Arrestato il camionista tedesco che investì e uccise RebellinRoma, 17 giu. (askanews) – La polizia tedesca ha arrestato, giovedì scorso, sulla base di un mandato d’arresto europeo emesso dal Gip del Tribunale di Vicenza, il conducente dell’autoarticolato che il 30 novembre 2022 investì e uccise il ciclista Davide Rebellin, impegnato in un allenamento in bicicletta sulla SR 11 presso Montebello Vicentino. Wolfgang Rieke – che era già in carcere a Munster dal 28 dicembre 2022 in stato di arresto provvisorio – è accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso.
Nell’ambito degli accertamenti, i carabinieri di Vicenza e il consulente tecnico nominato per la ricostruzione della dinamica dell’incidente, con il supporto di personale specializzato del Commissariato di Polizia tedesco, hanno stabilito che in corrispondenza delle parti plastiche della motrice del tir coinvolto nel sinistro stradale (paraurti anteriore, spoiler) erano presenti deformazioni compatibili con l’urto della bicicletta e del corpo del ciclista e che il mezzo era stato successivamente lavato con un detergente concentrato, a forte reazione decapante e ad alta reazione acida. La consulenza tecnica ha inoltre accertato che il conducente del mezzo aveva a disposizione una visibilità diretta e indiretta che consentiva in maniera adeguata di percepire la presenza del ciclista sulla careggiata nei momenti antecedenti l’urto e che il mezzo era dotato di una telecamera posta sulla base dello specchio del lato passeggero che sarebbe entrata in funzione automaticamente all’inserimento della freccia sul lato destro. Ove pertanto il conducente avesse attivato l’indicatore di direzione, avrebbe scorto agevolmente la presenza del ciclista quando quest’ultimo si trovava a ridosso del limite di sagoma laterale, garantendo anche prospettiva di visibilità frontale-angolare destra per più di sei metri in avanti.
Parte lo sgombero dell’ex hotel occupato dove è sparita KataFirenze, 17 giu. (askanews) – A Firenze è iniziato lo sgombero dell’ex hotel Astor, dove ormai una settimana fa è scomparsa Kata, la bambina peruviana di cinque anni. Lo sgombero è dovuto al sequestro preventivo disposto dalla Procura di Firenze. Sul posto forze dell’ordine, personale medico, servizi sociali, polizia municipale e vigili del fuoco. Nella struttura vivono un centinaio di persone, di cui 19 minori. L’ex hotel era occupato abusivamente dal settembre 2022.
“I sopralluoghi compiuti dalla polizia giudiziaria” a seguito di un tentato omicidio del 28 maggio 2022 “e dell’ipotizzato sequestro di persona a scopo di estorsione di Mia Kataleya Chiclio Alvareza del 10 giugno del 2002 hanno confermato la presenza nell’immobile di numerosi nuclei familiari”, fa sapere la Procura. “Sussiste il pericolo – aggiunge la Procura – che il protrarsi della condotta criminosa impedendo i necessari e urgenti lavori di ristrutturazione e messa a norma dell’edificio, agevoli o protragga le conseguenze del reato contestato o agevoli la commissione di altri reati”.
Su delega della Dda, il sequestro è stato curato dalla questura e dal comando provinciale dei carabinieri con l’ausilio degli assistenti sociali, dei vigili del fuoco e del 118. La prefettura e il Comune diáFirenzeási sono attivati per trovare agli occupanti alloggi in altre strutture abitative. xfi
Argentina, in due volumi Uca apre archivi su dittaturaCittà del Vaticano, 16 giu. (askanews) – Quali rapporti, azioni di resistenza ma anche omissioni e silenzi da parte della Chiesa cattolica nel tragico periodo della storia argentina che va dal 1966 al 1983, segnati dai colpi di stato dei militari, fino al tragico epilogo del governo del governo dei militari del generale Videla.
