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Bimbo morto dopo il trapianto di cuore, oggi i funerali di Domenico a Nola. Attesa Meloni

Bimbo morto dopo il trapianto di cuore, oggi i funerali di Domenico a Nola. Attesa Meloni

Roma, 4 mar. (askanews) – Oggi a Nola i funerali di Domenico Caliendo, il bambino di 2 anni morto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Il piccolo è deceduto lo scorso 21 febbraio ma la salma è stata riconsegnata ai familiari solo ieri sera, dopo l’autopsia.

Ai funerali è attesa anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Molto probabilmente”, si apprende da fonti di Palazzo Chigi, la premier sarà oggi pomeriggio al duomo di Nola dove si terranno le esequie.

La Commissione d’inchiesta: la morte del manager Mps David Rossi è omicidio. Il mistero dell’uomo nel vicolo

La Commissione d’inchiesta: la morte del manager Mps David Rossi è omicidio. Il mistero dell’uomo nel vicolo

Roma, 3 mar. (askanews) – Le perizie a firma Manghi e Gregori Manghi mostrano “come David Rossi sia stato vittima di un’azione con l’intervento di soggetti terzi, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidiario, quanto invece di un omicidio”. E’ quanto si legge nella relazione intermedia sull’attività svolta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del manager di Mps David Rossi, presieduta dal deputato Gianluca Vinci (Fdi). La relazione è stata approvata all’unanimità.

Ecco perché per la Commissione si tratta di omicidio “La rottura dell’orologio e le specifiche lesioni al polso e al gomito sinistro sono coerenti con una dinamica di forte trazione e afferramento nel tentativo di sostenere e contrastare la caduta del soggetto” e con l’intenzione “di farlo rientrare” si legge nelle conclusioni della relazione intermedia della Commissione di inchiesta sulla morte di David Rossi approvata stamane. Rossi, che era capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, la sera del 6 marzo 2013, venne trovato morto sulla strada su cui si affacciava il suo ufficio in Rocca Salimbeni, a Siena.

La commissione parlamentare nel documento approvato, in riferimento alle ferite agli arti di Rossi, spiega che “escludendo che tali danni siano stati prodotti dall’impatto al suolo, sia per la tipologia delle lesioni riscontrate, che non sono compatibili con un solo impatto della cassa al suolo ma invece abbiano necessitato di più azioni ripetute, sia per gli esiti della perizia sul video della caduta, dove viene rinvenuto l’orologio in volo e quindi accertato come questo non fosse più al polso di David Rossi al momento della caduta ma invece già separato, con la cassa d’acciaio caduta qualche istante prima e il cinturino invece qualche istante dopo David Rossi”.

Insomma – si sottolinea – “sulla base di tale perizia, dunque, è stato chiarito definitivamente come non possa essersi trattato di suicidio e che le ferite al polso siano state formate da uno o più soggetti terzi, escludendo quindi, in forza di questo nuovo dirimente elemento, tutte le precedenti ipotesi avanzate negli anni circa una possibile causazione delle stesse a seguito dell’impatto al suolo”. Più avanti si aggiunge: “In merito agli istanti precedenti la morte di David Rossi, le risultanze tecniche e scientifiche della prima perizia del tenente colonnello Adolfo Gregori in forza ai Ris di Roma e di Robbi Manghi, medico legale, in merito alle lesioni sul polso di David Rossi ricostruiscono uno scenario chiaro, nel quale David Rossi, prima di precipitare, si trovava sospeso all’esterno della finestra del proprio ufficio, trattenuto per entrambi i polsi e negli ultimi istanti solo per il braccio sinistro, con mani di terzi che stringono il polso”.

Il manager viene “sospeso all’esterno della finestra, trattenuto per il braccio sinistro, con, almeno nell’ultima fase, due mani che stringono il polso. La rottura dell’orologio e le specifiche lesioni al polso e al gomito sinistro sono coerenti con una dinamica di forte trazione e afferramento nel tentativo di sostenere o contrastare la caduta del soggetto, escludendo che tali danni siano stati prodotti dall’impatto al suolo”.

