumento tra il 1997 e il 2003, la produzione è rimasta stagnante nei successivi dieci anni. Tra il 2003 e il 2013, la quantità è rimasta pressoché invariata. Negli ultimi anni, tuttavia, si è registrata una crescita continua, ad eccezione del calo nel 2023, che è proseguita anche nel 2024.


Nel 2024 è stato anche lanciato il nuovo portale di certificazione dell’organismo di controllo che consente un monitoraggio preciso della produzione, garantendo trasparenza nella gestione delle certificazioni.