Un enorme studio di ricerca e analisi storica è stata portata a termine dalla Uca, la prestigiosa Università cattolica argentina che si è avvalsa del lavoro di oltre 20 studiosi, con la pubblicazione di due volumi (un terzo è ancora in gestazione)dall’evocativo titolo: “La verità vi renderà liberi” che prende in esame quasi un ventennio di vita nel paese natale di Papa Bergoglio basandosi su un elemento decisivo: l’accesso agli archivi dei vari organismi, sia vaticani che della Conferenza episcopale argentina, con l’utilizzo anche di documenti fino a questo momento secretati. Una opera di disvelamento voluta, ‘in primis’, dallo stesso Pontefice argentino. A presentarli nella sede della Radio Vaticana a Roma, alcuni suoi curatori e tra loro Carlos Galli, ricercatore e decano della facoltà teologica dell’Uca.
“Si tratta – ha spiegato lo stesso Galli – di un’opera collettiva e sinodale che nel secondo volume tratta della Chiesa argentina e della Santa Sede di fronte al ‘terrorismo’ di Stato’ che è andato dispiegandosi in quei drammatici anni”. Galli ha parlato di “spirale demoniaca che ebbe il suo compimento con la violenza diffusa di Stato messa in atto dagli apparati governativi di quegli anni”. Di fronte a tutto ciò si è posto lo storico che nei volumi ha analizzato “argomenti difficili ma necessari” come quelli che riguardano il ruolo della Chiesa dal 1976 quando apparvero evidenti sequestri, torture e sparizioni di oppositori operati dal regime dei militari al governo.
In questi libri, ha poi affermato Galli, “si realizza un’opera di analisi storica che abbraccia due decenni dove raccontiamo la verità storica senza retorica ma con un atteggiamento intellettuale onesto. Ricordo che già la Conferenza episcopale argentina, in un suo pubblico documento, ha ammesso di non aver fatto abbastanza per prevenire e poi agire in molti casi di violazione di diritti umani”.
Papa, Alfieri: con attenta convalescenza viaggi in condizioni miglioriCittà del Vaticano, 16 giu. (askanews) – “Se non ricordo male, il primo viaggio in Portogallo è ad agosto, quindi a circa due mesi dall’intervento. Se lui fa un’attenta convalescenza, potrà fare questo viaggio in condizioni migliori rispetto a quando lo aveva programmato in precedenza, con questi disturbi, questi dolori, queste crisi sub-occlusive. Cioè quando i processi di cicatrizzazione saranno terminati, lui starà meglio. E quindi per me li può fare assolutamente i viaggi. Poi con i suoi collaboratori durante questo mese e mezzo cercherà di equilibrare e di bilanciare gli impegni tra quelli improcrastinabili e quelli più gravosi”. Così i prof. Sergio Alfieri in una intervista esclusiva raccolta dal giornalista Salvatore Cernuzio per i Media Vaticani.
Il medico che ha operato Papa Francesco ha, quindi, ribadito che “l’intervento è andato bene. Ho delle preoccupazioni per la salute del Papa? No, nel senso che il Santo Padre, rispetto ad altri coetanei di 86 anni, ha un cuore perfetto, ha gli esami del sangue che molti cinquantenni invidierebbero perché non ha un parametro fuori posto, neanche uno: la glicemia, il colesterolo, i globuli bianchi… Ha un ottimo valore di emoglobina, non ha nessun problema. – ha rivelato – Ha gli organi vitali, quelli che noi consideriamo nei pazienti quando si deve valutare la criticità o meno, sani. Il cuore è sano, non ha mai avuto problemi, i reni funzionano benissimo, i polmoni funzionano bene”. “Voi avete visto ogni tanto ha quel sibilo, però vi ricordate dell’ulteriore intervento che ha subito in gioventù – l’asportazione di parte del lobo – e quindi ha meno polmone degli altri, ma questo lo ha da sempre… Non è quello che preoccupa. La preoccupazione – ha poi aggiunto Alfieri – che ho è che faccia una buona convalescenza: che lui e chi gli sta intorno questo primo mese limitino un pochino gli impegni, non in generale, ma quelli gravosi per quello che potrebbero essere gli sforzi a livello della parete addominale”.
