Skip to main content
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Nordcorea potrebbe aver integrato Ia nei suoi nuovi droni suicidi

Nordcorea potrebbe aver integrato Ia nei suoi nuovi droni suicidiRoma, 28 mar. (askanews) – I droni nordcoreani presentati questa settimana probabilmente integrano anche tecnologia di intelligenza artificiale per identificare e attaccare autonomamente equipaggiamenti militari sudcoreani e statunitensi. Lo ha affermato oggi, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Yonhap, il parlamentare sudcoreano di maggioranza Yu Yong-weon, dopo che sono state diffuse dai media di stato nordcoreani nuovi droni usati in esercitazioni.


“Quella che stiamo vedendo è la Corea del Nord che copia la tecnologia militare da vari paesi, tra cui Cina e Russia, e che migliora i suoi sistemi d’arma per la guerra moderna, basandosi apparentemente sulla sua esperienza dalla guerra in Ucraina, per trasformarsi completamente,” ha dichiarato Yu. E’ stato lo stesso leader supremo Kim Jong Un ad aver guidato i test di droni “a attacco suicida” dotati di nuova tecnologia Ia all’inizio di questa settimana, secondo quanto mostrato dai media di stato nordcoreani.


Le foto pubblicate dai media di stato mostrano droni colpire obiettivi che assomigliano a equipaggiamenti militari sudcoreani e statunitensi, tra cui il sistema mobile di missili superficie-aria a lungo raggio sudcoreano e il veicolo blindato da combattimento statunitense Stryker di stanza in Corea del Sud. Yu ha aggiunto che il drone a attacco suicida è probabilmente in grado di compiere attacchi autonomi, identificando equipaggiamenti militari sudcoreani e statunitensi attraverso dati addestrati.


Le capacità d’attacco del drone sembrano essere state ulteriormente migliorate, considerando che la Corea del Nord aveva condotto un test simile lo scorso novembre, durante il quale i droni avevano preso di mira una vettura passeggeri, anziché veicoli militari. Il test di questa settimana ha anche visto, per la prima volta, un quadricottero rilasciare una bomba su un bersaglio, evidenziando gli sforzi della Corea del Nord nello sviluppo di una gamma diversificata di droni d’attacco.

Wang Yi in visita in Russia tra il 31 marzo e il 2 aprile

Wang Yi in visita in Russia tra il 31 marzo e il 2 aprileRoma, 28 mar. (askanews) – Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi visiterà la Russia su invito dell’omologo russo Sergey Lavrov dal 31 marzo al 2 aprile. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun nella quotidiana conferenza stampa a Pechino.


I colloqui verteranno “sulle questioni più urgenti all’ordine del giorno internazionale, comprese le prospettive per risolvere la crisi attorno all’Ucraina”, ha detto dal canto suo il ministero degli Esteri russo in una nota, oltre a temi di rilevanza bilaterale. Nel comunicato russo, c’è anche un cenno al fatto che i capi delle due diplomazie parleranno di “contatti al più alto livello”, un cenno a una possibile visita del presidente cinese Xi Jinping.

Il difficile equilibrio di Kim Jong Un tra Russia e Cina

Il difficile equilibrio di Kim Jong Un tra Russia e CinaRoma, 27 mar. (askanews) – Kim Jong Un ha imparato dal nonno, il fondatore della Repubblica democratica popolare di Corea (DPRK) Kim Il Sung, come muoversi tra due potenze sempre in bilico tra l’alleanza e la concorrenza come la Russia e la Cina e sa che spostarsi troppo verso l’una raffredda i rapporti con l’altra. Tuttavia, l’equilibrio non è mai facile e, in questo momento, la linea del leader supremo di Pyongyang sembra un po’ squilibrata a favore dei rapporti con Mosca.


