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Vaticano, la Santa Sede convoca monsignor Viganò: è accusato di scisma. Lui: motivo di onore

Vaticano, la Santa Sede convoca monsignor Viganò: è accusato di scisma. Lui: motivo di onoreCittà del Vaticano, 20 giu. (askanews) – L’ex nunzio Usa monsignor Carlo Maria Viganò è stato convocato dal dicastero per la Dottrina della Fede con l’accusa di scisma.


L’ex Sant’Uffizio invita il presule a presentarsi “per prendere nota delle accuse e delle prove circa il delitto di scisma di cui è accusato (affermazioni pubbliche dalle quali risulta una negazione degli elementi necessari per mantenere la comunione con la Chiesa cattolica: negazione della legittimità di Papa Francesco, rottura della comunione con Lui e rifiuto del Concilio Vaticano II”. “Considero le accuse rivolte nei miei riguardi come un motivo di onore. Credo che la formulazione stessa dei capi d’accusa confermi le tesi che ho più e più volte sostenuto nei miei interventi. Non è un caso che l’accusa nei miei confronti riguardi la messa in discussione della legittimità di Jorge Mario Bergoglio e il rifiuto del Vaticano II: il Concilio rappresenta il cancro ideologico, teologico, morale e liturgico di cui la bergogliana ‘chiesa sinodale’ è necessaria metastasi”. Così mons. Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico negli Stati Uniti su X dopo le accuse di “scisma” e la notizia dell’avvio di un processo extragiudiziale in Vaticano nei suoi confronti.

Caporalato, Lollobrigida attacca: no alle strumentalizzazioni di chi poteva e non ha fatto

Caporalato, Lollobrigida attacca: no alle strumentalizzazioni di chi poteva e non ha fattoRoma, 20 giu. (askanews) – “Fin dal primo giorno dall’insediamento del Governo Meloni abbiamo affrontato l’atavico problema legato allo sfruttamento del lavoro in agricoltura”. Così in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida torna sul caso del bracciante indiano, Satnam Singh, deceduto dopo essere rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro nelle campagne di Latina, e abbandonato per strada.


“Abbiamo espresso il cordoglio per Satnam Singh, un’altra vittima innocente di un sistema criminale che sfrutta gli esseri umani in nome di un profitto ingiusto. Come lo abbiamo fatto in ogni occasione e a prescindere dalla nazionalità una vita umana è andata persa per la mancanza del rispetto delle norme”, aggiunge il ministro. “È necessario, tuttavia – prosegue Lollobrigida – rendere pubblico l’impegno del nostro Governo in questi 20 mesi e anche le responsabilità di chi ha fatto poco o nulla in passato per impedire che la situazione degenerasse. Leggiamo in queste ore parole di commozione e denunce giustissime ma anche le solite strumentalizzazioni di molti che pur avendo avuto ruoli importanti istituzionalmente e sindacalmente non hanno fatto molto di utile. E pur sapendo, spesso, si sono chiusi in un silenzio complice”.


“Da chi poteva e non ha fatto abbastanza – ha quindi aggiunto – ci si dovrebbe aspettare pentimento e rispettoso silenzio. Noi non faremo polemica e continueremo a lavorare per risolvere problemi della nostra Italia, primo tra i quali lo sfruttamento del lavoro in ogni ambito”. Il ministro ricorda poi i passi fatti dal governo per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura, a partire dal primo decreto firmato che “riguardava proprio la condizionalità sociale per contrastare, con gli strumenti di competenza del Masaf, un fenomeno vergognoso che da decenni esiste anche nel nostro Paese. Scellerate politiche migratorie, mancanza di controlli efficaci e norme disattese hanno garantito troppo spesso l’impunità di imprenditori senza scrupoli. Da subito abbiamo attivato tavoli di confronto con le rappresentanze sindacali di nostra iniziativa e ogni qual volta siano stati richiesti”.