Quindi, ancora una precisazione sulla convelescenza del Pontefice ora che ritornato in Vaticano. “Gli abbiamo chiesto, raccomandato e spiegato che una buona convalescenza adesso potrà permettergli di poter essere operativo in tutti gli impegni che ha programmato da luglio in poi, compresi i viaggi. Quindi non deve stare a letto, assolutamente no, ma – ha precisato Alfieri – deve ancora stare attento agli sforzi. Almeno un mese di convalescenza per risparmiare un po’ i muscoli addominali, in modo tale che possa cicatrizzare bene, così che lui possa riprendere al meglio tutti i suoi impegni”.
Il Papa ha lasciato il Gemelli ed è tornato in Vaticano: “Sono ancora vivo”Roma, 16 giu. (askanews) – Papa Francesco ha lasciato stamattina il Policlinico Gemelli di Roma dove si è sottoposto, mercoledì 7 giugno scorso, ad un intervento chirurgico all’addome. Il Pontefice, dopo dieci giorni di degenza al decimo piano del nosocomio, è rientrato in auto a Casa Santa Marta in Vaticano dove risiede e dove resterà a riposo qualche giorno.
Lasciando dall’ingresso principale il Gemelli, il Papa, dopo aver salutato sanitari e infermieri, è stato accolto da una piccola folla di degenti e parenti di malati che lo hanno applaudito e incoraggiato. Francesco, che è apparso non sofferente e sereno, in carrozzina, ha risposto con cenni di saluto e sorridendo: “Grazie per il vostro servizio, grazie tante”. Come sta? “Ancora vivo!”. Rispondendo alle domande dei cronisti sul naufragio dei migranti in Grecia ha quindi detto: “Tanto dolore”. Francesco è apparso in buona salute e prima di salire in macchina si è alzato dalla carrozzina. Lasciato il policlinico Agostino Gemelli, come avvenuto nel caso degli altri ricoveri, il pontefice in auto si è recato in Basilica all’Esquilino, nella cappella Paolina, dove è custodita l’antica immagine della Madonna Salus populi romani e si è raccolto in preghiera. Prima di fare rientro in Vaticano, Papa Francesco si è fermato anche per una breve visita privata alla suore dell’Istituto Maria Santissima Bambina, riunite per il loro capitolo generale. Il Papa è arrivato intorno alle dieci in Vaticano e fuori dall’ingresso del Perugino, ha voluto salutare le forze dell’ordine e ringraziarle per il loro servizio.
Nel suo appartamento a Casa Santa Marta, in Vaticano, il Papa dovrà proseguire ancora per qualche giorno il periodo di riposo dopo l’operazione all’addome a cui si è sottoposto. Papa Francesco farà comunque l’Angelus di domenica, mentre – rende noto il Vaticano – “le udienze dei prossimi giorni sono confermate, salvo l’udienza generale di mercoledì 21 giugno, che è annullata per salvaguardare il recupero post operatorio del Santo Padre”.
Gualtieri: è inaccettabile un incidente mortale per un video sui socialRoma, 15 giu. (askanews) – L’incidente a Casal Palocco, in cui è stato ucciso un bambino di 5 anni, “è un evento tragico. Davvero spezza il cuore pensare alle vittime” e “sarebbe davvero incredibile e inaccettabile se si fossero perse delle vite per realizzare dei video”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine della presentazione dell’Estate Romana 2023 al Teatro India. “Da quello che si sta accertando, naturalmente c’è un’inchiesta in corso e quindi sarà la magistratura a esprimersi – ha aggiunto Gualtieri – pare evidente che occorre un senso di responsabilità diffuso sulla sicurezza stradale”. L’incidente, secondo Gualtieri, “è una cosa davvero sconvolgente che deve far riflettere tutti e il nostro auspicio è che si faccia luce e giustizia, rapidamente e severamente”, ha concluso.