La Commissione d’inchiesta sul caso David Rossi spiega: “La prima perizia a firma Gregori Manghi e la seconda a firma Manghi, unitamente ai chiarimenti dati in audizione dagli stessi consulenti nelle sedute del 9 dicembre 2025 e del 24 febbraio 2026, mostrano quindi come David Rossi sia stato vittima di una azione con l’intervento di terzi soggetti, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidario, quanto invece di un omicidio”.

Perché “la prima perizia infatti accerta un forte tentativo di trattenere, sospendere il corpo per il polso sinistro sull’orologio e sul braccio destro con delle ecchimosi dette vibici, da parte di soggetti terzi, mentre la seconda perizia sul volto chiarisce come David Rossi abbia subito lesioni al volto appena prima della caduta, in posizione genuflessa, incompatibili con una volontà autolesiva”. Ma rimane “da individuare con certezza il movente di un tale accadimento. David Rossi, nella sua qualità di responsabile delle comunicazioni esterne e istituzionali del Monte dei Paschi di Siena, era però anche responsabile di tutta l’attività di raccolta pubblicitaria, pubblicità istituzionale e delle sponsorizzazioni, esprimeva a tal proposito le valutazioni preliminari da sottoporre al Consiglio di Mps per l’erogazione del relativo denaro, per importi di circa 50 milioni di euro l’anno”. La Commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi non ha concluso il suo lavoro, con la relazione intermedia che è stata depositata nelle ultime ore. In un passo del documento si spiega che “risultano inoltre tutt’ora in corso da parte del tenente colonnello Gregori le operazioni di verifica di corrispondenza dell’altezza della persona comparsa nelle immagini del vicolo pochi minuti dopo la caduta di David Rossi, come ricavata da perizia dei RIS della precedente Commissione e quella della persona indicata da alcuni auditi nell’attuale Commissione”. Quello dell’uomo nel vicolo, sotto Rocca Salimbeni, è uno dei misteri della vicenda, per cui da anni, osservatori, cronisti e reportage si sono concentrati. Anche alimentando ipotesi poco percorribili per gli inquirenti. Per questo “risulta inoltre attualmente in fase di preparazione il fascicolo da inviare alla Procura della Repubblica di Roma per contrasto tra le dichiarazioni di alcuni auditi della presente Commissione”.

Un altro inquietante particolare emerge dalla relazione della Commissione: se fosse stato tempestivamente soccorso, si sarebbe salvato. “Un dato di estrema rilevanza, emerso dall’esame istologico dei polmoni, riguarda l’agonia di David Rossi e le sue possibilità di sopravvivenza se soccorso tempestivamente. Le analisi microscopiche hanno mostrato una massiva aspirazione di sangue nei polmoni, definita ‘sommersione interna’, confermando che Rossi ha respirato per circa 20 minuti dopo la caduta, cercando disperatamente aria”. Alla domanda se un soccorso tempestivo avrebbe potuto salvarlo, la risposta dei medici legali è stata affermativa, sottolineando che la lesività cranica non era immediatamente letale: ‘Un paziente di questo genere (…) se intubato rapidamente arriva vivo in ospedale e ha buone possibilità di sopravvivere’”.

Milano-Cortina, Miky Bionic a cerimonia apertura Paralimpiadi

Milano-Cortina, Miky Bionic a cerimonia apertura Paralimpiadi

Milano, 3 mar. (askanews) – Michele Specchiale, in arte Dj Miky Bionic, sarà uno dei protagonisti della Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma il 6 marzo 2026 presso la storica Arena di Verona. Si tratta del primo DJ al mondo a espibirsi con una protesi della mano di ultima generazione.