“Nell’ultimo Tavolo del 20 febbraio che ho voluto promuovere a Palazzo Chigi, insieme alla collega Calderone – ricorda ancora Lollobrigida – erano presenti le rappresentanze di tutte le principali organizzazioni sindacali. Ho sollevato personalmente la questione di un aggravamento delle sanzioni, delle ‘cooperative senza terra’, della necessità di una collaborazione costante con le forze dell’ordine che, nel frattempo, ho riunito in una cabina di regia per programmare interventi di controllo coordinati ed efficaci”. “Sul tema – ricorda ancora il ministro – ho partecipato al CNEL ad un incontro sul valore dell’immigrazione regolare e la tutela dei lavoratori proposto dalla Cisl e insieme al segretario Sbarra siamo tornati a trattare in modo compiuto un argomento che per entrambi rappresenta una priorità. Insieme ad INAIL – ricorda ancora – abbiamo lavorato per aumentare significativamente le risorse per la sicurezza sul lavoro in Agricoltura come testimoniano i primi 90 milioni investiti su questo settore che rappresentano tre volte i fondi precedenti. Abbiamo proposto nel CDA INPS il direttore di Agea Vitale per coordinare i dati e le potenzialità operative superando quanto avvenuto in questi anni di una gestione inefficace proprio sui controlli. Abbiamo aumentato il numero degli ispettori e dei carabinieri ricevendo anche critiche da chi, evidentemente, non ne capisce l’utilità”.


“Nell’ultimo decreto Agricoltura ho proposto un ritorno al Masaf di gran parte degli appartenenti all’ex corpo forestale oggi inquadrato nel Cufa dei carabinieri al fine di rendere più efficace l’azione di contrasto e prevenzione anche per quanto attiene a questo fenomeno”, ha concluso il ministro.

Migranti, il Consiglio di Stato blocca il trasferimento delle motovedette italiane alla Tunisia

Migranti, il Consiglio di Stato blocca il trasferimento delle motovedette italiane alla TunisiaRoma, 20 giu. (askanews) – Sospesa fino a nuova decisione il trasferimento delle motovedette italiane alla Tunisia. Il Consiglio di stato ha accolto l’istanza cautelare presentata da ong e associazioni. L’udienza in Camera di consiglio è stata fissata per l’11 luglio. Asgi, Arci, ActionAid, Mediterranea Saving Humans, Spazi Circolari e Le Carbet avevano presentato ricorso al Tar del Lazio contestando il finanziamento di 4,8 milioni di euro per la rimessa in efficienza e il trasferimento alla Tunisia di sei motovedette. A fine maggio, il Tar aveva rigettato il ricorso della organizzazioni, contro il trasferimento di sei motovedette alla Garde nationale tunisina. In forza di questa decisione, per giugno era in previsione il trasferimento delle prime tre motovedette. Le associazioni hanno quindi impugnato la sentenza del Tribunale amministrativo presso il Consiglio di Stato, chiedendo d’urgenza la sospensione cautelare del provvedimento.


“Come sostenuto anche dalle Nazioni Unite, fornire motovedette alle autorità tunisine vuol dire aumentare il rischio che le persone migranti siano sottoposte a deportazioni illegali”, chiariscono Maria Teresa Brocchetto, Luce Bonzano e Cristina Laura Cecchini del pool di avvocate che segue il caso. Le violazioni dei diritti umani commesse dalle autorità tunisine sono gravissime. “Alla nuova ondata di arresti e deportazioni nei confronti delle persone migranti ora si affiancano persecuzioni contro gli attori della società civile che le sostengono”, ha setto Filippo Miraglia di ARCI, “tuttavia le politiche italiane ed europee sembrano sostenersi e giustificarsi a vicenda, impermeabili agli allarmi lanciati dalle Nazioni Unite e dalle ONG internazionali che condannano unanimemente l’operato delle autorità tunisine”. Il TAR del Lazio aveva ritenuto legittimo l’accordo contestato, considerandolo in linea con le decisioni prese a livello comunitario – si veda il Memorandum del 16 luglio 2023 tra UE e Tunisia – e nazionale – da ultimo la conferma della Tunisia quale paese di origine sicuro – e ritenendo che il governo italiano avesse condotto una completa istruttoria a fronte di una cooperazione di lungo periodo con la Tunisia. Ora, l’accoglimento da parte del Consiglio di Stato dell’istanza cautelare rovescia la situazione: il massimo giudice amministrativo ha infatti ritenuto “prevalenti le esigenze di tutela rappresentate da parte appellante”, sospendendo il trasferimento delle motovedette alla luce delle possibili violazioni che tale atto può comportare.