Il ministero sudcoreano dell’Unificazione ha segnalato in un rapporto oggi che “il fulcro della diplomazia nordcoreana è la Russia” in questo momento e Kim sta “cercando scambi a tutto campo per massimizzare i benefici derivanti dal dispiegamento militare”. Dopo la firma dell’accordo di partenariato strategico, avvenuta in occasione della visita a Pyongyang del presidente russo Vladimir Putin, la Nordcorea ha inviato circa 11mila soldati in Russia per combattere al fianco dei militari della Federazione contro l’Ucraina. Non solo. Secondo Seoul, Kim ha anche iniziato a rivolgersi a Putin con il termine di “compagno” a partire da agosto 2023. E i preparativi per una visita in Russia del capo del regime nordcoreano – secondo quanto ha riferito oggi il viceministro degli Esteri russo Andrey Rudenko – sono in pieno svolgimento.


Non c’è, invece, in vista un incontro con il presidente cinese Xi Jinping, che notoriamente non ha un grande feeling col più giovane vicino. Pyongyang – a quanto segnala il ministero sudcoreano – vorrebbe rendere meno freddi i rapporti con Pechino, promuovendo la ripresa dei tour di gruppo per turisti cinesi e riavviando i lavori sul ponte sul fiume Amnok (Yalu) sul lato nordcoreano, previsto da un accordo bilaterale del 2009 e destinato a sostituire quello esistente che collega Sinuiju a Dandong. Immagini satellitari recenti mostrano che sul lato nord sono in corso lavori per un’area doganale di circa 172.500 metri quadrati — più ampia dei 150.000 metri quadrati previsti sul lato cinese — a indicare l’intenzione di Pyongyang di riattivare il commercio transfrontaliero. Nonostante questi segnali, Pechino mantiene un atteggiamento piuttosto distaccato: i tour di gruppo per cittadini cinesi non sono ancora ripresi e il miglioramento delle relazioni bilaterali “potrebbe richiedere tempo”, secondo il ministero sudcoreano.


Sul fronte economico, Seoul stima che il cosiddetto “beneficio russo” derivante dall’invio di truppe a sostegno di Mosca ammonterebbe a circa 3 miliardi di dollari l’anno — pari al 30% del bilancio statale nordcoreano — sufficiente a finanziare i progetti politici di Kim (ospedali, fabbriche regionali e altre infrastrutture), sebbene la Russia non abbia ancora corrisposto tutti i fondi pattuiti.

Incendi in Sudcorea: 24 morti, a rischio patrimonio culturale

Incendi in Sudcorea: 24 morti, a rischio patrimonio culturaleRoma, 26 mar. (askanews) – Le squadre di soccorso sudcoreane hanno continuato oggi a lottare contro le fiamme degli incendi boschivi che devastano la regione sudorientale del paese. Sono già 24 i morti per l’incidente e raffiche di vento continuano a ostacolare gli sforzi dei soccorritori, tanto che un elicottero è caduto uccidendo il pilota.


Decine di elicotteri antincendio, circa 5mila operatori e circa 560 mezzi specializzati sono stati mobilitati, ma gli incendi, scoppiati venerdì scorso nella contea di Sancheong nella provincia di South Gyeongsang, si sono estesi verso nord-est. In cinque giorni le fiamme hanno raggiunto la vicina Uiseong e continuano ad avanzare verso le contee confinanti di Andong, Cheongsong, Yeongyang e Yeongdeok. Delle 24 vittime accertate al momento – secondo i dati del Quartier generale della prevenzione disastri riportati dall’agenzia di stampa Yonhap — 20 sono state rinvenute a Uiseong e quattro a Sancheong.


Le condizioni meteorologiche avverse, in particolare i venti forti, rischiano di favorire l’espansione degli incendi verso le aree costiere orientali, alimentando il timore che le fiamme possano arrivare fino alla contea costiera di Uljin, dove si trova una centrale nucleare di primaria importanza. Il presidente ad interim Han Duck-soo ha chiesto un impegno totale per prevenire ulteriori propagazioni, definendo gli incendi “i peggiori mai registrati”. Finora le fiamme hanno distrutto 17.000 ettari di foresta e 209 abitazioni e strutture industriali, ha dichiarato Han.