L’evento si presenta come un incontro tra espressione artistica e valore simbolico, in sintonia con il tema “Life in Motion”, un concept che richiama il linguaggio dell’arte e la sua capacità di leggere una realtà in costante trasformazione, proponendo una visione rinnovata della disabilità come armonia dinamica tra individuo e ambiente.

Dopo aver perso il braccio sinistro in un grave incidente da giovanissimo, Dj Miky Bionic ha trasformato la propria esperienza in un percorso di rinascita personale e professionale, diventando un punto di riferimento nel panorama musicale e paralimpico italiano.

La sua protesi utilizza sensori in grado di leggere i segnali muscolari, consentendogli di manipolare vinili, mixer e controller con straordinaria precisione. Tecnologia e arte si fondono così in uno stile riconoscibile, coinvolgente ed energetico: Miky Bionic incarna un esempio concreto di come una condizione di disabilità possa trasformarsi in una forza creativa, capace di generare innovazione, ispirazione e una nuova consapevolezza sociale.

Per la prima volta, la Cerimonia di Apertura Paralimpica, così come è stato per quella di chiusura delle Olimpiadi, si svolgerà in un sito Patrimonio Mondiale Unesco, segnando ufficialmente l’inizio dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L’Arena, già protagonista della spettacolare chiusura Olimpica, si trasformerà nuovamente in un grande teatro a cielo aperto per accogliere atleti, delegazioni e spettatori da tutto il mondo.

La produzione è realizzata in collaborazione con Filmmaster, già artefice della cerimonia del 22 febbraio nello stesso scenario. L’obiettivo è dare vita a uno spettacolo di altissimo profilo artistico e istituzionale, capace di intrecciare cultura italiana, narrazione paralimpica e linguaggi contemporanei.

La presenza di Miky Bionic alla Cerimonia di Apertura incarna lo spirito di questi Giochi: inclusione, resilienza, innovazione sociale. La sua performance si inserirà in un racconto che celebra il talento senza barriere e la capacità degli atleti di riscrivere i confini del possibile.

In un’Arena che diventa simbolo di storia e rinascita, la musica di un artista che ha fatto della trasformazione la propria cifra identitaria contribuirà a dare il via a un’edizione destinata a lasciare un segno profondo, non solo sportivo ma umano e culturale.

Paralimpiadi, oltre 20.000 studenti ai Giochi di Milano Cortina

Paralimpiadi, oltre 20.000 studenti ai Giochi di Milano Cortina

Milano, 2 mar. (askanews) – Saranno oltre 20.000 gli studenti italiani che assisteranno dal vivo alle competizioni dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 nell’ambito dello School Ticket Programme. Il programma, promosso in sinergia con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con stakeholder istituzionali, consentirà a scuole primarie e secondarie di I e II grado di vivere un’esperienza educativa unica, entrando in contatto diretto con i valori Paralimpici attraverso la partecipazione alle competizioni.

Le scolaresche saranno presenti in alcune delle venue simbolo dei Giochi come Tofane Alpine Skiing Center (Cortina), Cortina Curling Olympic Stadium, Tesero Cross Country Skiing Stadium, Milano Santagiulia Ice Hockey Arena.

“La partecipazione di 20.000 studenti ai Giochi Paralimpici rappresenta un risultato concreto del lavoro svolto in questi mesi dal team Education per rendere Milano Cortina 2026 un progetto realmente inclusivo e accessibile,” dichiara Domenico De Maio, Education & Culture Director della Fondazione Milano Cortina 2026. “Vogliamo che le nuove generazioni possano vivere in prima persona l’energia dei Giochi e comprendere, attraverso l’esperienza diretta, il valore dello sport come strumento di crescita, rispetto e consapevolezza.”

Lo School Ticket Programme si inserisce nella più ampia strategia educativa della Fondazione denominata Gen26, con l’obiettivo di trasformare la partecipazione ai Giochi in un momento formativo capace di lasciare una legacy duratura sui territori e nelle comunità scolastiche.