“Le deportazioni di massa, gli arresti arbitrari e le violenze ai danni delle persone migranti dimostrano che la Tunisia non può essere considerata un luogo sicuro di sbarco. Come per la Libia, le autorità tunisine non possono quindi essere considerate un interlocutore nelle attività di soccorso”, ha commentato Lorenzo Figoni di ActionAid Italia. “Si tratta di una decisione estremamente importante, poiché sono in gioco i diritti umani delle persone in movimento. La sospensione del trasferimento delle motovedette consente all’autorità giudiziaria di valutare la legittimità dell’atto prima che possa produrre effetti dannosi. Alla luce della documentazione depositata, riteniamo la Tunisia un porto non sicuro” ha concluso Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans.

Cds: stop a trasferimento motovedette italiane a Tunisia

Cds: stop a trasferimento motovedette italiane a TunisiaRoma, 20 giu. (askanews) – Sospesa fino a nuova decisione il trasferimento delle motovedette italiane alla Tunisia. Il Consiglio di stato ha accolto l’istanza cautelare presentata da ong e associazioni. L’udienza in Camera di consiglio è stata fissata per l’11 luglio. Asgi, Arci, ActionAid, Mediterranea Saving Humans, Spazi Circolari e Le Carbet avevano presentato ricorso al Tar del Lazio contestando il finanziamento di 4,8 milioni di euro per la rimessa in efficienza e il trasferimento alla Tunisia di sei motovedette. A fine maggio, il Tar aveva rigettato il ricorso della organizzazioni, contro il trasferimento di sei motovedette alla Garde nationale tunisina. In forza di questa decisione, per giugno era in previsione il trasferimento delle prime tre motovedette. Le associazioni hanno quindi impugnato la sentenza del Tribunale amministrativo presso il Consiglio di Stato, chiedendo d’urgenza la sospensione cautelare del provvedimento.


“Come sostenuto anche dalle Nazioni Unite, fornire motovedette alle autorità tunisine vuol dire aumentare il rischio che le persone migranti siano sottoposte a deportazioni illegali”, chiariscono Maria Teresa Brocchetto, Luce Bonzano e Cristina Laura Cecchini del pool di avvocate che segue il caso. Le violazioni dei diritti umani commesse dalle autorità tunisine sono gravissime. “Alla nuova ondata di arresti e deportazioni nei confronti delle persone migranti ora si affiancano persecuzioni contro gli attori della società civile che le sostengono”, ha setto Filippo Miraglia di ARCI, “tuttavia le politiche italiane ed europee sembrano sostenersi e giustificarsi a vicenda, impermeabili agli allarmi lanciati dalle Nazioni Unite e dalle ONG internazionali che condannano unanimemente l’operato delle autorità tunisine”. (segue)

Maturità: Platone per Greco, funzioni e geometria allo Scientifico

Maturità: Platone per Greco, funzioni e geometria allo ScientificoRoma, 20 giu. (askanews) – Secondo giorno di esame, oggi, per i 526.317 studenti che stanno affrontando la Maturità: la seconda prova scritta riguarda le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio, ovvero una versione di Greco al Classico; allo Scientifico un problema (a scelta tra 2 proposti) e 4 quesiti (a scelta tra 8) con argomenti di Matematica, Algebra e Geometria; una traccia in lingua straniera al Liceo Linguistico. I plichi con le tracce sono stati aperti alle ore 8:30: la durata della prova è di 6 ore.