Papa Francesco sarà dimesso dal Gemelli venerdì mattinaRoma, 15 giu. (askanews) – L’equipe sanitaria che sta seguendo Papa Francesco ha confermato la dimissione del Santo Padre dal Policlinico A. Gemelli nella mattina di domani, venerdì 16 giugno. A quanto riferito dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, “lo staff medico ha informato che Papa Francesco ha riposato bene durante la notte. Il decorso clinico prosegue regolarmente. Gli esami ematochimici risultano nella norma. Nella serata di ieri ha cenato comunitariamente insieme a quanti dal giorno del ricovero lo assistono. Questa mattina, come segno di ringraziamento, ha ricevuto tutta l’equipe operatoria formata dal personale medico, dagli infermieri, dagli operatori socio sanitari e dagli ausiliari che lo scorso 6 giugno hanno coordinato, eseguito e reso possibile l’operazione chirurgica. Successivamente ha incontrato S.E. Mons. Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica e Don Nunzio Currao, Assistente spirituale del personale del Policlinico; quindi i rappresentanti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Policlinico Gemelli, con il Presidente, Avv. Carlo Fratta Pasini, e il Rettore dell’Università Cattolica, Prof. Franco Anelli, insieme agli organi direttivi del Policlinico, con il Direttore Generale, Prof. Marco Elefanti.
Al termine si è recato nel reparto di Oncologia Pediatrica e Neurochirurgia Infantile dove sono assistiti i piccoli degenti che in questi giorni hanno espresso al Papa il loro affetto attraverso numerose lettere, disegni e messaggi di pronta guarigione. Papa Francesco ha toccato con mano il dolore di questi bambini che portano ogni giorno sulle loro spalle, insieme alle loro mamme ed ai loro papà, la sofferenza della Croce. A ciascuno di loro ha fatto dono di un rosario e di un libro. Nel salutare i presenti, Sua Santità ha rivolto un ringraziamento a tutto il personale sanitario per la professionalità e lo sforzo di alleviare la sofferenza dell’altro, oltre che con i farmaci, con la tenerezza e l’umanità.
In Cdm la prima tranche della riforma Nordio, ecco le novitàRoma, 15 giu. (askanews) – Abuso d’ufficio, intercettazioni e più garanzie per gli indagati. Il testo con il primo ‘pacchetto’ di riforme della Giustizia annunciato dal ministro Carlo Nordio approda oggi pomeriggio in consiglio dei ministri.
Una seconda tranche della riforma della giustizia dovrebbe arrivare – come annunciato in Parlamento dallo stesso Guardasigilli – entro la fine dell’anno. Nel medio-lungo termine è prevista invece la riforma del Consiglio superiore della magistratura e la separazione delle carriere: si tratta di riforme più complesse e che prevedono modifiche alla Costituzione. Nella bozza del ddl al vaglio del preconsiglio, in tutto otto articoli, c’è la cancellazione dell’abuso d’ufficio, le modifiche al traffico di influenze illecite, la stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni a tutela dei terzi non coinvolti nelle indagini e sulla custodia cautelare, limiti alla possibilità per i pm di ricorrere in appello.
L’obiettivo, più volte anunciato da Nordio, è quello aumentare le garanzie per chi è sottoposto a indagini. ABUSO D’UFFICIO: Uno degli interventi più attesi è l’abrogazione dell’abuso d’ufficio. E’ una delle prime riforme annunciate dal ministro Nordio convinto che il reato sia causa della cosiddetta ‘paura della firma’ che blocca l’attività dei sindaci. A fronte di migliaia di iscrizioni nel registro degli indagati, pochissime le condanne. Nel 2021, le iscrizioni sono state 4.745 le iscrizioni e 18 le condanne in primo grado evidenziando, quindi, una anomalia e uno squilibrio tra il numero delle iscrizioni e le sentenze.