Per le scuole che non hanno aderito al programma dedicato, resta comunque possibile acquistare biglietti di gruppo tramite Bus For Fun. È inoltre previsto un biglietto ridotto Under 14 al costo di 10 euro, per favorire la più ampia partecipazione degli studenti.

“Le Paralimpiadi sono un’occasione straordinaria per promuovere una cultura dell’inclusione che non si esaurisce nell’evento sportivo” conclude De Maio. “Portare migliaia di studenti nelle venue significa investire sul futuro e contribuire a costruire una società più attenta, consapevole e aperta alle differenze”.

Tram deragliato, c’è un errore nell’identità di una vittima

Tram deragliato, c’è un errore nell’identità di una vittima

Milano, 2 mar. (askanews) – Non è il senegalese di 56 anni la seconda vittima dell’incidente tramviario avvenuto venerdì 27 febbraio in viale Vittorio Veneto a Milano. Secondo quanto si apprende in ambienti giudiziari milanesi, si è verificato uno scambio di persona nelle prime fasi successive alla tragedia dovuto a un errore nell’indentificazione della vittima.

L’uomo indicato inizialmente come deceduto si trova in realtà ricoverato in rianimazione in ospedale codice rosso. La seconda vittima è invece un uomo originario dell’Africa Centrale, già identificato dagli inquirenti, che stanno cercando di mettersi in contatto con i familiari.

A Milano il conducente del tram indagato per disastro ferroviario

A Milano il conducente del tram indagato per disastro ferroviario

Milano, 2 mar. (askanews) – Scatta l’iscrizione nel registro degli indagati per l’autista del tram deragliato venerdì pomeriggio lungo viale Vittorio Veneto, a Milano, provocando due vittime e una cinquantina di feriti. L’uomo, un 60enne con oltre 35 anni di esperienza in Atm, è accusato di omicidio colposo, lesioni colpose e disastro ferroviario.

Nel frattempo gli agenti della polizia locale si sono presentanti nella sede di Atm per un’acquisizione di documenti utili per lo sviluppo dell’inchiesta coordinata dalla pm Elisa Calanducci e diretta dal procuratore Marcello Viola. Gli inquirenti hanno acquisito documenti sulle comunicazioni tra la conducente e la centrale della municipalizzata milanese dei trasporti per far luce sulla tragedia.

Al Consolato dell’Iran a Milano murale con Trump seduto su lapide Khamenei

Al Consolato dell’Iran a Milano murale con Trump seduto su lapide Khamenei

Roma, 2 mar. (askanews) – È apparso al Consolato Generale della Repubblica Islamica dell’Iran a Milano un murale di aleXsandro Palombo che raffigura il presidente degli Stati Uniti Donald Trump seduto su una lapide con la scritta “RIP Khamenei”. L’opera, che l’artista aveva già realizzato a gennaio nei pressi del Consolato degli Stati Uniti, assume oggi un valore sorprendentemente premonitore alla luce della morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei, avvenuta nelle scorse ore in seguito ai raid americani e israeliani.

Nel murale Trump è ritratto con le braccia conserte sopra la lapide dell’ayatollah, che ha governato l’Iran per 37 anni dal 1989 fino alla sua morte ed è considerato il leader iraniano più longevo dopo lo Shah Mohammad Reza Pahlavi. Negli ultimi anni Palombo ha dedicato numerosi lavori alla situazione iraniana e ai diritti civili nel Paese, e la presenza del murale davanti al Consolato iraniano si inserisce in questo percorso. Su questo stesso muro erano apparse opere come The Cut del 2022, con Marge Simpson che si taglia i capelli in solidarietà a Mahsa Amini, e Freedom del 2024, ispirata alla vicenda della studentessa Ahoo Daryaei fermata dalla polizia morale dopo un gesto di protesta nel campus dell’Università Azad di Teheran.