Secondo le prime indiscrezioni su siti on line e social, è Platone l’autore scelto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per la versione di Greco al Liceo Classico (confermando così il “toto tracce” dei giorni scorsi), con un testo tratto dall’opera “Minosse o della legge”, dialogo tra Socrate e un anonimo sull’importanza delle leggi e dei buoni legislatori. Platone, rileva skuola.net, non usciva dal 2010 e diventa così l’autore più proposto nelle maturità classiche moderne con tre apparizioni (2024-2010-2004). Per il secondo scritto della Maturità al Liceo Scientifico, secondo le prime indiscrezioni su siti on line e social, sono proposti due problemi di matematica con studi di funzione e quesiti di geometria piana, equazioni e funzioni. Dei probliemi, riferisce skuola.net, il primo ha un’impostazione classica e non presenta alcun riferimento alla realtà; il secondo, invece, pur conservando un’impostazione classica riporta due frasi che vogliono aiutare a contestualizzare il problema, pur non entrando poi nello svolgimento pratico. I problemi tratti dalla realtà tornano nella prova di Matematica della Maturità: nel 2024 è il turno delle mattonelle esagonali (con una citazione di Carlo Emilio Gadda che nei racconti di “L’Adalgisa – Disegni milanesi” descrive minuziosamente le mattonelle di forma esagonale indicandone le dimensioni e la disposizione). Tra gli 8 quesiti proposti, aggiuntivi ai due problemi, non mancano infatti riferimenti a casi concreti: dal triangolo isoscele alla moneta truccata, passando per la descrizione matematica dell’orbita della Terra intorno al Sole.


Per il Liceo di Scienze Umane, invece, il secondo scritto invita gli studenti a svolgere una riflessione sul concetto di “interazione attiva con l’ambiente educativo” e “sull’importanza di un ambiente educativo che incoraggi l’attività, la manipolazione e l’esplorazione come fondamenta per l’apprendimento significativo nella scuola del ventunesimo secolo”: proposte due tracce con testi del filosofo e pedagogista statunitense John Dewey (da “Esperienza e educazione”) e Maria Montessori (da “La mente del bambino”. Il punteggio massimo previsto per il secondo scritto è 20 punti.


IL COLLOQUIO ORALE – Successivamente alla seconda prova, l’esame proseguirà con gli orali, a partire dal lunedì 24 (ma negli istituti che ospiteranno i seggi elettorali per i ballottaggi delle elezioni comunali l’avvio dei colloqui potrebbe slittare a martedì 25 o mercoledì 26 giugno). Il colloquio si svolge a partire dall’analisi, da parte dello studente, del materiale scelto dalla commissione, che può essere un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema. Lo studente deve poi presentare – con una breve relazione o un elaborato multimediale – le esperienze svolte nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali (PCTO, ex alternanza scuola lavoro) e infine si passerà a domande di Educazione civica.

Latina, è morto il lavoratore indiano abbandonato ferito. Indagato il titolare dell’azienda

Latina, è morto il lavoratore indiano abbandonato ferito. Indagato il titolare dell’aziendaRoma, 19 giu. (askanews) – E’ morto il l’operaio agricolo di nazionalità indiana, lasciato esanime davanti casa con un braccio tranciato da un macchinario, mentre lavorava nella campagne di Latina. Satnam Singh, 31 anni, lunedì è stato scaricato per strada, davanti alla sua abitazione senza un braccio e con le gambe lacerate. Lesioni che sarebbero state dovute all’azione di un macchinario. Trasportato in condizioni gravissime al San Camillo di Roma, non ce l’ha fatta. Il titolare dell’azienda per la quale lavorava l’immigrato indiano è stato indagato. Secondo quanto si è appreso gli inquirenti della Procura di Latina hanno proceduto anche al cambio d’imputazione del fascicolo dopo la dichiarazione di morte cerebrale arrivata dai medici dell’ospedale. Gli accertamenti sulla vicenda sono condotti dai carabinieri e coordinati dal procuratore capo Giuseppe De Falco.