Tra i beni storici distrutti vi è il tempio Goun di Uiseong — fondato nel 681 durante la dinastia Silla — i cui tesori nazionali erano però stati trasferiti altrove in via precauzionale. Le province di North e South Gyeongsang ospitano numerosi siti culturali e storici di grande valore, inclusi tesori nazionali. Con il fronte degli incendi ormai a meno di 5 chilometri dal villaggio tradizionale di Hahoe ad Andong — riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2010 — le autorità hanno annunciato l’impiego preventivo di due elicotteri antincendio per proteggere questo celebre villaggio che conserva abitazioni e tradizioni della dinastia Joseon (1392-1910).

Ia e tecnologie difesa, Usa ampliano lista nera aziende cinesi

Ia e tecnologie difesa, Usa ampliano lista nera aziende cinesiRoma, 26 mar. (askanews) – L’amministrazione Trump ha notevolmente ampliato la lista nera commerciale ereditata dalla precedente amministrazione Biden, con l’obiettivo di limitare le capacità della Cina nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, del calcolo avanzato e di tecnologie militari. Lo scrive oggi Nikkei Asia, segnalando che il Bureau of Industry and Security (BIS) del Dipartimento del Commercio degli Stati uniti ha aggiunto 80 organizzazioni all’”Entity List” per azioni “contrarie alla sicurezza nazionale e alla politica estera degli Stati uniti”.


I nuovi inserimenti comprendono entità provenienti da Pakistan, Emirati arabi uniti, Sudafrica, Iran e persino Taiwan, ma la maggioranza – oltre 50 – sono situate in Cina e Hong Kong. In un comunicato diffuso martedì a Washington, il BIS ha indicato come obiettivo principale quello di impedire al Partito comunista cinese di acquisire e sviluppare capacità di calcolo ad alte prestazioni, oltre a tecnologie quantistiche per applicazioni militari. Il calcolo exascale rappresenta l’ultima frontiera dei supercomputer, in grado di eseguire almeno un exaflop — ossia un quintilione di operazioni in virgola mobile al secondo — consentendo progressi significativi nell’Ia.


Un altro scopo dichiarato è ostacolare lo sviluppo da parte della Cina del suo programma di armi ipersoniche — sistemi in grado di viaggiare a velocità pari o superiori a cinque volte quella del suono, con elevata manovrabilità per eludere le difese. La Cina ha condannato oggi l’ampliamento della lista nera. Il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun ha accusato gli Stati uniti di “comportamento egemonico tipico, che viola gravemente il diritto internazionale e le norme fondamentali delle relazioni internazionali, danneggia i diritti e gli interessi delle imprese cinesi e mina la sicurezza e la stabilità delle catene di approvvigionamento industriali globali”. Ha esortato Washington a “smettere di estendere arbitrariamente il concetto di sicurezza nazionale” e a “non politicizzare il commercio”.


Tra le società aggiunte alla lista figurano sei divisioni di Inspur Group, importante fornitore cinese di servizi cloud e big data già inserito nella lista dal 2022. Tali unità sono state incluse per il loro contributo allo sviluppo di supercomputer a uso militare, in particolare mediante il tentativo di acquisire componenti di origine statunitense per progetti destinati al governo o alle forze armate cinesi. Tra queste spiccano Inspur Taiwan e Inspur Software, quotata alla Borsa di Shanghai. Sono state designate anche la Beijing Academy of Artificial Intelligence e la Beijing Innovation Wisdom Technology, ritenute impegnate a utilizzare tecnologie americane per la modernizzazione militare, avendo sviluppato modelli di Ia e chip avanzati per scopi difensivi. Altre quattro società — Henan Dingxin Information Industry, Nettrix Information Industry, Suma Technology e Suma-USI Electronics — sono state inserite per il loro ruolo nello sviluppo di supercomputer exascale, in grado di gestire grandi quantità di dati a velocità elevate e condurre simulazioni su larga scala. Queste imprese avrebbero fornito capacità produttive rilevanti a Sugon (nota anche come Dawning Information Industry), anch’essa nella lista nera dal 2019 per il supporto alla modernizzazione militare cinese.