Il murale si configura come un testamento visivo che attraversa il tempo e si inserisce nel corpus di opere con cui Palombo continua a denunciare il regime iraniano e a raccontare le trasformazioni sociali e i diritti umani in Iran.

Il Papa: molto preoccupato per il ritorno della guerra

Il Papa: molto preoccupato per il ritorno della guerra

Città del Vaticano, 1 mar. (askanews) – Papa Leone XIV, dopo le parole di stamane all’Angelus, è tornaro ad esprimere la sua forte preoccupazione “per quello che succede nel mondo, specialmente ieri e oggi e non sappiamo per quanti giorni ancora”, cioè, “la guerra di nuovo”. Lo ha fatto nella parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Quarticciolo a Roma, visitata nel pomeriggio. Il pontefice ha poi ribadito che occorre essere “annunciatori di pace” per “rifiutare la tentazione del male”, perchè la violenza, ha detto, “non è mai la scelta giusta” mentre occorre “imparare a rispettarci tra noi”.

L’accorato appello del Papa: fermare la sprirale di violenza

L’accorato appello del Papa: fermare la sprirale di violenza

Città del Vaticano, 1 mar. (askanews) – “Rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile. Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli che anelano a una convivenza pacifica fondata sulla giustizia e continuiamo a pregare per la pace”. “Cari fratelli e sorelle, seguo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran in queste ore drammatiche. La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche né con le armi che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e  responsabile. dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi”.

Iieri sera festa a Roma (e in altre città) per la morte di Khamenei

Iieri sera festa a Roma (e in altre città) per la morte di Khamenei

Roma, 1 mar. (askanews) – “Hai detto che venivià Qui siamo in tanti, ci siamo voluti essere tutti ieri sera. E’ stata una giornata meravigliosa”. Dice così uno degli organizzatori del presidio spontaneo che ieri sera ha occupato piazza San Giovanni in Laterano, a Roma. Una manifestazione in favore dell’attacco Usa all’Iran, un brindisi alla faccia di quell’Ayatollah Khamenei che è stato ucciso. “Non sappiamo quello che succederà, come non lo sapevano i vostri nonni o padri nel ’45 quando finì la guerra. Dopo tanti anni di Mussolini e Hitler”, continua con la voce rotta dall’emozione.

I rappresentanti del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, per molto tempo in esilio a Londra, sono sommersi di messaggi in queste ore. “Vorremmo rispondere a tutti, ma ancora non sappiamo. Ci chiedono degli amici o dei familiari però adesso è complicato”. I brevi video che arrivano tramite i social raccontano di piazze in festa, come a Roma od a Genova. “Siamo studenti, camerieri, imprenditori, sarti – continua Mahmoud, 39 anni – siamo in Italia da poco però vogliamo bene al vostro paese che ci ha dato ospitalità”.

Ieri sera è stato speciale, però. “Avrei voluto che non finisse mai – continua- Non credevo in Trump eppure lui lo ha fatto. Una mia cugina è stata quasi ammazzata per la strada durante il periodo delle proteste per Mahsa Amini. Lei non portava il velo e nemmeno le sue amiche. Nessuno le aveva mai detto nulla. Poi un giorno, dopo essere stata all’università, uno l’ha presa per i capelli e l’hanno picchiata”.

Sono tante le storie che si ascoltano, adesso, tra lacrime e sorrisi. Con il telefono sempre acceso per vedere se arrivano messaggi, indicazioni, notizie. “Studio qui da poco – dice adesso una ragazza che lavora part time da un parrucchiere molto noto su via Tuscolana – sono arrivata perché la mia famiglia ha pagato uno del regime. Khamenei è stato responsabile di tanti miei amici e compagne. Lui rappresentava il dolore, ma ora c’è solo gioia. Ora lasciateci piangere e cantare”.