“E’ appena giunta la notizia della morte del bracciante agricolo indiano, che ha subito un incidente gravissimo nelle campagne di Latina e che è stato abbandonato in gravissime condizioni, che poi ne hanno causato la morte. E’ per me veramente motivo di grande dolore dover commentare questo fatto per le modalità con cui si è svolto, per il fatto che si tratta di una persona che lavorava senza avere un regolare contratto e che è stato vittima di quello che io definisco un vero atto di barbarie, che deve essere perseguito in tutti i luoghi e in tutte le sedi”, ha detto il ministro del Lavoro, Marina Calderone, durante il question time alla Camera, aggiungendo: “I temi della contrattazione collettiva, dell’adeguatezza dei livelli salariali e il contrasto al lavoro sommerso sono centrali per la tutela delle condizioni di lavoro, obiettivo primario del ministero del Lavoro”.

Giulio Regeni nel video con l’ambulante che lo denunciò agli 007 egiziani: sono qui solo per la ricerca

Giulio Regeni nel video con l’ambulante che lo denunciò agli 007 egiziani: sono qui solo per la ricercaRoma, 19 giu. (askanews) – Nuova udienza nell’aula bunker di Rebibbia, del processo per il sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore trovato senza vita il 3 febbraio 2016 in Egitto. Imputati sono quattro ufficiali egiziani della National Security. “Voglio che il sindacato possa tirare fuori dei guadagni e io sono in Egitto solo per la ricerca e non decido sui soldi”. Così ha detto Giulio Regeni la sera del 7 gennaio 2016, parlando con il rappresentate del sindacato degli ambulanti del Cairo, Said Abdallah, che con una telecamera nascosta nella camicia ha ripreso il dialogo con il ricercatore friulano. Oggi quel video, nella sua interezza, è stato fatto vedere in aula, nell’ambito del processo.


Il lungometraggio, di oltre due ore, tutto in soggettiva circostanzia i contatti tra Abdallah e gli agenti della National Security prima e dopo l’incontro con Regeni. Al centro del dialogo tra il sindacalista e lo studioso dell’università di Cambridge è il progetto da 10 mila sterline finanziato dalla fondazione britannica Antipode e che era stato individuato da Giulio. “Cosa sarebbe questa proposta – interroga Abdallah – non capisco di cosa si tratta. L’unica cosa che capisco è che ci sono 10 mila sterline. Bisogna stare attenti per non finire in galera”. Regeni risponde che i soldi devono essere “investiti in qualche progetto, qualsiasi progetto non governativo ma affidato ai privati”. Quando Abdallah aggiunge ‘Bisogna stare attenti a parlare di queste cose perché si finisce in galera’ sembra quasi voglia avvertire il suo interlocutore. Ma pochi minuti dopo lo stesso Abdallah chiama uno degli 007, imputato nel processo e spiega: “Ho parlato con il ragazzo, ho paura che il video potrebbe cancellarsi, ditemi cosa devo fare. Vengo da voi”.


L’avvocata della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, poco prima dell’udienza, accanto ai genitori di Giulio, i signori Claudio Regeni e Paola Deffendi, aveva annunciato la proiezione: “Oggi dovrebbe essere proiettato il video in cui Giulio parla con il venditore ambulante Abdallah, che poi lo denuncia alla National Security egiziana dopo aver ripreso tutta la scena e aver cercato di far cadere in trappola, più volte, Giulio. Giulio però non cade mai nei tranelli dell’ambulante e anzi è sempre molto didattico nelle sue risposte”. “È chiaro dal video che parlano due lingue diverse – ha aggiunto – non solo perché non si capiscono, Giulio parla un arabo classico e Abdallah il dialetto egiziano che Giulio stava imparando; quindi non si capiscono anche perché hanno intenti diversi: Giulio è lì per aiutare e Abdallah è lì per poi consegnarlo alla National Security”.