Oltre due dozzine di entità — tra cui l’Air Force Engineering University e il China Aeronautical Radio Electronics Research Institute — sono state inserite per legami dimostrabili con lo sviluppo di armi ipersoniche, progettazione e modellazione di veicoli in volo ipersonico, uso di software proprietari per progettare armamenti o per sostenere la strategia di “fusione militare-civile” cinese.

Sudcorea, incendi distruggono importante santuario del VII secolo

Sudcorea, incendi distruggono importante santuario del VII secoloRoma, 25 mar. (askanews) – Gli incendi che stanno devastando la regione sudorientale della Corea del Sud stanno distruggendo alcuni importanti tesori culturali coreani, tra cui un importante santuario del VII secolo, e mettendo a rischio un sito UNESCO. Lo riferisce l’agenzia di stampa Yonhap.


I roghi, iniziati venerdì nella contea di Sancheong, si sono estesi alle vicine Uiseong e stanno avanzando verso Andong, Cheongsong, Yeongyang e Yeongdeok, nell’area centrale della provincia di North Gyeongsang, hanno riferito i vigili del fuoco. Le fiamme hanno distrutto il tempio Gounsa (“Nuvola solitaria”) a Uiseong, un antico santuario risalente al 681 d.C., durante la dinastia Silla (57 a.C.-935 d.C.). I tesori nazionali custoditi nel tempio erano stati trasferiti in luoghi più sicuri.


Le autorità hanno avvertito che il villaggio tradizionale di Hahoe, sito UNESCO ad Andong, rischia di essere avvolto dalle fiamme e stanno mobilitando tutte le risorse disponibili per proteggerlo dalla distruzione. Il ministero della Giustizia ha reso noto di aver avviato il trasferimento via autobus di circa 2.600 detenuti dal carcere di Gyeongbuk Northern Prison a Cheongsong verso strutture carcerarie vicine, data la rapida diffusione degli incendi nell’area. È allo studio anche lo spostamento di circa 800 prigionieri dal penitenziario di Andong.


Il presidente ad interim Han Duck-soo ha ordinato ai governi regionali di mobilitare “tutte le risorse amministrative disponibili” per evacuare i residenti delle zone colpite verso luoghi sicuri, e ha disposto il dispiegamento immediato di tutto il personale e le attrezzature necessarie per contenere gli incendi nel più breve tempo possibile. Fin da venerdì, l’esercito ha inviato circa 5.000 militari e 146 elicotteri a supporto delle operazioni antincendio nel sud-est del Paese.


Sei persone, tra cui quattro vigili del fuoco, hanno perso la vita nell’incendio di Sancheong, mentre una dozzina sono rimaste ferite.

Sudcorea, Premio Nobel Han Kang firma per chiedere impeachment Yoon

Sudcorea, Premio Nobel Han Kang firma per chiedere impeachment YoonRoma, 25 mar. (askanews) – La Premio Nobel per la Letteratura Han Kang è stata tra le centinaia di autori sudcoreani che hanno chiesto l’impeachment del presidente destituito Yoon Suk-yeol a causa del suo fallito tentativo di imporre la legge marziale. Lo riferisce l’agenzia di stampa Yonhap.


L’Associazione degli scrittori della Corea, principale organismo letterario del Paese, ha pubblicato martedì dichiarazioni firmate da 414 scrittori, ciascuno dei quali ha espresso in poche parole il proprio sostegno alla rimozione di Yoon dalla carica. “Credo nei valori della vita, della libertà e della pace che non devono essere violati”, ha scritto Han. “La sua rimozione è ciò che può preservare valori universali”.


Sempre martedì, l’associazione ha radunato 2.487 membri in un sit-in a Piazza Gwanghwamun a Seoul per sostenere la rimozione di Yoon.

Giappone, dopo 46 anni di braccio morte risarcito con 1,2 mln euro

Giappone, dopo 46 anni di braccio morte risarcito con 1,2 mln euroRoma, 25 mar. (askanews) – Dopo aver trascorso 46 anni nel braccio della morte giapponese, con il rischio di essere portato al patibolo ogni giorno, l’ormai vecchio Iwao Hakamada – prosciolto in una clamorosa revisione di processo – ha ottenuto in risarcimento 1,2 milioni di euro circa, pari a 12.500 yen (77 euro) per ogni giorno trascorso in cella. Lo ha comunicato il portavoce del tribunale nipponico. Lo ha riferito l’agenzia di stampa France Presse.