TRAFFICO INFLUENZE: Il ddl interviene anche sul traffico di influenze illecite, che viene limitato a condotte particolarmente gravi, con aumento delle pene previste, che vanno da un anno e 6 mesi a 4 anni e 6 mesi, e con la previsione di non punibilità se l’autore collabora con la giustizia. INTERCETTAZIONI: Con la cancellazione dell’abuso d’ufficio altro punto della riforma Nordio riguarda i limiti alla pubblicazione delle intercettazioni, e la tutela dei terzi non coinvolti nelle indagini. La pubblicazione è infatti possibile solo quando il contenuto intercettato finisca agli atti del processo e il giudice è tenuto a stralciare, oltre ai dati personali sensibili, anche quelli relativi a soggetti diversi dalle parti, a meno che non siano rilevanti per le indagini. Nella bozza del ddl, infatti, “il divieto di pubblicazione cada solo allorquando il contenuto intercettato sia ‘riprodotto dal giudice nella motivazione di un provvedimento o utilizzato nel corso del dibattimento’”. E inoltre “non può essere rilasciata copia delle intercettazioni di cui è vietata la pubblicazione quando la richiesta è presentata da un soggetto diverso dalle parti o e dai loro difensori”.
AVVISO GARANZIA: Nel primo ‘pacchetto’ di riforme sono previste anche modifiche all’avviso di garanzia: dovrà obbligatoriamente contenere una “descrizione sommaria del fatto”, oggi non prevista. E la notificazione dovrà avvenire “con modalità che tutelino l’indagato da ogni conseguenza impropria”. Pur essendo posta a tutela della persona sottoposta alle indagini, l’informazione di garanzia si è spesso trasformata nell’esposizione dell’indagato alla notorietà mediatica, con “effetti stigmatizzanti”. Di qui l’intervento esteso anche alle modalità di consegna: nel ribadire la regola generale secondo cui la consegna dell’atto anche quando effettuata a persona diversa del destinatario dev’essere effettuata con modalità tali da garantire la riservatezza di quest’ultimo, si è limitata la possibilità di impiego della polizia giudiziaria alle sole situazioni di urgenza che non consentano il ricorso alle modalità ordinarie. Nel ddl viene ampliato “l’obbligo di vigilanza del pubblico ministero sulle modalità di redazione dei verbali delle operazioni (i cosiddetti brogliacci)” e “il dovere del giudice di ‘stralciare’ le intercettazioni, includendovi, oltre ai già previsti dati personali sensibili’ anche quelli ‘relativi a soggetti diversi dalle parti’ (fatta salva, anche in questo caso, l’ipotesi che essi risultino rilevanti ai fini delle indagini)”. LIMITI APPELLO PM SALVO REATI GRAVI: Tra gli interventi previsti nella prima tranche delle riforma c’è quello di “ridisegnare il potere d’impugnazione del pubblico ministero” per “escludere che l’organo dell’accusa possa proporre appello rispetto a sentenze di proscioglimento relative a reati di contenuta gravità”. Ma ‘restano appellabili le decisioni di assoluzione per i reati più gravi, compresi tutti quelli contro la persona che determinano particolare allarme sociale, tra i quali sono ricompresi i reati cosiddetti da codice rosso”.
Media, in un libro il “disordine informativo” che attacca la ChiesaCittà del Vaticano, 14 giu. (askanews) – Il “disordine informativo”, la strategia che diffonde informazioni false, per screditare persone con ruoli pubblici, ma anche enti e istituzioni. I social media, luoghi in cui le notizie vengono ripetute e moltiplicate, tanto che non si riesce quasi più a distinguere il falso dal vero e dal verosimile. Questi gli scottanti, quanto attuali temi al centro del libro di Fabrizio Mastrofini, “Followers contro. Twitter scompiglia la Chiesa”, edito da Marcianum Press. Un volume che contiene la Prefazione del prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, Paolo Ruffini.