Omicidio Regeni, la copia del suo passaporto fu fatta dagli 007 egiziani un mese prima della sua morte

Omicidio Regeni, la copia del suo passaporto fu fatta dagli 007 egiziani un mese prima della sua morteRoma, 19 giu. (askanews) – I 007 egiziani hanno fatto copia del passaporto di Giulio Regeni già a metà dicembre del 2015, poco più di un mese prima della scomparsa del giovane ricercatore trovato senza vita il 3 febbraio 2016 appena fuori Il Cairo. Il dato riguardo i documenti è emerso nel corso dell’udienza di oggi nel processo a carico di quattro agenti della National Security. Il colonnello dei carabinieri del Ros, Onofrio Panebianco, ha spiegato che “dell’acquisizione parlano due testimoni”. E quindi ha aggiunto: “Gli apparati di sicurezza oltre al documento di Regeni in quello stesso periodo circa un mese prima che venisse prelevato nella zona della stazione metro di Dokki, avevano acquisito copia del progetto, finanziato per 10 mila sterline, su cui stava lavorando il ricercatore friulano”.

Maturità al via. Da Ungaretti ai selfie: tutte le tracce del tema

Maturità al via. Da Ungaretti ai selfie: tutte le tracce del temaRoma, 19 giu. (askanews) – Brani di Ungaretti e Pirandello; “guerra fredda” e minaccia atomica, il valore del patrimonio artistico e culturale, il senso del silenzio in un mondo sempre più rumoroso e frenetico; l’elogio dell’imperfezione e la comunicazione digitale tra selfie e blog: sono autori e temi scelti per le 7 tracce della prima prova scritta dell’Esame di Maturità, iniziato oggi per 526.317 studenti italiani.


I maturandi hanno a disposizione 6 ore per lo svolgimento del tema (potranno consegnare l’elaborato a partire dalla terza ora) e possono scegliere tra 7 tracce trasversali, con riferimenti agli ambiti artistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, tecnologico, economico e sociale: due tracce per la tipologia A (poesia o prosa); tre tracce per la tipologia B (analisi e produzione di un testo argomentativo); due tracce per la tipologia C (tema di attualità). TRACCE TIPOLOGIA A – Per la poesia è stata scelta “Pellegrinaggio” di Giuseppe Ungaretti, con l’esperienza vissuta dall’autore durante la Prima guerra mondiale; per la prosa un brano dal romanzo “Quaderni di Serafino Gubbio operatore” di Luigi Pirandello, in cui si affronta il tema del progresso tecnologico e si riflette sui suoi possibili effetti.


TRACCE TIPOLOGIA B – La traccia di ambito storico-politico è un brano tratto da “Storia d’Europa” in cui lo storico e politico Giuseppe Galasso analizza il concetto di “guerra fredda” e il ruolo dell’equilibrio del terrore nella seconda metà del Novecento basato sulla minaccia atomica; per l’ambito artistico-letterario è stato scelto un brano da “Riscoprire il silenzio. Arte, musica, poesia, natura fra ascolto e comunicazione” della giornalista e saggista Nicoletta Polla-Mattiot, che invita a riflettere sul valore del silenzio e sui suoi benefici per la comunicazione; l’ultima traccia è un testo della costituzionalista Maria Agostina Cabiddu pubblicato nella “Rivista AIC (Associazione Italiana dei Costituzionalisti)” sul valore del patrimonio naturale, artistico e culturale italiano e sulla correlazione con il benessere delle persone. TRACCE TIPOLOGIA C – In questa tipologia lo studente è chiamato ad effettuare una riflessione critica a carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. Due i brani proposti: un testo di Rita Levi Montalcini da “Elogio dell’imperfezione” e uno da “Profili, selfie e blog. La forma diario nell’epoca di Internet” di Maurizio Caminito.