Si tratta del massimo risarcimento previsto dalla legge giapponese, una cifra in realtà non necessariamente commisurata allo stress esistenziale subito dall’ormai 89enne, che ha potuto ottenere la revisione del processo grazie anche alla battaglia pluriennale condotta da una sorella, che oggi si prende cura di lui. Hakamada è stato prosciolto lo scorso anno in revisione alla condanna di morte che aveva subito nel 1968 per un quadruplice omicidio. Da tempo le prove che erano state prodotte per indurre la condanna erano screditate. A settembre è stato scarcerato con tante scuse. La notizia ha suscitato grande clamore e discussioni sulla pena di morte, ancora in vigore in Giappone e praticata


“Al richiedente verranno concessi 217.362.500 yen”, pari a circa 1,2 milioni di euro, ha precisato all’AFP un portavoce del tribunale distrettuale di Shizuoka, commentando la sentenza emessa lunedì. Durante la revisione del processo, il giudice aveva stabilito che le prove contro Hakamada erano state costruite ad arte e che gli interrogatori cui era stato sottoposto erano stati “disumani”, volti a infliggere “sofferenza fisica e mentale” e a estorcere “dichiarazioni sotto costrizione”.

Pronipote di Chiang Kai-shek, fondatore di Taiwan, si sposta in Cina

Pronipote di Chiang Kai-shek, fondatore di Taiwan, si sposta in CinaRoma, 24 mar. (askanews) – Il tempo passa, si susseguono le generazioni e anche alcune ferite si rimarginano. In Cina sta avendo una certa eco la notizia che il pronipote dell’ex leader nazionalista del Kuomintang e fondatore di Taiwan, Chiang Kai-shek, si sia trasferito a vivere e lavorare ad Hangzhou, nella Cina continentale. Lo riferisce oggi il South China Morning Post.


In un post pubblicato la scorsa settimana, Andrew Chiang You-ching, 35 anni — il più giovane della sua generazione della famiglia Chiang, simbolo dell’anticomunismo nel secolo scorso — ha annunciato sui social media di aver deciso di trasferirsi in Cina per avviare una carriera nella capitale della provincia orientale cinese dello Zhejiang. “Ho recentemente deciso di mettere radici e sviluppare la mia carriera sul continente”, ha detto in un breve video, senza però specificare in quale ambito professionale intenda operare. “Voglio provare un nuovo stile di vita”.


Il giovane Chiang ha studiato negli Stati uniti ed è il l’ultimo dei tre figli di Chiang Hsiao-yung — a sua volta nipote di Chiang Kai-shek. A differenza dei fratelli Demos Chiang Yiu-po ed Edward Chiang Yiu-chun, entrambi affermati designer, Andrew ha finora evitato i riflettori. Negli ultimi anni si è recato frequentemente sul continente e ha visitato la residenza storica del suo bisnonno a Ningbo, nello Zhejiang, secondo quanto riportato dai media taiwanesi.


Il sentimento verso l’ex leader del Kuomintang è notevolmente cambiato nel continente negli ultimi trent’anni: Chiang è sempre più riconosciuto come figura chiave nei legami storici tra Pechino e Taipei, nonostante la guerra civile finita nel 1949, che lo oppose al Partito comunista cinese. Diversa la questione a Taiwan. L’anno scorso il governo taiwanese guidato dal Partito democratico progressista (DPP), accusato di indipendentismo da Pechino, ha annunciato l’intenzione di rimuovere oltre 760 statue di Chiang dagli spazi pubblici.