“Quando è applicato per fini economici o politici, il disordine informativo ha pesanti ripercussioni sulla tenuta democratica e sulla capacità di prendere decisioni basate su presupposti verificati”, sottolinea il libro notando che si tratta comunque di un fenomeno che agisce in Occidente, ma non solo, e che vale anche per la religione, nel momento in cui – ad esempio nel Pontificato di Papa Francesco – l’impegno contro l’ingiustizia, il sottosviluppo, il disastro ambientale, si scontra con rilevanti interessi politici e finanziari. Dal punto di vista pratico, si tratta del primo studio che fa vedere in che modo il disordine informativo prende di mira un Dicastero della Santa Sede quale è la Pontificia Accademia per la Vita, in cui l’Autore lavora in prima persona nel dirigerne la comunicazione.
Il “caso di studio” è il tweet del 12 settembre 2020, giorno dei funerali di Willy Monteiro, il giovane capoverdiano ucciso a Colleferro da una gang. Il tweet con l’immagine Photoshop della Pietà di Michelangelo con Cristo nero ed un messaggio anotirazzista, ha ottenuto oltre 200 mila visualizzazione, 400 commenti negativi, oltre mille “mi piace” ed è stato strumentalizzato dai media conservatori cattolici statunitensi che lo hanno interpretato in chiave politica (c’erano le presidenziali che hanno visto vincere Trump) come un sostegno del Vaticano al movimento “Black Lives Matter”. Inutili tutti i tentativi di smentita, la polemica che si è sviluppata su Twitter ed è poi passata nella stampa scritta, viene analizzata nel libro, che indica anche come contrastare e reagire al disordine informativo. Come fa notare mons. Vincenzo Paglia, che della Pontificia Accademia per la Vita è il Presidente, “nel cambiamento d’epoca in cui siamo immersi, nella polarizzazione, nella proliferazione dei social media, la Chiesa ha bisogno di strategie comunicative all’altezza dei tempi e delle sfide, capaci di informare e formare”. Nella Prefazione, il Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, Paolo Ruffini, sottolinea come al giorno d’oggi “il problema diventa una interpretazione consapevole e responsabile del dato”. Nella Postfazione Fabio Bolzetta – Presidente del Weca, Associazione WebCattolici Italiani – sottolinea, invece, l’importanza di “lavorare per una Bioetica dell’informazione e della Comunicazione globale all’interno di una progettualità condivisa che includa anche le teorie e le tecniche della comunicazione di crisi”.
Firenze, c’è un testimone: ho visto rapire la piccola KataFirenze, 14 giu. (askanews) – Un uomo ha raccontato agli inquirenti che indagano sul caso della scomparsa di Kata, di aver visto la piccola peruviana di cinque anni trascinata via “con la forza”. Il dettaglio è stato reso noto da La Stampa.
Il testimone ha raccontato di aver assistito alla scena sabato 10 giugno, tra le 15 e le 15.30, un orario compatibile con la sparizione. Intanto i pm Christine Von Borries e Giuseppe Ledda ha ascoltato alcuni dei minori che vivono nello stabile occupato a Firenze, l’ex hotel Astor, tra cui il fratello maggiore di Kata, di otto anni. Ne è emerso che i bambini avevano l’abitudine di giocare anche nella parte di edificio, sul retro, dove non sono puntate telecamere di sicurezza, a differenza del cancello principale. Alcuni occupanti hanno infine detto che Kata potrebbe essere stata rapita per vendicare uno stupro di una ragazza peruviana di 15 anni che sarebbe avvenuto lo scorso febbraio.
Intanto, è stato scarcerato Miguel Angel Romero Chiccllo, padre di Kata, la bambina peruviana di 5 anni scomparsa a Firenze da sabato 10 giugno. Il giudice gli ha concesso la misura della custodia cautelare con obbligo di firma. Era detenuto al carcere fiorentino di Sollicciano per reati contro il patrimonio.