VALDITARA: “ABBORDABILI, AVREI FATTO QUELLA STORICA” – “Le tracce saranno interessanti e abbordabili. Credo che non ci saranno traumi o particolari preoccupazioni al termine di questi elaborati. I ragazzi devono, prima di scrivere, riflettere, usare la brutta copia per impostare il ragionamento e poi esprimere i propri sentimenti, cercando soprattutto di cogliere il significato profondo delle tracce”, ha detto il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, a Rtl 102.5. “Io avrei scelto una traccia storica, visto che la storia mi piace molto”, ha spiegato poi a SkyTg24 dopo l’apertura dei plichi.

Diplomifici, controlli in 70 scuole: per 47 revoca dello status di parità

Diplomifici, controlli in 70 scuole: per 47 revoca dello status di paritàRoma, 18 giu. (askanews) – Concluso il piano straordinario di vigilanza sui “diplomifici” promosso dal MIM a novembre scorso. I controlli hanno riguardato 70 scuole paritarie di II grado delle regioni Campania, Lazio e Sicilia. Per 47 di queste le direzioni scolastiche regionali, competenti in materia, hanno già avviato, nel rispetto delle regole sul contraddittorio, le procedure per la revoca della parità.


Le scuole oggetto di ispezione sono state individuate fra quelle nelle quali si è maggiormente evidenziato negli anni scolastici precedenti il fenomeno di un abnorme incremento degli studenti iscritti alle classi terminali a fronte di un esiguo numero di studenti frequentanti le classi iniziali. Il piano di vigilanza ha comportato la costituzione di 71 collegi ispettivi, composti da dirigenti tecnici di tutta l’amministrazione centrale e periferica, che hanno operato sulla base di un protocollo di visita definito a livello nazionale.


Le risultanze ispettive hanno evidenziato un quadro diffuso di irregolarità che sono passate al vaglio degli Uffici scolastici regionali di Campania e Lazio e della Regione Sicilia, soggetti competenti in materia di riconoscimento della parità scolastica nelle tre regioni interessate dal piano di vigilanza. Inoltre, in una serie di casi, i collegi ispettivi hanno promosso la segnalazione alla Guardia di Finanza, anche grazie al Protocollo d’intesa siglato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con il Comando Generale, e alla Procura della Repubblica per i profili di indagine di competenza. Tra le irregolarità più gravi e significative che sono emerse dal piano ispettivo: numero di aule insufficienti per accogliere tutte le classi attivate e/o arredi insufficienti in relazione agli studenti iscritti; mancato rispetto dei quadri orari delle discipline degli indirizzi di studio e in alcuni casi eliminazione totale di alcune discipline; mancanza dei laboratori, dell’azienda agraria nel percorso tecnico agrario, delle cucine e delle derrate alimentari nei percorsi enogastronomici; assenza del curricolo di educazione civica.


E ancora funzionamento di più classi quinte collaterali con alto tasso di studenti residenti fuori regione (fino al 90%) dei quali non è dichiarato il domicilio vicino alla scuola ai fini di una regolare frequenza scolastica; personale docente privo di abilitazione e persino del titolo di accesso per l’insegnamento delle discipline; difformità delle ore di servizio indicate nei contratti individuali di lavoro rispetto alle prestazioni lavorative risultanti dai documenti di assegnazione alle classi; grave inosservanza delle disposizioni vigenti in materia di esami di idoneità ed esami integrativi; lacune e incongruenze nella tenuta dei registri cartacei ed elettronici che minano la veridicità di quanto attestato. In aggiunta alle verifiche del piano di vigilanza, il Ministro ha promosso anche importanti iniziative normative, che sono orientate a contrastare ancora più efficacemente le irregolarità che sono emerse dalle azioni ispettive in corso. Ci si riferisce, tra le altre, all’obbligo del registro elettronico, ai limiti alla istituzione delle classe collaterali ed alle regole per il sostenimento contestuale di esami per più anni scolastici.


Le nuove misure sono state approvate in Consiglio dei ministri nell’ambito del disegno di legge Semplificazioni. Il ddl è di imminente presentazione alle Camere e sarà approvato, secondo quanto previsto dal Pnrr, entro la fine di quest’anno.