Dopo la sconfitta nella guerra civile contro i comunisti, le truppe del Kuomintang fuggirono a Taiwan nel 1949, dove Chiang Kai-shek stabilì un governo provvisorio e governò l’isola per quasi trent’anni, fino alla sua morte nel 1975. Nonostante l’opposizione al comunismo e la percezione di avversario da parte di Pechino, Chiang restò sempre fermamente ancorato all’idea di un’unificazione sotto la Repubblica di Cina, nome ufficiale di Taiwan. Anche Wayne Chiang Wan-an, sindaco di Taipei e altro pronipote di Chiang Kai-shek, gode di un’immagine positiva nei media e nel pubblico della Cina continentale, in parte per la sua posizione relativamente conciliatoria verso Pechino. Nonostante le pressioni del governo DPP, a dicembre Chiang Wan-an ha ospitato a Taipei il Forum annuale del gemellaggio Taipei-Shanghai, evidenziando l’importanza degli scambi nonostante le tensioni nelle relazioni tra le sponde dello Stretto.

Non solo Trump, anche a Pechino sfilata di CEO multimiliardari

Non solo Trump, anche a Pechino sfilata di CEO multimiliardariRoma, 24 mar. (askanews) – Se il colpo d’occhio sulla sfilata di multimiliardari tech all’inaugurazione della seconda presidenza Trump certamente era impressionante, quella che si è vista nei giorni scorsi a Pechino in occasione dell’inaugurazione del China Development Forum non è da meno. E la leadership cinese ha accolto i leader d’impresa accorsi con un’enunciazione di fiducia anche rispetto alle prospettive di una guerra commerciale a tutto campo con gli Stati uniti.


Nel suo intervento davanti a decine di top manager – tra i quali quelli di Apple, Qualcomm, Boeing e altre grandi aziende – il premier cinese Li Qiang ha adottato un tono ottimista, chiarendo che la Cina è pronta ad affrontare ogni sfida, anche quella inattesa, e promettendo di rafforzare il sostegno politico per raggiungere l’obiettivo di crescita annuale del governo, fissato intorno al 5%, nonostante l’aumento dell’incertezza in un’economia globale sempre più frammentata. “Di fronte a possibili shock inattesi, principalmente di origine esterna, verranno introdotte nuove politiche incrementali laddove necessario per garantire il funzionamento stabile dell’economia”, ha affermato nell’inaugurazione di ieri Li.


In un incontro separato con il senatore repubblicano statunitense Steve Daines, il capo dell’esecutivo cinese ha criticato le crescenti barriere commerciali imposte dagli Stati uniti alla Cina e altri paesi, ribadendo che Pechino “seguirà la giusta direzione della globalizzazione economica”, praticherà un “autentico multilateralismo” e resisterà al protezionismo. Le dichiarazioni di Li si collocano a poco più di una settimana dall’annuncio atteso per il 2 aprile da parte di Trump di un piano di dazi reciproci verso altri paesi e dell’inasprimento delle tariffe sulle importazioni cinesi. Da gennaio, l’amministrazione statunitense ha già aumentato del 20% i dazi sui prodotti cinesi, motivando la decisione con la necessità di contrastare il flusso di droghe illegali; Pechino ha risposto imponendo dazi mirati fino al 15% sui prodotti agricoli statunitensi e ampliando i controlli alle esportazioni verso aziende Usa.


Il China Development Forum vede la partecipazione di oltre cento amministratori delegati, tra cui i massimi dirigenti americani di aziende che considerano la Cina un mercato chiave – da Tim Cook (Apple) a Cristiano Amon (Qualcomm) e Stephen Schwarzman (Blackstone) – oltre a economisti di rilievo come Stephen Roach e Masaaki Shirakawa. Li ha annunciato l’adozione di nuove leggi a sostegno del settore privato e il rafforzamento dello stato di diritto, assicurando che la Cina accoglierà le imprese straniere a “braccia aperte” e migliorerà ulteriormente l’accesso al mercato – senza però fornire dettagli operativi.


Sul fronte delle relazioni bilaterali, Li ha definito il rapporto tra Pechino e Washington “a un punto critico” durante il colloquio con il senatore Daines, auspicando cooperazione anziché competizione a somma zero: “In una guerra commerciale non c’è vincitore – ha affermato – dobbiamo affrontare lo squilibrio commerciale e altre questioni allargando la torta attraverso la collaborazione”.